Corbaccio
Qualunque persona, tacendo, i benefìci ricevuti nasconde senza aver di ciò cagione convenevole, secondo il mio giudicio assai manifestamente dimostra sé essere ingrato e mal conoscente di quelli. Oh cosa iniqua e a Dio dispiacevole e gravissima a' discreti uomini, il cui malvagio fuoco il fonte secca della pietà! Del quale acciò che niuno mi possa meritamente riprendere, intendo di dimostrare nell'umile trattato seguente una speziale grazia, non per mio merito, ma per sola benignità di Colei che impetrandola da Colui che vuol quello ch'ella medesima, nuovamente mi fu conceduta. La qual cosa faccendo, non solamente parte del mio dovere pagherò, ma sanza niuno dubbio potrò a molti lettori di quella fare utilità.
Decameron
Umana cosa è l'aver compassione agli afflitti; e come che a ciascuna persona stea bene, a coloro è massimamente richiesto li quali già hanno di conforto avuto mestiere, e hannol trovato in alcuni: fra' quali, se alcuno mai n'ebbe bisogno, o gli fu caro, o già ne ricevette piacere, io son uno di quegli. Per ciò che, dalla mia prima giovanezza infino a questo tempo oltre modo essendo stato acceso d'altissimo e nobile amore, forse più assai che alla mia bassa condizione non parrebbe, narrandolo io, si richiedesse, quantunque appo coloro che discreti erano e alla cui notizia pervenne io ne fossi lodato e da molto più reputato, nondimeno mi fu egli di grandissima fatica a sofferire, certo non per crudeltà della donna amata, ma per soperchio fuoco nella mente concetto da poco regolato appetito: il quale, per ciò che a niuno convenevol termine mi lasciava contento stare, più di noia che bisogno non m'era spesse volte sentir mi facea.
Elegia di Madonna Fiammetta
Suole a' miseri crescere di dolersi vaghezza, quando di sé discernono o sentono compassione in alcuno. Adunque, acciò che in me, volonterosa più che altra a dolermi, di ciò per lunga usanza non menomi la cagione, ma s'avanzi, mi piace, o nobili donne, ne' cuori delle quali amore più che nel mio forse felicemente dimora, narrando i casi miei, di farvi, s'io posso, pietose. Né m'è cura perché il mio parlare agli uomini non pervenga, anzi, in quanto io posso, del tutto il niego loro, però che sì miseramente in me l'acerbità d'alcuno si discuopre, che gli altri simili imaginando, piuttosto schernevole riso che pietose lagrime ne vedrei.
Ivan (L'infanzia di Ivan)
Avevo intenzione di ispezionare le postazioni della prima linea nelle ore che precedevano l'alba, e perciò quella notte me ne andai a dormire alle nove, dopo aver ordinato che mi svegliassero alle quattro in punto della mattina.
Mi chiamarono prima del previsto: sul quadrante luminoso dell'orologio le lancette segnavano l'una meno cinque.
"Compagno primo tenente!... Compagno primo tenente! Devo parlare con lei!" Qualcuno mi scuoteva energicamente per una spalla. Alla debole luce di una lanterna che faceva splendere sul tavolo la sua fiammella tremolante, fui in grado di riconoscere il capo della ronda Vasilev, della squadra che montava la guardia nelle postazioni avanzate. "Ne abbiamo preso uno... Il sergente maggiore ci ha ordinato di portarlo qui da lei."
(Traduzione: Roberta Bovaia)
Orlando innamorato
Signori e cavallier che ve adunati
Per odir cose dilettose e nove,
Stati attenti e quïeti, et ascoltati
La bella istoria che 'l mio canto muove;
E vedereti i gesti smisurati,
L'alta fatica e le mirabil prove
Che fece il franco Orlando per amore
Nel tempo del re Carlo imperatore.
Le lutrin (...)
Je chante les combats, et ce prelat terrible,
qui par ses longs travaux, et sa force invincible,
dans une illustre eglise exerçant son grand coeur,
fit placer à la fin un lutrin dans le choeur.
C' est envain que le chantre abusant d'un faux titre,
deux fois l'en fit oster par les mains du chapitre:
ce prelat sur le banc de son rival altier,
deux fois le reportant l'en couvrit tout entier.
Senso
Ieri nel mio salotto giallo, mentre l'avvocatino Gino, con la voce rauca della passione lungamente repressa, mi sussurrava nell'orecchio: - Contessa, abbia compassione di me: mi cacci via, ordini ai servi di non lasciarmi più entrare; ma, in nome di Dio, mi tolga da una incertezza mortale, mi dica se posso o se non posso sperare -; mentre il povero giovane mi si gettava ai piedi, io, ritta, impassibile, mi guardavo nello specchio. Esaminavo il mio volto per trovarmi una ruga. La mia fronte, su cui scherzano i riccioletti, è liscia e tersa come quella di una bimba; a' lati delle mie ampie narici, al di sopra delle mie labbra un po' grosse e rosse, non si vede una grinza. Non ho mai scoperto un filo bianco ne' lunghi capelli, i quali, sciolti, cadono in belle onde lucide, neri più dell'inchiostro, sulle mie spalle candide.
Trentanove anni!... tremo nello scrivere questa orribile cifra. Diedi un colpetto leggiero con le mie dita affusolate sulla mano calda dell'avvocatino, la quale brancolava verso di me, e m'avviai per uscire; ma, spinta da non so quale sentimento (certo un sentimento lodevole di compassione e di amicizia), voltandomi sulla soglia, bisbigliai, credo, questa parola: - Sperate.
Los detective salvajes (I detective selvaggi)
2 novembre
Sono stato cordialmente invitato a far parte del realismo viscerale. Naturalmente, ho accettato. Non c'è stata cerimonia di iniziazione. Meglio così.
3 novembre
Non so bene in cosa consista il realismo viscerale. Ho diciassette anni, mi chiamo Juan García Madero, sono al primo semestre di giurisprudenza. Io non volevo studiare giurisprudenza, bensì lettere, però mio zio insisteva e alla fine ho dovuto cedere. Sono orfano. Diventerò avvocato. Fu questo quel che dissi a mio zio e a mia zia e poi mi chiusi in camera e piansi tutta la notte. O almeno una buona parte. Poi, con apparente rassegnazione, entrai alla gloriosa Facoltà di Giurisprudenza, ma dopo un mese mi iscrissi al seminario di poesia di Julio César Álamo, alla Facoltà di Lettere e Filosofia, e così conobbi i realvisceralisti, o viscerrealisti o perfino vicerealisti, come a volte gradiscono farsi chiamare.
(Traduzione: Maria Nicola
Monsieur Pain (Monsieur Pain)
Mercoledì 6 aprile, all'imbrunire, mentre stavo per lasciare le mie stanze ricevetti un telegramma della mia giovane amica madame Reynaud in cui sollecitava con urgenza la mia presenza per quella stessa sera al caffè Bordeaux, sito in rue de Rivoli, non troppo lontano da dove risiedo e a un'ora in cui, se facevo in fretta, sarei riuscito ad arrivare puntuale.
Il primo sintomo della singolarità della storia in cui stavo per coinvolgermi si presentò subito, mentre scendevo le scale e mi imbattevo, all'altezza del terzo piano, in due uomini. Parlavano lo spagnolo, una lingua che non capisco, e portavano impermeabili scuri e cappelli dalla tesa larga che, trovandosi loro a un livello inveriore al mio, ne schermavano il viso.
(Traduzione: Angelo Morino)
Una novelita lumpen (Un romanzetto canaglia)
Adesso sono una madre e anche una donna sposata, ma non molto tempo fa ero una delinquente. Mio fratello e io eravamo rimasti orfani. Il che in un certo senso giustificava tutto. Non avevamo nessuno. E tutto era accaduto dalla sera alla mattina.
I nostri genitori morirono in un incidente automobilistico durante le prime vacanze che fecero da soli, su una strada dalle parti di Napoli, credo, o su qualche altra orribile strada del sud. La nostra auto era una Fiat gialla, di seconda mano, ma che sembrava nuova. Ne rimase solo un ammasso di ferro grigio.
(Traduzione: Angelo Morino)
Ansischten eines Clowns (Opinioni di un clown)
Era già buio quando arrivai a Bonn. Feci uno sforzo per non dare al mio arrivo quel ritmo di automaticità che si è venuto a creare in cinque anni di continuo viaggiare: scendere le scale della stazione, risalire altre scale, deporre la borsa da viaggio, levare il biglietto dalla tasca del soprabito, consegnare il biglietto, dirigersi verso l'edicola dei giornali, comprare le edizioni della sera, uscire, fare un cenno a un tassì. Per cinque anni quasi ogni giorno sono partito da qualche luogo e sono arrivato in qualche luogo, la mattina ho disceso e salito scale di stazioni, ho chiamato un tassì, ho cercato la moneta nella tasca della giacca per pagare la corsa, ho comperato giornali della sera alle edicole e, in un angolo riposto del mio io, ho gustato la scioltezza perfettamente studiata di questo automatismo.
(Traduzione: Amina Pandolfi)
Doktor Murkes gesammeltes Schweigen (La raccolta di silenzi del dottor Murke)
Ogni mattina, varcata la soglia degli studi della radio, Murke si sottoponeva ad un esercizio di ginnastica esistenziale: saliva nell'ascensore Paternoster, ma non usciva al secondo piano, dove era il suo ufficio; si lasciava invece portare più in alto, oltre il terzo, il quarto, il quinto piano. Lo prendeva la paura ogni volta che la piattaforma della cabina si sollevava oltre il corridoio del quinto piano, quando la cabina si elevava cigolando nel vuoto dove cavi oliati e stanghe sporche di grasso, asmatico macchinario di ferro, spingeva la cabina dall'alto al basso: Murke fissava pieno di paura quell'unico luogo dell'edificio della radio che non fosse liscio e intonacato e respirava di sollievo quando la cabina, con uno scossone si drizzava, superava quel vuoto, si metteva di nuovo in linea e lentamente si abbassava verso il quinto, il quarto, il terzo piano.
(Traduzione: Lea Ritter Santini)
Gruppenbild mit Dame (Foto di gruppo con signora)
La protagonista femminile dell'azione, nella prima parte, è una donna di quarantotto anni, germanica: alta m 1,71, pesa kg 68,8 (in abito da casa), perciò ha solo 300-400 grammi in meno del peso ideale. Ha occhi cangianti tra il blu cupo e il nero, capelli biondi molto folti e lievemente imbiancati, che le pendono giù sciolti, aderendole al capo, lisci, come un elmetto. Questa donna si chiama Leni Pfeiffer, nata Gruyten, e per trentadue anni, naturalmente con interruzioni varie, ha subito quello strano processo che si chiama processo lavorativo: per cinque anni come impiegata priva di ogni preparazione professionale nell'ufficio di suo padre; per ventisette come operaia, ugualmente non qualificata, nel ramo della floricultura.
(Traduzione: Italo Alighiero Chiusano)
Die verlorene Ehre der Katharina Blum (L'onore perduto di Katharina Blum)
Per la cronaca seguente esistono alcune fonti secondarie e tre principali che citeremo qui all'inizio e poi non più. Fonti principali: il verbale degli interrogatori della polizia, l'avvocato dott. Hubert Blorna e il suo compagno di scuola e di studi, il procuratore di Stato Peter Hach, il quale completò - in via confidenziale, beninteso - i suddetti verbali, rivelando alcune misure dell'autorità inquirente, alcune risultanze d'indagini non contenute nei verbali stessi; non - è necessario precisare - per uso ufficiale, ma solo per uso privato, avendolo commosso l'amarezza del suo amico Blorna, che non riusciva a rendersi ragione di quanto era accaduto, pur soggiungendo: "Tuttavia, a pensarci bene, non lo trovo inspiegabile, anzi addirittura logico". Poiché il caso di Katharina Blum, dato il contegno dell'accusata e la difficilissima posizione del suo avvocato difensore dott. Blorna, conserverà pur sempre un che di fittizio, forse certe piccole, umane scorrettezza commesse da Hach risulteranno non solo comprensibili, ma anche scusabili.
(Traduzione: Italo Alighiero Chiusano)
Sami Po Sebe (I ragazzi di San Pietroburgo)
"Che fare, eh?" chiese Ksenija Petrovna.
Non si aspettava una risposta.
A ogni modo lasciò che la pausa si prolungasse prima di tirar fuori una lunga sigaretta russa con il bocchino di carta. Erano quasi finite, e dal ruvido pacchetto di cartone si rovesciò del tabacco sui quadretti di tweed. Il portasigarette? Prenderle dal pacchetto è comunque più elegante, pensava Ksenija Petrovna. Lo scatto di un portasigarette d'oro che si apre? Sciocchezze. Un pacchetto un po' schiacciato e un Ronson sono un'altra cosa. Scrollò ancora un po' di tabacco dalla sigaretta perché fosse più facile aspirare, poi l'accostò alla fiamma. Il tabacco sfrigolò saporitamente mentre si accendeva. Ripose l'accendino nella borsetta. Lo scatto della fibbia nel silenzio. Perché fosse chiaro che la domanda era rimasta senza risposta.
(Traduzione: Mario Caramitti)
Le specie del sonno
Gli Ermafroditi, a differenza delle Amazzoni ma in questo più simili ai Centauri, vivono isolati. Sembra infatti che la pienezza sia difficile da portare tra gli uomini. Perciò girano soli, leggermente imbronciati e vergognosi. Neppure si riuniscono in branchi, che anzi se due di loro s'incontrano, subito abbassano gli occhi sopraffatti dalla timidezza. Per questo vengono spesso ritratti addormentati, dato che pochi possono vantare di averne visto uno sveglio o in movimento. Pur essendo per ambo i sessi oggetto d'amore, loro che hanno carattere tenero e sistema nervoso fragilissimo, non riescono tuttavia a provare desiderio veramente per nessuno, e neppure per se stessi poichè l'equilibrio delle loro forme è così compiuto che ogni parte del corpo risponde armonicamente a un'altra, cosicchè mai si trovanno in quello stato d'animo di precarietà e insufficienza che spinge gli uomini a cercarsi. Fatti per l'amore, e incapaci di provarlo, a loro non resta che la malinconia, il sonno infantile e il dispetto.
Una partenza contrastata
Tutto era pronto nel cortile stretto e umidiccio e non si aspettavano che i cavalli, quando un buttero, arrivato in quel momento da Capalbio, portò la notizia che due diligenze erano state fermate il giorno prima lungo la strada che mena a Montalto dalla banda dell'Amalfitano, e i viaggiatori depredati delle loro robe.
Mia nonna, che era stata l'intera mattina affacciata a una finestra per sorvegliare il carico dei bauli, disse subito che Amalfitano o no, si sarebbe partiti lo stesso poiché lei, adesso che era cominciato il caldo, non si sentiva di trattenersi neppure un giorno di più così vicino al mare, col rischio di prendersi le febbri.
| L'homme du midi et l'homme du nord
Cet ouvrage est le fruit d'une vie très variée, et de l'habitude contractée dès ma jeunesse, de généraliser les observations faites sur les objets qui se présentoient à mes regards. Ayant vécu dans le midi et dans le nord de l'Europe, et habité dans la Suisse même des climats très-différents, j'ai esquissé quelques idées sur l'influence des climats. Ces idées se sont peu à peu étendues, et, comme elles sont nées dans des temps éminemment historiques, et pour ainsi dire dans une époque de transition d'un état moral du globe à un autre, j'ai cru qu'elles ne seroient pas sans intérêt pour le public. |
L'uomo meridionale e l'uomo nordico
Quest'opera è il frutto di una vita molto varia, e dell'abitudine contratta in gioventù di generalizzare le osservazioni fatte su tutto ciò che si presentava al mio sguardo. Avendo vissuto sia nel meridione che nel nord dell'Europa, e abitato in un paese, la Svizzera, con un clima molto differenziato, ho abbozzato qualche idea sull'influenza del clima. Queste idee si sono a poco a poco estese, e, visto che sono nate in un periodo eminentemente storico, e, per così dire, in un'epoca di transizione da uno stato morale del mondo ad un altro, credo che non siano prive di interesse per il pubblico. |
L'amante fedele
Possedevo un'automobile: una sera da un luogo di villeggiatura accompagnai certa gente alla stazione della città più vicina. Il treno era in ritardo, loro dicevano: "Vattene pure, si fa buio, fino a casa hai forse cento chilometri, ecc.". Ma io ho preferito aspettare; per andarmene poi traverso la notte piena, quando il creato si rifà semplice ed eterno. Partita la gente uscii dalla stazione e ripresi in fretta il mio posto al volante. In breve ero fuori delle case, via per il bel viale diritto, a fari accesi.
Ma non mi sentii felice. Era una notte avvizzita. Il nero che copriva confusamente il cielo era pieno di strappi ove tremava qualche stella piccola, da quel nero colava per l'aria un impuro grigiore.
L'Eden della tartaruga
Non ci sono mestieri ignobili. Quando fui in una agenzia matrimoniale, mi avevano affidato la sezione "Vedovi e vedove". M'ero specializzato in vedovilità rimaritabili, d'ambo i sessi. Un giorno arrivò la richiesta di un vedovo, il quale specificava: "Vedovo avente il culto della sua perduta moglie, desidera rimaritarsi con vedova avente il culto del suo perduto marito". Scelsi, tra le vedove nel mio casellario, la più attraente. Dopo un triangolare scambio di domande, risposte, ed altre segnalazioni, si stabilì una presentazione, in casa del patetico richiedente.
Eva ultima
I casi, che sto per raccontare, sono semplici, ma tutt'insieme m'è sembrato formino una storia amabile a narrarsi, forse anche a sentirsi; e perfino spero che altri saprà cavarne ammaestramenti, la cui precisione a me sfugge. Così semplici quali mi paiono, e sono, qualcuno potrà invece trovarli strani e sino incredibili, tant'è la diffidenza degli uomini: io li ho saputi da fonti dirette e in certo modo riscontrati dimorando qualche tempo nei luoghi ove si svolsero. M'importava stenderne la storia prima che il ricordo ne impallidisse in me, o forse la fantasia li trasformasse.
La vita intensa
Racconto fatti veri, accaduti a me, nella città di Milano. Questa narrazione - la quale comprende tutte le avventure che mi sono occorse una mattina, tra le 12 e le 12.30, andando da via san Paolo alla Galleria - potrà sembrare troppo complicata a quanti sono capaci di andare da casa alla trattoria senza incontrare nulla che sia degno di essere raccontato.
Eppure questa è una storia vera. E io non la scrivo per quegli uomini troppo semplici.
Per contro, essa sembrerà troppo semplice ai lettori dei divini romanzi di Dumas, i quali certo esigeranno che, andando da via San Paolo alla Galleria tra le 12 e le 12.30, io dovessi incontrare almeno tre o quattro duelli, come avvenne al compianto moschettiere D'Artagnan nel romanzo che prende il nome dagli altri tre. E parrà insulsa addiritura agli ammiratori dei seccantissimi romanzi di Bourget, che per ogni mezz'ora di vita dei loro personaggi analizzano almeno venticinque movimenti psicologici principali e un centinaio di vibrazioni psichiche accessorie.
Eppure questa storia è vera così. E io non la scrivo per quegli uomini troppo complicati.
La vita operosa
Alla scuola degli allievi ufficiali io e i miei compagni studiavamo le molteplici bellicose materie su certi quaderni che si venivano trasmettendo dinasticamente di corso in coso.
Poiché i corsi duravano due mesi, il succedersi delle nostre generazioni era rapido. Passavano gli studenti; ma restava, inesausto come il sole e il pensiero, il Quaderno. Molti degli studenti li portò via la guerra; i quaderni li dové distruggere la pace, perché l'uomo è un animale improvvido, e probabilmente nessuno ha pensato a conservare, per qualche ventura guerra con corsi accelerati, quelle concentrazioni manoscritte delle discipline di Marte e di Bellona.
| El Aleph
El immortal En Londres, a principios del mes de junio de 1929, el anticuario Joseph Carthapilus, de Esmirna, ofreció a la princesa de Lucinge los seis volúmenes en cuarto menor (1715-1720) de la Ilíada de Pope. La princesa los adquirió; al recibirlos, cambió unas palabras con él. Era, nos dice, un hombre consumido y terroso, de ojos grises y barba gris, de rasgos singularmente vagos. Se manejaba con fluidez e ignorancia en diversas lenguas; en muy pocos minutos pasó del francés al inglés y de inglés a una conjunción enigmática de español de Salónica y de portugués de Macao. En octubre, la princesa oyó por un pasajero del Zeus que Cartaphilus había muerto en el mar, al regresar a Esmirna, y que lo habían enterrado en la isla de Ios. En el último tomo de la Ilíada halló éste manuscrito. |
L'Aleph
L'immortale A Londra, all'inizio del mese di giugno del 1929, l'antiquario Joseph Cartaphilus, di Smirne, offrì alla principessa di Lucinge i sei volumi in quarto minore (1715-1720) dell'Iliade di Pope. La principessa li acquistò e in quell'occasione scambiò qualche parola con lui. Era, ci dice, un uomo consunto e terroso, grigio d'occhi e di barba, dai tratti singolarmente vaghi. Si destreggiava con scioltezza e ignoranza in diverse lingue, in pochi minuti passò dal francese all'inglese e dall'inglese ad una misteriosa mescolanza di spagnolo di Salonicco e portoghese di Macao. Nell'ottobre la principessa seppe da un passeggero dello Zeus che Cartaphilus era morto in mare, nel tornare a Smirne, e che l'avevano seppellito nell'isola di Ios. Nell'ultimo tomo dell'Iliade trovò questo manoscritto. (Traduzione: Francesco Tentori Montalto) |
Ficciones: La Biblioteca Total (Finzioni: La biblioteca di Babele)
L'universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone d'un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente. La distribuzione degli oggetti nelle gallerie è invariabile. Venticinque vasti scaffali, in ragione di cinque per lato, coprono tutti i lati meno uno; la loro altezza, che è quella stessa di ciascun piano, non supera di molto quella d'una biblioteca normale. Il lato libero dà su un angusto corridoio che porta a un'altra galleria, identica alla prima e a tutte. A destra e sinistra del corridoio vi sono due gabinetti minuscoli. Uno permette di dormire in piedi; l'altro di soddisfare le necessità fecali. Di qui passa la scala spirale, che s'inabissa e s'innalza nel remoto.
(Traduzione: Franco Lucentini)
Historia de la eternidad (Storia dell'eternità)
In quel passo delle Enneadi che vuole indagare e definire la natura del tempo, si afferma che per farlo è indispensabile conoscere prima l'eternità, la quale - come tutti sanno - è modello e archetipo del tempo. Questa avvertenza preliminare, tanto più grave se la crediamo sincera, sembra distruggere qualsiasi speranza di intenderci con l'uomo che l'ha scritta. Il tempo è per noi un problema, un tremulo ed esigente problema, forse il più importante della metafisica; l'eternità, un gioco o una stanca speranza.
(Traduzione: Livio Bacchi Wilcock)
Historia universal de la infamia (Storia universale dell'infamia)
Nel 1517 il Padre Bartolomé de las Casas ebbe molta compassione degl'indios che si estenuavano nei laboriosi inferni delle miniere d'oro antillesi e propose all'imperatore Carlo V l'importazione di negri, che si estenuassero nei laboriosi inferni delle miniere d'oro antillesi. A questa curiosa variazione di un filantropo dobbiamo infiniti fatti: i blues di Handy, il successo ottenuto a Parigi dal pittore e dottore uruguaiano Pedro Figari, la buona prosa contadina del pure uruguaiano Vicente Rossi, le proporzioni mitologiche di Abramo Lincoln, i cinquecentomila morti della Guerra di Secessione, i tremilatrecento milioni spesi in pensioni di guerra, la statua dell'immaginario negro Falucho, l'inclusione del verbo "linchar" (linciare) nella tredicesima edizione del Diccionario de la Academia, l'impetuoso film Alleluja, la fiera carica alla baionetta guidata da Soler alla testa del suo reggimento di negri e di mulatti nel Cerrito, l'incanto della signorina X, il bruno assassino di Martin Fierro, la deplorevole rumba El Manisero, il fermato e imprigionato napoleonismo di Toussaint Louverture, la croce e il serpente di Haiti, il sangue delle capre sgozzate dal machete del papaloi, la habanera madre del tango, il candombe.
(Traduzione: Carlo Fruttero e Franco Lucentini)
El informe de Brodie (Il manoscritto di Brodie)
L'intrusa
Dicono (il che è improbabile) che la storia sia stata riferita da Eduardo, il minore dei Nelson, durante la veglia funebre di Cristián, il maggiore, che morì di morte naturale, intorno al 1890, nel distretto di Morón. Quel che è certo è che qualcuno la sentì da qualcuno, nel corso di quella lunga notte perduta, tra un mate e l'altro, e la ripeté a Santiago Dabove, dal quale l'ho saputa. Anni dopo me la raccontarono di nuovo a Turdera, dove si era svolta. La seconda versione, un po' più prolissa, confermava sostanzialmente quella di Santiago, con le piccole varianti e divergenze del caso. La scrivo adesso perché in essa si riassume, se non mi inganno, una breve e tragica immagine dell'indole dei vecchi abitanti dei sobborghi. Lo farò onestamente, ma già prevedo che cederò alla tentazione letteraria di accentuare o di aggiungere qualche dettaglio.
(Traduzione: Lucia Lorenzini)
El libro de los seres imaginarios (Il libro degli esseri immaginari)
Il titolo di questo libro potrebbe ammettere l'inclusione del principe Amleto, del punto, della linea, della superficie, dell'ipercubo, di tutti i termini generici e, forse, di ciascuno di noi e della divinità. Insomma, quasi dell'universo. Ci siamo attenuti, tuttavia, a quanto immediatamente suggerito dall'espressione "esseri immaginari", compilando un manuale delle strane entità che la fantasia degli uomini ha generato nel corso del tempo e dello spazio.
(Traduzione: Ilide Carmignani)
| The Bible in Spain
On the morning of the tenth of November, 1835, I found myself off the coast of Galicia, whose lofty mountains, gilded by the rising sun, presented a magnificent appearance. I was bound for Lisbon; we passed Cape Finisterre, and standing farther out to sea, speedily lost sight of land. On the morning of the eleventh the sea was very rough, and a remarkable circumstance occurred. I was on the forecastle, discoursing with two of the sailors: one of them, who had but just left his hammock, said, "I have had a strange dream, which I do not much like, for," continued he, pointing up to the mast, "I dreamt that I fell into the sea from the cross-trees." |
La Bibbia in Spagna
All'alba del dieci novembre 1835, mi trovavo al largo della costa della Galizia, le cui superbe montagne, indorate dal sole nascente, offrivano un magnifico colpo d'occhio. Ero diretto a Lisbona. Avevamo appena passato il Capo Finisterre e ci mantenevamo al largo, così che la terra stava velocemente sparendo alla nostra vista. All'alba del giorno undici il mare era molto agitato, ed avvenne un fatto fuori dal comune. Ero sul castello di prua, parlando con due marinai: uno di loro, che si era appena alzato dalla branda, disse: "ho fatto uno strano sogno, che non mi è piaciuto per niente, perché," continuò indicando il pennone, "ho sognato di cadere in mare dall'albero maestro." |
| Lavengro
On an evening of July, in the year 18-, at East D-, a beautiful little town in a certain district of East Anglia, I first saw the light. My father was a Cornish man, the youngest, as I have heard him say, of seven brothers. He sprang from a family of gentlemen, or, as some people would call them, gentillatres, for they were not very wealthy; they had a coat of arms, however, and lived on their own property at a place called Tredinnock, which being interpreted means THE HOUSE ON THE HILL, which house and the neighbouring acres had been from time immemorial in their possession. |
Lavengro
In una serata di luglio dell'anno 18.., a East D..., una bella piccola città in un qualche distretto dell'East Anglia, vidi per la prima volta la luce. Mio padre era nativo della Cornovaglia, l'ultimo, così diceva, di sette fratelli. Proveniva da una famiglia di gentlemen, o, come qualcuno li chiamava, "gentillatres", visto che non erano molto facoltosi; avevano comunque uno stemma, e vivevano in un fondo di famiglia in un luogo chiamato Tredinnock, che può essere tradotto con LA CASA SULLA COLLINA, la cui dimora, e i campi circostanti, erano di loro proprietà da tempo immemorabile. |
| Wild Wales
In the summer of the year 1854 myself, wife, and daughter determined upon going into Wales, to pass a few months there. We are country people of a corner of East Anglia, and, at the time of which I am speaking, had been residing so long on our own little estate, that we had become tired of the objects around us, and conceived that we should be all the better for changing the scene for a short period. We were undetermined for some time with respect to where we should go. I proposed Wales from the first, but my wife and daughter, who have always had rather a hankering after what is fashionable, said they thought it would be more advisable to go to Harrowgate, or Leamington. |
Galles selvaggio
Nell'estate dell'anno 1854 io, mia moglie e mia figlia decidemmo di recarci nel Galles, per trascorrervi alcuni mesi. Siamo gente di campagna di un angolo dell'East Anglia, e, nel periodo di cui sto parlando, abitavamo da così tanto tempo nella nostra piccola tenuta che eravamo stanchi di tutto ciò che ci circondava, e pensammo che sarebbe stato meglio cambiare aria per un breve periodo. Fummo incerti per un po' su dove andare. Io proposi per primo il Galles, ma mia moglie e mia figlia, che hanno sempre avuto una forte attrazione per ciò che è alla moda, dissero che pensavano sarebbe stato più opportuno andare ad Harrowgate o a Leamington. |
| Oraison funèbre de Henriette-Anne d'Angleterre, duchesse d'Orléans
Monseigneur, j'étais donc encore destiné à rendre ce devoir funèbre à très haute et très puissante princesse Henriette Anne d'Angleterre, duchesse d'Orléans. Elle, que j'avais vue si attentive pendant que je rendais le même devoir à la reine sa mère, devait être si tôt après le sujet d'un discours semblable, et ma triste voix était réservée à ce déplorable ministère. ô vanité! ô néant! ô mortels ignorants de leurs destinées! L'eût-elle cru, il y a dix mois? Et vous, messieurs, eussiez-vous pensé, pendant qu'elle versait tant de larmes en ce lieu, qu'elle dût si tôt vous y rassembler pour la pleurer elle-même? |
Orazione funebre per Enrichetta Anna d'Inghilterra, duchessa d'Orléans
Monsignore, sono ancora una volta destinato al compito di rendere omaggio alla salma di una augusta e potente principessa: Enrichetta Anna d'Inghilterra. Ella, che ho visto così partecipe mentre rendevo il medesimo omaggio alla regina sua madre, doveva diventare dopo un tempo così breve il soggetto di un analogo discorso, e la mia voce triste essere dedicata a un così malaugurato compito. Oh vanità! Oh nulla! Oh mortali ignoranti del loro destino! L'avrebbe ella creduto, appena dieci mesi fa? E voi, signori, avreste mai immaginato, mentre ella versava tante lacrime proprio qui, che così presto vi sareste riuniti per piangerla? |
| Oraison funèbre de Henriette-Marie de France, reine de la Grand'Bretagne
Monseigneur, celui qui règne dans les cieux, et de qui relèvent tous les empires, à qui seul appartient la gloire, la majesté et l'indépendance, est aussi le seul qui se glorifie de faire la loi aux rois, et de leur donner, quand il lui plaît, de grandes et de terribles leçons. Soit qu'il élève les trônes, soit qu'il les abaisse, soit qu'il communique sa puissance aux princes, soit qu'il la retire à lui-même, et ne leur laisse que leur propre faiblesse, il leur apprend leurs devoirs d'une manière souveraine et digne de lui. |
Orazione funebre per Enrichetta Maria di Francia, regina di Gran Bretagna
Monsignore, colui che regna in cielo, e dal quale dipendono tutti gli imperi, a cui solo appartiene la gloria, la maestà e l'indipendenza, è anche il solo che si gloria di dettare legge ai re, e di infliggere loro, come e quando vuole, grandi e terribili lezioni. Sia che innalzi i troni, sia che li sprofondi, sia che trasmetta la sua potenza ai prìncipi, sia che la ritiri, e non lasci loro che la propria debolezza, egli indica i loro doveri in maniera sovrana e degna di lui. |
| Oraison funèbre de très haut et très puissant prince Louis de Bourbon, prince de Condé
Monseigneur, au moment que j'ouvre la bouche pour célébrer la gloire immortelle de Louis De Bourbon, prince De Condé, je me sens également confondu, et par la grandeur du sujet, et, s'il m'est permis de l'avouer, par l'inutilité du travail. Quelle partie du monde habitable n'a pas ouï les victoires du prince De Condé et les merveilles de sa vie? On les raconte partout: le français qui les vante n'apprend rien à l'étranger; et, quoi que je puisse aujourd'hui vous en rapporter, toujours prévenu par vos pensées, j'aurai encore à répondre au secret reproche que vous me ferez, d'être demeuré beaucoup au-dessous. |
Orazione funebre per l'augusto e potente principe Luigi di Borbone, principe di Condé
Monsignore, nel momento in cui apro bocca per celebrare la gloria immortale di Luigi di Borbone, principe di Condé, mi sento nel contempo confuso, e per la grandezza del soggetto, e, se mi è permesso di confessarlo, per l'inutilità delle mie parole. Quale parte del mondo conosciuto non ha udito delle vittorie del principe di Condé e delle meraviglie della sua vita? Si narrano dappertutto: il francese che le ostenta non ha nulla da insegnare allo straniero; e, qualunque cosa io possa oggi riferirvi, sempre anticipato dai vostri pensieri, dovrei comunque rispondere al segreto rimprovero che voi mi fareste, di esser rimasto molto al di sotto della realtà. |
| The Life of Samuel Johnson
Had Dr. Johnson written his own life, in conformity with the opinion which he has given, that every man's life may be best written by himself; had he employed in the preservation of his own history, that clearness of narration and elegance of language in which he has embalmed so many eminent persons, the world would probably have had the most perfect example of biography that was ever exhibited. But although he at different times, in a desultory manner, committed to writing many particulars of the progress of his mind and fortunes, he never had persevering diligence enough to form them into a regular composition. Of these memorials a few have been preserved; but the greater part was consigned by him to the flames, a few days before his death. |
La vita di Samuel Johnson
Se il Dr. Johnson avesse scritto la sua autobiobrafia, in conformità al principio, da lui stesso affermato, che la vita di qualsiasi uomo può essere raccontata meglio da lui stesso, si sarebbe certamente impegnato a narrare la sua storia personale con la chiarezza di scrittura e l'eleganza di linguaggio usata nel descrivere tanti eminenti personaggi, e il mondo avrebbe probabilmente avuto il più perfetto esempio di biografia che sia mai stata scritta. Però, sebbene in tempi diversi e in maniera discontinua, egli affidò alla penna molti particolari sugli sviluppi del suo intelletto e delle vicende della sua vita, non ebbe la costanza bastante a dare forma compiuta ai suoi scritti. Di queste memorie poco è rimasto, anche perché la maggior parte di esse fu data alle fiamme dallo stesso autore, pochi giorni prima della sua morte. |
Melaenis (...)
De tous ceux qui jamais ont promené dans Rome,
du quartier de Suburre au mont Capitolin,
le cothurne à la grecque et la toge de lin,
le plus beau fut Paulus; c'est ainsi que se nomme
le héros de ces vers, et je vous dirai comme
il fut d'un sénateur le produit clandestin.
"tout beau! Dit le censeur, aux poses magistrales,
un héros clandestin! C'est une indignité! ..."
| Le crépuscule des dieux
Le 25 juin 1866, jour anniversaire de sa naissance, Charles D'Este, premier du nom, duc régnant de Blankenbourg, donna une fête de nuit dans sa résidence de Wendessen. Si menaçant que tout parût, car la guerre venait d'éclater entre la Prusse d'une part, et les états confédérés de l'autre, - où le duc avait pris parti contre la Prusse, - néanmoins ce grave événement, le départ récent de l'armée commandée par le prince Wilhelm, et le deuil, l'angoisse, les larmes, la détresse de tout le duché n'avaient pu surmonter son goût pour le luxe et la magnificence; outre qu'un mépris si hautain et si affiché de l'ennemi lui semblait d'une âme romaine, et une admirable politique pour donner du coeur à ses sujets. |
Il crepuscolo degli dei
Il 25 giungo 1866, anniversario della sua nascita, Carlo d'Este, primo del nome, duca regnante del Blakenburgo, diede una festa notturna nella sua residenza di Wendessen. I tempi non promettevano niente di buono, visto che sembrava inevitabile lo scoppio della guerra fra la Prussia da una parte e gli stati confederati dall'altra, con il duca schierato contro la Prussia; tuttavia questi gravi avvenimenti, la recente partenza dell'armata comandata dal principe Guglielmo, e il dolore, l'angoscia, le lacrime, la miseria dell'intero ducato non avevano potuto sovrastare il suo gusto per il lusso e la magnificenza, e non avevano intaccato né il suo disprezzo così altero e ostentato per il nemico, che lo faceva somigliare ad un antico romano, né la sua ammirevole politica tesa a dare coraggio ai suoi sudditi. |
La chambre des Dames (La camera delle signore)
Lacerando la notte che declinava, improvvisamente il corvo dava il segnale del giorno. Gli squilli rauchi dell'ottone risuonavano dall'alto delle torri principali della città per avvertire i borghesi di guardia che con l'alba il loro servizio terminava, che si potevano rilevare le sentinelle.
Superando i tetti di tegole, i folti campanili, le torrette, le guglie di pietra, il palazzo del re e la cattedrale dedicata a Notre-Dame, superando i due ponti che scavalcavano la Senna sotto il peso delle case che reggevano, i giardini, i vigneti, gli orti chiusi tra le mura, superando tozzi bastioni, le loro cinque dozzine di torri merlate e le loro porte fortificate che proteggevano Parigi, il richiamo della tromba si propagava nella valle opulenta, sulle colline, sui campi, sulle badie e sui villaggi andando a spezzare i suoi echi sotto i rami dei boschi.
(Traduzione: Maria Gabriella Cecchini)
Le jeu de la tentation (Il gioco della tentazione)
Il mattino d'estate era carico di promesse.
"Saranno mantenute?" si domandò Marie piena di nuovo entusiasmo.
Mentre percorreva con passo spedito il sentiero che conduceva dalla casa nei campi dove abitava suo suocero al vicino villaggio di Gentilly, la giovane donna riandava con compiacimento alle ragioni che la inducevano a far sua la gaiezza della natura. Erano tre: il trionfo della bella stagione, i preparativi di una festa di cui avrebbe diviso le gioie con i suoi figli e, più intimamente, i benefici dell'amore...
Che cosa aveva detto, poco prima, durante la messa quotidiana, il curato del borgo?
"Il peccato della carne è poca cosa, tutto sommato, cari fratelli, sebbene non sia raccomandabile, certo, cadere nella licenza. Ma l'unico che conta veramente, l'unico grave per la nostra salvezza, l'unico mortale è il peccato contro lo Spirito!"
Dio doveva aver ispirato il suo prete. Malgrado la notte che aveva appena trascorsa tra le braccia di Côme, Marie si sentiva giustificata. Un corpo in pace e un'anima leggera non potevano aver nulla a che fare col Male.
(Traduzione: Marina Valente)
| The Sheltering Sky
He awoke, opened his eyes. The room meant very little to him; he was too deeply immersed in the non-being from which he had just come. If he had not the energy to ascertain his position in time and space, he also lacked the desire. He was somewhere, he had come back through vast regions from nowhere; there was the certitude of an infinite sadness at the core of his consciousness, but the sadness was reassuring, because it alone was familiar. He needed no further consolation. In utter comfort, utter relaxation he lay absolutely still for a while, and then sank back into one of the light momentary sleeps that occur after a long, profound one. |
Il tè nel deserto
Si svegliò, aprì gli occhi. La stanza gli diceva poco o niente, profondamente immerso com'era nel non-essere da cui era appena affiorato. Se l'energia di accertare la propria collocazione nel tempo e nello spazio gli mancava, gliene mancava anche il desiderio. Sapeva soltanto di esistere, d'avere attraversato vaste regioni per ritornare dal nulla; c'era, al centro della sua coscienza, la certezza di una tristezza infinita e al tempo stesso rassicurante, poiché era la sola ad essergli familiare. Non aveva bisogno di ulteriore consolazione. Del tutto rilassato e a suo agio, giacque per un poco assolutamente immobile, poi scivolò in uno di quei sopori momentanei che spesso seguono a un sonno lungo e profondo. (Traduzione: Hilia Brinis) |
| Up Above the World
The Slades sat down to thei breakfast more asleep than awake. The ship was in; they had heard its mournful whistle when it had arrived out in the harbour at some dark hour during the night. Now it was only a question of getting aboard with the luggage. Last night, when they returned from their pre-bedtime walk around the deserted town, the proprietor had told them to set their minds at rest: the night watchman would wake them at half past five, and breakfast would be served in the dining room at six. It was now twenty to seven. In the center of the romm a black woman on her knees scrubbled the spotless board floor. There was no one else in evidence, although faint sounds came from the region of the kitchen. |
In cima al mondo
Gli Slade si sedettero a colazione più addormentati che svegli. La nave aveva attraccato: ne avevano sentito la lugubre sirena quando era entrata in porto a notte fonda. Adesso si trattava solo di salire a bordo con i bagagli. La notte precedente quando erano tornati dalla loro passeggiata serale nella città deserta, il proprietario dell'albergo aveva detto loro di star tranquilli: il portiere di notte li avrebbe svegliati alle cinque e mezzo e la colazione sarebbe stata servita nella sala da pranzo alle sei. Adesso erano le sette meno venti. In mezzo alla sala, una donna di colore, in ginocchio, strofinava il parquet immacolato. A parte lei, non c'era anima viva in giro, benché dei vaghi rumori provenissero dalla zona cucina. (Traduzione: Eileen Romano) |
Doctor Criminale (...)
As it happened (and most of this did more or less happen), I first met her at the Booker Prize for Fiction. We both turned up at the great autumn prizegiving dinner in the London Guildhall; she was there to tell one kind of story, I was there to tell another. She was an assistant producer on the live television coverage for the BBC's 'Late Show', which for once was going out earlier than usual; I was covering the great event for the What's Happening section of the Serious Sunday newspaper I worked for - which, since the Booker Prize beanfeast fell on a Tuesday, meant that my copy was going out later than usual. And in the event it did not go out at all, for my Serious Sunday, as Serious Sunday newspapers seem to have a way of doing, went bankrupt in the interim.
| Dandelion Wine
It was a quiet morning, the town covered over with darkness and at ease in bed. Summer gathered in the weather, the wind had the proper touch, the breathing of the world was long and warm and slow. You had only to rise, lean from your window, and know that this indeed was the first real time of freedom and living, this was the first morning of summer. Douglas Spaulding, twelve, freshly wakened, let summer idle him on its early-morning stream. |
L'estate incantata
Era una mattina tranquilla e la città era ancora avvolta nel buio, infilata a letto. Il tempo diceva che era estate: il vento aveva quel certo tocco e il respiro del mondo era lungo, caldo e lento. Bastava alzarsi e sporgersi dalla finestra per sapere che questo era il primo giorno di libertà e di vita, il primo mattino d'estate. Douglas Spauding, dodici anni, appena sveglio, lasciò che l'estate lo cullasse nel flusso pigro dell'alba. (Traduzione: Giuseppe Lippi) |
| Fahrenheit 451
It was a pleasure to burn. It was a special pleasure to see things eaten, to see things blackened and changed. With the brass nozzle in his fists, with this great python spitting its venomous kerosene upon the world, the blood pounded in his head, and his hands were the hands of some amazing conductor playing all the symphonies of blazing and burning to bring down the tatters and charcoal ruins of history. With his symbolic helmet numbered 451 on his stolid head, and his eyes all orange flame with the thought of what came next, he flicked the igniter and the house jumped up in a gorging fire that burned the evening sky red and yellow and black. |
Fahrenheit 451
Era una gioia appiccare il fuoco. Era una gioia speciale vedere le cose divorate, vederle annerite, diverse. Con la punta di rame del tubo fra le mani, con quel grosso pitone che sputava il suo cherosene venefico sul mondo, il sangue gli martellava contro le tempie, e le sue mani diventavano le mani di non si sa quale direttore d'orchestra che suonasse tutte le sinfonie fiammeggianti, incendiarie, per far cadere tutti i cenci e le rovine carbonizzate della storia. Col suo elmetto simbolicamente numerato 451 sulla stolida testa, con gli occhi tutta una fiamma arancione al pensiero di quanto sarebbe accaduto la prossima volta, l'uomo premette il bottone dell'accensione, e la casa sussultò in una fiammata divorante che prese ad arroventare il cielo vespertino, poi a ingiallirlo e infine ad annerirlo. (Traduzione: Giorgio Monicelli) |
| The Martian Chronicles
One minute it was Ohio winter, with doors closed, windows locked, the panes blind with frost, icicles fringing every roof, children skiing on slopes, housewives lumbering like great black bears in their furs along the icy streets. And then a long wave of warmth crossed tha small town. A flooding sea of hot air; it seemed as if someone had left a bakery door open. The heat pulsed among the cottages and bushes and children. The icicles dropped, shattering, to melt. |
Cronache marziane
Fino a un istante prima era ancora inverno nell'Ohio, le porte chiuse, i vetri delle finestre ricoperti di brina, stalattiti di ghiaccio a frangia d'ogni tetto, bimbi che sciavano sui pendii, massaie dondolanti come grandi orsi neri nelle loro pellicce sulle vie gelate. E a un tratto una lunga onda tiepida era passata sulla cittadina. Una marea d'aria calda, quasi che qualcuno avesse lasciato aperta la porta di una panetteria. Il calore pulsava tra le casette, i cespugli, i ragazzi. Le stalattiti di ghiaccio si distaccavano, rovinose, e, in frantumi, si scioglievano rapidamente. (Traduzione: Giorgio Monicelli) |
| Lebensgeschichte und Natürliche Ebentheuer des Armen Mannes im Tockenburg
Obschon ich die Vorreden sonst hasse, muß ich doch ein Wörtchen zum voraus sagen, ehe ich diese Blätter, weiß noch selbst nicht mit was vor Zeug überschmiere. Was mich dazu bewogen? Eitelkeit? - Freylich! - Einmal ist die Schreibsucht da. Ich möchte aus meinen Papieren, von denen ich viele mit Eckel ansehe, einen Auszug machen. Ich möchte meine Lebenstage durchwandern, und das Merkwürdigste in dieser Erzählung aufbehalten. Ist's Hochmuth, Eigenliebe? Freylich! |
Il poveruomo del Tockenburg
Per quanto io detesti le premesse, non posso fare a meno di anticipare due paroline prima di impiastricciare questi fogli con non so neppure io quali scarabocchi. Cosa mi stimola? La vanità? Perché no, se ti ha preso la smania di scrivere! (Desidero, però, fare anche una bella scelta delle mie tante carte, che talvolta guardo io stesso con avversione). Qui mi propongo di sfogliare i giorni della mia vita e raccontarne gli avvenimenti più singolari, Presunzione? Civetteria? Perché no! (Traduzione: Franco Lo Re) |
Gli anni perduti
Un giorno di settembre, Leonardo Barini lasciò Roma, ove dirigeva la rivista letteraria Campoformio, e fece ritorno a Natàca, città Mediterranea e sua città natale.
A Roma, aveva sofferto di vertigini e capogiri, la salute s'èra guastata. Ma sarebbero bastati venti giorni di riposo e di dieta in seno alla famiglia, per guarirsi completamente. Senza dubbio si trattava di una cosa da nulla. Fra venti giorni, sarebbe ripartito per Roma.
Il bell'Antonio
Dei siciliani scapoli che si stabilirono a Roma intorno al 1930, otto per lo meno, se la memoria non m'inganna, affittarono ciascuno una casa ammobiliata, in quartieri poco rumorosi e frequentati, e quasi tutti andarono a finire presso insigni monumenti, dei quali però non seppero mai la storia né osservarono la bellezza, e talvolta addirittura non li videro. Che cosa non saltò il loro occhio ansioso di scorgere la donna desiderata in mezzo alla folla che scendeva dal tram? Cupole, portali, fontane... opere che, prima di essere attuate e compiute, tennero aggrottate per anni la fronte di Michelangelo o del Borromini, non riuscirono a farsi minimamente notare dall'occhio mobile e nero dell'ospite meridionale!
Don Giovanni in Sicilia
Giovanni Percolla aveva quarant'anni, e viveva da dieci anni in compagnia di tre sorelle,
la più giovane delle quali diceva di essere "vedova di guerra". Non si sa
come, nel momento in cui pronunciava questa frase, ella si trovava con una matita e un foglio
in mano, e subito si poneva a scrivere dei numeri, accompagnandosi con queste parole:
"Quando io ero in età da marito, scoppiò la grande guerra. Ci furono
seicentomila morti e trecentomila invalidi. Alle ragazze di quel tempo, venne a mancare un
milione di probabilità per sposarsi. Eh, un milione è un milione! Non credo di
ragionare da folle se penso che uno di quei morti avrebbe potuto essere mio marito!"
Paolo il caldo
23 giugno 1952. Mi trovo seduto sulla terrazza dell'albergo Baglioni, innamorato di mia moglie. Sono le dieci di sera. Ho terminato di mangiare e, grazia alla vitalità che mi ha infuso il vino gelato di Chianti, fra i pensieri che possono eccitarmi a una dolce fantasticheria, me scelgo uno che, in uno stato diverso, mi sembrerebbe noioso o addirittura lugubre: fra pochi giorni, avrò compiuto quarantacinque anni. Sino a tre mesi fa, quando pensavo alla vita, mi pareva che, tra i miei piedi e la testa, ci fossero tutti gli anni che avevo vissuto. Io, così basso di statura, mi sentivo alto nel tempo, tentennante come su una pertica, non senza una sgradevole impressione di vertigine e di nausea.
The Crooked Wreath (Uno della famiglia)
Edward Treviss sedeva in una stanza in penombra dando beatamente sfogo alla propria anima con l'ultimo psicoanalista fuggito qualche anno prima in circostanze drammatiche dall'Austria occupata dai nazisti. "Sì, ho quasi diciotto anni, dottore. Sono venuto da lei in segreto perché la nonna avrebbe insistito per accompagnarmi e raccontare un sacco di stupidi particolari che non hanno il benché minimo interesse... Mia nonna? Oh, è lady March, la moglie di mio nonno sir Richard March, anche se è la sua seconda moglie, capisce, e in realtà la loro figlia, vale a dire mia madre, è nata illegittima. Naturalmente, mia madre e mio padre si sono appropriatamente sposati e tutto il resto...".
(Traduzione: Gian Matteo Montanari
L'amore non è mai inutile
Per pronunciare le sue frasi tronche socchiudeva appena la bocca e lasciava venir fuori un sussurro di cinque, al massimo sette parole, sempre difficili da capire. Poi si bloccava, faceva un lunga pausa, come se dovesse riprendere fiato o pescare i vocaboli in un pozzo profondo. Però mi piaceva lo stesso ascoltarla, per via della voce bassa, quasi roca, suadente quando le brevi frasi srotolavano esitanti sulle sue labbra.
È buffo, lo so, ma davvero facemmo amicizia dentro il cimitero monumentale del Verano dopo esserci osservati a lungo, per mesi, ciascuno stando davanti alla tomba che s'andava a visitare. Arrivava sempre prima di me e la spiavo mentre cambiava i fiori, lucidava la lapide e la foto del "caro defunto" o se ne stava raccolta in preghiera, talvolta anche in ginocchio. Sotto il sole o l'ombrello, se pioveva. Lì dentro ci trascorreva intere mattinate.
Il caffè di Tamer
Dori Goldman: un uomo normale, dalla storia normale, tale da non offrire spunti degni di nota, se non per i suoi immediati congiunti, i suoi conoscenti.
Eppure, egli ha vissuto in una situazione che normale certo non è. Ed ecco che allora gli è spettato il dubbio (e, dato le circostanze, triste) privilegio di vedersi consacrato da un paio di articoli si stampa, una fuggevole notizia nel telegiornale della sera, un breve momento, senza neanche una foto, di celebrità postuma.
The Abortion: An Historical Romance (La casa dei libri)
Questa è una bellissima biblioteca, molto fornita, molto americana, e l'ora è perfetta. È mezzanotte. La biblioteca dorme profondamente. Come un bimbo che sogna, la porto dentro l'oscurità di queste pagine. Adesso la biblioteca è "chiusa", ma io non devo tornare a casa, perché è questa la mia casa, da anni. Del resto, devo stare sempre qui. Rientra nelle mie mansioni. Non vorrei darmi il tono d'un piccolo burocrate, però mi spaventa solo l'idea che possa venire qualcuno e non trovarmi.
(Traduzione: Pier Francesco Paolini)
The Incantation of Frida K. (L'incantesimo di Frida K.)
Nella pioggia sono nata e nella pioggia morirò. Che mi conoscano come fiume, come porto. Di me diranno che ero una sgualdrina sboccata come un marinaio. Non ricorderanno l'eleganza e il riserbo. Diranno che guardandomi negli occhi hanno contato centoquarantasei pellicani in volo lungo una linea tremolante su un lungomare al tramonto.
Gli uomini non hanno un lessico per occhi come questi. Castani, calcolatori e predatori. Agli uomini manca la gamma dei colori, la tavolozza.
(Traduzione: Lidia Perria)
Sempre perdendosi
Poiché il cielo è così alto io sono un servo:
è giusto non dormire.
La gola è stretta, da intonare all'urlo,
dentro ho la vocazione maledetta.
Ma mi confondo
con tutto questo sonno.
Amo senza capire.
È>; non capire, che amo fino in fondo.
| Imaginings of Sand
A big girl now; the stupid phrase careering through my head from the moment the plane took off from Heathrow. The great return. All these years of wondering how it would be; so many others have risked it, some to tumultuous crowds, toyi-toying, shouting, singing; others slinking home along back ways. Not I. the day I'd left the country I'd sworn it would be for good. And I'd held out, unyielding to all natural appeals. Then this phone call, and what else was to be done? I did not even stop to think. |
La polvere dei sogni
Una ragazza grande, ormai: la stupida frase mi ronza in testa fin dal momento in cui l'aereo è decollato da Heathrow. Il grande ritorno. Tutti questi anni a chiedermi come sarebbe stato; tanti altri ci avevano provato, alcuni accolti da folle tumultuose, fra risa, urla e canti; altri sgattaiolando verso casa lungo vie secondarie. Io no. Il giorno in cui avevo lasciato il paese avevo giurato che sarebbe stato definitivo. E avevo tenuto duro, senza cedere a nessun richiamo della natura. Poi era arrivata la telefonata, e cos'altro avrei potuto fare? Non ero neanche stata a pensarci sopra. (Traduzione: Raul Montanari) |
| Physiologie du goût
Pour servir de prolégomènes à son ouvrage et de base éternelle à la science. I - l'univers n'est rien que par la vie, et tout ce qui vit se nourrit. II - les animaux se repaissent; l'homme mange; l'homme d'esprit seul sait manger. III - la destinée des nations dépend de la manière dont elles se nourrissent. IV - dis-moi ce que tu manges, je te dirai ce que tu es. V - le créateur, en obligeant l'homme à manger pour vivre, l'y invite par l'appétit, et l'en récompense par le plaisir. |
Fisiologia del gusto
Per servire da prolegomeni all'opera e fornire una base definitiva alla scienza. I - l'universo non esiste senza la vita, e tutto ciò che vive si nutre. II - gli animali pascolano; l'uomo mangia; soltanto l'uomo di spirito sa mangiare. III - i destini delle nazioni dipendono dalla maniera in cui si nutrono. IV - dimmi cosa mangi e ti dirò chi sei. V - il creatore, obbligando l'uomo a mangiare per vivere, lo invoglia con l'appetito, e lo ricompensa con il piacere. |
Jack Frusciante è uscito dal gruppo
presto sarebbe volato via pure quello stupido febbraio e il vecchio Alex si sentiva profondamente infelice ma in modo distaccato come se la sua vita appartenesse - sensazione fin troppo tipica e cruda ne convengo - a qualcun altro.
ma non ghignate, per favore, poiché all'epoca il vecchio Alex non aveva ancora compiuto diciott'anni e in quei giorni il cielo di Bologna era espressivo come un blocco di ghisa sorda e da simili espressività non avreste potuto aspettarvi nulla d'esaltante, neppure uno di quei bei temporaloni definitivi che lavano le strade e da quasi due settimane la città giaceva tramortita sotto una pioggia esangue senza nome.
Mitì
Piovigginava. Alto, robusto, Marcello Renieri andava per il Pavaglione lustrante d'umidità, e un sorriso tagliente gli assottigliava la bocca avvicinandosi a due signore che conversavano tranquillamente sotto l'arcata del portico, senza curarsi del domestico in livrea che, a capo scoperto, con una mano reggeva il cilindro e con l'altra teneva spalancato dinanzi a loro lo sportello della carrozza.
Die Schlafwandler. 1888: Pasenow oder die Romantik (I sonnambuli. 1888 Pasenow o il romanticismo)
Nel 1888 il signor von Pasenow aveva settant'anni e taluni provavano una singolare, inesplicabile antipatia quando lo vedevano passare per le vie di Berlino; anzi, nella loro antipatia affermavano persino che doveva essere un vecchio cattivo. Piccolo, ma di giuste proporzioni, non scarno, ma neppure obeso; era cosí ben proporzionato che il cilindro, da lui sempre usato in città, non appariva affatto ridicolo. Portava la barba alla Guglielmo I, ma più corta, e sulle sue guance non c'era traccia di quella lanugine bianca che dava al sovrano la sua aria affabile; persino i capelli, appena un po' diradati, mostravano solo alcuni peli bianchi; nonostante i suoi settant'anni, egli aveva mantenuto il biondo della giovinezza, quel biondo rossastro che ricorda la paglia putrescente e proprio non si addice a un vecchio, cui si preferirebbe attribuire una chioma più rispettabile.(Traduzione: Clara Bovero)
Die Schlafwandler. 1903: Esch oder die Anarchie (I sonnambuli. 1903 Esch o l'anarchia)
Il 2 marzo 1903 fu un brutto giorno per il trentenne August Esch, impiegato di commercio; aveva litigato con il principale ed era stato mandato a spasso ancor prima che gli si offrisse il destro di licenziarsi. E cosí s'irritava non tanto per il licenziamento quanto per il fatto di non esser stato più pronto. E ne avrebbe avute da cantargli sulla faccia a quell'uomo, che non sapeva nemmeno cosa succedesse nella sua ditta, che si fondava sui suggerimenti di un Nentwig, e non sospettava neppure che quel Nentwig intascava senserie ogni volta che poteva; e magari egli chiudeva gli occhi a bella posta, perché quel Nentwig doveva essere a conoscenza di qualche porcheria.
(Traduzione: Clara Bovero)
Die Schlafwandler. 1918: Huguenau oder die Sachlichkeit (I sonnambuli. 1918 Huguenau o il realismo)
Huguenau, i cui antenati si erano probabilmente chiamati Haguenau, prima che nel 1692 la terra d'Alsazia fosse occupata dalle truppe di Condé, aveva l'aspetto di un borghese alemanno. Tozzo e corpulento, portava gli occhiali fin dall'adolescenza o, per essere più precisi, fin dai tempi in cui frequentava la Scuola Commerciale di Schlettstadt; e allo scoppio della guerra, quando si avvicinava al trentesimo anno di vita, ogni traccia di giovinezza era scomparsa dal suo viso e dal suo portamento. Faceva i suoi affari nel Baden e nel Württemberg, parte nella filiale della ditta paterna (André Huguenau, Tessili, Colmar/Als.), parte per conto proprio e quale rappresentante di fabbriche alsaziane, di cui smerciava i prodotti in quella zona. Nel suo ramo godeva fama di attivo, accorto e solido commerciante.
(Traduzione: Clara Bovero)
Der Tod des Vergil (La morte di Virgilio)
Azzurre e leggere, mosse da un lieve, appena percepibile vento contrario, le onde dell'Adriatico erano corse incontro alla squadra imperiale, quando essa, avvicinandosi lentamente alle piatte colline della costa calabra, veleggiava verso il porto di Brindisi, ed ora che la solitudine del mare, così piena di sole e pur così piena di morte, si mutava nella serena allegrezza dell'opera umana ed i flutti, dolcemente irraggiati dalla vicinanza di uomini e case, si popolavano di ogni specie di navi, di quelle che egualmente tendevano al porto e di altre che ne erano uscite, ora che le barche dalle vele rossastre già d'ogni parte uscivano per la pesca serale abbandonando i piccoli moli dei molti paesi e villaggi lungo la riva lambita dalle candide onde, ecco che l'acqua si era fatta come uno specchio; e in alto si era dischiusa la perlacea conchiglia del cielo, scendeva la sera, e si sentiva l'odore del fuoco di legna dei focolari, ogni qual volta le voci della vita, un picchiar di martello o un richiamo, giungevano portati dal vento.
(Traduzione: Aurelio Ciacchi)
Fondamenta degli incurabili (Fondamenta degli incurabili)
Molte lune fa il dollaro era a quota 870 e io ero a quota 32. Il globo era anch'esso più leggero - due miliardi di anime in meno -, e il bar della Stazione, in quella gelida sera di dicembre, era deserto. Lì, in piedi, aspettavo che venisse a prendermi l'unica persona che conoscevo in tutta la città. Il tempo passava, e lei non si faceva vedere.
Ogni viaggiatore conosce questo guaio: questo misto di sfinimento e di apprensione. È il momento in cui fissi attonito quadranti di orologi e tabelle di orari, analizzi il marmo varicoso sotto i tuoi piedi, inali ammoniaca e quel torbido odore che si sprigiona dalla ghisa delle locomotive nelle gelide notti d'inverno.
(Traduzione: Gilberto Forti)
Se ti perdi tuo danno
Dio è un ologramma, un qualche cosa che si vede ma che non può fare molto di più. Se fosse una vera potenza, uno che comanda insomma, farebbe ben altro, ve lo dico io.
E su questo non c'è altro da pensare, mi pare. Così entro nel locale senza pensieri per la testa se non la preoccupazione di trovare i soldi giusti da dare in cassa, senza dover aspettare per forza un resto che non mi va di ritirare. Il mio socio sbuffa perchè sono già le tre di mattina, vorrebbe andare a letto ma guido io e tornare a casa a piedi è come bestemmiare in chiesa, considerando il fatto che ci sono almeno quindici chilometri di strada buia e c'è da scollinare attraverso paesetti scaccolati tra gli anfratti di queste forre tra il lago e la montagna.
| Agnes Grey My father was a clergyman of the north of England, who was deservedly respected by all who knew him; and, in his younger days, lived pretty comfortably on the joint income of a small incumbency and a snug little property of his own. My mother, who married him against the wishes of her friends, was a squire's daughter, and a woman of spirit. |
Agnes Grey Mio padre era un pastore del nord dell'Inghilterra, meritatamente rispettato da tutti quelli che lo conoscevano. In gioventù aveva vissuto in modo piuttosto agiato con una rendita che univa un limitato beneficio ecclesiastico ad un piccolo fondo di sua proprietà. Mia madre, che l'aveva sposato contro il volere dei suoi, era figlia di un gentiluomo di campagna e una donna dal carattere molto forte. |
| The Tenant of Wildfell Hall
You must go back with me to the autumn of 1827. My father, as you know, was a sort of gentleman farmer in ...shire; and I, by his express desire, succeeded him in the same quiet occupation, not very willingly, for ambition urged me to higher aims, and self-conceit assured me that, in disregarding its voice, I was burying my talent in the earth, and hiding my light under a bushel. My mother had done her utmost to persuade' me that I was capable of great achievements; but my father, who thought ambition was the surest road to ruin, and change but another word for destruction, would listen to no scheme for bettering either my own condition, or that of my fellow mortals. |
L'affittuaria di Wildfell Hall
Dobbiamo riandare insieme all'autunno del 1827. Mio padre, come si sa, era una sorta di gentiluomo di campagna nel ...shire ed io, per suo espresso desiderio, avevo ereditato la sua vita tranquilla; non molto volentieri, vista l'ambizione che mi spingeva a scopi più elevati, e la presunzione che non seguire tale ambizione mi avrebbe portato a seppellire il mio talento e a sprecare le mie capacità. Mia madre aveva fatto del suo meglio per convincermi delle mie qualità ma mio padre, che vedeva l'ambizione come la strada più breve per andare in rovina, anzi per distruggere completamente la propria vita, non voleva sentir parlare di niente che avrebbe potuto migliorare sia la mia condizione che quella delle persone a me più vicine. |
| Jane Eyre There was no possibility of taking a walk that day. We had been wandering, indeed, in the leafless shrubbery an hour in the morning; but since dinner (Mrs. Reed, when there was no company, dined early) the cold winter wind had brought with it clouds so sombre, and a rain so penetrating, that further outdoor exercise was now out of the question. I was glad of it: I never liked long walks, especially on chilly afternoons: dreadful to me was the coming home in the raw twilight, with nipped fingers and toes, and a heart saddened by the chidings of Bessie, the nurse, and humbled by the consciousness of my physical inferiority to Eliza, John, and Georgiana Reed. |
Jane Eyre Impossibile far la passeggiata quel giorno. La mattina, invece, avevamo errato per un'ora per le macchie spoglie, ma dopo pranzo (la signora Reed, quando non aveva compagnia, pranzava presto) il freddo vento invernale aveva ammassato delle nuvole così cupe, e cadeva una pioggia così insistente, che di andar fuori non si parlò neppure. Me ne rallegrai. Non ho mai amato le passeggiate lunghe, specialmente nei pomeriggi rigidi. Era per me terribile ritornare a casa nel crepuscolo grigio, con le dita delle mani e dei piedi gelate, il cuore rattristato dai rimproveri di Bessie, la bambinaia, e sentirmi umiliata dalla consapevolezza della mia inferiorità fisica di fronte a Eliza, John e Georgiana Reed. (Traduzione: Lia Spaventa Filippi) |
| The professor The other day, in looking over my papers, I found in my desk the following copy of a letter, sent by me a year since to an old school acquaintance: "Dear Charles, I think when you and I were at Eton together, we were neither of us what could be called popular characters: you were a sarcastic, observant, shrewd, cold-blooded creature; my own portrait I will not attempt to draw, but I cannot recollect that it was a strikingly attractive one - can you? What animal magnetism drew thee and me together I know not; certainly I never experienced anything of the Pylades and Orestes sentiment for you, and I have reason to believe that you, on your part, were equally free from all romantic regard to me. Still, out of school hours we walked and talked continually together; when the theme of conversation was our companions or our masters we understood each other, and when I recurred to some sentiment of affection, some vague love of an excellent or beautiful object, whether in animate or inanimate nature, your sardonic coldness did not move me. |
Il professore L'altro giorno, esaminando le mie carte, ho trovato nello scrittoio la copia di una lettera, spedita da circa un anno ad un vecchio compagno di scuola: "Caro Charles, penso a quando tu ed io eravamo insieme a Eton, né l'uno né l'altro avevamo quello che può essere chiamato un carattere socievole: tu eri una persona sarcastica, con spirito di osservazione, perspicace, poco incline all'impulsività; non proverò a descrivere il mio carattere, ma non riesco a ricordarlo come particolarmente attraente, e tu? Non so quale sorta di magnetismo animale ci attirava l'un l'altro; certamente non ho mai sentito per te sentimenti simili a quelli che legavano Pilade ed Oreste, e ho ragione di credere che la stessa cosa si potrebbe dire di te. Tuttavia, fuori dell'orario delle lezioni, passeggiavamo e parlavamo continuamente insieme; quando il tema della conversazione erano i nostri compagni o i nostri insegnanti ci trovavamo sempre d'accordo, e quando mi lasciavo andare a qualche emozione, a qualche indistinta attrazione per la perfezione o la bellezza di qualcosa o di qualcuno, la tua sardonica freddezza non mi faceva cambiare idea. |
| Villette
My godmother lived in a handsome house in the clean and ancient town of Bretton. Her husband's family had been residents there for generations, and bore, indeed, the name of their birth-place - Bretton of Bretton: whether by coincidence, or because some remote ancestor had been a personage of sufficient importance to leave his name to his neighbourhood, I know not. When I was a girl I went to Bretton about twice a year, and well I liked the visit. The house and its inmates specially suited me. The large peaceful rooms, the well-arranged furniture, the clear wide windows, the balcony outside, looking down on a fine antique street, where Sundays and holidays seemed always to abide - so quiet was its atmosphere, so clean its pavement - these things pleased me well. |
Villette
La mia madrina viveva in una bella casa nell'antica e tranquilla città di Bretton. La famiglia di suo marito vi risiedeva da generazioni e, anzi, ne portava il nome - Bretton di Bretton: non so se in ragione di una coincidenza o del fatto che qualche remoto antenato fosse stato personaggio di tale importanza da dover lasciare il proprio nome al luogo da lui abitato. Quando ero piccola andavo a Bretton un paio di volte l'anno e sempre molto volentieri. La casa e i suoi inquilini mi piacevano veramente. Le grandi stanze tranquille, il mobilio ben disposto, le finestre chiare e immense, fuori il balcone che si affacciava su una antica strada, deliziosa, dove la domenica sembrava non dovesse mai avere fine - tanto era quieta l'aria, pulito il lastricato - tutto questo mi dava davvero un senso di soddisfazione. (Traduzione: Simone Caltabellota) |
| Wuthering Heights 1801 - I have just returned from a visit to my landlord - the solitary neighbour that I shall be troubled with. This is certainly a beautiful country! In all England, I do not believe that I could have fixed on a situation so completely removed from the stir of society. A perfect misanthropist's heaven: and Mr. Heathcliff and I are such a suitable pair to divide the desolation between us. A capital fellow! He little imagined how my heart warmed towards him when I beheld his black eyes withdraw so suspiciously under their brows, as I rode up, and when his fingers sheltered themselves, with a jealous resolution, still further in his waistcoat, as I announced my name. "Mr. Heathcliff?" I said. A nod was the answer. |
Cime Tempestose 1801 Ritorno adesso da una visita al mio padrone di casa: l'unico vicino con il quale avrò a che fare. Magnifico paese, questo. Credo che in tutta l'Inghilterra non avrei potuto trovare un luogo così discosto da ogni rumore mondano. Un vero paradiso del perfetto misantropo: e il signor Heathcliff ed io siamo fatti apposta per dividerci tanta solitudine. Ma che bel tipo, costui! Certo non immaginava quale calore di simpatia sentissi in cuore per lui mentre, avvicinandomi a cavallo, vedevo i suoi occhi neri muoversi, pieni di sospetto, sotto le sopracciglia, e le sue dita sprofondarsi ancor più, con un gesto di risoluta diffidenza, nel panciotto, all'annuncio del mio nome. -Il signor Heathcliff?- chiesi. Un cenno del capo fu la sua risposta. (Traduzione: Enrico Piceni) |
| Hotel du Lac
From the window all that could be seen was a receding area of grey. It was to be supposed that beyond the grey garden, which seemed to sprout nothing but the stiffish leaves of some unfamiliar plant, lay the vast grey lake, spreading like an anaesthetic towards the invisible further shore, and beyond that, in imagination only, yet verified by the brochure, the peak of the Dent d'Oche, on which snow might already be slightly and silently falling. |
Hotel du Lac
Dalla finestra si poteva vedere soltanto un'area grigia in dissolvenza. Si poteva immaginare che al di là del giardino grigio, in cui non sembrava germogliare altro che le rigide foglie di qualche pianta sconosciuta, si estendesse il vasto lago grigio, che si protendeva come un anestetico fino all'invisibile sponda opposta, e che al di là di questa, ma soltanto nell'immaginazione, testimoniata però dall'opuscolo turistico, si ergesse la vetta del Dent d'Oche, sul quale, forse, calava già, lieve e silenziosa, la neve. (Traduzione: Marco Papi) |
| Incidents in the Rue Laugier
My mother read a lot, sighed a lot, and went to bed early. She had been a Maud Gonthier, from Dijon, brought up to expect something better than the provincial restrictions which had stifled her as a girl. She never found it, at least not with my father. Boredom softened her slightly cross face into a contemplative frown, as if she were puzzled, as if she had mislaid something of considerable significance. My father, a disappointed man, left her to her own devices, thinking she had brought these troubles on herself. In fact he was jealous of her, of her silence, her composure; he even envied the melancholy, which conferred on her a distinction which nature had denied to him, although secretly he thought of himself as an unusual character, as we all do. |
Rue Laugier
Mia madre leggeva molto, sospirava molto e si coricava presto la sera. Era stata Maud Gonthier, di Digione, educata ad aspettarsi qualcosa di meglio delle restrizioni provinciali che l'avevano oppressa da ragazza. Non lo trovò mai, almeno non con mio padre. La noia ammorbidiva il suo volto un po' imbronciato in una smorfia contemplativa, come se fosse attonita, se avesse smarrito qualcosa di molto momento. Mio padre, un uomo deluso, la abbandonava a se stessa, convinto che avesse in sé la causa del suo male. In realtà era geloso di lei, del suo silenzio, della sua compostezza; ne invidiava persino la malinconia, che le conferiva una distinzione che a lui la natura aveva negato, anche se in segreto pensava a se stesso come a un personaggio inusuale, come facciamo tutti. (Traduzione: Elena Dal Pra) |
Look at Me (Guardatemi)
Quando si sa una cosa è impossibile non saperla. Si può solo dimenticare. Finchè la si ricorda, vincendo il tempo, starà a segnare il futuro. In ogni circostanza è più saggio dimenticare, coltivare l'arte dell'oblio. Ricordare è affrontare il nemico. La verità sta nel ricordo.
(Traduzione: Amina Pandolfi)
| Wieland, or the Transformation
I Feel little reluctance in complying with your request. You know not fully the cause of my sorrows. You are a stranger to the depth of my distresses. Hence your efforts at consolation must necessarily fail. Yet the tale that I am going to tell is not intended as a claim upon your sympathy. In the midst of my despair, I do not disdain to contribute what little I can to the benefit of mankind. I acknowledge your right to be informed of the events that have lately happened in my family. Make what use of the tale you shall think proper. If it be communicated to the world, it will inculcate the duty of avoiding deceit. It will exemplify the force of early impressions, and show, the immeasurable evils that flow from an erroneous or imperfect discipline. |
Wieland o la trasformazione
Provo un po' di riluttanza nell'accondiscendere alla vostra richiesta. Voi non conoscete appieno le cause delle mie afflizioni; e siete estraneo alle profondità delle mie angosce. Cosicché i vostri sforzi per consolarmi son destinati necessariamente a fallire. E tuttavia la storia che sto per narrarvi non va intesa quale indennizzo per la vostra commiserazione. Pur nel bel mezzo della disperazione non voglio esimermi dal contribuire, per quel poco che posso, al bene dell'umanità. Quindi riconosco quale vostro diritto informarvi sugli eventi recentemente occorsi alla mia famiglia. Della mia esposizione fate l'uso che riterrete più adeguato. Se verrà resa pubblica, servirà per inculcare il dovere di eludere l'inganno. Esemplificherà la potenza contenuta nelle prime impressioni, mostrando, quale incommensurabile dannazione proceda da un'erronea o imperfetta disciplina. (Traduzione: Alessandro Ceni) |
| Angels & Demons
Physicist Leonardo Vetra smelled burning flesh, and he knew it was his own. He stared up in terror at the dark figure looming over him. "What do you want!" "La chiave," the raspy voice replied. "The password." "But... I don't -" The intruder pressed down again, grinding the white hot object deeper into Vetra's chest. There was the hiss of broiling flesh. Vetra cried out in agony. "There is no password!" He felt himself drifting toward unconsciousness. The figure glared. "Ne avevo paura. I was afraid of that." |
Angeli e demoni
Il fisico Leonardo Vetra sentì odore di carne bruciata. Era la sua. Terrorizzato, alzò gli occhi verso l'ombra scura che incombeva su di lui: "Cosa vuole da me?". "La password" disse lo sconosciuto con voce aspra. "La parola d'ordine." "Ma io non..." L'uomo gli premette di nuovo sul petto il ferro arroventato, ancora più a fondo. Si udì uno sfrigolio di carne che bruciava. "Non c'è nessuna password!" gridò Vetra, straziato dal dolore, sentendosi venire meno. Lo sconosciuto lo guardò torvo. "Proprio come temevo." (Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani) |
| The Da Vinci Code
Renowned curator Jacques Saunière staggered through the vaulted archway of the museum's Grand Gallery. He lunged for the nearest painting he could see, a Caravaggio. Grabbing the gilded frame, the seventy-six-year-old man heaved tha masterpiece toward himself until it tore from the wall and Saunière collapsed backward in a heap beneath the canvas. As he had anticipated, a thundering iron gate fell nearby, barricading the entrance to the suite. The parquet floor shook. Far off, an alarm began to ring. |
Il codice da Vinci
Il famoso curatore del Louvre, Jacques Saunière, raggiunse a fatica l'ingresso della Grande Galleria e corse verso il quadro più vicino a lui, un Caravaggio. Afferrata la cornice dorata, il vecchio di settantasei anni tirò il capolavoro verso di sé fino a staccarlo dalla parete, poi cadde all'indietro sotto il peso del dipinto. Come da lui previsto, una pesante saracinesca di ferro calò nel punto da cui era passato poco prima, bloccando l'ingresso al corridoio. Il pavimento di parquet tremò. Lontano, un allarme cominciò a suonare. (Traduzione: Riccardo Valla) |
| Religio Medici
For my religion, though there be several circumstances that might persuade the world I have none at all, - as the general scandal of my profession, - the natural course of my studies, - the indifferency of my behaviour and discourse in matters of religion (neither violently defending one, nor with that common ardour and contention opposing another), - yet, in despite hereof, I dare without usurpation assume the honourable style of a Christian. Not that I merely owe this title to the font, my education, or the clime wherein I was born, as being bred up either to confirm those principles my parents instilled into my understanding, or by a general consent proceed in the religion of my country; but having, in my riper years and confirmed judgment, seen and examined all, I find myself obliged, by the principles of grace, and the law of mine own reason, to embrace no other name but this. |
Religio Medici
Per quanto riguarda la mia religione, benché ci siano diverse circostanze che potrebbero far credere al mondo che io non ne abbia alcuna - come la generale maldicenza verso la mia professione, - la natura materiale dei mie studi, - l'indifferenza dei miei comportamenti e discorsi in materia di religione (che tendono a non prendere partito né per una accesa difesa di una, né per una altrettanto accesa opposizione ad un'altra), - nondimeno, malgrado tutto ciò, non temo di fregiarmi, senza usurpare niente a nessuno, dell'onorato nome di Cristiano. Non nel senso di aver semplicemente acquisito tale titolo dal fonte battesimale, dalla mia educazione, o dal paese dove sono nato, oppure dal fatto che sono stato allevato nel rispetto dei principi morali che i miei genitori mi hanno trasmesso e che nel mio paese vi è una comune adesione ai principi religiosi; ma perché, negli anni della maturità e per convinzioni ormai consolidate, dopo un consapevole e attento esame del problema, mi sono sentito obbligato, sia dalla grazia divina che dalle leggi della ragione, a non abbracciare altro nome che questo. |
| Aurora Leigh
Of writing many books there is no end; And I who have written much in prose and verse For other's uses, will write now for mine, - Will write my story for my better self As when you paint your portrait for a friend, Who keeps it in a drawer and looks at it Long after he has ceased to love you, just To hold together what he was and is. |
Aurora Leigh
Di scrivere libri non si finisce mai; Ed io che ho scritto molto in prosa e in versi Per altrui uso, scriverò ora per il mio, Scriverò questa storia come meglio so fare Come quando dipingete il vostro ritratto per un amico, Che lo tiene in un cassetto e continua a guardarlo A lungo dopo che ha smesso di amarvi, giusto Per tenere insieme ciò che era e ciò che è. |
| Andrea del Sarto
But do not let us quarrel any more, No, my Lucrezia; bear with me for once: Sit down and all shall happen as you wish. You turno your face, but does it bring your heart? I'll work then for your friend's friend, never fear, Treat his own subject after his own way, Fix his own time, accept too his own price, And shut the money into this small hand When next it takes mine. Will it? tenderly? |
Andrea del Sarto
Ma basta coi litigi, basta, mia Lucrezia; per una volta, abbi pazienza: siediti, e tutto si farà come vuoi tu. Ti volgi a me col viso, ma col cuore? Ma sì, lavorerò per l'amico del tuo amico, non temere, dipingerò quello che vuole, e come vuole, rispetterò i suoi tempi, accetterò anche il suo prezzo, e chiuderò il denaro in questa tua manina, quando di nuovo prenderà la mia. Lo farà mai? teneramente? (Traduzione: Francesco Rognoni) |
| Fra Lippo Lippi
I am poor brother Lippo, by your leave! You need not clap your torches to my face. Zoocks, what's to blame? you think you see a monk! What, 't is past midnight, and you go the rounds, And here you catch me at an alley's end Where sportive ladies leave their doors ajar? |
Fra Lippo Lippi
Io sono il povero fratello Lippo, con licenza vostra! Non c'è buisogno di schiaffarmi in faccia queste torce. Caspita, cosa c'è di male? vi sembra di vedere un frate! così, è passata mezzanotte, e voi fate le ronde e qui mi sorprendete in fondo a un vicolo dove donnine allegre lasciano la porta socchiusa? (Traduzione: Francesco Rognoni) |
| Pictor Ignotus
I could have painted pictures like that youth's Ye praise so. How my soul spings up! No bar Stayed me - ah, thought which saddens while it soothes! - Never did fate forbid me, star by star, To outburst on your night with all my gift Of fires from God: nor would my flesh have shrunk From seconding my soul, with eyes uplift And wide to heaven, or, straight like thunder, sunk To the centre, of an instant; or around Turned calmy and inquisitive, to scan The licence and the limit, space and bound, Allowed to truth made visible in man. |
Pictor Ignotus
Avrei potuto fare quadri come quelli di quel giovane che voi tanto lodate. Come sussulta la mia anima! Niente m'ostacolava - ah, pensiero che rattrista mentre placa! Mai fato mi impedì, da stella a stella d'erompere sulla vostra notte con tutto il mio dono di fuochi da Dio; né la mia carne sarebbe rifuggita dal sostenere l'anima, con occhi alto levati e aperti al cielo, o, come un fulmine, affondati al centro di un istante; o calmi e avidi di conoscenza volti intorno, a misurare la libertà e il confine, spazio e limite, concessi alla verità fatta visibile nell'uomo. (Traduzione: Francesco Rognoni) |
Budapest (Budapest)
Dovrebbe essere proibito prendere in giro chi si avventura in una lingua straniera. Una mattina, mentre per sbaglio ero sceso dalla metro in una stazione azzurra uguale alla sua, con un nome che somigliava alla stazione vicino a casa sua, le telefonai dalla strada e le dissi: arrivando lì sto quasi. Mi resi conto immediatamente di aver detto una stupidaggine, perché la professoressa mi chiese di ripetere la frase. Arrivando lì sto quasi... C'era forse qualche problema con la parola quasi. Solo che, invece di farmi notare l'errore, me lo fece ripetere, ripetere, ripetere, e poi scoppiò in una risata che mi fece sbattere giù il telefono.
(Traduzione: Roberto Francavilla)
Argo il cieco
Fui giovane e felice un'estate, nel cinquantuno. Né prima né dopo: quell'estate. E forse fu grazia del luogo dove abitavo, un paese in figura di melagrana spaccata; vicino al mare ma campagnolo; metà ristretto su uno sprone di roccia, metà sparpagliato ai suoi piedi; con tante scale fra le due metà, a far da pacieri, e nuvole in cielo da un campanile all'altro, trafelate come staffette dei Cavalleggeri dei Re... Che sventolare, a quel tempo, di percalli da corredo e lenzuola di tela di lino per tutti i vicoli delle due Modiche, la Bassa e la Alta; e che angele ragazze si spenzolavano dai davanzali, tutte brune. Quella che amavo era la più bruna.
Diceria dell'untore
O quando tutte le notti - per pigrizia, per avarizia - ritornavo a sognare lo stesso sogno: una strada color cenere, piatta, che scorre con andamento di fiume fra due muri più alti della statura di un uomo; poi si rompe, strapiomba sul vuoto Qui sporgendomi da una balconata di tufo, non trapela rumore o barlume, ma mi sorprende un ribrezzo di pozzo, e con esso l'estasi che solo un irrisorio pedaggio rimanga a separarmi... Da che? Non mi stancavo di domandarmelo, senza però che bastasse l'impazienza a svegliarmi; bensì in uno stato di sdoppiata vitalità sempre più rattratto entro le materne mucose delle lenzuola, e non per questo meno slegato ed elastico, cominciavo a calarmi di grotta in grotta, avendo per appiglio nient'altro che viluppi di malerba e schegge, fino al fondo dell'imbuto, dove, fra macerie di latomia, confusamente crescevano alberi (degli alberi non riuscivo a sognare che i nomi, ho imparato solo più tardi a incorporare nei nomi le forme).
Dizionario dei personaggi di romanzo
Come ogni appassionato di squartamenti - tigre ircana o critico strutturalista - il compilatore di antologie è individuo nocivo, da fidarsene poco. Di lingua subdola, di mano spiccia, di smisurata superbia, egli meriterebbe il bando dalle pubbliche biblioteche, se la sua opera non si rivelasse provvidenziale nelle emergenze di apocalisse prossima ventura, quando non ci vuol meno dei suoi coltelli da cuciniere per fornire ai clienti delle catacombe il Libro dei Libri, surrogatorio d'ogni altro, tascabile lingotto di lacerti pressati, da nascondere in fretta nella valigia, fra una borraccia e il rasoio, subito dopo lo squillo della prima tromba del cherubino. Siamo a tanto? È probabile, i roghi di Fahrenheit 451 li abbiamo già visti divampare per prova sulla pagina e sullo schermo; e in quanto al calendario 1984, credo che il proto abbia cominciato da tempo a licenziare le bozze. Ahimè, a quel che sembra, i poeti sballano solo le profezie più ottimistiche, mentre non falliscono mai né un diluvio né una caduta di Troia.
Le menzogne della notte
Mangiarono pochissimo o niente. Le portate, sebbene più ricche dell`ordinario, per come s`era ingegnato di condirle un secondino volenteroso, avevano un sapore nemico, né v`era boccone che in gola non diventasse una cenere. L`inappetenza, si sa, è d`obbligo nelle serate d`addio. Per cui, essendo l`esecuzione fissata ai barlumi dell`indomani, il barone non finiva di accalorarsi per questa ipocrisia di concedere ai condannati inutili ghiottonerie, mentre non s`aveva scrupolo di attossicargliele col pensiero della scadenza imminente.
"A pancia vuota non sarà un bel morire", si lamentò. "Così di buon mattino, poi! Quando la luce ci appassiona di più..."
Salimbeni gli diede ragione nei suoi soliti poetici modi: "In effetti il tramonto sarebbe un'ora più acconcia. Col mezzo lutto, le nuvole basse, le ombre cremisi e viola che persuadono umanamente alla quiete. Così, viceversa, ci parrà di subire un insopportabile sfratto."
Tommaso e il fotografo cieco
Da ragazzo mi piaceva il rumore della pioggia. Soprattutto al mattino, nel dormiveglia, quando confusamente, fra i vapori d'un sogno grigioferro, la sentivo insinuarmisi nelle orecchie con lo strepito d'una voliera; ovvero simulare uno scalpiccio di piedi, come per una marcia longa o un si salvi chi può. Ci siamo, piove! sentivo una voce senza suono parlarmi. Nulla più d'un semplice annunzio, ma bastevole a suscitarmi uno stato d'inquietudine allegra, una specie di snebbiamento dei sensi ... I quali, liberi ormai dai fantasmi della notte, offrivano ai primi albori della coscienza una golosa e placida pulizia della mente. Sapevo ch'era ora di alzarsi, di lavarsi, di vestirsi, ma ero troppo tentato di giocare ancora un poco con gli ultimi battibecchi di gocciole e vetri, accordandone le cadenze a una musica mia di dentro, ora precipitosa ora grave, ora da rock ora da messa cantata. Fino a ritrovarmi seduto sulla sponda del letto, in atto di dirigere coi due monconi di mano che m'uscivano dalle maniche del pigiama un'invisibile orchestra. Frattanto era spiovuto, nuovi pentagrammi un sole neonato veniva scrivendo attraverso gli spiragli della persiana sul pavimento. Ero più vecchio d'un giorno e ne ero felice.
| The Captain Is Out to Lunch and the Sailors Have Taken over the Ship
Good day at the track, damn year swept the card. Yet it gets boring out there, even when you're winning. It's the 30 minute wait between races, your life leaking out into space. The people look gray out there, walked through. And I'm there with them. But where else could I go? An Art Museum? Imagine staying home all day and playing at writer? I could wear a little scarf. I remember this poet who used to come by on the bum. Buttons off his shirt, puke on his pants, hair in eyes, shoelaces undone, but he had this long scarf which he kept very clean. That signaled that he was a poet. His writing? Well, forget it.... |
Il capitano è fuori a pranzo
Ottima giornata alle corse, maledettamente vicino a fare il colpaccio. Eppure, quando si vince, è noioso. Quei trenta minuti di attesa fra una corsa e l'altra, la vita ti sgocciola via nello spazio. Tutti sembrano grigi, calpestati. E io sto lì con loro. Ma dove altro potrei andare? In un museo d'arte? Dovrei starmene in casa tutto il giorno a fare lo scrittore? Potrei mettermi una sciarpetta. Mi ricordo quel poeta, che nei suoi vagabondaggi passava sempre da queste parti. Camicia senza bottoni, vomito sui pantaloni, capelli negli occhi, stringhe slacciate, però aveva quella lunga sciarpa sempre pulitissima. Era quello il segnale dell'essere un poeta. Le sue opere? Be', lasciamo perdere... (Traduzione: Andrea Buzzi) |
Erections, ejaculations, exhibitions and general tales of ordinary madness (Storie di ordinaria follia)
La più bella donna della città
Cass era la più giovane e la più bella di 5 sorelle. Cass era la più bella ragazza di tutta la città. Mezzindiana, aveva un corpo stranamente flessuoso, focoso era e come di serpente, con due occhi che proprio ci dicevano. Cass era fuoco fluido in movimento. Era come uno spirito incastrato in una forma che però non riusciva a contenerlo. I capelli neri e lunghi, i capelli di seta, si muovevano ondeggiando e vorticando come il corpo volteggiava. Lo spirito, o alle stelle o giù ai calcagni. Non c'era via di mezzo per Cass.
(Traduzione: Pier Francesco Paolini)
| Factotum
I arrived in New Orleans in the rain at 5 o'clock in the morning. I sat around in the bus station for a while but the people depressed me so I took my suitcase and went out in the rain and began walking. I didn't know where the rooming houses were, where the poor section was. I had a carboard suitcase that was falling apart. It had once been black but the black coating had peeled off and yellow cardboard was exposed. I had tried to solve that by putting black shoepolish over the exposed cardboard. As I walked around in the rain the shoepolish on the suitcase ran and unwittingly I rubbed black streaks on both legs of my pants as I switched the suitcase from hand to hand. |
Factotum
Arrivai a New Orleans sotto la pioggia alle cinque del mattino. Mi fermai alla stazione degli autobus per un po' ma la gente mi deprimeva tanto che presi la valigia, uscii nella pioggia e cominciai a camminare. Non sapevo dove fossero le pensione, dove fosse il quartiere povero. Avevo una valigia di cartone che cadeva a pezzi. Una volta era stata nera ma il nero si era scrostato e sotto si vedeva il cartone giallo. Avevo cercato di rimediare spalmando di lucido nero il cartone scoperto. Ma mentre camminavo la pioggia lavava via il lucido e mi feci due belle strisce nere sulle gambe dei pantaloni passando la valigia da una mano all'altra. (Traduzione: ?) |
| Ham on Rye
The first thing I remember is being under something. It was a table, I saw a table leg, I saw the leg of the people, and a portion of the tablecloth hanging down. It was dark under there, I like being under there. It must have been in Germany. I must have been between one and two years old. It was 1922. I felt good under the table. Nobody seemed to know that I was there. There was sunlight upon the rug and on the legs of the people. I liked the sunlight. The legs of the people were not interesting, not like the tablecloth which hung down, not like the table leg, not like the sunlight. |
Panino al prosciutto
La prima sensazione che ricordo è di essere sotto qualcosa. Era un tavolo, vedevo la gamba di un tavolo, vedevo le gambe della gente, e un pezzetto di tovaglia che pendeva. Era buio, lì sotto, mi piaceva stare lì sotto. Dovevamo essere in Germania. Dovevo avere uno o due anni. Era il 1922. Stavo bene sotto il tavolo. Pareva che nessuno si fosse accorto che ero lì sotto. Il sole illuminava il tappeto e le gambe della gente. Il sole mi piaceva. Le gambe della gente non erano molto interessanti, non quanto quel pezzetto di tovaglia che pendeva, non quanto la gamba del tavolo, non quanto la luce del sole. (Traduzione: ?) |
| Hollywood
A couple of days later Pinchot phoned. He said he wanted to go ahead with the screenplay. We should come down and see him? So we got the directions and were in the Volks and heading for Marina del Rey. Strange territory. Then we were down at the harbor, driving past the boats. Most of them were sailboats and people were fiddling about on deck. They were dressed in their special sailing clothes, caps, dark shades. Somehow, most of them had apparently escaped the daily grind of living. They had never been caught up in that grind and never would be. Such were the rewards of the Chosen in the land of the free. After a fashion, those people looked silly to me. And, of course, I wasn't even in their thoughts. |
Hollywood, Hollywood!
Di lì a un paio di giorni telefonò Pinchot. Disse che voleva andare avanti con la sceneggiatura. Potevamo vederci giù da lui? Così ci facemmo spiegare la strada, salimmo nella Volks e puntammo verso Marina del Rey. Territorio sconosciuto. Arrivammo al porto e passammo accanto alle barche. Erano quasi tutte a vela e c'era gente che trafficava sul ponte. Tutti con addosso quei loro capi da barca esclusivi, berretti, cerate scure. Quasi tutti, chissà come, erano evidentemente riusciti a tirarsi fuori dal tritacarne quotidiano dell'esistenza. Meglio, non erano mai rimasti presi nel tritacarne e non lo sarebbero mai stati. Era questa la ricompensa per gli Eletti nella terra degli uomini liberi. Dopo un po' mi sembrarono un tantino assurdi. E, naturalmente, io non ero nemmeno nei loro pensieri. (Traduzione: Marco Amante) |
| Pulp
I was sitting in my office, my lease had expired and McKelvey was starting eviction proceedings. It was a hellish hot day and the air conditioner was broken. A fly crawled across the top of my desk. I reached out with the open palm of my hand and sent him out of the game. I wiped my hand on my right pants leg as the phone rang. I picked it up. "Ah, yes," I said. "Do you read Celine?" a female voice asked. Her voice sounded quite sexy. I had been lonely for some time. Decades. "Celine," I said. "ummm..." "I want Celine," she said. "I've got to have him." Such a sexy voice, it was getting to me, really. |
Pulp
Stavo in ufficio, il contratto d'affitto era scaduto e McKelvey voleva ricorrere al tribunale per sfrattarmi. Era una giornata infernale e il condizionatore d'aria era rotto. Sul piano della scrivania stava camminando lentamente una mosca. Allungai un braccio, abbattei il palmo aperto della mano e la spedii all'altro mondo. Mentre mi pulivo la mano sulla gamba destra dei pantaloni squillò il telefono. Alzai il ricevitore. "Ah, sì," dissi. Leggi Céline?" chiese una voce femminile. Era parecchio sexy. Da un po' di tempo ero solo. Secoli. "Céline," risposi, "ehmmm..." Voglio Céline," disse. "Devo averlo." Una voce tanto sexy, mi eccitava davvero. (Traduzione: Luigi Schenoni) |
| Women
I was 50 years old and hadn't been to bed with a woman for four years. I had no women friends. I looked at them as I passed them on the streets or wherever I saw them, but I looked at them without yearning and with a sense of futility. I masturbated regularly, but the idea of having a relationship with a woman - even on non-sexual terms - was beyond my imagination. I had a 6 year old daughter born out of wedlock. She lived with her mother and I paid child support. I had been married years before at the age of 35. That marriage lasted two and one half years. My wife divorced me. I had been in love only once. She had died of acute alcoholism. She died at 48 when I was 38. My wife had been 12 years younger than I. I believe that she too is dead now, although I'm not sure. She wrote me a long letter each Christmas for 6 years after the divorce. I never responded.... |
Donne
Avevo cinquant'anni e non andavo a letto con una donna da quattro. Non avevo amiche. Guardavo le donne per la strada o dovunque le vedessi, ma le guardavo senza desiderio e con un senso di inutilità. Mi masturbavo regolarmente, ma l'idea di avere rapporti con una donna - anche non sessuali - era una cosa che non riuscivo nemmeno a immaginare. Avevo una figlia di sei anni nata illegittima. Viveva con la madre e io pagavo per il suo mantenimento. Ero stato sposato parecchi anni prima, quando avevo trentacinque anni. Quel matrimonio era durato due anni e mezzo. Mia moglie aveva chiesto il divorzio. Ero stato innamorato una volta sola. Lei era morta di alcoolismo acuto. Mia moglie aveva dodici anni meno di me. Credo che anche lei ormai sia morta, ma non sono sicuro. Mi ha scritto lunghe lettere a Natale per sei anni dopo il divorzio. Non le ho mai risposto... (Traduzione: Marisa Caramella) |
| Master i Margarita Odnazhdy vesnoyu, v chas nebyvalo zharkogo zakata, v moskve, na patriarshih prudah, poyavilis' dva grazhdanina. Pervyj iz nih, odetyj v letnyuyu seren'kuyu paru, byl malen'kogo rosta, upitan, lys, svoyu prilichnuyu shlyapu pirozhkom nes v ruke, a na horosho vybritom lice ego pomeshchalis' sverh(r)estestvennyh razmerov ochki v chernoj rogovoj oprave. Vtoroj - plechistyj, ryzhevatyj, vihrastyj molodoj chelovek v zalomlennoj na zatylok kletchatoj kepke - byl v kovbojke, zhevanyh belyh bryukah i v chernyh tapochkah. Pervyj byl ne kto inoj, kak Mihail Aleksandrovich Berlioz, predsedatel' pravleniya odnoj iz krupnejshih moskovskih literaturnyh associacij, sokrashchenno imenuemoj massolit, i redaktor tolstogo hudozhestvennogo zhurnala, a molodoj sputnik ego - poet Ivan Nikolaevich Ponyrev, pishushchij pod psevdonimom bezdomnyj. |
Il Maestro e Margherita Un giorno di primavera, nell'ora di un tramonto straordinariamente caldo, a Mosca, agli stagni Patriarshie, apparvero due signori. Il primo, che indossava un completo estivo sul grigio, era di bassa statura, grasso, calvo, teneva in mano un dignitoso cappello, e sul suo viso ben rasato erano collocati degli occhiali di dimensioni spropositate con la montatura di corno nero. Il secondo - un giovanotto dalle spalle larghe e dai capelli rossicci e arruffati, con un berretto a scacchi appoggiato sulla nuca, - portava una camicia da cow-boy, dei pantaloni bianchi spiegazzati e sandali neri. Il primo altri non era che Michail Aleksandrovich Berlioz, presidente di una delle più grandi associazioni letterarie di Mosca, chiamata in sigla MASSOLIT, nonché direttore di una grossa rivista letteraria, mentre il suo giovane accompagnatore era il poeta Ivan Nikolaevich Ponyrëv, che si firmava con lo pseudonimo di Bezdomnyi. (Traduzione: Emanuela Guercetti) |
Rokovye jajtsa (Uova fatali)
La sera del 16 aprile 1928 il professor Persikov, docente di zoologia alla IV Università Statale e direttore dell'Istituto zoologico di Mosca, entrò nel suo studio, situato all'interno dell'istituto stesso, in via Herzen. Il professore accese il globo opaco sul soffitto e si guardò intorno.
L'inizio della terrificante catastrofe va collocata proprio in quella sciagurata serata, così come causa prima di quella catastrofe è da ritenersi proprio il professor Vladimir Ipat'evich Persikov.
(Traduzione: Emanuela Guercetti)
| Sobach'e serdtse U-u-u-u-u-hu-huh-huu! O, glyan'te na menya, ya pogibayu. V'yuga v podvorotne revet mne othodnuyu, i ya voyu s nej. Propal ya, propal. Negodyaj v gryaznom kolpake - povar stolovoj normal'nogo pitaniya sluzhashchih central'nogo soveta narodnogo hozyajstva - plesnul kipyatkom i obvaril mne levyj bok. Kakaya gadina, a eshche proletarij. Gospodi, bozhe moj - kak bol'no! Do kostej proelo kipyatochkom. Ya teper' voyu, voyu, da razve voem pomozhesh'. |
Cuore di cane U-u-u-u-u-hu-huh-huu! Oh, guardatemi, sto morendo. La bufera sotto il portone mi urla il deprofundis, e io ululo con lei. Sono perdutom perduto, Un mascalzone col berretto sudicio - il cuoco della mensa per l'alimentazione normale degli impiegati del Consiglio Centrale dell'Economia Nazionale - mi ha gettato addosso dell'acqua bollente e mi ha ustionato il fianco sinistro. Che serpe, e oltretutto è un proletario. Signore, Dio mio, che dolore! Fino alle ossa mi ha trapassato quell'acqua bollente. E adesso ululo, ululo, ma forse che ululare serve? (Traduzione: Emanuela Guercetti) |
Zhizn' Gospodina De Mol'era (La vita del signor de Molière)
Una levatrice, che aveva appreso l'arte nella Divina casa della maternità di Parigi dall'insegnamento della sua maestra, la famosa Louise Bourgeois, aiutò la gentildonna Poquelin, nata Cressé, a mettere al mondo il 13 gennaio 1622 il suo maschio primogenito, nato prematuramente.
Di per certo che, se avessi potuto far capire all'ottima comare chi in realtà aveva aiutato, probabilmente, sopraffatta dall'emozione, avrebbe arrecato un certo danno al bambino, e di conseguenza alla Francia.
Sono qua: indosso una gabbana dalle ampie tasche, sulla mano una penna d'oca, non d'acciaio. Mi ardono davanti candele di cera, il mio cervello è in fiamme.
"Signora - le dico - avvolgete con più cautela il bambino e non vi scordate che è prematuro. La sua morte sarebbe una grave perdita per il vostro paese".
(Traduzione: Ljiljana Avirovic Rupeni)
| The Last Days of Pompeii
"Ho, Diomed, well met! Do you sup with Glaucus to-night?" said a young man of small stature, who wore his tunic in those loose and effeminate folds which proved him to be a gentleman and a coxcomb. "Alas, no! dear Clodius; he has not invited me," replied Diomed, a man of portly frame and of middle age. "By Pollux, a scurvy trick! for they say his suppers are the best in Pompeii". "Pretty well ... though there is never enough of wine for me. It is not the old Greek blood that flows in his veins, for he pretends that wine makes him dull the next morning." |
Gli ultimi giorni di Pompei
- Oh, Diomede! Come va? Ceni con Glauco, stasera? - disse un giovanotto di piccola statura, che indossava la toga con quelle pieghe molli ed effeminate che rivelavano il signore e il damerino. - Ahimè no, Clodio mio! Non mi ha invitato, - rispose Diomede, un pezzo d'uomo grande e grosso, di mezza età. - Per Polluce, che brutto tiro! Dicono che le sue cene siano le più splendide di Pompei. - Non c'è male..., benché ci sia sempre poco vino per me. Non è certo il vecchio sangue greco che gli scorre nelle vene perché, dice, se beve troppo si sente tutto stordito la mattina dopo. (Traduzione: Beatrice Boffito Serra) |
Monos and Daimonos (Monos e Daimonos)
Non ho né fratelli né sorelle; mia madre morì che ero ancora in culla, mio padre fu quindi il mio unico maestro e compagno di giochi. Era il figlio cadetto di una nobile e antica famiglia e che cosa l'avesse indotto a lasciare il suo paese e i suoi amici, a rinunciare alla società e a vivere su una cima rocciosa è una storia che non ha niente a che vedere con la mia. Com'è vero che Dio esiste, credo proprio che quella che sto per raccontarvi abbia attrattive sufficienti per mantenere desta la vostra attenzione senza dover ricorrere a un'altra per farvene apprezzare gli squisiti dettagli o per metterne in risalto gli aspetti più divertenti.
(Traduzione: Chiara Zanolli)
| Paul Clifford
It was a dark and stormy night; the rain fell in torrents - except at occasional intervals, when it was checked by a violent gust of wind which swept up the streets (for it is in London that our scene lies), rattling along the housetops, and fiercely agitating the scanty flame of the lamps that struggled against the darkness. |
Paul Clifford
Era una notte buia e tempestosa; la pioggia cadeva torrenziale - salvo occasionali intervalli in cui era trattenuta da violente raffiche di vento che spazzavano le strade (visto che il luogo che stiamo descrivendo è a Londra), si abbattevano sui tetti e agitavano furiosamente gli esigui bagliori delle lampade che lottavano contro l'oscurità. |
| Little Boy Blue
In the summer of 1943, a plain black Ford sedan carried three people through the Cahuenga Pass from Los Angeles into the San Fernando Valley. A middle-aged female social worker was driving. An eleven-year-old boy was in the middle, and the boy's father was on the right. All of them stared through the windshield with somber faces. The social worker looked stern, but it was really a praticed stoicism insulating her emotions from the pain of sympathy. The father was silently determined, but his determination was furrowed with worry; his jaw muscles pulsed as he sucked on a cigarette. The boy's lips were curled in until almost hidden, and occasionally he bit them inside to stifle the smoldering tantrum. He was both working himself up and restraining himself. Rebellion was coming, but this particular moment was too soon. |
Little Boy Blue
Nell'estate del 1943 una berlina Ford nera e banale, con a bordo tre persone, viaggiava da Los Angeles alla San Fernando Valley, passando per il Cahuenga Pass. Un'assistente sociale di mezza età era al volante. Al suo fianco sedeva un ragazzino di undici anni. Il padre del bambino occupava il sedile posteriore. I visi erano scuri, gli sguardi rivolti oltre il parabrezza. L'assistente sociale aveva un'aria arcigna, frutto, in realtà, di una lunga pratica di stoicismo intesa a isolare le sue emozioni dai dolori della compassione. Il padre era l'immagine della determinazione silenziosa, una determinazione appena incrinata dalle pieghe della preoccupazione; i muscoli della mascella pulsavano mentre aspirava il fumo della sigaretta. Le labbra del ragazzo erano quasi invisibili, risucchiate tra i denti, che di tanto in tanto le mordevano per soffocare la collera che covava come fuoco sotto la cenere. Esercizio di coraggio, per farsi forza, e autocontrollo. La ribellione era imminente, ma ancora prematura, in quel particolare momento. (Traduzione: Emanuela Turchetti) |
No Beast so Fierce (Come una bestia feroce)
Seduto sul cesso senz'asse del retro della cella, ero intento a lucidare le orribili scarpe dalla punta bulbiforme che venivano fornite a chi stava per uscire. Mi attraversò la mente un canto di trionfo: "Domattina sarò un uomo libero". Ma nonostante l'esultanza, la gioia di uscire dopo otto calendari sfogliati in prigione era tutt'altro che sfrenata. La lucidatura delle orrende scarpe non era tanto tesa a migliorare il loro aspetto, quanto ad alleviare la mia tensione. Ero più nervoso nell'affrontare il rilascio sulla parola di quanto era stato al mio ingresso, così tanto tempo prima.
(Traduzione: Stefano Bortolussi)
Tëmnye allei (Viali oscuri)
Nella fredda intemperie autunnale, su una delle strade maestre di Tula, inondata dalla pioggia e rigata da lunghi solchi neri lasciati dalle ruote dei carri, un tarantas dal mantice semialzato, coperto di fango e trainato da una trojka di cavalli con le code legate a causa del tempo piovoso, arrivò davanti ad una lunga izba, occupata in parte dall'ufficio postale governativo e in parte da una stanza privata dove si poteva pernottare o chiedere il samovar. Sulla serpa del tarantas sedeva un robusto muzik avvolto in un pastrano stretto da una cintura, serio e dal sembiante scuro, con una rada barba color pece, simile a un brigante antico, mentre nel tarantas si trovava un anziano ufficiale, snello, con un gran berretto e col cappotto modellato alla zar Nicola, dalle sopracciglia ancora nere ma coi baffi canuti che si univano ai favoriti dello stesso tipo. Aveva il mento rasato e tutto il suo aspetto esteriore ricordava Alessandro II, cosa d'altronde assai diffusa fra i militari all'epoca del suo regno; anche lo sguardo era interrogativo, austero, e allo stesso tempo stanco.
(Traduzione: Alizia Romanovic)
| The Holy War
In my travels, as I walked through many regions and countries, it was my chance to happen into that famous continent of Universe. A very large and spacious country it is: it lieth between the two poles, and just amidst the four points of the heavens. It is a place well watered, and richly adorned with hills and valleys, bravely situate, and for the most part, at least where I was, very fruitful, also well peopled, and a very sweet air. The people are not all of one complexion, nor yet of one language, mode, or way of religion, but differ as much as, it is said, do the planets themselves. Some are right, and some are wrong, even as it happeneth to be in lesser regions. |
La guerra santa
Nel corso dei miei viaggi ho percorso molte regioni e paesi, ed ho avuto la fortuna di trovarmi nei più conosciuti continenti del mondo. Un mondo molto grande, che si estende fra i due poli proprio in mezzo alle quattro coordinate celesti. Un posto in cui piove quanto basta, abbellito da colline e valli situate al posto giusto, e per la gran parte, almeno nei posti dove sono stato, molto fertile, felicemente popolato e con condizioni atmosferiche molto piacevoli. La gente non ha dappertutto lo stesso aspetto, non ha ancora linguaggio, costumi e religione comuni, e si può dire che le diversità degli umani siano tante quante quelle naturali del pianeta stesso. Alcune sono positive, altre negative, e ve ne sono anche nelle regioni più piccole. |
| The Life and Death of Mr. Badman
Wiseman. Good morrow my good Neighbour, Mr. Attentive; whither are you walking so early this morning? methinks you look as if you were concerned about something more than ordinary. Have you lost any of your Cattel, or what is the matter? Attentive. Good Sir, Good morrow to you, I have not as yet lost ought, but yet you give a right ghess of me, for I am, as you say, concerned in my heart, but 'tis because of the badness of the times. And Sir, you, as all our Neighbours know, are a very observing man, pray therefore what do you think of them? |
Vita e morte del signor Badman
Wiseman Buon giorno mio buon vicino, signor Attentive; dove state dirigendo i vostri passi così di buon mattino? Dal vostro sguardo mi sembra che siate preoccupato per qualcosa fuori dall'ordinario. Avete perduto qualche capo di bestiame, oppure cos'è che vi angustia? Attentive Buon Signore, buon giorno a voi. No, non ho perduto niente, ma nondimeno il vostro giudizio su di me è giusto, visto che, come avete detto, il mio animo è turbato, ma la causa di ciò è la malvagità del tempo in cui viviamo. Voi Signore, come tutti sanno, siete un attento osservatore, perciò vi prego, ditemi, cosa ne pensate? |
| The Pilgrim's Progress
As I walked through the wilderness of this world, I lighted on a certain place where was a Den <The Jail/Gaol>, and I laid me down in that place to sleep: and, as I slept, I dreamed a dream. I dreamed, and behold, I saw a man clothed wi |