Anton Pavlovič Čechov (1860-1904)
... (Contadini)
Nikolàj Cikildjèjev, cameriere a Mosca presso l'albergo "Slavjànskij Bazàr", s'era ammalato. Le gambe gli s'erano intorpidite, e il suo passo non era più quello, tanto che un giorno, venendo innanzi pel corridoio, aveva inciampato ed era caduto con tutto il vassoio, su cui stava portando del prosciutto con contorno di piselli. S'era reso necessario lasciare il posto. Tutto quel po' di danaro che avevano, tra lui e la moglie, lo aveva speso in medicine; mezzi di mantenersi, non gliene rimanevano più; s'annoiava, d'altronde, senza lavorare: e cosí decise che l'unica cosa da fare era di ritirarsi a casa sua, in campagna. Nella casa natia, la malattia pesa meno, e la vita è più a buon mercato; e non per niente dice il proverbio: a casa i muri stessi dànno mano. (Traduzione: Agostino Villa)
... (Il duello)
Erano le otto del mattino, ora in cui per solito gli ufficiali, gl'impiegati e i forestieri di passaggio, dopo una calda, soffocante nottata, prendevano il bagno a mare, e poi si recavano al chiosco a prendere il caffè o il tè. Ivàn Andrèic Lajèvskij, uno scarno biondino sui ventott'anni, col berretto a visiera del ministero delle Finanze, e ai piedi le pantofole, nel venire a prendere il bagno trovò sulla riva numerosi conoscenti, e fra gli altri il suo amico Samojlènko, medico militare. (Traduzione: Agostino Villa)
... (La mia vita)
Il direttore mi disse: - Vi tengo soltanto per deferenza verso vostro padre, che stimo altamente: se non fosse per questo, già da un pezzo sareste volato via di qui -. Io gli risposi: - Voi mi lusingate eccessivamente, Eccellenza, presumendo che io sia capace di volare -. E poco dopo sentii che diceva: - Levatemi d'innanzi quel signore, ché mi guasta i nervi. Di lí a due giorni fui licenziato. Dimodoché, con fiero disappunto di mio padre, mi trovai ad aver cambiato, da quando posso considerarmi adulto, ben nove impieghi. Varie sono state le amministrazioni in cui ho servito, ma tutt'e nove i miei impieghi si son somigliati l'un l'altro come gocce d'acqua: io dovevo star seduto, scrivere, prestar ascolto a scipiti e grossolani rilievi, e restar in attesa del momento che mi licenziassero. (Traduzione: Agostino Villa)
... (Il monaco nero)
Andrèj Vasíljic Kòvrin, libero docente, s'era esaurito e aveva i nervi sossopra. Non faceva nessuna cura, ma un giorno, cosí di sfuggita, mentre bevevano insieme una bottiglia di vino, ne aveva accennato a un amico dottore, e questi gli aveva consigliato di passar la primavera e l'estate in campagna. Per l'appunto in quel torno di tempo, gli giunse una lunga lettera da parte di Tànja Pesòtzkaja, la quale lo invitava a recarsi a Borísovka e a trattenersi là come loro ospite. Sicché egli decise ch'era davvero il caso di partire. (Traduzione: Agostino Villa)
Kotoryj iz treh (Quale dei tre)
Sulla veranda della sontuosa e antica casa di campagna di Mar'ja Ivanovna Langer, moglie di un consigliere di stato, c'erano sua figlia Nadja e Ivan Gravilovic, figliuolo di un noto commerciante di Mosca. La serata era magnifica. Se fossi un maestro nel ritrarre la natura descriverei la luna che teneramente guardava da dietro le nuvolette e inondava con la sua buona luce il bosco, la casa di campagna, il visetto di Nadja... Descriverei anche il sommesso mormorio degli alberi, il canto dell'usignolo e il gorgoglio appena percettibile della fontanella... Nadja stava in piedi con un ginocchio appoggiato al bordo della poltrona e appoggiandosi con un braccio alla balaustra. (Traduzione: Gianfranco Pacini)
... (Il racconto di uno sconosciuto)
Per ragioni di cui non è questo il momento di parlar minutamente, mi si rese necessario farmi assumere come cameriere in casa d'un funzionario pietroburghese, certo Orlòv. Aveva costui trentacinqu'anni circa, e aveva nome Gheòrghij Ivànyc. In casa di codesto Orlòv io mi feci assumere a motivo del padre, noto uomo politico, che consideravo come un serio avversario della mia causa. Calcolavo che, vivendo presso il figlio, fra i discorsi che mi sarebbero giunti all'orecchio e le carte e le lettere che avrei trovate sulla scrivania, sarei stato in grado di formarmi una conoscenza precisa dei progetti e delle intenzioni del padre. (Traduzione: Agostino Villa)
... (Il reparto n. 6)
Nel perimetro dell'ospedale, sorge un piccolo padiglione circondato da un vero e proprio bosco di cardi, d'ortica e di canapa selvatica. Il tetto è tutto rugginoso, il comignolo è per metà crollato, gli scalini alla porta d'ingresso si sono imporriti e ricoperti d'erba, e dell'intonaco non è rimasto che qualche traccia. Con la facciata anteriore il padiglione guarda all'ospedale, con quella posteriore alla campagna, da cui lo tien separato il grigio recinto dell'ospedale, irto di chiodi. Codesti chiodi, voltati con la punta all'insù, e il recinto, e il padiglione stesso, hanno quell'aria particolare di squallore e di dannazione, che da noi in Russia è una prerogativa degli stabilimenti ospedalieri e carcerari. (Traduzione: Agostino Villa)
... (La steppa)
Da N..., capoluogo di distretto del governatorato di Z..., sul far d'un mattino di luglio, uscí e rimbombando rotolò via per la grande strada postale uno sgangherato legnetto senza molle, uno di quei legnetti antidiluviani, su cui viaggiano ora in Russia soltanto i rappresentanti di commercio, i mercanti all'ingrosso e i preti di modesta condizione. Esso tambureggiava e cigolava ad ogni minimo movimento; cupamente gli teneva bordone un secchio che ci avevan legato dietro: e già da questi rumori, e dai miserevoli brindelli di cuoio che sbatacchiavano sulla sua carcassa spelacchiata, si poteva giudicare della sua vetustà e della sua buona disposizione ad andarsene in pezzi. (Traduzione: Agostino Villa)
Dina Cei (1949)
La compagnia bella
Avevo trovato una poesia su di una rivista di moda. Una poesia di cui riesco a ricordare a malapena i primi versi: "In silenzio ella si pettina, si pettina. Si pettina i lunghi capelli..." Ricordo d'essermi più volte fermata con emozione sulla pagina patinata leggendo e rileggendo i medesimi versi d'esordio: "In silenzio ella si pettina, si pettina i lunghi capelli..."
Gianni Celati (1937)
Avventure in Africa
Ieri arrivando all'aeroporto di Bamako, ore 2.30 notturne, ho smesso di capire cosa stava succedendo. La confusione è cominciata appena siamo usciti dalle mani dei doganieri. Un vecchio con una lunga zimarra azzurra, berretto copto, corpo secco, colore della pelle grigio perla, m'ha agganciato al varco. Parlava d'una navetta, la corriera per andare a Bamako. Intorno c'erano ragazzi che mi tiravano per le braccia, altri che mi chiedevano come mi chiamo. Io avevo le orecchie che mi ronzavano, per cui confuso e mezzo sordo ho detto al vecchio che andavamo con la sua corriera.
Le avventure di Guizzardi
C'era un tempo in cui ammiravo la signorina Frizzi instancabilmente come chi abbia riconosciuto i meriti di una persona e non intende poi pentirsene mai. E lei naturalmente essendo insegnante di lingue estere non mi voleva smentire di questo fatto. Per ore dunque curava il ripasso delle mie cognizioni grammaticali entrambi comodamente seduti in un giardino forse non più adesso esisente della mia città. Io potevo anche dirle enormi strafalcionerie senza che lei si prendesse di impaziena o gridasse per la grande comprensione del suo spirito. Né passava giorno o due che non giungessi io al luogo dove sapevo trovarla ossia giardino pubblico ma non troppo frequentato recandole tra le mani un mazzo di fiori.
La banda dei sospiri
Il mio disgraziato fratello ha sempre avuto tante pretese nella vita, e da piccolo non mi lasciava mai in pace a volermi raccontare tutte le sue storie e sogni di ragazzo. Io non sapevo neanche di cosa parlasse, ma per calmarlo facevo quella funzione di ascoltare i suoi discorsi e applaudirlo, in quanto ero il fratello minore. Erano bei discorsi ma un po' lunghi, mettiamo sui transatlantici che attraversano l'equatore e gli viene il mal di mare, oppure sulle isole Molucche che un giorno gli casca addosso un monsone. Oppure sugli esploratori che vanno a esplorare i ghiacci del polo. Ma quello che gli piaceva di più erano le avventure nei sette mari, con le giunche cinesi che vanno all'arrembaggio e poi un certo signor Jim che corre via su un'isola deserta piena di cannibali che lo vogliono fare arrosto.
Comiche
C'era un ignoto nella notte dal giardino il quale senza tregua mi rivolgeva verbigerazione molesta e irritante dice: - schioppate il professore. E: - schioppatelo Otero Otero Aloysio Aloysio. Come a colpire con voce da spavento e pretese strane mettermi in grave stato d¹agitazione non si capisce il motivo. Intende si vede prima svegliare di soprassalto aggiungendo ansia alla sorpresa per il fracasso di certi bidoni da lui rovesciati nell'oscurità. E tornata la quiete mandava dopo a me un sogno pessimo dove apparentemente scendevo da una finestra come ladro. Al cornicione attaccato però molto anche temevo non cadere di sotto nel vuoto sul selciato dunque sfracellarmi. Poi affacciate sono apparse donne che volevano da me baci dicendo sembra: - ucci ucci. Corindò. Per il che sono caduto sfracellandomi.
Fata morgana
A quattrocento chilometri dal mare verso nord est, un massiccio basaltico chiude il territorio dei Gamuna alle influenze delle popolazioni costiere, mentre sul versante opposto un vasto deserto sabbioso lo separa dalle strade che portano alle città dell'interno. Questo deserto non è attraversabile con normali mezzi di trasporto perché formato da placche d'argilla piene di crepe, che appena piove possono trasformarsi in grandi pantani come quelli che gli arabi chiamano wadi, e pericolosi come i wadi in primavera. È un'immensa pianura dove i Gamuna non si inoltrano mai, anche se dicono che i loro antenati sono venuti di là, in un tempo non molto lontano.
Lunario del paradiso
Tutti i giorni andavo in quella casa normale, ma tedesca, per un pezzo ci sono andato in questo paese straniero dove sono capitato in giovane età. In fondo a un viottolo con tanti alberi, di notte è buio tutto, vengono su le paure tra gli alberi perché dove si sbuca non si sa. In quella grande città che mi ricordo bene, le strade di periferia avevano lampioni smorti e sempre più smorti finché si perdevano in campagna, nel buio tra gli alberi, tantissimi alberi più che da noi. E io vorrei fare descrizioni di cose emozionanti che ho visto, le case, le strade, gli alberi.
Louis Ferdinand Céline (Louis Ferdinand Destouches) (1894-1961)
A l'agité du bocal (L'invasato in provetta)
Non leggo granché, ci ho mica il tempo. Già persi troppi anni tra prigione e fregnacce. Ma son lì che insistono, scongiurano, tormentano. Pare che devo leggere assolutamente una specie d'articolo, il Ritratto di un antisemita, di Jean-Baptiste Sartre (Temps Modernes, dicembre 1945). Scorro sta barba di compitinclasse, ci do un occhio, né bello né brutto, un cavolo di niente, imitazione ... tipo Allamanieradì ... Lui, il piccolo Forca, s'è letto l'Ètourdi, l'Amateur de Tulipes etc. Chiaro che c'è dentro, n'esce mica più ... Sempre al liceo, il Forca! sempre lì ad imitare, a fare Allamanieradì... Alla maniera di Céline, pure ... e poi di tanti altri ... Puttane, etc. ... Teste di scorta ... Maia ... Niente di grave, sicuro. Ce n'è diversi che me li scarrozzo nel culo, sti piccoli Allamanieradì ... che c'entro io? Noiosi, astiosi, merdosi, subdoli, mezzosanguisughe, mezzotenie, mi fanno mica onore, li nomino mica mai, tutto qui. Figli dell'ombra che sono. (Traduzione: Lino Gabellone)
Casse-pipe (Casse-pipe)
Era il brigadiere Le Meheu che occupava il fondo del corpo di guardia, i gomiti sul tavolo, davanti alla lampada. Ronfava. Gli vedevo di lontano i baffetti nel riflesso del lumino da notte. Il casco gli nascondeva gli occhi. Il peso gli faceva ciondolare la testa... Si risollevava ancora... Lottava con l'abbiocco... L'ora suonava in quel momento. (Traduzione: Ernesto Ferrero)
D'un chateau l'autre (Da un castello all'altro)
Per parlare con franchezza, qui fra noi, finisco ancora peggio di come ho cominciato... Oh, non ho cominciato molto bene... sono nato, lo ripeto, a Courbevoie, Senna... lo ripeto per la millesima volta... dopo tanti va e vieni termino veramente al peggio... c'è l'età, mi direte... c'è l'età!... si capisce!... a 63 anni e passa, diventa estremamente duro rifarsi una posizione... rilanciarsi a clientela... qui oppure là!... Vi dimenticavo!... io sono medico... la clientela medica, in confidenza, fra voi e me, è mica soltanto questione di scienza e di coscienza... ma innanzitutto, e soprattutto, di fascino personale... il fascino personale passati 60 anni?... puoi fare ancora il manichino, porcellana al museo... forse?... interessare qualche maniaco, cercatore di enigmi?... ma le signore? il vecchione tutto a lustro, profumato, pitturato, laccato?... spaventamerli! (Traduzione: Giuseppe Guglielmi)
Entretiens avec le Professeur Y (Colloqui con il professor Y)
La verità, eccola, pura e semplice, l'editoria si trova in una crisi di vendite gravissima. Mica credere a un solo zero di tutte le pretese tirature di 100.000! 40.000!... neanche 400 copie!... incanta-gonzi! Ohimè!... Ohimè!... solo la "stampa rosa"... e ancora ancora!... se la cava abbastanza... e forse i "libri gialli"... i "verdastri"... Fatto sta che non si vende più niente... grave!... il Cinema, la televisione, gli elettrodomestici, lo scooter, l'auto a 2, 4, 6 cavalli, al libro gli fanno dei danni enormi... tutto "vendita a rate", figuriamoci! e i "week-ends"!... e le belle vacanze bi! trimestrali!... e le crociere Lololulu!... ciao risparmi!... e sotto coi debiti... non ci resta neanche un dindino!... allora, capirete, comprare un libro!... una roulotte? passi!... ma un libro!... la cosa più imprestabile del mondo!... si sa, un libro se lo leggono almeno in venti... venticinque lettori... eh, ma il pane e prosciutto, facciamo un caso, se potessero far contenti così bene... una sola fetta! venti... venticinque consumatori! sai la cuccagna!... il miracolo della moltiplicazione dei pani vi lascia basiti, ma il miracolo della moltiplicazione dei libri, quindi della gratuità del lavoro di scrittore, non è mica un fatto tanto nuovo. (Traduzione: Gianni Celati e Lino Gabellone)
Féerie pour une autre fois (Pantomima per un'altra volta)
Ecco Clémence Arlon. Abbiamo la stessa età, pressappoco... Che stranezza di visita! In questo momento... No, non è strano... Lei è venuta nonostante gli allarmi, le interruzioni di metrò, le strade sbarrate... e da così lontano!... da Vanves... Clémence viene quasi mai a trovarmi... suo marito neppure, Marcel... è mica venuta sola, suo figlio l'accompagna, Pierre... È seduta, lì davanti al mio tavolo, suo figlio resta in piedi, con le spalle al muro. Preferisce guardarmi di traverso. È una visita imbarazzata... Anche lei mi guarda di traverso, seduta di quarto... né l'uno né l'altro sono tranquilli, hanno dei pensieri... hanno tutti dei pensieri la gente, gli incontri, le conoscenze, sti tempi qui... Fa già tre o quattro mesi che hanno dei pensieri, che sono più guardato da nessuno veramente in faccia... l'effetto degli avvenimenti, ecco. (Traduzione: Giuseppe Guglielmi)
Guignol's Band
Braoum! Vraoum!... C'est le grand décombre!... Toute la rue qui s'effondre au bord de l'eau!... C'est Orléans qui s'écroule et le tonnerre au Grand Café!... Un guéridon vogue et fend l'air!... Oiseau de marbre!... virevolte, crève la fenêtre en face à mille éclats!... Tout un mobilier qui bascule, jaillit des croisées, s'éparpille en pluie de feu!... Le fier pont, douze arches, titube, culbute au limon d'un seul coup! La boue du fleuve tout éclabousse!... brasse, gadouille la cohue qui hurle étouffe déborde au parapet!... Ça va très mal... |
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Guignol's Band
Braum! Vroum!... È il gran smantello!... Tutta la strada che sprofonda in riva al fiume!... È Orléans che crolla e il tuono al Grand Café!... Un tavolino vola e fende l'aria!... Uccello di marmo!... prilla, spacca in mille pezzi la finestra di fronte!... Tutto il mobilio che traballa, sprizza dalla vetrata, si sparpaglia in pioggia di fuoco!... Il fiero ponte, dodici arcate, barcolla, poi capitombola nella melma d'un sol colpo! Il fango del fiume tutto schizza!... Rimescola, spazza la calca che urla soffoca trabocca dal parapetto!... È un disastro... (Traduzione: Gianni Celati) |
Mort à credit (Morte a credito)
Eccoci qui, ancora soli. C'è un'inerzia, in tutto questo, una pesantezza, una tristezza... Fra poco sarò vecchio. E la sarà finita, una buona volta. Gente n'è venuta tanta, in camera mia. Tutti han detto qualcosa. Mica m'han detto gran che. Se ne sono andati. Si son fatti vecchi, miserabili e torpidi, ciascuno in un suo cantuccio di mondo. (Traduzione: Giorgio Caproni)
Nord (Nord)
Oh, si, mi dico, fra poco sarà tutto finito... auf!... abbiamo visto abbastanza... a sessantacinque anni e passa davvero che ti può fregare della più peggio arcibomba H?... Z?... aria fritta!... briciole!... solo orribile il sentimento di aver perduto così tutto il proprio tempo e che megatoni di sforzi per sta dannata mostruosa orda di alcolosi checche lacché... vacca miseria, signora!... "venda i suoi rancori e stia zitto!" caspita, ci sto!... mi piacerebbe, ma a chi?... i compratori mi fanno il grugno, pare... gli piacciono e comperano solo gli autori fatti quasi come loro, con giusto in più il piccolo bordo a colore... capo-ruffiano, capo-nettaculo, leccacoso, evasioni, acquasantiere, pali, bidé, ghigliottine, imballi... che il lettore ci si ritrovi, si senta simile, fratello, molto comprensivo, pronto a tutto... La pianti!... in galera c'era già il dieci per cento di "volontari", lei è del mucchio! (Traduzione: Giuseppe Guglielmi)
Le Pont de Londres (Il ponte di Londra)
Una folla già lì davanti alla porta... Con tutto che c'eravam spicciati... davanti al cancello... sul marciapiede... il "Times" spalancato a piena pagina... Sicuro venivan tutti per quell'annuncio... Una bella casa come si presenta... di lusso... gran giardino tutt'intorno... tante aiuole, rose, una magata... un galoppo teneva a bada la gente... esortava alla pazienza. In cima alla scalinata, lì che annunciava: - The Colonel is not ready!... Il Colonnello non è pronto! Ah! porca paletta! non ci voleva proprio! Eh! siam mica gente che aspetta noi!... (Traduzione: Gianni Celati e Lino Gabellone)
Rigodon (Rigodon)
Vedo bene che Poulet mi tiene il muso... Poulet Robert! condannato a morte... Parla mica più di me nelle sue rubriche... una volta io ero il grande questo... l'incomparabile quello... adesso appena una piccola parola occasionale più che sprezzante. So da dove viene questo, che ci si è beccati duro... alla fine mi aveva smerdato a menarla tanto in lungo!... è sicuro lei che le sue convinzioni non la riconducano a Dio! "Puttana che no!... Sono più che sicuro! io sono del parere di Ninon de Lenclos! il buon Dio, un'invenzione dei preti! interamente antireligioso!...
ecco la mia fede una volta per tutte! [...]" (Traduzione: Giuseppe Guglielmi)
Voyage au bout de la nuit
Ça a débuté comme ça. Moi, j'avais jamais rien dit. Rien. C'est Arthur Granate qui m'a fait parler. Arthur, un étudiant, un carabin lui aussi, un camarade. On se rencontre donc place Clichy. C'était après le déjeuner. Il veut me parler. Je l'écoute. "Restons pas dehors!qu'il me dit. Rentrons!" Je rentre avec lui. Voilà. "Cette terrasse, qu'il commence, c'est pour les oeufs à la coque! Viens par ici!" Alors, on remarque encore qu'il n'y avait personne dans les rues, à cause de la chaleur; pas de voitures, rien. Quand il fait très froid, non plus, il n' y a personne dans les rues; c'est lui, même que je m'en souviens, qui m'avait dit à ce propos: "Les gens de Paris ont l'air toujours d'être occupés, mais en fait, ils se promènent du matin au soir; la preuve, c'est que lorsq'il ne fait pas bon à se promener, trop froid ou trop chaud, on ne les voit plus; ils sont tous dedans à prendre des cafés crème et des bocks. |
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Viaggio al termine della notte
È cominciata così. Io, avevo mai detto niente. Niente. È Arthur Ganate che mi ha fatto parlare. Arthur, uno studente, un fagiolo anche lui, un compagno. Ci troviamo dunque a Place Clichy. Era dopo pranzo. Vuol parlarmi. Lo ascolto. "Non restiamo fuori! Mi dice lui. Torniamo dentro!". Rientro con lui. Ecco. "'Sta terrazza, attacca lui, va bene per le uova alla coque! Vieni di qua". Allora, ci accorgiamo anche che non c'era nessuno per le strade, a causa del caldo; niente vetture, nulla. Quando fa molto freddo, lo stesso, non c'è nessuno per le strade; è lui, a quel che ricordo, che mi aveva detto in proposito: "Quelli di Parigi hanno sempre l'aria occupata, ma di fatto, vanno a passeggio da mattino a sera; prova ne è che quando non va bene per passeggiare, troppo freddo o troppo caldo, non li si vede più; son tutti dentro a prendersi il caffè con la crema e boccali di birra. (Traduzione: Ernesto Ferrero) |
Benvenuto Cellini (1500-1571)
La vita di Benvenuto Cellini fiorentino
Tutti gli uomini d'ogni sorte, che hanno fatto qualche cosa che sia virtuosa, o sí veramente che le virtù somigli, doverieno, essendo veritieri e da bene, di lor propia mano descrivere la loro vita; ma non si doverrebbe cominciare una tal bella impresa prima che passato l'età de' quarant'anni. Avvedutomi d'una tal cosa, ora che io cammino sopra la mia età de' cinquantotto anni finiti, e sendo in Fiorenze patria mia, sovvenendomi di molte perversità che avvengono a chi vive; essendo con manco di esse perversità, che io sia mai stato insino a questa età, anzi mi pare di essere con maggior mio contento d'animo e di sanità di corpo che io sia mai stato per lo addietro; e ricordandomi di alcuni piacevoli beni e di alcuni innistimabili mali, li quali, volgendomi in drieto, mi spaventano di maraviglia che io sia arrivato insino a questa età de' 58 anni, con la quali tanto felicemente io, mediante la grazia di Dio cammino innanzi.
Giovanni Cena (1870-1917)
Gli ammonitori
È venuto il tempo di compiere il mio grande atto. Fra alcuni giorni tutto sarà finito. Questo memoriale, di cui preparo due copie, l'una che porterò indosso d'or innanzi, l'altra per inviare ad un giornale, ha il solo scopo di dichiarare - in caso che si volessero travisare le mie intenzioni o spiegare l'avvenuto come un accidente fortuito - il processo in cui io venni nella determinazione di morire in modo tanto eccezionale. Nacqui a Gàssino, nella valle del Po. Non ho conosciuto mia madre. Mio padre era fornaciaio: colle gambe nude nella fossa, tagliava la creta gialla, l'impastava, la metteva nella forma da mattoni: e s'allineavano innumerevoli i mattoni sull'aia levigata, parevano grandi pani, inzuccherati di sabbia fina. Pane invece non ne guadagnava molto: ma i suoi ottanta centesimi giornalieri procuravano a lui e a me polenta il mezzogiorno e minestra la sera.
Vincenzo Cerami (1940)
Fantasmi
Non badare troppo alla forma, Angela. Qua e là ho scritto con foga, lasciandomi prendere dall'ingordigia di raccontarti chi sono. Finalmente, dirai tu. Ho buttato sul computer parole alla cieca, liberando il più possibile la spontaneità dei pensieri. Perché di me conosci solo la maschera che ogni mattina incollo sul volto per piacerti, per piacermi attraverso i tuoi giudizi (oh, quanto silenziosi!) Non posso più rimandare quest'appuntamento con la verità. Che forse è durissima, che forse non ti piacerà. Ma devo rischiare. Se dovrai starmi accanto tutta la vita, hai il diritto di sapere chi sono veramente. L'artista è un po' mitomane, e presuntuoso.
L'incontro
I radiatori erano bollenti, ma il professore se ne stava rannicchiato dentro il cappotto.
La lepre
Chi fosse papa a quell'epoca non è importante saperlo. Un Sisto, un Gregorio, un Benedetto fanno lo stesso per la nostra storia, che è storia di gente periferica, abituata da sempre a confondere le leggi dei governanti coi decreti del destino. Si tratta di avvenimenti documentati, veramente accaduti tra rovi polverosi, più a sud che si può, però sempre dentro lo Stato Pontificio. Sceglietelo voi un papa antico, purpureo e magari ponderoso, sia di mole che di lingua, roco, labbruto e ciabattante. Che serva per lo meno a non vedere asfalto dove c'è terriccio e sasso selvatico o biciclette e camioncini al posto di calessi, carrette e cavalli bruti. Dicevo, storia veracissima. Perché so che al lettore di bocca fina piace credere che niente esiste al di fuori di ciò che succede, e le cose non successe sono parole che volano come le mosche, chi le capisce?
Javier Cercas (1962)
El Móvil (Il movente)
Álvaro prendeva seriamente il suo lavoro. Si alzava ogni giorno alle otto in punto. Si liberava dal torpore con una doccia fredda e andava al supermercato a comprare il pane e il giornale. Al ritorno, preparava il caffè, il pane tostato con burro e marmellata e faceva colazione in cucina, sfogliando il giornale e ascoltando la radio. Alle nove si sedeva alla scrivania nello studio, pronto a iniziare la giornata lavorativa. Aveva subordinato la propria vita alla letteratura; amicizie, interessi, ambizioni, possibilità di miglioramenti economici o nell'attività lavorativa, le uscite serali o diurne, tutto era in funzione di quella. (Traduzione: Pino Cacucci)
Soldados de Salamina (Soldati di Salamina)
Fu nell'estate del 1994, più di sei anni fa, che sentii parlare per la prima volta delle fucilazione di Rafael Sánchez Mazas. In quel periodo mi erano da poco successe tre cose: la prima era stata la morte di mio padre; la seconda, mia moglie mi aveva lasciato; la terza, la decisione di abbandonare la carriera di scrittore. Sto mentendo. Per la verità, di queste tre cose, le prime due sono esatte, eccome; ma non la terza. In realtà, la mia carriera di scrittore non si era mai avviata, quindi, difficilmente avrei potuto abbandonarla. Sarebbe più giusto dire che l'avevo abbandonata appena iniziata. (Traduzione: Pino Cacucci)
La velocidad de la luz (La velocità della luce)
Adesso conduco una vita falsa, una vita apocrifa, clandestina e invisibile sebbene più reale che se fosse vera, ma io ero ancora io quando conobbi Rodney Falk. Fu molto tempo fa e avvenne a Urbana, una città del Midwest degli Stati Uniti dove vissi due anni verso la fine degli anni ottanta. A essere sincero, ogni volta che mi chiedo perché finii proprio lì mi dico che andai a parare da quelle parti come sarei potuto andare in qualsiasi altro posto. Racconterò perché, invece di andare a parare in qualsiasi altro posto, finii proprio lì. (Traduzione: Pino Cacucci)
Carolus Cergoly (Carlo Luigi Cergozzi Serini) (1908-1987)
Il complesso dell'imperatore
Chiunque tu sia sappi che i personaggi di questi incastri di prosa sono tutti reali e vivi. Sono vivi anzi più vivi dei vivi perché sono morti. E colui che siede in trono disse Ecco io fo ogni cosa nuova. E poi mi disse Scrivi perciocché queste parole sono veraci e fedeli. Ricordati che il misterioso cordone magico che lega la vita a la vita non è la vita ma la morte. Proprio il contrario di quanto pensavi. La morte non è mai noiosa perché viene una sola volta a farti visita in modo assai discreto e rapido. Poi non la vedi mai più per tutta l'eternità.
Opera 79 in sostantivo amore
Con una penna d'ala comperata Da un angelo in miseria Ho scritto cose meravigliose Come l'incesto dei Draghi innamorati Il navigar pittoresco su code di Sirena O il fornicar di Lou su nuvole a rossore
Il pianeta Trieste
Austria: il nome evoca due immagini molto diverse. L'immagine del grande impero degli Habsburg e quella della piccola repubblica inventata dal Trattato di Saint Germain. Resta una caricatura tragica, un esempio di stultitia. Se fosse esistita prudentia, le aspirazioni nazionali avrebbero cercato di svilupparsi in direzione di uno Stato plurinazionale. Invece si sono fatte rottami e schegge perseguitate. L'Austria era un piccolo mondo nel quale il grande mondo avrebbe dovuto fare la sua prova generale. Quel paese, l'Austria degli Habsburg, è scomparso nel 1918, ma più che una scomparsa è stata una catastrofe del buon senso, il trionfo del tumultus.
Nikolaj Gavrilovič Černyševskij (1828-1889)
Cto delat'? (Che fare?)
La mattina dell'11 luglio 1856, la servitù di uno fra i maggiori alberghi di Pietroburgo presso la stazione ferroviaria di Mosca era in una grande perplessità non esente da agitazione. La sera innanzi, verso le nove, un signore era arrivato con una semplice valigia, aveva preso una camera, presentato al visto il passaporto, domandato del tè e una bistecca, e detto che non lo si disturbasse, perché era stanco e voleva dormire. Badassero però a destarlo alle otto del mattino, perché aveva da sbrigare affari urgentissimi. Dopo di ciò, chiusa la porta, s'era prima sentito gran rumore di forchetta, coltello, piattini, e poi subito silenzio: evidentemente, il passeggero aveva preso sonno. (Traduzione: Federico Verdinois)
Guido Ceronetti (1927)
Aquilegia
Per alcuni giorni, qualcuno aveva suonato ripetutamente alla nostra porta, senza mai presentarsi, e da un certo tempo tutta la casa dove abitavamo era avviluppata in una leggera nebbia di sortilegio; perciò eravamo molto tesi e attenti. Sapevamo che qualcosa di molto insolito sarebbe presto accaduto. Forse era soltanto una voce, che si serviva di due sogni uguali per comunicarci simultaneamente un'importante parola dall'interno, ma dopo tanta dismisura di tempo la voce ha assunto una forma e la risento nella memoria come il generarsi lento di una figura: una mano alzata, un'altra che stringeva una lampada, la forza di due occhi, una bocca mossa dal mormorio, nella stanza dove il nostro ultimo sonno umano finiva.
Miguel de Cervantes Saavedra (1547-1616)
El Ingenioso hidalgo Don Quijote de la Mancia En un lugar de la Mancha, de cuyo nombre no quiero acordarme, no ha mucho tiempo que vivia un hidalgo de los de lanza en astillero, adarga antigua, rocin flaco y galgo corredor. Una olla de algo màs vaca que carnero, salpicón las màs noches, duelos y quebrantos los sábados, lantejas los viernes, algún palomino de añadidura los domingos , consumian las tres partes de su hacienda. El resto della concluían sayo de velarte, calzas de velludo para las fiestas, con sus pantuflos de lo mesmo, y los dias de entresemana se honraba con su vellorí de lo màs fino. |
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Don Chisciotte della Mancia In un borgo della Mancia, che non voglio ricordarmi come si chiama, viveva non è gran tempo un nobiluomo di quelli che hanno e lancia nella rastrelliera e un vecchio scudo, un magro ronzino e un levriere da caccia. Un piatto di qualcosa, più vacca che castrato, brincelli di carne in insalata, il più delle sere, frittata in zoccoli e zampetti il sabato, lenticchie il venerdì, un po' di piccioncino per soprappiù la domenica, esaurivano i tre quarti dei suoi averi. Al resto davano fine la zimarra di castorino, i calzoni di velluto per le feste con le corrispondenti controscarpe pur di velluto. Nei giorni fra settimana poi gli piaceva vestire d'orbace del più fino. (Traduzione: Alfredo Giannini) |
Caio Giulio Cesare (100 a.C.-44 a.C.)
De bello civili
Litteris C. Caesaris consulibus redditis aegre ab his impetratum est summa tribunorum plebis contentione, ut in senatu recitarentur. ut vero ex litteris ad senatum referretur, impetrari non potuit. referunt consules de re publica. L. Lentulus consul senatu rei publicae se non defuturum pollicetur, si audacter ac fortiter sententias dicere velint; sin Caesarem respiciant atque eius gratiam sequantur, ut superioribus fecerint temporibus, se sibi consilium capturum neque senatus auctoritati obtemperaturum; habere se quoque ad Caesaris gratiam atque amicitiam receptum. in eandem sententiam loquitur Scipio: Pompeio esse in animo rei publicae non deesse, si senatus sequatur; si cunctetur atque agat lenius, nequiquam eius auxilium, si postea velit, senatum imploraturum. |
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La guerra civile
Consegnata ai consoli la lettera di Caio Cesare, a mala pena, e per le pressanti insistenze dei tribuni della plebe, si ottenne da loro che venisse letta in Senato; non si poté invece ottenere che l'assemblea senatoria desse avvio a una discussione intorno al suo contenuto. I consoli riferiscono della situazione politica in generale. Il console Lucio Lentulo provoca il Senato: assicura che non mancherà di sostenere la repubblica, purché i senatori siano disposti ad esprimere con coraggio e fermezza le proprie opinioni; se invece avranno riguardi per Cesare e tenteranno di conquistarsi il suo favore, come già era avvenuto in passato, egli avrebbe badato solo al proprio interesse e non si sarebbe attenuto all'autorità del Senato; non gli mancava infatti la possibilità di accattivarsi il favore e l'amicizia di Cesare. Scipione esprime analoghi concetti: Pompeo non intende sottrarsi ai suoi doveri verso la repubblica, purché il Senato lo segua; se invece esita e agisce con eccessiva debolezza, invano implorerà il suo aiuto, se poi lo vorrà. (Traduzione: Fernando Solinas) |
De bello gallico
Gallia est omnis diuisa in partes tres, quarum unam incolunt Belgae, aliam Aquitani, tertiam qui ipsorum lingua Celtae, nostra Galli appellantur. Hi omnes lingua, institutis , legibus inter se differunt. Gallos ab Aquitanis Garunna flumen, a Belgis Matrona et Sequana diuidit. Horum omnium fortissimi sunt Belgae, propterea quod a cultu atque humanitate prouinciae longissime absunt, minimeque ad eos mercatores saepe commeant atque ea quae ad effeminandos animos pertinent inportant, proximique sunt Germanis, qui trans Rhenum incolunt, quibuscum continenter bellum gerunt. Qua de causa Heluetii quoque reliquos Gallos uirtute praecedunt, quod fere cotidianis proeliis cum Germanis contendunt, cum aut suis finibus eos prohibent, aut ipsi in eorum finibus bellum gerunt. |
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La guerra gallica
La Gallia, nel suo insieme, è divisa in tre parti: una abitata dai Belgi, un'altra dagli Aquitani, la terza dai popoli chiamati localmente Celti e da noi Galli. Essi differiscono tra loro per linguaggio, istituzioni e leggi. Il fiume Garonna separa i Galli dagli Aquitani; la Senna e la Marna li dividono dai Belgi. Di questi popoli i più forti sono i Belgi, che sono i più lontani dalla cultura e dalla civiltà della nostra Provincia; molto di rado essi vengono visitati dai mercanti, i quali, perciò, non vi introducono le merci atte ad infiacchire i costumi; confinano con i Germani d'oltre Reno e con essi sono continuamente in guerra. Per questa stessa ragione anche gli Elvezi superano per valore gli altri Galli: anch'essi combattono quasi ogni giorno contro i Germani, sia per tenerli lontani dalle proprie terre, sia perché essi stessi invadono le loro. (Traduzione: Fausto Brindesi) |
Cesere & Giujano
Sampietro e il cardinale
L'angolo dell'ultima carta, spinto dall'azione sapiente dei miei polpastrelli, scivola lentamente in avanti, scoprendo il profilo panciutello di un nove. Che s'incastra in un progetto di scala, dello stesso seme. Quello di quadri. Finalmente delle carte giocabili, come so fare io. Sì perché il poker l'ho imparato ch'ero un ragazzino delle medie. Il mio primo maestro è stato Gerry. Veramente si chiamava Gerardo ma a lui non piaceva e da noi - la banda di ragazzini della scuola Manzoni - aveva preteso il Gerry, all'americana.
Michael Chabon (1964)
The Mysteries of Pittsburgh
At the beginning of the summer I had lunch with my father, the gangster, who was in town for the weekend to transact some of his vague business. We'd just come to the end of a period of silence and ill will - a year I'd spent in love with and in the same apartment as an odd, fragile girl whom he had loathed, on sight, with a frankness and a fury that were not at all like him. But Claire had moved out the month before. Neither my father nor I knew what to do with our new freedom. |
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I misteri di Pittsburgh
All'inizio dell'estate andai a pranzo con mio padre, il gangster, che era venuto in città per il fine settimana a sbrigare uno dei suoi non meglio precisati impegni di lavoro. S'era appena concluso un periodo di freddezza e di silenzio fra noi - un anno che avevo passato nello stesso appartamento, amando una ragazza strana e fragile che lui aveva odiato a prima vista, con un'audacia e una veemenza che non gli appartenevano affatto. Ma Claire se n'era andata il mese prima. Né io né mio padre sapevamo che cosa fare della nostra nuova libertà. (Traduzione: Patrizia Bonomi) |
Dulce Chacón (1954-2003)
La voz dormida (Le ragazze di Ventas)
La donna che stava per morire si chiamava Hortensia. Aveva gli occhi scuri e non parlava mai ad alta voce. Solo quando il riso le saliva alle labbra, le sfuggiva un ah, madonna mia che non aveva ancora imparato a trattenere, e lo ripeteva quasi gridando tenendosi la pancia. Passava buona parte della giornata a scrivere in un quaderno azzurro. Portava i capelli lunghi raccolti in una treccia che le arrivava al sedere ed era incinta di otto mesi. A parlare sottovoce ormai ci aveva fatto l'abitudine, a fatica, ma ce l'aveva fatta. E aveva imparato a non porsi domande, ad accettare l'idea che la sconfìtta penetra a fondo, molto a fondo, senza chiedere permesso e senza dare spiegazioni. E aveva fame, e freddo, e le facevano male le ginocchia, ma non riusciva a smettere di ridere. Rideva. (Traduzione: Silvia Sichel)
Adalbert von Chamisso (1781-1838)
Peter Schlemihls wundersame Geschichte
Nach einer glücklichen, jedoch für mich sehr beschwerlichen Seefahrt, erreichten wir endlich den Hafen. Sobald ich mit dem Boote ans Land kam, belud ich mich selbst mit meiner kleinen Habseligkeit, und durch das wimmelnde Volk mich drängend, ging ich in das nächste, geringste Haus hinein, vor welchem ich ein Schild hängen sah. Ich begehrte ein Zimmer, der Hausknecht maß mich mit einem Blick und führte mich unters Dach. Ich ließ mir frisches Wasser geben, und genau beschreiben, wo ich den Herrn Thomas John aufzusuchen habe: "Vor dem Nordertor, das erste Landhaus zur rechten Hand, ein großes, neues Haus, von rot und weißem Marmor mit vielen Säulen." Gut. - Es war noch früh an der Zeit, ich schnürte sogleich mein Bündel auf, nahm meinen neu gewandten schwarzen Rock heraus, zog mich reinlich an in meine besten Kleider, steckte das Empfehlungsschreiben zu mir, und setzte mich alsbald auf den Weg zu dem Manne, der mir bei meinen bescheidenen Hoffnungen förderlich sein sollte. |
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Storia straordinaria di Peter Schlemihl
Dopo una traversata felice, ma per me comunque assai penosa, raggiungemmo finalmente il porto. Non appena toccai terra con la nave, mi caricai dei miei pochi averi e, facendomi largo a fatica in mezzo a una folla brulicante, entrai nella più vicina e modesta casa davanti alla quale vidi pendere un'insegna. Chiesi una stanza, il garzone mi squadrò con una sola occhiata e mi condusse nella soffitta. Mi feci portare dell'acqua fresca e indicare con precisione dove potessi trovare il signor Thomas John: "Davanti alla porta a nord, la prima casa di campagna a man destra, una grande villa nuova, di marmo bianco e rosso, con molte colonne". Bene. Era ancora troppo presto, e io sciolsi il mio fagotto, ne trassi fuori la giubba nera appena rivoltata, mi infilai ben lindo e pulito nei miei vestiti migliori, mi misi in tasca la lettera di raccomandazione, e mi avviai di buona lena verso la casa di colui nel quale erano riposte tutte le mie modeste speranze. (Traduzione: Laura Bocci) |
Champfleury (Jules Fleury-Husson) (1821-1889)
Les aventures de Mlle Mariette
Gérard demeurait avec son ami Valentin; tous deux vivaient en bonne intelligence et demandaient seulement aux arts quelque distraction à leur pauvreté. Tout d'un coup Gérard se sentit pris de dégoût pour la peinture, la poésie et la musique; il lui semblait ne manger que des gâteaux à ses repas. Valentin, qui comprenait la situation d'esprit de son ami, lui dit un jour: "viens aux champs, nous avons encore le moyen de dîner à la campagne. -ah! La campagne! S'écria Gérard, j'aime la campagne, mais quand je la regarde au bras d'une femme. Ce qui me tue, Valentin, c'est que j'aime et que je n'aime pas. |
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Le avventure della signorina Mariette
Gérard abitava col suo amico Valentin; entrambi vivevano in buona armonia e cercavano solo nell'arte qualche distrazione alla loro povertà. Improvvisamente Gérard venne preso dalla nausea per la pittura, la poesia e la musica; gli sembrava come se i suoi pasti fossero soltanto a base di dolci. Valentin, che capiva lo stato d'animo dell'amico, un giorno gli disse: "cambiamo aria, abbiamo ancora i mezzi per vivere in campagna. - ah! La campagna! Esclamò Gérard, amo la campagna, ma solo quando la guardo al braccio di una donna. È questo che mi uccide, Valentin, è che amo e non amo. |
Les bourgeois de Molinchart
Il y a vingt ans, un chevreuil, poursuivi dans la plaine par des chasseurs, grimpa la montagne de Molinchart et traversa la ville. On en parle encore aujourd'hui. Les grosses bêtes ne sont pas communes dans cette partie de la France. De temps en temps, dans l'hiver, on entend parler d'un loup qui a été vu dans les environs, mais le fait est rare. Le chevreuil fit une entrée plus triomphale qu'un prince. Il se présenta aux portes de la ville au moment où le gardien de l'octroi était occupé à sonder une voiture de roulier. |
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I borghesi di Molinchart
Vent'anni fa, un capriolo, inseguito in pianura dai cacciatori, si arrampicò sulla montagna di Molinchart e traversò la città. Se ne parla ancora oggi. Questa specie di animali non sono infatti comuni in questa parte della Francia. Di volta in volta, in inverno, si sente parlare di un lupo che è stato visto nei dintorni, ma il fatto è raro. Il capriolo fece un ingresso più trionfale di un principe. Si presentò alle porte della città nel momento in cui il guardiano della dogana era occupato a ispezionare il carretto di un barrocciaio. |
Les souffrances du professeur Delteil
Laon est une petite ville de six mille âmes qu'un rien agite. Le moindre événement, les comédiens qui viennent y passer un mois, un cirque, des marionnettes occupent démesurément les esprits de ce maigre chef-lieu, qui doit à sa position élevée sur la montagne l'honneur de primer les autres villes beaucoup plus importantes du même département. Bâtie sur le plateau d'une montagne très-élevée, la ville défie un siège redoutable, mais malheureusement elle défie les voitures d'arriver dans son sein: d'où l'absence forcée de population, qui ne saurait trouver à vivre dans la ville. |
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Le sofferenze del professor Delteil
Laon è una piccola e tranquilla città di seimila anime. L'avvenimento più insignificante, una compagnia teatrale che si ferma per un mese, un circo, le marionette, occupa a dismisura le menti di questo piccolo capoluogo, che deve alla sua posizione privilegiata sulla montagna l'onore di prevalere sulle altre città molto più importanti dello stesso dipartimento. Costruita sul pianoro di una montagna molto elevata, la città è a prova di qualsiasi assedio, ma, sfortunatamente, è anche a prova di vetture, che difficilmente riescono a raggiungerla: di qui la forzata assenza di abitanti, che trovano scomodo viverci. |
Le Violon de faïence (Il violino di faenza)
Chi, a Nevers, non ha sentito parlare di Dalègre, uno dei tipi più rappresentativi del temperamente nivernese: un uomo piccolo, allegro, sorridente, affabile, dal viso fortemente colorito, che portava le tracce del buon vino locale come un cavaliere porta i colori della sua dama. Dalègre era uno dei più giocondi buontemponi di quella città piena di gente gioviale, sana di corpo e di mente, sagace nel dire, che non si tirava mai indietro davanti a un discorso piccante, e si godeva la vita allegramente e con criterio, per non sprecarla tutta in una volta. (Traduzione: Maria Giulì Croci)
Raymond Chandler (1888-1959)
The Big Sleep
It was about eleven o'clock in the morning, mid October, with the sun not shining and a look of hard wet rain in the clearness of the foothills. I was wearing my powder-blue suit, with dark blue shirt, tie and display handkerchief, black brogues, black wool socks with dark blue clocks on them. I was neat, clean, shaved and sober, and I didn't care who knew it. I was everything the well-dressed private detective ought to be. I was calling on four million dollars. |
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Il grande sonno
Erano pressappoco le undici del mattino, mezzo ottobre, sole velato, e una minaccia di pioggia torrenziale sospesa nella limpidezza eccessiva là sulle colline. Portavo un completo blu polvere, con camicia blu scuro, cravatta e fazzolettino assortiti, scarpe nere e calzini di lana neri con un disegno a orologini blu scuro. Ero corretto, lindo, ben sbarbato e sobrio, e me ne sbattevo che lo si vedesse. Dalla testa ai piedi ero il figurino del privato elegante. Avevo appuntamento con quattro milioni di dollari. (Traduzione: Oreste del Buono) |
Farewell, my Lovely
It was one of the mixed blocks over on Central Avenue, the blocks that are not yet all Negro. I had just come out of a three-chair barber shop where an agency thought a relief barber named Dimitrios Aleidis might be working. It was a small matter. His wife said she was willing to spend a little money to have him come home. I never found him, but Mrs. Aleidis never paid me any money either. |
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Addio, mio amata
Mi trovavo nei pressi di uno di quei casamenti della Central Avenue non ancora completamente invasi dai negri. Ero appena uscito da un negozietto di barbiere dove, secondo un'agenzia, avrebbe dovuto trovarsi un certo Dimitrios Aleidis, lavorante barbiere. La moglie di Dimitrios Aleidis aveva dichiarato d'essere disposta a spendere qualche soldo perché lui tornasse a casa. Non lo trovai mai. Del resto dalla signora Aleidis non ebbi mai un quattrino. (Traduzione: Giuseppe Trevisani) |
The Long Goodbye
The first time I laid eyes on Terry Lennox he was drunk in a Rolls-Royce Silver Wraith outside the terrace of The Dancers. The parking lot attendant had brought the car out and he was still holding the door open because Terry Lennon's left foot was still dangling outside, as if he had forgotten he had one. He had a young-looking face but his hair was bone white. You could tell by his eyes that he was plastered to the hairline, but otherwise he looked like any other nice young guy in a dinner jacket who had been spending too much money in a joint that exists for that purpose and for no other. There was a girl beside him. Her hair was a lovely shade of dark red and she had a distant smile on her lips and over her shoulders she had a blue mink that almost made the Rolls-Royce look like just another automobile. It didn't quite. Nothing can. |
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Il lungo addio
Quando lo vidi per la prima volta, Terry Lennox era ubriaco in una Rolls Royce fuori serie, di fronte alla terrazza del "Dancers". Il custode del parcheggio aveva portato fuori la macchina e continuava a tenere lo sportello aperto perché Terry Lennox faceva penzolare il piede sinistro come se avesse dimenticato di possederlo. Aveva un volto giovanile, ma i capelli di un bianco calcinato. Bastava guardarlo negli occhi per capire ch'era saturo d'alcool fino alla radice dei capelli, ma per il resto aveva l'aria di un qualsiasi simpatico giovanotto in abito da sera che si fosse lasciato vuotare il portafogli in un locale esistente solo a tale scopo. Gli sedeva accanto una giovane donna. Una donna dalla chioma d'una bella sfumatura tizianesca, dal sorriso remoto sulle labbra; le fasciava le spalle un mantello di visone azzurro che quasi faceva sembrare la Rolls Royce un'automobile come tutte le altre. Quasi, ma non del tutto. Nulla può riuscirvi. (Traduzione: Bruno Oddera) |
Jean Chapelain (1595-1674)
La pucelle ou La France délivrée (...)
Je chante la pucelle, et la sainte vaillance, qui dans le point fatal, où perissoit la France, ranimant de son roy la mourante vertu, releva son estat, sous l'anglois, abbatu. Le ciel se courrouça, l'enfer esmût sa rage, mais elle, armant son coeur de zele et de courage, par sa priere ardente, au milieu de ses fers, sceut, et flechir les cieux, et donter les enfers.
Rita Charbonnier (19??)
La sorella di Mozart
"Ti prego, mio bene, andiamo a casa... chiama una carrozza, presto..." mormorò la donna accasciata su una poltroncina, comprimendosi il ventre con le mani, quasi a tentare d'arginarlo. Il marito non rispose: attendeva che la pessima clavicembalista terminasse la ridicola esibizione. Nell'accarezzare i tasti, colei muoveva morbidamente le spalle e sorrideva, e chiudeva le labbra e le riapriva, come scoccando baci; ed ogni nobiluomo era certo di potersi accostare a quelle labbra, e di godersele, e di godersi l'intero suo corpo: bastava chiedere.
Daniil Charms (1905-1942)
Sluchai (Casi)
Quaderno azzurro, n. 10 C'era un uomo con i capelli rossi, che non aveva né occhi né orecchie. Non aveva neppure i capelli, per cui dicevano che aveva i capelli rossi tanto per dire. Non poteva parlare, perché non aveva la bocca. Non aveva neanche il naso. Non aveva addirittura né braccia né gambe. Non aveva neanche la pancia, non aveva la schiena, non aveva la spina dorsale, non aveva le interiora. Non aveva niente! Per cui non si capisce di chi si stia parlando. Meglio allora non parlarne più. (Traduzione: Rosanna Giaquinta)
Starucha (La vecchia)
Nel cortile c'è una vecchia che tiene in mano un orologio a pendolo. Io passo davanti alla vecchia, mi fermo e le chiedo: "Che ore sono?". "Guardi" mi dice la vecchia. Io guardo e vedo che la pendola non ha le lancette. "Non ci sono le lancette" dico. La vecchia guarda il quadrante e mi dice: "Sono le tre meno un quarto". "Ah, bene. Grazie mille " dico, e me ne vado. (Traduzione: Rosanna Giaquinta)
Henri Charrière (1906-1973)
Papillon (Papillon)
La sberla è stata così forte che ho potuto tirarmi su solo dopo tredici anni. Non era, in realtà, uno schiaffo da ridere, e per tirarmelo ci si erano messi in molti. Siamo al 26 ottobre 1931. Alle otto del mattino mi hanno tirato fuori dalla cella che occupo da un anno alla Conciergerie. Sono rasato di fresco, ben vestito, un abito di un gran sarto mi dà un piglio elegante. Camicia bianca, cravatta a farfalla azzurro pallido, che dà l'ultimo tocco alla tenuta. (Traduzione: Danilo Montaldi)
Isabelle van Tuyll, madame de Charrière (1740-1805)
Lettres écrites de Lausanne
Le 30 novembre 1784 Combien vous avez tort de vous plaindre! Un gendre d'un mérite médiocre, mais que votre fille a épousé sans répugnance; un établissement que vous-même regardez comme avantageux, mais sur lequel vous avez été à peine consultée! Qu'est-ce que cela fait? Que vous importe? Votre mari, ses parents et des convenances de fortune ont tout fait. Tant mieux. Si votre fille est heureuse, en serez-vous moins sensible à son bonheur? Si elle est malheureuse, ne sera-ce pas un chagrin de moins que de n'avoir pas fait son sort? Que vous êtes romanesque! Votre gendre est médiocre; mais votre fille est-elle d'un caractère ou d'un esprit si distingué? |
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Lettere da Losanna
30 novembre 1784 Avete torto a lamentarvi. Un genero effettivamente piuttosto ordinario, ma che vostra figlia ha sposato con apparente soddisfazione; una sistemazione che voi stessa giudicate buona, ma sulla quale siete stata a malapena consultata! Che rilevanza ha? Che ve ne importa? Vostro marito, i suoi genitori e delle circostanze fortunate hanno fatto tutto. Tanto meglio. Se vostra figlia è felice sarete meno contenta della sua felicità? E se è infelice, non sarà un dispiacere in meno, non essere responsabile del suo destino? Come siete romantica! Vostro genero è una persona mediocre; ma siete sicura che vostra figlia abbia carattere, e un animo così straordinario? (Traduzione: Luisa Obinu) |
Lettres de Mistriss Henley
Quel aimable et cruel petit livre que celui qui nous est arrivé de votre pays il y a quelques semaines! Pourquoi ne m'en avez-vous rien dit, ma chère amie, dans votre dernière lettre? Il est impossible qu'il n'ait pas fait sensation chez vous: on vient de le traduire, et je suis sûre que le sentimental Husband va être entre les mains de tout le monde. Je l'avois lu en françois, et il m'avoit tourmentée. Ces jours passés je l'ai lu en anglois à mon mari. Ma chère amie, ce livre, si instructif en apparence, fera faire bien des injustices: les Dames Bompré ne s'y reconnoîtront pas, ou ne s'en embarrasseront guère; et leurs maris pourront se casser la tête, comme si jamais il n'avoit été écrit. |
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Lettere di Mistriss Henley
Che libretto amabile e crudele, quello che ci è arrivato dal vostro paese qualche settimana fa! Perché non me ne avete parlato, mia cara amica, nella vostra ultima lettera? È impossibile che da voi non abbia fatto scalpore: è stato appena tradotto e sono sicura che il sentimental Husband giungerà nelle mani di tutti. L'avevo letto in francese e mi aveva turbata. Giorni fa l'ho letto in inglese a mio marito. Mia cara amica, questo libro così istruttivo in apparenza, causerà molte ingiustizie: le signore Bompré non vi si riconosceranno o non se ne preoccuperanno molto; e i loro mariti potranno arrovellarsi, come se mai fosse stato scritto. (Traduzione: Roberta Magi) |
Lettres de Neuchâteloises
Julianne C. à sa tante à Boudevilliers. Ma chère tante, J'ai bien reçu votre chère lettre, par laquelle vous me marquez que vous et le cher oncle êtes toujours bien, de quoi Dieu soit loué! Et pour ce qui est de la cousine Jeanne-Marie, elle sera, qu'on dit, bientôt épouse avec le cousin Abram; et j'en suis, je vous assure, fort aise, l'ayant toujours aimée; et si ça ne se fait qu'au printemps, nous pourrions bien, nous deux la cousine Jeanne-Aimée, aller danser à ses noces; ce que je ferais de bien bon coeur. |
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Lettere di Neuchâtel
Julianne C. a sua zia a Boudevilliers Mia cara zia, Ho ricevuto la vostra cara lettera, in cui mi fate sapere che voi e il caro zio state sempre bene, Dio sia lodato! e che, per quanto riguarda la cugina Jeanne-Marie, andrà, a quanto si dice, presto sposa al cugino Abram; io ne sono, vi assicuro, assai contenta, perché l'ho sempre amata; e se lo si farà in primavera, noi due, io e la cugina Jeanne-Aimée, potremmo andare a ballare alle sue nozze; cosa che farei molto volentieri. (Traduzione: Mariagrazia Paturzo) |
James Hadley Chase (1906-1985)
No Orchids for Miss Blandish (Niente orchidee per Miss Blandish)
Cominciò un pomeriggio di luglio. Il caldo era opprimente: non c'era una nuvola in cielo e tirava un vento soffocante, carico di polvere. All'incrocio delle strade per Fort Scott e per il Nevada con la Statale 54, la grande arteria che collega Pittsburgh con Kansas City, c'è un distributore di benzina con annesso un piccolo ristorante. È una costruzione di legno, piuttosto squallida, gestita da un anziano vedovo e da sua figlia, una bionda grassoccia. (Traduzione: Bruno Just Lazzari)
François-René de Chateaubriand (1768-1848)
Atala
La France possédait autrefois, dans l'Amérique septentrionale, un vaste empire qui s'étendait depuis le Labrador jusqu'aux Florides, et depuis les rivages de l'Atlantique jusqu'aux lacs les plus reculés du haut Canada. Quatre grands fleuves, ayant leurs sources dans les mêmes montagnes, divisaient ces régions immenses: le fleuve Saint-Laurent qui se perd à l'est dans le golfe de son nom, la rivière de l'Ouest qui porte ses eaux à des mers inconnues, le fleuve Bourbon qui se précipite du midi au nord dans la baie d'Hudson, et le Meschacebé, qui tombe du nord au midi dans le golf du Mexique. Ce dernier fleuve, dans un cours de plus de mille lieues, arrose une délicieuse contrée que les habitants des Etats-Unis appellent le nouvel Eden, et à laquelle les Français ont laissé le doux nom de Louisiane. |
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Atala
Un tempo la Francia possedeva nell'America settentrionale un vasto impero, che si estendeva dal Labrador fino alla Florida, e dalle rive dell'Atlantico fino ai più remoti laghi dell'Alto Canada. Quelle immense regioni erano divise da quattro grandi fiumi con le sorgenti nelle medesime montagne: il fiume San Lorenzo, che si perde a est nel golfo omonimo; il corso d'acqua occidentale, che porta le sue correnti verso mari sconosciuti; il fiume Bourbon che si precipita da mezzogiorno a nord nella baia di Hudson, e il Meschacebé che scende da nord a sud nel golfo del Messico. Quest'ultimo fiume, lungo un corso di oltre mille leghe, bagna una deliziosa contrada che gli abitanti degli Stati Uniti chiamano nuovo Eden, e a cui i Francesi hanno lasciato il dolce nome di Louisiana. (Traduzione: Bruno Nacci) |
Les Martyrs
Muse céleste, vous qui inspirâtes le poëte de Sorrente et l'aveugle d'Albion, vous qui placez votre trône solitaire sur le Thabor, vous qui vous plaisez aux pensées sévères, aux méditations graves et sublimes, j'implore à présent votre secours. Enseignez-moi sur la harpe de David les chants que je dois faire entendre; donnez surtout à mes yeux quelques-unes de ces larmes que Jérémie versoit sur les malheurs de Sion: je vais dire les douleurs de l'église persécutée! Et toi, vierge du Pinde, fille ingénieuse de la Grèce, descends à ton tour du sommet de l'Hélicon: je ne rejetterai point les guirlandes de fleurs dont tu couvres les tombeaux, ô riante divinité de la fable, toi qui n'as pu faire de la mort et du malheur même une chose sérieuse! |
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I martiri
Musa celeste, tu che ispirasti il poeta di Sorrento e il cieco d'Albione, tu che collocasti il tuo trono solitario sul Thabor, tu che ami i pensieri severi e le meditazioni gravi e sublimi, imploro ora il tuo aiuto. Insegnami sull'arpa di Davide i canti che voglio far sentire; dai soprattutto ai miei occhi qualcuna delle lacrime che Geremia versò sulla disgrazia di Sion: ovvero le sofferenze della chiesa perseguitata! E tu, vergine di Pindo, figlia ingegnosa della Grecia, scendi dal tuo giro sulla sommità dell'Elicona: io non respingerei certo le ghirlande di fiori con cui copri le tombe, o ridente divinità di fiaba, tu che riesci a non far sembrare grave nemmeno la morte e la sofferenza. |
Mémoires d'Outre-tombe
La Vallée-aux-Loups, près d'Aulnay, ce 4 octobre 1811. Il y a quatre ans qu'à mon retour de la Terre-Sainte j'achetai près du hameau d'Aulnay, dans le voisinage de Sceaux et de Chatenay une maison de jardinier cachée parmi des collines couvertes de bois. Le terrain inégal et sablonneux dépendant de cette maison, n'était qu'un verger sauvage au bout duquel se trouvait une ravine et un taillis de châtaigniers. Cet étroit espace me parut propre à renfermer mes longues espérances; spatio brevi spem longam reseces. Les arbres que j'y ai plantés prospèrent, ils sont encore si petits que je leur donne de l'ombre quand je me place entre eux et le soleil. Un jour, en me rendant cette ombre, ils protégeront mes vieux ans comme j'ai protégé leur jeunesse. Je les ai choisis autant que je l'ai pu des divers climats où j'ai erré, ils rappellent mes voyages et nourrissent au fond de mon coeur d'autres illusions. |
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Memorie d'oltretomba
Valle dei Lupi, presso Aulnay, 4 ottobre 1811. Sono quattro anni che, di ritorno dalla Terra Santa, acquistai vicino ad una frazione di Aulnay, nelle vicinanze di Sceaux e di Chatenay, una casa di campagna nascosta fra colline coperte di boschi. Il terreno irregolare e sabbioso intorno alla casa non era che un frutteto selvatico, all'estremità del quale c'era una piccola forra e un bosco ceduo di castagni. Questo spazio ristretto mi parve adatto a contenere le mie ampie ambizioni; spatio brevi spem longam reseces. Gli alberi che avevo piantato crescono, ma sono ancora così piccoli che sono io a fargli ombra quando mi metto fra loro e il sole. Un giorno, restituendomi quest'ombra, proteggeranno la mia vecchiaia così come io ho protetto la loro giovinezza. Li ho scelti, per quanto ho potuto, dei vari climi dove ho vagabondato; essi mi rammentano i miei viaggi e alimentano i sogni nascosti in fondo al mio cuore. |
Les Natchez
A l'ombre des forêts américaines, je veux chanter des airs de la solitude tels que n'en ont point encore entendu des oreilles mortelles; je veux raconter vos malheurs, ô Natchez! ô nation de la Louisiane! dont il ne reste plus que les souvenirs. Les infortunes d'un obscur habitant des bois auraient-elles moins de droits à nos pleurs que celles des autres hommes? et les mausolées des rois dans nos temples sont-ils plus touchants que le tombeau d'un Indien sous le chêne de sa patrie? Et toi, flambeau des méditations, astre des nuits, sois pour moi l'astre du Pinde! marche devant mes pas, à travers les régions inconnues du Nouveau-Monde, pour me découvrir à la lumière les secrets ravissants de ces déserts! |
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I Natchez
All'ombra delle foreste americane, voglio intonare canti della solitudine tali che non siano stati mai uditi da orecchie mortali; voglio raccontare le vostre sofferenze, o Natchez! O nazione della Louisiana! Di te non resta più che il ricordo. Le sventure di un oscuro abitante dei boschi sarebbero meno degne delle nostre lacrime, rispetto a quelle degli altri uomini? E i mausolei reali nei nostri templi suscitano la nostra commozione più della tomba di un Indiano, all'ombra di una quercia della sua patria? E tu, fiaccola del pensiero, astro della notte, sii per me l'astro del Pindo! Guida i miei passi, attraverso le regioni sconosciute del Nuovo Mondo, per farmi scoprire i deliziosi segreti di questi deserti. |
René
En arrivant chez les Natchez, René avait été obligé de prendre une épouse, pour se conformer aux moeurs des Indiens, mais il ne vivait point avec elle. Un penchant mélancolique l'entraînait au fond des bois; il y passait seul des journées entières, et semblait sauvage parmi les sauvages. Hors Chactas, son père adoptif, et le père Souël, missionnaire au fort Rosalie, il avait renoncé au commerce des hommes. Ces deux vieillards avaient pris beaucoup d'empire sur son coeur: le premier, par une indulgence aimable; l'autre, au contraire, par une extrême sévérité. Depuis la chasse du castor, où le Sachem aveugle raconta ses aventures à René, celui-ci n'avait jamais voulu parler des siennes. Cependant Chactas et le missionnaire désiraient vivement connaître par quel malheur un Européen bien né avait été conduit à l'étrange résolution de s'ensevelir dans les déserts de la Louisiane. |
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René
Arrivato presso i Natchez, René aveva dovuto prendersi una moglie, per conformarsi alle usanze indiane; ma non viveva con lei. Un'inclinazione melanconica lo trascinava in fondo ai boschi; vi passava da solo intere giornate, e sembrava un selvaggio tra i selvaggi. All'infuori di Chactas, suo padre adottivo, e di padre Souël, missionario al forte Rosalie, egli aveva rinunciato a frequentare i suoi simili. Quei due vecchi avevano molta influenza sul suo cuore: il primo, a causa della sua amabile indulgenza; l'altro, al contrario, per la sua estrema severità. Dopo la caccia al castoro, quando il Sachem cieco raccontò a René le sue avventure, questi non aveva mai più voluto parlare delle sue. Tuttavia Chactas e il missionario desideravano vivamente conoscere quale disgrazia avesse spinto un europeo di buona famiglia alla strana decisione di seppellirsi nei deserti della Louisiana. (Traduzione: Bruno Nacci) |
Vie de Rancé
Don Pierre Le Nain, religieux et prieur de l'abbaye de La Trappe, frère du grand Tillemont et presque aussi savant que lui, est reconnu comme le plus complet historien de Rancé. Il commence ainsi la vie de l'abbé réformateur. "L'illustre et pieux abbé du monastère de Notre-Dame de La Trappe, l'un des plus beaux monuments de l'ordre de Cîteaux, le parfait miroir de la pénitence, le modèle accompli de toutes les vertus chrétiennes et religieuses, le digne fils et le fidèle imitateur du grand saint Bernard, le révérend père dom Armand-Jean Le Bouthillier de Rancé, de qui, avec le secours du ciel, nous entreprenons d'écrire l'histoire, naquit à Paris, le 9 janvier 1626, d'une des plus anciennes et illustres familles du royaume. |
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Vita di Rancé
Don Pierre Le Nain, religioso e priore dell'abbazia di La Trappe, fratello del grande Tillemont e quasi tanto erudito quanto lui, è riconosciuto come il più importante storico di Rancé. Egli inizia così la vita dell'abate riformatore. "L'illustre e pio abate del monastero di Notre Dame de La Trappe, uno dei più bei monumenti dell'ordine dei Cistercensi, perfetto esempio di penitenza, modello compiuto di tutte le virtù cristiane e religiose, degno figlio e fedele imitatore del grande San Bernardo, il reverendo padre don Armand-Jean Le Bouthillier de Rancé, del quale, con l'aiuto del cielo, ci accingiamo a scrivere la storia, nacque a Parigi il 9 gennaio 1626, da una delle più antiche e illustri famiglie del regno. |
Voyage en Amérique
Je m'embarquai donc à Saint-Malo, comme je l'ai dit; nous prîmes la haute mer, et le 6 mai 1791, vers les huit heures du matin, nous découvrîmes le pic de l'île de Pico, l'une des Açores: quelques heures après, nous jetâmes l'ancre dans une mauvaise rade, sur un fond de roches, devant l'île Graciosa. On en peut lire la description dans l'Essai historique. On ignore la date précise de la découverte de cette île. C'était la première terre étrangère à laquelle j'abordais; par cette raison même il m'en est resté un souvenir qui conserve chez moi l'empreinte et la vivacité de la jeunesse. Je n'ai pas manqué de conduire Chactas aux Açores, et de lui faire voir la fameuse statue que les premiers navigateurs prétendirent avoir trouvée sur ces rivages. |
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Viaggio in America
M'imbarcai dunque a Saint-Malo, come era deciso; prendemmo il largo e, il 6 maggio 1791 verso le otto del mattino, avvistammo il picco dell'isola di Pico, una delle Azzorre: qualche ora dopo gettammo l'ancora in una rada disagevole, su un fondo di rocce, davanti all'isola Graciosa. Se ne può leggere la descrizione nel mio saggio storico. Si ignora la data precisa della scoperta di quest'isola. Era la prima terra straniera che visitavo; proprio per questa ragione me ne è restato un ricordo che conserva per me l'impronta e la vivacità della giovinezza. Non tralasciai di condurre Chactas alle Azzorre, e di fargli vedere la famosa statua che i primi navigatori dicevano di aver trovato su queste rive. |
Bruce Chatwin (1940-1989)
In Patagonia
In my grandmother's dining room there was a glass-fronted cabinet and in the cabinet a piece of skin. It was a small piece only, but thick and leathery, with strands of coarse, reddish hair. It was stuck to a card with a rusty pin. On the card was some writing in faded black ink, but I was too young then to read. "What's that?" "A piece of brontosaurus." My mother knew the names of two prehistoric animals, the brontosaurus end the mammoth. She knew it was not a mommoth. Mammoths came from Siberia. |
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In Patagonia
Nella stanza da pranzo della nonna c'era un armadietto chiuso da uno sportello a vetri, e dentro l'armadietto un pezzo di pelle. Il pezzo era piccolo, ma spesso e coriaceo, con ciuffi di ispidi peli rossicci. Uno spillo arrugginito lo fissava a un cartoncino. Sul cartoncino c'era scritto qualcosa con inchiostro nero sbiadito, ma io ero troppo piccolo, allora, per leggere. "Cos'è questo?". "Un pezzo di brontosauro". La mamma conosceva i nomi di due animali preistorici: il brontosauro e il mammut. Sapeva che questo non era un mammut. I mammut venivano dalla Siberia. (Traduzione: Marina Marchesi) |
Utz
An hour before dawn on March 7th 1974, Kaspar Joachim Utz died of a second and long-expected stroke, in his apartment at No. 5 Široká Street, overlooking the Old Jewish Cemetery in Prague. Three days later, at 7.45 a.m., his friend Dr Václav Orlík was standing outside the Church of St Sigismund, awaiting the arrival of the hearse and clutching seven of the ten pink carnations he had hoped to afford at the florist's. He noted with approval the first signs of spring. In a garden across the street, jackdaws with twigs in their beaks were wheeling above the lindens, and now and then a minor avalanche would slide from the pantiled roof of a tenement. |
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Utz
Il 17 marzo 1974, un'ora prima dell'alba, nel suo appartamento di via Shiroká 5 che dava sul vecchio cimitero ebraico di Praga, Kaspar Utz morì di un secondo colpo da tempo previsto. Tre giorni dopo, alle sette e quarantacinque, il suo amico Václav Orlík si trovava davanti alla chiesa di San Sigismondo, in attesa dell'arrivo del carro funebre, e stringeva in mano sette dei dieci garofani che aveva sperato di potersi permettere dal fioraio. Notava con approvazione i primi segni della primavera: in un giardino sull'altro lato della strada le taccole roteavano sopra i tigli con i rametti nel becco e, di tanto in tanto, qualche piccola slavina scivolava giù dal tetto di tegole di un caseggiato. (Traduzione: Dario Mazzone) |
Geoffrey Chaucer (1340/45-1400)
Canterbury Tales
Whan that Aprille, with hise shoures soote, The droghte of March hath perced to the roote And bathed every veyne in swich licour, Of which vertu engendred is the flour; Whan Zephirus eek with his swete breeth Inspired hath in every holt and heeth The tendre croppes, and the yonge sonne Hath in the Ram his halfe cours yronne, And smale foweles maken melodye, That slepen al the nyght with open eye- So priketh hem Nature in hir corages- Thanne longen folk to goon on pilgrimages And palmeres for to seken straunge strondes To ferne halwes, kowthe in sondry londes; And specially, from every shires ende Of Engelond, to Caunturbury they wende, The hooly blisful martir for the seke That hem hath holpen, whan that they were seeke. Bifil that in that seson, on a day, In Southwerk at the Tabard as I lay, Redy to wenden on my pilgrymage To Caunterbury, with ful devout corage, At nyght were come into that hostelrye Wel nyne and twenty in a compaignye Of sondry folk, by aventure yfalle In felaweshipe, and pilgrimes were they alle, That toward Caunterbury wolden ryde. |
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I racconti di Canterbury
Quando Aprile con le sue dolci piogge ha penetrato fino alla radice la siccità di Marzo, impregnando ogni vena di quell'umore che ha la virtù di dar vita ai fiori, quando anche Zeffiro col suo dolce fiato ha rianimato per ogni bosco e ogni brughiera i teneri germogli, e il nuovo sole ha percorso metà del suo cammino in Ariete, e cantano melodiosi gli uccelletti che dormono tutta la notte a occhi aperti (tanto li punge in cuore la natura), la gente allora è presa dal desiderio di mettersi in pellegrinaggio e d'andare per contrade forestiere alla ricerca di lontani santuari variamente noti, e fin dalle più remote parti d'ogni contea d'Inghilterra molti si recano specialmente a Canterbury, a visitare quel santo martire benedetto che li ha soccorsi quando erano malati. Un giorno appunto in quella stagione, mentre sostavo alla locanda del Tabarro in Southwark, pronto a mettermi devotamente in pellegrinaggioper Canterbury, ecco capitare verso sera una brigata di ben ventinove persone, gente d'ogni ceto trovatasi per caso in compagnia e tutti pellegrini che intendevano recarsi a cavallo fino a Canterbury. (Traduzione: Ermanno Barisone) |
John Cheever (1912-1982)
The Wapshot Scandal
The snow began to fall into St. Botolphs at four-fifteen on Christ Eve. Old Mr. Jowett, the stationmaster, carried his lantern out onto the platform and held it up into the air. The snowflakes shone like iron filings in the beam of his light, although there was really nothing there to touch. The fall of snow exhilarated and refreshed him and drew him - full-souled, it seemed - out of his carapace of worry and indigestion. The afternoon train was already an hour late, and the snow (whose whiteness seems to be a part of our dreams, since we take it with us everywhere) came down with such open-handed velocity, such swiftness, that it looked as if the village had severed itself from its context on the planet and were pressing its roofs and steeples up into the air. |
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Lo scandalo Wapshot
La neve cominciò a cadere su St Botolphs alle quattro e quindici della vigilia di Natale. L'anziano signor Jowett, il capostazione, si portò dietro la lanterna fino ai binari e la tenne sollevata in aria. I fiocchi di neve, che al tatto sembravano impalpabili, risplendevano al fascio di luce come limatura di ferro. Quel nevicare lo esaltò, gli diede nuove energie tirandolo fuori dal suo carapace di preoccupazioni e indigestione. Il treno del pomeriggio aveva già un'ora di ritardo e la neve, il cui candore sembra appartenere ai nostri sogni visto che lo portiamo con noi ovunque, cadeva con tale generosa velocità che s'aveva l'impressione che il paese si fosse staccato dal suo contesto sul pianeta e che stesse spingendo i suoi campanili in alto, contro il cielo. (Traduzione: Leonardo Giovanni Luccone) |
Gaetano Carlo Chelli (1847-1904)
L'eredità Ferramonti
Da Piazza di Ponte a Campo di Fiori, padron Gregorio Ferramonti godeva la notorietà e la considerazione di un uomo, che si ritiene quasi milionario. Aveva costruito da sé la propria fortuna. Dei vecchi lo rammentavano ancora cascherino di Toto Setoli, un fornaio al Pellegrino, che lo aveva raccolto per carità. Poi il cascherino era passato garzone di banco; poi era andato ad aprire un buco di bottega, di faccia appunto all'antico padrone. Gli rubava la clientela, dopo avergli rubato i quattrini per fargli quella figuraccia. E da quel momento, la sua barca aveva sempre avuto, come si dice, il vento in poppa. Ma si susurravano delle brutte storie: il fallimento di Toto Setoli, dopo due anni di abile concorrenza da parte dell'antico garzone; il suo schiattare di dolore e di rabbia. Prima di stender le gambe, gli era pure toccato di veder Ferramonti lasciare la botteguccia dirimpetto, per occupar da padrone quella dov'era entrato cascherino. Era stato il colpo di grazia. Setoli n'era morto mandando a Ferramonti mille maledizioni, predicendogli che nella nuova bottega appunto avrebbe trovato il suo castigo, se c'era una giustizia divina.
Charles Waddell Chesnutt (1858-1932)
The Passing of Grandison
When it is said that it was done to please a woman, there ought perhaps to be enough said to explain anythingh; for what a man will not do to please a woman is yet to be discovered. Nevertheless, it might be well to state a few preliminary facts to make it clear why young Dick Owens tried to run one of his father's negro men off the Canada. In the early fifties, when the growth of anti-slavery sentiment and the constant drain of fugitive slaves into the North had so alarmed the slaveholders of the border States as to lead to the passage of the Fugitive Slave Law, a young white man from Ohio, moved by compassion for the sufferings of a certain bondman who appened to have a "hard master," essayed to help the slave to freedom.
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La scomparsa di Grandison
Se si dice che una cosa è stata fatta per far piacere a una donna, questo dovrebbe bastare: perché quello che un uomo non farebbe per far piacere a una donna si deve ancora scoprire. Tuttavia, sarà bene riferire alcuni fatti preliminari per chiarire perché il giovane Dick Owens cercò di far scappare in Canada uno dei negri di suo padre. All'inizio degli anni '50, quando la crescita del sentimento anti-schiavista e il deflusso costante di schiavi fuggiti al nord aveva allarmato i proprietari degli Stati di confine tanto da produrre l'approvazione della Legge sugli schiavi fuggiaschi, un giovane bianco dell'Ohio, mosso da compassione per le sofferenze di uno schiavo che aveva un "padrone cattivo", decise di aiutarlo a fuggire. (Traduzione: Cristina Mattiello) |
The Sheriff's Children
Branson County, North Carolina, is in a sequestered district of one of the staidest and most conservative States of the Union. Society in Branson County is almost primitive in its simplicity. Most of the white people own the farms they till, and even before the war there were no very wealthy families to force their neighbors, by comparison, into the category of "poor whites." To Branson County, as to most rural communities in the South, the war is the one historical event that overshadows all others. It is the era from which all local chronicles are dated, - births, deaths, marriages, storms, freshets. |
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I figli dello sceriffo
Branson County, North Carolina, si trova in una zona remota di uno degli Stati più conservatori e tradizionalisti di tutti gli Stati Uniti.A Branson County, la vita sociale è di una semplicità quasi primitiva. La maggior parte dei bianchi coltiva personalmente la terra e anche prima della guerra nessuna famiglia era tanto ricca da farne rientrare altre nella categoria dei "bianchi poveri". Per Brenson County, come per quasi tutte le comunità rurali del Sud, la guerra è l'evento storico la cui ombra oscura tutti gli altri. È questo il punto di partenza da cui si datano tutte le cronache - nascite, morti, matrimoni, uragani, inondazioni. (Traduzione: Cristina Mattiello) |
The Wife of His Youth
Mr. Ryder was going to give a ball. There were several reasons why this was an opportune time for such an event. Mr.Ryder might aptly be called the dean of the Blue Veins. The original Blue Veins were a little society of colored persons organized in a certain Northern city shortly after the war. Its purpose was to establish and maintain correct social standards among a people whose social condition predented almost unlimited room for improvement. By accident, combined perhaps with some natural affinity, the society consisted of individuals who were, generally speaking, more white than black. |
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La sposa della giovinezza
Ms. Ryder si preparava a dare una festa. Era il momento giusto, per più di un motivo. Mr. Ryder si poteva a buon diritto considerare il decano della Società delle Vene Blu. In origine, le Vene Blu erano una piccola associazione di persone di colore nata in una città del Nord subito dopo la guerra, allo scopo di conquistare e mantenere un livello di vita dignitoso fra una popolazione le cui condizioni sociali erano terreno di miglioramento quasi illimitato. Il caso, forse aiutato da qualche naturale affinità, aveva fatto sì che i componenti del gruppo fossero tutti, per così dire, più bianchi che neri. (Traduzione: Cristina Mattiello) |
Gilbert Keith Chesterton (1874-1936)
The Club of Queer Trades
The Tremendous Adventures of Major Brown Rabelais, or his wild illustrator Gustave Doré, must have had something to do with the designing of the things called flats in England and America. There is something entirely Gargantuan in the idea of economising space by piling houses on top of each other, front doors and all. And in the chaos and complexity of those perpendicular streets anything may dwell or happen, and it is in one of them, I believe, that the inquirer may find the offices of the Club of Queer Trades. It may be thought at the first glance that the name would attract and startle the passer-by, but nothing attracts or startles in these dim immense hives. |
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Il Club dei Mestieri Stravaganti
Le terribili avventure del maggiore Brown Rabelais, o il suo sbrigliato illustratore Gustave Doré, devono avere qualcosa di comune col tracciato dei casamenti popolari. C'è infatti qualcosa di assolutamente gargantuesco nell'idea di economizzare lo spazio mettendo le case una sul tetto dell'altra, con portone e tutto. Nel caos e nella complessità di quelle vie perpendicolari, ogni cosa ci può essere, tutto può accadere, ed è in una di queste, io credo, che, cercandoli, si potranno trovare gli uffici del Club dei Mestieri Stravaganti. Si può pensare a tutta prima che questo nome debba attrarre e fermare il passante, ma in quegli alveari oscuri ed immensi non c'è nulla che attragga e fermi il passante. (Traduzione: A.R. Ferrarin) |
The Innocence of Father Brown
Between the silver ribbon of morning and the green glittering ribbon of sea, the boat touched Harwich and let loose a swarm of folk like flies, among whom the man we must follow was by no means conspicuous - nor wished to be. There was nothing notable about him, except a slight contrast between the holiday gaiety of his clothes and the official gravity of his face. His clothes included a slight, pale grey jacket, a white waistcoat, and a silver straw hat with a grey-blue ribbon. His lean face was dark by contrast, and ended in a curt black beard that looked Spanish and suggested an Elizabethan ruff. He was smoking a cigarette with the seriousness of an idler. |
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L'innocenza di Padre Brown
Fra l'argentea striscia dell'alba e il verdastro luccichio del mare, il battello arrivo ad Harwich e sbarcò un gran numero di persone ansiose di andarsene in fretta, fra le quali l'uomo che dobbiamo seguire non sembrava distinguersi - e non voleva farlo. Non c'era niente di notevole in lui, eccetto un lieve contrasto fra la festiva gaiezza dei suoi vestiti e la solenne gravità del suo aspetto. Il suo abbigliamento comprendeva una leggera giacca grigio chiaro, un panciotto bianco, e un cappello di paglia color argento con un nastro grigio-azzurro. Il suo volto scarno era invece scuro, e terminava con una corta barba nera che faceva pensare ad uno spagnolo, e richiamava alla mente una gorgiera elisabettiana. Stava fumando una sigaretta con la serietà di una persona che non ha nient'altro da fare. |
Manalive
A wind sprang high in the west, like a wave of unreasonable happiness, and tore eastward across England, trailing with it the frosty scent of forests and the cold intoxication of the sea. In a million holes and corners it refreshed a man like a flagon, and astonished him like a blow. In the inmost chambers of intricate and embowered houses it woke like a domestic explosion, littering the floor with some professor's papers till they seemed as precious as fugitive, or blowing out the candle by which a boy read "Treasure Island" and wrapping him in roaring dark. But everywhere it bore drama into undramatic lives, and carried the trump of crisis across the world. |
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Le avventure di un uomo vivo
Il vento si levò alto ad occidente come un'onda di irragionevole felicità, e si slanciò verso oriente sull'Inghilterra, portando seco il nevoso aroma delle foreste e la gelida ubbriachezza del mare. In mille buchi e cantucci ristorò la gente come un boccale di vin fresco e la sorprese come una percossa. Nelle stanze più riposte di case labirintiche e recondite, suscitò come un'esplosione domestica; seminò l'impiantito di fogli professorali, tanto più preziosi quanto più fuggitivi; e spense la candela al lume della quale un ragazzo leggeva l'Isola del tesoro, avvolgendolo in un'oscurità piena di rombo. E dappertutto suscitò drammi in esistenze senza dramma, e suonò le trombe della crisi sul mondo. (Traduzione: Emilio Cecchi) |
The Man Who Was Thursday
The suburb of Saffron Park lay on the sunset side of London, as red and ragged as a cloud of sunset. It was built of a bright brick throughout; its sky-line was fantastic, and even its ground plan was wild. It had been the outburst of a speculative builder, faintly tinged with art, who called its architecture sometimes Elizabethan and sometimes Queen Anne, apparently under the impression that the two sovereigns were identical. It was described with some justice as an artistic colony, though it never in any definable way produced any art. But although its pretensions to be an intellectual centre were a little vague, its pretensions to be a pleasant place were quite indisputable. |
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L'uomo che fu Giovedì
La zona di Saffron Park si estendeva nel lato occidentale di Londra, rossa e frastagliata come una nuvola al calar del sole, ed era formata interamente di edifici con vivaci rivestimenti di mattoni. Il suo profilo era sorprendente, così come irregolare era il suo piano regolatore. Era stata la fucina di un pretenzioso costruttore, vagamente permeato di velleità artistiche, che definiva la sua architettura qualche volta Elisabettiana e qualche altra Regina Anna, pensando a quanto pare che le due sovrane fossero la stessa persona. Era descritta a buon diritto come una comunità di artisti, benché non avesse mai prodotto qualcosa che si potesse definire artistico. Ma se la sua pretesa di essere un centro intellettuale era un po' usurpata, il fatto di essere un posto piacevole era davvero indiscutibile. |
Tracy Chevalier (1962)
Burning Bright (L'innocenza)
Jem Kellaway guardava inorridito i passanti che frugavano spudoratamente fra le cose della sua famiglia. Era umiliante. Seduto sul carro in quella strada gremita, osservava la gente curiosare fra le loro masserizie. Non aveva mai visto tanti sconosciuti in una volta sola: al suo villaggio del Dorsetshire l'arrivo di un viandante era un evento di cui si parlava per giorni. E poi non gli piaceva per niente essere scrutato in quel modo. Si rannicchiò fra le sedie Windsor fabbricate dal padre, cercando di dare nell'occhio il meno possibile. Smilzo, con il viso allungato, gli occhi azzurri infossati e i capelli di un biondo rossiccio arricciati dietro le orecchie, Jem non era certo il tipo che attirava l'attenzione e infatti la gente pareva più interessata al contenuto del carro che a lui. (Traduzione: Massimo Ortelio)
Falling Angels
January 1901Kitty Coleman I woke this morning with a stranger in my bed. The head of blond hair beside me was decidedly not my husband's. I did not know whether to be shocked or amused. Well, I thought, here's a novel way to begin the new century. Then I remembered the evening before and felt rather sick. I wondered where Richard was in this huge house and how we were meant to swap back. Everyone else here - the man beside me included - was far more experienced in the mechanics of these matters than I. Than we. Much as Richard bluffed last night, he was just as much in the dark as me, though he was more keen. Much more keen. It made me wonder. |
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Quando cadono gli angeli
Gennaio 1901Kitty Coleman Stamattina mi sono svegliata e c'era un estraneo nel mio letto. Quei capelli biondi non erano certo di mio marito. Non sapevo se sentirmi sbigottita o divertita. Be', ho pensato, ecco un modo originale per incominciare il nuovo secolo. Poi mi è tornato in mente che cos'era successo la notte scorsa e mi è venuta la nausea. Chissà in quale parte di quell'immensa casa era Richard, e come avremmo fatto a ritrovarci. Tutti - compreso quel tale che ora mi dormiva accanto - erano molto più navigati di me sul funzionamento di quei giochetti. Anzi più di noi. Infatti, benché ieri sera facesse finta di essere disinvolto, Richard ne sapeva quanto me; però era più estusiasta, molto più entusiasta. E mi ha meravigliato non poco. (Traduzione: Luciana Pugliese) |
Girl With a Pearl Earring
My mother did not tell me they were coming. Afterwards she said she did not want me to appear nervous. I was surprised, for I thought she knew me well. Strangers would think I was calm. I did not cry as a baby. Only my mother would note the tightness along my jaw, the widening of my already wide eyes. I was chopping vegetables in the kitchen when I heard voices outside our front door - a woman's, bright as polished brass, and a man's, low and dark like the wood of the table I was working on. They were the kind of voices we heard rarely in our house. I could hear rich carpets in their voices, books and pearls and fur. I was glad that earlier I had scrubbed the front step so hard.
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La ragazza con l'orecchino di perla
La mamma non mi aveva detto che sarebbero venuti. Non voleva che sembrassi nervosa, mi spiegò in seguito. Mi stupii, perché pensavo che mi conoscesse bene. Gli estranei mi avrebbero visto serena. Da bambina non piangevo mai. Solo mia madre si accorgeva di una certa tensione nelle mie mascelle e dello sgranarsi dei miei occhi, già grandi per loro natura. Ero in cucina e stavo tritando le verdure quando udii delle voci provenire dalla porta d'ingresso: quella d'una donna, squillante come rame lucidato, e quella d'un uomo, grave e cupa come il legno del tavolo su cui stavo lavorando. Voci di un genere che raramente si udivano in casa nostra. Mi suggerivano immagini di tappeti preziosi, libri, perle e pellicce. Pensai con sollievo che solo poco prima avevo sfregato ben bene il gradino della porta d'ingresso. (Traduzione: Luciana Pugliese) |
The Lady and the Unicorn
The messenger said I was to come at once. That's how Jean Le Viste is - he expects everyone to do what he says immediately. And I did. I followed the messenger, stopping just briefly to clean my brushes. Commissions from Jean Le Viste can mean food on the table for weeks. Only the King says no to Jean Le Viste, and I am certainly no king. On the other hand, how many times have I rushed across the Seine to the rue du Four, only to come back again with no commission? It's not that Jean Le Viste is a fickle man - on the contrary, he is as sober and hard as his beloved Louis XI once was. Humorless too. I never jest with him. It's a relief to escape his house to the nearest tavern for a drink and a laugh and a grope to restore my spirits. |
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La dama e l'unicorno
Il messo ha voluto che andassi subito con lui. Jean Le Viste è così: pretende che tutti facciano come dice, immediatamente. E io l'ho fatto. Ho seguito il valletto, trattenendomi solo un istante a pulire i pennelli. Una commissione da parte di Jean Le Viste significa cibo sulla tavola per settimane. Solo il re può dire di no a Jean Le Viste, e io di certo non sono il re. D'altro canto, quante volte mi sono precipitato al di là della Senna, in rue du Four, solo per tornare indietro senza alcuna commissione? Non che Jean Le Viste sia un uomo volubile, al contrario, è caparbio e prudente, proprio com'era un tempo il suo amato sovrano, Luigi XI. E altrettanto privo di senso dell'umorismo. Non si scherza mai con lui. È un sollievo ogni volta scappare da quella casa verso la più vicina taverna, per riacquistare il buon umore con un bicchiere, una battuta, una sana palpata. (Traduzione: Massimo Ortelio) |
Remarkable Creatures (Strane creature)
I lampi. Mi hanno sempre colpita i lampi. Ma una volta è successo davvero. Non dovrei ricordarlo perché ero poco più di una poppante, invece me lo ricordo, eccome! Ero in una prato e c'erano dei cavalli, dei cavalieri... Poi scoppiò un temporale e una donna - non era la mamma - mi prese in braccio e mi portò sotto un albero. Mi teneva stretta stretta e io guardavo in alto le foglie scure contro il cielo bianco. Ci fu un gran rumore, come se tutti gli alberi fossero crollati di colpo intorno a me, e una luce, una luce abbagliante, come il sole quando lo guardi troppo a lungo. E un ronzio mi passò attraverso il corpo. (Traduzione: Massimo Ortelio)
The Virgin Blue
She was called Isabelle, and when she was a small girl her hair changed colour in the time it takes a bird to its mate. That summer the Duc de l'Aigle brought a statue of the Virgin and Child and a pot of paint back from Paris for the niche over the church door. A feast was held in the village the day the statue was installed. Isabelle sat at the bottom of a ladder watching Jean Tournier paint the niche a deep blue colour of the clear evening sky. As he finished, the blue so brightly that Isabelle clasped her hands behind her neck and squeezed her elbows against her chest. When its rays reached her, they touched her hair with a halo of copper that remained even when the sun had gone. From the day she was called La Rousse after the Virgin Mary. |
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La Vergine azzurra
Si chiamava Isabelle e quando era bambina i suoi capelli cambiavano colore nel tempo che un uccellino impiega a chiamare il suo compagno. Quell'estate il duca de l'Aigle aveva portato da Parigi una statuetta della Vergine col Bambino e un vaso di pittura per la nicchia sopra il portone della chiesa. Si fece festa al villaggio il giorno in cui la madonnina venne messa al suo posto. Isabelle sedeva ai piedi della scala, mentre Jean Tournier dipingeva l'edicola d'un azzurro vivido come il ciclo terso della sera. Quand'ebbe finito, il sole, spuntando da una muraglia di nubi, rese quell'azzurro così splendente che Isabelle rimase a guardarlo rapita, le mani intrecciate dietro la nuca, i gomiti appoggiati al seno. Poi i raggi inondarono le chiome della fanciulla che anche dopo il tramonto conservarono lo scintillio del rame. Così da quel giorno la chiamarono la Rossa, lo stesso nome che la gente aveva dato alla Vergine Maria. (Traduzione: Massimo Ortelio) |
Piero Chiara (1913-1986)
Una cattiva scelta
La caduta del Regno delle Due Sicilie portò alla rovina molte famiglie nobili del meridione e soprattutto un gran numero di famiglie borghesi, che erano fiorite all'ombra della corona borbonica. Accadde così che gentiluomini e borghesi di ottima educazione e di elevato tenore di vita, ridotti a povera sorte, aspirarono a modesti impieghi, di preferenza nella pubblica amministrazione, unica immagine in terra della quiete eterna. Nobili impoveriti e figli di buona famiglia accedettero alle gabelle, alla giustizia, all'esercito, alle finanze, all'istruzione e ai lavori pubblici, dilagando in buona parte nell'Italia settentrionale.
Le corna del diavolo
Nella nostra piccola città, allora ancora più piccola di oggi ma tanto più gradevole e umana, al tempo in cui cominciavo a viverci per un numero imprecisabile ma ormai stragrande di anni, cioè intorno al 1936, viveva già il commendator Adamo Chiappini, un tenore in ritiro che i competenti di opera lirica ricordavano come una promessa, in parte mantenuta, del bel canto italiano. Era, il Chiappini, insieme al basso Basilio Prodi, al tenore Socrate Caceffo e al baritono Taurino Parvis, uno dei quattro cantanti d'opera che avevano scelto la nostra città per ritirarvisi a carriera finita o interrotta.
I giovedì della signora Giulia
Il dottor Corrado Sciancalepre arrivò nel suo ufficio verso mezzogiorno. Era stato in Pretura a deporre come testimone in un processo di furto col quale si concludeva una paziente operazione che l'anno prima l'aveva occupato a lungo. Partito da un debole indizio, era riuscito a scoprire gli autori del furto e a recuperare la refurtiva. Dotato di un fiuto particolare, cioè di quella speciale forma che conferisce ai grandi poliziotti la possibilità di immedesimarsi nel delinquente, il dottor Sciancalepre aveva raccolto molti successi e non era lontano da una meritata promozione.
L'ispettore Chiosso
L'ispettore Chiosso poteva arrivare a qualunque ora, negli uffici giudiziari. Era capitato che un cancelliere se lo vedesse comparire davanti alla scrivania mentre chiudeva il registro dei depositi in fine di giornata. Un altro cancelliere se lo era invece trovato alla porta dell'ufficio alle due e mezzo, quando stava aprendo, e l'aveva scambiato per un postulante qualsiasi in attesa di accedere agli uffici. Qualche volta l'ispettore, arrivato fin dalla sera prima in una sede di Pretura, si faceva largo, verso le dieci del mattino, tra i testimoni e i richiedenti un atto di notorietà con l'aria di uno che volesse chiedere un'informazione, poi metteva gli occhi in faccia al funzionario come il boia mette gli occhi in faccia al condannato quando si accinge a giustiziarlo. "Sono l'ispettore Chiosso" gli diceva a bassa voce. E bastava perché si interrompesse l'atto al quale il funzionario aveva dato inizio.
Il piatto piange
Si giocava d'azzardo in quegli anni, come si era sempre giocato, con accanimento e passione; perchè non c'era, né c'era mai stato a Luino altro modo per poter sfogare senza pericolo l'avidità di danaro, il dispetto verso gli altri e, per i giovani, l'esuberanza dell'età e la voglia di vivere. Nei paesi la vita è sotto la cenere. Per vivere come si vorrebbe da giovani ci vuole danaro; e di danaro ne corre poco. Allora si gioca per moltiplicarlo e si finisce col fare del gioco un fine, una manìa nella quale si stempera la noia dei pomeriggi e delle sere.
Saluti notturni dal passo della Cisa
Nella primavera di una trentina d'anni or sono si era fatto notare a Parma, dove aveva preso alloggio nel miglior albergo, un tal Pilade Spinacroce, proveniente dal Sud America e apparentemente intenzionato a stabilirsi in città o meglio ancora in qualche località dei dintorni, se gli fosse capitato di comprar bene una villa padronale, magari circondata da un bel podere. Si era fatto notare, lo Spinacroce, non solo per la sua aria forestiera, ma anche per la sua taglia, che eccedeva largamente la media. Chi lo incontrava sull'entrata d'una banca o nella "ruota" d'ingresso dell'albergo, dove aveva la sua base, non poteva fare a meno di voltarsi a guardarlo e di stare un momento a considerare la sua figura.
L'uovo al cianuro
All'età di circa sessant'anni, il signor Pareille venne a stabilirsi nella nostra piccola città dove nessuno l'aveva mai visto prima. Qualche disgrazia, la vedovanza, un rovescio finanziario o diversi accidenti insieme, dovevano averlo indotto a cercare un luogo dove, risultando sconosciuto a tutti, avrebbe potuto iniziare o ricominciare un'attività, senza aver d'intorno l'ambiente e neppure l'atmosfera dentro la quale era scorsa la sua vita precedente. Con pochi mobili e un grosso baule caricati sopra il carretto a mano d'un facchino, arrivò dalla stazione a testa bassa dietro i suoi penati.
Mark Childress (1957)
Crazy in Alabama
I am out here in California waiting for the walls to come tumbling down. We have had omens. Ten years of plague. Seven years of drought. Firestorms. Mudslides. Floods. Pestilence. Riots. Tremors. Visions of the Virgin. The millenium is bearing down on us fast. Nobody knows if 1999 will bring the end of everything, or the beginning of something else. I kick back in my junior-one bedroom apartment and look out at the shimmering night-lights of Telegraph Hill and the East Bay. I wonder how it will look when it all falls down. |
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Pazzi in Alabama
Me ne sto qui in California ad aspettare che il soffitto mi crolli in testa. Ci sono stati presagi in abbondanza. Dieci anni di pestilenza. Sette di siccità. Tempeste di fuoco. Valanghe di fango. Inondazioni. Epidemie. Rivolte. Scosse telluriche. Apparizioni della Vergine. Il millennio preme su di noi, inesorabile. Nessuno sa dire se il 1999 porterà la fine di tutto oppure l'inizio di qualcosa di diverso. Io me la prendo comoda nel mio monolocale da studentello, guardo fuori dalla finestra le scintillanti luci notturne di Telegraph Hill e della East Bay. Mi domando come sarà quando arriverà la fine del mondo. (Traduzione: Chiara Villa e Ira Rubini) |
Kate O'Flaherty Chopin (1853-1904)
A pair of silk stockings
Little Mrs. Sommers one day found herself the unexpected possessor of fifteen dollars. It seemed to her a very large amount of money, and the way in which it stuffed and bulged her worn old porte-monnaie gave her a feeling of importance such as she had not enjoyed for years. The question of investment was one that occupied her greatly. For a day or two she walked about apparently in a dreamy state, but really absorbed in speculation and calculation. She did not wish to act hastily, to do anything she might afterward regret. But it was during the still hours of the night when she lay awake revolving plans in her mind that she seemed to see her way clearly toward a proper and judicious use of the money. |
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Un paio di calze di seta
La piccola Mrs Sommers scoprì un giorno di essere l'insperato possessore di quindici dollari. Le sembrò un bel gruzzoletto di denaro, e il modo in cui riempì e gonfiò il suo vecchio, logoro, porte-monnaie le diede una sensazione d'importanza che non aveva provato da anni. Ciò che la impegnò maggiormente fu il problema dell'investimento. Per un giorno o due bighellonò apparentemente in un atteggiamento sognante, ma in realtà era assorta in speculazioni e calcoli. Non voleva agire frettolosamente, facendo una cosa di cui poi pentirsi. Ma fu durante le quiete ore notturne, quando distesa e sveglia meditava tra sé i possibili progetti, che le sembrò di vedere chiaramente la via giusta verso un uso appropriato e giudizioso del denaro. (Traduzione: Anna Maria Farabbi) |
The Awakening
A green and yellow parrot, which hung in a cage outside the door, kept repeating over and over: "Allez vous-en! Allez vous-en! Sapristi! That's all right!" He could speak a little Spanish, and also a language which nobody understood, unless it was the mocking-bird that hung on the other side of the door, whistling his fluty notes out upon the breeze with maddening persistence. Mr. Pontellier, unable to read his newspaper with any degree of comfort, arose with an expression and an exclamation of disgust. |
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Il risveglio
Un pappagallo verde e giallo, che penzolava in una gabbia fuori della porta, andava ripetendo incessantemente: "Allez vous en! Allez vous en! Sapristi! Va tutto bene!" Parlava un po' di spagnolo, e anche una lingua che nessuno capiva, salvo il tordo beffeggiatore che, appeso all'altro lato della porta, fischiettava con esasperante tenacia, lanciando al vento le sue note flautate. Mr Pontellier, impossibilitato a leggere il giornale con un po' di tranquillità, si alzò esprimendo, con la voce e l'espressione del viso, il suo disgusto. |
Mohamed Choukri (1935)
Le pain nu (Il pane nudo)
Eravamo in tanti a piangere. Lo zio era morto. Prima di allora, mi era capitato di piangere solo quando mi facevo male o se perdevo qualcosa. Ma avevo già visto anche degli adulti piangere. Era il periodo in cui si faceva la fame nel Rif. Era il periodo della siccità e della guerra. Quella sera, avevo tanta fame da non riuscire a fermare le lacrime. Mi succhiavo le dita e sputavo saliva. Mia madre, un po' per calmarmi, mi disse: - Sta' zitto. Vedrai, emigreremo a Tangeri. Là, di pane ce n'è in abbondanza e non dovrai più piangere per mangiarne. (Traduzione: Mario Fortunato)
Driss Chraïbi (1926-2007)
L'inspecteur Ali (L'ispettore Alì)
L'invito era stato lanciato la vigilia di Natale. Arrivarono in piena estate. Sette mesi di riflessione meningitosa sviluppata a destra e a manca in tutte le direzioni possibili e immaginabili. Le ipotesi più strampalate furono sollevate, dibattute, ripensate, poi stese su bianco sotto forma di lettere raccomandate con ricevuta di ritorno. Fu così che il postino cantò le mie lodi per la medina; gli davo spesso una mancia. (Traduzione: Giulia Colace)
Chrétien de Troyes (1135?-1190?)
Cligès (Cligès)
Colui che narrò di Erec e di Enide, mise in romanzo i Comandamenti e l'Arte di amare di Ovidio, e scrisse le storie del Banchetto della spalla, di Re Marco e di Isotta la Bionda e della Metamorfosi dell'upupa, della rondine e dell'usignolo, inizia qui un nuovo romanzo di un valletto del lignaggio di re Artù che viveva in Grecia. Ma prima che vi dica di lui, udrete narrare la vita del padre, la sua origine e la sua stirpe. Costui fu tanto prode e di sì fiero coraggio che per conquistarsi fama e onore lasciò la Grecia per l'Inghilterra, che allora si chiamava Bretagna. (Traduzione: Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini)
Erec et Enide (Erec e Enide)
Il volgo dice nel suo proverbio che si disprezza ciò che vale molto di più di quanto si creda; fa dunque bene colui che conduce a perfezione la propria opera quale essa sia, ché, se la trascurasse, tacerebbe forse una materia che più tardi potrebbe essere molto apprezzata. Chrétien de Troyes afferma quindi che ognuno deve adoprarsi sempre, e in ogni modo, a ben dire e a bene educare, e trae da un racconto d'avventura un intreccio molto bello, con il quale può comprovare e palesare che non agisce saggiamente colui che non dispensa la propria scienza, così come Dio gliela ha donata in grazia. Di Erec figlio di Lac parla il racconto, che quanti vivono dell'arte del narrare alla presenza di re e di conti sono usi frammentare e corrompere. Darò inizio alla storia di cui si serberà il ricordo per sempre, finché durerà il mondo cristiano: di ciò Chrétien può ben vantarsi. (Traduzione: Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini)
Lancelot ou le Chevalier de la Charrette
Des que ma dame de Chanpaigne Vialt que romans a feire anpraigne, Je l'anprendrai mout volentiers, Come cil qui est suens antiers De quanqu'il puet el monde feire, Sanz rien de losange avant treire. Mes tex s'an poïst antremetre Qui i volsist losenge metre, Si deïst, et jel tesmoignasse, Que ce est la dame qui passe Totes celes qui sont vivanz, Tant con les funs passe li vanz Qui vante en mai ou en avril. Par foi, je ne sui mie cil Qui vuelle losangier sa dame; Dirai je: "Tant com une jame Vaut de pelles et de sardines, Vaut la Contesse de reïnes"? Naie, je n'en dirai ja rien, S'est il voirs maleoit gré mien; Mes tant dirai je que mialz oevre Ses comandemanz an cest oevre Que sans ne painne que g'i mete. Del CHEVALIER DE LA CHARRETE Comance Crestïens son livre; Matiere et san li done et livre La Contesse, et il s'antremet De panser, si que rien n'i met Fors sa painne et s'antancion. |
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Lancillotto o il Cavaliere della Carretta
Poiché la mia signora di Champagne vuole che mi adopri a comporre un romanzo, lo farò molto volentieri, come colui che le appartiene interamente per ogni cosa che possa fare su questa terra. Né intendo porvi alcuna adulazione; forse un altro comincerebbe l'opera con parole per lei lusinghiere: direbbe, e io non potrei invero che approvarlo, che madama è superiore a ogni altra donna al mondo, così come lo zefiro, che spira in aprile o in maggio, è migliore di ogni altro vento. Io, in fede mia, non sono certo uomo da voler adulare la mia dama; dovrei forse dire: "Tante perle e sardoniche vale una sola pietra preziosa, altrettante regine vale la contessa"? No, di certo, non affermerò nulla del genere, benché, mio malgrado, sia del tutto vero. Dirò soltanto che in quest'opera il suo comando ha maggior peso del talento e della fatica che io vi metterò. Chrétien dà ora inizio al suo libro sul Cavaliere della Carretta; la materia e il senso sono dono generoso della contessa; egli si occupa solo di darne la forma, e non vi pone molto di più che l'impegno e l'intento. (Traduzione: Gabriella Agrati e Maria Letizia Magin) |
Le Roman de Perceval ou le Conte du Graal (Perceval o il Racconto del Graal)
Chi poco semina poco raccoglie. Chi vuole bella messe getti la sua semenza in un luogo così grato che Dio lo ricompensi duecento volte, perché in terra che non vale anche il buon seme secca e vien meno. Chrétien fa qui semenza d'un romanzo che incomincia, e lo semina in un terreno così buono che non resterà senza frutti; poiché lo fa per l'uomo più nobile dell'Impero di Roma: il conte Filippo di Fiandra che vale più d'Alessandro, di cui il mondo canta lodi. Ma proverò che il conte su di lui s'innalza poiché è scevro dei vizi e di tutti i mali che nel re erano riuniti. (Traduzione: Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini)
Yvain ou le Chevalier au Lion
Li boins roys Artus de Bretaigne, La qui proeche nous ensengne Que nous soions preus et courtois, Tint court si riche conme rois A chele feste qui tant couste, C'on doit nonmer le Penthecouste. Li rois fu a Cardoeil en Gales; Aprés mengier, parmi les sales, Li chevalier s'atropelerent La ou dames les apelerent Ou damoiseles ou pucheles. Li un recontoient nouveles, Li autres parloient d'Amours, Des angousses et des dolours Et des grant biens qu'en ont souvant Qui lors estoient riche et gens; Mais il y a petit des siens, Qui a bien pres l'ont tuit laissie, S'en est Amours mout abaissie; |
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Ivano o il Cavaliere del Leone
Artù, il nobile re di Bretagna la cui prodezza ci insegna a essere valorosi e cortesi, tenne corte con sfarzo regale nel giorno di quella festa di tal costo che a buon diritto viene chiamato Pentecoste. Il re era a Carduel nel Galles. Dopo il desinare, fra le sale del palazzo, i cavalieri si radunarono là dove li chiamavano dame, damigelle e pulzelle. Gli uni raccontavano storie, gli altri ragionavano d'Amore, dei tormenti, delle sofferenze e delle grandi gioie che spesso conobbero i discepoli della sua regola. A quel tempo essa era dolce e benigna, mentre ora ha ben pochi seguaci: quasi tutti l'hanno abbandonata, sì che Amore ne è molto svilito. (Traduzione: Gabriella Agrati e Maria Letizia Magini) |
Agatha Christie (1890-1976)
Appointment with death
"You do see, don't you, that she's got to be killed?" The question floated out into the still night air, seemed to hang there a moment and then drift away down into the darkness towards the Dead Sea. Hercule Poirot paused a minute with his hand on the window catch. Frowning, he shut it decisively, thereby excluding any injurious night air! Hercule Poirot had been brought up to believe that all outside air was best left outside, and that night air was especially dangerous to the health. |
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La domatrice
- Ti rendi conto, vero, che deve essere uccisa? La domanda aleggiò nell'aria silenziosa della notte, parve rimanervi sospesa per un attimo e poi allontanarsi lentamente nell'oscurità, verso il Mar Morto. Hercule Poirot indugiò per un istante con la mano posata sulla maniglia della finestra. Aggrottando le sopracciglia, la chiuse infine con un gesto fermo in modo da respingere l'aria notturna così nociva. Perché Hercule Poirot era stato allevato nella convinzione che la cosa migliore fosse lasciare sempre fuori l'aria esterna, in modo particolare quella della notte, la più dannosa alla salute. (Traduzione: Maria Grazia Griffini) |
At Bertram's Hotel
In the hearth of the West End, there are many quiet pockets, unknown to almost all but taxi drivers who traverse them with expert knowledge, and arrive trumphantly thereby at Park Lane, Berkeley Square, or South Audley Street. If you turn off on an unpretentious street from the Park, and turn left and right once or twice, you will find youeself in a quiet street with Bertram's Hotel on the right-hand side. |
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Miss Marple al Bertram Hotel
Nel cuore del West End vi sono molte stradine tranquille e silenziose che quasi nessuno conosce, tranne i tassisti che le attraversano con grande abilità per sbucare trionfalmente nel bel mezzo di Park Lane, Berkeley Square o South Audley Street. Se, arrivando dal parco, svoltate giù per una stradina senza pretese e girate prima a sinistra e poi a destra una o due volte, vi ritroverete in una via silenziosa con il Bertram Hotel alla vostra destra. (Traduzione: Maria Mammana Gislon) |
An Autobiography
One of the luckiest things that can happen to you in life is to have a happy childhood. I had a home and a garden that I loved; a wise and patient Nanny; as father and mother two people who loved each other dearly and made a success of their marriage and of parenthood. Looking back, I feel that our house was truly a happy house. That was largely due to my father, for my father was a very agreeable man. The quality of agreeableness is not much stressed nowadays. People tend to ask if a man is clever, industrious, if he contributes to the well-being of the community, if he "counts" in the scheme of things. |
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La mia vita
Una delle cose più belle che possono toccare a una persona è un'infanzia felice. La mia lo è stata molto. Avevo una casa e un giardino che amavo, una bambinaia saggia e paziente e due genitori che si volevano molto bene e che avevano fatto del loro matrimonio e del loro ruolo di educatori un vero successo. Guardando indietro devo riconoscere che l'atmosfera di casa nostra era davvero lieta. Il merito era soprattutto di mio padre, che era un uomo assai affabile. Purtroppo si tratta di una qualità che ha perso ogni valore al giorno d'oggi. Alla gente interessa sapere se un uomo è in gamba, se è un lavoratore, se contribuisce al benessere della comunità, se, insomma, è una persona "che conta". (Traduzione: Maria Giulia Castagnone) |
Death on the Nile
"Linnet Ridgeway!" "That's her!" said Mr. Burnaby, the landlord of the Three Crowns. He nudged his companion. The two men stared with round bucolic eyes and slightly open mouths. A big scarlet Rolls-Royce had just stopped in front of the local post office. A girl jumped out, a girl without a hat and wearing a frock that looked (but only looked) simple. A girl with golden hair and straight autocratica features - a girl with a lovely shape - a girl as was seldom seen in Malton-under-Wode. With a quick imperative step she passed into the post office. |
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Poirot sul Nilo
"Linnet Ridgeway!" "Eccola! E' lei!" disse il signor Burnaby, proprietario del Tre Corone. Intanto allungava una gomitata al suo amico. I due uomini rimasero a guardare con tondi occhi e bocche semiaperte. Una imponente Rolls Royce rossa si era fermata in quel momento di fronte all'ufficio postale. Ne scese una ragazza: era senza cappello e indossava un abito che sembrava (ma sembrava soltanto) molto semplice. Una ragazza con i capelli biondi e le fattezze regolari, energiche; una ragazza come se ne vedono poche a Malton-under-Wode. A passo svelto e deciso, entrò nell'ufficio postale. (Traduzione: Maria Grazia Griffini) |
4.50 from Paddington
Mrs McGillicuddy panted along the platform in the wake of the porter carrying her suitcase. Mrs McGillicuddy was short and stout, the porter was tall and free-striding. In addition, Mrs McGillicuddy was burdened with a large quantity of parcels: the result of a day's Christmas shopping. The race was, therefore, an uneven one, and the porter turned the corner at the end of the platform while Mrs McGillicuddy was still coming up the straight. No. 1 platform was not at the moment unduly crowded, since a train had just gone out, but, in the no man's land beyond, a milling crowd was rushing in several directions at once, to and from undergrounds, left-luggage offices, tea rooms, inquiry offices, indicator boards and the two outlets, Arrivals and Departures, to the outside world. |
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Istantanea di un delitto
Trafelata, la signora Mc Gillicuddy seguiva affannosamente il facchino che le portava la valigia. La signora Mc Gillicuddy era bassa e tarchiata, il facchino alto, con il passo scattante. In aggiunta, la signora Mc Gillicuddy era carica di una quantità di pacchi, risultato di una giornata di acquisti natalizi. Di conseguenza, la sua era una gara già perduta in partenza e, infatti, quando il facchino svoltò l'angolo in fondo al marciapiede, la signora Mc Gillicuddy si era appena lasciata dietro le spalle i cancelli d'ingresso. Il marciapiede n. 1 non appariva molto affollato in quel momento perché era appena partito un treno; invece in quella specie di terra di nessuno che era la pensilina retrostante, una folla disordinata si precipitava di qua e di là, salendo e scendendo dai sottopassaggi della metropolitana, entrando e uscendo dai depositi bagagli, dal buffet, dagli uffici informazioni, fermandosi davanti ai tabelloni degli orari, varcando in un continuo flusso e riflusso i cancelli degli arrivi e delle partenze. (Traduzione: Grazia Griffini) |
Lord Edgware dies
The memory of the public is short. Already the intence interest and excitement aroused by the murder of George Alfred St.Vincent Marsh, fourth Baron Edgware, is a thi g past and forgotten. Newer sensations have taken its place. My friend Hercule Poirot was never openly mentioned in connection with the case. This, I may say, was in accordance with his own wishes. He did not choose to appear in it. The credit went elsewhere - and that is how he wished it to be. Moreover, from Poirot's own peculiar privatepoint of view, the case was one of his failures. He always swears that it was the chance remark of a stranger in the street that put him on the right track. |
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Se morisse mio marito
La memoria del pubblico è corta. L'appassionato interesse e le vivaci polemiche suscitate dall'assassinio di Gorge Alfred St. Vincent Marsh, quarto baronetto di Edgware, furono presto dimenticati e caddero nell'oblio, sostituiti da eventi sensazionali più recenti. In relazione a questo delitto non si fece mai ufficialmente il nome del mio caro amico Hercule Poirot, per suo espresso desiderio, lo so per cognizione di causa. Preferì non essere coinvolto nel caso. La soluzione del delitto fu attribuita ad altri e fu lui a desiderarlo. Da un punto di vista squisitamente personale, Poirot era convinto che questo caso dovesse essere considerato un suo personale insuccesso. Affermò sempre, infatti, di essere stato messo sulla pista giusta da una riflessione udita casualmente per la strada e fatta da uno sconosciuto. (Traduzione: Rosalba Buccianti) |
The Mistery of the Blue Train
It was close on midnight when a man crossed tha Place de la Concorde. In spite of the Handsome fur coat which garbed his meagre form, there was something essentially weak and paltry about him. A little man with a face like a rat. A man, one would say, who could never play a conspicuous part, or rise to prominence in any sphere. And yet, in leaping to such a conclusion, an onlooker would have been wrong. For this man, negligible and inconspicuous as he seemed, played a prominent part in the destiny of the world. In an Empire where rats ruled, he was the king of the rats. |
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Il mistero del Treno Azzurro
Mancava poco a mezzanotte, quando un uomo attraversò Place de la Concorde, a Parigi. Nonostante la bella pelliccia che gli ricopriva la magra persona, c'era in tutto il suo aspetto qualcosa che denotava trascuratezza e in un certo senso meschinità. Un omino dal muso da sorcio, si sarebbe detto, e incapace di avere in qualsiasi cosa una parte preminente. Tuttavia, chi lo avesse giudicato così sarebbe stato in errore, poiché egli l'aveva, invece, una parte preponderante, e nei destini del mondo. In un impero governato da topi, egli era il re dei topi. (Traduzione: ?) |
Murder at the Vicarage
It is difficult to know quite where to begin this story, but I have fixed my choice on a certain Wednesday at luncheon at the Vicarage. The conversation, though in the main irrelevant to the matter in hand, yet contained one or two suggestive incidents which influenced later developments. I had just finished carving some boiled beef (remarkably tough by the way), and on resuming my seat I remarked, in a spirit most unbecoming to my cloth, that anyone who murdered Colonel Protheroe would be doing the world at large a service. My young nephew, Dennis, said instantly: "That'll be remembered against you when the old boy is found bathed in blood. Mary will give evidence, won't you, Mary? And describe how you brandished the carving knife in a vindictive manner". |
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La morte nel villaggio
È difficile decidere da quale punto iniziare questa storia, ma comunque ho scelto un certo mercoledì all'ora di pranzo, al Vicariato; la conversazione, benché nel complesso non abbia niente a che vedere con la storia che intendo raccontare, contiene però un paio di elementi interessanti, se visti in prospettiva. Avevo appena terminato di affettare del manzo bollito (che tra l'altro era duro come il legno) e, mentre tornavo a sedermi al mio posto, osservai, con spirito assai poco consono alla mia veste sacerdotale, che se qualcuno avesse ucciso il colonnello Protheroe, avrebbe reso un grosso servizio all'umanità. "Lo diremo in tribunale" scherzò Dennis, mio nipote, "quando troveranno il vecchio in un bagno di sangue. Verrà anche Mary a testimoniare contro di te, non è vero, Mary? Descriveremo anche l'aria minacciosa con cui brandivi il coltello." (Traduzione: Diana Fonticoli) |
The Murder of Roger Ackroyd
Mrs. Ferrars died on the night of the 16th-17th September - a Thursday. I was sent for at eight o'clock on the morning of Friday the 17th. There was nothing to be done. She had been dead some hours. It was just a few minutes after nine when I reached home once more. I opened the front door with my latchkey and purposely delayed a few moments in the hall, hanging up my hat and the light overcoat that I had deemed a wise precaution against the chill of an early autumn morning. To tell the truth, I was considerably upset and worried. I am not going to pretend that at that moment I foresaw the events of the next few weeks. I emphatically did not do so. But my instinct told me that there were stirring times ahead. |
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L'assassinio di Roger Ackroyd
La signora Ferrars morì nella notte tra il 16 e il 17 settembre. Mi mandarono a chiamare alle otto del mattino, venerdì 17. Ma oramai non c'era più niente da fare. Era morta da qualche ora. Quando rientrai a casa, erano le nove appena passate. Mi servii della mia chiave per aprire la porta e indugiai volutamente qualche minuto nel vestibolo per appendere il cappello e il leggero soprabito che avevo giudicato opportuno indossare per difendermi dai primi freddi di una mattina all'inizio d'autunno. Confesso che mi sentivo sconvolto e profondamente preoccupato. Con questo, non voglio dire che, in quel momento, cominciavo già ad avere qualche premonizione degli avvenimenti che si sarebbero verificati nei giorni successivi. No, assolutamente. Posso dichiararlo senza ombra di dubbio. Però l'istinto mi diceva che ci aspettavano tempi difficili. (Traduzione: Grazia Griffini) |
Murder on the Orient-Express
It was five o'clock on a winter's morning in Syria. Alongside the platform at Aleppo stood the train grandly designated in railway guides as the Taurus Express. It consisted of a kitchen and dining-car, a sleeping car and two local coachers. By the step leading up into the sleeping-car stood a young French lieutenant, resplendent in uniform, conversing with a small man muffled up to the ears of whom nothing was visible but a pink-tipped nose and the two points of an upward-curled moustache. |
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Assassinio sull'Orient-Express
Erano circa le 5 di una mattina d'inverno, in Siria. Lungo il marciapiede della stazione d'Aleppo era già formato il treno che gli orari ferroviari internazionali indicavano pomposamente col nome di Taurus Express, e che consisteva in due vetture ordinarie, un vagone-letto e un vagone-ristorante con annesso cucinino. Vicino alla scaletta di uno degli sportelli del vagone-letto, un giovane tenente francese, splendido nella sua uniforme, conversava con un omino imbacuccato fino alle orecchie e del quale erano visibili solo il naso arrossato e le punte di un paio di baffi arricciati all'insù. (Traduzione: Alfredo Pitta) |
The Mysterious Affair at Styles
The intense interest aroused in the public by what was known at the time as "The Styles Case" has now somewhat subsided. Nevertheless, in view of the world-wide notoriety which attended it, I have been asked, both by my friend Poirot and the family themselves, to write an account of the whole story. This, we trust, will effectually silence the sensational rumours which still persist. I will therefore briefly set down the circumstances which led to my being connected with the affair.
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Poirot a Styles Court
Il grande interesse suscitato nel pubblico da quello che a suo tempo fu battezzato "Il Caso Styles", è ormai scemato. Ciononostante, data la risonanza che ha avuto, sia il mio amico Poirot sia la famiglia interessata mi hanno pregato di scrivere il resoconto dell'intera vicenda. In questo modo si spera di mettere a tacere i pettegolezzi che ancor oggi capita di ascoltare. Prima di tutto parlerò di come mi trovai invischiato in questa storia. (Traduzione: Diana Fonticoli) |
Nemesis In the afternoon it was the custom of Miss Jane Marple to unfold her second newspaper. Two newspapers were delivered at her house every morning. The first one Miss Marple read while sipping her early morning tea, that is, if it was delivered in time. The boy who delivered the papers was notably erratic in his management of time. Frequently, too, there was either a new boy or a boy who was acting remporarily as a stand-in for the first one. And each one would have ideas of his own as to the geographical route that ho should take in delivering. Perhaps it varied monotony for him. But those customers who were used to reading their paper early so that they could snap up the more saucy items in the day's news before departing for their bus, train or other means of progress to the day's work were annoyed if the papers were late, though the middle-aged and elderly ladies who resided peacefully in St. Mary Mead often preferred to read a newspaper propped up on their breakfast table. |
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Nemesi Miss Jane Marple aveva l'abitudine di leggere il suo secondo giornale nel pomeriggio. Ogni mattina gliene portavano due. Il primo lo leggeva mentre sorseggiava il tè, sempre che il quotidiano le venisse consegnato in tempo. Il ragazzo dei giornali aveva una concezione del tutto personale degli orari. Qualche volta, poi, ne arrivava uno nuovo, con abitudini completamente differenti. Ognuno di questi ragazzi percorreva un itinerario diverso, suscettibile ogni giorno di variazioni. Forse per loro era un antidoto contro la noia. Per molti clienti, abituati a dare un'occhiata al giornale prima di correre in ufficio, era una gran seccatura; ma lo era anche per le vecchie signore di St. Mary Mead, che preferivano darsi alla lettura durante la prima colazione. (Traduzione: Diana Fonticoli) |
Ten Little Niggers
In the corner of a first-class smoking carriage, Mr.Justice Wargrave, lately retired from the bench, puffed at a cigar and ran an interested eye through the political news in the Times. He laid the paper down and glanced out of the window. They were running now through Somerset. He glanced at his watch - another two hours to go. He went over in his mind all that had appeared in the papers about Indian Island. There had been its original purchase by an American millionaire who was crazy about yachting - and an account of the luxurious modern house he had built on this little island off the Devon coast. |
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10 piccoli indiani
In un angolo dello scompartimento fumatori di prima classe, il signor Wargrave, giudice da poco in pensione, tirò una boccata di fumo dal sigaro e scorse con interesse le notizie politiche del "Times". Poi, depose il giornale sulle ginocchia e guardò fuori dal finestrino. Il treno correva attraverso il Somerset. Diede un'occhiata all'orologio: ancora due ore di viaggio. Ripensò a quello che i giornali avevano scritto su Nigger Island. Anzitutto, la notizia dell'acquisto fatto da un milionario americano appassionato di crociere in panfilo, e la descrizione della casa moderna e lussuosa che aveva costruito su quella piccola isola al largo della costa del Devon. (Traduzione: Beata Della Frattina) |
Marco Tullio Cicerone (106-43 a.C.)
Brutus
Cum e Cilicia decedens Rhodum venissem et eo mihi de Q. Hortensi morte esset adlatum, opinione omnium maiorem animo cepi dolorem. nam et amico amisso cum consuetudine iucunda tum multorum officiorum coniunctione me privatum videbam et interitu talis aug uris dignitatem nostri conlegi deminutam dolebam; qua in cogitatione et cooptatum me ab eo in conlegium recordabar, in quo iuratus iudicium dignitatis meae fecerat, et inauguratum ab eodem; ex quo augurum institutis in parentis eum loco colere debebam. augebat etiam molestiam, quod magna sapientium civium bonorumque penuria vir egregius coniunctissimusque mecum consiliorum omnium societate alienissimo rei publicae tempore exstinctus et auctoritatis et prudentiae suae triste nobis desiderium reliquerat ; dolebamque quod non, ut plerique putabant, adversarium aut obtrectatorem laudum mearum sed socium potius et consortem gloriosi laboris amiseram. |
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Bruto
Sulla via del ritorno dalla Cilicia, feci sosta a Rodi, dove mi fu recata la notizia della morte di Quinto Ortensio: ne provai un dolore più profondo di quanto si poteva ritenere. Infatti per la perdita dell'amico mi vedevo privato di una piacevole compagnia e dello scambievole rapporto di molti buoni uffici; e d'altra parte, in conseguenza della scomparsa di un augure così illustre, mi rammaricavo per il diminuito prestigio del nostro collegio. Fra questi pensieri, ricordavo come proprio lui mi avesse cooptato nel collegio degli auguri, attestando con giuramento la mia dignità di farne parte, e come in esso mi avesse insediato con ogni solennità: secondo la tradizione degli auguri, ciò mi obbligava a onorarlo come un padre. Accresceva il mio cruccio il fatto che - in tanta penuria di cittadini saggi e buoni - quell'uomo insigne, e a me così legato da una piena comunanza di idee politiche, venuto a mancare in un momento di gravissima crisi dello stato, ci aveva lasciato un doloroso rimpianto della sua autorità e della sua lungimirante accortezza; e mi rammaricavo per aver perduto non - come i più ritenevano - un avversario o un detrattore dei miei meriti, ma piuttosto un alleato compartecipe di una gloriosa fatica. (Traduzione: Emanuele Narducci) |
Cielo d'Alcamo (sec. XIII)
Contrasto
1 - Amante - Rosa fresca aulentis[s]ima le donne ti disiano, tràgemi d'este focora, per te non ajo abento notte e dia, penzando pur di voi, madonna mia. |
ch'apari inver' la state pulzell' e maritate: se t'este a bolontate; |
Elvio Cipollone (1954)
Crac
Incontrò il tempo e si complicò tutto. Restò intrappolato in considerazioni teoriche, inceppato; impossibile andare avanti. Fino ad allora aveva avuto un rapporto superficiale con il tempo: l'applicava nelle formule, ma non si spingeva a riflettere sulle implicazioni logiche o sulle conseguenze teoriche di quelle formulazioni. Qualche volta gli era capitato di provare smarrimento di fronte alla irrealtà palese del tempo senza direzione, formalismo matematico della scienza. Se ne era ritratto però, pensando che le sue forze sarebbero state impari all'arduo compito di sistemare compiutamente la materia.
La stanza dei segni
Aveva promesso a se stessa di fare al massimo due figli, che al tempo, con la propaganda fascista imperante, era un proposito rivoluzionario. A convincerla fu la gran confusione che regnava per casa, otto fratelli; il sentimento d'abbandono, quel sentirsi trascurata, triste. Quando arrivò davvero il tempo delle nozze, scoppiò la guerra e il futuro marito, come tutti i giovani di leva, andò al fronte. Dopo la liberazione fecero le cose in fretta. Amelia andò a nozze a venticinque anni, senza avere il tempo di riconoscere l'antico fidanzato, di riannodare i fili di una intimità distrutta da cinque anni di lontananza.
Pietro Citati (1930)
Storia prima felice, poi dolentissima e funesta
Nell'aprile del 1831, Clementina Sanvitale entrò insieme alle sorelle minori, Paolina e Virginia, nel Collegio Lasagna di Parma. Aveva quattordici anni. Suo padre, Jacopo dei conti Sanvitale, discendente da un'antichissima famiglia parmigiana, poeta, traduttore, mesmerista, agronomo, inventore, dilettante in tutte le cose possibili e impossibili, - aveva congiurato contro Maria Luigia d'Asburgo, duchessa di Parma. La "rivoluzione" aveva trionfato per pochissimo tempo: Jacopo era uno dei cinque rappresentanti del Governo Provvisorio; e quando, nel marzo, le truppe austriache ritornarono a Parma, dovette fuggire. Avrebbe potuto fuggire regalmente: in carrozza, coi suoi libri, le sue poesie e le sue invenzioni, attraverso gli Appennini. Ma aveva preferito una fuga romanzesca; e si era aggirato per mesi tra i boschi di castagno e le montagne, tra i castelli aristocratici e le case contadine, fino alla Cisa e a Casarola, insieme alla moglie incinta.
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