| O Crime do Padre Amaro
Foi no domingo de Páscoa que se soube em Leiria, que o pároco da Sé, José Miguéis, tinha morrido de madrugada com uma apoplexia. O pároco era um homem sangüíneo e nutrido, que passava entre o clero diocesano pelo comilão dos comilões. Contavam-se histórias singulares da sua voracidade. O Carlos da Botica - que o detestava - costumava dizer, sempre que o via sair depois da sesta, com a face afogueada de sangue, muito enfartado: "Lá vai a jibóia esmoer. Um dia estoura!" Com efeito estourou, depois de uma ceia de peixe - à hora em que defronte, na casa do doutor Godinho que fazia anos, se polcava com alarido. Ninguém o lamentou, e foi pouca gente ao seu enterro. Em geral não era estimado. Era um aldeão; tinha os modos e os pulsos de um cavador, a voz rouca, cabelos nos ouvidos, palavras muito rudes. |
La colpa del prete Amaro
La mattina di Pasqua si apprese a Leiria che all'alba era morto di apoplessia il parroco della cattedrale, José Migueis. Questi era un uomo ben pasciuto e di temperamento sanguigno che nel clero diocesano passava per il "mangione tra i mangioni". Intorno alla sua voracità si raccontavano storie singolari. Carlos de Botica - che lo detestava - soleva dire ogni volta che lo vedeva uscire dopo la siesta con la faccia infuocata di sangue e rimpinzato a dovere: "Ecco il serpente che fa la digestione. Un giorno o l'altro scoppia!". E infatti scoppiò, dopo una cena di pesce - mentre nella casa di fronte, in occasione del compleanno del dottor Godinho, ballavano fragorose polke. Nessuno lo compianse, all'accompagno andò poca gente. In generale non era benvoluto. Era un campagnolo, aveva i modi e i polsi di un cavatore di pietre, la voce rauca, capelli nelle orecchie, parole molto rudi. (Traduzione: Giacomo Prampolini) |
Il nome della rosa
In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. Questo era in principio presso Dio e compito del monaco fedele sarebbe ripetere ogni giorno con salmodiante umiltà l'unico immodificabile evento di cui si possa asserire l'incontrovertibile verità. Ma videmus nunc per speculum et in aenigmate e la verità, prima che faccia a faccia, si manifesta a tratti (ahi, quanto illeggibili) nell'errore del mondo, così che dobbiamo compitarne i fedeli segnacoli, anche là dove ci appaiono oscuri e quasi intessuti di una volontà del tutto intesa al male.
Giunto al finire della mia vita di peccatore, mentre canuto senesco come il mondo, nell'attesa di perdermi nell'abisso senza fondo della divinità silenziosa e deserta, partecipando della luce inconversevole delle intelligenze angeliche, trattenuto ormai col mio corpo greve e malato in questa cella del caro monastero di Melk, mi accingo a lasciare su questo vello testimonianza degli eventi mirabili e tremendi a cui in gioventù mi accadde di assistere, ripetendo verbatim quanto vidi e udii, senza azzardarmi a trarne un disegno, come a lasciare a coloro che verranno (se l'Anticristo non li precederà) segni di segni, perché su di essi si eserciti la preghiera della decifrazione.
Il pendolo di Foucault
Fu allora che vidi il Pendolo.
La sfera, mobile all'estremità di un lungo filo fissato alla volta del coro, descriveva le sue ampie oscillazioni con isocrona maestà.
Io sapevo - ma chiunque avrebbe dovuto avvertire nell'incanto di quel placido respiro - che il periodo era regolato dal rapporto tra la radice quadrata della lunghezza del filo e quel numero "pi greco" che, irrazionale alle menti sublunari, per divina ragione lega necessariamente la circonferenza al diametro di tutti i cerchi possibili - così che il tempo di quel vagare di una sfera dall'uno all'altro polo era effetto di una arcana cospirazione tra le più intemporali delle misure, l'unità del punto di sospensione, la dualità di una astratta dimensione, la natura ternaria di "pi greco", il tetragono segreto della radice, la perfezione del cerchio.
L'isola del giorno prima
"Eppure m'inorgoglisco della mia umiliazione, e poiché a tal privilegio son condannato, quasi godo di un'aborrita salvezza: sono, credo, a memoria d'uomo, l'unico essere della nostra specie ad aver fatto naufragio su di una nave deserta."
Così, con impenitente concettosità, Roberto de la Grive, presumibilmente tra il luglio e l'agosto del 1643.
Da quanti giorni vagava sulle onde, legato a una tavola, a faccia in giù di giorno per non essere accecato dal sole, il collo innaturalmente teso per evitare di bere, riarso dal salmastro, certamente febbricitante? Le lettere non lo dicono e lasciano pensare a una eternità, ma si dev'essere trattato di due giorni al più, altrimenti non sarebbe sopravvissuto sotto la sferza di Febo (come immaginosamente lamenta) - lui così infermiccio quale si descrive, animale nottivago per naturale difetto.
Baudolino
Ratispone Anno Dommini Domini mense decembri mclv kronica Baudolini cognomento de Aulario
io Baudolino di Galiaudo de li Aulari con na testa ke somilia un lione alleluja sieno rese Gratie al siniore ke mi perdoni
a yo face habeo facto il rubamento più grande de la mia vita cio è preso da uno scrinio del vescovo Oto molti folii ke forse sono cose de la kancel cancelleria imperiale et li o gratati quasi tutti meno ke dove non veniva via et adesso o tanto Pergamino per schriverci quel ke volio cioè la mia chronica anca se non la so scrivere in latino
se poi scoprono ke i folii non ci sono più ki sa ke cafarnaum viene fuori et pensano ke magari è una Spia dei vescovi romani ke voliono male all'imperatore federico
ma forse non li importa a nessuno in chancelleria schrivono tutto anca quando non serve et ki li trova [questi folii] se li infila nel büs del kü non se ne fa negott
La misteriosa fiamma della regina Loana
"E lei come si chiama?"
"Aspetti, ce l'ho sulla punta della lingua."
Tutto è cominciato così.
Mi ero come risvegliato da un lungo sonno, e però ero ancora sospeso in un grigio lattiginoso. Oppure, non ero sveglio ma stavo sognando. Era uno strano sogno, privo di immagini, popolato di suoni. Come se non vedessi, ma udissi voci che mi raccontavano che cosa dovessi vedere. E mi raccontavano che non vedevo ancora nulla, salvo un fumigare lungo i canali, dove il paesaggio si dissolveva. Bruges, mi ero detto, ero a Bruges, ero mai stato a Bruges la morta?
| The Absentee
"Are you to be at Lady Clonbrony's gala next week?" said Lady Langdale to Mrs. Dareville, whilst they were waiting for their carriages in the crush-room of the opera house. "Oh yes! everybody's to be there, I hear," replied Mrs. Dareville. "Your ladyship, of course?" "Why, I don't know - if I possibly can. Lady Clonbrony makes it such a point with me, that I believe I must look in upon her for a few minutes. They are going to a prodigious expense on this occasion. Soho tells me the reception rooms are all to be new furnished, and in the most magnificent style." |
L'assenteista
"Andrete al gala di Lady Clonbrony la prossima settimana?" disse Lady Langdale a Mrs Dareville, mentre erano in attesa delle loro carrozze nell'atrio dell'opera house. "Oh sì! Ho saputo che ci saranno tutti," rispose Mrs Dareville. "Naturalmente anche Vostra Signoria?" "Veramente non so se mi sarà possibile. Lady Clonbrony è così corretta con me, che penso dovrò andarci per qualche minuto. Stanno facendo delle spese enormi per questa occasione. Soho mi ha detto che le sale di ricevimento sono state sontuosamente arredate con mobilio nuovo." |
| Castle Rackrent
Having, out of friendship for the family, upon whose estate, praised be Heaven! I and mine have lived rent-free time out of mind, voluntarily undertaken to publish the Memoirs of the Rackrent Family, I think it my duty to say a few words, in the first place, concerning myself. My real name is Thady Quirk, though in the family I have always been known by no other than "Honest Thady,"; afterward, in the time of Sir Murtagh, deceased, I remember to hear them calling me "Old. Thady", and now I've come to "Poor Thady"; for I wear a long greatcoat winter and summer, which is very handy, as I never put my arms into the sleeves; they are as good as new, though come Holantide next I've had it these seven years: it holds on by a single button round my neck, cloak fashion. |
Il castello Rackrent
Avendo deciso di mia volontà, per amicizia verso la famiglia sulle cui proprietà (sia lodato il cielo!) io e i miei viviamo senza pagare canoni d'affitto da tempo immemorabile, di pubblicare questo Memoriale della Famiglia Rackrent, credo sia mio dovere dire qualche parola, in primo luogo, su me stesso. Il mio vero nome è Thady Quirk, anche se presso la famiglia sono sempre stato chiamato semplicemente "l'onesto Thady"; più avanti, al tempo del defunto Sir Murtagh, ricordo di averli sentiti dire "il vecchio Thady", e adesso siamo arrivati a "il povero Thady", perché porto un lungo mantello, estate e inverno, che è molto comodo, visto che non infilo mai le braccia nelle maniche (sono ancora come nuove, anche se il prossimo inverno saranno sette anni che lo porto): si regge grazie a un solo bottone attorno al collo, proprio come un mantello. (Traduzione: Pietro Meneghelli) |
| A Heartbreaking Work of Staggering Genius
Through the small tall bathroom window the December yard is gray and scratchy, the trees calligraphic. Exhaust from the dryer billows clumsily out from the house and up, breaking apart while tumbling into the white sky. The house is a factory. I put my pants back on and go back to my mother. I walk down the hall, past the laundry room, and into the family room. I close the door behind me, muffling the rumbling of the small shoes in the dryer, Toph's. "Where were you?" my mother says. "In the bathroom," I say. "Hmph," she says. |
L'opera struggente di un formidabile genio
Di là dalla finestra alta e stretta del bagno il cortile di dicembre è grigio e triste, gli alberi si stagliano calligrafici. Fuori, il vapore di scarico dell'asciugatrice si alza in pesanti volute, sfilacciandosi e avviluppandosi nel cielo bianco. La casa è un bordello totale. Mi tiro su i pantaloni e torno da mia madre. Attraverso il corridoio, supero la lavanderia e di lì passo in sala da pranzo. Mi chiudo la porta alle spalle, smorzando il rumore delle scarpe di Toph che rotolano dentro l'asciugatrice. "Dov'eri?" dice mia madre. "In bagno" rispondo. "Mah..." (Traduzione: Giuseppe Strazzeri) |
You Shall Know Our Velocity (...)
The light was screaming through the windows, intent and wild, and I opened my portal's eyelid a quick few inches and we were coming at Africa at 300 mph, the ocean below striking the coast of Dakar with desperation. The neat shadow of the plane jumbled over the city's shoreline, the buildings glowing in tan and white and standing still as the water and wind came to them with all the world's fury-and then died. We were somewhere else. What were we doing here? We had no idea. Hand was awake.
"Senegal," I said.
"Senegal," Hand said.
We had pictured Senegal green but this was tan.
| Aus dem Leben eines Taugenichts
Das Rad an meines Vaters Mühle brauste und rauschte schon wieder recht lustig, der Schnee tröpfelte emsig vom Dache, die Sperlinge zwitscherten und tummelten sich dazwischen; ich saß auf der Türschwelle und wischte mir den Schlaf aus den Augen; mir war so recht wohl in dem warmen Sonnenscheine. Da trat der Vater aus dem Hause; er hatte schon seit Tagesanbruch in der Mühle rumort und die Schlafmütze schief auf dem Kopfe, der sagte zu mir: "Du Taugenichts! da sonnst du dich schon wieder und dehnst und reckst dir die Knochen müde und läßt mich alle Arbeit allein tun. Ich kann dich hier nicht länger füttern. Der Frühling ist vor der Tür, geh auch einmal hinaus in die Welt und erwirb dir selber dein Brot." |
Vita di un perdigiorno
La ruota del mulino di mio padre aveva ripreso a girare e a rumoreggiare allegra, la neve sgocciolava senza posa dal tetto, i passeri cinguettavano e saltellavano tutt'intorno. Io, seduto sulla soglia, mi stropicciavo gli occhi assonnati. Come si stava bene al tepore del sole! Ma ecco d'un tratto che mio padre uscì di casa. Fin dall'alba aveva trafficato nel mulino. Col berretto da notte sulle ventité mi apostrofò: "Fannullone! Eccoti di nuovo a stiracchiarti al sole e a sgranchirti fino a rovinarti le ossa, lasciando a me tutto il lavoro. Non ti posso più dar da mangiare a ufo! La primavera è alle porte. Va' un po' anche tu per il mondo a guadagnarti il pane". (Traduzione: Lydia Magliano) |
Die Hoffnung erhielt mich am Leben. Mein Weg von Theresienstadt und Auschwitz nach Israel (La speranza mi ha tenuto in vita. Da Theresienstadt e Auschwitz a Israele)
Il tempo corre veloce e io guardo sempre al futuro perché gli anni mi hanno insegnato a non voltarmi indietro. Ma quando mi capita di farlo, il ricordo torna subito al campo di concentramento, un'esperienza che ha lasciato in me tracce indelebili e continua a perseguitarmi. Per tutta la vita ho tentato di scacciare questo pensiero, ma non riesco a liberarmene. Mi sento condannata a convivere con un incubo che si rifà immancabilmente vivo.
(Traduzione: Marisa Margara)
Adam Bede (...)
With a single drop of ink for a mirror, the Egyptian sorcerer undertakes to reveal to any chance comer far-reaching visions of the past. This is what I undertake to do for you, reader. With
this drop of ink at the end of my pen, I will show you the roomy workshop of Mr. Jonathan Burge, carpenter and builder, in the village of Hayslope, as it appeared on the eighteenth of June, in the year of our Lord 1799.
The afternoon sun was warm on the five workmen there, busy upon doors and window-frames and wainscoting. A scent of pine-wood from a tentlike pile of planks outside the open door mingled itself with the scent of the elder-bushes which were spreading their summer snow close to the open window opposite; the slanting sunbeams shone through the transparent shavings that flew before the steady plane, and lit up the fine grain of the oak panelling which stood propped against the wall.
| The Lifted Veil
The time of my end approaches. I have lately been subject to attacks of angina pectoris; and in the ordinary course of things, my physician tells me, I may fairly hope that my life will not be protracted many months. Unless, then, I am cursed with an exceptional physical constitution, as I am cursed with an exceptional mental character, I shall not much longer groan under the wearisome burthen of this earthly existence. |
Il velo dissolto
Il momento della mia morte si avvicina. Negli ultimi tempi sono andato soggetto ad attacchi di angina pectoris, e da come vanno queste cose, stando a quel che dice il mio medico, posso sperare che la mia vita non si prolunghi oramai più di qualche mese. A meno che, dunque, io non sia afflitto, oltre che da facoltà mentali fuori del comune, anche da una costituzione fisica molto forte, non dovrò sopportare ancora per molto il gravoso fardello di questa esistenza terrena. (Traduzione: Riccardo Reims) |
| Middlemarch. A Study of provincial life
Miss Brooke had that kind of beauty which seems to be thrown into relief by poor dress. Her hand and wrist were so finely formed that she could wear sleeves not less bare of style than those in which the Blessed Virgin appeared to Italian painters; and her profile as well as her stature and bearing seemed to gain the more dignity from her plain garments, which by the side of provincial fashion gave her the impressiveness of a fine quotation from the Bible, - or from one of our elder poets, - in a paragraph of to-day's newspaper. She was usually spoken of as being remarkably clever, but with the addition that her sister Celia had more common-sense. |
Middlemarch. Studio di vita provinciale
Miss Broke aveva quel genere di bellezza che sembra acquistare un rilievo particolare dalla povertà dell'abito. Aveva mani e polsi così fini che sarebbero potuti uscire da maniche non meno disadorne di quelle in cui la Beate Vergine appariva ai pittori italiani, e il profilo di lei, come pure la statura e il portamento, parevano trarre una dignità ancora maggiore dalla semplicità di quell'abbigliamento, che nella sua foggia provinciale faceva la stessa impressione di una citazione dalla Bibbia - o da uno dei nostri vecchi poeti - inserita nell'articolo di un giornale quotidiano. Di lei si diceva che aveva una straordinaria intelligenza, ma si aggiungeva subito dopo che sua sorella Celia aveva più giudizio. (Traduzione: Giovanni Baldi) |
| The Mill on the Floss
Wide plain, where the broadening Floss hurries on between its green banks to the sea, and the loving tide, rushing to meet it, checks its passage with an impetuous embrace. On this mighty tide the black ships - laden with the fresh- scented fir- planks, with rounded sacks of oil- bearing seed, or with the dark glitter of coal - are borne along to the town of St Ogg's, which shows its aged, fluted red roofs and the broad gables of its wharves between the low wooded hill and the river brink, tinging the water with a soft purple hue under the transient glance of this February sun. |
Il mulino sulla Floss
Una vasta pianura, dove la Floss, allargandosi, si affretta al mare tra le verdi rive, e l'innamorata marea, precipitandosi ad incontrarla, le sbarra il corso con un abbraccio impetuoso. Portati da questa marea possente, i neri bastimenti - carichi di tavole d'abete dall'odore fresco, di semi oleosi in sacchi ricolmi, o di carbon fossile cupo e lucente - risalgono verso la città si St. Ogg's, che scopre i suoi vecchi tetti rossi a scanalature e le ampie gettate dei suoi scali tra una bassa collina boschiva e il margine del fiume, tingendo l'acqua di un lieve color di porpora sotto il fuggitivo occhieggiare di questo sole di febbraio. (Traduzione: Giacomo Debenedetti) |
| Silas Marner
In the days when the spinning-wheels hummed busily in the farmhouses - and even great ladies, clothed in silk and thread-lace, had their toy spinning-wheels of polished oak - there might be seen in districts far away among the lanes, or deep in the bosom of the hills, certain pallid undersized men, who, by the side of the brawny country-folk, looked like the remnants of a disinherited race. The shepherd's dog barked fiercely when one of these alien-looking men appeared on the upland, dark against the early winter sunset; for what dog likes a figure bent under a heavy bag? - and these pale men rarely stirred abroad without that mysterious burden. |
Silas Marner
Ai tempi in cui i filatoi ronzavano senza sosta nelle case coloniche - anche le signore dell'alta società, vestite di seta e di trine, possedevano minuscoli filatoi di lucido legno di quercia - era possibile vedere nelle zone sperdute fra i viottoli, o fra le profondità delle colline, uomini pallidi, di statura inferiore alla media che, accanto all'adusta gente di campagna, sembravano i superstiti di una razza diseredata.Quando uno di questi uomini dall'aspetto forestiero spuntava sull'altopiano, scuro contro il precoce tramonto invernale, il cane da pastore abbaiava ferocemente; quali sono infatti i cani ai quali piace una figura china sotto un pesante sacco? Ora questi uomini pallidi si facevano vedere di rado senza quel carico misterioso. (Traduzione: Maria Gallone) |
| The Waste Land
April is the cruellest month, breeding Lilacs out of the dead land, mixing Memory and desire, stirring Dull roots with spring rain. Winter kept us warm, covering Earth in forgetful snow, feeding A little life with dried tubers. | La terra desolata
Aprile è il mese più crudele, generando Lillà dalla terra morta, mischiando Memoria e desiderio, eccitando Spente radici con pioggia di primavera. L'inverno ci tenne caldi, coprendo La terra di neve smemorata, nutrendo Una piccola vita con tuberi secchi. (Traduzione: Alessandro Serpieri) |
La terra desolata
Aprile è il mese più crudele: genera Lillà dalla morta terra, mescola Ricordo e desiderio, stimola Le sopite radici con la pioggia primaverile. L'inverno ci tenne caldi, coprendo La terra di neve obliosa, nutrendo Grama vita con tuberi secchi. (Traduzione: Mario Praz) |
La terra desolata
Aprile è il mese più crudele, genera Lillà da terra morta, confondendo Memoria e desiderio, risvegliando Le radici sopite con la pioggia della primavera. L'inverno ci mantenne al caldo, ottuse Con immemore neve la terra, nutrì Con secchi tuberi una vita misera. (Traduzione: Roberto Sanesi) |
Eliot legge l'incipit di The Waste Land
Le nostre idee non moriranno quasi mai
| American Psycho
Abandon all hope ye who enter here is scrawled in blood red lettering on the side of the Chemical Bank near the corner of Eleventh and First and is in print large enough to be seen from the backseat of the cab as it lurches forward in the traffic leaving Wall Street and just as Timothy Price notices the words a bus pulls up, the advertisement for Les Misérables on its side blocking his view, but Price who is with Pierce & Pierce and twenty-six doesn't seem to care because he tells the driver he will give him five dollars to turn up the radio, "Be My Baby" on WYNN, and the driver, black, not American, does so. |
American psycho
LASCIATE OGNI SPERANZA VOI CH'ENTRATE sta scribacchiato a grandi lettere rosso sangue sul muro della Chemical Bank vicino all'angolo tra l'Undicesima e la Prima e la scritta è tanto grossa da saltare agli occhi dal sedile posteriore del taxi che strattona nel traffico proveniente da Wall Street e proprio mentre Timothy Price nota quelle parole sopraggiunge un autobus e la pubblicità di Les Misérables sulla fiancata va a coprirgli la visuale, ma Price che è alla Pierce & Pierce e ha ventisei anni, non sembra farci caso e dice al tassista che gli darà cinque dollari se alza il volume della radio, c'è Be My Baby sulla WYNN, e il conducente, un nero non americano, esegue. (Traduzione: Giuseppe Culicchia) |
| Less Than Zero
People are afraid to merge on freeways in Los Angeles. This is the first thing I hear when I come back to the city. Blair picks me up from LAX and mutters this under her breath as her car drives up the onramp. She says, "People are afraid to merge on freeways in Los Angeles." Though that sentence shouldn't bother me, it stays in my mind for an uncomfortably long time. Nothing else seems to matter. |
Meno di zero
La gente ha paura di buttarsi nel traffico delle autostrade a Los Angeles. È la prima cosa che sento dire al mio ritorno in città. Blair viene a prendermi all'aeroporto e la sento mormorare questa frase mentre sale sulla rampa d'accesso. Dice: - La gente ha paura di buttarsi nel traffico delle autostrade a Los Angeles -. Questa frase non dovrebbe infastidirmi, ma non riesco a togliermela dalla testa. Inquietante. Nient'altro sembra avere importanza. (Traduzione: Marisa Caramella) |
Lunar Park (Lunar park)
"Sei una perfetta caricatura di te stesso"
Questa è la prima frase di Lunar Park, e nella sua brevità e semplicità doveva essere un ritorno alla forma, un'eco, della frase iniziale del mio primo romanzo, Meno di zero.
"La gente ha paura di buttarsi nel traffico delle autostrade a Los Angeles".
Da allora le frasi iniziali dei miei romanzi - per quanto ben costruite - sono diventate sempre più complicate ed elaborate, sovraccariche di un'enfasi pesante e inutile sui minimi dettagli.
(Traduzione: Giuseppe Culicchia)
| Invisible Man
I am an invisible man. No, I am not a spook like those who haunted Edgar Allan Poe; nor am I one of your Hollywood-movie ectoplasms. I am a man of substance, of flesh and bone, fiber and liquids - and I might even be said to possess a mind. I am invisible, understand, simply beause people refuse to see me. Like the bodiless heads you see sometimes in circus sideshows, it is as though I have been surrounded by mirrors of hard, distorting glass. When they approach me they see only my surroundings, themselves, or figments of their imagination - indeed, everything and anything except for me. |
Uomo invisibile
Io sono un uomo invisibile. No, non sono uno spettro, come quelli che ossessionavano Edgar Allan Poe; e non sono neppure uno di quegli ectoplasmi dei film di Hollywood. Sono un uomo che ha consistenza, di carne ed ossa, fibre e umori, e si può persin dire che posseggo un cervello. Sono invisibile semplicemente perché la gente si rifiuta di vedermi: capito? Come le teste prive di corpo che qualche volta si vedono nei baracconi da fiera, io mi trovo come circondato da specchi deformanti di durissimo vetro. Quando gli altri si avvicinano, vedono solo quel che mi sta intorno, o se stessi, o delle invenzioni della loro fantasia, ogni e qualsiasi cosa, insomma, tranne me. (Traduzione: Carlo Fruttero e Luciano Gallino) |
American Tabloid (American Tabloid)
L'America non è mai stata innocente. Abbiamo perduto la verginità sulla nave durante il viaggio di andata e ci siamo guardati indietro senza alcun rimpianto. Non si può ascrivere la nostra caduta dalla grazia ad alcun singolo evento o insieme di circostanze. Non è possibile perdere ciò che non si ha fin dall'inizio.
(Traduzione: Stefano Bortolussi)
| The Big Nowhere
Thindershowers hit just before midnight, drowning out the horn honks and noisemaker blare that usually signalled New Year's on the Strip, bringing 1950 to the West Hollywood Substation in a wave of hot squeals with meat wagon backup. |
Il grande nulla
Il temporale era cominciato poco prima di mezzanotte e aveva spazzato via il concerto dei clacson e tutto il frastuono che normalmente annuncia l'anno nuovo sulla Strip. Nella sottostazione di West Hollywood, il 1950 si era presentato sotto forma di un'ondata di appelli urgenti, ciascuno dei quali seguito dall'intervento di ambulanze e altri automezzi. (Traduzione: Carlo Oliva) |
The Black Dahlia (Dalia Nera)
Non l'ho mai conosciuta da viva. Lei, per me, esiste solo attraverso gli altri, nell'evidenza delle loro reazioni alla sua morte. Scavando a ritroso e attenendomi ai fatti posso dire che era una ragazza triste e una puttana. Nella migliore delle ipotesi era una fallita, un'etichetta che, del resto, potrei applicare a me stesso. L'avrei consegnata volentieri a una fine anonima, poche righe su un rapporto della Omicidi, una copia carbone per l'ufficio del magistrato, i formulari per la fossa comune. Ma lei non avrebbe approvato questa conclusione: avrebbe preferito rendere manifesta la sua storia in tutta la sua brutalità. Le devo molto e poiché io solo conosco i fatti per intero, tocca a me mettere per iscritto queste righe.
(Traduzione: Luciano Lorenzin)
| The Cold Six Thousand
EXTRADITION November 22-25, 1963 Wayne Tedrow Jr. They sent him to Dallas to kill a nigger pimp named Wendell Durfee. He wasn't sure he could do it. |
Sei pezzi da mille
ESTRADIZIONE 22-25 novembre 1963 WAYNE TEDROW JR. L'avevano spedito a Dallas ad ammazzare un pappone negro di nome Wendell Durfee. Non era sicuro di farcela. |
L. A. Confidential (L. A. Confidential)
Un motel abbandonato ai piedi delle colline di San Berdoo.
Quando Buzz Meeks arrivò, aveva con sé novantaquattromila dollari, nove chili d'eroina pura, un fucile a pompa calibro 12, una 38 special, una 45 automatica e un coltello a serramanico che aveva comprato da un pachuco alla frontiera, un momento prima di accorgersi dell'auto parcheggiata proprio sulla linea di confine: gli scagnozzi di Mickey Cohen in una macchina senza insegne della polizia di Los Angeles, e lì accanto in piedi un paio di poliziotti di Tijuana, pronti ad alleggerirgli le tasche e a scaraventarlo nel fiume San Ysidro.
(Traduzione: Carlo Oliva)
| Self Reliance
I read the other day some verses written by an eminent painter which were original and not conventional. The soul always hears an admonition in such lines, let the subject be what it may. The sentiment they instil is of more value than any thought they may contain. To believe your own thought, to believe that what is true for you in your private heart is true for all men, - that is genius. |
La fiducia in se stessi
Leggevo qualche giorno fa alcuni versi scritti da un eminente pittore: versi originali, niente affatto convenzionali. L'anima percepisce sempre un ammonimento in versi come questi, quale che ne sia l'argomento: il sentimento che essi riescono a instillare ha un valore superiore a qualsiasi pensiero possano contenere. Credere nel proprio pensiero, credere che ciò che è vero per te nell'intimo del tuo animo è vero per tutti gli uomini: questo è il genio. (Traduzione: Piero Pignata) |
Der Spiegel im Spiegel. Ein Labyrinth (Lo specchio nello specchio)
Scusa, non posso parlare più forte.
Non so quando riuscirai a sentirmi, me che ti parlo.
Ma riuscirai mai a sentirmi?
Il mio nome è Hor.
Ti prego, accosta l'orecchio alla mia bocca, per quanto tu possa essere lontano, ancora adesso o sempre. Altrimenti non posso farmi capire da te. E, anche se ti degnerai di esaudire la mia preghiera, resteranno tanti silenzi che dovrai riempire da solo. Ho bisogno della tua voce, quando la mia viene meno.
(Traduzione: Donatella Frediani)
Die Unendliche Geschichte (La storia infinita)

L'occhio lungo
Qando arrivò a Milano, c'era la nebbia. Un altro arrivo seguiva a un'altra partenza, da una città conosciuta da poco a una città sconosciuta. Aveva sperato che la novità lo distraesse dalla malinconia del distacco, invece dal viluppo grigio che lo accolse, punteggiato qua e là di buchi luminosi, non gli giunse alcun segno.
Mentre si accingeva a mettersi in fila per un tassì, scorse l'alta insegna di un albergo. D'impulso scelse quello, e lo raggiunse, reggendo le due valigie e la borsa, sudato nell'alito freddo della nebbia, evitando con balzi leggeri le pozzanghere della neve disciolta e gli schizzi delle automobili di passaggio.
Boken om Blanche och Marie (Il libro di Blanche e Marie)
"Amor Omnia Vincit" - l'amore vince tutto - aveva scritto sulla copertina della cartelletta marrone, quella che contiene i tre quaderni; sopra, a lettere più grandi, in stampatello, c'era il titolo, LIBRO DELLE DOMANDE. Come se si dovessero testare due atteggiamenti: quello sopra energico, ottimista e del tutto neutrale, quello sotto fragile, cauto, quasi supplichevole. Come se avesse voluto dire: ecco il punto di partenza, può essere vero, ah, se solo fosse vero.
(Traduzione: Katia De Marco)
Livläkarens besök (Il medico di corte)
Il 5 aprile 1768 Johann Friedrich Struensee fu assunto quale medico personale del re di Danimarca Cristiano VII, e quattro anni più tardi fu giustiziato.
Dieci anni dopo, il 21 settembre 1782, quando l'espressione "il tempo di Struensee" era ormai diventata di uso corrente, l'ambasciatore inglese a Copenaghen Robert Murray Keith riferiva la proprio governo un episodio di cui era stato testimone. Giudicava l'episodio sconcertante.
Per questo faceva rapporto.
(Traduzione: Carmen Giorgetti Cima)
Requiem für eine romantische Frau (Requiem per una donna romantica)
Clemens Brentano a Achim von Arnim
Cassel, 19 ottobre 1807
C'è da votarsi al diavolo. Senza che lo desiderassi io stesso, contro il volere di tutta la famiglia Bethmann che ancora mi maledice sebbene non lo meriti, avendo io vista cinque volte la fanciulla, la quale l'anno addietro s'era promessa in modo altrettanto violento a un aiutante della Regina d'Olanda, tanto che aveva ottenuto il consenso dei genitori prosternandosi ai piedi della sovrana al Riedhorf, nota in tutta la città come fidanzata di costui, dall'apparenza assai quieta, mite e assennata, financo pensosa, spaventosamente intelligente nel discorrere, decisa quanto un uomo, timida e virginale al pari d'una monaca, al seguito di alcune galanterie poetiche che, disinformato della situazione complessiva, io le avevo dimostrate, Auguste Bussmann, nipote di Moritz [Bethmann], la cui madre è l'attuale signora von Flavigny, mi si getta al collo con veemenza terrificante.
(Traduzione: Ingrid Harbeck)
Moskva-Petuški (Mosca-Petuški)
Non fanno che ripetere tutti: Il Cremlino, il Cremlino. Ne ho sentito parlare in tutte le salse, ma non l'ho visto nemmeno una volta. Quante volte (mille volte), dopo aver trincato o prima d'avere smaltito una sbornia, ho attraversato Mosca da nord a sud, da ovest a est, da un capo all'altro, di sbieco e a casaccio, ma il Cremlino non sono mai riuscito a vederlo.
Ed è andata a finire così anche ieri. E dire che ho gironzolato in quei paraggi per tutta la sera, e mica poi tanto ubriaco: sbucato fuori dalla Stazione Savelovskaja ho, certo, mandato giù un bicchiere di Vodka del Bisonte come aperitivo, anche perché so per esperienza diretta che come decotto mattutino al genere umano non è stato ancora dato d'inventare nulla di meglio.
(Traduzione: Gario Zappi)
Vasilij Rozanov glazami ekscentrika (Vasilij Rozanov visto da un eccentrico)
Uscii di casa tirandomi dietro tre pistole. La prima pistola me la cacciai in seno, la seconda pure in seno, la terza non ricordo più dove.
E uscendo in un vicolo dissi: "Ma è vita questa? Non è vita, è un agitarsi di correnti e sabotaggi dell'anima". Si deve ritenere che il comandamento del Signore "non uccidere" vada esteso a se stessi ("Non ucciderti, per quanto male tu stia") ma il pantano odierno e la giornata odierna sono fuori dal comandamento. "Poiché è meglio che io muoia, anziché viva" disse il profeta Giona. Anche per me è così.
Piovviginava da ogni parte, o forse non piovigginava da nessuna parte, non me ne fregava nulla. M'incamminai verso piazza Gagarinskaja, socchiudendo a volte gli occhi e accosciandomi in segno d'afflizione. La mia anima era gonfia d'amarezza, mi sentivo stringere a sinistra del cuore, e anche a destra del cuore sentivo stringermi.
(Traduzione: Gario Zappi)
| Moriae encomium, id est, stulticiae laus
Vtcumque de me uulgo mortales loquuntur, neque enim sum nescia, quam male audiat STVLTITIA etiam apud stultissimos, tamen hanc esse, hanc, inquam, esse unam, quae meo numine Deos atque homines exhilaro, uel illud abunde magnum est argumentum, quod simulatque in hunc coetum frequentissimum dictura prodii, sic repente omnium uultus noua quadam atque insolita hilaritate enituerunt, sic subito frontem exporrexistis , sic laeto quodam et amabili applausistis risu, ut mihi profecto quotquot undique praesentes intueor, pariter deorum Homericorum nectare non sine nepenthe temulenti esse uideamini, cum antehac tristes ac solliciti sederitis, perinde quasi nuper e Trophonii specu reuersi. |
Elogio della follia
Qualunque cosa dicano di me comunemente i mortali - non ignoro, infatti, quanto la Follia sia portata per bocca anche dai più folli - tuttavia, ecco qui la prova decisiva che io, io sola, dico, ho il dono di rallegrare gli dèi e gli uomini. Non appena mi sono presentata per parlare a questa affollatissima assemblea, di colpo tutti i volti si sono illuminati di non so quale insolita ilarità; d'improvviso le vostre fronti si sono spianate e mi avete applaudito con una risata così lieta e amichevole che tutti voi qui presenti, da qualunque parte mi volga, mi sembrate ebbri del nettare misto a nepente degli dèi d'Omero, mentre prima sedevate cupi e ansiosi come se foste tornati allora dall'antro di Trofonio. (Traduzione: Eugenio Garin) |
Passion simple (Passion simple)
Quest'estate ho visto per la prima volta un film classificato X alla televisione, su Canale+. Il mio apparecchio non ha decodificatore, le immagini sullo schermo erano sfocate, le parole soppiantate da uno strano rumore di fondo, uno sfrigolìo, uno sciacquìo, una sorta d'altro linguaggio, dolce e ininterrotto. Si distingueva un profilo di donna in guepière, con delle calze, un uomo. La storia era incomprensibile e non si poteva prevedere alcunché, né dai gesti né dalle azioni.
(Traduzione: Idolina Landolfi)
| Istoríai
Hêrodotou Halikarnêsseos historiês apodexis hêde, hôs mête ta genomena ex anthrôpôn tôi chronôi exitêla genêtai, mête erga megala te kai thômasta, ta men Hellêsi ta de barbaroisi apodechthenta, aklea genêtai, ta te alla kai di' hên aitiên epolemêsan allêloisi. 1. Perseôn men nun hoi logioi Phoinikas aitious phasi genesthai tês diaphorês. toutous gar apo tês Eruthrês kaleomenês thalassês apikomenous epi tênde tên thalassan, kai oikêsantas touton ton chôron ton kai nun oikeousi, autika nautiliêisi makrêisi epithesthai, apagineontas de phortia Aiguptia te kai Assuria têi te allêi esapikneesthai kai dê kai es Argos. to de Argos touton ton chronon proeiche hapasi tôn en têi nun Helladi kaleomenêi chôrêi. |
Storie
Questa è l'esposizione che fa delle sue ricerche Erodoto di Turi, affinché gli avvenimenti umani con il tempo non si dissolvano nella dimenticanza e le imprese grandi e meravigliose, compiute tanto dai Greci che dai Barbari, non rimangano senza gloria; tra l'altro, egli ricerca la ragione per cui essi vennero in guerra tra loro. 1. Raccontano i dotti persiani che furono i Fenici a provocare l'inizio delle ostilità: non appena, infatti, questi dal mare cosí detto Eritreo s'affacciarono a questo nostro mare e si stanziarono nella regione che tuttora essi abitano, subito si diedero a grandi navigazioni, trasportando merci egiziane e assire; tra l'altro, sarebbero giunti anche ad Argo - in quel periodo, Argo primeggiava in tutto tra le città del paese che ora si chiama Grecia. |
Galahad (I tre amori di Lancillotto)
Due volte nella sua vita Lancillotto fu richiesto d'amore da una donna. Da due donne diverse, entrambe a nome Elaine. Ma, come tutti sanno, Lancillotto non si curò che di Ginevra. Comincerò dalla seconda volta. Quando era di mezza età, fu ospite di messer Bernardo di Astolat, che aveva una figlia, chiamata Elaine la Bianca per il suo aspetto e perché nulla conosceva del mondo. Questa è la Elaine di cui solitamente ci narrano i vecchi libri, i quali dicono che essa amò inguaribilmente Lancillotto e ne morì. Conosciamo le parole che i due si scambiarono al momento del distacco.
"Vorrei avervi per marito."
"Ve ne ringrazio, ma io non prenderò mai moglie."
"Allora, gentile cavaliere, volete essere il mio damo?"
"Dio non voglia! La vostra famiglia non approverebbe."
"Allora, ahimè, dovrò morire d'amore.
(Traduzione: Giacomo Prampolini)
| Erga kai hemerai
mousai Pieriêthen aoidêisin kleiousai deute, Di' ennepete, spheteron pater' humneiousai: honte dia brotoi andres homôs aphatoi te phatoi te, rhêtoi t' arrêtoi te Dios megaloio hekêti. rhea men gar briaei, rhea de briaonta chaleptei, rheia d' arizêlon minuthei kai adêlon aexei, rheia de t' ithunei skolion kai agênora karphei Zeus hupsibremetês, hos hupertata dômata naiei. kluthi idôn aiôn te, dikêi d' ithune themistas tunê: egô de ke, Persê, etêtuma muthêsaimên. |
Le opere e i giorni
O Muse della Pieria che date gloria coi carmi, cantate qui Zeus e celebrate vostro padre, per opera del quale gli uomini mortali sono in pari modo illustri e oscuri, noti e ignoti per volere del possente Zeus. Facilmente, infatti, egli infonde forza, facilmente opprime il forte, facilmente abbatte l'illustre e innalza l'ignoto, facilmente addrizza il tortuoso e atterra l'orgoglioso, Zeus altotonante che abita le eccelse magioni. Ascoltami, volgendo lo sguardo e l'orecchio, indirizza secondo giustizia le leggi, tu! Ed io a Perse esporrò la verità. (Traduzione: Lodovico Magugliani) |
| Alôpêx kai Bótrus
Alôpex limôttousa, ôs etheásato apó tinos anadendrádos Bótruas kremaménous, êoulêthê autôn perigenésthai kai ouk êoúvato. Apallattoménê dè pròs eautên eipen "Omphakés eisin." Outô kai tôn anthrôpôn enioi tôn pragmátôn ephikésthai mê dunámenoi di asthéneian toùs kairoùs aitiôntai. |
La volpe e l'uva
Una volpe affamata vide dei grappoli d'uva che pendevano da un pergolato e tentò d'afferrarli. Ma non ci riuscì. "Robaccia acerba!", disse allora fra sé e sé; e se ne andò. Così anche fra gli uomini, c'è chi, non riuscendo, per incapacità, a raggiungere iil suo intento, ne dà la colpa alle circostanze. (Traduzione: Elena Ceva Valla) |
| Oruis chrusotókos
Oruis tis eiche kalên chrusa ôà tiktousan nomisas dè endon autês ogkon chrusiou einai kai thúsas euren ousan omoian tôn loipôn ornithôn. O dè athróon plouton èlpisas euerin kai tou mikrou kérdous esterêthê. Oti tois parousin arkeisthô tis kai tên aplêstian pheugétô. |
La gallina dalle uova d'oro
Un tale possedeva una bella gallina che faceva le uova d'oro. Pensando che avesse un mucchio d'oro nelle viscere, egli la uccise, e trovò che dentro era fatta come tutte le altre galline. Così, per la speranza di trovar la ricchezza tutta in una volta, restò privo anche del suo modesto provento. Contentatevi di quello che avete e guardatevi dall'essere insaziabili. (Traduzione: Elena Ceva Valla) |
| Téttix kai múrmêkes
Cheimônos ôra tòn oiton brachénta oi múrmêkes epsuchon Téttix dè limôttôn êtei autoùs trophên. Oi dè múrmêkes aipon autô: "Dià ti tò théros ou sunêges kai su trophên;" O dè eipen: "Ouk eschólazon, all êdon mousikôs." Oi dè gelasantes eipon: "All ei thérous ôrais êuleis, cheimônos orchou." O muthos dêloi oti ou dei tina amelein en panti prágmati, ina mê lupêthê kai kinduneúsê. |
La cicala e le formiche
In una giornata d'inverno le formiche stavano facendo seccare il loro grano che s'era bagnato. Una cicala affamata venne a chiedere loro un po' di cibo. E quelle le dissero: "Ma perché non hai fatto provvista anche tu, quest'estate?". "Non avevo tempo", rispose lei, "dovevo cantare le mie melodiose canzoni". "E tu balla, adesso che è inverno, se d'estate hai cantato!", le dissero ridendo le formiche. La favola mostra che, in qualsiasi faccenda, chi vuol evitare dolori e rischi non deve essere negligente. (Traduzione: Elena Ceva Valla) |
| Como agua para chocolate
Ingredientes: 1 Lata de Sardinas / ½ de Chorizo / 1 Cebolla / Orégano / 1 Lata de Chiles Serranos / 10 Teleras Manera de hacerse: La cebolla tiene que estar finamente picada. Les sugiero ponerse un pequeño trozo de cebolla en la mollera con el fin de evitar el molesto lagrimeo que se produce cuando uno la está cortando. Lo malo de llorar cuando uno pica cebolla no es el simple hecho de llorar, sino que a veces uno empieza, como quien dice, se pica, y ya no puede parar. No sé si a ustedes les ha pasado pero a mí la mera verdad sí. Infinidad de veces. Mamá decía que era porque yo soy igual de sensible a la cebolla que Tita, mi tía abuela. Dicen que Tita era tan sensible que desde que estaba en el vientre de mi bisabuela lloraba y lloraba cuando ésta picaba cebolla; su llanto era tan fuerte que Nacha, la cocinera de la casa, que era medio sorda, lo escuchaba sin esforzarse. |
Dolce come il cioccolato
Ingredienti: 1 scatola di sardine; ½ salsiccia; 1 cipolla; origano; 1 scatola di peperoncini "serranos"; 10 focaccine. La cipolla deve essere tritata fine fine. Suggerisco di mettersene un pezzetto in testa per evitare la fastidiosa lacrimazione che si produce quando la si taglia. Il brutto di piangere tritando la cipolla non è il semplice fatto di piangere, ma è che, quando cominci, poi ti bruciano gli occhi e non smetti più. Non so se è già capitato anche a voi, ma a me certamente sì. Una infinità di volte. La mamma diceva che era perché sono sensibile alla cipolla proprio come Tita, la mia prozia. Raccontano che Tita era così sensibile che, già quando stava nella pancia della mia bisnonna, quando lei tritava cipolle non smetteva più di piangere; il suo pianto era così forte che Nacha, la cuoca di casa, che era mezza sorda, lo udiva senza sforzo. (Traduzione: Silvia Benso) |
HarmoniaCælestis (HarmoniaCælestis)
È di una difficoltà cane mentire senza cognoscere la verità.
Mettere in moto un testo con un arcigno nobiluomo barocco: questo è buono: in questi casi un brulicante stuzzichio ci stuzzica la gabbia toracica, ci precedono nel saluto i computer e il nostro cuoco, giacché per qual motivo non dovremmo possedere un cuoco (chi noi?), a sorpresa ci ammannisce una coda d'agnello impanata, la quale è simile alla coscia d'agnello, ma è ancora più squisita, perché più gelatinosa, più fragile: il mio buon padre, questo arcigno signore barocco, che ha sovente avuto il modo e il dovere di levare lo sguardo sull'imperatore Leopoldo, levò lo sguardo sull'imperatore Leopoldo, assunse un'aria seria, sebbene gli occhi luccicanti e le ciglia che sbattevano, come sempre, lo tradissero, e prese a dire: È di una difficoltà cane, altezza, mentire senza cognoscere la verità, e con ciò balzò sul suo baio di nome Verdeficcante e galoppò via nella sensitiva descrizione paesaggistica del XVII secolo.
(Traduzione: Giorgio Pressburger e Antonio Sciacovelli)
| Middlesex
I was born twice: first, as a baby girl, on a remarkably smogless Detroit day in January of 1960; and then again, as a teenage boy, in an emergency room near Petoskey, Michigan, in August of 1974. Specialized readers may have come across me in Dr. Peter Luce`s study, "Gender Identity in 5-Alpha-Reductase Pseudohermaphrodites," published in the Journal of Pediatric Endocrinology in 1975. Or maybe you`ve seen my photograph in chapter sixteen of the now sadly outdated Genetics and Heredity. That`s me on page 578, standing naked beside a height chart with a black box covering my eyes. |
Middlesex
Sono nato due volte: bambina, la prima, un giorno di gennaio del 1960 in una Detroit straordinariamente priva di smog, e maschio adolescente, la seconda, nell'agosto del 1974, al pronto soccorso di Petoskey, nel Michigan,. Non è impossibile che un lettore specializzato abbia letto notizie sul mio conto nello studio del dottor Peter Luce, Genderldentity in 5-Alpha-Reductase Pseudohermaphrodites pubblicato nel 1975 dal "Journal of Pediatric Endocrinology". Oppure potreste aver visto la mia fotografia pubblicata nel capitolo sedici di Genetics and Heredity, un testo ormai tristemente obsoleto. Sono io la ragazza nuda in piedi accanto a un'asta graduata per misurare l'altezza a pagina 578, gli occhi nascosti da una striscia nera. (Traduzione: Katia Bagnoli) |
| The Virgin Suicides
On the morning the last Lisbon daughter took her turn at suicide - it was Mary this time, and sleeping pills, like Therese - the two paramedics arrived at the house knowing exactly where the knife drawer was, and the gas oven, and the beam in the basement from which it was possible to lie a rope. They got out of the EMS truck, as usual moving much too slowly in our opinion, and the fat one said under his breath, "This ain't TV, folks, this is how fast we go." He was carrying the heavy respirator and cardiac unit past the bushes that had grown monstrous and over the erupting lawn, tame and immaculate thirteen months earlier when the trouble began. |
Le vergini suicide
La mattina che si uccise anche l'ultima figlia dei Lisbon (stavolta toccava a Mary: sonniferi, come Therese) i due infermieri del pronto soccorso entrarono in casa sapendo con esattezza dove si trovavano il cassetto dei coltelli, il forno a gas e la trave del seminterrato a cui si poteva annodare una corda. Scesero dall'ambulanza, con quella che come al solito ci sembrò una lentezza esasperante, e il più grasso disse sottovoce: "Mica siamo in tivù, gente: più presto di così non si può". Stava spingendo a fatica le apparecchiature per la rianimazione accanto ai cespugli cresciuti a dismisura, sul prato incolto che tredici mesi prima, all'inizio di quella brutta storia, era perfettamente curato. (Traduzione: Cristina Stella) |
Il collare di fuoco
L'intera faccenda della guerra di Cortina cominciò a Brownsville, Texas: un abitato che il Río Grande separava dalla porzione sud, il porto di Matamoros, rimasto in mani messicane. Polverose l'una parte e l'altra, malgrado l'intensa attività fluviale, e cotte quasi perennemente dal sole. Ma a Brownsville gli anglos li tenevano a bada, i messicani, li facevano lavorare. Cosa che, secondo William R. Henry (fiero di discendere da Patrick Henry, il grande patriota e oratore della Virginia), non era precisamente nella loro natura. Ogni messicano non solo era pigro, ma anche potenzialmente ladro; e ciò per istinto, educazione, storia. Questione di razza, insomma.
Le catene di Eymerich
Homer Loomis osservò oltre la vetrata il corpo massiccio del gesuita disteso sul lettino, trattenuto da cinghie strette al collo, ai polsi, alla vita e alle caviglie. Senza gli occhiali scuri e con la barbetta spettinata il prete sembrava avere perduto ogni energia. Fissava con lo sguardo spento la dottoressa che, seduta al suo fianco, parlava incessantemente.
Loomis si rivolse al primario, che seguiva la scena con occhio esperto.
- Cosa gli sta facendo?
Il corpo e il sangue di Eymerich
Il Falco Notturno si accostò alla porta dell'Antro Interno e tracciò un cerchio con l'unghia del pollice. Si aprì subito uno spioncino e apparve un occhio torvo.
- Chi sei? - chiese il Klexter con voce acuta.
Invece di rispondere, il Falco Notturno fece un breve sibilo con le labbra.
- Parola d'ordine? - chiese il Klexter.
- Supremazia.
- Potete entrare.
Nicolas Eymerich, inquisitore
Il professor Tripler uscì dal Robert Lee More Building, sede del Dipartimento di Astrofisica dell'Università del Texas, con fare molto circospetto. Scrutò i vialetti del campus, soffermandosi sulle siepi e sui gruppetti di studenti, poi si incamminò con passo rapido, guardandosi attorno di continuo. Non si accorse, però, che un giovane dai capelli nerissimi, con una folta barba ricciuta e un'espressione determinata in viso, era uscito subito dopo di lui e gli camminava dietro, spostandosi da un lato e dall'altro ogni volta che muoveva il capo.
Giunti che furono a un incrocio, il giovane cessò quella curiosa pantomima e, accelerato il passo, toccò Tripler sulla spalla.
- Buongiorno, professore! - esclamò a pieni polmoni.
Directorium inquisitorum (Il manuale dell'inquisitore)
La nozione di eresia
Che cosa bisogna intendere per "eresia"? Consultiamo a questo proposito le etimologie proposte da sant'Isidoro e alcuni altri, e vedremo che questo termine è dotato di un triplice significato.
In primo luogo, secondo Isidoro e Papias, il termine "eresia" deriva dal verbo "eleggere" (eligo). In tal senso, "eresia" equivale a elesis e proviene allora da "elezione", come "setta" da "sezione". Potremmo quindi usare il termine "elettore" per dire "eretico" (electivus, haereticus). E a giusto titolo, perché l'eretico, determinandosi tra una dottrina vera e una falsa, rifiuta la vera dottrina e "sceglie" come vera una dottrina falsa e perversa. È dunque evidente che l'eretico "elegge"
Hugues propone un secondo significato, derivante dal verbo "aderire". Eretico allora starebbe a significare "aderente" (haereticus, adhaesivus). L'eretico, in effetti, è colui che aderisce con fermezza e tenacia a una dottrina falsa che reputa vera. È chiaro dunque che l'eretico "aderisce".
(Traduzione: Louis Sala-Molins)