Incipit / BM-BZ
Le frasi iniziali della letteratura di ogni tempo e paese.

|  pag. prec.  |  Indice  |  pag. succ  |


Giovanni Boccaccio (1313-1375)

Corbaccio
Qualunque persona, tacendo, i benefìci ricevuti nasconde senza aver di ciò cagione convenevole, secondo il mio giudicio assai manifestamente dimostra sé essere ingrato e mal conoscente di quelli. Oh cosa iniqua e a Dio dispiacevole e gravissima a' discreti uomini, il cui malvagio fuoco il fonte secca della pietà! Del quale acciò che niuno mi possa meritamente riprendere, intendo di dimostrare nell'umile trattato seguente una speziale grazia, non per mio merito, ma per sola benignità di Colei che impetrandola da Colui che vuol quello ch'ella medesima, nuovamente mi fu conceduta. La qual cosa faccendo, non solamente parte del mio dovere pagherò, ma sanza niuno dubbio potrò a molti lettori di quella fare utilità.

Decameron
Umana cosa è l'aver compassione agli afflitti; e come che a ciascuna persona stea bene, a coloro è massimamente richiesto li quali già hanno di conforto avuto mestiere, e hannol trovato in alcuni: fra' quali, se alcuno mai n'ebbe bisogno, o gli fu caro, o già ne ricevette piacere, io son uno di quegli. Per ciò che, dalla mia prima giovanezza infino a questo tempo oltre modo essendo stato acceso d'altissimo e nobile amore, forse più assai che alla mia bassa condizione non parrebbe, narrandolo io, si richiedesse, quantunque appo coloro che discreti erano e alla cui notizia pervenne io ne fossi lodato e da molto più reputato, nondimeno mi fu egli di grandissima fatica a sofferire, certo non per crudeltà della donna amata, ma per soperchio fuoco nella mente concetto da poco regolato appetito: il quale, per ciò che a niuno convenevol termine mi lasciava contento stare, più di noia che bisogno non m'era spesse volte sentir mi facea.

Elegia di Madonna Fiammetta
Suole a' miseri crescere di dolersi vaghezza, quando di sé discernono o sentono compassione in alcuno. Adunque, acciò che in me, volonterosa più che altra a dolermi, di ciò per lunga usanza non menomi la cagione, ma s'avanzi, mi piace, o nobili donne, ne' cuori delle quali amore più che nel mio forse felicemente dimora, narrando i casi miei, di farvi, s'io posso, pietose. Né m'è cura perché il mio parlare agli uomini non pervenga, anzi, in quanto io posso, del tutto il niego loro, però che sì miseramente in me l'acerbità d'alcuno si discuopre, che gli altri simili imaginando, piuttosto schernevole riso che pietose lagrime ne vedrei.


Massimo Bocchiola (19??)

Il treno dell'assedio
Prima di tutto il resto c'è la casa. La sua casa in estate è un cascinale bianco sulle prime colline di un lembo settentrionale di Appennino. Queste alture formano come una fortezza tra due mari: a sud quello acquatico, che è il mar Ligure di levante, e a nord una piana orizzontale (equorea, come l'acqua del mare) e popolosa, in parte ancora agricola ma altrettanto degradata, che sale con crescente odio di sé verso la cinta industriale e la città di Milano. La porzione di territorio dove vive è tagliata latitudinalmente dal Po: a nord c'è la Bassa e a sud c'è l'Oltrepò dove si trova la casa.


Anders Bodelsen (1937)

Tænk på et tal (Pensa un numero)
Borck era rimasto in banca per ultimo. E come sempre quando gli capitava, cominciò a guardarsi in giro e a rimettere in ordine, cosa che avrebbe potuto benissimo lasciar fare agli addetti delle pulizie il mattino seguente.
Dopo aver sistemato i sette cestini di carta straccia vicino alla porta sul retro, ritornò alla sala principale e si affacciò alla vetrina. Sull'altro lato della piazza, dove erano i negozi, di fronte all'edificio che ospitava un cinematografo, un albero di Natale si levava alto sopra le auto parcheggiate.

(Traduzione: Maria Luisa Bocchino)


Vladimir Bogomolov (1926-2003)

Ivan (L'infanzia di Ivan)
Avevo intenzione di ispezionare le postazioni della prima linea nelle ore che precedevano l'alba, e perciò quella notte me ne andai a dormire alle nove, dopo aver ordinato che mi svegliassero alle quattro in punto della mattina.
Mi chiamarono prima del previsto: sul quadrante luminoso dell'orologio le lancette segnavano l'una meno cinque.
"Compagno primo tenente!... Compagno primo tenente! Devo parlare con lei!" Qualcuno mi scuoteva energicamente per una spalla. Alla debole luce di una lanterna che faceva splendere sul tavolo la sua fiammella tremolante, fui in grado di riconoscere il capo della ronda Vasilev, della squadra che montava la guardia nelle postazioni avanzate. "Ne abbiamo preso uno... Il sergente maggiore ci ha ordinato di portarlo qui da lei."

(Traduzione: Roberta Bovaia)


Matteo Maria Boiardo (1441-1494)

Orlando innamorato
Signori e cavallier che ve adunati
Per odir cose dilettose e nove,
Stati attenti e quïeti, et ascoltati
La bella istoria che 'l mio canto muove;
E vedereti i gesti smisurati,
L'alta fatica e le mirabil prove
Che fece il franco Orlando per amore
Nel tempo del re Carlo imperatore.


Nicolas Boileau-Despréaux (1636-1711)

Le lutrin (...)
Je chante les combats, et ce prelat terrible,
qui par ses longs travaux, et sa force invincible,
dans une illustre eglise exerçant son grand coeur,
fit placer à la fin un lutrin dans le choeur.
C' est envain que le chantre abusant d'un faux titre,
deux fois l'en fit oster par les mains du chapitre:
ce prelat sur le banc de son rival altier,
deux fois le reportant l'en couvrit tout entier.


Pierre Boileau (1906-1989) e Thomas Narcejac (Pierre Ayraud) (1908-1998

Les diaboliques
- Fernand, je t'en supplie, cesse de marcher !
Ravinel s'arrêta devant la fenêtre, écarta le rideau. Le brouillard s'épaississait. Il était jaune autour des lampadaires qui éclairaient le quai, verdâtre sous les becs de gaz de la rue. Parfois, il se gonflait en volutes, en fumées lourdes et, parfois, il se changeait en poussière d'eau, en pluie très fine dont les gouttes brillaient, suspendues. Le château avant du Smoelen apparaissait confusément, dans des trous de brume, avec des hublots éclairés. Quand Ravinel restait immobile, on entendait, par bouffées, la musique d'un phonographe. On savait que c'était un phonographe, car chaque morceau durait trois minutes environ.
I diabolici
«Fernand, ti supplico, smettila di camminare!»
Ravinel si fermò davanti alla finestra, scostò la tendina. La nebbia s'infittiva. Era gialla intorno alle lampade che illuminavano il lungofiume, verdastra sotto i lampioni a gas della strada. Ogni tanto si gonfiava in volute, in fumi pesanti, e ogni tanto si trasformava in polvere d'acqua, in pioggia sottilissima le cui gocce brillavano, sospese. Il castello di prua dello "Smoelen" appariva confusamente fra qualche spiraglio di nebbia, con i suoi oblò illuminati. Quando Ravinel rimaneva immobile, si udiva, a folate, la musica di un grammofono. Si sapeva che era un grammofono, perché ogni brano durava tre minuti circa.

(Traduzione: Sarah Cantoni)


Camillo Boito (1836-1914)

Senso
Ieri nel mio salotto giallo, mentre l'avvocatino Gino, con la voce rauca della passione lungamente repressa, mi sussurrava nell'orecchio: - Contessa, abbia compassione di me: mi cacci via, ordini ai servi di non lasciarmi più entrare; ma, in nome di Dio, mi tolga da una incertezza mortale, mi dica se posso o se non posso sperare -; mentre il povero giovane mi si gettava ai piedi, io, ritta, impassibile, mi guardavo nello specchio. Esaminavo il mio volto per trovarmi una ruga. La mia fronte, su cui scherzano i riccioletti, è liscia e tersa come quella di una bimba; a' lati delle mie ampie narici, al di sopra delle mie labbra un po' grosse e rosse, non si vede una grinza. Non ho mai scoperto un filo bianco ne' lunghi capelli, i quali, sciolti, cadono in belle onde lucide, neri più dell'inchiostro, sulle mie spalle candide.
Trentanove anni!... tremo nello scrivere questa orribile cifra. Diedi un colpetto leggiero con le mie dita affusolate sulla mano calda dell'avvocatino, la quale brancolava verso di me, e m'avviai per uscire; ma, spinta da non so quale sentimento (certo un sentimento lodevole di compassione e di amicizia), voltandomi sulla soglia, bisbigliai, credo, questa parola: - Sperate.


Roberto Bolaño (1953-2002)

2666 (2666)
La prima volta che Jean-Claude Pelletier lesse Benno von Arcimboldi fu all'età di diciannove anni, durante le feste di Natale del 1980, a Parigi, dove studiava letteratura tedesca all'università. Il libro in questione era D'Arsonval. Il giovane Pelletier allora non sapeva che il romanzo faceva parte di una trilogia (costituita dal Giardino, di ambientazione inglese, così come D'Arsonval, evidentemente, era di ambientazione francese), ma tale ignoranza o lacuna o negligenza bibliografica, che poteva essere addebitata soltanto alla sua estrema giovinezza, non sminuì di una virgola lo stupore e l'ammirazione che il libro suscitò in lui.
(Traduzione: Ilide Carmignani)

Los detective salvajes (I detective selvaggi)
2 novembre
Sono stato cordialmente invitato a far parte del realismo viscerale. Naturalmente, ho accettato. Non c'è stata cerimonia di iniziazione. Meglio così.

3 novembre
Non so bene in cosa consista il realismo viscerale. Ho diciassette anni, mi chiamo Juan García Madero, sono al primo semestre di giurisprudenza. Io non volevo studiare giurisprudenza, bensì lettere, però mio zio insisteva e alla fine ho dovuto cedere. Sono orfano. Diventerò avvocato. Fu questo quel che dissi a mio zio e a mia zia e poi mi chiusi in camera e piansi tutta la notte. O almeno una buona parte. Poi, con apparente rassegnazione, entrai alla gloriosa Facoltà di Giurisprudenza, ma dopo un mese mi iscrissi al seminario di poesia di Julio César Álamo, alla Facoltà di Lettere e Filosofia, e così conobbi i realvisceralisti, o viscerrealisti o perfino vicerealisti, come a volte gradiscono farsi chiamare.

(Traduzione: Maria Nicola

Monsieur Pain (Monsieur Pain)
Mercoledì 6 aprile, all'imbrunire, mentre stavo per lasciare le mie stanze ricevetti un telegramma della mia giovane amica madame Reynaud in cui sollecitava con urgenza la mia presenza per quella stessa sera al caffè Bordeaux, sito in rue de Rivoli, non troppo lontano da dove risiedo e a un'ora in cui, se facevo in fretta, sarei riuscito ad arrivare puntuale.
Il primo sintomo della singolarità della storia in cui stavo per coinvolgermi si presentò subito, mentre scendevo le scale e mi imbattevo, all'altezza del terzo piano, in due uomini. Parlavano lo spagnolo, una lingua che non capisco, e portavano impermeabili scuri e cappelli dalla tesa larga che, trovandosi loro a un livello inveriore al mio, ne schermavano il viso.

(Traduzione: Angelo Morino)

Una novelita lumpen (Un romanzetto canaglia)
Adesso sono una madre e anche una donna sposata, ma non molto tempo fa ero una delinquente. Mio fratello e io eravamo rimasti orfani. Il che in un certo senso giustificava tutto. Non avevamo nessuno. E tutto era accaduto dalla sera alla mattina.
I nostri genitori morirono in un incidente automobilistico durante le prime vacanze che fecero da soli, su una strada dalle parti di Napoli, credo, o su qualche altra orribile strada del sud. La nostra auto era una Fiat gialla, di seconda mano, ma che sembrava nuova. Ne rimase solo un ammasso di ferro grigio.

(Traduzione: Angelo Morino)


Heinrich Böll (1917-1985)

Ansischten eines Clowns (Opinioni di un clown)
Era già buio quando arrivai a Bonn. Feci uno sforzo per non dare al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto a creare in cinque anni di continuo viaggiare: scendere le scale della stazione, risalire altre scale, deporre la borsa da viaggio, levare il biglietto dalla tasca del soprabito, consegnare il biglietto, dirigersi verso l'edicola dei giornali, comprare le edizioni della sera, uscire, fare un cenno a un tassì. Per cinque anni quasi ogni giorno sono partito da qualche luogo e sono arrivato in qualche luogo, la mattina ho disceso e salito scale di stazioni, ho chiamato un tassì, ho cercato la moneta nella tasca della giacca per pagare la corsa, ho comperato giornali della sera alle edicole e, in un angolo riposto del mio io, ho gustato la scioltezza perfettamente studiata di questo automatismo.
(Traduzione: Amina Pandolfi)

Doktor Murkes gesammeltes Schweigen (La raccolta di silenzi del dottor Murke)
Ogni mattina, varcata la soglia degli studi della radio, Murke si sottoponeva ad un esercizio di ginnastica esistenziale: saliva nell'ascensore Paternoster, ma non usciva al secondo piano, dove era il suo ufficio; si lasciava invece portare più in alto, oltre il terzo, il quarto, il quinto piano. Lo prendeva la paura ogni volta che la piattaforma della cabina si sollevava oltre il corridoio del quinto piano, quando la cabina si elevava cigolando nel vuoto dove cavi oliati e stanghe sporche di grasso, asmatico macchinario di ferro, spingeva la cabina dall'alto al basso: Murke fissava pieno di paura quell'unico luogo dell'edificio della radio che non fosse liscio e intonacato e respirava di sollievo quando la cabina, con uno scossone si drizzava, superava quel vuoto, si metteva di nuovo in linea e lentamente si abbassava verso il quinto, il quarto, il terzo piano.
(Traduzione: Lea Ritter Santini)

Gruppenbild mit Dame (Foto di gruppo con signora)
La protagonista femminile dell'azione, nella prima parte, è una donna di quarantotto anni, germanica: alta m 1,71, pesa kg 68,8 (in abito da casa), perciò ha solo 300-400 grammi in meno del peso ideale. Ha occhi cangianti tra il blu cupo e il nero, capelli biondi molto folti e lievemente imbiancati, che le pendono giù sciolti, aderendole al capo, lisci, come un elmetto. Questa donna si chiama Leni Pfeiffer, nata Gruyten, e per trentadue anni, naturalmente con interruzioni varie, ha subito quello strano processo che si chiama processo lavorativo: per cinque anni come impiegata priva di ogni preparazione professionale nell'ufficio di suo padre; per ventisette come operaia, ugualmente non qualificata, nel ramo della floricultura.
(Traduzione: Italo Alighiero Chiusano)

Die verlorene Ehre der Katharina Blum (L'onore perduto di Katharina Blum)
Per la cronaca seguente esistono alcune fonti secondarie e tre principali che citeremo qui all'inizio e poi non più. Fonti principali: il verbale degli interrogatori della polizia, l'avvocato dott. Hubert Blorna e il suo compagno di scuola e di studi, il procuratore di Stato Peter Hach, il quale completò - in via confidenziale, beninteso - i suddetti verbali, rivelando alcune misure dell'autorità inquirente, alcune risultanze d'indagini non contenute nei verbali stessi; non - è necessario precisare - per uso ufficiale, ma solo per uso privato, avendolo commosso l'amarezza del suo amico Blorna, che non riusciva a rendersi ragione di quanto era accaduto, pur soggiungendo: "Tuttavia, a pensarci bene, non lo trovo inspiegabile, anzi addirittura logico". Poiché il caso di Katharina Blum, dato il contegno dell'accusata e la difficilissima posizione del suo avvocato difensore dott. Blorna, conserverà pur sempre un che di fittizio, forse certe piccole, umane scorrettezza commesse da Hach risulteranno non solo comprensibili, ma anche scusabili.
(Traduzione: Italo Alighiero Chiusano)


Sergej Bolmat (1960)

Sami Po Sebe (I ragazzi di San Pietroburgo)
"Che fare, eh?" chiese Ksenija Petrovna.
Non si aspettava una risposta.
A ogni modo lasciò che la pausa si prolungasse prima di tirar fuori una lunga sigaretta russa con il bocchino di carta. Erano quasi finite, e dal ruvido pacchetto di cartone si rovesciò del tabacco sui quadretti di tweed. Il portasigarette? Prenderle dal pacchetto è comunque più elegante, pensava Ksenija Petrovna. Lo scatto di un portasigarette d'oro che si apre? Sciocchezze. Un pacchetto un po' schiacciato e un Ronson sono un'altra cosa. Scrollò ancora un po' di tabacco dalla sigaretta perché fosse più facile aspirare, poi l'accostò alla fiamma. Il tabacco sfrigolò saporitamente mentre si accendeva. Ripose l'accendino nella borsetta. Lo scatto della fibbia nel silenzio. Perché fosse chiaro che la domanda era rimasta senza risposta.

(Traduzione: Mario Caramitti)


Ginevra Bompiani (1939)

Le specie del sonno
Gli Ermafroditi, a differenza delle Amazzoni ma in questo più simili ai Centauri, vivono isolati. Sembra infatti che la pienezza sia difficile da portare tra gli uomini. Perciò girano soli, leggermente imbronciati e vergognosi. Neppure si riuniscono in branchi, che anzi se due di loro s'incontrano, subito abbassano gli occhi sopraffatti dalla timidezza. Per questo vengono spesso ritratti addormentati, dato che pochi possono vantare di averne visto uno sveglio o in movimento. Pur essendo per ambo i sessi oggetto d'amore, loro che hanno carattere tenero e sistema nervoso fragilissimo, non riescono tuttavia a provare desiderio veramente per nessuno, e neppure per se stessi poichè l'equilibrio delle loro forme è così compiuto che ogni parte del corpo risponde armonicamente a un'altra, cosicchè mai si trovanno in quello stato d'animo di precarietà e insufficienza che spinge gli uomini a cercarsi. Fatti per l'amore, e incapaci di provarlo, a loro non resta che la malinconia, il sonno infantile e il dispetto.


Francesca Bonafini (1974), Mascia Di Marco (19??), Patrizia Rinaldi (1960) e Nadia Terranova (1978)

Il cavedio
Sono morto stamattina presto. La morte teneva fretta e poi di mattina si fanno le cose migliori. Pure per la morte sarà così e per uccidere a me ci è voluta forza. Qua intorno continua un pomeriggio indifferente a chi crepa e a chi rimane.
Mi guardo: sto steso sul letto, i piedi muovono, macché muovono, tengono ferma un'onda sotto al lenzuola con i ricami.
Mi hanno apparecchiato bene, ma i piedi dentro al lenzuolo fanno sacco. Stanno stretti. La dovevo smontare quella parte di legno a finale di letto, ogni sera che mi coricavo lo dicevo.
Non l'ho mai fatto.


Alessandro Bonsanti (1904-1984)

Una partenza contrastata
Tutto era pronto nel cortile stretto e umidiccio e non si aspettavano che i cavalli, quando un buttero, arrivato in quel momento da Capalbio, portò la notizia che due diligenze erano state fermate il giorno prima lungo la strada che mena a Montalto dalla banda dell'Amalfitano, e i viaggiatori depredati delle loro robe.
Mia nonna, che era stata l'intera mattina affacciata a una finestra per sorvegliare il carico dei bauli, disse subito che Amalfitano o no, si sarebbe partiti lo stesso poiché lei, adesso che era cominciato il caldo, non si sentiva di trattenersi neppure un giorno di più così vicino al mare, col rischio di prendersi le febbri.


Charles Victor de Bonstetten (1745-1832)

L'homme du midi et l'homme du nord
Cet ouvrage est le fruit d'une vie très variée, et de l'habitude contractée dès ma jeunesse, de généraliser les observations faites sur les objets qui se présentoient à mes regards. Ayant vécu dans le midi et dans le nord de l'Europe, et habité dans la Suisse même des climats très-différents, j'ai esquissé quelques idées sur l'influence des climats. Ces idées se sont peu à peu étendues, et, comme elles sont nées dans des temps éminemment historiques, et pour ainsi dire dans une époque de transition d'un état moral du globe à un autre, j'ai cru qu'elles ne seroient pas sans intérêt pour le public.
L'uomo meridionale e l'uomo nordico
Quest'opera è il frutto di una vita molto varia, e dell'abitudine contratta in gioventù di generalizzare le osservazioni fatte su tutto ciò che si presentava al mio sguardo. Avendo vissuto sia nel meridione che nel nord dell'Europa, e abitato in un paese, la Svizzera, con un clima molto differenziato, ho abbozzato qualche idea sull'influenza del clima. Queste idee si sono a poco a poco estese, e, visto che sono nate in un periodo eminentemente storico, e, per così dire, in un'epoca di transizione da uno stato morale del mondo ad un altro, credo che non siano prive di interesse per il pubblico.


Massimo Bontempelli (1878-1960)

L'amante fedele
Possedevo un'automobile: una sera da un luogo di villeggiatura accompagnai certa gente alla stazione della città più vicina. Il treno era in ritardo, loro dicevano: "Vattene pure, si fa buio, fino a casa hai forse cento chilometri, ecc.". Ma io ho preferito aspettare; per andarmene poi traverso la notte piena, quando il creato si rifà semplice ed eterno. Partita la gente uscii dalla stazione e ripresi in fretta il mio posto al volante. In breve ero fuori delle case, via per il bel viale diritto, a fari accesi.
Ma non mi sentii felice. Era una notte avvizzita. Il nero che copriva confusamente il cielo era pieno di strappi ove tremava qualche stella piccola, da quel nero colava per l'aria un impuro grigiore.

L'Eden della tartaruga
Non ci sono mestieri ignobili. Quando fui in una agenzia matrimoniale, mi avevano affidato la sezione "Vedovi e vedove". M'ero specializzato in vedovilità rimaritabili, d'ambo i sessi. Un giorno arrivò la richiesta di un vedovo, il quale specificava: "Vedovo avente il culto della sua perduta moglie, desidera rimaritarsi con vedova avente il culto del suo perduto marito". Scelsi, tra le vedove nel mio casellario, la più attraente. Dopo un triangolare scambio di domande, risposte, ed altre segnalazioni, si stabilì una presentazione, in casa del patetico richiedente.

Eva ultima
I casi, che sto per raccontare, sono semplici, ma tutt'insieme m'è sembrato formino una storia amabile a narrarsi, forse anche a sentirsi; e perfino spero che altri saprà cavarne ammaestramenti, la cui precisione a me sfugge. Così semplici quali mi paiono, e sono, qualcuno potrà invece trovarli strani e sino incredibili, tant'è la diffidenza degli uomini: io li ho saputi da fonti dirette e in certo modo riscontrati dimorando qualche tempo nei luoghi ove si svolsero. M'importava stenderne la storia prima che il ricordo ne impallidisse in me, o forse la fantasia li trasformasse.

La vita intensa
Racconto fatti veri, accaduti a me, nella città di Milano. Questa narrazione - la quale comprende tutte le avventure che mi sono occorse una mattina, tra le 12 e le 12.30, andando da via san Paolo alla Galleria - potrà sembrare troppo complicata a quanti sono capaci di andare da casa alla trattoria senza incontrare nulla che sia degno di essere raccontato.
Eppure questa è una storia vera. E io non la scrivo per quegli uomini troppo semplici.
Per contro, essa sembrerà troppo semplice ai lettori dei divini romanzi di Dumas, i quali certo esigeranno che, andando da via San Paolo alla Galleria tra le 12 e le 12.30, io dovessi incontrare almeno tre o quattro duelli, come avvenne al compianto moschettiere D'Artagnan nel romanzo che prende il nome dagli altri tre. E parrà insulsa addiritura agli ammiratori dei seccantissimi romanzi di Bourget, che per ogni mezz'ora di vita dei loro personaggi analizzano almeno venticinque movimenti psicologici principali e un centinaio di vibrazioni psichiche accessorie.
Eppure questa storia è vera così. E io non la scrivo per quegli uomini troppo complicati.

La vita operosa
Alla scuola degli allievi ufficiali io e i miei compagni studiavamo le molteplici bellicose materie su certi quaderni che si venivano trasmettendo dinasticamente di corso in coso.
Poiché i corsi duravano due mesi, il succedersi delle nostre generazioni era rapido. Passavano gli studenti; ma restava, inesausto come il sole e il pensiero, il Quaderno. Molti degli studenti li portò via la guerra; i quaderni li dové distruggere la pace, perché l'uomo è un animale improvvido, e probabilmente nessuno ha pensato a conservare, per qualche ventura guerra con corsi accelerati, quelle concentrazioni manoscritte delle discipline di Marte e di Bellona.


Jorge Luis Borges (1899-1986)

El Aleph
El immortal
En Londres, a principios del mes de junio de 1929, el anticuario Joseph Carthapilus, de Esmirna, ofreció a la princesa de Lucinge los seis volúmenes en cuarto menor (1715-1720) de la Ilíada de Pope. La princesa los adquirió; al recibirlos, cambió unas palabras con él. Era, nos dice, un hombre consumido y terroso, de ojos grises y barba gris, de rasgos singularmente vagos. Se manejaba con fluidez e ignorancia en diversas lenguas; en muy pocos minutos pasó del francés al inglés y de inglés a una conjunción enigmática de español de Salónica y de portugués de Macao. En octubre, la princesa oyó por un pasajero del Zeus que Cartaphilus había muerto en el mar, al regresar a Esmirna, y que lo habían enterrado en la isla de Ios. En el último tomo de la Ilíada halló éste manuscrito.
L'Aleph
L'immortale
A Londra, all'inizio del mese di giugno del 1929, l'antiquario Joseph Cartaphilus, di Smirne, offrì alla principessa di Lucinge i sei volumi in quarto minore (1715-1720) dell'Iliade di Pope. La principessa li acquistò e in quell'occasione scambiò qualche parola con lui. Era, ci dice, un uomo consunto e terroso, grigio d'occhi e di barba, dai tratti singolarmente vaghi. Si destreggiava con scioltezza e ignoranza in diverse lingue, in pochi minuti passò dal francese all'inglese e dall'inglese ad una misteriosa mescolanza di spagnolo di Salonicco e portoghese di Macao. Nell'ottobre la principessa seppe da un passeggero dello Zeus che Cartaphilus era morto in mare, nel tornare a Smirne, e che l'avevano seppellito nell'isola di Ios. Nell'ultimo tomo dell'Iliade trovò questo manoscritto.

(Traduzione: Francesco Tentori Montalto)

Ficciones: La Biblioteca Total (Finzioni: La biblioteca di Babele)
L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati meno uno; la loro altezza, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d'una biblioteca normale. Il lato libero dà su un angusto corridoio che porta a un'altra galleria, identica alla prima e a tutte. A destra e sinistra del corridoio vi sono due gabinetti minuscoli. Uno permette di dormire in piedi; l'altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che s'inabissa e s'innalza nel remoto.
(Traduzione: Franco Lucentini)

Historia de la eternidad (Storia dell'eternità)
In quel passo delle Enneadi che vuole indagare e definire la natura del tempo, si afferma che per farlo è indispensabile conoscere prima l'eternità, la quale - come tutti sanno - è modello e archetipo del tempo. Questa avvertenza preliminare, tanto più grave se la crediamo sincera, sembra distruggere qualsiasi speranza di intenderci con l'uomo che l'ha scritta. Il tempo è per noi un problema, un tremulo ed esigente problema, forse il più importante della metafisica; l'eternità, un gioco o una stanca speranza.
(Traduzione: Livio Bacchi Wilcock)

Historia universal de la infamia (Storia universale dell'infamia)
Nel 1517 il Padre Bartolomé de las Casas ebbe molta compassione degl'indios che si estenuavano nei laboriosi inferni delle miniere d'oro antillesi e propose all'imperatore Carlo V l'importazione di negri, che si estenuassero nei laboriosi inferni delle miniere d'oro antillesi. A questa curiosa variazione di un filantropo dobbiamo infiniti fatti: i blues di Handy, il successo ottenuto a Parigi dal pittore e dottore uruguaiano Pedro Figari, la buona prosa contadina del pure uruguaiano Vicente Rossi, le proporzioni mitologiche di Abramo Lincoln, i cinquecentomila morti della Guerra di Secessione, i tremilatrecento milioni spesi in pensioni di guerra, la statua dell'immaginario negro Falucho, l'inclusione del verbo "linchar" (linciare) nella tredicesima edizione del Diccionario de la Academia, l'impetuoso film Alleluja, la fiera carica alla baionetta guidata da Soler alla testa del suo reggimento di negri e di mulatti nel Cerrito, l'incanto della signorina X, il bruno assassino di Martin Fierro, la deplorevole rumba El Manisero, il fermato e imprigionato napoleonismo di Toussaint Louverture, la croce e il serpente di Haiti, il sangue delle capre sgozzate dal machete del papaloi, la habanera madre del tango, il candombe.
(Traduzione: Carlo Fruttero e Franco Lucentini)

El informe de Brodie (Il manoscritto di Brodie)
L'intrusa
Dicono (il che è improbabile) che la storia sia stata riferita da Eduardo, il minore dei Nelson, durante la veglia funebre di Cristián, il maggiore, che morì di morte naturale, intorno al 1890, nel distretto di Morón. Quel che è certo è che qualcuno la sentì da qualcuno, nel corso di quella lunga notte perduta, tra un mate e l'altro, e la ripeté a Santiago Dabove, dal quale l'ho saputa. Anni dopo me la raccontarono di nuovo a Turdera, dove si era svolta. La seconda versione, un po' più prolissa, confermava sostanzialmente quella di Santiago, con le piccole varianti e divergenze del caso. La scrivo adesso perché in essa si riassume, se non mi inganno, una breve e tragica immagine dell'indole dei vecchi abitanti dei sobborghi. Lo farò onestamente, ma già prevedo che cederò alla tentazione letteraria di accentuare o di aggiungere qualche dettaglio.

(Traduzione: Lucia Lorenzini)

El libro de los seres imaginarios (Il libro degli esseri immaginari)
Il titolo di questo libro potrebbe ammettere l'inclusione del principe Amleto, del punto, della linea, della superficie, dell'ipercubo, di tutti i termini generici e, forse, di ciascuno di noi e della divinità. Insomma, quasi dell'universo. Ci siamo attenuti, tuttavia, a quanto immediatamente suggerito dall'espressione "esseri immaginari", compilando un manuale delle strane entità che la fantasia degli uomini ha generato nel corso del tempo e dello spazio.
(Traduzione: Ilide Carmignani)


George Borrow (1803-1881)

The Bible in Spain
On the morning of the tenth of November, 1835, I found myself off the coast of Galicia, whose lofty mountains, gilded by the rising sun, presented a magnificent appearance. I was bound for Lisbon; we passed Cape Finisterre, and standing farther out to sea, speedily lost sight of land. On the morning of the eleventh the sea was very rough, and a remarkable circumstance occurred. I was on the forecastle, discoursing with two of the sailors: one of them, who had but just left his hammock, said, "I have had a strange dream, which I do not much like, for," continued he, pointing up to the mast, "I dreamt that I fell into the sea from the cross-trees."
La Bibbia in Spagna
All'alba del dieci novembre 1835, mi trovavo al largo della costa della Galizia, le cui superbe montagne, indorate dal sole nascente, offrivano un magnifico colpo d'occhio. Ero diretto a Lisbona. Avevamo appena passato il Capo Finisterre e ci mantenevamo al largo, così che la terra stava velocemente sparendo alla nostra vista. All'alba del giorno undici il mare era molto agitato, ed avvenne un fatto fuori dal comune. Ero sul castello di prua, parlando con due marinai: uno di loro, che si era appena alzato dalla branda, disse: "ho fatto uno strano sogno, che non mi è piaciuto per niente, perché," continuò indicando il pennone, "ho sognato di cadere in mare dall'albero maestro."

Lavengro
On an evening of July, in the year 18-, at East D-, a beautiful little town in a certain district of East Anglia, I first saw the light.
My father was a Cornish man, the youngest, as I have heard him say, of seven brothers. He sprang from a family of gentlemen, or, as some people would call them, gentillatres, for they were not very wealthy; they had a coat of arms, however, and lived on their own property at a place called Tredinnock, which being interpreted means THE HOUSE ON THE HILL, which house and the neighbouring acres had been from time immemorial in their possession.
Lavengro
In una serata di luglio dell'anno 18.., a East D..., una bella piccola città in un qualche distretto dell'East Anglia, vidi per la prima volta la luce.
Mio padre era nativo della Cornovaglia, l'ultimo, così diceva, di sette fratelli. Proveniva da una famiglia di gentlemen, o, come qualcuno li chiamava, "gentillatres", visto che non erano molto facoltosi; avevano comunque uno stemma, e vivevano in un fondo di famiglia in un luogo chiamato Tredinnock, che può essere tradotto con LA CASA SULLA COLLINA, la cui dimora, e i campi circostanti, erano di loro proprietà da tempo immemorabile.

Wild Wales
In the summer of the year 1854 myself, wife, and daughter determined upon going into Wales, to pass a few months there. We are country people of a corner of East Anglia, and, at the time of which I am speaking, had been residing so long on our own little estate, that we had become tired of the objects around us, and conceived that we should be all the better for changing the scene for a short period. We were undetermined for some time with respect to where we should go. I proposed Wales from the first, but my wife and daughter, who have always had rather a hankering after what is fashionable, said they thought it would be more advisable to go to Harrowgate, or Leamington.
Galles selvaggio
Nell'estate dell'anno 1854 io, mia moglie e mia figlia decidemmo di recarci nel Galles, per trascorrervi alcuni mesi. Siamo gente di campagna di un angolo dell'East Anglia, e, nel periodo di cui sto parlando, abitavamo da così tanto tempo nella nostra piccola tenuta che eravamo stanchi di tutto ciò che ci circondava, e pensammo che sarebbe stato meglio cambiare aria per un breve periodo. Fummo incerti per un po' su dove andare. Io proposi per primo il Galles, ma mia moglie e mia figlia, che hanno sempre avuto una forte attrazione per ciò che è alla moda, dissero che pensavano sarebbe stato più opportuno andare ad Harrowgate o a Leamington.


Claudio Antonio Bosco (1957)

La prima ultima ora
Dall’ombra del portico qualcuno scrutava l’avanzare del postino.
Il rettilineo d'asfalto spartiva per lungo tratto la campagna che cominciava a tingersi dei colori dell'autunno.
Come ogni struttura del cascinale degli avi, anche l'acciottolato parlava dell’inesorabile scorrere del tempo. Molte pietre, infatti, apparivano smosse; in alcuni punti erano addirittura mancanti.
Su di esse la pressione del piede, attraverso la suola delle scarpette da tennis, si faceva massaggio benefico e accendeva ricordi.
Da bambino, calzando galosce sempre troppo grandi, spesso aveva giocato a stare in bilico sulla loro convessità, con piccoli movimenti del piede d’appoggio.
Caricare il peso del corpo ora sulla gamba destra, ora sulla sinistra. Provare e riprovare.
Ogni pietra, un pianetino.
La sensazione fanciullesca di cadere nel vuoto dall’orlo dei mondi ritornava alla mente risalendo piano dal pozzo dei ricordi.


Jacques-Bénigne Bossuet (1627-1704)

Oraison funèbre de Henriette-Anne d'Angleterre, duchesse d'Orléans
Monseigneur, j'étais donc encore destiné à rendre ce devoir funèbre à très haute et très puissante princesse Henriette Anne d'Angleterre, duchesse d'Orléans. Elle, que j'avais vue si attentive pendant que je rendais le même devoir à la reine sa mère, devait être si tôt après le sujet d'un discours semblable, et ma triste voix était réservée à ce déplorable ministère. ô vanité! ô néant! ô mortels ignorants de leurs destinées! L'eût-elle cru, il y a dix mois? Et vous, messieurs, eussiez-vous pensé, pendant qu'elle versait tant de larmes en ce lieu, qu'elle dût si tôt vous y rassembler pour la pleurer elle-même?
Orazione funebre per Enrichetta Anna d'Inghilterra, duchessa d'Orléans
Monsignore, sono ancora una volta destinato al compito di rendere omaggio alla salma di una augusta e potente principessa: Enrichetta Anna d'Inghilterra. Ella, che ho visto così partecipe mentre rendevo il medesimo omaggio alla regina sua madre, doveva diventare dopo un tempo così breve il soggetto di un analogo discorso, e la mia voce triste essere dedicata a un così malaugurato compito. Oh vanità! Oh nulla! Oh mortali ignoranti del loro destino! L'avrebbe ella creduto, appena dieci mesi fa? E voi, signori, avreste mai immaginato, mentre ella versava tante lacrime proprio qui, che così presto vi sareste riuniti per piangerla?

Oraison funèbre de Henriette-Marie de France, reine de la Grand'Bretagne
Monseigneur, celui qui règne dans les cieux, et de qui relèvent tous les empires, à qui seul appartient la gloire, la majesté et l'indépendance, est aussi le seul qui se glorifie de faire la loi aux rois, et de leur donner, quand il lui plaît, de grandes et de terribles leçons. Soit qu'il élève les trônes, soit qu'il les abaisse, soit qu'il communique sa puissance aux princes, soit qu'il la retire à lui-même, et ne leur laisse que leur propre faiblesse, il leur apprend leurs devoirs d'une manière souveraine et digne de lui.
Orazione funebre per Enrichetta Maria di Francia, regina di Gran Bretagna
Monsignore, colui che regna in cielo, e dal quale dipendono tutti gli imperi, a cui solo appartiene la gloria, la maestà e l'indipendenza, è anche il solo che si gloria di dettare legge ai re, e di infliggere loro, come e quando vuole, grandi e terribili lezioni. Sia che innalzi i troni, sia che li sprofondi, sia che trasmetta la sua potenza ai prìncipi, sia che la ritiri, e non lasci loro che la propria debolezza, egli indica i loro doveri in maniera sovrana e degna di lui.

Oraison funèbre de très haut et très puissant prince Louis de Bourbon, prince de Condé
Monseigneur, au moment que j'ouvre la bouche pour célébrer la gloire immortelle de Louis De Bourbon, prince De Condé, je me sens également confondu, et par la grandeur du sujet, et, s'il m'est permis de l'avouer, par l'inutilité du travail. Quelle partie du monde habitable n'a pas ouï les victoires du prince De Condé et les merveilles de sa vie? On les raconte partout: le français qui les vante n'apprend rien à l'étranger; et, quoi que je puisse aujourd'hui vous en rapporter, toujours prévenu par vos pensées, j'aurai encore à répondre au secret reproche que vous me ferez, d'être demeuré beaucoup au-dessous.
Orazione funebre per l'augusto e potente principe Luigi di Borbone, principe di Condé
Monsignore, nel momento in cui apro bocca per celebrare la gloria immortale di Luigi di Borbone, principe di Condé, mi sento nel contempo confuso, e per la grandezza del soggetto, e, se mi è permesso di confessarlo, per l'inutilità delle mie parole. Quale parte del mondo conosciuto non ha udito delle vittorie del principe di Condé e delle meraviglie della sua vita? Si narrano dappertutto: il francese che le ostenta non ha nulla da insegnare allo straniero; e, qualunque cosa io possa oggi riferirvi, sempre anticipato dai vostri pensieri, dovrei comunque rispondere al segreto rimprovero che voi mi fareste, di esser rimasto molto al di sotto della realtà.


James Boswell (1740-1795)

The Life of Samuel Johnson
Had Dr. Johnson written his own life, in conformity with the opinion which he has given, that every man's life may be best written by himself; had he employed in the preservation of his own history, that clearness of narration and elegance of language in which he has embalmed so many eminent persons, the world would probably have had the most perfect example of biography that was ever exhibited. But although he at different times, in a desultory manner, committed to writing many particulars of the progress of his mind and fortunes, he never had persevering diligence enough to form them into a regular composition. Of these memorials a few have been preserved; but the greater part was consigned by him to the flames, a few days before his death.
La vita di Samuel Johnson
Se il Dr. Johnson avesse scritto la sua autobiobrafia, in conformità al principio, da lui stesso affermato, che la vita di qualsiasi uomo può essere raccontata meglio da lui stesso, si sarebbe certamente impegnato a narrare la sua storia personale con la chiarezza di scrittura e l'eleganza di linguaggio usata nel descrivere tanti eminenti personaggi, e il mondo avrebbe probabilmente avuto il più perfetto esempio di biografia che sia mai stata scritta. Però, sebbene in tempi diversi e in maniera discontinua, egli affidò alla penna molti particolari sugli sviluppi del suo intelletto e delle vicende della sua vita, non ebbe la costanza bastante a dare forma compiuta ai suoi scritti. Di queste memorie poco è rimasto, anche perché la maggior parte di esse fu data alle fiamme dallo stesso autore, pochi giorni prima della sua morte.


Louis-Hyacinthe Bouilhet (1822-1869)

Melaenis (...)
De tous ceux qui jamais ont promené dans Rome,
du quartier de Suburre au mont Capitolin,
le cothurne à la grecque et la toge de lin,
le plus beau fut Paulus; c'est ainsi que se nomme
le héros de ces vers, et je vous dirai comme
il fut d'un sénateur le produit clandestin.
"tout beau! Dit le censeur, aux poses magistrales,
un héros clandestin! C'est une indignité! ..."


Elémir Bourges (1852-1925)

Le crépuscule des dieux
Le 25 juin 1866, jour anniversaire de sa naissance, Charles D'Este, premier du nom, duc régnant de Blankenbourg, donna une fête de nuit dans sa résidence de Wendessen. Si menaçant que tout parût, car la guerre venait d'éclater entre la Prusse d'une part, et les états confédérés de l'autre, - où le duc avait pris parti contre la Prusse, - néanmoins ce grave événement, le départ récent de l'armée commandée par le prince Wilhelm, et le deuil, l'angoisse, les larmes, la détresse de tout le duché n'avaient pu surmonter son goût pour le luxe et la magnificence; outre qu'un mépris si hautain et si affiché de l'ennemi lui semblait d'une âme romaine, et une admirable politique pour donner du coeur à ses sujets.
Il crepuscolo degli dei
Il 25 giungo 1866, anniversario della sua nascita, Carlo d'Este, primo del nome, duca regnante del Blakenburgo, diede una festa notturna nella sua residenza di Wendessen. I tempi non promettevano niente di buono, visto che sembrava inevitabile lo scoppio della guerra fra la Prussia da una parte e gli stati confederati dall'altra, con il duca schierato contro la Prussia; tuttavia questi gravi avvenimenti, la recente partenza dell'armata comandata dal principe Guglielmo, e il dolore, l'angoscia, le lacrime, la miseria dell'intero ducato non avevano potuto sovrastare il suo gusto per il lusso e la magnificenza, e non avevano intaccato né il suo disprezzo così altero e ostentato per il nemico, che lo faceva somigliare ad un antico romano, né la sua ammirevole politica tesa a dare coraggio ai suoi sudditi.


Jeanne Bourin (1922-2003)

La chambre des Dames (La camera delle signore)
Lacerando la notte che declinava, improvvisamente il corvo dava il segnale del giorno. Gli squilli rauchi dell'ottone risuonavano dall'alto delle torri principali della città per avvertire i borghesi di guardia che con l'alba il loro servizio terminava, che si potevano rilevare le sentinelle.
Superando i tetti di tegole, i folti campanili, le torrette, le guglie di pietra, il palazzo del re e la cattedrale dedicata a Notre-Dame, superando i due ponti che scavalcavano la Senna sotto il peso delle case che reggevano, i giardini, i vigneti, gli orti chiusi tra le mura, superando tozzi bastioni, le loro cinque dozzine di torri merlate e le loro porte fortificate che proteggevano Parigi, il richiamo della tromba si propagava nella valle opulenta, sulle colline, sui campi, sulle badie e sui villaggi andando a spezzare i suoi echi sotto i rami dei boschi.

(Traduzione: Maria Gabriella Cecchini)

Le jeu de la tentation (Il gioco della tentazione)
Il mattino d'estate era carico di promesse.
"Saranno mantenute?" si domandò Marie piena di nuovo entusiasmo.
Mentre percorreva con passo spedito il sentiero che conduceva dalla casa nei campi dove abitava suo suocero al vicino villaggio di Gentilly, la giovane donna riandava con compiacimento alle ragioni che la inducevano a far sua la gaiezza della natura. Erano tre: il trionfo della bella stagione, i preparativi di una festa di cui avrebbe diviso le gioie con i suoi figli e, più intimamente, i benefici dell'amore...
Che cosa aveva detto, poco prima, durante la messa quotidiana, il curato del borgo?
"Il peccato della carne è poca cosa, tutto sommato, cari fratelli, sebbene non sia raccomandabile, certo, cadere nella licenza. Ma l'unico che conta veramente, l'unico grave per la nostra salvezza, l'unico mortale è il peccato contro lo Spirito!"
Dio doveva aver ispirato il suo prete. Malgrado la notte che aveva appena trascorsa tra le braccia di Côme, Marie si sentiva giustificata. Un corpo in pace e un'anima leggera non potevano aver nulla a che fare col Male.

(Traduzione: Marina Valente)


Rhys Bowen (Janet Quin-Harkin) (1941)

The Twelve Clues of Christmas
Ah, Christmas: chestnuts roasting; Yule logs crackling merrily; tables groaning under roast goose, turkey, mince pies and flaming plum puddings; carols and mistletoe; goodwill to all men. I'm sure there were some houses in Britain where this was going to be the case, in spite of the depression just not at Castle Rannoch, on the bleak Scottish moors, where I was currently trapped for the winter. No, I was not snowed in or being held prisoner. I was there of my own volition. I happen to be Lady Georgiana Rannoch, sister to the current duke, and that bleak castle is my family home.
I dodici delitti di Natale
Ah, Natale: caldarroste; ceppi che scoppiettano allegramente nel camino; tavole cariche di anatre arrosto, tacchini, tortine ripiene di mele e pudding flambé; canti e vischio; benevolenza verso tutti gli esseri umani. Ero certa che, nonostante la crisi economica, in alcune case inglesi le cose sarebbero andate proprio così, ma non certo a Castle Rannoch, in quelle cupe brughiere scozzesi dove mi trovavo al momento, intrappolata per tutto l’inverno. No, non ero bloccata dalla neve o tenuta prigioniera. Ero lì di mia spontanea volontà. Si dà il caso che io sia lady Georgiana Rannoch, sorella dell’attuale duca, e che questo lugubre castello sia la casa della mia famiglia.

(Traduzione: Marilena Caselli)


Paul Bowles (1910-1999)

The Sheltering Sky
He awoke, opened his eyes. The room meant very little to him; he was too deeply immersed in the non-being from which he had just come. If he had not the energy to ascertain his position in time and space, he also lacked the desire. He was somewhere, he had come back through vast regions from nowhere; there was the certitude of an infinite sadness at the core of his consciousness, but the sadness was reassuring, because it alone was familiar. He needed no further consolation. In utter comfort, utter relaxation he lay absolutely still for a while, and then sank back into one of the light momentary sleeps that occur after a long, profound one.
Il tè nel deserto
Si svegliò, aprì gli occhi. La stanza gli diceva poco o niente, profondamente immerso com'era nel non-essere da cui era appena affiorato. Se l'energia di accertare la propria collocazione nel tempo e nello spazio gli mancava, gliene mancava anche il desiderio. Sapeva soltanto di esistere, d'avere attraversato vaste regioni per ritornare dal nulla; c'era, al centro della sua coscienza, la certezza di una tristezza infinita e al tempo stesso rassicurante, poiché era la sola ad essergli familiare. Non aveva bisogno di ulteriore consolazione. Del tutto rilassato e a suo agio, giacque per un poco assolutamente immobile, poi scivolò in uno di quei sopori momentanei che spesso seguono a un sonno lungo e profondo.

(Traduzione: Hilia Brinis)

Up Above the World
The Slades sat down to thei breakfast more asleep than awake. The ship was in; they had heard its mournful whistle when it had arrived out in the harbour at some dark hour during the night.
Now it was only a question of getting aboard with the luggage. Last night, when they returned from their pre-bedtime walk around the deserted town, the proprietor had told them to set their minds at rest: the night watchman would wake them at half past five, and breakfast would be served in the dining room at six. It was now twenty to seven. In the center of the romm a black woman on her knees scrubbled the spotless board floor. There was no one else in evidence, although faint sounds came from the region of the kitchen.
In cima al mondo
Gli Slade si sedettero a colazione più addormentati che svegli. La nave aveva attraccato: ne avevano sentito la lugubre sirena quando era entrata in porto a notte fonda.
Adesso si trattava solo di salire a bordo con i bagagli. La notte precedente quando erano tornati dalla loro passeggiata serale nella città deserta, il proprietario dell'albergo aveva detto loro di star tranquilli: il portiere di notte li avrebbe svegliati alle cinque e mezzo e la colazione sarebbe stata servita nella sala da pranzo alle sei. Adesso erano le sette meno venti. In mezzo alla sala, una donna di colore, in ginocchio, strofinava il parquet immacolato. A parte lei, non c'era anima viva in giro, benché dei vaghi rumori provenissero dalla zona cucina.

(Traduzione: Eileen Romano)


Malcolm Bradbury (1932-2000)

Doctor Criminale (...)
As it happened (and most of this did more or less happen), I first met her at the Booker Prize for Fiction. We both turned up at the great autumn prizegiving dinner in the London Guildhall; she was there to tell one kind of story, I was there to tell another. She was an assistant producer on the live television coverage for the BBC's 'Late Show', which for once was going out earlier than usual; I was covering the great event for the What's Happening section of the Serious Sunday newspaper I worked for - which, since the Booker Prize beanfeast fell on a Tuesday, meant that my copy was going out later than usual. And in the event it did not go out at all, for my Serious Sunday, as Serious Sunday newspapers seem to have a way of doing, went bankrupt in the interim.


Ray Bradbury (1920-2012)

Dandelion Wine
It was a quiet morning, the town covered over with darkness and at ease in bed. Summer gathered in the weather, the wind had the proper touch, the breathing of the world was long and warm and slow. You had only to rise, lean from your window, and know that this indeed was the first real time of freedom and living, this was the first morning of summer.
Douglas Spaulding, twelve, freshly wakened, let summer idle him on its early-morning stream.
L'estate incantata
Era una mattina tranquilla e la città era ancora avvolta nel buio, infilata a letto. Il tempo diceva che era estate: il vento aveva quel certo tocco e il respiro del mondo era lungo, caldo e lento. Bastava alzarsi e sporgersi dalla finestra per sapere che questo era il primo giorno di libertà e di vita, il primo mattino d'estate.
Douglas Spauding, dodici anni, appena sveglio, lasciò che l'estate lo cullasse nel flusso pigro dell'alba.

(Traduzione: Giuseppe Lippi)

Fahrenheit 451
It was a pleasure to burn.
It was a special pleasure to see things eaten, to see things blackened and changed. With the brass nozzle in his fists, with this great python spitting its venomous kerosene upon the world, the blood pounded in his head, and his hands were the hands of some amazing conductor playing all the symphonies of blazing and burning to bring down the tatters and charcoal ruins of history. With his symbolic helmet numbered 451 on his stolid head, and his eyes all orange flame with the thought of what came next, he flicked the igniter and the house jumped up in a gorging fire that burned the evening sky red and yellow and black.
Fahrenheit 451
Era una gioia appiccare il fuoco.
Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite,
diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo.
(Traduzione: Giorgio Monicelli)

The Martian Chronicles
One minute it was Ohio winter, with doors closed, windows locked, the panes blind with frost, icicles fringing every roof, children skiing on slopes, housewives lumbering like great black bears in their furs along the icy streets.
And then a long wave of warmth crossed tha small town. A flooding sea of hot air; it seemed as if someone had left a bakery door open. The heat pulsed among the cottages and bushes and children. The icicles dropped, shattering, to melt.
Cronache marziane
Fino a un istante prima era ancora inverno nell'Ohio, le porte chiuse, i vetri delle finestre ricoperti di brina, stalattiti di ghiaccio a frangia d'ogni tetto, bimbi che sciavano sui pendii, massaie dondolanti come grandi orsi neri nelle loro pellicce sulle vie gelate.
E a un tratto una lunga onda tiepida era passata sulla cittadina. Una marea d'aria calda, quasi che qualcuno avesse lasciato aperta la porta di una panetteria. Il calore pulsava tra le casette, i cespugli, i ragazzi. Le stalattiti di ghiaccio si distaccavano, rovinose, e, in frantumi, si scioglievano rapidamente.

(Traduzione: Giorgio Monicelli)


Mary Elizabeth Braddon (1837-1915)

The Cold Embrace
He was an artist - such things as happened to him happen sometimes to artists.
He was a German - such things as happened to him happen sometimes to Germans.
He was young, handsome, studious, enthusiastic, metaphysical, reckless, unbelieving, heartless.
And being young, handsome and eloquent, he was beloved.
He was an orphan, under the guardianship of his dead father's brother, his uncle Wilhelm, in whose house he had been brought up from a little child; and she who loved him was his cousin - his cousin Gertrude, whom he swore he loved in return.
Il gelido abbraccio
Era un artista… cose come quelle che gli accaddero accadono a volte agli artisti.
Era tedesco… accadono a volte cose simili ai tedeschi.
Era giovane, bello, studioso, appassionato, metafisico, temerario, incredulo, crudele.
E grazie alla sua giovinezza, all’avvenenza e e all’eloquenza, era molto amato.
Era un orfano, sotto la tutela del fratello di suo padre, lo zio Wilhelm, nella cui casa abitava fin dalla più tenera età; e colei che l’amava tanto era la cugina, sua cugina Gertrude, che lui, a sua volta, giurava d’amare.

(Traduzione: Katia Bagnoli)

Lady Audley's Secret
It lay down in a hollow, rich with fine old timber and luxuriant pastures; and you came upon it through an avenue of limes, bordered on either side by meadows, over the high hedges of which the cattle looked inquisitively at you as you passed, wondering, perhaps, what you wanted; for there was no thorough-fare, and unless you were going to the Court you had no business there at all.
At the end of this avenue there was an old arch and a clock tower, with a stupid, bewildering clock, which had only one hand—and which jumped straight from one hour to the next—and was therefore always in extremes. Through this arch you walked straight into the gardens of Audley Court.
Il segreto di Lady Audley
Si estendeva in una zona prativa bassa, ricca di boschi e di pascoli, e vi si giungeva per un viale di tigli, fiancheggiato da prati su entrambi i lati. Al di sopra delle alte siepi, il bestiame osservava con curiosità chi passava, chiedendosi cosa mai potesse volere, perché non esistevano strade di transito e, a meno che ci si recasse al Castello, non vi era motivo di trovarsi lì.
Alla fine del viale cerano un arco antico e una torre con uno stupido e sconcertante orologio che aveva un'unica lancetta e saltava direttamente da un'ora all'altra ed era quindi sempre perentorio nelle sue indicazioni. Attraverso l'arco si entrava direttamente nel giardino di Audley Court.

(Traduzione: Sandra Petrignani)


Ulrich Bräker (1735-1798)

Lebensgeschichte und Natürliche Ebentheuer des Armen Mannes im Tockenburg
Obschon ich die Vorreden sonst hasse, muß ich doch ein Wörtchen zum voraus sagen, ehe ich diese Blätter, weiß noch selbst nicht mit was vor Zeug überschmiere. Was mich dazu bewogen? Eitelkeit? - Freylich! - Einmal ist die Schreibsucht da. Ich möchte aus meinen Papieren, von denen ich viele mit Eckel ansehe, einen Auszug machen. Ich möchte meine Lebenstage durchwandern, und das Merkwürdigste in dieser Erzählung aufbehalten. Ist's Hochmuth, Eigenliebe? Freylich!
Il poveruomo del Tockenburg
Per quanto io detesti le premesse, non posso fare a meno di anticipare due paroline prima di impiastricciare questi fogli con non so neppure io quali scarabocchi. Cosa mi stimola? La vanità? Perché no, se ti ha preso la smania di scrivere! (Desidero, però, fare anche una bella scelta delle mie tante carte, che talvolta guardo io stesso con avversione). Qui mi propongo di sfogliare i giorni della mia vita e raccontarne gli avvenimenti più singolari, Presunzione? Civetteria? Perché no!

(Traduzione: Franco Lo Re)


Vitaliano Brancati (1907-1954)

Gli anni perduti
Un giorno di settembre, Leonardo Barini lasciò Roma, ove dirigeva la rivista letteraria Campoformio, e fece ritorno a Natàca, città Mediterranea e sua città natale.
A Roma, aveva sofferto di vertigini e capogiri, la salute s'èra guastata. Ma sarebbero bastati venti giorni di riposo e di dieta in seno alla famiglia, per guarirsi completamente. Senza dubbio si trattava di una cosa da nulla. Fra venti giorni, sarebbe ripartito per Roma.

Il bell'Antonio
Dei siciliani scapoli che si stabilirono a Roma intorno al 1930, otto per lo meno, se la memoria non m'inganna, affittarono ciascuno una casa ammobiliata, in quartieri poco rumorosi e frequentati, e quasi tutti andarono a finire presso insigni monumenti, dei quali però non seppero mai la storia né osservarono la bellezza, e talvolta addirittura non li videro. Che cosa non saltò il loro occhio ansioso di scorgere la donna desiderata in mezzo alla folla che scendeva dal tram? Cupole, portali, fontane... opere che, prima di essere attuate e compiute, tennero aggrottate per anni la fronte di Michelangelo o del Borromini, non riuscirono a farsi minimamente notare dall'occhio mobile e nero dell'ospite meridionale!

Don Giovanni in Sicilia
Giovanni Percolla aveva quarant'anni, e viveva da dieci anni in compagnia di tre sorelle, la più giovane delle quali diceva di essere "vedova di guerra". Non si sa come, nel momento in cui pronunciava questa frase, ella si trovava con una matita e un foglio in mano, e subito si poneva a scrivere dei numeri, accompagnandosi con queste parole:
"Quando io ero in età da marito, scoppiò la grande guerra. Ci furono seicentomila morti e trecentomila invalidi. Alle ragazze di quel tempo, venne a mancare un milione di probabilità per sposarsi. Eh, un milione è un milione! Non credo di ragionare da folle se penso che uno di quei morti avrebbe potuto essere mio marito!"

Paolo il caldo
23 giugno 1952. Mi trovo seduto sulla terrazza dell'albergo Baglioni, innamorato di mia moglie. Sono le dieci di sera. Ho terminato di mangiare e, grazia alla vitalità che mi ha infuso il vino gelato di Chianti, fra i pensieri che possono eccitarmi a una dolce fantasticheria, me scelgo uno che, in uno stato diverso, mi sembrerebbe noioso o addirittura lugubre: fra pochi giorni, avrò compiuto quarantacinque anni. Sino a tre mesi fa, quando pensavo alla vita, mi pareva che, tra i miei piedi e la testa, ci fossero tutti gli anni che avevo vissuto. Io, così basso di statura, mi sentivo alto nel tempo, tentennante come su una pertica, non senza una sgradevole impressione di vertigine e di nausea.


Christianna Brand (pseud. di Mary Christianna Milne) (1907-1988)

The Crooked Wreath (Uno della famiglia)
Edward Treviss sedeva in una stanza in penombra dando beatamente sfogo alla propria anima con l'ultimo psicoanalista fuggito qualche anno prima in circostanze drammatiche dall'Austria occupata dai nazisti. "Sì, ho quasi diciotto anni, dottore. Sono venuto da lei in segreto perché la nonna avrebbe insistito per accompagnarmi e raccontare un sacco di stupidi particolari che non hanno il benché minimo interesse... Mia nonna? Oh, è lady March, la moglie di mio nonno sir Richard March, anche se è la sua seconda moglie, capisce, e in realtà la loro figlia, vale a dire mia madre, è nata illegittima. Naturalmente, mia madre e mio padre si sono appropriatamente sposati e tutto il resto...".
(Traduzione: Gian Matteo Montanari


Alessio Brandolini (1958)

Un bosco nel muro
Il professore di fisica
Parliamo dell'atomo, delle ultime importanti scoperte. Dei misteri dell'universo, dell'origine della vita. Lui, borse sotto gli occhi, sprofondato nella poltrona dai braccioli logori, sorseggia acqua e passa la lingua scura sulle labbra. Dopo mezz'ora sono a disagio. Un errore chiamarlo? Alla gioia è subentrata la delusione. Ci si aspetta sempre chissà che dagli altri. Ma il professor Bellocci era già vecchio quando insegnava fisica nucleare alle superiori, ed è stato dieci anni fa: con l'unico figlio morto a trent'anni in un incidente con la moto e la moglie ricoverata in una clinica per malati di mente, normale ridursi così.

L'amore non è mai inutile
Per pronunciare le sue frasi tronche socchiudeva appena la bocca e lasciava venir fuori un sussurro di cinque, al massimo sette parole, sempre difficili da capire. Poi si bloccava, faceva un lunga pausa, come se dovesse riprendere fiato o pescare i vocaboli in un pozzo profondo. Però mi piaceva lo stesso ascoltarla, per via della voce bassa, quasi roca, suadente quando le brevi frasi srotolavano esitanti sulle sue labbra.
È buffo, lo so, ma davvero facemmo amicizia dentro il cimitero monumentale del Verano dopo esserci osservati a lungo, per mesi, ciascuno stando davanti alla tomba che s'andava a visitare. Arrivava sempre prima di me e la spiavo mentre cambiava i fiori, lucidava la lapide e la foto del "caro defunto" o se ne stava raccolta in preghiera, talvolta anche in ginocchio. Sotto il sole o l'ombrello, se pioveva. Lì dentro ci trascorreva intere mattinate.


Brantôme (Pierre de Bourdeille) (1540-1614)

Vies de Dames Galantes
D’autant que ce sont les dames qui ont fait la fondation du cocuage, et que ce sont elles qui font les hommes cocus, j’ay voulu mettre ce discours parmi ce livre des dames, encore que je parleray autant des hommes que des femmes
Le dame galanti
Dappoiché l’invenzion de le corna e il merito di far gli uomini cornuti son da attribuirsi alle donne, da esse ho voluto iniziare il discorso, se pur di maschi e femmine insieme io m’appresti a favellare.

(Traduzione: ?)


Diego Brasioli (1961)

Il caffè di Tamer
Dori Goldman: un uomo normale, dalla storia normale, tale da non offrire spunti degni di nota, se non per i suoi immediati congiunti, i suoi conoscenti.
Eppure, egli ha vissuto in una situazione che normale certo non è. Ed ecco che allora gli è spettato il dubbio (e, dato le circostanze, triste) privilegio di vedersi consacrato da un paio di articoli si stampa, una fuggevole notizia nel telegiornale della sera, un breve momento, senza neanche una foto, di celebrità postuma.


Richard Brautigan (1935-1984)

The Abortion: An Historical Romance (La casa dei libri)
Questa è una bellissima biblioteca, molto fornita, molto americana, e l'ora è perfetta. È mezzanotte. La biblioteca dorme profondamente. Come un bimbo che sogna, la porto dentro l'oscurità di queste pagine. Adesso la biblioteca è "chiusa", ma io non devo tornare a casa, perché è questa la mia casa, da anni. Del resto, devo stare sempre qui. Rientra nelle mie mansioni. Non vorrei darmi il tono d'un piccolo burocrate, però mi spaventa solo l'idea che possa venire qualcuno e non trovarmi.
(Traduzione: Pier Francesco Paolini)


Kate Braverman (1950)

The Incantation of Frida K. (L'incantesimo di Frida K.)
Nella pioggia sono nata e nella pioggia morirò. Che mi conoscano come fiume, come porto. Di me diranno che ero una sgualdrina sboccata come un marinaio. Non ricorderanno l'eleganza e il riserbo. Diranno che guardandomi negli occhi hanno contato centoquarantasei pellicani in volo lungo una linea tremolante su un lungomare al tramonto.
Gli uomini non hanno un lessico per occhi come questi. Castani, calcolatori e predatori. Agli uomini manca la gamma dei colori, la tavolozza.

(Traduzione: Lidia Perria)


Silvia Bre (19??)

Sempre perdendosi
Poiché il cielo è così alto io sono un servo:
è giusto non dormire.

La gola è stretta, da intonare all'urlo,
dentro ho la vocazione maledetta.
Ma mi confondo
con tutto questo sonno.
Amo senza capire.
È non capire, che amo fino in fondo.


Anthelme Brillat-Savarin (1755-1826)

Physiologie du goût
Pour servir de prolégomènes à son ouvrage et de base éternelle à la science.
I - l'univers n'est rien que par la vie, et tout ce qui vit se nourrit.
II - les animaux se repaissent; l'homme mange; l'homme d'esprit seul sait manger.
III - la destinée des nations dépend de la manière dont elles se nourrissent.
IV - dis-moi ce que tu manges, je te dirai ce que tu es.
V - le créateur, en obligeant l'homme à manger pour vivre, l'y invite par l'appétit, et l'en récompense par le plaisir.
Fisiologia del gusto
Per servire da prolegomeni all'opera e fornire una base definitiva alla scienza.
I - l'universo non esiste senza la vita, e tutto ciò che vive si nutre.
II - gli animali pascolano; l'uomo mangia; soltanto l'uomo di spirito sa mangiare.
III - i destini delle nazioni dipendono dalla maniera in cui si nutrono.
IV - dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei.
V - il creatore, obbligando l'uomo a mangiare per vivere, lo invoglia con l'appetito, e lo ricompensa con il piacere.


André Brink (1935)

Imaginings of Sand
A big girl now; the stupid phrase careering through my head from the moment the plane took off from Heathrow. The great return. All these years of wondering how it would be; so many others have risked it, some to tumultuous crowds, toyi-toying, shouting, singing; others slinking home along back ways. Not I. the day I'd left the country I'd sworn it would be for good. And I'd held out, unyielding to all natural appeals. Then this phone call, and what else was to be done? I did not even stop to think.
La polvere dei sogni
Una ragazza grande, ormai: la stupida frase mi ronza in testa fin dal momento in cui l'aereo è decollato da Heathrow. Il grande ritorno. Tutti questi anni a chiedermi come sarebbe stato; tanti altri ci avevano provato, alcuni accolti da folle tumultuose, fra risa, urla e canti; altri sgattaiolando verso casa lungo vie secondarie. Io no. Il giorno in cui avevo lasciato il paese avevo giurato che sarebbe stato definitivo. E avevo tenuto duro, senza cedere a nessun richiamo della natura. Poi era arrivata la telefonata, e cos'altro avrei potuto fare? Non ero neanche stata a pensarci sopra.
(Traduzione: Raul Montanari)


Sybil Grace Brinton (1874-1927/28)

Old Friends and New Fancies
There is one characteristic which may be safely said to belong to nearly all happily-married couples—that of desiring to see equally happy marriages among their young friends; and in some cases, where their wishes are strong and circumstances seem favourable to the exertion of their own efforts, they may even embark upon the perilous but delightful course of helping those persons whose minds are as yet not made up, to form a decision respecting this important crisis in life, and this done, to assist in clearing the way in order that this decision may forthwith be acted upon.
Vecchi amici e nuovi amori
C'è una caratteristica propria di quasi ogni coppia felicemente sposata - ovvero il desiderio di vedere matrimoni altrettanto felici tra i propri giovani amici; e in alcuni casi, laddove questo desiderio è forte e le circostanze appaiono favorevoli alla buona riuscita dei loro sforzi , accade che essi si imbarchino nella pericolosa ma piacevolissima impresa di aiutare quelle persone ancora incerte, a prendere una decisione riguardo a questo passo così importante della vita, e fatto ciò, si prodighino a rimuovere ogni ostacolo affinché questa decisione possa celermente tradursi in azione.

(Traduzione: Camilla Caporicci)


Enrico Brizzi (1974)

Jack Frusciante è uscito dal gruppo
presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
ma non ghignate, per favore, poiché all'epoca il vecchio Alex non aveva ancora compiuto diciott'anni e in quei giorni il cielo di Bologna era espressivo come un blocco di ghisa sorda e da simili espressività non avreste potuto aspettarvi nulla d'esaltante, neppure uno di quei bei temporaloni definitivi che lavano le strade e da quasi due settimane la città giaceva tramortita sotto una pioggia esangue senza nome.


Virgilio Brocchi (1876-1961)

Mitì
Piovigginava. Alto, robusto, Marcello Renieri andava per il Pavaglione lustrante d'umidità, e un sorriso tagliente gli assottigliava la bocca avvicinandosi a due signore che conversavano tranquillamente sotto l'arcata del portico, senza curarsi del domestico in livrea che, a capo scoperto, con una mano reggeva il cilindro e con l'altra teneva spalancato dinanzi a loro lo sportello della carrozza.


Hermann Broch (1886-1951)

Die Schlafwandler. 1888: Pasenow oder die Romantik (I sonnambuli. 1888 Pasenow o il romanticismo)
Nel 1888 il signor von Pasenow aveva settant'anni e taluni provavano una singolare, inesplicabile antipatia quando lo vedevano passare per le vie di Berlino; anzi, nella loro antipatia affermavano persino che doveva essere un vecchio cattivo. Piccolo, ma di giuste proporzioni, non scarno, ma neppure obeso; era cosí ben proporzionato che il cilindro, da lui sempre usato in città, non appariva affatto ridicolo. Portava la barba alla Guglielmo I, ma più corta, e sulle sue guance non c'era traccia di quella lanugine bianca che dava al sovrano la sua aria affabile; persino i capelli, appena un po' diradati, mostravano solo alcuni peli bianchi; nonostante i suoi settant'anni, egli aveva mantenuto il biondo della giovinezza, quel biondo rossastro che ricorda la paglia putrescente e proprio non si addice a un vecchio, cui si preferirebbe attribuire una chioma più rispettabile.(Traduzione: Clara Bovero)

Die Schlafwandler. 1903: Esch oder die Anarchie (I sonnambuli. 1903 Esch o l'anarchia)
Il 2 marzo 1903 fu un brutto giorno per il trentenne August Esch, impiegato di commercio; aveva litigato con il principale ed era stato mandato a spasso ancor prima che gli si offrisse il destro di licenziarsi. E cosí s'irritava non tanto per il licenziamento quanto per il fatto di non esser stato più pronto. E ne avrebbe avute da cantargli sulla faccia a quell'uomo, che non sapeva nemmeno cosa succedesse nella sua ditta, che si fondava sui suggerimenti di un Nentwig, e non sospettava neppure che quel Nentwig intascava senserie ogni volta che poteva; e magari egli chiudeva gli occhi a bella posta, perché quel Nentwig doveva essere a conoscenza di qualche porcheria.
(Traduzione: Clara Bovero)

Die Schlafwandler. 1918: Huguenau oder die Sachlichkeit (I sonnambuli. 1918 Huguenau o il realismo)
Huguenau, i cui antenati si erano probabilmente chiamati Haguenau, prima che nel 1692 la terra d'Alsazia fosse occupata dalle truppe di Condé, aveva l'aspetto di un borghese alemanno. Tozzo e corpulento, portava gli occhiali fin dall'adolescenza o, per essere più precisi, fin dai tempi in cui frequentava la Scuola Commerciale di Schlettstadt; e allo scoppio della guerra, quando si avvicinava al trentesimo anno di vita, ogni traccia di giovinezza era scomparsa dal suo viso e dal suo portamento. Faceva i suoi affari nel Baden e nel Württemberg, parte nella filiale della ditta paterna (André Huguenau, Tessili, Colmar/Als.), parte per conto proprio e quale rappresentante di fabbriche alsaziane, di cui smerciava i prodotti in quella zona. Nel suo ramo godeva fama di attivo, accorto e solido commerciante.
(Traduzione: Clara Bovero)

Der Tod des Vergil (La morte di Virgilio)
Azzurre e leggere, mosse da un lieve, appena percepibile vento contrario, le onde dell'Adriatico erano corse incontro alla squadra imperiale, quando essa, avvicinandosi lentamente alle piatte colline della costa calabra, veleggiava verso il porto di Brindisi, ed ora che la solitudine del mare, così piena di sole e pur così piena di morte, si mutava nella serena allegrezza dell'opera umana ed i flutti, dolcemente irraggiati dalla vicinanza di uomini e case, si popolavano di ogni specie di navi, di quelle che egualmente tendevano al porto e di altre che ne erano uscite, ora che le barche dalle vele rossastre già d'ogni parte uscivano per la pesca serale abbandonando i piccoli moli dei molti paesi e villaggi lungo la riva lambita dalle candide onde, ecco che l'acqua si era fatta come uno specchio; e in alto si era dischiusa la perlacea conchiglia del cielo, scendeva la sera, e si sentiva l'odore del fuoco di legna dei focolari, ogni qual volta le voci della vita, un picchiar di martello o un richiamo, giungevano portati dal vento.
(Traduzione: Aurelio Ciacchi)


Iosif Aleksandrovič Brodskij (1940-1996)

Fondamenta degli incurabili (Fondamenta degli incurabili)
Molte lune fa il dollaro era a quota 870 e io ero a quota 32. Il globo era anch'esso più leggero - due miliardi di anime in meno -, e il bar della Stazione, in quella gelida sera di dicembre, era deserto. Lì, in piedi, aspettavo che venisse a prendermi l'unica persona che conoscevo in tutta la città. Il tempo passava, e lei non si faceva vedere.
Ogni viaggiatore conosce questo guaio: questo misto di sfinimento e di apprensione. È il momento in cui fissi attonito quadranti di orologi e tabelle di orari, analizzi il marmo varicoso sotto i tuoi piedi, inali ammoniaca e quel torbido odore che si sprigiona dalla ghisa delle locomotive nelle gelide notti d'inverno.

(Traduzione: Gilberto Forti)


Renzo Brollo (1971)

Se ti perdi tuo danno
Dio è un ologramma, un qualche cosa che si vede ma che non può fare molto di più. Se fosse una vera potenza, uno che comanda insomma, farebbe ben altro, ve lo dico io.
E su questo non c'è altro da pensare, mi pare. Così entro nel locale senza pensieri per la testa se non la preoccupazione di trovare i soldi giusti da dare in cassa, senza dover aspettare per forza un resto che non mi va di ritirare. Il mio socio sbuffa perché sono già le tre di mattina, vorrebbe andare a letto ma guido io e tornare a casa a piedi è come bestemmiare in chiesa, considerando il fatto che ci sono almeno quindici chilometri di strada buia e c'è da scollinare attraverso paesetti scaccolati tra gli anfratti di queste forre tra il lago e la montagna.


Louis Bromfield (1896-1956)

Early Autumn
There was a ball in the old Pentland house, because for the first time in nearly forty years there was a young girl in the family to be introduced to the polite world of Boston and to the elect who had been asked to come on from New York and Philadelphia. So the old house was all bedizened with lanterns and bunches of late spring flowers, and in the bare,, white-painted, dignified hallway a negro band, hidden discreetly by flowers, set making noisy, obscene music.
Autunno
I Pentland davano un ballo nella loro vecchia casa perché, per la prima volta dopo quasi quarant'anni, una fanciulla della loro famiglia doveva essere presentata alla società elegante di Boston e ai magnati di New York e Filadelfia invitati per l'occasione. La vecchia dimora scintillava di luci ed era adorna di grandi mazzi di fiori primaverili; nella galleria nuda, severa e dipinta di bianco, un'orchestra di neri, nascosti da piante e fiori, eseguiva musica assordante e scomposta.

(Traduzione: Luigi Somma)


Anne Brontë (1820-1849)

Agnes Grey
My father was a clergyman of the north of England, who was deservedly respected by all who knew him; and, in his younger days, lived pretty comfortably on the joint income of a small incumbency and a snug little property of his own. My mother, who married him against the wishes of her friends, was a squire's daughter, and a woman of spirit.
Agnes Grey
Mio padre era pastore nel nord dell’Inghilterra, stimato a ragione da quanti lo conoscevano; da giovane aveva mantenuto un tenore di vita confortevole, grazie alla rendita di un modesto beneficio, che si sommava a un discreto patrimonio privato. Mia madre, che lo sposò opponendosi ai desideri dei suoi cari, era figlia di un proprietario terriero e donna di gran coraggio.

(Traduzione: Marisa Sestito)

The Tenant of Wildfell Hall
You must go back with me to the autumn of 1827.
My father, as you know, was a sort of gentleman farmer in ...shire; and I, by his express desire, succeeded him in the same quiet occupation, not very willingly, for ambition urged me to higher aims, and self-conceit assured me that, in disregarding its voice, I was burying my talent in the earth, and hiding my light under a bushel. My mother had done her utmost to persuade' me that I was capable of great achievements; but my father, who thought ambition was the surest road to ruin, and change but another word for destruction, would listen to no scheme for bettering either my own condition, or that of my fellow mortals.
La signora di Wildfell Hall
Devi riandare con me all'autunno del 1827.
Mio padre, come sai, era una specie di gentiluomo di campagna nel ...shire; e io, per suo espresso desiderio, gli succedetti nella stessa tranquilla occupazione, non molto volentieri: l'ambizione mi spingeva a mete più alte e la presunzione mi assicurava che, nell'ignorare la sua voce, "seppellivo il mio talento sotto terra e nascondevo la mia lampada sotto il moggio". Mia madre aveva fatto il possibile per persuadermi che ero capace di grandi cose; ma mio padre, ritenendo l'ambizione la via più sicura per la rovina e il cambiamento sinonimo di distruzione, non dava ascolto ad alcun piano per migliorare vuoi la mia condizione, vuoi quella degli altri mortali.

(Traduzione: Francesca Albini)


Charlotte Brontë (1816-1855)

Henry Hastings
A young man of captivating exterior, elegant address and most gentlemanlike deportment is desirous of getting his bread easy, and of living in the greatest possible enjoyment of comfort and splendour, at the least possible expense of labour and drudgery. To this end he begs to inform the public that it would suit him uncommon well to have a fortune left him , or to get a wife whose least merit should not to be her pecuniary endowment.
Henry Hastings
Un giovanotto di bell'aspetto, elegantemente vestito e di modi educati, desidera guadagnarsi da vivere con facilità e vivere anche meglio, godendo di agi e sfarzo con il minimo della spesa e della fatica. A questo scopo si dà da fare per far sapere che gli farebbe molto comodo ereditare una fortuna o trovare una moglie il cui merito principale sia il suo sussidio finanziario.

(Traduzione: Maddalena De Leo)

Jane Eyre
There was no possibility of taking a walk that day. We had been wandering, indeed, in the leafless shrubbery an hour in the morning; but since dinner (Mrs. Reed, when there was no company, dined early) the cold winter wind had brought with it clouds so sombre, and a rain so penetrating, that further outdoor exercise was now out of the question.
I was glad of it: I never liked long walks, especially on chilly afternoons: dreadful to me was the coming home in the raw twilight, with nipped fingers and toes, and a heart saddened by the chidings of Bessie, the nurse, and humbled by the consciousness of my physical inferiority to Eliza, John, and Georgiana Reed.
Jane Eyre
Impossibile far la passeggiata quel giorno. La mattina, invece, avevamo errato per un'ora per le macchie spoglie, ma dopo pranzo (la signora Reed, quando non aveva compagnia, pranzava presto) il freddo vento invernale aveva ammassato delle nuvole così cupe, e cadeva una pioggia così insistente, che di andar fuori non si parlò neppure.
Me ne rallegrai. Non ho mai amato le passeggiate lunghe, specialmente nei pomeriggi rigidi. Era per me terribile ritornare a casa nel crepuscolo grigio, con le dita delle mani e dei piedi gelate, il cuore rattristato dai rimproveri di Bessie, la bambinaia, e sentirmi umiliata dalla consapevolezza della mia inferiorità fisica di fronte a Eliza, John e Georgiana Reed.

(Traduzione: Lia Spaventa Filippi)

Napoleon and the Spectre
Well, as I was saying, the Emperor got into bed.
"Chevalier," says he to his valet, "let down those window-curtains, and shut the casement before you leave the room."
Chevalier did as he was told, and then, taking up his candlestick, departed.
In a few minutes the Emperor felt his pillow becoming rather hard, and he got up to shake it. As he did so a slight rustling noise was heard near the bed-head. His Majesty listened, but all was silent as he lay down again.
Napoleone e lo spettro
Dunque, come stavo dicendo, l’Imperatore andò a letto.
“Chevalier,” dice al suo valletto, “tira quelle tende e chiudi i battenti della finestra prima di uscire.”
Chevalier fece come gli era stato chiesto e poi, preso il suo candeliere, uscì.
Dopo pochi minuti l’Imperatore ebbe l’impressione che il suo cuscino fosse diventato duro e si alzò per poterlo sprimacciare. Mentre era intento a quest’operazione udì un rumore leggero, simile a un fruscio, che proveniva da un punto non lontano dalla spalliera del letto. Sua maestà si tese in ascolto, ma tutto taceva, e tornò a sdraiarsi.

(Traduzione: Katia Bagnoli)

The professor
The other day, in looking over my papers, I found in my desk the following copy of a letter, sent by me a year since to an old school acquaintance:
"Dear Charles,
I think when you and I were at Eton together, we were neither of us what could be called popular characters: you were a sarcastic, observant, shrewd, cold-blooded creature; my own portrait I will not attempt to draw, but I cannot recollect that it was a strikingly attractive one - can you? What animal magnetism drew thee and me together I know not; certainly I never experienced anything of the Pylades and Orestes sentiment for you, and I have reason to believe that you, on your part, were equally free from all romantic regard to me. Still, out of school hours we walked and talked continually together; when the theme of conversation was our companions or our masters we understood each other, and when I recurred to some sentiment of affection, some vague love of an excellent or beautiful object, whether in animate or inanimate nature, your sardonic coldness did not move me.
Il professore
L'altro giorno, riguardando le mie carte, ho trovato nella scrivania questa copia di una lettera da me spedita un anno fa ad un vecchio compagno di scuola:
Caro Charles,
credo che nessuno di noi, quand'eravamo insieme ad Eton, fosse quel che si dice un tipo cordiale: tu eri una creatura sarcastica, osservatrice, pungente, dal sangue freddo. Il mio ritratto non tenterò di farlo, ma non riesco a ricordare che fosse particolarmente attraente: e tu? Quale magnetismo animale ci abbia attratto non so, di certo non ho mai provato nulla dei sentimenti di Oreste e Pilade per te, ed ho ragione di credere che, da parte tua, fossi ugualmente libero da ogni considerazione romantica nei miei riguardi. Eppure, liberi dalla scuola, passeggiavamo e parlavamo sempre insieme; quando il tema della conversazione erano compagni o maestri ci capivamo, e quando io esprimevo qualche sentimento di affetto o qualche vago amore per un oggetto eccellente o molto bello, di natura animata o inanimata, la tua freddezza sardonica non mi smuoveva.

(Traduzione: Maria Stella)

Shirley
Of late years an abundant shower of curates has fallen upon the north of England: they lie very thick on the hills; every parish has one or more of them; they are young enough to be very active, and ought to be doing a great deal of good. But not of late years are we about to speak; we are going back to the beginning of this century: late years - present years are dusty, sunburnt, hot, arid; we will evade the noon, forget it in siesta, pass the midday in slumber, and dream of dawn.
Shirley
Negli ultimi anni, sul nord dell'Inghilterra si è abbattuta una pioggia di pastori d'anime: più fitti sulle colline, dove ogni parrocchia ne ha uno o più di uno, tutti abbastanza giovani per essere molto attivi e recar gran giovamento. Ma non di quegli anni parleremo, né degli attuali... che in effetti sono caldi, riarsi, bruciati dal sole del meriggio. Torneremo indietro, ai primi anni del secolo e, eludendo il meriggio, dimenticandolo nella siesta, passando il cuore della giornata nel torpore, sogneremo l'alba.

(Traduzione: Fedora Dei)

Villette
My godmother lived in a handsome house in the clean and ancient town of Bretton. Her husband's family had been residents there for generations, and bore, indeed, the name of their birth-place - Bretton of Bretton: whether by coincidence, or because some remote ancestor had been a personage of sufficient importance to leave his name to his neighbourhood, I know not.
When I was a girl I went to Bretton about twice a year, and well I liked the visit. The house and its inmates specially suited me. The large peaceful rooms, the well-arranged furniture, the clear wide windows, the balcony outside, looking down on a fine antique street, where Sundays and holidays seemed always to abide - so quiet was its atmosphere, so clean its pavement - these things pleased me well.
Villette
La mia madrina viveva in una bella casa nell'antica e tranquilla città di Bretton. La famiglia di suo marito vi risiedeva da generazioni e, anzi, ne portava il nome - Bretton di Bretton: non so se in ragione di una coincidenza o del fatto che qualche remoto antenato fosse stato personaggio di tale importanza da dover lasciare il proprio nome al luogo da lui abitato.
Quando ero piccola andavo a Bretton un paio di volte l'anno e sempre molto volentieri. La casa e i suoi inquilini mi piacevano veramente.
Le grandi stanze tranquille, il mobilio ben disposto, le finestre chiare e immense, fuori il balcone che si affacciava su una antica strada, deliziosa, dove la domenica sembrava non dovesse mai avere fine - tanto era quieta l'aria, pulito il lastricato - tutto questo mi dava davvero un senso di soddisfazione.

(Traduzione: Simone Caltabellota)


Emily Brontë (1818-1848)

Wuthering Heights
1801
- I have just returned from a visit to my landlord - the solitary neighbour that I shall be troubled with. This is certainly a beautiful country! In all England, I do not believe that I could have fixed on a situation so completely removed from the stir of society. A perfect misanthropist's heaven: and Mr. Heathcliff and I are such a suitable pair to divide the desolation between us. A capital fellow! He little imagined how my heart warmed towards him when I beheld his black eyes withdraw so suspiciously under their brows, as I rode up, and when his fingers sheltered themselves, with a jealous resolution, still further in his waistcoat, as I announced my name.
"Mr. Heathcliff?" I said.
A nod was the answer.
Cime Tempestose
1801
Ritorno adesso da una visita al mio padrone di casa: l'unico vicino con il quale avrò a che fare. Magnifico paese, questo. Credo che in tutta l'Inghilterra non avrei potuto trovare un luogo così discosto da ogni rumore mondano. Un vero paradiso del perfetto misantropo: e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per dividerci tanta solitudine. Ma che bel tipo, costui! Certo non immaginava quale calore di simpatia sentissi in cuore per lui mentre, avvicinandomi a cavallo, vedevo i suoi occhi neri muoversi, pieni di sospetto, sotto le sopracciglia, e le sue dita sprofondarsi ancor più, con un gesto di risoluta diffidenza, nel panciotto, all'annuncio del mio nome.
-Il signor Heathcliff?- chiesi.
Un cenno del capo fu la sua risposta.

(Traduzione: Enrico Piceni)


Anita Brookner (1928-2016)

Hotel du Lac
From the window all that could be seen was a receding area of grey. It was to be supposed that beyond the grey garden, which seemed to sprout nothing but the stiffish leaves of some unfamiliar plant, lay the vast grey lake, spreading like an anaesthetic towards the invisible further shore, and beyond that, in imagination only, yet verified by the brochure, the peak of the Dent d'Oche, on which snow might already be slightly and silently falling.
Hotel du Lac
Dalla finestra si poteva vedere soltanto un'area grigia in dissolvenza. Si poteva immaginare che al di là del giardino grigio, in cui non sembrava germogliare altro che le rigide foglie di qualche pianta sconosciuta, si estendesse il vasto lago grigio, che si protendeva come un anestetico fino all'invisibile sponda opposta, e che al di là di questa, ma soltanto nell'immaginazione, testimoniata però dall'opuscolo turistico, si ergesse la vetta del Dent d'Oche, sul quale, forse, calava già, lieve e silenziosa, la neve.

(Traduzione: Marco Papi)

Incidents in the Rue Laugier
My mother read a lot, sighed a lot, and went to bed early. She had been a Maud Gonthier, from Dijon, brought up to expect something better than the provincial restrictions which had stifled her as a girl. She never found it, at least not with my father. Boredom softened her slightly cross face into a contemplative frown, as if she were puzzled, as if she had mislaid something of considerable significance. My father, a disappointed man, left her to her own devices, thinking she had brought these troubles on herself. In fact he was jealous of her, of her silence, her composure; he even envied the melancholy, which conferred on her a distinction which nature had denied to him, although secretly he thought of himself as an unusual character, as we all do.
Rue Laugier
Mia madre leggeva molto, sospirava molto e si coricava presto la sera. Era stata Maud Gonthier, di Digione, educata ad aspettarsi qualcosa di meglio delle restrizioni provinciali che l'avevano oppressa da ragazza. Non lo trovò mai, almeno non con mio padre. La noia ammorbidiva il suo volto un po' imbronciato in una smorfia contemplativa, come se fosse attonita, se avesse smarrito qualcosa di molto momento. Mio padre, un uomo deluso, la abbandonava a se stessa, convinto che avesse in sé la causa del suo male. In realtà era geloso di lei, del suo silenzio, della sua compostezza; ne invidiava persino la malinconia, che le conferiva una distinzione che a lui la natura aveva negato, anche se in segreto pensava a se stesso come a un personaggio inusuale, come facciamo tutti.

(Traduzione: Elena Dal Pra)

Look at Me
Once a thing is known it can never be unknown. It can only be forgotten. And, in a way that bends time, so long as it is remembered, it will indicate the future. It is wiser, in every circumstance, to forget, to cultivate the art of forgetting. To remember is to face the enemy. The truth lies in remembering.
Guardatemi
Quando si sa una cosa è impossibile non saperla. Si può solo dimenticare. Finché la si ricorda, vincendo il tempo, starà a segnare il futuro. In ogni circostanza è più saggio dimenticare, coltivare l'arte dell'oblio. Ricordare è affrontare il nemico. La verità sta nel ricordo.

(Traduzione: Amina Pandolfi)


Geraldine Brooks (1955)

Caleb's Crossing
He is coming on the Lord's Day. Though my father has not seen fit give me the news, I have the whole of it.
They supposed I slept, which I might have done, as I do each night, while my father and Makepeace whisper together on the far side of the blanket that divides our chambers. Most nights I take comfort in the low murmur of their voices. But last evening Makepeace's voice rose urgent and anguished before my father hushed him. I expect that was what pulled me back from sleep. My brother frowns on excessive displays of temperament. I turned on my shakedown then and wondered, in a drowsy way, what it was that exercised him so. I could not hear what my father said, but then my brother's voice rose again.
L'isola dei due mondi
Verrà da noi! Lui verrà qui da noi nel Giorno del Signore. Io lo so, anche se mio padre non ha ritenuto opportuno darmi la notizia.
Credevano che dormissi, perché di solito dormo la notte mentre mio padre e Makepeace confabulano al di là del telo che mi separa da loro, dividendo in due la stanza. Anzi, spesso mi concilio il sonno quel mormorio. Ma ieri notte la voce di Makepeace era risonante e venata d'angoscia. Immagino che sia stato quello a destarmi. Mio fratello non è solito cedere agli impulsi. Mi sono voltata sul pagliericcio chiedendomi cosa fosse a turbarlo così tanto. Non sapevo cosa gli avesse detto mio padre, ma poi ho udito di nuovo la voce di mio fratello.

(Traduzione: Massimo Ortelio)

March
October 21, 1861
This is what I write to her: The clouds tonight embossed the sky. A dipping sun gilded and brazed each raveling edge as if the firmament were threaded through with precious filaments. I pause there to mop my aching eye, which will not stop tearing. The line I have set down is, perhaps, on the florid side of fine, but no matter: she is a gentle critic.
March. Il padre delle piccole donne
21 ottobre 1861
Le ho scritto:
Le nubi stasera risaltavano nel cielo come figure a sbalzo. Il sole morente cospargeva ogni cosa d'oro e di bronzo, e il firmamento appariva come intessuto di fili preziosi. Mi concedo una pausa per asciugarmi gli occhi doloranti, che non vogliono smettere di lacrimare. Le righe che ho scritto sono forse troppo arzigogolate, ma non importa: mia moglie è un critico assai benevolo.
(Traduzione: Chiara Gabutti)

People of the Book
I might as well say, right from the jump: it wasn't my usual kind of job.
I like to work alone, in my own clean, silent, well-lit laboratory, where the climate is controlled and everything I need is right at hand. It's true that I have developed a reputation as someone who can work effectively out of the lab, when I have to, when the museums don't want to pay the travel insurance on a piece, or when private collectors don't want anyone to know exactly what it is that they own.
I custodi del libro
Sia chiaro sin dall'inizio: non era il mio lavoro ideale.
A me piace lavorare da sola, nella quiete luminosa del mio laboratorio, dove perfino il clima è controllato, con tutto ciò che mi serve a portata di mano. È vero che ho la fama di essere una persona capace di operare altrettanto efficacemente sul campo, se devo, ovvero quando i musei non intendono accollarsi le spese di viaggio e assicurazione, o il collezionista non vuole che si sappia con esattezza ciò che possiede.

(Traduzione: Massimo Ortelio)


Rhoda Broughton (1840-1920)

The Truth, the Whole Truth, and nothing but the Truth

Mrs de Wynt to Mrs Montresor

18, Eccleston Square,
May, 5th

“My dearest Cecilia,
“Talk of the friendship of Orestes and Pylades, or Julie and Claire, what are they to ours? Did Pylades ever go ventre à terre, half over London on a day more broiling than any but an âme damnée could even imagine, in order tha Orestes might be comfortably housed for the season? Did Claire ever hold sweet converse with from fifty to one hundred house agents, in order tha Julie might have three windows to her drawing-room and a pretty portiere? You see I am determined not to be done out of my full meed of gratitude.

La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità

Mrs de Wynt a Mrs Montresor

Eccleston Square, 18
5 maggio

Carissima Cecilia,
Che cos’è l’amicizia di Oreste e Pilade, di Julie e Claire, in confronto alla nostra? Ha mai girato ventre à terre Pilade per mezza Londra in una giornata tanto torrida come solo un'
âme damnée sarebbe capace di immaginare, per trovare un degno alloggio a Oreste per la stagione? Ha forse Claire conversato amabilmente con un numero che varia dai cinquanta ai cento agenti immobiliari, perché Julie potesse disporre di un salone con tre finestre e di una graziosa portière? Come vedi, sono decisa a non farmi defraudare della dose di gratitudine che mi spetta.
(Traduzione: Katia Bagnoli)


Charles Brockden Brown (1771-1810)

Wieland, or the Transformation
I Feel little reluctance in complying with your request. You know not fully the cause of my sorrows. You are a stranger to the depth of my distresses. Hence your efforts at consolation must necessarily fail. Yet the tale that I am going to tell is not intended as a claim upon your sympathy. In the midst of my despair, I do not disdain to contribute what little I can to the benefit of mankind. I acknowledge your right to be informed of the events that have lately happened in my family. Make what use of the tale you shall think proper. If it be communicated to the world, it will inculcate the duty of avoiding deceit. It will exemplify the force of early impressions, and show, the immeasurable evils that flow from an erroneous or imperfect discipline.
Wieland o la trasformazione
Provo un po' di riluttanza nell'accondiscendere alla vostra richiesta. Voi non conoscete appieno le cause delle mie afflizioni; e siete estraneo alle profondità delle mie angosce. Cosicché i vostri sforzi per consolarmi son destinati necessariamente a fallire. E tuttavia la storia che sto per narrarvi non va intesa quale indennizzo per la vostra commiserazione. Pur nel bel mezzo della disperazione non voglio esimermi dal contribuire, per quel poco che posso, al bene dell'umanità. Quindi riconosco quale vostro diritto informarvi sugli eventi recentemente occorsi alla mia famiglia. Della mia esposizione fate l'uso che riterrete più adeguato. Se verrà resa pubblica, servirà per inculcare il dovere di eludere l'inganno. Esemplificherà la potenza contenuta nelle prime impressioni, mostrando, quale incommensurabile dannazione proceda da un'erronea o imperfetta disciplina.

(Traduzione: Alessandro Ceni)


Dan Brown (1964)

Angels & Demons
Physicist Leonardo Vetra smelled burning flesh, and he knew it was his own. He stared up in terror at the dark figure looming over him. "What do you want!"
"La chiave," the raspy voice replied. "The password."
"But... I don't -"
The intruder pressed down again, grinding the white hot object deeper into Vetra's chest. There was the hiss of broiling flesh.
Vetra cried out in agony. "There is no password!" He felt himself drifting toward unconsciousness.
The figure glared. "Ne avevo paura. I was afraid of that."
Angeli e demoni
Il fisico Leonardo Vetra sentì odore di carne bruciata. Era la sua. Terrorizzato, alzò gli occhi verso l'ombra scura che incombeva su di lui: "Cosa vuole da me?".
"La password" disse lo sconosciuto con voce aspra. "La parola d'ordine."
"Ma io non..."
L'uomo gli premette di nuovo sul petto il ferro arroventato, ancora più a fondo. Si udì uno sfrigolio di carne che bruciava.
"Non c'è nessuna password!" gridò Vetra, straziato dal dolore, sentendosi venire meno.
Lo sconosciuto lo guardò torvo. "Proprio come temevo."

(Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani)

Crypto (Crypto)
Dicono che davanti alla morte tutto appare chiaro. Ensei Tankado in quel momento capì che era vero. Mentre cadeva a terra, stringendosi il petto in preda al dolore, comprese l’enormità del proprio errore.
Alcune persone, chine su di lui, cercarono di soccorrerlo; ma Tankado non chiedeva aiuto: era troppo tardi, ormai.
Alzò tremante la mano sinistra e allargò le dita. “Guardate la mia mano!” I volti tutt’intorno si fecero attenti, ma lui si rese conto che non capivano.
Portava un anello d’oro con un’incisione. Per un attimo, le lettere brillarono al sole dell’Andalusia. Ensei Tankado sapeva che quella era l’ultima luce che avrebbe visto.

(Traduzione: Paola Frezza Pavese)

The Da Vinci Code
Renowned curator Jacques Saunière staggered through the vaulted archway of the museum's Grand Gallery. He lunged for the nearest painting he could see, a Caravaggio. Grabbing the gilded frame, the seventy-six-year-old man heaved tha masterpiece toward himself until it tore from the wall and Saunière collapsed backward in a heap beneath the canvas.
As he had anticipated, a thundering iron gate fell nearby, barricading the entrance to the suite. The parquet floor shook. Far off, an alarm began to ring.
Il codice da Vinci
Il famoso curatore del Louvre, Jacques Saunière, raggiunse a fatica l'ingresso della Grande Galleria e corse verso il quadro più vicino a lui, un Caravaggio. Afferrata la cornice dorata, il vecchio di settantasei anni tirò il capolavoro verso di sé fino a staccarlo dalla parete, poi cadde all'indietro sotto il peso del dipinto.
Come da lui previsto, una pesante saracinesca di ferro calò nel punto da cui era passato poco prima, bloccando l'ingresso al corridoio. Il pavimento di parquet tremò. Lontano, un allarme cominciò a suonare.

(Traduzione: Riccardo Valla)

Deception Point
Death, in this forsaken place, could come in countless forms. Geologist Charles Brophy had endured the savage splendor of this terrain for years, and yet nothing could prepare him for a fate as barbarous and unnatural as the one about to befall him
As Brophy's four huskies pulled his sled of geologic sensing equipment across the tundra, the dogs suddenly slowed, looking skyward.
"Whay is it, girls?" Brophy asked, stepping off the sled.
Beyond the gathering storm clouds, a twin-rotor transport helicopter arched in low, hugging the glacial peaks with military dexterity.
La verità del ghiaccio
La morte, in quel luogo remoto, poteva arrivare sotto innumerevoli forme. Il geologo Charles Brophy conviveva da anni con il fascino selvaggio di quel territorio, eppure nulla lo aveva preparato al destino barbaro e innaturale che stava per abbattersi su di lui.
I quattro husky che trainavano nella tundra la slitta carica di strumenti per le rilevazioni geologiche all’improvviso rallentarono, con il muso rivolto al cielo.
«Cosa c’è, ragazze?» chiese Brophy, scendendo dalla slitta.
Tra le nubi in rapido addensamento, un elicottero birotore da trasporto si abbassava in ampi cerchi costeggiando i picchi di ghiaccio con militaresca perizia.

(Traduzione: Paola Frezza Pavese e Leonardo Pavese)
< P>
The Lost Symbol
The secret is how to die.
Since the beginning of time, the secret had always been how to die.
The thirty-four-year-old initiate gazed down at the human skull cradled in his palms. The skull was hallow, like a bowl, filled with bloodred wine.
Drink it, he told himself. You have nothing to fear.
Il simbolo perduto
Il segreto è come si muore
Fin dal principio dei tempi, il segreto è sempre stato come si muore.
L'iniziato, che aveva trentaquattro anni, guardò il teschio umano che teneva fra le mani come una coppa. Era pieno di vino rosso sangue.
Bevilo, si disse. Non c'è nulla di cui aver paura.
(Traduzione: Annamaria Biavasco, Valentina Guani, Nicoletta Lamberti, Annamaria Rafia e Roberta Scarabelli)


Fredric Brown (1906-1972)

Night of the Jebberwock
In my dream I was standing in the middle of Oak Street and it was dark night. The streetlights were off; only pale moonlight glinted on the huge sword that I swung in circles about my head as the Jabberwock crept closer. It belied along the pavement, flexing its wings and tensing its muscles for the final rush; its claws clocked against the stones like the clicking of mats down the channels of a Linotype. Then, astonishing, it spoke.
"Doc," it said. "Wake up, Doc."
Tutto in una notte
Nel sogno mi trovavo al centro di Oak Street ed era notte fonda. I lampioni erano spenti e solo la pallida luce della luna brillava sull'enorme spada che roteavo sopra la mia testa per arrestare l'avanzata del Ciarlestrone che strisciando la pancia sul marciapiede, flettendo le ali e irrigidendo i muscoli, si apprestava a spiccare il balzo finale; gli artigli ticchettavano sui sassi producendo lo stesso rumore delle matrici dentro le canaline della Linotype.
Poi, sorprendentemente, parlò: «Doc» disse. «Svegliati, Doc.»

(Traduzione: ?)


Thomas Browne (1605-1682)

Religio Medici
For my religion, though there be several circumstances that might persuade the world I have none at all, - as the general scandal of my profession, - the natural course of my studies, - the indifferency of my behaviour and discourse in matters of religion (neither violently defending one, nor with that common ardour and contention opposing another), - yet, in despite hereof, I dare without usurpation assume the honourable style of a Christian. Not that I merely owe this title to the font, my education, or the clime wherein I was born, as being bred up either to confirm those principles my parents instilled into my understanding, or by a general consent proceed in the religion of my country; but having, in my riper years and confirmed judgment, seen and examined all, I find myself obliged, by the principles of grace, and the law of mine own reason, to embrace no other name but this.
Religio Medici
Per quanto riguarda la mia religione, benché ci siano diverse circostanze che potrebbero far credere al mondo che io non ne abbia alcuna - come la generale maldicenza verso la mia professione, - la natura materiale dei mie studi, - l'indifferenza dei miei comportamenti e discorsi in materia di religione (che tendono a non prendere partito né per una accesa difesa di una, né per una altrettanto accesa opposizione ad un'altra), - nondimeno, malgrado tutto ciò, non temo di fregiarmi, senza usurpare niente a nessuno, dell'onorato nome di Cristiano. Non nel senso di aver semplicemente acquisito tale titolo dal fonte battesimale, dalla mia educazione, o dal paese dove sono nato, oppure dal fatto che sono stato allevato nel rispetto dei principi morali che i miei genitori mi hanno trasmesso e che nel mio paese vi è una comune adesione ai principi religiosi; ma perché, negli anni della maturità e per convinzioni ormai consolidate, dopo un consapevole e attento esame del problema, mi sono sentito obbligato, sia dalla grazia divina che dalle leggi della ragione, a non abbracciare altro nome che questo.


Elizabeth Barrett Browning (1806-1861)

Aurora Leigh
Of writing many books there is no end;
And I who have written much in prose and verse
For other's uses, will write now for mine, -
Will write my story for my better self
As when you paint your portrait for a friend,
Who keeps it in a drawer and looks at it
Long after he has ceased to love you, just
To hold together what he was and is.
Aurora Leigh
Di scrivere libri non si finisce mai;
Ed io che ho scritto molto in prosa e in versi
Per altrui uso, scriverò ora per il mio,
Scriverò questa storia come meglio so fare
Come quando dipingete il vostro ritratto per un amico,
Che lo tiene in un cassetto e continua a guardarlo
A lungo dopo che ha smesso di amarvi, giusto
Per tenere insieme ciò che era e ciò che è.


Robert Browning (1812-1889)

Andrea del Sarto
But do not let us quarrel any more,
No, my Lucrezia; bear with me for once:
Sit down and all shall happen as you wish.
You turno your face, but does it bring your heart?
I'll work then for your friend's friend, never fear,
Treat his own subject after his own way,
Fix his own time, accept too his own price,
And shut the money into this small hand
When next it takes mine. Will it? tenderly?
Andrea del Sarto
Ma basta coi litigi, basta, mia Lucrezia;
per una volta, abbi pazienza: siediti,
e tutto si farà come vuoi tu.
Ti volgi a me col viso, ma col cuore?
Ma sì, lavorerò per l'amico del tuo amico, non temere,
dipingerò quello che vuole, e come vuole,
rispetterò i suoi tempi, accetterò anche il suo prezzo,
e chiuderò il denaro in questa tua manina,
quando di nuovo prenderà la mia. Lo farà mai? teneramente?

(Traduzione: Francesco Rognoni)

Fra Lippo Lippi
I am poor brother Lippo, by your leave!
You need not clap your torches to my face.
Zoocks, what's to blame? you think you see a monk!
What, 't is past midnight, and you go the rounds,
And here you catch me at an alley's end
Where sportive ladies leave their doors ajar?
Fra Lippo Lippi
Io sono il povero fratello Lippo, con licenza vostra!
Non c'è buisogno di schiaffarmi in faccia queste torce.
Caspita, cosa c'è di male? vi sembra di vedere un frate!
così, è passata mezzanotte, e voi fate le ronde
e qui mi sorprendete in fondo a un vicolo
dove donnine allegre lasciano la porta socchiusa?

(Traduzione: Francesco Rognoni)

Pictor Ignotus
I could have painted pictures like that youth's
  Ye praise so. How my soul spings up! No bar
Stayed me - ah, thought which saddens while it soothes!
  - Never did fate forbid me, star by star,
To outburst on your night with all my gift
  Of fires from God: nor would my flesh have shrunk
From seconding my soul, with eyes uplift
  And wide to heaven, or, straight like thunder, sunk
To the centre, of an instant; or around
  Turned calmy and inquisitive, to scan
The licence and the limit, space and bound,
  Allowed to truth made visible in man.
Pictor Ignotus
Avrei potuto fare quadri come quelli di quel giovane
  che voi tanto lodate. Come sussulta la mia anima! Niente
m'ostacolava - ah, pensiero che rattrista mentre placa!
  Mai fato mi impedì, da stella a stella
d'erompere sulla vostra notte con tutto il mio dono
  di fuochi da Dio; né la mia carne sarebbe rifuggita
dal sostenere l'anima, con occhi alto levati
  e aperti al cielo, o, come un fulmine, affondati
al centro di un istante; o calmi e avidi
  di conoscenza volti intorno, a misurare
la libertà e il confine, spazio e limite,
  concessi alla verità fatta visibile nell'uomo.

(Traduzione: Francesco Rognoni)


Girolamo Brusoni (ca.1614-1686)

Degli amori tragici
In quel tempo che Roma, perduta la gloria della libertà, gemeva sotto la tirannia de’ Cesari, si videro in lei non solamente abusate le cose profane ma profanate le divine, in guisa che non rimase più in Roma altro di Roma che il nome. Ma, tra gl’innumerabili torrenti d’errori che corsero a deformare il venerando aspetto di quella augusta città, nessuno con maggior empito l’inondò di quello della lascivia, cresciuto in breve a segno tale che lo stesso tempio di Vesta, sacrario di religione e di castità, ne rimase irreparabilmente percosso e macchiato.
Tra le vergini dedicate al servigio di quella Dea viveva Laurina, donzella di meravigliosa bellezza. Era ella questa giovane di persona benissimo formata ed eccedente l’ordinaria statura donnesca e, come che avesse un volto e un seno a parere della stessa invidia senza difetto, teneva però epilogato negli occhi l’eccesso di ogni venustà e vaghezza; scintillavano di raggi di così viva alterezza quegli occhi che, facendo abbassare tutti gli occhi per riverenza, traeva da’ cuori soggiogati un fervido omaggio di sospiri amorosi.
Ma alla bellezza del corpo di Laurina non corrispondeva gran fatto la bellezza dell’animo, essendo ella fornita d’un genio sovra l’uso donnesco avido, cupo e dedito non meno agli amori che a pascer gli amanti d’artifici; più onesta però d’apparenza che di pensieri, e più per alterigia che per amore della virtù.


Chico Buarque (1944)

Budapest (Budapest)
Dovrebbe essere proibito prendere in giro chi si avventura in una lingua straniera. Una mattina, mentre per sbaglio ero sceso dalla metro in una stazione azzurra uguale alla sua, con un nome che somigliava alla stazione vicino a casa sua, le telefonai dalla strada e le dissi: arrivando lì sto quasi. Mi resi conto immediatamente di aver detto una stupidaggine, perché la professoressa mi chiese di ripetere la frase. Arrivando lì sto quasi... C'era forse qualche problema con la parola quasi. Solo che, invece di farmi notare l'errore, me lo fece ripetere, ripetere, ripetere, e poi scoppiò in una risata che mi fece sbattere giù il telefono.
(Traduzione: Roberto Francavilla)


Gesualdo Bufalino (1920-1996)

Argo il cieco
Fui giovane e felice un'estate, nel cinquantuno. Né prima né dopo: quell'estate. E forse fu grazia del luogo dove abitavo, un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno sprone di roccia, metà sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due metà, a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all'altro, trafelate come staffette dei Cavalleggeri dei Re... Che sventolare, a quel tempo, di percalli da corredo e lenzuola di tela di lino per tutti i vicoli delle due Modiche, la Bassa e la Alta; e che angele ragazze si spenzolavano dai davanzali, tutte brune. Quella che amavo era la più bruna.

Diceria dell'untore
O quando tutte le notti - per pigrizia, per avarizia - ritornavo a sognare lo stesso sogno: una strada color cenere, piatta, che scorre con andamento di fiume fra due muri più alti della statura di un uomo; poi si rompe, strapiomba sul vuoto Qui sporgendomi da una balconata di tufo, non trapela rumore o barlume, ma mi sorprende un ribrezzo di pozzo, e con esso l'estasi che solo un irrisorio pedaggio rimanga a separarmi... Da che? Non mi stancavo di domandarmelo, senza però che bastasse l'impazienza a svegliarmi; bensì in uno stato di sdoppiata vitalità sempre più rattratto entro le materne mucose delle lenzuola, e non per questo meno slegato ed elastico, cominciavo a calarmi di grotta in grotta, avendo per appiglio nient'altro che viluppi di malerba e schegge, fino al fondo dell'imbuto, dove, fra macerie di latomia, confusamente crescevano alberi (degli alberi non riuscivo a sognare che i nomi, ho imparato solo più tardi a incorporare nei nomi le forme).

Dizionario dei personaggi di romanzo
Come ogni appassionato di squartamenti - tigre ircana o critico strutturalista - il compilatore di antologie è individuo nocivo, da fidarsene poco. Di lingua subdola, di mano spiccia, di smisurata superbia, egli meriterebbe il bando dalle pubbliche biblioteche, se la sua opera non si rivelasse provvidenziale nelle emergenze di apocalisse prossima ventura, quando non ci vuol meno dei suoi coltelli da cuciniere per fornire ai clienti delle catacombe il Libro dei Libri, surrogatorio d'ogni altro, tascabile lingotto di lacerti pressati, da nascondere in fretta nella valigia, fra una borraccia e il rasoio, subito dopo lo squillo della prima tromba del cherubino. Siamo a tanto? È probabile, i roghi di Fahrenheit 451 li abbiamo già visti divampare per prova sulla pagina e sullo schermo; e in quanto al calendario 1984, credo che il proto abbia cominciato da tempo a licenziare le bozze. Ahimè, a quel che sembra, i poeti sballano solo le profezie più ottimistiche, mentre non falliscono mai né un diluvio né una caduta di Troia.

Le menzogne della notte
Mangiarono pochissimo o niente. Le portate, sebbene più ricche dell`ordinario, per come s`era ingegnato di condirle un secondino volenteroso, avevano un sapore nemico, né v`era boccone che in gola non diventasse una cenere. L`inappetenza, si sa, è d`obbligo nelle serate d`addio. Per cui, essendo l`esecuzione fissata ai barlumi dell`indomani, il barone non finiva di accalorarsi per questa ipocrisia di concedere ai condannati inutili ghiottonerie, mentre non s`aveva scrupolo di attossicargliele col pensiero della scadenza imminente.
"A pancia vuota non sarà un bel morire", si lamentò. "Così di buon mattino, poi! Quando la luce ci appassiona di più..."
Salimbeni gli diede ragione nei suoi soliti poetici modi: "In effetti il tramonto sarebbe un'ora più acconcia. Col mezzo lutto, le nuvole basse, le ombre cremisi e viola che persuadono umanamente alla quiete. Così, viceversa, ci parrà di subire un insopportabile sfratto."

Tommaso e il fotografo cieco
Da ragazzo mi piaceva il rumore della pioggia. Soprattutto al mattino, nel dormiveglia, quando confusamente, fra i vapori d'un sogno grigioferro, la sentivo insinuarmisi nelle orecchie con lo strepito d'una voliera; ovvero simulare uno scalpiccio di piedi, come per una marcia longa o un si salvi chi può. Ci siamo, piove! sentivo una voce senza suono parlarmi. Nulla più d'un semplice annunzio, ma bastevole a suscitarmi uno stato d'inquietudine allegra, una specie di snebbiamento dei sensi ... I quali, liberi ormai dai fantasmi della notte, offrivano ai primi albori della coscienza una golosa e placida pulizia della mente. Sapevo ch'era ora di alzarsi, di lavarsi, di vestirsi, ma ero troppo tentato di giocare ancora un poco con gli ultimi battibecchi di gocciole e vetri, accordandone le cadenze a una musica mia di dentro, ora precipitosa ora grave, ora da rock ora da messa cantata. Fino a ritrovarmi seduto sulla sponda del letto, in atto di dirigere coi due monconi di mano che m'uscivano dalle maniche del pigiama un'invisibile orchestra. Frattanto era spiovuto, nuovi pentagrammi un sole neonato veniva scrivendo attraverso gli spiragli della persiana sul pavimento. Ero più vecchio d'un giorno e ne ero felice.


Charles Bukowski (1920-1994)

Confession of a Coward [Betting on the Muse] (Confessioni di un codardo)
Confessioni di un codardo
Oddio, pensò, nuda nel letto, mentre rileggeva il libro di Aldington Ritratto di un genio, ...ma è un impostore! Non D.H. Lawrence, ma suo marito – Henry – con quel gingillo di pancione e i capelli che non si pettinava mai e l’abitudine di gironzolare in mutande, e quella di starsene seduto nudo alla finestra ululando come un muezzin; poi le diceva che si stava trasformando in un rospo e che voleva comprarsi un Budda e voleva essere vecchio e affogarsi in mare, e che si sarebbe fatto crescere la barba e sentiva che si stava trasformando in una donna.

(Traduzione: Massimo Bocchiola)

The Captain Is Out to Lunch and the Sailors Have Taken over the Ship
Good day at the track, damn year swept the card.
Yet it gets boring out there, even when you're winning. It's the 30 minute wait between races, your life leaking out into space. The people look gray out there, walked through. And I'm there with them. But where else could I go? An Art Museum? Imagine staying home all day and playing at writer? I could wear a little scarf. I remember this poet who used to come by on the bum. Buttons off his shirt, puke on his pants, hair in eyes, shoelaces undone, but he had this long scarf which he kept very clean. That signaled that he was a poet. His writing? Well, forget it....
Il capitano è fuori a pranzo
Ottima giornata alle corse, maledettamente vicino a fare il colpaccio. Eppure, quando si vince, è noioso. Quei trenta minuti di attesa fra una corsa e l'altra, la vita ti sgocciola via nello spazio. Tutti sembrano grigi, calpestati. E io sto lì con loro. Ma dove altro potrei andare? In un museo d'arte? Dovrei starmene in casa tutto il giorno a fare lo scrittore? Potrei mettermi una sciarpetta. Mi ricordo quel poeta, che nei suoi vagabondaggi passava sempre da queste parti. Camicia senza bottoni, vomito sui pantaloni, capelli negli occhi, stringhe slacciate, però aveva quella lunga sciarpa sempre pulitissima. Era quello il segnale dell'essere un poeta. Le sue opere? Be', lasciamo perdere...

(Traduzione: Andrea Buzzi)

Erections, ejaculations, exhibitions and general tales of ordinary madness (Storie di ordinaria follia)
La più bella donna della città
Cass era la più giovane e la più bella di 5 sorelle. Cass era la più bella ragazza di tutta la città. Mezzindiana, aveva un corpo stranamente flessuoso, focoso era e come di serpente, con due occhi che proprio ci dicevano. Cass era fuoco fluido in movimento. Era come uno spirito incastrato in una forma che però non riusciva a contenerlo. I capelli neri e lunghi, i capelli di seta, si muovevano ondeggiando e vorticando come il corpo volteggiava. Lo spirito, o alle stelle o giù ai calcagni. Non c'era via di mezzo per Cass.

(Traduzione: Pier Francesco Paolini)

Factotum
I arrived in New Orleans in the rain at 5 o'clock in the morning. I sat around in the bus station for a while but the people depressed me so I took my suitcase and went out in the rain and began walking. I didn't know where the rooming houses were, where the poor section was.
I had a carboard suitcase that was falling apart. It had once been black but the black coating had peeled off and yellow cardboard was exposed. I had tried to solve that by putting black shoepolish over the exposed cardboard. As I walked around in the rain the shoepolish on the suitcase ran and unwittingly I rubbed black streaks on both legs of my pants as I switched the suitcase from hand to hand.
Factotum
Arrivai a New Orleans sotto la pioggia alle cinque del mattino. Mi fermai alla stazione degli autobus per un po' ma la gente mi deprimeva tanto che presi la valigia, uscii nella pioggia e cominciai a camminare. Non sapevo dove fossero le pensione, dove fosse il quartiere povero.
Avevo una valigia di cartone che cadeva a pezzi. Una volta era stata nera ma il nero si era scrostato e sotto si vedeva il cartone giallo. Avevo cercato di rimediare spalmando di lucido nero il cartone scoperto. Ma mentre camminavo la pioggia lavava via il lucido e mi feci due belle strisce nere sulle gambe dei pantaloni passando la valigia da una mano all'altra.

(Traduzione: ?)

Ham on Rye
The first thing I remember is being under something. It was a table, I saw a table leg, I saw the leg of the people, and a portion of the tablecloth hanging down. It was dark under there, I like being under there. It must have been in Germany. I must have been between one and two years old. It was 1922. I felt good under the table. Nobody seemed to know that I was there. There was sunlight upon the rug and on the legs of the people. I liked the sunlight. The legs of the people were not interesting, not like the tablecloth which hung down, not like the table leg, not like the sunlight.
Panino al prosciutto
La prima sensazione che ricordo è di essere sotto qualcosa. Era un tavolo, vedevo la gamba di un tavolo, vedevo le gambe della gente, e un pezzetto di tovaglia che pendeva. Era buio, lì sotto, mi piaceva stare lì sotto. Dovevamo essere in Germania. Dovevo avere uno o due anni. Era il 1922. Stavo bene sotto il tavolo. Pareva che nessuno si fosse accorto che ero lì sotto. Il sole illuminava il tappeto e le gambe della gente. Il sole mi piaceva. Le gambe della gente non erano molto interessanti, non quanto quel pezzetto di tovaglia che pendeva, non quanto la gamba del tavolo, non quanto la luce del sole.

(Traduzione: ?)

Hollywood
A couple of days later Pinchot phoned. He said he wanted to go ahead with the screenplay. We should come down and see him?
So we got the directions and were in the Volks and heading for Marina del Rey. Strange territory.
Then we were down at the harbor, driving past the boats. Most of them were sailboats and people were fiddling about on deck. They were dressed in their special sailing clothes, caps, dark shades. Somehow, most of them had apparently escaped the daily grind of living. They had never been caught up in that grind and never would be. Such were the rewards of the Chosen in the land of the free. After a fashion, those people looked silly to me. And, of course, I wasn't even in their thoughts.
Hollywood, Hollywood!
Di lì a un paio di giorni telefonò Pinchot. Disse che voleva andare avanti con la sceneggiatura. Potevamo vederci giù da lui?
Così ci facemmo spiegare la strada, salimmo nella Volks e puntammo verso Marina del Rey. Territorio sconosciuto.
Arrivammo al porto e passammo accanto alle barche. Erano quasi tutte a vela e c'era gente che trafficava sul ponte. Tutti con addosso quei loro capi da barca esclusivi, berretti, cerate scure. Quasi tutti, chissà come, erano evidentemente riusciti a tirarsi fuori dal tritacarne quotidiano dell'esistenza. Meglio, non erano mai rimasti presi nel tritacarne e non lo sarebbero mai stati. Era questa la ricompensa per gli Eletti nella terra degli uomini liberi. Dopo un po' mi sembrarono un tantino assurdi. E, naturalmente, io non ero nemmeno nei loro pensieri.

(Traduzione: Marco Amante)

Notes of a Dirty Old Man
some son of a bitch had held out on the money, everybody claiming they were broke, card game finished, I was sitting there with my buddy Elf, Elf was screwed-up as a kid, all shriveled, he used to lay in bed for years squeezing these rubber balls, doing crazy exercises, and when he got out of bed one day he was as wide as he was tall, a muscled laughing brute who wanted to be a writer but he wrote too much like Thomas Wolfe and, outside of Dreiser, T. Wolfe was the worst American writer ever born,
Taccuino di un vecchio sporcaccione
un figlio di puttana si era rifiutato di scucire il grano, tutti che dicevano d’essere al verde, il pokerino era finito, io ero lì seduto col mio fratellino Elf, Elf era un ragazzo svampito, svaccato in toto, era stato a letto per anni a spremersi le palle gommose, a fare esercizi folli, e quando poi era sceso dal letto era più largo che lungo, un bruto sorridente tutto muscoli che voleva fare lo scrittore ma suonava un po’ troppo come Thomas Wolfe e, a parte Dreiser, T. Wolfe è proprio il peggior scrittore che sia mai nato in America,

(Traduzione: Carlo A. Corsi)

Pulp
I was sitting in my office, my lease had expired and McKelvey was starting eviction proceedings. It was a hellish hot day and the air conditioner was broken. A fly crawled across the top of my desk. I reached out with the open palm of my hand and sent him out of the game. I wiped my hand on my right pants leg as the phone rang.
I picked it up. "Ah, yes," I said.
"Do you read Celine?" a female voice asked. Her voice sounded quite sexy. I had been lonely for some time. Decades.
"Celine," I said. "ummm..."
"I want Celine," she said. "I've got to have him."
Such a sexy voice, it was getting to me, really.
Pulp
Stavo in ufficio, il contratto d'affitto era scaduto e McKelvey voleva ricorrere al tribunale per sfrattarmi. Era una giornata infernale e il condizionatore d'aria era rotto. Sul piano della scrivania stava camminando lentamente una mosca. Allungai un braccio, abbattei il palmo aperto della mano e la spedii all'altro mondo. Mentre mi pulivo la mano sulla gamba destra dei pantaloni squillò il telefono.
Alzai il ricevitore. "Ah, sì," dissi.
Leggi Céline?" chiese una voce femminile. Era parecchio sexy. Da un po' di tempo ero solo. Secoli.
"Céline," risposi, "ehmmm..."
Voglio Céline," disse. "Devo averlo."
Una voce tanto sexy, mi eccitava davvero.

(Traduzione: Luigi Schenoni)

Women
I was 50 years old and hadn't been to bed with a woman for four years. I had no women friends. I looked at them as I passed them on the streets or wherever I saw them, but I looked at them without yearning and with a sense of futility. I masturbated regularly, but the idea of having a relationship with a woman - even on non-sexual terms - was beyond my imagination. I had a 6 year old daughter born out of wedlock. She lived with her mother and I paid child support. I had been married years before at the age of 35. That marriage lasted two and one half years. My wife divorced me. I had been in love only once. She had died of acute alcoholism. She died at 48 when I was 38. My wife had been 12 years younger than I. I believe that she too is dead now, although I'm not sure. She wrote me a long letter each Christmas for 6 years after the divorce. I never responded....
Donne
Avevo cinquant'anni e non andavo a letto con una donna da quattro. Non avevo amiche. Guardavo le donne per la strada o dovunque le vedessi, ma le guardavo senza desiderio e con un senso di inutilità. Mi masturbavo regolarmente, ma l'idea di avere rapporti con una donna - anche non sessuali - era una cosa che non riuscivo nemmeno a immaginare. Avevo una figlia di sei anni nata illegittima. Viveva con la madre e io pagavo per il suo mantenimento. Ero stato sposato parecchi anni prima, quando avevo trentacinque anni. Quel matrimonio era durato due anni e mezzo. Mia moglie aveva chiesto il divorzio. Ero stato innamorato una volta sola. Lei era morta di alcoolismo acuto. Mia moglie aveva dodici anni meno di me. Credo che anche lei ormai sia morta, ma non sono sicuro. Mi ha scritto lunghe lettere a Natale per sei anni dopo il divorzio. Non le ho mai risposto...

(Traduzione: Marisa Caramella)


Michail Afanàs'evich Bulgakov (1891-1940)

Master i Margarita
Odnazhdy vesnoyu, v chas nebyvalo zharkogo zakata, v moskve, na patriarshih prudah, poyavilis' dva grazhdanina. Pervyj iz nih, odetyj v letnyuyu seren'kuyu paru, byl malen'kogo rosta, upitan, lys, svoyu prilichnuyu shlyapu pirozhkom nes v ruke, a na horosho vybritom lice ego pomeshchalis' sverh(r)estestvennyh razmerov ochki v chernoj rogovoj oprave. Vtoroj - plechistyj, ryzhevatyj, vihrastyj molodoj chelovek v zalomlennoj na zatylok kletchatoj kepke - byl v kovbojke, zhevanyh belyh bryukah i v chernyh tapochkah.
Pervyj byl ne kto inoj, kak Mihail Aleksandrovich Berlioz, predsedatel' pravleniya odnoj iz krupnejshih moskovskih literaturnyh associacij, sokrashchenno imenuemoj massolit, i redaktor tolstogo hudozhestvennogo zhurnala, a molodoj sputnik ego - poet Ivan Nikolaevich Ponyrev, pishushchij pod psevdonimom bezdomnyj.
Il Maestro e Margherita
Un giorno di primavera, nell'ora di un tramonto straordinariamente caldo, a Mosca, agli stagni Patriarshie, apparvero due signori. Il primo, che indossava un completo estivo sul grigio, era di bassa statura, grasso, calvo, teneva in mano un dignitoso cappello, e sul suo viso ben rasato erano collocati degli occhiali di dimensioni spropositate con la montatura di corno nero. Il secondo - un giovanotto dalle spalle larghe e dai capelli rossicci e arruffati, con un berretto a scacchi appoggiato sulla nuca, - portava una camicia da cow-boy, dei pantaloni bianchi spiegazzati e sandali neri.
Il primo altri non era che Michail Aleksandrovich Berlioz, presidente di una delle più grandi associazioni letterarie di Mosca, chiamata in sigla MASSOLIT, nonché direttore di una grossa rivista letteraria, mentre il suo giovane accompagnatore era il poeta Ivan Nikolaevich Ponyrëv, che si firmava con lo pseudonimo di Bezdomnyi.

(Traduzione: Emanuela Guercetti)

Rokovye jajtsa (Uova fatali)
La sera del 16 aprile 1928 il professor Persikov, docente di zoologia alla IV Università Statale e direttore dell'Istituto zoologico di Mosca, entrò nel suo studio, situato all'interno dell'istituto stesso, in via Herzen. Il professore accese il globo opaco sul soffitto e si guardò intorno.
L'inizio della terrificante catastrofe va collocata proprio in quella sciagurata serata, così come causa prima di quella catastrofe è da ritenersi proprio il professor Vladimir Ipat'evich Persikov.

(Traduzione: Emanuela Guercetti)

Sobach'e serdtse
U-u-u-u-u-hu-huh-huu! O, glyan'te na menya, ya pogibayu. V'yuga v podvorotne revet mne othodnuyu, i ya voyu s nej. Propal ya, propal. Negodyaj v gryaznom kolpake - povar stolovoj normal'nogo pitaniya sluzhashchih central'nogo soveta narodnogo hozyajstva - plesnul kipyatkom i obvaril mne levyj bok. Kakaya gadina, a eshche proletarij. Gospodi, bozhe moj - kak bol'no! Do kostej proelo kipyatochkom. Ya teper' voyu, voyu, da razve voem pomozhesh'.
Cuore di cane
U-u-u-u-u-hu-huh-huu! Oh, guardatemi, sto morendo. La bufera sotto il portone mi urla il deprofundis, e io ululo con lei. Sono perdutom perduto, Un mascalzone col berretto sudicio - il cuoco della mensa per l'alimentazione normale degli impiegati del Consiglio Centrale dell'Economia Nazionale - mi ha gettato addosso dell'acqua bollente e mi ha ustionato il fianco sinistro. Che serpe, e oltretutto è un proletario. Signore, Dio mio, che dolore! Fino alle ossa mi ha trapassato quell'acqua bollente. E adesso ululo, ululo, ma forse che ululare serve?

(Traduzione: Emanuela Guercetti)

Zhizn' Gospodina De Mol'era (La vita del signor de Molière)
Una levatrice, che aveva appreso l'arte nella Divina casa della maternità di Parigi dall'insegnamento della sua maestra, la famosa Louise Bourgeois, aiutò la gentildonna Poquelin, nata Cressé, a mettere al mondo il 13 gennaio 1622 il suo maschio primogenito, nato prematuramente.
Di per certo che, se avessi potuto far capire all'ottima comare chi in realtà aveva aiutato, probabilmente, sopraffatta dall'emozione, avrebbe arrecato un certo danno al bambino, e di conseguenza alla Francia.
Sono qua: indosso una gabbana dalle ampie tasche, sulla mano una penna d'oca, non d'acciaio. Mi ardono davanti candele di cera, il mio cervello è in fiamme.
"Signora - le dico - avvolgete con più cautela il bambino e non vi scordate che è prematuro. La sua morte sarebbe una grave perdita per il vostro paese".

(Traduzione: Ljiljana Avirovic Rupeni)


Edward George Bulwer-Lytton (1803-1873)

The Last Days of Pompeii
"Ho, Diomed, well met! Do you sup with Glaucus to-night?" said a young man of small stature, who wore his tunic in those loose and effeminate folds which proved him to be a gentleman and a coxcomb.
"Alas, no! dear Clodius; he has not invited me," replied Diomed, a man of portly frame and of middle age. "By Pollux, a scurvy trick! for they say his suppers are the best in Pompeii".
"Pretty well ... though there is never enough of wine for me. It is not the old Greek blood that flows in his veins, for he pretends that wine makes him dull the next morning."
Gli ultimi giorni di Pompei
- Oh, Diomede! Come va? Ceni con Glauco, stasera? - disse un giovanotto di piccola statura, che indossava la toga con quelle pieghe molli ed effeminate che rivelavano il signore e il damerino.
- Ahimè no, Clodio mio! Non mi ha invitato, - rispose Diomede, un pezzo d'uomo grande e grosso, di mezza età. - Per Polluce, che brutto tiro! Dicono che le sue cene siano le più splendide di Pompei.
- Non c'è male..., benché ci sia sempre poco vino per me. Non è certo il vecchio sangue greco che gli scorre nelle vene perché, dice, se beve troppo si sente tutto stordito la mattina dopo.

(Traduzione: Beatrice Boffito Serra)

Monos and Daimonos (Monos e Daimonos)
Non ho né fratelli né sorelle; mia madre morì che ero ancora in culla, mio padre fu quindi il mio unico maestro e compagno di giochi. Era il figlio cadetto di una nobile e antica famiglia e che cosa l'avesse indotto a lasciare il suo paese e i suoi amici, a rinunciare alla società e a vivere su una cima rocciosa è una storia che non ha niente a che vedere con la mia. Com'è vero che Dio esiste, credo proprio che quella che sto per raccontarvi abbia attrattive sufficienti per mantenere desta la vostra attenzione senza dover ricorrere a un'altra per farvene apprezzare gli squisiti dettagli o per metterne in risalto gli aspetti più divertenti.
(Traduzione: Chiara Zanolli)

Paul Clifford
It was a dark and stormy night; the rain fell in torrents - except at occasional intervals, when it was checked by a violent gust of wind which swept up the streets (for it is in London that our scene lies), rattling along the housetops, and fiercely agitating the scanty flame of the lamps that struggled against the darkness.
Paul Clifford
Era una notte buia e tempestosa; la pioggia cadeva torrenziale - salvo occasionali intervalli in cui era trattenuta da violente raffiche di vento che spazzavano le strade (visto che il luogo che stiamo descrivendo è a Londra), si abbattevano sui tetti e agitavano furiosamente gli esigui bagliori delle lampade che lottavano contro l'oscurità.

Zanoni
It is possible that among my readers may be a few not unacquainted with an old-book shop, existing some years since in the neighbourhood of Covent Garden; I say a few, for certainly there was little enough to attract the many in those precious volumes which the labour of a life had accumulated on the dusty shelves of my old friend D----. There were to be found non popular treatises, non entertaining romances, no histories, no travels, no "Library for the People," no "Amusement for the Million." Bur there, perhaps, throughout all Europe, the curious might discover the most notable collection, ever amassed by an enthusiast, of the works of alchemist, cabalist, and astrologer.
Zanoni
Può darsi che alcuni dei miei lettori ricordino una vecchia libreria che esisteva qualche anno fa nei dintorni del Covent Garden; dico alcuni perché non vi era certo molto che potesse attrarre il grosso pubblico nei preziosi volumi che il mio vecchio amico D. aveva accumulato in quelle polverose scansie, faticando tutta la vita. Qui non avresti trovato certo trattati popolari, romanzi d'intrattenimento, libri di viaggio o di storia, né la Biblioteca Popolare o "divertimenti per un milione di persone". Viceversa, un indagatore attento vi avrebbe rinvenuto la più ragguardevole collezione che in tutta Europa sia stata messa insieme da un appassionato di opere di alchimia, cabalistica e astrologia.

(Traduzione: Madeline Merlini)


Edward Bunker (1933-2005)

Little Boy Blue
In the summer of 1943, a plain black Ford sedan carried three people through the Cahuenga Pass from Los Angeles into the San Fernando Valley. A middle-aged female social worker was driving. An eleven-year-old boy was in the middle, and the boy's father was on the right. All of them stared through the windshield with somber faces. The social worker looked stern, but it was really a praticed stoicism insulating her emotions from the pain of sympathy. The father was silently determined, but his determination was furrowed with worry; his jaw muscles pulsed as he sucked on a cigarette. The boy's lips were curled in until almost hidden, and occasionally he bit them inside to stifle the smoldering tantrum. He was both working himself up and restraining himself. Rebellion was coming, but this particular moment was too soon.
Little Boy Blue
Nell'estate del 1943 una berlina Ford nera e banale, con a bordo tre persone, viaggiava da Los Angeles alla San Fernando Valley, passando per il Cahuenga Pass. Un'assistente sociale di mezza età era al volante. Al suo fianco sedeva un ragazzino di undici anni. Il padre del bambino occupava il sedile posteriore. I visi erano scuri, gli sguardi rivolti oltre il parabrezza. L'assistente sociale aveva un'aria arcigna, frutto, in realtà, di una lunga pratica di stoicismo intesa a isolare le sue emozioni dai dolori della compassione. Il padre era l'immagine della determinazione silenziosa, una determinazione appena incrinata dalle pieghe della preoccupazione; i muscoli della mascella pulsavano mentre aspirava il fumo della sigaretta. Le labbra del ragazzo erano quasi invisibili, risucchiate tra i denti, che di tanto in tanto le mordevano per soffocare la collera che covava come fuoco sotto la cenere. Esercizio di coraggio, per farsi forza, e autocontrollo. La ribellione era imminente, ma ancora prematura, in quel particolare momento.

(Traduzione: Emanuela Turchetti)

No Beast so Fierce (Come una bestia feroce)
Seduto sul cesso senz'asse del retro della cella, ero intento a lucidare le orribili scarpe dalla punta bulbiforme che venivano fornite a chi stava per uscire. Mi attraversò la mente un canto di trionfo: "Domattina sarò un uomo libero". Ma nonostante l'esultanza, la gioia di uscire dopo otto calendari sfogliati in prigione era tutt'altro che sfrenata. La lucidatura delle orrende scarpe non era tanto tesa a migliorare il loro aspetto, quanto ad alleviare la mia tensione. Ero più nervoso nell'affrontare il rilascio sulla parola di quanto era stato al mio ingresso, così tanto tempo prima.
(Traduzione: Stefano Bortolussi)


Ivan Alekseevic Bunin (1870-1953)

Tëmnye allei (Viali oscuri)
Nella fredda intemperie autunnale, su una delle strade maestre di Tula, inondata dalla pioggia e rigata da lunghi solchi neri lasciati dalle ruote dei carri, un tarantas dal mantice semialzato, coperto di fango e trainato da una trojka di cavalli con le code legate a causa del tempo piovoso, arrivò davanti ad una lunga izba, occupata in parte dall'ufficio postale governativo e in parte da una stanza privata dove si poteva pernottare o chiedere il samovar. Sulla serpa del tarantas sedeva un robusto muzik avvolto in un pastrano stretto da una cintura, serio e dal sembiante scuro, con una rada barba color pece, simile a un brigante antico, mentre nel tarantas si trovava un anziano ufficiale, snello, con un gran berretto e col cappotto modellato alla zar Nicola, dalle sopracciglia ancora nere ma coi baffi canuti che si univano ai favoriti dello stesso tipo. Aveva il mento rasato e tutto il suo aspetto esteriore ricordava Alessandro II, cosa d'altronde assai diffusa fra i militari all'epoca del suo regno; anche lo sguardo era interrogativo, austero, e allo stesso tempo stanco.
(Traduzione: Alizia Romanovic)


John Bunyan (1628-1688)

The Holy War
In my travels, as I walked through many regions and countries, it was my chance to happen into that famous continent of Universe. A very large and spacious country it is: it lieth between the two poles, and just amidst the four points of the heavens. It is a place well watered, and richly adorned with hills and valleys, bravely situate, and for the most part, at least where I was, very fruitful, also well peopled, and a very sweet air.
The people are not all of one complexion, nor yet of one language, mode, or way of religion, but differ as much as, it is said, do the planets themselves. Some are right, and some are wrong, even as it happeneth to be in lesser regions.
La guerra santa
Nel corso dei miei viaggi ho percorso molte regioni e paesi, ed ho avuto la fortuna di trovarmi nei più conosciuti continenti del mondo. Un mondo molto grande, che si estende fra i due poli proprio in mezzo alle quattro coordinate celesti. Un posto in cui piove quanto basta, abbellito da colline e valli situate al posto giusto, e per la gran parte, almeno nei posti dove sono stato, molto fertile, felicemente popolato e con condizioni atmosferiche molto piacevoli.
La gente non ha dappertutto lo stesso aspetto, non ha ancora linguaggio, costumi e religione comuni, e si può dire che le diversità degli umani siano tante quante quelle naturali del pianeta stesso. Alcune sono positive, altre negative, e ve ne sono anche nelle regioni più piccole.

The Life and Death of Mr. Badman
Wiseman.
Good morrow my good Neighbour, Mr. Attentive; whither are you walking so early this morning? methinks you look as if you were concerned about something more than ordinary. Have you lost any of your Cattel, or what is the matter?
Attentive.
Good Sir, Good morrow to you, I have not as yet lost ought, but yet you give a right ghess of me, for I am, as you say, concerned in my heart, but 'tis because of the badness of the times. And Sir, you, as all our Neighbours know, are a very observing man, pray therefore what do you think of them?
Vita e morte del signor Badman
Wiseman
Buon giorno mio buon vicino, signor Attentive; dove state dirigendo i vostri passi così di buon mattino? Dal vostro sguardo mi sembra che siate preoccupato per qualcosa fuori dall'ordinario. Avete perduto qualche capo di bestiame, oppure cos'è che vi angustia?
Attentive
Buon Signore, buon giorno a voi. No, non ho perduto niente, ma nondimeno il vostro giudizio su di me è giusto, visto che, come avete detto, il mio animo è turbato, ma la causa di ciò è la malvagità del tempo in cui viviamo. Voi Signore, come tutti sanno, siete un attento osservatore, perciò vi prego, ditemi, cosa ne pensate?

The Pilgrim's Progress
As I walked through the wilderness of this world, I lighted on a certain place where was a Den <The Jail/Gaol>, and I laid me down in that place to sleep: and, as I slept, I dreamed a dream. I dreamed, and behold, I saw a man clothed with rags, standing in a certain place, with his face from his own house, a book in his hand, and a great burden upon his back. [Isa. 64:6; Luke 14:33; Ps. 38:4; Hab. 2:2; Acts 16:30,31] I looked, and saw him open the book, and read therein; and, as he read, he wept, and trembled; and, not being able longer to contain, <His Outcry> he brake out with a lamentable cry, saying, "What shall I do?" [Acts 2:37]
Il viaggio del pellegrino
Mentre giravo per i luoghi selvaggi di questo mondo, scoprii per caso un certo posto dov'era un ricetto e mi sdraiai colà per dormire: come mi addormentai feci un sogno. Sognai, come se fosse vero, un uomo vestito di stracci, in piedi in un posto sconosciuto, con il viso rivolto verso la propria dimora, un libro in mano e un pesante fardello sulle spalle. [Isaia 64:6; Luca 14:33; Salmi 38:4; Abacuc 2:2; Atti 16:30] Guardai, e lo vidi aprire il libro e leggerlo; e subito egli cominciò a piangere tremando; e, non riuscendo a frenarsi, proruppe in un grido doloroso, dicendo, "Cosa devo fare?" [Atti 2:37]


Michelangelo Buonarroti (1475-1564)

Rime
Molti anni fassi qual felice, in una
brevissima ora si lamenta e dole;
o per famosa o per antica prole
altri s'inlustra, e 'n un momento imbruna.

Cosa mobil non è che sotto el sole
non vinca morte e cangi la fortuna.


Gottfried August Bürger (1747-1794)

Wunderbare Reisen zu Wasser und zu Lande, Feldzüge und lustige Abenteuer des Freiherrn von Münchausen
Ich trat meine Reise nach Rußland von Haus ab mitten im Winter an, weil ich ganz richtig schloß, daß Frost und Schnee die Wege durch die nördlichen Gegenden von Deutschland, Polen, Kur- und Livland, welche nach der Beschreibung aller Reisenden fast noch elender sind als die Wege nach dem Tempel der Tugend, endlich, ohne besondere Kosten hochpreislicher, wohlfürsorgender Landesregierungen, ausbessern müßte. Ich reisete zu Pferde, welches, wenn es sonst nur gut um Gaul und Reiter steht, die bequemste Art zu reisen ist. Denn man riskiert alsdann weder mit irgendeinem höflichen deutschen Postmeister eine Affaire d'honneur zu bekommen, noch von seinem durstigen Postillion vor jede Schenke geschleppt zu werden.
Le avventure del barone di Münchausen
Per recarmi in Russia, partii da casa mia in pieno inverno: stimando giustamente che, col ghiaccio e la neve, le cattive strade che vi conducono attraverso le provincie nordiche della Germania, Polonia, Curlandia e Livonia (le quali, a voler credere alle descrizioni dei viaggiatori, sono più impraticabili del sentiero della virtù) sarebbero spontaneamente migliorate, anche senza l'interessamento dei governi. Viaggiavo a cavallo, giacché questo è ancora il miglior mezzo di locomozione quando cavallo e cavaliere se l'intendono bene fra loro; e non fa correre il rischio di attaccar briga con qualche gentile postiglione tedesco o di venir trascinati da un vetturino assetato dalla porta di una bettola all'altra.

(Traduzione: Corrado Pavolini)


Anthony Burgess (1917-1993)

A Clockwork Orange
"What's it going to be then, eh?"
There was me, that is Alex, amd my three droogs, that is Pete, Georgie, and Dim, Dim being really dim, and we sat in the Korova Milkbar making up our rassoodocks what to do with the evening, a flip dark chill winter bastard though dry. The Korova Milkbar was a milk-plus mesto, and you may, O my brothers, have forgotten what these mestos were like, things changing so skorry these days and everybody very quick to forget, newspapers not being read much meither. Well, what they sold there was milk plus something else. They had no licence for selling liquor, but there was not law yet against prodding some of the new veshches which they used to put into the old moloko, so you cold peet it with vellocet or synthemesc or drencrom or one or two other veshches which would give you a nice quiet horrorshow fifteen minutes admiring Bog And All His Holy Angels Abd Saints in your left shoe with lights bursting all over your mozg.
Un'arancia a orologeria
- Allora che si fa, eh?
C'ero io, cioè Alex, e i miei tre soma, cioè Pete, Georgie, e Bamba, Bamba perché era davvero bamba, e si stava al Korova Milkbar a rovellarci il cardine su come passare la serata, una sera buia fredda bastarda d'inverno, ma asciutta. Il Korova era un sosto di quelli col latte corretto e forse, O fratelli, vi siete scordati di com'erano questi sosti, con le cose che cambiano allampo oggigiorno e tutti che le scordano svelti, e i giornali che nessuno nemmeno li legge. Non avevano la licenza per i liquori, ma non c'era ancora una legge contro l'aggiunta di quelle trucche nuove che si sbattevano dentro il vecchio mommo, cosí lo potevi glutare con la sintemese o la drenacrom o il vellocet o un paio d'altre robette che ti davano un quindici minuti tranquilli tranquilli di cinebrivido stando ad ammirare Zio e Tutti gli Angeli e i Santi nella tua scarpa sinistra con le luci che ti scoppiavano dappertutto dentro il planetario.

(Traduzione: Floriana Bossi)

A Dead Man in Deptford
You must and will suppose (fair or foul reader, but where's the difference?) that I suppose a heap of happenings that I had no eye to eye knowledge of or concerning. What though a man supposes is oft (often if you will) of the right and very substance of his seeing. There was a philosopher who spoke of the cat that mews to be let out and then mews to be let in again. In the interim, does it exist? There is in us all the solipsist tendency which is a simulacrum of the sustentive power of the Almighty, namely what we hold in the eye exists, remove the eye or let it be removed therefrom and there is disintegration total if temporary. But of the time of the cat's absence a man may also rightly suppose that it is fully and corporeally in the world down to its last whisker.
Un cadavere a Deptford
Tu devi immaginare e immaginerai, lettore corretto o sleale che tu sia (e quale mai è la differenza?), che io immagini avvenimenti a bizzeffe, ma che non li abbia mai avuti davanti agli occhi, neanche di lontano. Tuttavia, quello che un uomo immagina è spesso (o molto spesso, se vuoi) la sostanza reale e vera di quello che ha veduto. C'era un filosofo che narrava di un gatto che miagolava perché lo lasciassero uscire e che poi miagolava di nuovo perché lo facessero rientrare. Ma, nell'
interim tra un miagolìo e l'altro, quel gatto esiste? In noi tutti alberga l'atteggiamento solipsistico, che non è che un simulacro della potenza dell'Onnipotente, il quale mantiene il Tutto in essere, vale a dire che quanto si trova sotto i nostri occhi esiste, ma che è sufficiente che distogliamo lo sguardo, o che qualcuno ce lo distolga, perché venga disintegrato completamente, seppure temporaneamente. Si possono comunque anche avere ottime ragioni per immaginare che, nei suoi momenti di assenza, il gatto rimanga nel mondo, integro nel fisico, dal primo all'ultimo baffo.
(Traduzione: Lydia Salerno)


Massimo Burioni (1959)

La ventitreesima primavera
Gli sembrava di essersi svegliato dentro i paesaggi grigi di una delle canzoni di Jacques Brel, quella che descriveva il Belgio come meglio non si potrebbe: "Le plat pays qui est le mien... avec un ciel si gris qu'un canal s'est perdu... avec un ciel si gris qu'un canal s'est pendu".


Frances Eliza Hodgson Burnett (1849-1924)

Little Lord Fauntleroy
Cedric himself knew nothing whatever about it. It had never been even mentioned to him. He knew that his papa had been an Englishman, because his mamma had told him so; but then his papa had died when he was so little a boy that he could not remember very much about him, except that he was big, and had blue eyes and a long mustache, and that it was a splendid thing to be carried around the room on his shoulder. Since his papa's death, Cedric had found out that it was best not to talk to his mamma about him. When his father was ill, Cedric had been sent away, and when he had returned, everything was over; and his mother, who had been very ill, too, was only just beginning to sit in her chair by the window. She was pale and thin, and all the dimples had gone from her pretty face, and her eyes looked large and mournful, and she was dressed in black.
Il piccolo Lord Fauntleroy
Cedric stesso non ne sapeva nulla. Nessuno gliene aveva mai parlato. Sapeva che il suo papà era inglese, così come gli aveva raccontato la mamma; ma il suo papà era morto quando lui era così piccolo che non era in grado di ricordarne molto, tranne che era imponente, aveva occhi azzurri e lunghi baffi, e che era bellissimo essere portati in giro per la stanza sulle sue spalle. Dalla morte del suo papà, Cedric si era accorto che era meglio non parlare di lui alla mamma. Durante la malattia del padre, Cedric era stato mandato via, e quando era tornato era tutto finito. Sua madre, che era stata anche lei molto malata, solo allora aveva iniziato a sedersi su una sedia vicino alla finestra. Era pallida e magra, il viso grazioso si era riempito di rughe, gli occhi addolorati sembravano più grandi, ed era vestita di nero.

The Making of a Marchioness
When Miss Fox-Seton descended from the twopenny bus as it drew up, she gathered her trim tailor-made skirt about her with neatness and decorum, being well used to getting in and out of twopenny buses and to making her way across muddy London streets. A woman whose tailor-made suit must last two or three years soon learns how to protect it from splashes, and how to aid it to retain the freshness of its folds. During her trudging about this morning in the wet, Emily Fox-Seton had been very careful, and, in fact, was returning to Mortimer Street as unspotted as she had left it.
L’imprevedibile destino di Emily Fox-Seton
Una volta scesa dall’omnibus, la signorina Fox-Seton, abituata a salire e scendere dagli omnibus e a farsi strada nelle fangose vie di Londra, sollevò l’impeccabile gonna di sartoria con sobrietà e decoro. Una donna il cui completo di sartoria deve durare due o tre anni impara presto a proteggerlo dagli schizzi e a preservare la freschezza delle pieghe. Durante la scarpinata sotto la pioggia di quella mattina, Emily Fox-Seton era stata molto attenta e infatti stava tornando in Mortimer Street impeccabile come l’aveva lasciata.

(Traduzione: Alessandra Ribolini)

The Secret Garden
When Mary Lennox was sent to Misselthwaite Manor to live with her uncle everybody said she was the most disagreeable-looking child ever seen. It was true, too. She had a little thin face and a little thin body, thin light hair and a sour expression. Her hair was yellow, and her face was yellow because she had been born in India and had always been ill in one way or another. Her father had held a position under the English Government and had always been busy and ill himself, and her mother had been a great beauty who cared only to go to parties and amuse herself with gay people.
Il giardino segreto
Quando Mary Lennox fu mandata da suo zio a Misselthwaite Manor tutti dissero che era la bambina più antipatica mai vista. E, purtroppo, era vero. Aveva un viso piccolo e affilato, così come il resto del corpo, esili capelli chiari e un'espressione scontrosa. Aveva i capelli di un colore giallastro, dello stesso colore del viso, visto che era nata in India ed era sempre stata ammalata, per un motivo o per l'altro. Suo padre, anch'egli di salute malferma, aveva ricoperto un incarico per il governo inglese ed era sempre stato molto occupato; sua madre era stata una donna di notevole bellezza, la cui unica preoccupazione era quella di partecipare ai ricevimenti e di divertirsi con gente allegra.

The Shuttle
No man knew when the Shuttle began its slow and heavy weaving from shore to shore, that it was held and guided by the great hand of Fate. Fate alone saw the meaning of the web it wove, the might of it, and its place in the making of a world's history. Men thought but little of either web or weaving, calling them by other names and lighter ones, for the time unconscious of the strength of the thread thrown across thousands of miles of leaping, heaving, grey or blue ocean.
Un matrimonio inglese
Quando le navi cominciarono a intessere laboriosamente la loro trama di rotte da costa a costa, nessuno sapeva che su quel telaio agiva la grande mano del Fato. Solo il Fato conosceva il significato della tela che stava intessendo, la sua forza e il suo ruolo nella creazione della storia del mondo. Gli uomini pensavano ben poco a tele o tessiture, chiamandole con altri nomi, più lievi, all'epoca inconsapevoli della forza del filo gettato al di là delle migliaia di miglia di un oceano blu o grigio, ansante e sussultante.

(Traduzione: Clementina Liuzzi e Paola Vallerga)


Frances (Fanny) Burney (D'Arblay) (1752-1840)

Camilla
Repose is not more welcome to the worn and to the aged, to the sick and to the unhappy, than danger, difficulty, and toil to the young and adventurous. Danger they encounter but as the forerunner of success; difficulty, as the spur of ingenuity; and toil, as the herald of honour. The experience which teaches the lesson of truth, and the blessings of tranquillity, comes not in the shape of warning nor of wisdom; from such they turn aside, defying or disbelieving. 'Tis in the bitterness of personal proof alone, in suffering and in feeling, in erring and in repenting, that experience comes home with conviction, or impresses to any use.
Camilla
La tranquillità non è più apprezzata da chi è stanco o anziano, da chi è malato o infelice, di quanto lo siano il rischio, le difficoltà e la fatica per chi è giovane e avventuroso. Quest'ultimo affronta il rischio solo come presagio del successo, le difficoltà come sprone all'inventiva, e la fatica come messaggera dell'onore. L'esperienza che insegna la lezione della verità, e la benedizione della quiete, non arriva sotto forma di ammonimento o saggezza; da ciò egli rifugge, con aria di sfida e incredulità. È solo con l'asprezza di una prova subita di persona, soffrendo e rendendosene conto, sbagliando e pentendosi, che l'esperienza tocca nel vivo con forza e lascia un segno di una qualche utilità.

Cecilia
"Peace to the spirits of my honoured parents, respected be their remains, and immortalized their virtues! may time, while it moulders their frail relicks to dust, commit to tradition the record of their goodness; and Oh, may their orphan-descendant be influenced through life by the remembrance of their purity, and be solaced in death, that by her it was unsullied!"
Such was the secret prayer with which the only survivor of the Beverley family quitted the abode of her youth, and residence of her forefathers; while tears of recollecting sorrow filled her eyes, and obstructed the last view of her native town which had excited them.
Cecilia, this fair traveller, had lately entered into the one-and- twentieth year of her age.
Cecilia
"Pace alle anime dei miei onorati genitori, siano rispettati i loro resti e perpetuate le loro virtù! possa il tempo, mentre rende polvere le loro spoglie, affidare alla memoria l'immagine della loro bontà e, oh! possa la loro orfana essere ispirata per tutta la vita, e confortata nella morte, dal ricordo della loro purezza, che in lei è stata senza macchia!"
Tale era l'intima preghiera con la quale la sola sopravvissuta della famiglia Beverley lasciò la dimora della propria giovinezza, e la residenza dei suoi avi, mentre le lacrime provocate da tristi ricordi le offuscavano gli occhi, e impedivano l'ultimo sguardo alla città natia che le aveva suscitate.
Cecilia, la bella viaggiatrice, aveva da poco compiuto vent'anni.

Evelina
Letter I
Lady Howard to the rev. Mr. Villars
Howard Grove, Kent.
Can any thing, my good Sir, be more painful to a friendly mind, than a necessity of communicating disagreeable intelligence? Indeed it is sometimes difficult to determine, whether the relator or the receiver of evil tidings is most to be pitied.
I have just had a letter from Madame Duval; she is totally at a loss in what manner to behave; she seems desirous to repair the wrongs she has done, yet wishes the world to believe her blameless. She would fain cast upon another the odium of those misfortunes for which she alone is answerable.
Evelina
Lettera I
Lady Howard al Rev. Mr Villars
Howard Grove
Esiste forse, mio buon signore, per un cuore amico evento più penoso della necessità di comunicare una notizia sgradevole? In effetti a volte è difficile decidere se è più da compatire chi deve riferire la brutta notizia o chi ne è il destinatario.
Ho appena ricevuto una lettera di Madame Duval: non sa assolutamente come comportarsi. Sembra desiderosa di rimediare ai torti fatti e tuttavia vorrebbe che il mondo la considerasse irreprensibile. Scaricherebbe volentieri su un altro l'odio di quelle disgrazie delle quali è l'unica responsabile.

(Traduzione: Chiara Vatteroni)


Augusten Burroughs (1965)

Dry
Sometimes when you work in advertising you'll get a product that's really garbage and you have to make it seem fantastic, something that is essential to the continued quality of life. Like once, I had to do an ad for hair conditioner. The strategy was: Adds softness you can feel, body you can see. But the thing is, this was a lousy product. It made your hair sticky and in focus groups, women hated it. Also, it reeked. It made your hair smell like a combination of bubble gum and Lysol. But somehow, I had to make people feel that it was the best hair conditioner ever created. I had to give it an image that was both beautiful and sexy. Approachable and yet aspirational.
Dry
Lavorando nella pubblicità, a volte ti capita un prodotto che è una vera schifezza, ma tu devi farlo sembrare fantastico, indispensabile per mantenere alta la qualità della vita. Una volta, per esempio, ho dovuto ideare la pubblicità di un balsamo per capelli. Il messaggio era: "Dona una morbidezza che si sente e un volume che si vede". In realtà il prodotto era pessimo. Impastava i capelli e le donne del focus group lo odiavano. E poi puzzava. I capelli prendevano un odore a metà fra la gomma da masticare e il disinfettante. In un modo o nell'altro, però, dovevo convincere la gente che quello fosse il miglior balsamo per capelli che fosse mai stato prodotto. Dovevo dargli un'immagine bella e sexy. Accessibile e al tempo stesso desiderabile.

(Traduzione: Annamaria Raffo)


Edgar Rice Burroughs (1875-1950)

Tarzan of the Ape
I had this story from one who had no business to tell it to me, or to any other. I may credit the seductive influence of an old vintage upon the narrator for the beginning of it, and my own skeptical incredulity during the days that followed for the balance of the strange tale.
When my convivial host discovered that he had told me so much, and that I was prone to doubtfulness, his foolish pride assumed the task the old vintage had commenced, and so he unearthed written evidence in the form of musty manuscript, and dry official records of the British Colonial Office to support many of the salient features of his remarkable narrative.
Tarzan delle scimmie
Sono venuto a conoscenza di questa storia da una persona che non aveva nessun interesse a raccontarla a me, o a qualsiasi altro. Posso supporre che il narratore abbia iniziato sotto la benigna influenza di un buon bicchiere di vino, e abbia poi continuato nei giorni seguenti spronato dalla mia scettica incredulità circa la veridicità dell'insolito racconto.
Quando il mio gioviale ospite si rese conto di avermi svelato così tanto, e che ero incline al dubbio, il suo orgoglio ferito continuò quello che aveva iniziato il buon bicchiere di vino, e così egli tirò fuori delle testimonianze scritte, nella forma di un polveroso manoscritto e di un burocratico registro ufficiale dell'Ufficio delle Colonie Britanniche, a sostegno di molte delle caratteristiche salienti della sua non comune narrazione.


William Burroughs (1914-1997)

The Cat Inside
May 4, 1985. I am packing for a short trip to New York to discuss the cat book with Brion. In the front room where the kittens are kept, Calico Jane in nursing one black kitten. I pick up my Touruster. It seems heavy. I look inside and there are her other four kittens.
"Take care of my babies. Take them with you wherever you go."
I am selecting cat food at the pet shop in Dillon's supermarket and I meet an old woman. Seems her cats won't eat any cat food with fish in it. Well, I tell her, mine are just the opposite. They prefer the fishy foods like Salmon Dinner and Seafood Supper.
Il gatto in noi
4 maggio 1985. Sto preparando le cose da portarmi via per un breve viaggio a New York, dove devo andare a discutere con Brion del libro sul gatto. Nella stanza davanti, dove stanno i gattini, Calico Jane ne sta allattando uno nero. Prendo il borsone. Mi sembra pesante. Guardo dentro e ci sono gli altri suoi gattini.
"Abbi cura dei miei piccoli. Portateli dietro dovunque tu vada".
Nel reparto Animali del supermarket Dillon's, sto scegliendo tra i cibi per gatti e faccio conoscenza con una vecchia signora. Pare che i suoi gatti si rifiutino di mangiare qualsiasi cibo che contenga pesce. Pensi, le dico, che i miei sono tutto l'opposto. Loro prediligono prodotti come Cena al Salmone e Zuppa di Pesce.

(Traduzione: Giuseppe Bernardi)

Cities of the Red Night
September 13, 1923.
Farnsworth, the District Health Officer, was a man so grudging in what he asked of life that every win was a loss; yet he was not without a certain plodding persistence of effort and effectiveness in his limited area. The current emergency posed by the floods and the attendant cholera epidemic, while it did not spur him to any unusual activity, left him unruffled.
Every morning at sunrise, he bundled his greasy maps - which he studied at breakfast while he licked butter off his fingers - into his battered Land-Rover and set out to inspect his districts, stopping here and there to order more sandbags for the levees (knowing his orders would be disregarded, as they generally were unless the Commissioner happened to be with him). He ordered three bystanders, presumably relatives, to transport a cholera case to the district hospital at Waghdas and left three opium pills and instructions for preparing rice water. They nodded, and he drove on, having done what he could.
Città della notte rossa
13 settembre 1923
Farnsworth, l'Ufficiale Sanitario Distrettuale, era un uomo talmente ingrugnato nelle sue aspettative della vita che ogni vittoria era una sconfitta; però non era privo di una certa pesante tenacia ed efficienza nel suo limitato ambiente. L'attuale stato di emergenza posto dalle inondazioni e dalla conseguente epidemia di colera, non costringendolo ad alcuna attività insolita, lo trovava padrone di sé. Ogni mattina all'alba, ammucchiava le sue carte geografiche bisunte, che studiava a colazione mentre si leccava via il burro dalle dita, nella sua scassata Land Rover e usciva a ispezionare il suo distretto, fermandosi qua e là a ordinare altri sacchetti di sabbia per gli argini (sapendo che i suoi ordini sarebbero stati trascurati, come generalmente avveniva a meno che il Commissario per caso fosse con lui). Ordinava a tre astanti, presumibilmente parenti, di trasportare un caso di colera all'ospedale distrettuale di Waghdas e lasciava tre pillole d'oppio e le istruzioni per preparare l'acqua di riso. Loro annuivano, e lui se ne andava, avendo fatto quello che poteva.

(Traduzione: Giulio Saponaro)

Ghost of Chance
Captain Mission, strapped on his double-barreled flintlock, which he kept loaded with shot charges, and thrust a scabbarded cutlass under his belt. He picked up his staff and walked out through the settlement, stopping here and there to talk to the settlers.
They had found an excellent red clay for bricks and were constructing two-story dwellings with second-story balconies supported by heavy hardwood pillars. These buildings had been joined to forma tier, with the dining and kitchen areas in the two downstairs rooms and the sleeping and dressing areas upstairs. The balconies were connected and were used for sleeping hammocks and pallets. These structures faced the sea, and steps led down to the bay, where a number of boats were moored.
La febbre del ragno rosso
Il capitano Mission allacciò la tracolla del moschetto a doppia canna, che portava sempre carico, e si infilò alla cintura un coltellaccio protetto dal fodero. Prese il bastone e si incamminò nell'insediamento, fermandosi qua e là a parlare con i coloni.
Avevano trovato un'eccellente argilla da mattoni e stavano costruendo abitazioni a due piani con le balconate del piano superiore sostenute da pesanti pilastri di legno duro. Queste costruzioni erano state unite a formare una fila, con la cucina e la sala da pranzo nelle due stanze del piano terra e la camera e lo spogliatoio al piano di sopra. Le balconate erano comunicanti e venivano usate per amache e giacigli. Le strutture guardavano il mare, e gli scalini portavano alla baia, dove erano ancorate parecchie imbarcazioni.

(Traduzione: Marisa Caramella)

The Nacked Lunch
I can feel the heat closing in, feel them out there making their moves, setting up their devil doll stool pigeons, crooning over my spoon and dropper I throw away at Washington Square Station, vault a turnstile and two flights down the iron stairs, catch an uptown A train... Young, good looking, crew cut, Ivy League, advertising exec type fruit holds the door back for me. I am evidently his idea of a character. You know the type comes on with bartenders and cab drivers, talking about right hooks and the Dodgers, call the counterman in Nedick's by his first name. A real asshole. And right on time this narcotics dick in a white trench coat (imagine tailing somebody in a white trench coat -- trying to pass as a fag I guess ) hit the platform. I can hear the way he would say it holding my outfit in his left hand, right hand on his piece: "I think you dropped something, fella".
Il pasto nudo
Sento la polizia che si stringe, li sento lì fuori mentre fanno le loro mosse, mentre preparano le loro demoniache "bambole" degli informatori, borbottano sul cucchiaio e sul contagocce che ho buttato via alla stazione di Piazza Washington, scavalco la porta girevole e le due rampe giù per le scale di ferro, ce la faccio ad acchiappare un treno "A" per il centro... Giovane, bel ragazzo, capelli a spazzola, membro della Ivy League, genere dirigente pubblicitario, un finocchio mi tiene aperta la porta. Conoscete il genere: dà spago a baristi e taxisti parlando di uncini destri e di baseball, chiama per nome il contabile di Nedick. Un vero stronzo. E proprio all'ultimo minuto questo poliziotto della squadra anti-narcotici con il trench bianco (ve l'immaginate pedinare qualcuno con un trench bianco? Suppongo che cerchi di farsi passare per un battone) riesce a saltare sulla pensilina. Mi sento negli orecchi il modo con cui avrebbe detto, tenendo il mio armamentario nella sinistra e la patacca nella destra: - Ehi, voi, mi sembra che vi sia caduto qualcosa.

(Traduzione: Claudio Gorlier, Donatella Manganotti e Giulio Saponaro)


Jessie Burton (1982)

The Miniaturist
The funeral is supposed to be a quiet affair, for the deceased had no friends. But words are water in Amsterdam, they flood your ears and set the rot, and the church's east corner is crowded. She watches the scene unfold from the safety of the choir stall, as guildsmen and their wives approach the gaping grave like ants toward the honey. Soon, they are joined by VOC clerks and ships' captains, regentesses, pastry makers—and him, still wearing that broad-brimmed hat. She tries to pity him. Pity, unlike hate, can be boxed and put away.
Il miniaturista
Il funerale dovrebbe essere una cosa tranquilla, perché chi giace nella bara non aveva amici. Ma le parole, ad Amsterdam sono come l'acqua, intasano le orecchie e da lì comincia il marcio, e l'angolo orientale della chiesa è pieno. La donna osserva la scena al riparo degli stalli del coro, mentre membri delle corporazioni con le mogli si avvicinano alla tomba aperta come formiche al miele. Li raggiungono poco dopo impiegati della VOC e capitani di nave, reggenti, fabbricanti di dolci e infine lui, con il solito cappello a tesa larga in testa. La donna cerca di compatirlo. La pietà, a differenza dell'odio, può essere chiusa in una cassa e messa da parte.

(Traduzione: Elena Malanga)


Wilhelm Busch (1832-1908)

Max und Moritz
Mancher gibt sich viele Müh'
Mit dem lieben Federvieh;
Einesteils der Eier wegen,
Welche diese Vögel legen;
Zweitens: Weil man dann und wann
Einen Braten essen kann;
Drittens aber nimmt man auch
Ihre Federn zum Gebrauch
In die Kissen und die Pfühle,
Denn man liegt nicht gerne kühle.
Seht, da ist die Witwe Bolte,
Die das auch nicht gerne wollte.
Le avventure di Max e Moritz
Chi si dà un gran daffare
con pollastri e gallinelle
spera alfin di ricavare
buone uova a quattro stelle,
tanti arrosti e fegatini,
oltre ai soffici piumaggi,
per riempir molti cuscini
da smerciare nei paraggi.
Bolte vedova, per dire,
con un gallo e tre galline,
era gaia a non finire,
più di un re con due regine.

(Traduzione poetica: Franco Fava)


Alessandra Buschi (1963)

Cruciverba
Ci sono i dati tecnici. Forse bisogna partire da qui. Voglio dire: forse è così che si deve iniziare, io non me ne intendo, non c'ho metodo, forse se avessi fatto l'università ce l'avrei questo metodo, qualcuno me lo avrebbe insegnato, ad esempio se avessi dato una tesi: forse è dai dati tecnici che bisogna partire, poi sviluppare uno per uno gli argomenti, ma io non lo so come si fa una tesi di laurea, o meglio sì che lo so: ne ho battute talmente tante a macchina, talmente tante: di medicina, di lettere, tesi per il dams di Bologna, lauree in storia, in pedagogia, in quello che ti pare: da John Cage ai feromoni, dall'interpretazione dei disegni dei bambini all'estimo,

Dire fare baciare
Mario il Bini
Iniziando col raccontare la sacrosanta verità, dirò innanzitutto che sono toscana fin dalla nascita e anche adesso che abito e vivo nelle Marche, sono e mi sento toscana a tutti gli effetti. Nella carta d'identità c'è infatti scritto che sono nata proprio in quella regione un giorno di febbraio, e a febbraio in Toscana di solito c'è la primavera di mare, che sarebbbe poi la primavera precoce che arriva una bella mattina mentre nel resto dell'Italia impera l'inverno.

Se fossi Vera
Mi sarei dovuta chiamare Vera. Se mi fossi chiamata Vera, allora forse sarei stata mora, avrei portato gli occhiali, avrei avuto la pelle chiara. Avrei avuto una bella risata di gola, di quelle contagiose, e quando avrei chiamato al telefono mi avrebbero subito riconosciuto perché avrei avuto una voce inconfondibile, dal tono basso, un po' nasale, ma molto sensuale. Avrei fatto il liceo, mi sarei laureata in lingue, sempre una tra le più brave ma senza essere antipatica a professori e compagni: perché sarei stata di quelle studiose ma non troppo, che vanno bene a scuola senza essere secchione, perché la cose io le avrei capite al volo, senza bisogno di spenderci i soldi, sui libri.


Christopher Bush (1888?-1973)

Dancing Death (Omicidio a Capodanno)
Ludovic Travers si rifiutò subito e categoricamente di avere qualcosa a che spartire con la trascrizione di questa storia. I miei primissimi accenni furono sufficienti a provocare il suo rifiuto, e in seguito non servì a nulla radunare argomenti, il primo dei quali sarebbe stato certamente che, per via delle circostanze in cui Travers si era trovato, il caso era stato suo dall'inizio alla fine. Sarebbe potuta seguire una breve dissertazione sui metodi notevolmente originali seguiti da un dilettante quando è lasciato solo con i suoi stratagemmi e le sue risorse.
(Traduzione: Dario Pratesi)


Aldo Busi (1948)

Casanova di se stessi
"Carità? Pronto!" Ma sì, che mi frega, se quei due sciuretti dell'Eros e dell'amato, anzi, se quell'essere due in uno degli Amato-Eros sono morti per disgrazia o di morte naturale o di propria mano come si è accertato? Che mi frega, fossero pure stati assassinati o si fossero assassinati l'un l'altro? Uccidere è poi un reato così ingiusto? uccidere direttamente, intendo, faccia a faccia, o tu o io, senza ricorrere all'assassinio trasversale del più forte, del mandatario nell'ombra che incarica del suo crimine il criminale più debole, il manovale esposto agli incerti del mestiere, compreso quello di doversi accontentare della caparra?

Un cuore di troppo
La lezione, gli insegnamenti che incidono indelebili nel tuo carattere... che, data l'età avanzata e le poche novità nel sentimento dell'esistenza, credi ormai inalterabile come una roccia in una teca... e che danno una vera svolta al tuo modo di pensare, di sentirti, e di concepire le tue esperienze e tanto più tue quanto più sai di averle prese in affitto dagli altri... per esempio dal Monte di Pietà dell'amore che usuri... ti cadono in testa senza che te l'aspetti.>BR>La lezione autentica non ti eleva, ti atterra, e pialla la fantasia del tuo sentire; è un'illuminazione che ti fa sprofondare nella tenebra, una guarigione che ti prostra, un premio che ti sottrae anche quel poco... reale... che credevi di esserti meritato.

Seminario sulla gioventù
Che resta di tutto il dolore che abbiamo creduto di soffrire da giovani? Niente, neppure una reminiscenza. Il peggio, una volta sperimentato, si riduce col tempo ad un risolino di stupore, stupore di essercela presa per così poco, e anch'io ho creduto fatale quanto poi si è rivelato letale solo per la noia che mi viene a pensarci. A pezzi o interi non si continua a vivere ugualmente scissi? E le angosce di un tempo ci appaiono come mondi talmente lontani da noi, oggi, che ci sembra inverosimile aver potuto abitarli in passato.

Sodomie in corpo 11
"Sa che ore sono, per piaser?"
La voce, così fresca, adolescienziale, proviene di là dalla rete che recinta l'area di parcheggio sull'autostrada appena dentro Vicenza Ovest. La sagoma di un ragazzo scontornata dal fanale del motorino in folle, guardingo.
Sorrido di questo trucco che io non ho mai saputo applicare: chiedere l'ora e trovarsi lì, pronto, qualcosa da vivere fuggendo fuori dalle lancette.
"Le sei in punto" dico, e fa buio già da mezz'ora. Si spegne il motorino. Ritorno da un premio letterario che avrà luogo domani, sono andato dietro invito con ventiquattro ore d'anticipo, dalla fretta di sbrigare un così falso impegno ho finito per non sbrigarlo più - perché domani io fino a qui non ci ritorno di sicuro, la mia fiacca ha battuto tutto il suo entusiasmo a proposito. Ero curioso di vedere chi premia una Banca Veneta e con quali crismi - gli scrittori e i poeti in lizza, innanzitutto, appartengono a quella classe affidabile di comunisti tolleranti con la Chiesa e il Capitale, e la Gastronomia come principale portata di conversazione a tavola.


Michel Bussi (1965)

Nymphéas Noirs
Trois femmes vivaient dans un village.
La première était méchante, la deuxième était menteuse, la troisième était égoïste.
Leur village portait un joli nom de jardin. Giverny.
La première habitait dans un grand moulin au bord d'un ruisseau, sur le chemin du Roy ; la deuxième occupait un appartement mansardé au-dessus de l'école, rue Blanche-Hoschedé Monet ; la troisième vivait chez sa mère, une petite maison dont la peinture aux murs se décollait, rue du Château-d'Eau.
Ninfee nere
Tre donne vivevano in un paesino.
La prima era cattiva, la seconda bugiarda e la terza egoista.
Il paese aveva un grazioso nome da giardino: Giverny.
La prima abitava in un grande mulino in riva a un ruscello, sul chemin du Roy; la seconda in una mansarda sopra la scuola, in rue Blanche-Hoschedé-Monet; la terza con la madre in una casetta di rue du Château-d’Eau dai muri scrostati.

(Traduzione: Alberto Bracci Testasecca)


Marco Buticchi (1957)

Profezia
Ekaterinburg. Russia. 16 luglio 1918
Il giovane sergente delle Guardie Rosse Igor Drostin si svegliò di soprassalto al rumore di una vettura entrata nel cortile. Si avviò verso la grande sala e osservò la pendola a parete: mancavano dodici minuti a mezzanotte. Poco dopo sarebbe cominciato il suo turno di guardia. Dalla stanza attigua, usata come dormitorio, Igor sentiva distintamente arrivare i rumori dei suoi soldati che si stavano vestendo. E dall'esterno, attraverso le finestre socchiuse, gli arrivava a tratti anche la voce del comandante. Era un'estate molto calda, ma a Casa Ipat'ev, per motivi di sicurezza, negli appartamenti riservati alla famiglia imperiale era severamente proibito aprirle completamente. I nuovi venuti dovevano essere personaggi importanti, almeno a giudicare dal tono deferente e al tempo stesso marziale con cui si rivolgeva loro il comandante. Igor Drostin sbirciò nell'oscurità del cortile, e la sua supposizione fu confermata dalle bandierine rosse: la vettura appena arrivata aveva portato lì un potente del Soviet degli Urali.


Samuel Butler (1835-1902)

Erewhon
If the reader will excuse me, I will say nothing of my antecedents, nor of the circumstances which led me to leave my native country; the narrative would be tedious to him and painful to myself. Suffice it, that when I left home it was with the intention of going to some new colony, and either finding, or even perhaps purchasing, waste crown land suitable for cattle or sheep farming, by which means I thought that I could better my fortunes more rapidly than in England.
It will be seen that I did not succeed in my design, and that however much I may have met with that was new and strange, I have been unable to reap any pecuniary advantage.
Erewhon
Se il lettore me ne darà il permesso, non dirò nulla dei miei trascorsi, e nemmeno delle circostanze che mi portarono a lasciare il mio paese natale; il racconto sarebbe noioso per lui e penoso per me. Sarà sufficiente dire che quando lasciai la mia casa avevo intenzione di andare in qualche nuova colonia, per cercare, e poi magari comprare, un qualche pezzo di terra disabitato adatto per il pascolo e l'allevamento del bestiame. Pensavo così di riuscire a fare la mia fortuna più rapidamente che in Inghilterra.
Si vedrà che il mio progetto non ebbe successo, e che non fui in grado di ricavare alcun vantaggio pecuniario da quanto di nuovo ed inconsueto mi fu pur concesso di trovare.

The Way of All Flesh
When I was a small boy at the beginning of the century I remember an old man who wore knee-breeches and worsted stockings, and who used to hobble about the street of our village with the help of a stick. He must have been getting on for eighty in the year 1807, earlier than which date I suppose I can hardly remember him, for I was born in 1802. A few white locks hung about his ears, his shoulders were bent and his knees feeble, but he was still hale, and was much respected in our little world of Paleham. His name was Pontifex.
His wife was said to be his master; I have been told she brought him a little money, but it cannot have been much. She was a tall, square-shouldered person (I have heard my father call her a Gothic woman) who had insisted on being married to Mr Pontifex when he was young and too good-natured to say nay to any woman who wooed him. The pair had lived not unhappily together, for Mr Pontifex's temper was easy and he soon learned to bow before his wife's more stormy moods.
Così muore la carne
Quando ero un bambino, al principio del secolo, ricordo che incontravo sovente un vecchio in calzoni corti e calze di lana, il quale, appoggiandosi a un bastone, andava in giro zoppicando per le strade del villaggio. Verso il 1807 doveva essere sugli ottanta, e prima di allora non credo di ricordarmelo, perché son nato nel 1802. Qualche ciocca di capelli bianchi che gli pendeva sulle orecchi, spalle curve e ginocchia deboli, eppure ancora arzillo e molto rispettato dal nostro piccolo mondo di Paleham. Era Mr. Pontifex.
Si diceva che a casa fosse la moglie che comandava, e ho anche sentito dire che gli aveva portato qualche soldo in dote; ma non doveva certo essere stato molto. La moglie era una donna alta, con spalle quadrate (mio padre, ricordo, la chiamava una donna gotica), che si era fatta sposare da Mr. Pontifex, quando questi era giovane e troppo gentile per sapere dir di no a una donna che gli avesse fatto la corte. La vita in comune, però, non era stata difficile, perché Mr. Pontifex era di buon carattere, e aveva presto imparato a cedere davanti alle sfuriate della moglie.

(Traduzione: Enzo Giachino)


Ron Butlin (1949)

The sound of my voice
You were at a party when your father died - and immediately you were told, a miracle happened. A real miracle. It didn't last, of course, but was convincing enough for a few moments. Then, an hour later, you took a girl home and forced her to make love. You held on to her as she cried and pleaded with you: even now her tears are still the nearest you have come to feeling grief at your father's death. You are thirty-four years old; everything that has ever happened to you is still happening.
Il suono della mia voce
Eri a una festa quando è morto tuo padre - e appena te l'hanno detto è avvenuto un miracolo. Un vero e proprio miracolo. Non è durato, certo, ma è stato piuttosto convincente per qualche attimo. Poi, un'ora dopo, hai riaccompagnato a casa una ragazza e l'hai costretta a fare l'amore. Ti sei aggrappato a lei che piangeva e ti supplicava: ancora oggi le sue lacrime sono la tua massima esternazione di dolore per la morte di tuo padre. Hai trentaquattro anni; tutto ciò che ti è accaduto sta ancora accadendo.

(Traduzione: Silvana Vitale)


Michel Butor (1926-2016)

L'emploi du temps (L'impiego del tempo)
Dallo stesso momento in cui sono arrivato comincia la mia storia in questa città, quest'anno per più di metà ormai trascorso; da quando mi sono a poco a poco scrollato di dosso la sonnolenza, in quell'angolo di scompartimento in cui mi trovavo solo, seduto nel senso della marcia del treno, accanto al vetro nero imperlato all'esterno da gocce e gocce di pioggia, miriadi d'infimi specchi ognuno dei quali rifletteva un tremolante granello dell'insufficiente luce che piovigginava dal sudicio lume del soffitto, dal momento in cui lo spesso involucro di frastuono che m'avviluppava da ore, senza tregua, si è di nuovo allentato, sfatto.
(Traduzione: Oreste del Buono)

Vanité (Vanità)
Una terrazza all'ombra di una natura in pieno rigoglio. Paesaggio alla Claude Lorrain: mare sullo sfondo, montagne, pini marittimi, cimiteri, torri; s'intravedono delle rovine. Foschia serale. Giungono i rumori della città. Qualche bicchiere accanto all'inevitabile magnetofono.
Viene premuto il tasto d'avvio.

SCRIPTOR, sulla quarantina, di ritorno dal Brasile, capelli neri, carriera universitaria, in cerca dei propri sentieri.

PICTOR, sulla quarantina, nativo del luogo, meccanico di orizzonti, rivelatore di corpi e di anime.

VIATOR, sulla cinquantina, ex commesso viaggiatore in cultura francese, tenta di ampliare la propria mercanzia.
(Traduzione: Roberto Rossi)


Dino Buzzati (1906-1972)

Un amore
Una mattina del febbraio 1960, a Milano, l'architetto Antonio Dorigo, di 49 anni, telefonò alla signora Ermelina.
"Sono Tonino, buongiorno sign..."
"È lei? Quanto tempo che non si fa vedere. Come sta?"
"Non c'è male, grazie. Sa in questi ultimi tempi un mucchio di lavoro e così... senta potrei venire questo pomeriggio?"
"Questo pomeriggio? Mi faccia pensare... a che ora?"
"Non so. Alle tre, tre e mezza"
"Tre e mezza d'accordo"
"Ah senta, signora..."
"Dica, dica"
"L'ultima volta, si ricorda? insomma quella stoffa per essere sincero non mi finiva di piacere, vorrei..."

Barnabo delle montagne
Nessuno si ricorda quando fu costruita la casa dei guardiaboschi del paese di San Nicola, nella valle delle Greve, detta anche la casa dei Marden. Da quel punto partivano cinque sentieri che si addentravano nella foresta. Il primo scendeva giù per la valle verso San Nicola e a poco a poco diventava una vera strada. Gli altri quattro salivano fra i tronchi, sempre più incerti e sottili, fino a che non rimaneva più che il bosco, con gli alberi secchi e rovesciati per terra e tutte le sue vecchissime cose. E sopra, a Nord, c'erano le bianche ghiaie che fasciano le montagne.
Il sole si leva dalle grandi cime, gira sopra la Casa dei Marden e tramonta dietro al Col Verde. Soffia il vento alla sera, portando via un'altra giornata. Del Colle, il capo dei guardiani, quest'oggi è in vena e ha lunghe storie da raccontare. Solo lui se le ricorda, ma a dirle tutte si farebbe notte e poi ancora mattino e non sarebbe finita.

Il deserto dei tartari
Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.
Si fece svegliare ch'era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa da tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c'era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.
Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide dell'Accademia militare, si ricordò delle amare sere di studio quando sentiva fuori nelle vie passare la gente libera e presumibilmente felice; delle sveglie invernali nei cameroni gelati, dove ristagnava l'incubo delle punizioni. Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
Adesso era finalmente ufficiale, non aveva più da consumarsi sui libri né da tremare alla voce del sergente, eppure tutto questo era passato. Tutti quei giorni, che gli erano sembrati odiosi, si erano oramai consumati per sempre, formando mesi ed anni che non si sarebbero ripetuti mai.

La famosa invasione degli orsi in Sicilia
Dunque ascoltiamo senza battere ciglia
La famosa invasione degli orsi in Sicilia.

La quale fu nel tempo dei tempi
Quando le bestie eran buone e gli uomini empi.
In quegli anni la Sicilia non era
Come adesso ma in un'altra maniera:
alte montagne si levavano al cielo
con la cima coperta di gelo
e in mezzo alle montagne i vulcani
che avevano la forma di pani.
Specialmente uno ce n'era
Con un fumo che pareva una bandiera
E di notte ululava come ossesso
(non ha finito di ulular neppure adesso).

Il grande ritratto
Nell'aprile 1972 il professor Ermanno Ismani, di 43 anni, ordinario di elettronica all'università di X, uomo piccolo, grasso, di umor gaio, ma pauroso, ricevette una lettera del ministero della difesa che lo pregava di conferire con il colonnello Giaquinto, capo dell'Ufficio studi. L'invito aveva carattere d'urgenza.

In quel preciso momento
La formula
Di chi hai paura, imbecille? Della gente che sta a guardare? Dei posteri, per strano caso? Basterebbe una cosa da niente: riuscire a essere te stesso, con tutte le stupidità attinenti, ma autentico, indiscutibile. La sincerità assoluta sarebbe di per se stessa un documento tale! Chi potrebbe muovere obiezioni? Questo è l'uomo, uno dei tanti se volete, ma uno. Per l'eternità gli altri sarebbero costretti a tenerne conto, stupefatti.

Poema a fumetti
In via Saterna nella città vecchia esiste una villa con grande giardino da moltissimi anni apparentemente abbandonata. Dalla strada però non si vede che il muro di cinta e il culmine della casetta del custode. Però secondo i momenti avvengono metamorfosi.

Il segreto del bosco vecchio
È noto che il colonnello Sebastiano Procolo venne a stabilirsi in Valle di Fondo nella primavera del 1925. Lo zio Antonio Morro, morendo, gli aveva lasciato parte di una grandissima tenuta boschiva a dieci chilometri dal paese.
L'altra parte, molto più grande, era stata assegnata al figlio di un fratello morto dell'ufficiale: a Benvenuto Procolo, un ragazzo di dodici anni, orfano anche di madre, che viveva in un collegio privato non lontano da Fondo.

I sette messaggeri
Partito ad esplorare il regno di mio padre, di giorno in giorno vado allontanandomi dalla città e le notizie che mi giungono si fanno sempre più rare. Ho cominciato il viaggio poco più che trentenne e più di otto anni sono passati, esattamente otto anni, sei mesi e quindici giorni di ininterrotto cammino. Credevo, alla partenza, che in poche settimane avrei facilmente raggiunto i confini del regno, invece ho continuato ad incontrare sempre nuove genti e paesi; e dovunque uomini che parlavano la mia stessa lingua, che dicevano di essere sudditi miei.
Penso talora che la bussola del mio geografo sia impazzita e che, credendo di procedere sempre verso il meridione, noi in realtà siamo forse andati girando su noi stessi, senza mai aumentare la distanza che ci separa dalla capitale; questo potrebbe spiegare il motivo per cui ancora non siamo giunti all'estrema frontiera. Ma più sovente mi tormenta il dubbio che questo confine non esista, che il regno si estenda senza limite alcuno e che, per quanto io avanzi, mai potrò arrivare alla fine.


Antonia S. Byatt (Antonia Drabble) (1936)

The Children's Book
Two boys stood in the Prince Consort Gallery, and looked down on a third. It was June 19th, 1895. The Prince had died in 1861, and had seen only the beginning of his ambitious project for a gathering of museums in which the British craftsman could study the best examples of design. His portrait, modest and medalled, was done in mosaic in the tympanum of a decorative arch at one end of the narrow gallery which ran above the space of the South Court. The South Court was decorated with further mosaics, portraits of painters, sculptors, potters, the "Kensington Valhalla." The third boy was squatting beside one of a series of imposing glass cases displaying gold and silver treasures.
Il libro dei bambini
Due ragazzi si trovavano nella galleria del principe consorte, e ne guardavano un terzo, più in basso. Era il 19 giugno 1895. Il principe Alberto era morto nel 1861 e aveva potuto vedere soltanto gli inizi del suo ambizioso progetto di creare un museo in cui gli artigiani inglesi potessero studiare il disegno nelle sue migliori realizzazioni. Il suo ritratto, modesto nella rotonda cornice dorata, era realizzato a mosaico nel timpano di un arco decorativo a un'estremità della stretta galleria che correva sopra il cortile a sud. Altri mosaici adornavano il cortile a sud, ritratti di pittori, scultori, vasai, il Valhalla di Kensington. Il terzo ragazzo era accovacciato vicino a una serie di imponenti teche di vetro che esponevano tesori d'oro e d'argento.

(Traduzione: Anna Nadotti e Fausto Galuzzi)

Possession. A Romance
The book was thick and black and covered with dust. Its boards were bowed and creaking; it had been maltreated in its own time. Its spine was missing, or, rather, protruded from amongst the leaves like a bulky marker. It was bandaged about with dirty white tape, tied in a neat bow. The librarian handed it to Roland Michell, who was sitting waiting for it in the Reading Room of the London Library. It had been exhumed from Locked Safe no. 5, where it usually stood between Pranks of Priapus and The Grecian Way of Love. It was ten in the morning, one day in September 1986.
Possessione
Il libro era spesso e nero e coperto di polvere. La copertina era incurvata e grinzosa: doveva essere stato maltrattato, ai suoi tempi. La costola non c'era più, o meglio sporgeva tra i fogli come un segnalibro voluminoso. Un nastro bianco sporco, legato con un bel fiocco, avvolgeva più volte il volume. Il bibliotecario lo porse a Roland Michell, che lo aspettava seduto nella sala di lettura della London Library. Il libro era stato prelevato dallo scaffale protetto n. 5, in cui era normalmente custodito tra le
Pranks of Priapus e The Graecian Way of Love. Erano le dieci di mattina di un giorno di settembre del 1986.
(Traduzione: Anna Nadotti e Fausto Galuzzi)

Ragnarök. The End of the Gods
There was a thin child, who was three years old when the world war began. She could remember, though barely, the time before wartime when, as her mother frequently told her, there was honey, and cream and eggs in plenty. She was a thin, sickly, bony child, like an eft, with fine hair like sunlit smoke. Her elders told her not to do this, to avoid that, because there was 'a war on'. Life was a state in which a war was on. Nevertheless, by a paradoxical fate, the child may only have lived because her people left the sulphurous air of a steel city, full of smoking chimneys, for a country town, of no interest to enemy bombers. She grew up in the ordinary paradise of the English countryside.
Ragnarök. La fine degli dèi
C'era una bambina magra, che aveva tre anni quando scoppiò la guerra mondiale. Seppure a fatica, riusciva a ricordare il tempo prima della guerra, perché sua madre spesso le raccontava che c'erano miele e panna e uova in abbondanza. Era una bambina magra, delicata, tutt'ossa, come un tritone, con capelli che sembravano fili di fumo illuminati dal sole. Gli adulti le dicevano di non fare questo, di evitare quell'altro, perché "siamo in guerra". Tuttavia, per un destino paradossale, può essere che quella bambina sia sopravvissuta solo perché i suoi abbandonarono l'aria solforosa di una città dell'acciaio, piena di ciminiere fumanti, per una cittadina di campagna, priva di interesse per i bombardieri nemici. Crebbe nell'ordinario paradiso della campagna inglese.

(Traduzione: Anna Nadotti e Fausto Galuzzi)

The Virgin in the Garden (La vergine nel giardino)
Frederica lo aveva invitato, chissà se d'impulso o per maliziosa premeditazione, alla National Portrait Gallery per vedere Flora Robson nei panni della regina Elisabetta. In un primo tempo Alexander voleva rifiutare, ma poi aveva accettato e ora si ritrovava davanti all'edificio e contemplava le lettere fuligginose che ne componevano il nome. Perdipiù Frederica aveva invitato anche tutte le altre persone presenti a una cena scombinatissima; oltre a lui, solo Daniel aveva accettato. Un giovane pittore aveva dichiarato precisamente che le parole national e portrait - nazionale e ritratto - bastavano da sole a scoraggiarlo. No, grazie, non era il suo ambiente. Era l'ambiente di Alexander, aveva replicato Frederica con fermezza, e Alexander aveva esitato, anche se in realtà quel museo gli era sempre piaciuto. Sta di fatto che adesso era lì.
(Traduzione: Anna Nadotti e Giovanna Iorio Bates)

Still Life
He signed the Friends' Book in his elegant handwriting: Alexander Wedderburn, January 22, 1980.
She had said, peremptory as always, that he was to go early, straight to Room III, where "the miraculous stuff" was to be found. So here he was, a distinguished public man, also an artist of a kind, stepping obediently through Room I (French 1880s) and Room II (Britich 1880s and 1890s), on a lead-gray morning, into the pale gray, classical quiet place where the bright light shone and sang off pigment so that the phrase "miraculous stuff" seemed merely accurate.
Natura morta
Firmò il registro dei visitatori con la sua grafia elegante: Alexander Wedderburn, 22 gennaio 1980.
Lei, perentoria come sempre, gli aveva detto di andare direttamente alla Sala Tre, dove avrebbe trovato "roba miracolosa". Di buon mattino. Così era lì, noto personaggio pubblico e a suo modo pittore, che in una mattina plumbea attraversava obbediente la Sala Uno (scuola francese 1880-1890) e la Sala Due (scuola inglese 1880-1900), diretto verso l'ambiente grigio pallido, classico, tranquillo, dove l'intensa illuminazione brillava e riverberava sul pigmento in modo tale che l'espressione "roba miracolosa" appariva a dir poco esatta.

(Traduzione: Fausto Galuzzi e Anna Nadotti)

Babel Tower
It might begin:
The thrush has his anvil or altar on one fallen stone in a heap, gold and grey, roughly squared and shaped, hot in the sun and mossy in the shade. The massive rubble is in a clearing on a high hill. Below is the canopy of the forest. There is a spring, of course, and a little river flowing from it.
The thrush appears to be listening to the earth. In fact he is looking, with his sideways stare, for his secret prey in the grass, in the fallen leaves. He stabs, he pierces, he carries the shell with its soft centre to his stone. He lifts the shell, he cracks it down. He repeats. He repeats.
La Torre di Babele
Potrebbe cominciare:
Il tordo ha la sua incudine o il suo altare su una pietra caduta in un mucchio d'oro e grigio, rozzamente squadrato, caldo nel sole e muschioso nella parte in ombra. La pietraia si trova in una radura in cima a un'alta collina. Sotto c'è il verde baldacchino della foresta. Naturalmente c'è una sorgente, da cui fluisce un torrentello.
Sembra che il tordo stia ascoltando la terra. In realtà, con il suo sguardo sghembo, fissa una preda segreta nell'erba, tra le foglie cadute. Becca, infilza, trasporta sulla pietra il guscio con la sua tenera polpa. Lo solleva e lo lascia cadere. Ancora e ancora.

(Traduzione: Anna Nadotti e Fausto Galuzzi)

A Whistling Woman
... "This is the last tree," said the thrush. The last tree was a dwarf thorn, its black branches shaped one way by the wind, pointing back the way they had come. "Formerly," said the thrush, "there was a last tree further out. And in earlier times there was a stunted wood, the Krumbolz. The waste is advancing."
They looked into iron twilight. They could barely make out the bluff where the wood had once been rooted.
"No one goes out there," said the thrush. "In former days, there were travellers, until winter set in. But now they are afraid of the Whistlers. The winters have lengthened. And in the light days the land is infested by the Whistlers."
"The place we seek is on the other side," said Artegall. "According to the maps and the histories. We must go, and quickly, before winter sets in."
"And before the hunter catch up with us," said Mark.
Una donna che fischia
... - Questo è l'ultimo albero, - disse il tordo. L'ultimo albero era un biancospino nano, i suoi rami neri piegati dal vento puntavano nella direzione da cui loro erano venuti. - Una volta, - disse il tordo, - c'era un ultimo albero più avanti. E in tempi più remoti c'era un bosco striminzito, il Krumholz. Il deserto avanza.
Guardarono nel crepuscolo ferrigno. Riuscivano appena a intravedere il pendio dove un tempo il bosco affondava le radici.
- Nessuno si spinge laggiù, - disse il tordo. - Un tempo si incontravano dei viaggiatori, finché non arrivava l'inverno. Ma ora hanno paura delle Fischianti. Gli inverni si sono fatti più lunghi. E nei giorni luminosi il territorio è infestato dalle Fischianti.
- Il luogo che cerchiamo è dall'altra parte, - disse Artegall, - stando alle mappe e agli annali. Dobbiamo andare, e presto, prima che arrivi l'inverno.
- E prima che i cacciatori ci raggiungano, - disse Mark.

(Traduzione: Fausto Galuzzi e Anna Nadotti)


George Gordon Byron (1788-1824)

The Bryde of Abydos
Know ye the land where cypress and myrtle
Are emblems of deeds that are done in their clime,
Where the rage of the vulture, the love of the turtle,
Now melt into sorrow, now madden to crime?
Know ye the land of the cedar and vine,
Where the flowers ever blossom, the beams ever shine;
Where the light wings of Zephyr, oppress'd with perfume,
Wax faint o'er the gardens of Gúl in her bloom;
Where the citron and olive are fairest of fruit,
And the voice of the nightingale never is mute;
La sposa d'Abido
Conosci i climi ove il cipresso e il mirto
Sono emblemi de' fatti ond'ei fur scena?
Ove il duol de la tortore o la rabbia
De l'avoltojo sfogasi nel sangue
O in gemiti d'amor? Conosci i climi
De la vigna e del cedro, ove le piagge
Fioriscon sempre, e sempre fulge il sole?
Ove l'ale di balsami imbevute
Cala zefiro stanche in sui rosai,
e l'arancio più indora, e più s'abbronza
l'ulivo, e l'usignol mai non è muto?

(Traduzione: Giuseppe Nicolini)

The Corsair
'O'er the glad waters of the dark blue sea,
Our thoughts as boundless, and our soil's as free
Far as the breeze can bear, the billows foam,
Survey our empire, and behold our home!
These are our realms, no limits to their sway-
Our flag the sceptre all who meet obey.
Ours the wild life in tumult still to range
From toil to rest, and joy in every change.
Il corsaro
Fra i lieti flutti de' cerulei mari
I pensieri del paro interminati,
del par libere l'alme, ovunque i venti
portin le vele, ovunque onda spumeggi,
una patria ne additano, un impero.
Nostri regni son questi; a lor possanza
Non è posta misura, e la bandiera,
terror di naviganti, è il nostro scettro.
Procellosa, difficile, alternata
Fra i travagli e fra gli ozj è nostra vita;
ma in ogni scambio di vicende esulta.

(Traduzione: Giuseppe Nicolini)

Don Juan
In Seville was he born, a pleasant city,
Famous for oranges and women - he
Who has not seen it will be much to pity,
So says the proverb - and I quite agree;
Of all the Spanish towns is none more pretty,
Cadiz perhaps - but that you soon may see: -
Don Juan's parents livbed beside the river,
A noble stream, and call'd the Guadalquivir.
Don Giovanni
Nacque a Siviglia, il nostre eroe città
magnifica famosa per i suoi
aranceti e le donne. Pietà
dice il proverbio - per chi non l'ha vista.
ed io sono d'accordo. Nessun'altra
della Spagna è più bella. Forse Cadice.
Mah! Lo direte quando la vedrete.
I genitori del mio Don Juan
stavano in una casa lungo un nobile
fiume chiamato il Guadalquivir.

(Traduzione: Franco Giovannelli)

The Giaour
No breath of air to break the wave
That rolls below the Athenian's grave,
That tomb which, gleaming o'er the cliff
First greets the homeward-veering skiff
High o'er the land he saved in vain;
When shall such Hero live again?
Il Giaurro
Spirito d'aura commossa il mar non turba
Che de l'Attico Eroe volve a la tomba
Sottoposti i suoi flutti, a quella tomba
Che d'in sul clivo ov'ella sorge ancora
Alla reduce prora
Prima d'alto biancheggia e lei saluta
Da la terra che invan salva dal prode
Fu già dal ferro e dal servaggio ostile:
quando fia che rinasca eroe simile?

(Traduzione: Giuseppe Nicolini)

Lara
The Serfs are glad through Lara's wide domain,
And slavery half forgets her feudal chain;
He, their unhoped, but unforgotten lord -
The long self-exiled chieftain is restored:
There be bright faces in the busy hall,
Bowls on the board, and banners on the wall;
Far chequering o'er the pictured window, plays
The unwonted fagots' hospitable blaze;
And gay retainers gather round the hearth,
With tongues all loudness, and with eyes all mirth.
Lara
Sono lieti i vassalli ovunque spazia
Il dominio di Lara, ed il servaggio
Par che il giogo feudal quasi non senta.
Ei, quel lor non sperato, abbenché ancora
Non scordato signor, dopo tant'anni
D'esilio volontario, egli è tornato.
Pieno d'ilari aspetti e di faccenda
Rumoreggia il castello, e in su gli spaldi
Stan le bandiere e in su le mense i nappi.
Su le pinte finestre in lontananza guizzando va l'inusitata vampa
De le legne ospitali; e in cerchio accolti
Intorno al focolar stanno i famigli.
Tutti giubilo il volto e festa il labbro.

(Traduzione: Giuseppe Nicolini)

Mazeppa
'Twas after dread Pultowa's day,
   When fortune left the royal Swede -
Around a slaughtered army lay,
   No more to combat and to bleed.
The power and glory of the war,
   Faithless as their vain votaries, men,
Had passed to the triumphant Czar,
   And Moscow's walls were safe again -
Until a day more dark and drear,
And a more memorable year,
Should give to slaughter and to shame
A mightier host and haughtier name;
A greater wreck, a deeper fall,
A shock to one - a thunderbolt to all.
Mazeppa
Dopo il giorno fatal fu di Pultava,
quando volse fortuna a lo svezzese -
monarca il tergo: a lui d'intorno un oste,
di pugnar e morir non più in procinto,
sterminata giacea: gloria e possanza,
come l'uom che le cole, infide e vane,
a lo czar trionfante avean sorriso,
e le mura di Mosca erano in salvo.
Sin che un dì più funesto e sin che un anno
Più memorando a lo sterminio e a l'onta
Desse un oste più grande e un più gran nome;
scempio maggior, più rovinoso crollo,
che un uom precipitò, che tutti scosse.

(Traduzione: Giuseppe Nicolini)

Parisina
It is the hour when from the boughs
The nightingale's high note is heard;
It is the hour when lovers' vows
Seem sweet in every whisper'd word:
And gentle winds, and waters near,
Make music to the lonely ear.
Each flower the dews have lightly wet,
And in the sky, the stars are met,
And on the wave is deeper blue,
And on the leaf a browner hue.
And in the heaven that clear obscure,
So softly dark, and darkly pure,
Which follows the decline of day,
As twilight melts beneath the moon away.
Parisina
Volge quell'ora che dal bosco ascolti
Alto sonar de l'usignolo il pianto;
volge quell'ora che più dolci accenti
si pispiglian gli amanti; e lievi burette
e vicini ruscelli in dolce accordo
beano i silenzi di solinghe chiostre.
E già fulgon gli astri e già velati
Hanno i fior le rugiade; e più profondo
Il ceruleo dell'acque, e più infoscato
È il color de le fronde e l'aere opaco
Di quel chiaror si dolcemente fosco,
si foscamente puro, in che si solve
il crepuscolo allor che, superato
da la luna che sorge, il dì s'asconde.

(Traduzione: Giuseppe Nicolini)

The Prisoner of Chillon
My hair is grey, but not with years,
    Nor grew it white
    In a single night,
As men's have grown from sudden fears:
My limbs are bow'd, though not with toil,
    But rusted with a vile repose,
For they have been a dungeon's spoil,
    And mine has been the fate of those
To whom the goodly earth and air
Are bann'd, and barr'd-forbidden fare;
But this was for my father's faith
I suffer'd chains and courted death;
Il prigioniero di Chillon
Il mio crine s'imbiancò, ma non con gli anni
Né in una notte, qual talor successe
Per subiti terror: la mia persona
In arco si curvò, benché non sotto
Il pondo del lavor, ma in vil riposo
Irrugginì; però ch'ella fu spoglia
D'una prigione, e la mia sorte stata
E' quella di color cui l'alma vista
De la terra sbarrata, e maledetto
E' l'aperto de l'aer, vietato varco.
Ma la fede cagion fu di mio padre
Che il carco io sopportai de le catene
E la morte agognai;

(Traduzione: Giuseppe Nicolini)

The Siege of Corinth
Many a vanish'd year and age,
And tempest's breath, and battle's rage,
Have swept o'er Corinth; yet she stands
A fortress form'd to Freedom's hands.
The whirlwind's wrath, the earthquake's shock
Have left untouch'd her hoary rock,
The keystone of a land, which still,
Though fall'n, looks proudly on that hill,
The landmark to the double tide
That purpling rolls on either side,
As if their waters chafed to meet,
Yet pause and crouch beneath her feet.
L'assedio di Corinto
Assai volsero etadi, assai ruggiro
Bufere e nembi, e furiàr conflitti
Sovra Corinto, ed ella ancor si regge;
né investita da turbine né scossa
da tremuoto finor la sua canuta
rocca crollò, che d'una terra è chiave
che, prostrata com'è, guarda, diresti,
superbamente ancor da quello scoglio;
barriera al doppio mar che ad ambe parti
rubicondi ed irati i propri flutti
spinge quasi a conflitto, ancor che poscia
posi umiliato di quel sasso al piede.

(Traduzione: Giuseppe Nicolini)

|     pag. prec.     |     Indice     |     pag. succ     |