Incipit / E
Le frasi iniziali della letteratura di ogni tempo e paese.

|  pag. prec.  |  Indice  |  pag. succ  |


Mignon Good Eberhart (1899-1996)

The Mystery of Hunting’s End
It was, I am sure, the most extraordinarily desolate place I had ever seen in all my life. It did not seem possible that twelve hours from Barrington, from night until noon of the next day exactly, could bring me so far, apparently, from the haunts of man; from a crowded, pavemented, humming city into a region so wild, so strange, so morose in its barren reaches of sand and pine-dotted buttes and somber emptiness. Two notes had brought me there,
La trappola
Quello era senza alcun dubbio il luogo più desolato che avessi mai visto in vita mia. Non sembrava davvero possibile che dodici ore di viaggio da Barrington potessero allontanarmi tanto dal consorzio umano. Erano state due lettere a farmi andare laggiù.

(Traduzione: Alfredo Pitta)

The Patient in Room 18 (La stanza n. 18)
Il St. Ann è un vecchio ospedale, un fabbricato in mattoni rossi corrosi dalle intemperie e ricoperti da lunghi e verdi tralci d'edera su un fianco di Thatcher Hill a sud-est della città di B. L'edificio, benché rimodernato e ampliato qua e là, conserva ancora i suoi larghi muri massicci, i suoi infissi in legno di noce e di quercia, le sue enormi stanze antiquate e, nell'insieme, quell'aria di grandiosità e di dignità che lo caratterizzava quando, nel pomposo fine Ottocento, era noto come il palazzo Thatcher.
(Traduzione: Giovanni Viganò)

Postmark Murder
Matt stood at the window, looked out at the gray lake, the gray December Sky and talked of fear. "Fear is a virus," he said. "It's a creeping paralysis. It stops thinking. It stops action. In the end it destroys the heart and soul." His rangy figure, his black head were outlined sharply against the gray light beyond him. There was a bitter anger in his voice, anger at the injustice of a world which can make a child its victim.
La paura è un virus
In piedi davanti alla finestra, Matt guardava il lago grigio, il cupo cielo di dicembre e parlava della paura. - La paura è un virus - disse. - È una paralisi subdola e progressiva. Ti impedisce di pensare e di agire. Finisce per distruggere anima e corpo. - La sua figura snella, la testa bruna si stagliavano sullo sfondo grigio. Nella sua voce vibrava una nota di rabbia per l'ingiustizia di un mondo che si accanisce perfino contro i bambini.

(Traduzione: Marilena Damiani)


José Maria Eça de Queiroz (1845-1900)

O Crime do Padre Amaro
Foi no domingo de Páscoa que se soube em Leiria, que o pároco da Sé, José Miguéis, tinha morrido de madrugada com uma apoplexia. O pároco era um homem sangüíneo e nutrido, que passava entre o clero diocesano pelo comilão dos comilões. Contavam-se histórias singulares da sua voracidade. O Carlos da Botica - que o detestava - costumava dizer, sempre que o via sair depois da sesta, com a face afogueada de sangue, muito enfartado:
"Lá vai a jibóia esmoer. Um dia estoura!"
Com efeito estourou, depois de uma ceia de peixe - à hora em que defronte, na casa do doutor Godinho que fazia anos, se polcava com alarido. Ninguém o lamentou, e foi pouca gente ao seu enterro. Em geral não era estimado. Era um aldeão; tinha os modos e os pulsos de um cavador, a voz rouca, cabelos nos ouvidos, palavras muito rudes.
La colpa del prete Amaro
La mattina di Pasqua si apprese a Leiria che all'alba era morto di apoplessia il parroco della cattedrale, José Migueis. Questi era un uomo ben pasciuto e di temperamento sanguigno che nel clero diocesano passava per il "mangione tra i mangioni". Intorno alla sua voracità si raccontavano storie singolari. Carlos de Botica - che lo detestava - soleva dire ogni volta che lo vedeva uscire dopo la siesta con la faccia infuocata di sangue e rimpinzato a dovere:
"Ecco il serpente che fa la digestione. Un giorno o l'altro scoppia!".
E infatti scoppiò, dopo una cena di pesce - mentre nella casa di fronte, in occasione del compleanno del dottor Godinho, ballavano fragorose polke. Nessuno lo compianse, all'accompagno andò poca gente. In generale non era benvoluto. Era un campagnolo, aveva i modi e i polsi di un cavatore di pietre, la voce rauca, capelli nelle orecchie, parole molto rudi.

(Traduzione: Giacomo Prampolini)


Umberto Eco (1932-2016)

Il nome della rosa
In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.
Giunto al finire della mia vita di peccatore, mentre canuto senesco come il mondo, nell'attesa di perdermi nell'abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando della luce inconversevole delle intelligenze angeliche, trattenuto ormai col mio corpo greve e malato in questa cella del caro monastero di Melk, mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui in gioventù mi accadde di assistere, ripetendo verbatim quanto vidi e udii, senza azzardarmi a trarne un disegno, come a lasciare a coloro che verranno (se l'Anticristo non li precederà) segni di segni, perché su di essi si eserciti la preghiera della decifrazione.

Il pendolo di Foucault
Fu allora che vidi il Pendolo.
La sfera, mobile all'estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà.
Io sapevo - ma chiunque avrebbe dovuto avvertire nell'incanto di quel placido respiro - che il periodo era regolato dal rapporto tra la radice quadrata della lunghezza del filo e quel numero "pi greco" che, irrazionale alle menti sublunari, per divina ragione lega necessariamente la circonferenza al diametro di tutti i cerchi possibili - così che il tempo di quel vagare di una sfera dall'uno all'altro polo era effetto di una arcana cospirazione tra le più intemporali delle misure, l'unità del punto di sospensione, la dualità di una astratta dimensione, la natura ternaria di "pi greco", il tetragono segreto della radice, la perfezione del cerchio.

L'isola del giorno prima
"Eppure m'inorgoglisco della mia umiliazione, e poiché a tal privilegio son condannato, quasi godo di un'aborrita salvezza: sono, credo, a memoria d'uomo, l'unico essere della nostra specie ad aver fatto naufragio su di una nave deserta."

Così, con impenitente concettosità, Roberto de la Grive, presumibilmente tra il luglio e l'agosto del 1643.
Da quanti giorni vagava sulle onde, legato a una tavola, a faccia in giù di giorno per non essere accecato dal sole, il collo innaturalmente teso per evitare di bere, riarso dal salmastro, certamente febbricitante? Le lettere non lo dicono e lasciano pensare a una eternità, ma si dev'essere trattato di due giorni al più, altrimenti non sarebbe sopravvissuto sotto la sferza di Febo (come immaginosamente lamenta) - lui così infermiccio quale si descrive, animale nottivago per naturale difetto.

Baudolino
     Ratispone Anno Dommini Domini mense decembri mclv kronica Baudolini cognomento de Aulario
     io Baudolino di Galiaudo de li Aulari con na testa ke somilia un lione alleluja sieno rese Gratie al siniore ke mi perdoni
     a yo face habeo facto il rubamento più grande de la mia vita cio è preso da uno scrinio del vescovo Oto molti folii ke forse sono cose de la kancel cancelleria imperiale et li o gratati quasi tutti meno ke dove non veniva via et adesso o tanto Pergamino per schriverci quel ke volio cioè la mia chronica anca se non la so scrivere in latino
     se poi scoprono ke i folii non ci sono più ki sa ke cafarnaum viene fuori et pensano ke magari è una Spia dei vescovi romani ke voliono male all'imperatore federico
     ma forse non li importa a nessuno in chancelleria schrivono tutto anca quando non serve et ki li trova [questi folii] se li infila nel büs del kü non se ne fa negott

La misteriosa fiamma della regina Loana
"E lei come si chiama?"
"Aspetti, ce l'ho sulla punta della lingua."

Tutto è cominciato così.
Mi ero come risvegliato da un lungo sonno, e però ero ancora sospeso in un grigio lattiginoso. Oppure, non ero sveglio ma stavo sognando. Era uno strano sogno, privo di immagini, popolato di suoni. Come se non vedessi, ma udissi voci che mi raccontavano che cosa dovessi vedere. E mi raccontavano che non vedevo ancora nulla, salvo un fumigare lungo i canali, dove il paesaggio si dissolveva. Bruges, mi ero detto, ero a Bruges, ero mai stato a Bruges la morta?

Il cimitero di Praga
Il passante che in quella grigia mattina del marzo 1897 avesse attraversato a proprio rischio e pericolo place Maubert, o la Maub, come la chiamavano i malviventi (già centro di vita universitaria nel Medioevo, quando accoglieva la folla degli studenti che frequentavano la Facoltà delle Arti nel Vicus Stramineus o rue du Fouarre, e più tardi luogo dell'esecuzione capitale di apostoli del libero pensiero come Étienne Dolet), si sarebbe trovato in uno dei pochi luoghi di Parigi risparmiato dagli sventramenti del barone Haussmann, tra un groviglio di vicoli maleodoranti, tagliati in due settori dal corso della Bièvre, che laggiù ancora fuoriusciva da quelle viscere della metropoli dove da tempo era stata confinata, per gettarsi febbricitante, rantolante e verminosa nella vicinissima Senna.

Numero zero
Questa mattina non colava acqua dal rubinetto.
Blop, blop, due ruttini da neonato, poi più niente.
Ho bussato dalla vicina: a casa loro, tutto regolare. Avrà chiuso la manopola centrale, mi ha detto. Io? Non so neppure dove sia, è poco che vivo qui, lo sa, e torno a casa solo alla sera. Mio Dio, ma quando parte per una settimana non chiude acqua e gas? Io no. Bella imprudenza, mi lasci entrare, le faccio vedere.


Maria Edgeworth (1767-1849)

The Absentee
"Are you to be at Lady Clonbrony's gala next week?" said Lady Langdale to Mrs. Dareville, whilst they were waiting for their carriages in the crush-room of the opera house.
"Oh yes! everybody's to be there, I hear," replied Mrs. Dareville. "Your ladyship, of course?"
"Why, I don't know - if I possibly can. Lady Clonbrony makes it such a point with me, that I believe I must look in upon her for a few minutes. They are going to a prodigious expense on this occasion. Soho tells me the reception rooms are all to be new furnished, and in the most magnificent style."
L'espatriato
"Andrete al gala di Lady Clonbrony la prossima settimana?" disse Lady Langdale a Mrs Dareville, mentre erano in attesa delle loro carrozze nell'atrio dell'opera house.
"Oh sì! Ho saputo che ci saranno tutti," rispose Mrs Dareville. "Naturalmente anche Vostra Signoria?"
"Veramente non so se mi sarà possibile. Lady Clonbrony è così corretta con me, che penso dovrò andarci per qualche minuto. Stanno facendo delle spese enormi per questa occasione. Soho mi ha detto che le sale di ricevimento sono state sontuosamente arredate con mobilio nuovo."

Belinda
Mrs. Stanhope, a well-bred woman, accomplished in that branch of knowledge which is called the art of rising in the world, had, with but a small fortune, contrived to live in the highest company. She prided herself upon having established half a dozen nieces most happily, that is to say, upon having married them to men of fortunes far superior to their own. One niece still remained unmarried - Belinda Portman, of whom she was determined to get rid with all convenient expedition.
Belinda
Mrs. Stanhope, una donna distinta, abile in quel ramo della conoscenza che è chiamato l'arte di stare al mondo, era riuscita, con nulla di più di un esiguo patrimonio, a vivere negli strati più alti della società. Era fiera di aver sistemato molto felicemente una mezza dozzina di nipoti, vale a dire, le aveva fatte sposare con uomini molto più ricchi di loro. C'era ancora una nipote nubile, Belinda Portman, della quale era decisa a liberarsi con qualsiasi espediente utile.

Castle Rackrent
Having, out of friendship for the family, upon whose estate, praised be Heaven! I and mine have lived rent-free time out of mind, voluntarily undertaken to publish the Memoirs of the Rackrent Family, I think it my duty to say a few words, in the first place, concerning myself. My real name is Thady Quirk, though in the family I have always been known by no other than "Honest Thady,"; afterward, in the time of Sir Murtagh, deceased, I remember to hear them calling me "Old. Thady", and now I've come to "Poor Thady"; for I wear a long greatcoat winter and summer, which is very handy, as I never put my arms into the sleeves; they are as good as new, though come Holantide next I've had it these seven years: it holds on by a single button round my neck, cloak fashion.
Il castello Rackrent
Avendo deciso di mia volontà, per amicizia verso la famiglia sulle cui proprietà (sia lodato il cielo!) io e i miei viviamo senza pagare canoni d'affitto da tempo immemorabile, di pubblicare questo Memoriale della Famiglia Rackrent, credo sia mio dovere dire qualche parola, in primo luogo, su me stesso. Il mio vero nome è Thady Quirk, anche se presso la famiglia sono sempre stato chiamato semplicemente "l'onesto Thady"; più avanti, al tempo del defunto Sir Murtagh, ricordo di averli sentiti dire "il vecchio Thady", e adesso siamo arrivati a "il povero Thady", perché porto un lungo mantello, estate e inverno, che è molto comodo, visto che non infilo mai le braccia nelle maniche (sono ancora come nuove, anche se il prossimo inverno saranno sette anni che lo porto): si regge grazie a un solo bottone attorno al collo, proprio come un mantello.

(Traduzione: Pietro Meneghelli)

Helen
"There is Helen in the lime-walk," said Mrs Collingwood to her husband, as she looked out of the window. The slight figure of a young person in deep mourning appeared between the trees - "How slowly she walks! she looks very unhappy!"
"Yes," said Mr Collingwood, with a sigh, "she is young to know sorrow, and to struggle with difficulties to which she is quite unsuited both by nature and by education, difficulties which no one could ever have foreseen. How changed are all her prospects!"
Helen
"C'è Helen nel sentiero dei tigli", disse Mrs Collingwood al marito, mentre guardava fuori dalla finestra. La snella figura di una giovane in lutto stretto si intravedeva tra gli alberi. "Come cammina lentamente! sembra molto infelice!"
"Sì", rispose Mr Collingwood, con un sospiro, "è troppo giovane per conoscere il dolore, e per fronteggiare difficoltà alle quali è del tutto impreparata sia per natura che per educazione, difficoltà che nessuno avrebbe mai potuto prevedere. Come sono cambiate tutte le sue prospettive per il futuro!"

Letters for Literary Ladies
Letter From a Gentleman to His Friend, upon the Birth of a Daughter
I congratulate you, my dear sir, upon the birth of your daughter; and I wish that some of the fairies of ancient times were at hand to endow the damsel with health, wealth, wit, and beauty. Wit? - I should make a long pause before I accepted of this gift for a daughter - you would make none.
As I know it to be your opinion that it is in the power of education, more certainly than it was ever believed to be in the power of fairies, to bestow all mental gifts; and as I have heard you say that education should begin as early as possible, I am in haste to offer you my sentiments, lest my advice should come too late.
Se nasce femmina
Lettera di un gentiluomo a un amico in occasione della nascita di una figlia femmina
Mi congratulo con Voi, caro amico, per la nascita di vostra figlia; e vorrei che qualcuna delle fate dei tempi antichi fosse nei pressi per dotare madamigella di salute, ricchezza, arguzia e bellezza. L'arguzia - io indugerei a lungo prima di accettare questo dono per una ragazza - voi non indugereste affatto.
Sapendo che siete dell'opinione che è l'istruzione - certo più di quanto non sia di competenza delle fate - a elargire i doni della mente; e poiché vi ho sentito affermare che l'istruzione dovrebbe essere iniziata il più presto possibile, ho fretta di offrivi la mia opinione, nel timore che il mio consiglio giunga troppo tardi.

(Traduzione: Chiara Vatteroni


Amelia Ann Blandford Edwards (1831-1892)

The Story of Salome
A few years ago, no matter how many, I, Harcourt Blunt, was travelling with my friend Coventry Turn our, and it was on the steps of our hotel that I received from him the announcement – he sent one to me – that he was again in love.
“I tell you, Blount,” said my fellow-traveller, “she’s the loveliest creature you ever beheld in my life.”
I laughed outright.
“My dear fellow,” I replied, “you’ve so often seen the loveliest creature you ever beheld in your life.”
“Ay, but I am in earnest now for the first time.”
“And you have so often been in earnest for the first time! Remember the innkeeper’s daughter al Cologne.”
“A pretty housemaid, whom no training could have made presentable.”
“The there was the beautiful American at Interlachen.”
“Yes, but -”
“And the Bella Marchesa at Prince Torlonia’s ball.”
“Not one of them worthy be named in the same breath with my imperial Ventian. Come with me to the Merceria and be convinced. By taking a gondola to St Mark’s Place we shall be there in a quarter of an hour.”
La storia di Salomè
Alcuni anni orsono, non importa quanti, io, Harcourt Blunt, in viaggio con l’amico Coventry Turnour, sui gradini dell’ingresso del nostro albergo di Venezia, ricevetti da lui l’annuncio che si era innamorato un’altra volta.
“Te lo garantisco, Blunt,” mi disse il mio compagno di viaggio, “ che è la più bella creatura che abbia mai contemplato.
Risi senza ritegno.
“Caro amico mio,” risposi, “ti capita molto spesso di vedere la più bella creatura mai contemplata al mondo.”
“Sì, ma ora lo dico seriamente per la prima volta.”
“E sei stato serio per la prima volta così spesso! Ti ricordi della figlia dell’albergatore di Cologne?”
“Una graziosa donnina di casa che nessuna educazione avrebbe potuto rendere presentabile.”
“Poi c’è stata quella bella americana a Interlachen.”
“Sì, ma…”
“E la bella marchesa al ballo del principe Torlonia.”
“Nessuna di loro è degna d’essere menzionata insieme alla mia veneziana imperiale. Vieni con me alla Merceria e te ne convincerai. Con una gondola da Piazza San Marco arriveremo in un quarto d’ora.”

(Traduzione: Katia Bagnoli)


Dave Eggers (1970)

A Heartbreaking Work of Staggering Genius
Through the small tall bathroom window the December yard is gray and scratchy, the trees calligraphic. Exhaust from the dryer billows clumsily out from the house and up, breaking apart while tumbling into the white sky.
The house is a factory.
I put my pants back on and go back to my mother. I walk down the hall, past the laundry room, and into the family room. I close the door behind me, muffling the rumbling of the small shoes in the dryer, Toph's.
"Where were you?" my mother says.
"In the bathroom," I say.
"Hmph," she says.
L'opera struggente di un formidabile genio
Di là dalla finestra alta e stretta del bagno il cortile di dicembre è grigio e triste, gli alberi si stagliano calligrafici. Fuori, il vapore di scarico dell'asciugatrice si alza in pesanti volute, sfilacciandosi e avviluppandosi nel cielo bianco.
La casa è un bordello totale.
Mi tiro su i pantaloni e torno da mia madre. Attraverso il corridoio, supero la lavanderia e di lì passo in sala da pranzo. Mi chiudo la porta alle spalle, smorzando il rumore delle scarpe di Toph che rotolano dentro l'asciugatrice.
"Dov'eri?" dice mia madre.
"In bagno" rispondo.
"Mah..."

(Traduzione: Giuseppe Strazzeri)

You Shall Know Our Velocity (...)
The light was screaming through the windows, intent and wild, and I opened my portal's eyelid a quick few inches and we were coming at Africa at 300 mph, the ocean below striking the coast of Dakar with desperation. The neat shadow of the plane jumbled over the city's shoreline, the buildings glowing in tan and white and standing still as the water and wind came to them with all the world's fury-and then died. We were somewhere else. What were we doing here? We had no idea. Hand was awake.
"Senegal," I said.
"Senegal," Hand said.
We had pictured Senegal green but this was tan.


Joseph Karl von Eichendorff (1788-1857)

Aus dem Leben eines Taugenichts
Das Rad an meines Vaters Mühle brauste und rauschte schon wieder recht lustig, der Schnee tröpfelte emsig vom Dache, die Sperlinge zwitscherten und tummelten sich dazwischen; ich saß auf der Türschwelle und wischte mir den Schlaf aus den Augen; mir war so recht wohl in dem warmen Sonnenscheine. Da trat der Vater aus dem Hause; er hatte schon seit Tagesanbruch in der Mühle rumort und die Schlafmütze schief auf dem Kopfe, der sagte zu mir: "Du Taugenichts! da sonnst du dich schon wieder und dehnst und reckst dir die Knochen müde und läßt mich alle Arbeit allein tun. Ich kann dich hier nicht länger füttern. Der Frühling ist vor der Tür, geh auch einmal hinaus in die Welt und erwirb dir selber dein Brot."
Vita di un perdigiorno
La ruota del mulino di mio padre aveva ripreso a girare e a rumoreggiare allegra, la neve sgocciolava senza posa dal tetto, i passeri cinguettavano e saltellavano tutt'intorno. Io, seduto sulla soglia, mi stropicciavo gli occhi assonnati. Come si stava bene al tepore del sole! Ma ecco d'un tratto che mio padre uscì di casa. Fin dall'alba aveva trafficato nel mulino. Col berretto da notte sulle ventité mi apostrofò: "Fannullone! Eccoti di nuovo a stiracchiarti al sole e a sgranchirti fino a rovinarti le ossa, lasciando a me tutto il lavoro. Non ti posso più dar da mangiare a ufo! La primavera è alle porte. Va' un po' anche tu per il mondo a guadagnarti il pane".

(Traduzione: Lydia Magliano)


Ruth Elias (1922-2008)

Die Hoffnung erhielt mich am Leben. Mein Weg von Theresienstadt und Auschwitz nach Israel (La speranza mi ha tenuto in vita. Da Theresienstadt e Auschwitz a Israele)
Il tempo corre veloce e io guardo sempre al futuro perché gli anni mi hanno insegnato a non voltarmi indietro. Ma quando mi capita di farlo, il ricordo torna subito al campo di concentramento, un'esperienza che ha lasciato in me tracce indelebili e continua a perseguitarmi. Per tutta la vita ho tentato di scacciare questo pensiero, ma non riesco a liberarmene. Mi sento condannata a convivere con un incubo che si rifà immancabilmente vivo.
(Traduzione: Marisa Margara)


George Eliot (Mary Ann Evans) (1819-1880)

Adam Bede
With a single drop of ink for a mirror, the Egyptian sorcerer undertakes to reveal to any chance comer far-reaching visions of the past. This is what I undertake to do for you, reader. With this drop of ink at the end of my pen, I will show you the roomy workshop of Mr. Jonathan Burge, carpenter and builder, in the village of Hayslope, as it appeared on the eighteenth of June, in the year of our Lord 1799.
The afternoon sun was warm on the five workmen there, busy upon doors and window-frames and wainscoting. A scent of pine-wood from a tentlike pile of planks outside the open door mingled itself with the scent of the elder-bushes which were spreading their summer snow close to the open window opposite; the slanting sunbeams shone through the transparent shavings that flew before the steady plane, and lit up the fine grain of the oak panelling which stood propped against the wall.
Adam Bede
Con una singola goccia d'inchiostro per specchio, uno stregone egiziano promette di rivelare lontane immagini del passato a chiunque passi per caso di lì. Questo è quello che ho intenzione di fare io per te, caro lettore. Con questa goccia di inchiostro sull'estremità della mia penna ti mostrerò l'ampia bottega di Jonathan Burge, falegname e muratore del villaggio di Hayslope, come appariva il 18 giugno, nell'anno del Signore 1799.
Il sole del pomeriggio riscaldava i cinque operai che si trovavano lì, indaffarati con i telai e i rivestimenti in legno di porte e finestre. Un odore di legno di pino proveniente da un mucchio di assi accatastate a forma di tenda, fuori la porta aperta, si mescolava con l'odore dei cespugli di sambuco che spargevano i loro fiori estivi fino alla finestra di fronte, rimasta socchiusa; i raggi del sole filtravano obliqui tra i trucioli trasparenti che svolazzavano davanti alla pialla e illuminavano le sottili venature dei pannelli di quercia appoggiati contro la parete.

(Traduzione: Francesca Nizi)

The Lifted Veil
The time of my end approaches. I have lately been subject to attacks of angina pectoris; and in the ordinary course of things, my physician tells me, I may fairly hope that my life will not be protracted many months. Unless, then, I am cursed with an exceptional physical constitution, as I am cursed with an exceptional mental character, I shall not much longer groan under the wearisome burthen of this earthly existence.
Il velo dissolto
Il momento della mia morte si avvicina. Negli ultimi tempi sono andato soggetto ad attacchi di
angina pectoris, e da come vanno queste cose, stando a quel che dice il mio medico, posso sperare che la mia vita non si prolunghi oramai più di qualche mese. A meno che, dunque, io non sia afflitto, oltre che da facoltà mentali fuori del comune, anche da una costituzione fisica molto forte, non dovrò sopportare ancora per molto il gravoso fardello di questa esistenza terrena.
(Traduzione: Riccardo Reims)

Middlemarch. A Study of provincial life
Miss Brooke had that kind of beauty which seems to be thrown into relief by poor dress. Her hand and wrist were so finely formed that she could wear sleeves not less bare of style than those in which the Blessed Virgin appeared to Italian painters; and her profile as well as her stature and bearing seemed to gain the more dignity from her plain garments, which by the side of provincial fashion gave her the impressiveness of a fine quotation from the Bible, - or from one of our elder poets, - in a paragraph of to-day's newspaper. She was usually spoken of as being remarkably clever, but with the addition that her sister Celia had more common-sense.
Middlemarch. Studio di vita provinciale
Miss Broke aveva quel genere di bellezza che sembra acquistare un rilievo particolare dalla povertà dell'abito. Aveva mani e polsi così fini che sarebbero potuti uscire da maniche non meno disadorne di quelle in cui la Beate Vergine appariva ai pittori italiani, e il profilo di lei, come pure la statura e il portamento, parevano trarre una dignità ancora maggiore dalla semplicità di quell'abbigliamento, che nella sua foggia provinciale faceva la stessa impressione di una citazione dalla Bibbia - o da uno dei nostri vecchi poeti - inserita nell'articolo di un giornale quotidiano. Di lei si diceva che aveva una straordinaria intelligenza, ma si aggiungeva subito dopo che sua sorella Celia aveva più giudizio.

(Traduzione: Giovanni Baldi)

The Mill on the Floss
Wide plain, where the broadening Floss hurries on between its green banks to the sea, and the loving tide, rushing to meet it, checks its passage with an impetuous embrace. On this mighty tide the black ships - laden with the fresh- scented fir- planks, with rounded sacks of oil- bearing seed, or with the dark glitter of coal - are borne along to the town of St Ogg's, which shows its aged, fluted red roofs and the broad gables of its wharves between the low wooded hill and the river brink, tinging the water with a soft purple hue under the transient glance of this February sun.
Il mulino sulla Floss
Una vasta pianura, dove la Floss, allargandosi, si affretta al mare tra le verdi rive, e l'innamorata marea, precipitandosi ad incontrarla, le sbarra il corso con un abbraccio impetuoso. Portati da questa marea possente, i neri bastimenti - carichi di tavole d'abete dall'odore fresco, di semi oleosi in sacchi ricolmi, o di carbon fossile cupo e lucente - risalgono verso la città si St. Ogg's, che scopre i suoi vecchi tetti rossi a scanalature e le ampie gettate dei suoi scali tra una bassa collina boschiva e il margine del fiume, tingendo l'acqua di un lieve color di porpora sotto il fuggitivo occhieggiare di questo sole di febbraio.

(Traduzione: Giacomo Debenedetti)

Romola
More than three centuries and a half ago, in the mid spring-time of 1492, we are sure that the angel of the dawn, as he travelled with broad slow wing from the Levant to the Pillars of Hercules, and from the summits of the Caucasus across all the snowy Alpine ridges to the dark nakedness of the Western isles, saw nearly the same outline of firm land and unstable sea--saw the same great mountain shadows on the same valleys as he has seen to-day--saw olive mounts, and pine forests, and the broad plains green with young corn or rain-freshened grass--saw the domes and spires of cities rising by the river-sides or mingled with the sedge-like masts on the many-curved sea-coast, in the same spots where they rise to-day.
Romola
Più di tre secoli e mezzo fa, nel cuore della primavera del 1492, sicuramente l'angelo dell'alba, mentre si spostava con le sue ampie e lente ali da Oriente alle Colonne d'Ercole, e dalle cime del Caucaso, attraverso tutte le creste Alpine e nevose, alle buie e spoglie isole Occidentali, vide quasi lo stesso contorno di terra fissa e mare instabile - vide le stesse ombre della stessa grande montagna sulle stesse valli come aveva visto fino a quel giorno - vide i monti con gli uliveti e le pinete, e le ampie pianure verdeggianti con il tenero grano o l'erba rinfrescata dalla pioggia - vide le cupole e i campanili delle città che sorgono vicino ai fiumi o che si confondono tra gli alberi nelle stesse macchie in cui sorgono di giorno.

(Traduzione: Sara Donegà)

Scenes of Clerical Life: The Sad Fortunes of the Rev. Amos Barton
Shepperton Church was a very different-looking building five-and-twenty years ago. To be sure, its substantial stone tower looks at you through its intelligent eye, the clock, with the friendly expression of former days; but in everything else what changes! Now there is a wide span of slated roof flanking the old steeple; the windows are tall and symmetrical; the outer doors are resplendent with oak-graining, the inner doors reverentially noiseless with a garment of red baize; and the walls, you are convinced, no lichen will ever again effect a settlement on - they are smooth and innutrient as the summit of the Rev. Amos Barton's head, after ten years of baldness and supererogatory soap.
Scene di vita clericale: Le tristi vicende del reverendo Amos Barton
Venticinque anni fa la chiesa di Shapperton era un edificio ben diverso da ora. Certo la sua massiccia torre di pietra vi guarda ancor oggi con il suo occhio intelligente e l'orologio con la stessa espressione cordiale dei giorni passati. Ma che mutamento in tutto il resto!
Adesso, un'ampia distesa di tetto, ricoperta d'ardesia, fiancheggia il vecchio campanile. Le finestre sono alte e simmetriche, le porte esterne, di quercia polita splendono; quelle interne, riverentemente silenziose, sono imbottite di sargia rossa, e sui muri non si arrampicherà mai più il lichene, state pur tranquilli. Essi sono lisci e sterili come la sommità del capo del reverendo Amos Barton dopo dieci anni di calvizie e di eccessivo uso di sapone.

(Traduzione: Bianca Dèttore)

Scenes of Clerical Life: Mr. Gilfil's Love Story
When old Mr. Gilfil died, thirty years ago, there was general sorrow in Shepperton; and if black cloth had not been hung round the pulpit and reading-desk, by order of his nephew and principal legatee, the parishioners would certainly have subscribed the necessary sum out of their own pockets, rather than allow such a tribute of respect to be wanting. All the farmers' wives brought out their black bombasines; and Mrs. Jennings, at the Wharf, by appearing the first Sunday after Mr. Gilfil's death in her salmon-coloured ribbons and green shawl, excited the severest remark. To be sure, Mrs. Jennings was a new-comer, and town-bred, so that she could hardly be expected to have very clear notions of what was proper; but, as Mrs. Higgins observed in an undertone to Mrs. Parrot when they were coming out of church, 'Her husband, who'd been born i' the parish, might ha' told her better.' An unreadiness to put on black on all available occasions, or too great an alacrity in putting it off, argued, in Mrs. Higgins's opinion, a dangerous levity of character, and an unnatural insensibility to the essential fitness of things.
Scene di vita clericale: La storia d'amore di Mr. Gilfil
Quando il vecchio Mr. Gilfil morì, trent'anno or sono, a Shepperton il cordoglio fu generale, e se il nipote e principale erede non avesse provveduto a far appendere i drappi neri intorno al pulpito e all'altare, i parrocchiani avrebbero certamente sottoscritto di tasca propria la somma necessaria, piuttosto che permettere di tralasciare un tale tributo di rispetto. Tutte le mogli degli agricoltori tirarono fuori le bambagine nere, e quando, la prima domenica dopo la morte di Mr. Gilfil, Mrs. Jennings apparve sul molo con nastri color salmone e uno scialle verde, suscitò commenti molto severi. Certo, Mrs. Jennings era una nuova arrivata, era stata educata in città, quindi era difficile aspettarsi che avesse una chiara nozione ci ciò che fosse appropriato; ma, come fece notare Mrs. Higgins a Mrs. Parrot, parlandole a voce bassa mentre uscivano dalla chiesa, "Il marito, che era nato lì, avrebbe potuto istruirla meglio." La titubanza a mettersi il nero in ogni occasione possibile, o un'eccessiva fretta nel toglierselo, rivelava, secondo Mrs. Higgins, una pericolosa leggerezza di carattere, e un'innaturale insensibilità verso l'essenziale opportunità delle cose.

Scenes of Clerical Life: Janet's Repentance
'No!' said lawyer Dempster, in a loud, rasping, oratorical tone, struggling against chronic huskiness, 'as long as my Maker grants me power of voice and power of intellect, I will take every legal means to resist the introduction of demoralizing, methodistical doctrine into this parish; I will not supinely suffer an insult to be inflicted on our venerable pastor, who has given us sound instruction for half a century.'
It was very warm everywhere that evening, but especially in the bar of the Red Lion at Milby, where Mr. Dempster was seated mixing his third glass of brandy-and-water.
Scene di vita clericale: Il pentimento di Janet
"No!" disse l'avvocato Dempster, con un tono sonoro, stridulo e ampolloso, lottando contro una cronica raucedine, "fino a quando il mio creatore mi darà voce ed energia dell'intelletto, userò qualsiasi mezzo per resistere all'introduzione nella parrocchia dell'immorale dottrina metodista; non accetterò supinamente che sia inflitta un'offesa al nostro venerabile pastore, che ci ha validamente istruiti per mezzo secolo."
Quella sera faceva caldo dappertutto, ma in particolare al bancone del Red Lion a Milby, dove Mr. Dempster era seduto, intento a mescere il terzo bicchiere di brandy e acqua.

Silas Marner
In the days when the spinning-wheels hummed busily in the farmhouses - and even great ladies, clothed in silk and thread-lace, had their toy spinning-wheels of polished oak - there might be seen in districts far away among the lanes, or deep in the bosom of the hills, certain pallid undersized men, who, by the side of the brawny country-folk, looked like the remnants of a disinherited race. The shepherd's dog barked fiercely when one of these alien-looking men appeared on the upland, dark against the early winter sunset; for what dog likes a figure bent under a heavy bag? - and these pale men rarely stirred abroad without that mysterious burden.
Silas Marner
Ai tempi in cui i filatoi ronzavano senza sosta nelle case coloniche - anche le signore dell'alta società, vestite di seta e di trine, possedevano minuscoli filatoi di lucido legno di quercia - era possibile vedere nelle zone sperdute fra i viottoli, o fra le profondità delle colline, uomini pallidi, di statura inferiore alla media che, accanto all'adusta gente di campagna, sembravano i superstiti di una razza diseredata.Quando uno di questi uomini dall'aspetto forestiero spuntava sull'altopiano, scuro contro il precoce tramonto invernale, il cane da pastore abbaiava ferocemente; quali sono infatti i cani ai quali piace una figura china sotto un pesante sacco? Ora questi uomini pallidi si facevano vedere di rado senza quel carico misterioso.

(Traduzione: Maria Gallone)


Thomas Stearns Eliot (1888-1965)

The Waste Land
April is the cruellest month, breeding
Lilacs out of the dead land, mixing
Memory and desire, stirring
Dull roots with spring rain.
Winter kept us warm, covering
Earth in forgetful snow, feeding
A little life with dried tubers.

 

La terra desolata
Aprile è il mese più crudele, generando
Lillà dalla terra morta, mischiando
Memoria e desiderio, eccitando
Spente radici con pioggia di primavera.
L'inverno ci tenne caldi, coprendo
La terra di neve smemorata, nutrendo
Una piccola vita con tuberi secchi.

(Traduzione: Alessandro Serpieri)

 

La terra desolata
Aprile è il mese più crudele: genera
Lillà dalla morta terra, mescola
Ricordo e desiderio, stimola
Le sopite radici con la pioggia primaverile.
L'inverno ci tenne caldi, coprendo
La terra di neve obliosa, nutrendo
Grama vita con tuberi secchi.

(Traduzione: Mario Praz)
La terra desolata
Aprile è il mese più crudele, genera
Lillà da terra morta, confondendo
Memoria e desiderio, risvegliando
Le radici sopite con la pioggia della primavera.
L'inverno ci mantenne al caldo, ottuse
Con immemore neve la terra, nutrì
Con secchi tuberi una vita misera.

(Traduzione: Roberto Sanesi)


Eliot legge l'incipit di The Waste Land


(solo audio)


ellekappa (Laura Pellegrini) (1955)

Le nostre idee non moriranno quasi mai
Prima vignetta di 'Le nostre idee non moriranno quasi mai'


Bret Easton Ellis (1964)

American Psycho
Abandon all hope ye who enter here is scrawled in blood red lettering on the side of the Chemical Bank near the corner of Eleventh and First and is in print large enough to be seen from the backseat of the cab as it lurches forward in the traffic leaving Wall Street and just as Timothy Price notices the words a bus pulls up, the advertisement for Les Misérables on its side blocking his view, but Price who is with Pierce & Pierce and twenty-six doesn't seem to care because he tells the driver he will give him five dollars to turn up the radio, "Be My Baby" on WYNN, and the driver, black, not American, does so.
American psycho
LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CH'ENTRATE sta scribacchiato a grandi lettere rosso sangue sul muro della Chemical Bank vicino all'angolo tra l'Undicesima e la Prima e la scritta è tanto grossa da saltare agli occhi dal sedile posteriore del taxi che strattona nel traffico proveniente da Wall Street e proprio mentre Timothy Price nota quelle parole sopraggiunge un autobus e la pubblicità di
Les Misérables sulla fiancata va a coprirgli la visuale, ma Price che è alla Pierce & Pierce e ha ventisei anni, non sembra farci caso e dice al tassista che gli darà cinque dollari se alza il volume della radio, c'è Be My Baby sulla WYNN, e il conducente, un nero non americano, esegue.
(Traduzione: Giuseppe Culicchia)

Less Than Zero
People are afraid to merge on freeways in Los Angeles. This is the first thing I hear when I come back to the city. Blair picks me up from LAX and mutters this under her breath as her car drives up the onramp. She says, "People are afraid to merge on freeways in Los Angeles." Though that sentence shouldn't bother me, it stays in my mind for an uncomfortably long time. Nothing else seems to matter.
Meno di zero
La gente ha paura di buttarsi nel traffico delle autostrade a Los Angeles. È la prima cosa che sento dire al mio ritorno in città. Blair viene a prendermi all'aeroporto e la sento mormorare questa frase mentre sale sulla rampa d'accesso. Dice: - La gente ha paura di buttarsi nel traffico delle autostrade a Los Angeles -. Questa frase non dovrebbe infastidirmi, ma non riesco a togliermela dalla testa. Inquietante. Nient'altro sembra avere importanza.

(Traduzione: Marisa Caramella)

Lunar Park
"You do an awfully good impression of yourself."
This is the first line of Lunar Park and in its brevity and simplicity it was supposed to be a return to form, an echo, of the opening line from my debut novel, Less Than Zero.
"People are afraid to merge on freeways in Los Angeles."
Since then the opening sentences of my novels - no matter how artfully composed - had become overly complicated and ornate, loaded down with a heavy, useless emphasis on minutiae.
Lunar Park
"Sei una perfetta caricatura di te stesso"
Questa è la prima frase di
Lunar Park, e nella sua brevità e semplicità doveva essere un ritorno alla forma, un'eco, della frase iniziale del mio primo romanzo, Meno di zero.
"La gente ha paura di buttarsi nel traffico delle autostrade a Los Angeles".
Da allora le frasi iniziali dei miei romanzi - per quanto ben costruite - sono diventate sempre più complicate ed elaborate, sovraccariche di un'enfasi pesante e inutile sui minimi dettagli.

(Traduzione: Giuseppe Culicchia)


Ralph Ellison (1914-1994)

Invisible Man
I am an invisible man. No, I am not a spook like those who haunted Edgar Allan Poe; nor am I one of your Hollywood-movie ectoplasms. I am a man of substance, of flesh and bone, fiber and liquids - and I might even be said to possess a mind. I am invisible, understand, simply beause people refuse to see me. Like the bodiless heads you see sometimes in circus sideshows, it is as though I have been surrounded by mirrors of hard, distorting glass. When they approach me they see only my surroundings, themselves, or figments of their imagination - indeed, everything and anything except for me.
Uomo invisibile
Io sono un uomo invisibile. No, non sono uno spettro, come quelli che ossessionavano Edgar Allan Poe; e non sono neppure uno di quegli ectoplasmi dei film di Hollywood. Sono un uomo che ha consistenza, di carne ed ossa, fibre e umori, e si può persin dire che posseggo un cervello. Sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi: capito? Come le teste prive di corpo che qualche volta si vedono nei baracconi da fiera, io mi trovo come circondato da specchi deformanti di durissimo vetro. Quando gli altri si avvicinano, vedono solo quel che mi sta intorno, o se stessi, o delle invenzioni della loro fantasia, ogni e qualsiasi cosa, insomma, tranne me.

(Traduzione: Carlo Fruttero e Luciano Gallino)


James Ellroy (1948)

American Tabloid
America was never innocent. We popped our cherry on the boat over and looked back with no regrets. You can't ascribe our fall from grace to any single event or set of circumstances. You can't lose what you lacked at conception.
American Tabloid
L'America non è mai stata innocente. Abbiamo perduto la verginità sulla nave durante il viaggio di andata e ci siamo guardati indietro senza alcun rimpianto. Non si può ascrivere la nostra caduta dalla grazia ad alcun singolo evento o insieme di circostanze. Non è possibile perdere ciò che non si ha fin dall'inizio.

(Traduzione: Stefano Bortolussi)

The Big Nowhere
Thindershowers hit just before midnight, drowning out the horn honks and noisemaker blare that usually signalled New Year's on the Strip, bringing 1950 to the West Hollywood Substation in a wave of hot squeals with meat wagon backup.
Il grande nulla
Il temporale era cominciato poco prima di mezzanotte e aveva spazzato via il concerto dei clacson e tutto il frastuono che normalmente annuncia l'anno nuovo sulla Strip. Nella sottostazione di West Hollywood, il 1950 si era presentato sotto forma di un'ondata di appelli urgenti, ciascuno dei quali seguito dall'intervento di ambulanze e altri automezzi.

(Traduzione: Carlo Oliva)

The Black Dahlia
I never knew her in life. She exists for me through others, in evidence of the ways her death drove them. Working backward, seeking only facts, I reconstructed her as a sad little girl and a whore, at best a could-have-been - a tag that might equally apply to me. I wish I could have granted her an anonymous end, relegated her to a few terse words on a homicide dick's summary report, carbon to the coroner's office, more paperwork to take her to potter's field. The only thing wrong with the wish is that she wouldn't have wanted it that way. As brutal as the facts were, she would have wanted all of them known. And since I owe her a great deal and am the only one who does know the entire story, I have undertaken the writing of this memoir.
Dalia Nera
Non l'ho mai conosciuta da viva. Lei, per me, esiste solo attraverso gli altri, nell'evidenza delle loro reazioni alla sua morte. Scavando a ritroso e attenendomi ai fatti posso dire che era una ragazza triste e una puttana. Nella migliore delle ipotesi era una fallita, un'etichetta che, del resto, potrei applicare a me stesso. L'avrei consegnata volentieri a una fine anonima, poche righe su un rapporto della Omicidi, una copia carbone per l'ufficio del magistrato, i formulari per la fossa comune. Ma lei non avrebbe approvato questa conclusione: avrebbe preferito rendere manifesta la sua storia in tutta la sua brutalità. Le devo molto e poiché io solo conosco i fatti per intero, tocca a me mettere per iscritto queste righe.

(Traduzione: Luciano Lorenzin)

The Cold Six Thousand
EXTRADITION
November 22-25, 1963

Wayne Tedrow Jr.
(Dallas, 11/22/63)

They sent him to Dallas to kill a nigger pimp named Wendell Durfee. He wasn't sure he could do it.
The Casino Operators Council flew him. They supplied first-class fare. They tapped their slush fund. They greased him. They fed him six cold.
Nobody said it:
Kill that coon. Do it good. Take our hit fee.

Sei pezzi da mille
ESTRADIZIONE
22-25 novembre 1963

WAYNE TEDROW JR.
Dallas, 22/11/63

L'avevano spedito a Dallas ad ammazzare un pappone negro di nome Wendell Durfee. Non era sicuro di farcela.
Il Consiglio dei gestori di casinò gli aveva offerto il viaggio. In prima classe. Avevano attinto dai loro fondi neri. L'avevano pagato. Gli avevano dato sei pezzi da mille.
Nessuno l'aveva
detto:
Ammazza quel negro. Fa' un bel lavoro. Prendi i nostri soldi.

(Traduzione: Stefano Bortolussi)

. A. Confidential
An abandoned auto court in the San Berdoo foothills; Buzz Meeks checked in with ninety-four thousand dollars, eighteen pounds of high-grade heroin, a 10-gauge pump, a .38 special, a .45 automatic and a switchblade he'd bought off a pachuco at the border - right before he spotted the car parked across the line: Mickey Cohen goons in an LAPD unmarked, Tijuana cops standing by to bootjack a piece of his goodies, dump his body in the San Ysidro River.
L. A. Confidential
Un motel abbandonato ai piedi delle colline di San Berdoo.
Quando Buzz Meeks arrivò, aveva con sé novantaquattromila dollari, nove chili d'eroina pura, un fucile a pompa calibro 12, una 38 special, una 45 automatica e un coltello a serramanico che aveva comprato da un pachuco alla frontiera, un momento prima di accorgersi dell'auto parcheggiata proprio sulla linea di confine: gli scagnozzi di Mickey Cohen in una macchina senza insegne della polizia di Los Angeles, e lì accanto in piedi un paio di poliziotti di Tijuana, pronti ad alleggerirgli le tasche e a scaraventarlo nel fiume San Ysidro.

(Traduzione: Carlo Oliva)


Ralph Waldo Emerson (1803-1882)

Self Reliance
I read the other day some verses written by an eminent painter which were original and not conventional. The soul always hears an admonition in such lines, let the subject be what it may. The sentiment they instil is of more value than any thought they may contain. To believe your own thought, to believe that what is true for you in your private heart is true for all men, - that is genius.
La fiducia in se stessi
Leggevo qualche giorno fa alcuni versi scritti da un eminente pittore: versi originali, niente affatto convenzionali. L'anima percepisce sempre un ammonimento in versi come questi, quale che ne sia l'argomento: il sentimento che essi riescono a instillare ha un valore superiore a qualsiasi pensiero possano contenere. Credere nel proprio pensiero, credere che ciò che è vero per te nell'intimo del tuo animo è vero per tutti gli uomini: questo è il genio.

(Traduzione: Piero Pignata)


Michael Ende (1929-1995)

Der Spiegel im Spiegel. Ein Labyrinth (Lo specchio nello specchio)
Scusa, non posso parlare più forte.
Non so quando riuscirai a sentirmi, me che ti parlo.
Ma riuscirai mai a sentirmi?
Il mio nome è Hor.
Ti prego, accosta l'orecchio alla mia bocca, per quanto tu possa essere lontano, ancora adesso o sempre. Altrimenti non posso farmi capire da te. E, anche se ti degnerai di esaudire la mia preghiera, resteranno tanti silenzi che dovrai riempire da solo. Ho bisogno della tua voce, quando la mia viene meno.

(Traduzione: Donatella Frediani)

Die Unendliche Geschichte (La storia infinita)


Questa scritta stava sulla porta a vetri di una botteguccia, ma naturalmente così la si vedeva solo guardando attraverso il vetro dall'interno del locale in penombra.
Fuori era una fredda grigia giornata novembrina e pioveva a catinelle. Le gocce di pioggia correvano giù lungo il vetro, sopra gli svolazzi delle lettere. Tutto ciò che si riusciva a vedere attraverso il cristallo era un muro macchiato di pioggia dall'altro lato della strada.
D'improvviso la porta venne spalancata con tanta violenza che un piccolo grappolo di campanellini d'ottone sospeso sul battente cominciò a tintinnare tutto eccitato e ci volle un bel po' prima che si rimettesse tranquillo.

(Traduzione: Amina Pandolfi)
Franco Enna (Franco Cannarozzo) (1921-1990)

L'occhio lungo
Qando arrivò a Milano, c'era la nebbia. Un altro arrivo seguiva a un'altra partenza, da una città conosciuta da poco a una città sconosciuta. Aveva sperato che la novità lo distraesse dalla malinconia del distacco, invece dal viluppo grigio che lo accolse, punteggiato qua e là di buchi luminosi, non gli giunse alcun segno.
Mentre si accingeva a mettersi in fila per un tassì, scorse l'alta insegna di un albergo. D'impulso scelse quello, e lo raggiunse, reggendo le due valigie e la borsa, sudato nell'alito freddo della nebbia, evitando con balzi leggeri le pozzanghere della neve disciolta e gli schizzi delle automobili di passaggio.


Per Olov Enquist (1934)

Boken om Blanche och Marie (Il libro di Blanche e Marie)
"Amor Omnia Vincit" - l'amore vince tutto - aveva scritto sulla copertina della cartelletta marrone, quella che contiene i tre quaderni; sopra, a lettere più grandi, in stampatello, c'era il titolo, LIBRO DELLE DOMANDE. Come se si dovessero testare due atteggiamenti: quello sopra energico, ottimista e del tutto neutrale, quello sotto fragile, cauto, quasi supplichevole. Come se avesse voluto dire: ecco il punto di partenza, può essere vero, ah, se solo fosse vero.
(Traduzione: Katia De Marco)

Livläkarens besök (Il medico di corte)
Il 5 aprile 1768 Johann Friedrich Struensee fu assunto quale medico personale del re di Danimarca Cristiano VII, e quattro anni più tardi fu giustiziato.
Dieci anni dopo, il 21 settembre 1782, quando l'espressione "il tempo di Struensee" era ormai diventata di uso corrente, l'ambasciatore inglese a Copenaghen Robert Murray Keith riferiva la proprio governo un episodio di cui era stato testimone. Giudicava l'episodio sconcertante.
Per questo faceva rapporto.

(Traduzione: Carmen Giorgetti Cima)


Hans Magnus Enzensberger (1929)

Requiem für eine romantische Frau (Requiem per una donna romantica)
Clemens Brentano a Achim von Arnim
Cassel, 19 ottobre 1807
C'è da votarsi al diavolo. Senza che lo desiderassi io stesso, contro il volere di tutta la famiglia Bethmann che ancora mi maledice sebbene non lo meriti, avendo io vista cinque volte la fanciulla, la quale l'anno addietro s'era promessa in modo altrettanto violento a un aiutante della Regina d'Olanda, tanto che aveva ottenuto il consenso dei genitori prosternandosi ai piedi della sovrana al Riedhorf, nota in tutta la città come fidanzata di costui, dall'apparenza assai quieta, mite e assennata, financo pensosa, spaventosamente intelligente nel discorrere, decisa quanto un uomo, timida e virginale al pari d'una monaca, al seguito di alcune galanterie poetiche che, disinformato della situazione complessiva, io le avevo dimostrate, Auguste Bussmann, nipote di Moritz [Bethmann], la cui madre è l'attuale signora von Flavigny, mi si getta al collo con veemenza terrificante.

(Traduzione: Ingrid Harbeck)


Venedict Vasil'evic Erofeev (1938-1990)

Moskva-Petuški (Mosca-Petuški)
Non fanno che ripetere tutti: Il Cremlino, il Cremlino. Ne ho sentito parlare in tutte le salse, ma non l'ho visto nemmeno una volta. Quante volte (mille volte), dopo aver trincato o prima d'avere smaltito una sbornia, ho attraversato Mosca da nord a sud, da ovest a est, da un capo all'altro, di sbieco e a casaccio, ma il Cremlino non sono mai riuscito a vederlo.
Ed è andata a finire così anche ieri. E dire che ho gironzolato in quei paraggi per tutta la sera, e mica poi tanto ubriaco: sbucato fuori dalla Stazione Savelovskaja ho, certo, mandato giù un bicchiere di Vodka del Bisonte come aperitivo, anche perché so per esperienza diretta che come decotto mattutino al genere umano non è stato ancora dato d'inventare nulla di meglio.

(Traduzione: Gario Zappi)

Vasilij Rozanov glazami ekscentrika (Vasilij Rozanov visto da un eccentrico)
Uscii di casa tirandomi dietro tre pistole. La prima pistola me la cacciai in seno, la seconda pure in seno, la terza non ricordo più dove.
E uscendo in un vicolo dissi: "Ma è vita questa? Non è vita, è un agitarsi di correnti e sabotaggi dell'anima". Si deve ritenere che il comandamento del Signore "non uccidere" vada esteso a se stessi ("Non ucciderti, per quanto male tu stia") ma il pantano odierno e la giornata odierna sono fuori dal comandamento. "Poiché è meglio che io muoia, anziché viva" disse il profeta Giona. Anche per me è così.
Piovviginava da ogni parte, o forse non piovigginava da nessuna parte, non me ne fregava nulla. M'incamminai verso piazza Gagarinskaja, socchiudendo a volte gli occhi e accosciandomi in segno d'afflizione. La mia anima era gonfia d'amarezza, mi sentivo stringere a sinistra del cuore, e anche a destra del cuore sentivo stringermi.

(Traduzione: Gario Zappi)


Erasmo da Rotterdam (Gert Geertsz) (1466/69-1536)

Moriae encomium, id est, stulticiae laus
Vtcumque de me uulgo mortales loquuntur, neque enim sum nescia, quam male audiat STVLTITIA etiam apud stultissimos, tamen hanc esse, hanc, inquam, esse unam, quae meo numine Deos atque homines exhilaro, uel illud abunde magnum est argumentum, quod simulatque in hunc coetum frequentissimum dictura prodii, sic repente omnium uultus noua quadam atque insolita hilaritate enituerunt, sic subito frontem exporrexistis , sic laeto quodam et amabili applausistis risu, ut mihi profecto quotquot undique praesentes intueor, pariter deorum Homericorum nectare non sine nepenthe temulenti esse uideamini, cum antehac tristes ac solliciti sederitis, perinde quasi nuper e Trophonii specu reuersi.
Elogio della follia
Qualunque cosa dicano di me comunemente i mortali - non ignoro, infatti, quanto la Follia sia portata per bocca anche dai più folli - tuttavia, ecco qui la prova decisiva che io, io sola, dico, ho il dono di rallegrare gli dèi e gli uomini. Non appena mi sono presentata per parlare a questa affollatissima assemblea, di colpo tutti i volti si sono illuminati di non so quale insolita ilarità; d'improvviso le vostre fronti si sono spianate e mi avete applaudito con una risata così lieta e amichevole che tutti voi qui presenti, da qualunque parte mi volga, mi sembrate ebbri del nettare misto a nepente degli dèi d'Omero, mentre prima sedevate cupi e ansiosi come se foste tornati allora dall'antro di Trofonio.

(Traduzione: Eugenio Garin)


Annie Ernaux (1940)

Passion simple (Passion simple)
Quest'estate ho visto per la prima volta un film classificato X alla televisione, su Canale+. Il mio apparecchio non ha decodificatore, le immagini sullo schermo erano sfocate, le parole soppiantate da uno strano rumore di fondo, uno sfrigolìo, uno sciacquìo, una sorta d'altro linguaggio, dolce e ininterrotto. Si distingueva un profilo di donna in guepière, con delle calze, un uomo. La storia era incomprensibile e non si poteva prevedere alcunché, né dai gesti né dalle azioni.
(Traduzione: Idolina Landolfi)


Erodoto (484 a.C. ca.-430 a.C. ca.)

Istoríai
Hêrodotou Halikarnêsseos historiês apodexis hêde, hôs mête ta genomena ex anthrôpôn tôi chronôi exitêla genêtai, mête erga megala te kai thômasta, ta men Hellêsi ta de barbaroisi apodechthenta, aklea genêtai, ta te alla kai di' hên aitiên epolemêsan allêloisi.

1. Perseôn men nun hoi logioi Phoinikas aitious phasi genesthai tês diaphorês. toutous gar apo tês Eruthrês kaleomenês thalassês apikomenous epi tênde tên thalassan, kai oikêsantas touton ton chôron ton kai nun oikeousi, autika nautiliêisi makrêisi epithesthai, apagineontas de phortia Aiguptia te kai Assuria têi te allêi esapikneesthai kai dê kai es Argos. to de Argos touton ton chronon proeiche hapasi tôn en têi nun Helladi kaleomenêi chôrêi.

Storie
Questa è l'esposizione che fa delle sue ricerche Erodoto di Turi, affinché gli avvenimenti umani con il tempo non si dissolvano nella dimenticanza e le imprese grandi e meravigliose, compiute tanto dai Greci che dai Barbari, non rimangano senza gloria; tra l'altro, egli ricerca la ragione per cui essi vennero in guerra tra loro.

1. Raccontano i dotti persiani che furono i Fenici a provocare l'inizio delle ostilità: non appena, infatti, questi dal mare cosí detto Eritreo s'affacciarono a questo nostro mare e si stanziarono nella regione che tuttora essi abitano, subito si diedero a grandi navigazioni, trasportando merci egiziane e assire; tra l'altro, sarebbero giunti anche ad Argo - in quel periodo, Argo primeggiava in tutto tra le città del paese che ora si chiama Grecia.
(Traduzione: Luigi Annibaletto)


John Erskine (1879-1951)

Galahad (I tre amori di Lancillotto)
Due volte nella sua vita Lancillotto fu richiesto d'amore da una donna. Da due donne diverse, entrambe a nome Elaine. Ma, come tutti sanno, Lancillotto non si curò che di Ginevra. Comincerò dalla seconda volta. Quando era di mezza età, fu ospite di messer Bernardo di Astolat, che aveva una figlia, chiamata Elaine la Bianca per il suo aspetto e perché nulla conosceva del mondo. Questa è la Elaine di cui solitamente ci narrano i vecchi libri, i quali dicono che essa amò inguaribilmente Lancillotto e ne morì. Conosciamo le parole che i due si scambiarono al momento del distacco.
"Vorrei avervi per marito."
"Ve ne ringrazio, ma io non prenderò mai moglie."
"Allora, gentile cavaliere, volete essere il mio damo?"
"Dio non voglia! La vostra famiglia non approverebbe."
"Allora, ahimè, dovrò morire d'amore.

(Traduzione: Giacomo Prampolini)


Luisa Carnielli Ervas (1957)

La lotteria
Il manifesto era categorico, proprio all'entrata del Museo dei cetacei.
Per chi? si chiese l'ispettore Kosh, incespicando nel suo lungo cappotto blu, prima di varcare la soglia dell'edificio.
Lo colpì l'ampiezza della prima sala, dove erano state puntigliosamente ricostruite alcune voluminose impalcature scheletriche. Nel bel mezzo troneggiava, per quasi venti metri, uno sterminato numero di vertebre e un cranio ingiallito con lunghi denti nella mandibola. Kosh si allungò per leggere la targa d'ottone: Physeter Macrocephalus.


Luisa Carnielli Ervas (1957) e Fulvio Ervas (1955)

Commesse di Treviso
"Antimama..." sospirò l'ispettore Stucky, sforzandosi di prestare attenzione alle parole della giovane commessa. La mattina prima aveva seppellito Martini e ora aveva già questo fastidio.
Lasciò che la donna raccontasse del tribolato tragitto per recarsi al lavoro, lei che odiava guidare, e della serranda che era costretta, ogni giorno, ad alzare e abbassare; lasciò che si lagnasse dell'accaduto e di come, invece, mettesse tutta se stessa nelle mansioni che svolgeva; lasciò che narrasse del negozio di oggettistica, delle caraffe di plastica azzurra, dei pettini per labrador, dei sottobicchieri in carbonio, dei post-it con i pesciolini che si baciano, ...


Esiodo (VIII-VII sec. a.C.)

Erga kai hemerai
mousai Pieriêthen aoidêisin kleiousai
deute, Di' ennepete, spheteron pater' humneiousai:
honte dia brotoi andres homôs aphatoi te phatoi te,
rhêtoi t' arrêtoi te Dios megaloio hekêti.
rhea men gar briaei, rhea de briaonta chaleptei,
rheia d' arizêlon minuthei kai adêlon aexei,
rheia de t' ithunei skolion kai agênora karphei
Zeus hupsibremetês, hos hupertata dômata naiei.
kluthi idôn aiôn te, dikêi d' ithune themistas
tunê: egô de ke, Persê, etêtuma muthêsaimên.
Le opere e i giorni
O Muse della Pieria che date gloria coi carmi, cantate qui Zeus e celebrate vostro padre, per opera del quale gli uomini mortali sono in pari modo illustri e oscuri, noti e ignoti per volere del possente Zeus. Facilmente, infatti, egli infonde forza, facilmente opprime il forte, facilmente abbatte l'illustre e innalza l'ignoto, facilmente addrizza il tortuoso e atterra l'orgoglioso, Zeus altotonante che abita le eccelse magioni. Ascoltami, volgendo lo sguardo e l'orecchio, indirizza secondo giustizia le leggi, tu! Ed io a Perse esporrò la verità.

(Traduzione: Lodovico Magugliani)


Esopo (VII/VI sec. a.C.)

Alôpêx kai Bótrus
Alôpex limôttousa, ôs etheásato apó tinos anadendrádos Bótruas kremaménous, êoulêthê autôn perigenésthai kai ouk êoúvato. Apallattoménê dè pròs eautên eipen "Omphakés eisin."
Outô kai tôn anthrôpôn enioi tôn pragmátôn ephikésthai mê dunámenoi di asthéneian toùs kairoùs aitiôntai.
La volpe e l'uva
Una volpe affamata vide dei grappoli d'uva che pendevano da un pergolato e tentò d'afferrarli. Ma non ci riuscì. "Robaccia acerba!", disse allora fra sé e sé; e se ne andò.
Così anche fra gli uomini, c'è chi, non riuscendo, per incapacità, a raggiungere iil suo intento, ne dà la colpa alle circostanze.

(Traduzione: Elena Ceva Valla)

Oruis chrusotókos
Oruis tis eiche kalên chrusa ôà tiktousan nomisas dè endon autês ogkon chrusiou einai kai thúsas euren ousan omoian tôn loipôn ornithôn. O dè athróon plouton èlpisas euerin kai tou mikrou kérdous esterêthê.
Oti tois parousin arkeisthô tis kai tên aplêstian pheugétô.
La gallina dalle uova d'oro
Un tale possedeva una bella gallina che faceva le uova d'oro. Pensando che avesse un mucchio d'oro nelle viscere, egli la uccise, e trovò che dentro era fatta come tutte le altre galline. Così, per la speranza di trovar la ricchezza tutta in una volta, restò privo anche del suo modesto provento.
Contentatevi di quello che avete e guardatevi dall'essere insaziabili.

(Traduzione: Elena Ceva Valla)

Téttix kai múrmêkes
Cheimônos ôra tòn oiton brachénta oi múrmêkes epsuchon Téttix dè limôttôn êtei autoùs trophên. Oi dè múrmêkes aipon autô: "Dià ti tò théros ou sunêges kai su trophên;" O dè eipen: "Ouk eschólazon, all êdon mousikôs." Oi dè gelasantes eipon: "All ei thérous ôrais êuleis, cheimônos orchou."
O muthos dêloi oti ou dei tina amelein en panti prágmati, ina mê lupêthê kai kinduneúsê.
La cicala e le formiche
In una giornata d'inverno le formiche stavano facendo seccare il loro grano che s'era bagnato. Una cicala affamata venne a chiedere loro un po' di cibo. E quelle le dissero: "Ma perché non hai fatto provvista anche tu, quest'estate?". "Non avevo tempo", rispose lei, "dovevo cantare le mie melodiose canzoni". "E tu balla, adesso che è inverno, se d'estate hai cantato!", le dissero ridendo le formiche.
La favola mostra che, in qualsiasi faccenda, chi vuol evitare dolori e rischi non deve essere negligente.

(Traduzione: Elena Ceva Valla)


Laura Esquivel (1950)

Como agua para chocolate
Ingredientes: 1 Lata de Sardinas / ½ de Chorizo / 1 Cebolla / Orégano / 1 Lata de Chiles Serranos / 10 Teleras
Manera de hacerse: La cebolla tiene que estar finamente picada. Les sugiero ponerse un pequeño trozo de cebolla en la mollera con el fin de evitar el molesto lagrimeo que se produce cuando uno la está cortando. Lo malo de llorar cuando uno pica cebolla no es el simple hecho de llorar, sino que a veces uno empieza, como quien dice, se pica, y ya no puede parar. No sé si a ustedes les ha pasado pero a mí la mera verdad sí. Infinidad de veces. Mamá decía que era porque yo soy igual de sensible a la cebolla que Tita, mi tía abuela.
Dicen que Tita era tan sensible que desde que estaba en el vientre de mi bisabuela lloraba y lloraba cuando ésta picaba cebolla; su llanto era tan fuerte que Nacha, la cocinera de la casa, que era medio sorda, lo escuchaba sin esforzarse.
Dolce come il cioccolato
Ingredienti: 1 scatola di sardine; ½ salsiccia; 1 cipolla; origano; 1 scatola di peperoncini "serranos"; 10 focaccine.
La cipolla deve essere tritata fine fine. Suggerisco di mettersene un pezzetto in testa per evitare la fastidiosa lacrimazione che si produce quando la si taglia. Il brutto di piangere tritando la cipolla non è il semplice fatto di piangere, ma è che, quando cominci, poi ti bruciano gli occhi e non smetti più. Non so se è già capitato anche a voi, ma a me certamente sì. Una infinità di volte. La mamma diceva che era perché sono sensibile alla cipolla proprio come Tita, la mia prozia.
Raccontano che Tita era così sensibile che, già quando stava nella pancia della mia bisnonna, quando lei tritava cipolle non smetteva più di piangere; il suo pianto era così forte che Nacha, la cuoca di casa, che era mezza sorda, lo udiva senza sforzo.

(Traduzione: Silvia Benso)


Péter Esterházy (1950)

HarmoniaCælestis (HarmoniaCælestis)
È di una difficoltà cane mentire senza cognoscere la verità.
Mettere in moto un testo con un arcigno nobiluomo barocco: questo è buono: in questi casi un brulicante stuzzichio ci stuzzica la gabbia toracica, ci precedono nel saluto i computer e il nostro cuoco, giacché per qual motivo non dovremmo possedere un cuoco (chi noi?), a sorpresa ci ammannisce una coda d'agnello impanata, la quale è simile alla coscia d'agnello, ma è ancora più squisita, perché più gelatinosa, più fragile: il mio buon padre, questo arcigno signore barocco, che ha sovente avuto il modo e il dovere di levare lo sguardo sull'imperatore Leopoldo, levò lo sguardo sull'imperatore Leopoldo, assunse un'aria seria, sebbene gli occhi luccicanti e le ciglia che sbattevano, come sempre, lo tradissero, e prese a dire: È di una difficoltà cane, altezza, mentire senza cognoscere la verità, e con ciò balzò sul suo baio di nome Verdeficcante e galoppò via nella sensitiva descrizione paesaggistica del XVII secolo.

(Traduzione: Giorgio Pressburger e Antonio Sciacovelli)


Jeffrey Eugenides (1960)

Middlesex
I was born twice: first, as a baby girl, on a remarkably smogless Detroit day in January of 1960; and then again, as a teenage boy, in an emergency room near Petoskey, Michigan, in August of 1974. Specialized readers may have come across me in Dr. Peter Luce`s study, "Gender Identity in 5-Alpha-Reductase Pseudohermaphrodites," published in the Journal of Pediatric Endocrinology in 1975. Or maybe you`ve seen my photograph in chapter sixteen of the now sadly outdated Genetics and Heredity. That`s me on page 578, standing naked beside a height chart with a black box covering my eyes.
Middlesex
Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960 in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell'agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan,. Non è impossibile che un lettore specializzato abbia letto notizie sul mio conto nello studio del dottor Peter Luce, Genderldentity in 5-Alpha-Reductase Pseudohermaphrodites pubblicato nel 1975 dal "Journal of Pediatric Endocrinology". Oppure potreste aver visto la mia fotografia pubblicata nel capitolo sedici di Genetics and Heredity, un testo ormai tristemente obsoleto. Sono io la ragazza nuda in piedi accanto a un'asta graduata per misurare l'altezza a pagina 578, gli occhi nascosti da una striscia nera.

(Traduzione: Katia Bagnoli)

The Virgin Suicides
On the morning the last Lisbon daughter took her turn at suicide - it was Mary this time, and sleeping pills, like Therese - the two paramedics arrived at the house knowing exactly where the knife drawer was, and the gas oven, and the beam in the basement from which it was possible to lie a rope. They got out of the EMS truck, as usual moving much too slowly in our opinion, and the fat one said under his breath, "This ain't TV, folks, this is how fast we go." He was carrying the heavy respirator and cardiac unit past the bushes that had grown monstrous and over the erupting lawn, tame and immaculate thirteen months earlier when the trouble began.
Le vergini suicide
La mattina che si uccise anche l'ultima figlia dei Lisbon (stavolta toccava a Mary: sonniferi, come Therese) i due infermieri del pronto soccorso entrarono in casa sapendo con esattezza dove si trovavano il cassetto dei coltelli, il forno a gas e la trave del seminterrato a cui si poteva annodare una corda. Scesero dall'ambulanza, con quella che come al solito ci sembrò una lentezza esasperante, e il più grasso disse sottovoce: "Mica siamo in tivù, gente: più presto di così non si può". Stava spingendo a fatica le apparecchiature per la rianimazione accanto ai cespugli cresciuti a dismisura, sul prato incolto che tredici mesi prima, all'inizio di quella brutta storia, era perfettamente curato.

(Traduzione: Cristina Stella)


Valerio Evangelisti (1952)

Il collare di fuoco
L'intera faccenda della guerra di Cortina cominciò a Brownsville, Texas: un abitato che il Río Grande separava dalla porzione sud, il porto di Matamoros, rimasto in mani messicane. Polverose l'una parte e l'altra, malgrado l'intensa attività fluviale, e cotte quasi perennemente dal sole. Ma a Brownsville gli anglos li tenevano a bada, i messicani, li facevano lavorare. Cosa che, secondo William R. Henry (fiero di discendere da Patrick Henry, il grande patriota e oratore della Virginia), non era precisamente nella loro natura. Ogni messicano non solo era pigro, ma anche potenzialmente ladro; e ciò per istinto, educazione, storia. Questione di razza, insomma.

Le catene di Eymerich
Homer Loomis osservò oltre la vetrata il corpo massiccio del gesuita disteso sul lettino, trattenuto da cinghie strette al collo, ai polsi, alla vita e alle caviglie. Senza gli occhiali scuri e con la barbetta spettinata il prete sembrava avere perduto ogni energia. Fissava con lo sguardo spento la dottoressa che, seduta al suo fianco, parlava incessantemente.
Loomis si rivolse al primario, che seguiva la scena con occhio esperto.
- Cosa gli sta facendo?

Il corpo e il sangue di Eymerich
Il Falco Notturno si accostò alla porta dell'Antro Interno e tracciò un cerchio con l'unghia del pollice. Si aprì subito uno spioncino e apparve un occhio torvo.
- Chi sei? - chiese il Klexter con voce acuta.
Invece di rispondere, il Falco Notturno fece un breve sibilo con le labbra.
- Parola d'ordine? - chiese il Klexter.
- Supremazia.
- Potete entrare.

Nicolas Eymerich, inquisitore
Il professor Tripler uscì dal Robert Lee More Building, sede del Dipartimento di Astrofisica dell'Università del Texas, con fare molto circospetto. Scrutò i vialetti del campus, soffermandosi sulle siepi e sui gruppetti di studenti, poi si incamminò con passo rapido, guardandosi attorno di continuo. Non si accorse, però, che un giovane dai capelli nerissimi, con una folta barba ricciuta e un'espressione determinata in viso, era uscito subito dopo di lui e gli camminava dietro, spostandosi da un lato e dall'altro ogni volta che muoveva il capo.
Giunti che furono a un incrocio, il giovane cessò quella curiosa pantomima e, accelerato il passo, toccò Tripler sulla spalla.
- Buongiorno, professore! - esclamò a pieni polmoni.


Percival Everett (1956)

God's Country
I saw the smoke first. Too much smoke to just be spilling out of the chimney, so I kicked my gray and hurried to the top of the hill. More than a cozy fire in the hearth, it was my danged house burning to beat all get out. Red and yellow flames were leaping up into the sky just under thick smoke. And around it all were men, seedy looking from a distance even, riding around screamin' and hollerin'. Two were tossing more torches to the house, two were shootin' arrows every which way into things and one had my wife hung over his saddle like a rug. She was swearin' a blue streak that made me proud, dang proud. I couldn't rightly make out the words, but the tone was right for good cussin'.
Il paese di Dio
La prima cosa che ho visto è il fumo. Troppo fumo perché uscisse solo dal camino, così ho spronato il leardo e ho scollinato di gran carriera. Altro che fuocherello domestico, era la mia canchera di casa a ferro e fuoco. Le fiamme rosse e gialle guizzavano alte nel cielo appena sotto una cappa di fumo denso. E tutt'attorno una combriccola di banditi, poco raccomandabili anche a un miglio di distanza, cavalcavano in tondo e schiamazzavano come ossessi. Un paio continuavano a scagliare torce verso la casa, altri due scoccavano frecce a destra e a manca, e un altro aveva sistemato la mia mogliettina sulla sua sella a mo' di tappeto. Sentirla smoccolare in tutte le lingue m'ha fatto sentire orgoglioso, diavolo. Non distinguevo le parole esatte, ma il tono era quello di chi sacramenta con tutti i crismi.

(Traduzione: Marco Rossari)


Nicolau Eymerich (1320-1399)

Directorium inquisitorum (Il manuale dell'inquisitore)
La nozione di eresia
Che cosa bisogna intendere per "eresia"? Consultiamo a questo proposito le etimologie proposte da sant'Isidoro e alcuni altri, e vedremo che questo termine è dotato di un triplice significato.
In primo luogo, secondo Isidoro e Papias, il termine "eresia" deriva dal verbo "eleggere" (eligo). In tal senso, "eresia" equivale a elesis e proviene allora da "elezione", come "setta" da "sezione". Potremmo quindi usare il termine "elettore" per dire "eretico" (electivus, haereticus). E a giusto titolo, perché l'eretico, determinandosi tra una dottrina vera e una falsa, rifiuta la vera dottrina e "sceglie" come vera una dottrina falsa e perversa. È dunque evidente che l'eretico "elegge"
Hugues propone un secondo significato, derivante dal verbo "aderire". Eretico allora starebbe a significare "aderente" (haereticus, adhaesivus). L'eretico, in effetti, è colui che aderisce con fermezza e tenacia a una dottrina falsa che reputa vera. È chiaro dunque che l'eretico "aderisce".

(Traduzione: Louis Sala-Molins)

|     pag. prec.     |     Indice     |     pag. succ     |