Amore e Psiche
Uno spazio bianco si riempie man mano di parole, ed è la prima pagina di un libro, una lettera scritta con inchiostro che non lascia traccia, un antico marmo dissepolto inciso di caratteri ermetici... Chi sogna si sforza di leggere le parole, se riuscirà a decifrarle avrà una risposta alle domande decisive che lo riguardano. Ma le parole non si afferrano, sono distorte, ondeggianti, viste come attraverso uno schermo d'acqua. Chi sogna sa di sognare, eppure questo non lo rassicura.
Colapesce
C'era una volta... una bella giornata: col cielo tutto azzurro, il mare tutto calmo, l'aria luminosa e tiepida, e bianche vele lontano, come gabbiani, docili all'onda. I gozzi dei pescatori rientravano dopo la pesca della notte nell'arco della marina, e che silenzio c'era intorno! L'acqua era trasparente, si vedevano gli scogli sommersi, le alghe e la sabbia ondulata del fondo, e i pesci che nuotavano snelli tra le maglie di sole smaglianti. Una giornata insomma come di rado se ne vedono ancora, una bella giornata di tanti e tanti anni fa, quando il mondo pareva più pulito intatto e nuovo, quasi fosse appena uscito dal fiato di Dio.
In quel silenzio si sentì la voce di una donna che chiamava: "Colaaa!... Colaaaa!...".
Ferito a morte
La spigola, quell'ombra grigia profilata nell'azzurro, avanza verso di lui e pare immobile, sospesa, come una fortezza volante quando la vedevi arrivare ancora silenziosa nel cerchio tranquillo del mattino. L'occhio fisso, di celluloide, il rilievo delle squame, la testa corrucciata di una maschera cinese - è vicina, vicinissima, a tiro. La Grande Occasione. L'aletta dell'arpione fa da mirino sulla linea smagliante del fucile, lo sguardo segue un punto tra le branchie e le pinne dorsali. Sta per tirare - sarà più di dieci chili, attento, non si può sbagliare! - e la Cosa Temuta si ripete: una pigrizia maledetta che costringe il corpo a disobbedire, la vita che nel momento decisivo ti abbandona. Luccica lì, sul fondo di sabbia, la freccia inutile. La spigola passa lenta, come se lui non ci fosse, quasi potrebbe toccarla, e scompare in una zona d'ombra, nel buio degli scogli.
Fiori giapponesi
L'ordine dell'universo
Il professor Giacomo Newton che discendeva in linea diretta dal grande Isacco, quello della Legge di Gravitazione Universale, trovandosi un giorno in un grazioso paesino della riviera amalfitana, vide seduto al tavolo di un bar, di fronte a lui, un signore con la barba bianca e l'aspetto di un capitano di marina a riposo. Se ne stava a prendere il sole, a guardare il mare azzurro e calmo, e sembrava distratto e un po' annoiato. Bevve il caffè, poi come pensando ad altro giocherellò con la tazzina rivoltandola tra le mani, e la lasciò in equilibrio sul piccolo manico ricurvo.
Il professor Newton spalancò gli occhi dallo stupore, perché la tazzina non cadeva e invece in quella posizione sarebbe dovuta cadere.
Un giorno d'impazienza
Domani alle sei a casa tua. Appena sveglio avevo risentito le parole di Mira, dette ieri sera, bisbigliate al mio orecchio. E stavo ancora a pensarci su, ne valeva la pena? Per un tipo come quella che nemmeno mi piaceva. Ma come si fa a stabilire la differenza tra voler provare un sentimento e provarlo di fatto? Per tutta l'estate me lo ero domandato, oggi avrei potuto appurarlo. E di colpo, proprio per questo, temevo l'incontro con lei.
La neve del Vesuvio
Il tempo e il risveglio
Un giorno nei giardini della Villa Comunale di Napoli un bambino che sapeva appena tre o quattro parole vide un palloncino rosso, lo indicò col dito e disse:
"Bello!..."
La madre glielo comprò.
Il bambino tenne stretto nel pugno il filo cui era legato il palloncino e lo guardò estasiato galleggiare nell'aria. Al colmo della felicità, disse:
"Mio!..."
Poi si mise a correre tirandosi dietro il palloncino rosso. Quando lui si fermava il palloncino si fermava e oscillava sulla sua testa danzando nell'azzurro.
Ad un tratto il filo gli sfuggì e il palloncino volò via.
| Les liasons dangereuses CECILE VOLANGES A SOPHIE CARNAY AUX URSULINES DE ... Tu vois, ma bonne amie, que je te tiens parole, et que les bonnets et les pompons ne prennent pas tout mon temps; il m'en restera toujours pour toi. J'ai pourtant vu plus de parures dans cette seule journée que dans les quatre ans que nous avons passés ensemble; et je crois que la superbe Tanville [Pensionnaire du même Couvent] aura plus de chagrin à ma première visite, où je compte bien la demander, qu'elle n'a cru nous en faire toutes les fois qu'elle est venue nous voir "in fiocchi." Maman m'a consultée sur tout; elle me traite beaucoup moins en pensionnaire que par le passé. J'ai une Femme de chambre à moi ; j'ai une chambre et un cabinet dont je dispose, et je t'écris à un Secrétaire très joli, dont on m'a remis la clef, et où je peux renfermer tout ce que je veux. |
Le relazioni pericolose CECILE VOLANGES A SOPHIE CARNAY PRESSO LE ORSOLINE DI... Vedi bene, mia cara amica, che mantengo la promessa, e che cuffie e fiocchi non prendono tutto il mio tempo; me ne resterà sempre per te. Tuttavia, ho visto più parure nella sola giornata di oggi che nei quattro anni che abbiamo passato insieme; e credo che la superba Tanville [Collegiale dello stesso convento] in occasione della mia prima visita, visto che ho proprio intenzione di incontrarla, sarà più triste di quanto non abbia creduto di noi tutte le volte che è venuta a trovarci "in fiocchi." La mamma mi ha consultata un po' su tutto; ella mi tratta sempre meno da collegiale rispetto al passato. Ho una cameriera personale, dispongo di una camera e di un piccolo studio, e ti sto scrivendo da una scrivania molto graziosa, della quale mi hanno dato la chiave, e dove posso rinchiudere tutto ciò che voglio. |
Conférences de Notre-Dame de Paris (...)
45ème conference - Existence de Dieu
Monseigneur, messieurs,
nous avons prouvé la divinité de la doctrine catholique en deux manières: nous l'avons prouvée par ses résultats, en montrant que la doctrine catholique produit cette merveille de l'église, à quoi rien n'est comparable, et qui surpasse évidemment toutes les forces humaines; nous l' avons prouvée en établissant qu'elle a eu pour fondateur Jésus-Christ envoyé de Dieu et fils de Dieu. L'effet de la doctrine étant divin, et sa source l'étant aussi, il est manifeste qu'elle porte elle-même le caractère de la divinité, ou, en d'autres termes, qu'elle est divine. Il semble donc, messieurs, que notre tâche est accomplie, et qu'ayant mis au front de la doctrine dont nous sommes le ministre, le plus sacré des caractères et le plus certain, nous n'avons plus rien que deux choses à vous dire, ou plutôt à vous commander: le silence et l'adoration.
| La princesse de Clèves
La magnificence et la galanterie n'ont jamais paru en France avec tant d'éclat que dans les dernières années du règne de Henri second. Ce prince était galant, bien fait et amoureux; quoique sa passion pour Diane de Poitiers, duchesse de Valentinois, eût commencé il y avait plus de vingt ans, elle n'en était pas moins violente, et il n'en donnait pas des témoignages moins éclatants. Comme il réussissait admirablement dans tous les exercices du corps, il en faisait une de ses plus grandes occupations. C'étaient tous les jours des parties de chasse et de paume, des ballets, des courses de bagues, ou de semblables divertissements; les couleurs et les chiffres de madame de Valentinois paraissaient partout, et elle paraissait elle-même avec tous les ajustements que pouvait avoir mademoiselle de La Marck, sa petite-fille, qui était alors à marier. |
La principessa di Clèves
La magnificenza e la galanteria non sono mai apparse in Francia con tanto splendore come negli ultimi anni del regno di Enrico II. Questo principe era galante, di bella persona e innamorato; e benché la sua passione per Diana di Poitiers, duchessa del Valentinois, durasse da più di venti anni, non per questo era meno violenta e meno manifesti i segni che egli ne dava. Abile in ogni esercizio fisico, egli ne faceva una delle sue principali occupazioni. Ogni giorno erano partite di caccia, di pallacorda, balletti, corse agli anelli o divertimenti analoghi; i colori e le cifre di madama del Valentinois ricorrevano ovunque, ed ella stessa appariva in pubblico con tutti i vezzi che poteva avere madamigella della Marck, sua nipote, allora in età da marito. (Traduzione: Renata Debenedetti) |
La Princesse de Montpensier (...)
Pendant que la guerre civile déchirait la France sous le règne de Charles IX, l'amour ne laissait pas de trouver sa place parmi tant de désordres et d'en causer beaucoup dans son empire. La fille unique du marquis de Mézières, héritière très considérable, et par ses grands biens, et par l'illustre maison d'Anjou dont elle était descendue, était promise au duc du Maine, cadet du duc de Guise, que l'on a depuis appelé le Balafré. L'extrême jeunesse de cette grande héritière retardait son mariage; et cependant le duc de Guise qui la voyait souvent, et qui voyait en elle les commencements d'une grande beauté, en devînt amoureux et en fut aimé. Ils cachèrent leur amour avec beaucoup de soin.
| Zaïde
L'Espagne commençait à s'affranchir de la domination des Maures. Ses peuples, qui s'étaient retirés dans les Asturies, avaient fondé le royaume de Léon; ceux qui s'étaient retirés dans les Pyrénées avaient donné naissance au royaume de Navarre: il s'était élevé des comtes de Barcelone et d'Aragon. Ainsi, cent cinquante ans après l'entrée des Maures, plus de la moitié de l'Espagne se trouvait délivrée de leur tyrannie. De tous les princes chrétiens qui y régnaient alors, il n'y en avait point de si redoutable qu'Alphonse, roi de Léon, surnommé le Grand. Ses prédécesseurs avaient joint la Castille à leur royaume. |
Zaïde
La Spagna cominciava allora ad affrancarsi dalla dominazione dei Mori. Alcune popolazioni, che s'erano ritirate nelle Asturie, vi avevano fondato il regno di Léon; altre invece si erano rifugiate sui Pirenei, dando origine al regno di Navarra; erano poi sorte le contee di Barcellona e d'Aragona. Così, centocinquanta anni dopo l'invasione dei Mori, oltre metà della Spagna era ormai libera dalla loro tirannia. Di tutti i principi cristiani che a quell'epoca vi regnavano, il più temibile era Alfonso il Grande, re di Léon. I suoi predecessori avevano annesso al regno la Castiglia. (Traduzione: Catherine Mc Gilvray) |
| Golden Gate
When you have shot and killed a man you have in some measure clarified your attitude toward him. You have given a definite answer to a definite problem.For better or worse you have acted decisively. In a way, the next move is up to him. |
Golden Gate
Avendo sparato ad un uomo, ed avendolo ammazzato, avete in una certa misura chiarito il vostro atteggiamento verso di lui. Avete dato una risposta definita ad un problema definito. Nel bene o nel male avete agito in maniera decisiva. In un certo senso, la mossa successiva spetta a lui. (Traduzione: Delio Zinoni) |
| Interpreter of Maladies
A Temporary Matter The notice informed them that it was a temporary matter: for five days their electricity would be cut off for one hour, beginning at eight P.M. A line had gone down in the last snowstorm, and the repairmen were going to take advantage of the milder evenings to set it right. The work would affect only the houses on the quiet tree-lined street, within walking distance of a row of brick-faced stores and a trolley stop, where Shoba and Shukumar had lived for three years. |
L'interprete dei malanni
Disagio temporaneo L'avviso precisava che si sarebbe trattato di un disagio temporaneo: nei cinque giorni successivi avrebbero sospeso la corrente per un'ora, a partire dalle otto di sera. Era caduta una linea elettrica durante l'ultima tormenta, i tecnici avrebbero approfittato delle serate più miti per rimetterla in sesto. I lavori avrebbero coinvolto soltanto le case della tranquilla strada alberata, a un passo dai negozi e dalla fermata del tram, dove Shoba e Shukumar abitavano da tre anni. (Traduzione: Claudia Tarolo) |
| The Namesake
On a sticky August evening two weeks before her due date, Ashima Ganguli stands in the kitchen of a Central Square apartment, combining Rice Krispies and Planters peanuts and chopped red onion in a bowl. She adds salt, lemon juice, thin slices of green chili pepper, wishing there were mustard oil to pour into the mix. Ashima has been consuming this concoction throughout her pregnancy, a humble approximation of the snack sold for pennies on Calcutta sidewalks and on railway platforms throughout India, spilling from newspaper cones. Even now that there is barely space inside her, it is the one thing she craves. Tasting from a cupped palm, she frowns; as usual, there's something missing. |
L'omonimo
Una sera appiccicosa di agosto, due settimane prima della data presunta del parto, Ashima Ganguli, nella cucina di un appartamento in Central Square, mescola Rice Krispies, noccioline Planters e cipolle rosse affettate in una ciotola. Condisce con sale, succo di limone, strisce sottili di peperoncino verde, rimpiangendo di non avere olio di senape da aggiungere. È tutta la gravidanza che mangia quell'intruglio, modesta imitazione degli spuntini offerti per pochi centesimi sui marciapiedi di Calcutta, lungo le banchine ferroviarie di tutta l'India, traboccanti dai cartocci di giornale. Adesso che non resta quasi più spazio dentro di lei, è l'unico cibo che le fa gola. Assaggiandolo dal palmo della mano, storce la bocca: come sempre, manca qualcosa. (Traduzione: Claudia Tarolo) |
La moscheide overo Domiziano il moschicida
Canto le strane guerre e memorande
Che della gran Moscovia al nobil regno
Mosse a' dì suoi Domizïano il grande
Sol per cagione d'un amoroso sdegno;
E s'il desio che l'ali audace spande,
Giunger potrà di sì grand'opra al segno,
Spero con le mie penne illustre e solo,
A par di voi ch'io canto, alzarmi a volo.
Graziella (Graziella)
A diciotto anni, la mia famiglia mi affidò alle cure di una parente, che per certi affari si recava in Toscana accompagnata dal marito. Era un'occasione per farmi viaggiare e per sottrarmi all'ozio pericoloso della casa paterna e delle città di provincia dove le prime passioni dell'anima si corrompono per mancanza di attività. Partii con l'entusiasmo di un ragazzo che avrebbe visto il sipario levarsi sugli scenari più belli della natura e della vita.
(Traduzione: Caterina D'Agostino)
Le due zittelle
In uno scuorante quartiere d'una città essa medesima per tanti versi scuorante, al primo piano d'una casa borghese vivevano due zittelle colla vecchia madre. E buon per il lettore ch'io non sento il dovere, che a quanto sembra altri sente imperioso, di descrivere minutamente simili luoghi! Ce ne sarebbe di che fare entrar le paturnie al meglio disposto. Con che costrutto non so vedere; dunque cercherò di limitarmi qui ai cenni strettamente indispensabili, che sarà fin troppo.
La pietra lunare
"Buonasera, buonasera, da quanto tempo! Come va?" Lo zio, in maniche di camicia e con certi pantaloni incartapecoriti che gli torcevano le gambe come quelle dei cavallerizzi, reggendo la porta con una mano, coll'altra faceva grandi gesti di benvenuto e poi d'invito a entrare. Dietro di lui, come in un affresco del Ghirlandaio, si vedevano spuntare le teste degli altri componenti la famiglia: la zia, il cugino, la cugina, il piccolo figlio di costei, sul cui capo s'espandevano larghe croste di sudicio e che rideva, fra le braccia della mamma, con un'aria di furberia abortita; da ultimo la zucca morbosamente apatica del fratello della zia.
Racconto d'autunno
La guerra m'aveva sospinto, all'epoca di questa storia, lontano dai miei abituali luoghi di residenza. Due formidabili eserciti stranieri si scontravano allora sul nostro suolo, conducendo una campagna cruenta e che parve infinita alla maggior parte della popolazione, la quale ne fu, come si immagina, direttamente e barbaramente danneggiata. Inoltre le esose pretese, in uomini e materiali, d'uno di questi eserciti (l'invasore, che lentamente s'andava ritirando attraverso il paese, davanti all'altro, detto liberatore), nonché spirito patriottico o compromissione politica, costrinsero numerosissime persone a cercar rifugio per lunghi mesi o anche per anni in posti selvaggi e discosti dalle grandi strade, abbandonando i propri interessi, i propri averi e le famiglie medesime. Dove, coloro che ne avevano la possibilità o se ne sentirono il genio, si organizzarono per una resistenza armata o addirittura per l'offesa, altri resisterono almeno passivamente alle imposizioni degli invasori, altri infine badarono soltanto a togliersi dal folto della mischia.
Rien va
4 giugno 1958
Ed ecco mi ritrovo ancora una volta a tu per tu colla mia anima fiacca e leggera. Signore! ma come è possibile seguitare così? seguitare alla cieca, senza alcun conforto? andare senza sapere dove né perché? Stanotte è morta una mia vecchia zia, che non vedevo da anni molti: orribile cadaverino di una ormai inconprensibilmente remota. E in verità non è stata e non è per lei la mia angoscia: io per me stesso tremavo, che a quanto pare dovrò ben presto seguire quella strada e non sono a ciò in nessun modo preparato.
Emily Dickinson is Dead (Emily Dickinson è morta)
Dopo la morte di sua moglie, Owen Kraznik continuò a vivere e a insegnare ad Amherst. Lì, le sue giornate erano diventate di una confusione sconcertante, di una solitudine squallida, di un disordine informe e imbarazzante. Cercando di contenere quel caos, man mano che ne veniva travolto, Owen si dette da fare per organizzarlo, pezzo dopo pezzo, in modo razionale.
Ma il Simposio per il Centenario di Emily Dickinson rifiutò di farsi governare. Si abbatté su Amherst come un macigno, rimbalzando dal college all'università, schiacciando, polverizzando, distruggendo. Chi era il responsabile di tutto questo? Owen non lo sapeva.
(Traduzione: Ombretta Baldini)
| Endurance: Shackleton's Incredible Voyage
The order to abandon ship was given at 5 P.M. For most of the men, however, no order was needed because by then everybody knew that the ship was done and that it was time to give up trying to save her. There was no show of fear or even apprehension. They had fought unceasingly for three days and they had lost. They accepted their defeat almost apathetically. They were simply too tired to care. |
Endurance: l'incredibile viaggio di Shackleton al Polo Sud
L'ordine di abbandonare la nave fu impartito alle cinque pomeridiane. Per la maggior parte degli uomini, comunque, non sarebbe stato neppure necessario: sapevano che la nave era condannata e che ogni sforzo per salvarla sarebbe stato ormai inutile. Non ci furono segni esteriori di paura o di apprensione. Avevano lottato senza posa per tre giorni e avevano perduto. Accettarono il loro destino quasi apaticamente. Erano troppo stanchi per preoccuparsene. (Traduzione: ?) |
Un Messico napoletano
Erano arrivate le belle giornate. Belle di sole e di vento fresco che si posava sugli accaldati visi, belle per uscire, belle per venire verso il mare, belle per indossare camicie e superga, jeans scoloriti e andarsene in giro annusando gli odori della primavera, gli odori dei gerani, di peperoni e melenzane fritte che uscivano dai cortili e dai condomini delle case una sull'altra, una a ridosso dell'altra, odori su odori, gente su gente, primavere su primavere.
Tao-te Ching (Tao-te Ching)
Il Tao che può essere detto
non è l'eterno Tao,
il nome che può essere nominato
non è l'eterno nome.
Senza nome è il principio
del Cielo e della Terra,
quando ha nome è la madre
delle diecimila creature.
Perciò chi non ha mai desideri
ne contempla l'arcano,
chi sempre desidera
ne contempla il termine.
Quei due hanno la stessa estrazione
anche se diverso nome
ed insieme sono detti mistero,
mistero del mistero,
porta di tutti gli arcani.
(Traduzione: Luciano Parinetto)
Besoin de liberté (Bisogno di libertà)
Nella notte tra il 27 e il 28 agosto 1961 fui svegliato da un grido di disperazione. Avevo sette anni e mezzo e dormivo con mia sorella, più piccola di me di tre anni. Subito dopo quel grido spaventoso, mia madre è entrata in camera nostra. Ci ha detto che nostro padre era sicuramente morto e che bisognava accettare l'idea di non rivederlo mai più. Era annegato, con altri cinque adulti e due ragazzi, in un naufragio. Ha aggiunto che potevamo piangere. Cosa significassero esattamente quelle parole, "potete piangere", non lo saprò mai. Mia madre le ha sicuramente dimenticate e io non ricordo bene il resto di quella notte.
(Traduzione: Daniela Crocco)
Den Keltiska Ringen (Il cerchio celtico)
Era il 18 gennaio 1990. Un vento fresco, a tratti forte, soffiava da sud, portando con sé nubi cariche di pioggia.
Il viale della stazione di Limhamn era deserto, a parte qualche isolata automobile i cui fari si riflettevano nelle vetrine o sull'asfalto bagnato.
Con il vento alle spalle era facile camminare. Le raffiche più violente quasi mi sollevavano, spingendomi verso l'imbarcadero dei traghetti, dov'ero diretto. Ma non avevo alcun motivo di affrettarmi, un giovedì sera del primo mese dell'anno, quando i traghetti viaggiano mezzi vuoti e la sala d'aspetto invita a tutto fuorché ad aspettare.
(Traduzione: Katia De Marco)
Drömmar vid havet (Il porto dei sogni incrociati)
C'erano giorni, sull'Atlantico, senza una nuvola all'orizzonte, in cui il mare e il cielo erano dello stesso azzurro profondo. In quei giorni un sole tagliente illuminava masse d'acqua in tumulto, le creste candide delle onde si strappavano in brandelli di schiuma, la nave rollava su quelle enormi montagne d'acqua e un vento implacabile sollevava un pulviscolo di spruzzi che accendeva fugaci arcobaleni attorno alla prua. Era quel genere di giorni per cui certe persone sarebbero pronte, sia pure in senso figurato, a dare la vita. Ma che la maggioranza darebbe qualsiasi cosa per evitare, non fosse altro che per paura della morte. O della vita.
(Traduzione: Katia De Marco)
Long John Silver (La vera storia del pirata Long John Silver)
Siamo nel 1742. Ho vissuto a lungo. Questo non me lo può togliere nessuno. Tutti quelli che ho conosciuto sono morti. Alcuni li ho mandati io stesso all'altro mondo, se poi esiste. Ma perché dovrebbe? In ogni caso, spero con tutta l'anima che non esista, perché all'inferno ce li ritroverei tutti, Pew il cieco, Israel Hands, Billy Bones, quell'idiota di Morgan che osò passarmi il bollo nero, e gli altri, Flint compreso, che dio l'abbia in gloria, se un dio esiste. Mi accoglierebbero a braccia aperte, con salamelecchi e inchini, sostenendo che è tornato tutto come ai vecchi tempi. Ma intanto il terrore irradierebbe dai loro volti come un sole ardente sul mare in bonaccia. Terrore di cosa? Chiedo io. Certo all'inferno non possono avere paura della morte. Che ve ne pare?
(Traduzione: Katia De Marco)
Un inganno dei sensi malizioso
In una tarda giornata primaverile del 1598 nuvole pacifiche gravano sul chiostro delle clarisse del Santo Spirito, sulla frangia di timpa scoscesa che cala rapida sul mare di Acitrezza. Il sole al tramonto scivola sui cespugli di salvia, sulle nepitelle intrezzute ad asparagi selvatici, sulle tane dei porcospini, sui resti di lava nera che sgravano sul mare in forme aguzze di faraglioni.
È questa l'ora in cui suor Trafitta lavora di vanga. Prona nell'orto interra piantine di basilico, zucchine, piselli odorosi, quand'ecco alza gli occhi e guarda il mare, e subito si sente turbare fin nelle viscere.
Il tesoretto
Al valente segnore,
di cui non so migliore
sulla terra trovare:
ché non avete pare
né 'n pace né in guerra;
sì ch'a voi tutta terra
che 'l sole gira il giorno
e 'l mar batte d'intorno
san' faglia si convene,
ponendo mente al bene
che fate per usaggio,
ed a l'alto legnaggio
donde voi sete nato;
The fool (Embargo)
Ariel Landa, in boxer e T-shirt, con un lembo di coperta tirato addosso, stava disteso su un letto metallico pieghevole a leggere un romanzo in edizione economica sui mercenari bianchi in Africa.
La grande camera era sovraffollata; due comodini scompagnati di fianco a un letto a due piazze collocato di fronte a un enorme guardaroba di mogano, un brutto cassettone, un imponente tavolo del diciannovesimo secolo e due sedie dallo schienale dritto. Una lampadina pencolante dall'alto soffitto illuminava le pareti chiazzate di vernice vinilica verde chiaro che davano all'ambiente un'aria trascurata. Dalle persiane chiuse filtrava il soffio benevolo di un fronte freddo in via di dissolvimento. Nella stanza ristagnava l'odore stantio dei mozziconi di sigarette.
(Traduzione: Piero Spinelli)
Outcast (Lontano da Cuba)
Elloit Steil si sedette su una panchina senza schienale sotto un albero del parco pubblico, appoggiò la caviglia sinistra sul ginocchio destro, si sfilò un mocassino consumato e iniziò a massaggiarsi un piede. Un paio di minuti più tardi riservò lo stesso trattamento all'altro piede, infine poggiò entrambi i talloni sul vialetto di cemento e si sgranchì le dita, reggendosi alla lastra di marmo su cui sedeva.
Una giornata pesante, rifletté Steil. Le scorte di caffè e di zucchero si erano esaurite contemporaneamente due giorni prima, e quella mattina la sua colazione consisteva in quaranta grammi di pane bianco raffermo e un bicchiere d'acqua fredda. Poi aveva trovato la ruota posteriore della bicicletta a terra. Aveva trascorso settantacinque minuti aspettando l'autobus e alle 10:02 aveva timbrato il cartellino all'Istituto Politecnico dove insegnava inglese: due ore e due minuti di ritardo. Il pranzo era consistito in una scarsa e mal condita mistura di riso e fagioli rossi poco cotti accompagnati da pomodori troppo maturi.
(Traduzione: Eloisa Boccadifuoco)
| Chants de Maldoror
Plût au ciel que le lecteur, enhardi et devenu momentanément féroce comme ce qu'il lit, trouve, sans se désorienter, son chemin abrupt et sauvage, à travers les marécages désolés de ces pages sombres et pleines de poison ; car, à moins qu'il n'apporte dans sa lecture une logique rigoureuse et une tension d'esprit égale au moins à sa défiance, les émanations mortelles de ce livre imbiberont son âme comme l'eau le sucre. Il n'est pas bon que tout le monde lise les pages qui vont suivre; quelques-uns seuls savoureront ce fruit amer sans danger. Par conséquent, âme timide, avant de pénétrer plus loin dans de pareilles landes inexplorées, dirige tes talons en arrière et non en avant. |
Canti di Maldoror
Voglia il cielo che il lettore, reso ardito e momentaneamente feroce come ciò che legge, trovi, senza perdere l'orientamento, il suo cammino scosceso e selvaggio attraverso le paludi desolate di queste pagine oscure e avvelenate; infatti, a meno che non applichi alla lettura una logica rigorosa e una tensione intellettuale pari almeno alla sua diffidenza, le esalazioni mortali di questo libro gli impregneranno l'anima come l'acqua lo zucchero. Non è bene che tutti leggano le pagine che seguono; pochi soltanto potranno assaporare senza pericolo questo frutto amaro. Perciò, anima timorosa, prima di avventurarti oltre in queste lande inesplorate, volgi indietro i tacchi, e non in avanti. (Traduzione: Lanfranco Binni) |
Smert Egora Il'iča (La morte di Egor Il'ič)
Tutto ebbe inizio quando Egor Il'ič scricchiolò. Ah, scusate, non vi ho ancora detto che Egor Il'ič non è un uomo, ma un armadio. Un armadio-libreria di antica foggia. Il nome gli fu attribuito dalla buonanima di Semën Terent'evič, nonno di mia moglie, un vecchietto con la bizzarra abitudine di dare agli oggetti nomi umani.
(Traduzione: Paola Pedicone)
The Captain's Doll (Il fantoccio del capitano)
"Hannele..."
"Ja-a!"
"Wo bist du?"
"Hier."
"Wo denn?"
Hannele non levò il capo dal suo lavoro. Sedeva su una seggiolina sotto una lampada da scrittoio, con un cestino di stoffe colorate di seta a fianco e tra le mani una bambola di pezza, un fantoccio che lei stava vestendo. Armeggiava al ginocchio del fantoccio, così che il povero gentiluomo era buttato a testa in giù con le braccia spalancate. E questa non era certo una posa decorosa visto che il fantoccio era un soldato scozzese in pantaloni aderenti a quadri.
(Traduzione: Flaviana Sortino)
The Fox (La volpe)
Le due ragazze erano conosciute da tutti per cognome, Banford e March. Avevano preso la fattoria insieme, con l'intenzione di lavorarci tutte da sole e guadagnarsi da vivere allevando polli e mantenendo una mucca e uno o due vitelli. Sfortunatamente le cose non andarono per il verso giusto.
La Banford era una creaturina esile e delicata con gli occhiali, ed era lei, comunque, la principale investitrice perché la March di soldi ne aveva pochi o niente. Il padre della Banford, che era un commerciante a Islington, aveva fornito alla figlia il capitale iniziale, un po' perché gli stava a cuore la salute di lei, e un po' perché l'amava e non sembrava che si sarebbe mai sposata. La march era più robusta. Aveva imparato i lavori di falegnameria e carpenteria ai corsi serali a Islington. Era l'uomo di quella casa. Avevano avuto, in più, il vecchio nonno della Banford che aveva vissuto con loro all'inizio. Era stato fattore ma sfortunatamente il vecchio era morto dopo aver passato un anno alla fattoria Bailey. Poi le due ragazze erano rimaste sole.
(Traduzione: Flaviana Sortino)
The Ladybird (La coccinella)
Quante spade aveva conficcate nel cuore Lady Beveridge! Eppure sembrava esserci sempre posto per altre, dato che aveva stabilito che il suo buon cuore compassionevole non avrebbe mai dovuto morire. Se non fosse stato per questa determinazione, lei stessa sarebbe morta di puro dolore, negli anni 1916 e 1917, quando i suoi due ragazzi e suo fratello erano stati ammazzati e la morte sembrava mietere vittime con enormi falciate su tutta la sua famiglia. Ma dimentichiamocene.
Lady Beveridge amava l'umanità, e qualsiasi cosa potesse accadere, avrebbe continuato ad amarla. Anzi, da un punto di vista umano, avrebbe amato anche i suoi nemici. Non i nemici criminali, gli uomini che commettevano atrocità, ma gli uomini che erano nemici senza averlo scelto. Per loro non si sarebbe fatta trasportare da un odio generale.
(Traduzione: Flaviana Sortino)
| Lady Chatterley's Lover Ours is essentially a tragic age, so we refuse to take it tragically. The cataclysm has happened, we are among the ruins, we start to build up new little habitats, to have new little hopes. It is rather hard work: there is now no smooth road into the future: but we go round, or scramble over the obstacles. We've got to live, no matter how many skies have fallen. This was more or less Constance Chatterley's position. The war had brought the roof down over her head. And she had realized that one must live and learn. She married Clifford Chatterley in 1917, when he was home for a month on leave. They had a month's honeymoon. Then he went back to Flanders: to be shipped over to England again six months later, more or less in bits. Constance, his wife, was then twenty-three years old, and he was twenty-nine. |
L'amante di Lady Chatterley Il nostro tempo è essenzialmente tragico, quindi ci rifiutiamo di prenderlo tragicamente. Il cataclisma s'è abbattuto, siamo tra le rovine; cominciamo a ricostruire nuovi piccoli centri di vita, a nutrire nuove piccole speranze. È un lavoro piuttosto duro; la strada verso l'avvenire non è agevole: bisogna aggirare gli ostacoli o cercare di scavalcarli. Per quanto grande il numero dei cieli che ci sono crollati sulla testa, dobbiamo pur vivere. Tale, più o meno, era la situazione di Constance Chatterley. La guerra le aveva fatto crollare il cielo in testa. Ma aveva capito che bisognava vivere e imparare. Nel 1917 aveva sposato Clifford Chatterley, mentre questi era a casa per un mese di licenza. E la loro luna di miele era durata un mese. Poi egli era ritornato nelle Fiandre: per essere riportato in Inghilterra, sei mesi più tardi, ridotto in frantumi, o poco meno. Constance, sua moglie, aveva allora ventitré anni; lui ventinove. (Traduzione: Giulio Monteleone) |
Love Among the Haystacks (Amore tra i mucchi di fieno)
I due grandi campi si trovavano su un pendio rivolto a sud. Tagliato il fieno, erano ora di un verde dorato e brillavano nel sole, quasi accecanti. Sul versante opposto della collina, a mezza altezza, correva un'alta siepe, che proiettava un'ombra scura nella calda luce del prato. E proprio oltre la siepe stavano tirando su il mucchio di fieno: era di grandi dimensioni, massiccio, ma così argenteo e così delicato di toni che sembrava quasi non aver peso. Si levava disordinato e raggiante nel chiarore verde dorato e abbagliante del campo. Poco più oltre ce n'era un altro già completato. Il carro vuoto stava oltrepassando proprio l'apertura nella siepe. Dall'angolo più remoto del campo sottostante, dove il prato era ancora segnato dalle strisce grigie del fieno tagliato, il carro pieno prendeva lo slancio per salire fino a dove si trovava il mucchio di fieno. Nel prato si distinguevano nettamente le sagome bianche dei fienaiuoli.
(Traduzione: Luciano Bianciardi)
The Man Who Died (L'uomo che era morto)
Ci fu un contadino vicino a Gerusalemme che acquistò un galletto il quale, all'inizio sembrava una creaturina scialba, ma, con l'avanzare della primavera, mise su delle penne eleganti ed era sgargiante con il collo arcuato arancione, nel momento in cui spuntavano le foglie dalle estremità dei rami dei fichi.
Il contadino era povero, viveva in una casupola di argilla e possedeva solo uno sporco cortiletto interno con un fico robusto per tutto il suo territorio. Lavorava duro tra le viti, gli ulivi e il frumento del padrone, poi, tornava, per il sentiero, a dormire nella sua casupola d'argilla. Era fiero del suo giovane gallo.
(Traduzione: Flaviana Sortino)
The Man Who Loved Islands (L'uomo che amava le isole)
C'era un uomo che amava le isole. Era nato su un'isola, ma non gli si addiceva perché c'era troppa gente oltre a lui. Voleva un'isola per conto proprio: non necessariamente per starci da solo, ma per farne un mondo tutto per sé.
Un'isola, se comincia ad essere grandina, non è meglio di un continente. Per la verità deve essere piuttosto piccola, per assumere sembianze di isola; e questa storia mostrerà quanto minuscola debba essere, prima che tu possa ritenerla pronta a riempirla con la tua personalità.
Ora, le circostanze vollero che questo amante di isole, al tempo trentacinquenne, acquistasse un'isola tutta per sé. Non la possedeva come proprietà fondiaria, ma aveva un contratto di usufrutto di novant'anni, che parlando di un uomo e di un'isola, può essere ritenuto un affare ottimo e duraturo.
(Traduzione: Flaviana Sortino)
The Plumed Serpent (Il serpente piumato)
La domenica subito dopo Pasqua, a Città del Messico, si svolgeva l'ultima corrida della stagione. Per l'occasione erano giunti dalla Spagna quattro tori di razza, poiché quelli spagnoli sono più focosi di quelli messicani. Si doveva forse all'altitudine, come sosteneva Owen, questa assenza di "fuoco" negli animali indigeni, o forse allo spirito dell'Occidente.
Da buon socialista, Owen non approvava i combattimenti di tori, ma disse:
"Non ne abbiamo mai visto uno, è tempo di andarci".
"Anch'io penso che si debba andare", rispose Kate.
"È l'ultima occasione che ci resta", aggiunse Owen.
(Traduzione: Walter Mauro)
The Princess (La Principessa)
Per suo padre era la Principessa. Ma per gli zii e le zie di Boston era solo Dollie Urquhart, la povera cosina.
Colin Urquhart era un po' matto. Discendeva da un'antica famiglia scozzese e sosteneva di avere sangue reale. Nelle sue vene scorreva il sangue dei re scozzesi. E su questo punto, a quel che dicevano i suoi parenti americani, era proprio un po' tocco. Loro non potevano più sopportare di essere messi al corrente di quale fosse, esattamente, il sangue reale che gli scorreva nelle vene. Nell'insieme, la faccenda era piuttosto ridicola, e anche un po' penosa. L'unica cosa che loro ricordavano con sicurezza era che non si trattava degli Stuart.
(Traduzione: Pietro Meneghelli)
St. Mawr (Lo stallone)
Lou Witt aveva fatto di testa sua così a lungo che a venticinque anni era completamente disorientata. A forza di fare sempre ciò che si vuole, si finisce per perdere la bussola.
Certo, per un poco la sua grande storia d'amore con Rico era andata male. E allora aveva avuto un vero motivo per disperarsi. Ma poi anche quella si era risolta secondo i suoi desideri. Rico era tornato da lei e l'aveva regolarmente sposata. Lui flirtava ancora con altre donne, certo. Altrimenti non sarebbe stato il bel Rico. Ma lei lo aveva preso al lazo. Oh, sì! Bastava vedere lo sguardo nervoso dei suoi grandi occhi azzurri quando si volgeva a guardarla come un cavallo che si allontanava pian piano dalla sua padrona per capire fino a che punto fosse dominato da lei.
(Traduzione: Maria Eugenia Morin)
| Sons and Lovers
"The Bottoms" succeeded to "Hell Row". Hell Row was a block of thatched, bulging cottages that stood by the brookside on Greenhill Lane. There lived the colliers who worked in the little gin-pits two fields away. The brook ran under the alder trees, scarcely soiled by these small mines, whose coal was drawn to the surface by donkeys that plodded wearily in a circle round a gin. And all over the countryside were these same pits, some of which had been worked in the time of Charles II, the few colliers and the donkeys burrowing down like ants into the earth, making queer mounds and little black places among the corn-fields and the meadows. And the cottages of these coal-miners, in blocks and pairs here and there, together with odd farms and homes of the stockingers, straying over the parish, formed the village of Bestwood. |
Figli e amanti
I Bottoms vennero dopo Hell Row. Hell Row era un gruppo di capanne col tetto di paglia distribuite sulle rive del torrente a Greenhill Lane, dove vivevano i minatori che lavoravano nei piccoli pozzi, due campi più in là. Il torrente scorreva sotto gli ontani, a malapena intorbidito da quelle misere miniere, il cui carbone era portato in superficie da asini che sgobbavano duramente girando intorno all'argano. Per tutto il paese c'erano pozzi, alcuni dei quali erano stati aperti al tempo di Carlo II; i pochi minatori e gli asini scavavano sottoterra come formiche, creando curiosi monticelli e piccole macchie nere tra i campi di grano e i prati. E le capanne di questi minatori, sparse qua e là a gruppi o a coppie, assieme alle fattorie isolate e alle case dei tessitori, che si diradavano via via che ci si allontanava dal nucleo del paese, formavano il villaggio di Bestwood. |
| The Trespasser
"Take off that mute, do!" cried Louisa, snatching her fingers from the piano keys, and turning abruptly to the violinist. Helena looked slowly from her music. "My dear Louisa," she replied, "it would be simply unendurable." She stood tapping her white skirt with her bow in a kind of a pathetic forbearance. "But I can't understand it," cried Louisa, bouncing on her chair with the exaggeration of one who is indignant with a beloved. "It is only lately you would even submit to muting your violin. At one time you would have refused flatly, and no doubt about it." "I have only lately submitted to many things," replied Helena, who seemed weary and stupefied, but still sententious. Louisa drooped from her bristling defiance. "At any rate," she said, scolding in tones too naked with love, "I don't like it." "Go on from Allegro," said Helena, pointing with her bow to the place on Louisa's score of the Mozart sonata. |
Contrabbando d'amore
- Togli quella sordina! - gridò Luisa volgendosi con uno scatto verso la violinista ed alzando le dita dalla tastiera del pianoforte. Elena sollevò lentamente lo sguardo dalla musica. - Mia cara Luisa - rispose - sarebbe semplicemente insopportabile. - E cominciò a battersi con l'archetto la gonna bianca, con aria di patetica rassegnazione. - Ma non capisco - continuò Luisa agitandosi sulla sedia, con l'esagerazione di chi s'inquieta con una persona cara. - adesso ti sei ridotta anche a mettere la sordina al violino, una volta ti saresti rifiutata, ne sono certa. - Mi sono rassegnata a molte cose ultimamente - replicò Elena. Sembrava stanca e stordita, ma ancora pronta a ribattere. Luisa abbandonò l'aria aggressivamente battagliera: - Ad ogni modo non mi piace - disse in tono di rimprovero affettuoso. - Riprendi dall'Allegro - disse Elena, indicandole con l'archetto il punto della sonata di Mozart sullo spartito. (Traduzione: Ada Bonfirraro) |
The Virgin and the Gipsy (La vergine e lo zingaro)
Quando la moglie del vicario scappò con un giovanotto squattrinato, lo scandalo fu enorme. Le sue due figliolette avevano solo sette e nove anni. E il vicario era un buon marito. È vero che aveva i capelli grigi. Ma i baffi erano neri, ed era un bell'uomo, ancora pieno di una segreta passione per la sua splendida moglie senza freni.
Perché se n'era andata? Perché era fuggita in quel modo, in un éclat di repulsa, colta da follia?
Nessuno sapeva spiegarselo. Solo i bigotti dissero che era una donnaccia. Le brave donne non espressero nessun commento. Capivano.
Le due piccole non capirono mai. Ferite, decisero che alla loro madre non fosse importato molto di loro.
(Traduzione: Bruno Armando)
The White Peacock (Il pavone bianco)
Guardavo immobile le forme indistinte dei pesci, che scivolavano nelle penombre del laghetto del mulino. Erano i grigiastri discendenti di quelli argentei, gettati lì dai monaci, in tempi lontani, quando la valle era rigogliosa. Il luogo, infatti, era tutto imperniato sulle fantasie del passato. Gli alberi, fitti sulle rive lontane, erano troppo severamente scuri per illeggiadrirsi alla carezza del sole. L'erba, folta e immobile. Neanche un alito di vento muoveva i salici negli isolotti. L'acqua, dolcemente stagnante, immota. Solo un ruscelletto, quella corrente atta a dar moto alla ruota del mulino, sembrava sussurrare a se stesso il fermento di vita che una volta aveva animato la vallata.
Sarei quasi finito in acqua, ruzzolando dalla radice dell'ontano, su cui stavo appollaiato, scosso come fui da una voce che diceva: "Beh, che c'è da guardare, costà?"
(Traduzione: Anna Cecchi)
Joe Wilson and his Mates (...)
There are many times in this world when a healthy boy is happy. When he is put into knickerbockers, for instance, and "comes a man to-day," as my little Jim used to say. When they're cooking something at home that he likes. When the "sandy-blight" or measles breaks out amongst the children, or the teacher or his wife falls dangerously ill - or dies, it doesn't matter which - "and there ain't no school." When a boy is naked and in his natural state for a warm climate like Australia, with three or four of his schoolmates, under the shade of the creek-oaks in the bend where there's a good clear pool with a sandy bottom. When his father buys him a gun, and he starts out after kangaroos or 'possums. When he gets a horse, saddle, and bridle, of his own. When he has his arm in splints or a stitch in his head - he's proud then, the proudest boy in the district.
| The Lost Language of Cranes
Early on a rainy Sunday afternoon in November a man was hurrying down Third Avenue, past closed and barred florist shops and newsstand, his hands stuffed into his pocket and his head bent against the wind. The avenue was deserted except for an occasional cab, which parted the gray water puddled in the potholes and sent it streaming. Behind the lighted windows of apartment buildings people stretched, divided the Sunday Times, poured coffee into glazed mugs, but in the street it was a different scene: A bum covered by soggy shopping bags huddled in a closed storefront; a woman in a brown coat held a paper over her head and ran; a pair of cops whose walkie-talkies blared distorted voices listened to an old woman weep in front of a pink enamelled building. What, the man wondered, was he, a decent and respectable man, with a well-heated apartment, good books to read, a coffee maker, doing out among these people, out in the street on a cold Sunday afternoon? |
La lingua perduta delle gru
Nel primo pomeriggio di una piovosa domenica di novembre un uomo scendeva frettoloso lungo la Terza Avenue, superando fioristi ed edicole chiusi e sbarrati, le mani sprofondate in tasca e la testa china contro il vento. La strada era deserta a eccezione di qualche taxi, che tagliando l'acqua grigia delle pozzanghere la schizzava via in zampilli. Dietro le finestre illuminate delle case d'appartamento la gente si stiracchiava, separava le pagine dell'edizione domenicale del "Times", versava il caffè in tazze di ceramica smaltata, ma in strada la scena era completamente diversa: un vagabondo coperto da sacchetti di plastica fradici era raggomitolato nell'androne di un negozio; una donna con un cappottto marrone si riparava la testa con un giornale e correva; un paio di piedipiatti i cui walkie-talkie blateravano voci disttorte ascoltavano il pianto di una vecchia di fronte a un edificio smaltato di rosa. Cosa, si chiese l'uomo, cosa ci faceva lui, individuo degno e rispettabile, con un appartamento ben riscaldato, buoni libri da leggere, una macchinetta del caffè, qui fuori tra questa gente, in mezzo alla strada in una fredda mattina domenicale? (Traduzione: Delfina Vezzoli) |
| Martin Bauman
I first met Stanley Flint in the winter of 1980, when I was nineteen. He was between editorial greatnesses then, just fired by the famous magazine but not yet hired by the famous publisher. To earn his keep he traveled from university to university, offering his famous Seminar on the Writing of Fiction, which took place one night a week and lasted for four hours. Wild rumors circulated about this seminar. It was said that at the beginning of the term he made his students write down their deepest, darkest, dirtiest secrets and then read them aloud one by one. |
Martin Bauman
Conobbi Stanley Flint nell'inverno del 1980, quando avevo diciannove anni. Allora era in fase di stallo tra un prestigioso lavoro editoriale e l'altro, appena licenziato dalla famosa rivista ma non ancora assunto dal famoso editore. Per guadagnarsi da vivere viaggiava da un'università all'altra, offrendo il suo celebre seminario di Scrittura Creativa, che si teneva una sera alla settimana e durava quattro ore. Su questo seminario circolavano le voci più disparate. Si diceva che alla fine del trimestre Flint inducesse i suoi studenti a mettere per iscritto i loro segreti più profondi, più intimi e più sporchi e poi li leggesse ad alta voce a uno a uno. (Traduzione: Delfina Vezzoli) |
| The constant gardener
The news hit the British High Commission in Nairobi at nine-thirty on a Monday morning. Sandy Woodrow took it like a bullet, jaw rigid, chest out, smack through his divided English heart. He was standing. That much he afterwards remembered. He was standing and the internal phone was piping. He was reaching for something, he heard the piping so he checked himself in order to stretch down and fish the receiver off the desk and say, "Woodrow." Or maybe, "Woodrow here." And he certainly barked his name a bit, he had that memory for sure, of his voice sounding like someone else's, and sounding stroppy. |
Il giardiniere tenace
La notizia arrivò all'alto Commissariato britannico di Nairobi alle nove e trenta di un lunedì mattina. Per Sandy Woodrow fu come una fucilata, che lo colpì diritto nel suo cuore inglese diviso. Era in piedi, con i denti stretti e il petto in fuori, questo lo ricordava. Era in piedi e il telefono interno stava squillando. Aveva allungato il braccio per prendere qualcosa, ma lo squillo l'aveva interrotto inducendolo a chinarsi per sollevare la cornetta e rispondere: "Woodrow" o forse: "Pronto, Woodrow". Certamente era stato brusco, lo ricordava. La sua voce gli era parsa quella di qualcun altro, un po' tagliente. (Traduzione: Annamaria Biavasco e Valentina Guani) |
The Spy Who Came in From the Cold (La spia che venne dal freddo)
L'americano porse a Leamas un'altra tazza di caffè e disse: "Perché non andate a dormire? Vi telefoniamo se arriva."
Leamas non rispose, guardava fisso, oltre la finestra del posto di blocco, la strada deserta.
"Non potete aspettare in eterno. Forse verrà un'altra volta. La Polizei si metterà in contatto coll'Agenzia; impiegherete venti minuti per tornare qui."
"No", disse Leamas, "ormai è quasi buio."
"Ma non potete aspettare in eterno. È in ritardo di nove ore."
(Traduzione: Adriana Pellegrini)
| The Tailor of Panama
It was a perfectly ordinary Friday afternoon in tropical Panama until Andrew Osnard barged into Harry Pendel's shop asking to be measured for a suit. When he barged in, Pendel was one person. By the time he barged out again Pendel was another. Total time elapsed: seventy-seven minutes according to the mahogany-cased clock by Samuel Collier of Eccles, one of the many historic features of the house of Pendel & Braithwaite Co. Limitada, Tailors to Royalty, formerly of Savile Row, London, and presently of the Ví España, Panama City. |
Il sarto di Panama
Era un venerdì pomeriggio perfettamente normale nella Panama dei tropici, fino al momento in cui Andrew Osnard piombò nella sartoria di Harry Pendel chiedendo che gli prendessero le misure per un abito. Prima di questa irruzione, Pendel era una persona. Dopo che Osnard fu uscito, Pendel era un'altra persona. Tempo trascorso: settantasette minuti, secondo la pendola di mogano di Samuel Collier di Eccles, una delle molte attrattive storiche della ditta Pendel & Braithwaite Co., Limitada, Sarti della Casa Reale, un tempo ubicata in SavileRow, a Londra, e attualmente in Via España, Panama City. (Traduzione: Luigi Schenoni) |
Ètoile errante (Stella errante)
Sapeva che l'inverno era finito quando sentiva il rumore dell'acqua. La neve, durante l'inverno, aveva ricoperto il villaggio; i tetti delle case e i prati erano tutti bianchi. Il ghiaccio aveva formato stalattiti sul bordo dei tetti. Poi il sole iniziava a scottare, la neve si scioglieva e l'acqua colava a goccia a goccia da ogni davanzale, da ogni trave, dai rami degli alberi, e tutte le gocce si riunivano e formavano rivoli, i rivoli si gettavano nei ruscelli, mentre l'acqua scendeva gioiosamente per le strade del villaggio.
(Traduzione: Ela Assetta)
| To Kill a Mockingbird
When he was nearly thirteen, my brother Jem got his arm badly broken at the elbow. When it healed, and Jem's fears of never been able to play football were assuaged, he was seldom self-conscious about his injury. His left arm was somewhat shorter than his right; when he stood or walked, the back of his hand was at right angles with his body, his thumb parallel with his thigh. He couldn't have cared less, so long as he could pass and punt. When enough years had gone by to enable us to look back on them, we sometimes discussed the events leading to his accident. I maintain that the Ewells started it all, but Jem, who was four years my senior, said it started long before that. He said it begun the summer Dill came to us, when Dill first gave us the idea of making Boo Radley come out. |
Il buio oltre la siepe
Jem, mio fratello, aveva quasi tredici anni all'epoca in cui si ruppe malamente il gomito sinistro. Quando guarì e gli passarono i timori di dover smettere di giocare a rugby, Jem non ci pensò quasi più. Il braccio sinistro gli era rimasto un po' più corto del destro; in piedi o camminando, il dorso della mano sinistra faceva un angolo retto con il corpo, e il pollice stava parallelo alla coscia, ma a Jem non importava un bel nulla: gli bastava poter continuare a giocare, poter passare o prendere il pallone al volo. Poi, quando di anni ne furon trascorsi tanti da poterli ormai ricordare e raccontare, ogni tanto si discuteva di come erano andate le cose, quella volta. Secondo me tutto cominciò a causa degli Ewell, ma Jem, che ha quattro anni più di me, diceva che bisognava risalire molto più indietro, e precisamente all'estate in cui capitò da noi Dill e per primo ci diede l'idea di far uscire di casa Boo Radley. (Traduzione: Amalia D'Agostino Shanzer) |
Volkhavaar (Volkhavaar)
Il sole, sul suo carro d'oro, s'era spinto sin quasi all'ultimo pascolo del cielo. Ancora un poco, ed i sei cavalli biondi che lo trainavano avrebbero lanciato dalle nari sbuffi di fumo roseo, e avrebbero galoppato al di là dell'orizzonte. Poi sarebbe venuta la sera, come una vedova in gramaglie, ed avrebbe gettato il suo velo sui cieli e sulla terra: ma molto tempo prima che questo avvenisse Shaina, la schiava, avrebbe fatto ritorno alla valle sottostante con le capre del suo padrone.
(Traduzione: ?)
The Lady and Death (La dama e la morte)
"Dal momento che, a quanto pare, il ritratto della mia antenata Agnese vi ha molto colpito - disse il dottor Konrad Weber - , e giacché date prova di percepire che la nostra cittadina è ancora calda e palpitante del passato, credo proprio che vi narrerò una leggenda davvero singolare che si tramanda nella mia famiglia: l'eroina della storia è Agnese Weberin, che, in ossequio al distico latino inciso sul suo ritratto, chiamiamo Agnese Alcesti. Prima di dare avvio al racconto, converrà però che vi mostri l'effigie dell'altro protagonista della vicenda".
Procedendo lungo la strada maestra, un itinerario boschivo ancora intatto, mi aveva accompagnato in giro per le torri e le guardiole che conferiscono al borgo di Erlach, sovrastante una stretta valle, la parvenza di una grande città, diciamo la Gerusalemme di uno degli sfondi di Dürer.
(Traduzione: Piera Sestini)
The Phantom Lover (L'amante fantasma)
Quello schizzo lassù, con il berretto da ragazzo?... Sì, è la stessa donna... chissà se riusciresti a indovinare chi era... un tipo bizzarro, vero? Senza dubbio la creatura più straordinaria che abbia mai conosciuto: un'eleganza squisita, esotica, artificiosa, seducente; una grazia ed una ricercatezza impreziosite da un tocco di perversa affettazione in ogni tratto, in ogni posa e moto della testa e del collo, delle mani e delle dita. Ecco una serie di schizzi a matita che eseguii mentre mi preparavo a farle il ritratto. Sì, non troverai altro che lei in tutto l'album. Semplici scarabocchi che possono fornire però un'idea della sua grazia meravigliosa, fantastica. Qui, vedi, si affaccia alla balaustra e qui è seduta sull'altalena. Qui si precipita fuori della stanza. Ecco lo schizzo della testa. Come vedi, non è proprio una bellezza: ha la fronte troppo alta e il naso esiguo. Ma questi abbozzi non rendono affatto l'idea.
(Traduzione: Piera Sestini)
The Virgin and the Seven Daggars (Il cassone nuziale)
"N.428: pannello (5 piedi x 2 e pollici 3) già frontale di una cassa dotale, o cassapanca, atta a contenere gli abiti e i gioielli di una sposa. Soggetto: - Trionfo d'amore -. Scuola umbra del XV sec. Nell'angolo a destra c'è un'iscrizione semirasa: - Desider... de Civitate lac ...me ...ecit - purtroppo la pittura del frontale, che è di gran valore, risulta assai danneggiata dall'umidità e dai corrosivi minerali, forse dovuti all'aver contenuto tesori sepolti. Veniva lasciata in eredità, nel 1878, dalla vedova del Rev. Lawsonstone, defunto membro del Trinity College di Cambridge".
Il giorno dell'Ascensione, Desiderio da Castiglion del Lago aveva terminato il pannello anteriore del cassone nuziale che ser Trailo Baglioni aveva commissionato a Pietro Bontempi, che teneva bottega ai piedi dei gradini di san Massenzio, nella parte antica di Perugina, l'Augusta Perusia dei Romani. Il detto Desiderio vi aveva raffigurato il Trionfo d'Amore qual è descritto da Francesco Tetrarca, aretino, che è, ad eccezione di quel Dante che ebbe la visione dell'Inferno, del Purgatorio e del Paradiso, l'unico poeta che possa essere paragonato a dotti come Virgilio, Ovidio e Stazio.
(Traduzione: Piera Sestini)
| Carmilla
In Styria, we, though by no means magnificent people inhabit a castle, or schloss. A small income, in that part of the world, goes a great way. Eight or nine hundred a year does wonders. Scantily enough ours would have answered among wealthy people at home. My father is English, and I bear an English name, although I never saw England. But here, in this lonely and primitive place, where everything is so marvellously cheap, I really don't see how ever so much more money would at all materially add to our comforts, or even luxuries. |
Carmilla
Pur non essendo d'alto lignaggio, abitiamo in un castello, o schloss come dicono qui, della Stiria. Avere una piccola rendita in questo remoto angolo di mondo è qualcosa, e otto o novemila sovrane all'anno fanno miracoli. In patria la nostra rendita sarebbe a malapena bastata a far di noi gente facoltosa. Mio padre è inglese e inglese è il mio nome, sebbene non sia mai stata in quell'isola. Ma qui, in questo luogo selvaggio e solitario, ogni cosa è così meravigliosamente destituita di valore, che non vedo come altro denaro potrebbe aumentare la nostra agiatezza e perfino il nostro fasto. (Traduzione: Attilio Brilli) |
Madame Crowl's Ghost (Il fantasma della signora Crowl)
Ormai, sono una donna avanti negli anni; ma non ne avevo più di tredici la notte in cui giunsi ad Applewale House. In quella dimora, una mia zia era la governante, e mandò una carrozza a cavalli per prendermi, insieme col mio bagaglio. Quando vidi la carrozza per Lexhoe, mi spaventai, e desiderai tornare a casa da mia madre, a Hazelden. Piangevo, salendo sul biroccio (così usavano chiamare, all'epoca, quel tipo di carrozza), e il cocchiere, il vecchio John Mulbery, un uomo cortese di buon animo, una volta giunti al "Golden Lion", per tirarmi su mi regalò un sacchetto di mele. Poi mi disse che in quella grande casa, nella stanza di mia zia, c'erano ad aspettarmi un bel piatto di carne di maiale, poi torta di ribes e tè fumante. Era una notte vellutata, con una gran luna piena, e mi misi a sbocconcellare le mele, guardando dal finestrino.
(Traduzione: Gianni Pilo)
A Night in the Bell Inn (Una notte alla "Locanda della Campana")
Pochi uomini sono in grado di asserire che ricevono delle visite dai loro antenati, ma quasi tutti conoscono un paio di storie di fantasmi sicuramente "vere". Io credo fermamente nei fenomeni soprannaturali, e forse un giorno mi verrà la voglia di spiegare alla gente il perché: prima però dovrà essere ripristinato il sistema della stampa in folio. Nel frattempo, siccome questi ragionamenti non sopportano limitazioni di alcun genere, li tengo per me e mi accontento di raccontare una storia ogni tanto, lasciando che i fatti parlino da sé. Ritengo che i fautori dei fantasmi (se mi si passa questa dizione) siano sempre stati simili a chiunque è votato a portare a termine una missione, un po' troppo affrettati nel tirare le loro conclusioni e che a volte abbiano accettato l'esistenza di un "fantasma vero"sulla base di prove troppo tenui per appagare l'incredulità della generazione di scettici alla quale apparteniamo.
(Traduzione: Gianni Pilo)
The White Cat of Drumgunniol (Il gatto bianco di Drumgunniol)
C'è una storia famosa su un gatto bianco che ci narrano da bambini e che conosciamo tutti molto bene. Quella che intendo raccontare io, parla di un gatto bianco molto diverso dall'amabile Principessa incantata che assumeva questo aspetto quattro mesi l'anno. Il mio gatto bianco è un animale molto più sinistro. Chi viaggia da Limerick verso Dublino, dopo aver superato le montagne di Killaloe sulla sinistra, mentre appare la Montagna del Guardiano sulla destra, si ritrova a poco a poco circondato da una catena di bassopiani. Una pianura ondulata degrada lentamente fino al livello stradale, e alcune siepi di cespugli rallegrano il suo aspetto malinconico e selvaggio.
(Traduzione: Gianni Pilo)
Very Far Away From Anywhere Else (Agata e Pietra Nera)
Se da questo libro vi aspettate di sapere come ho vinto la coppa di basket guadagnandomi fama, amore e ricchezza, non leggetelo. Non so esattamente cos'ho guadagnato nei sei mesi di cui vi parlerò; qualcosa senz'altro, ma non credo che il resto della vita mi basterà per scoprire di che si tratta.
(Traduzione: Mariarosa Giardina Zannini)
Cyberiada (Cyberiade)
Un giorno Trurl il costruttor montò una macchina in grado di creare tutto quello che cominciava per N. Terminato che ebbe il marchingegno, lo collaudò chiedendogli di creare nacchere, poi noccioline e negligé - che la macchina debitamente fabbricò - e di nascondere il tutto in un narghilè pieno di nepente e di numerosi altri narcotici.
Il congegno eseguì alla lettera le istruzioni. Non ancora persuaso delle capacità della macchina, Trurk le fece produrre, uno dopo l'altro, nodi, narcisi, nembi, nettare, nuclei, neutroni, nafta, nettapipe, naiadi e natrium.Quest'ultimo non conparve, e Trurl, notevolmente scocciato, pretese una spiegazione.
(Traduzione: Riccardo Valla)
Solaris (Solaris)
Alle 19.00, ora di bordo, passai fra quelli fermi accanto al pozzo e per gli scalini a mano scesi nella capsula. Ci stava giusto un uomo, con spazio appena sufficiente a muovere i gomiti. Una volta avvitato l'attacco al tubo della paratia, la tuta si gonfiò e da quell'istante non potei più fare il minimo movimento. Dritto, anzi sospeso in un cuscino d'aria, facevo corpo con lo scafo.
Alzando gli occhi vidi, attraverso la cupoletta di vetro, le pareti del pozzo e, sopra, la faccia di Moddard. Subito sparì e scese il buio perché stavano sistemando il pesante cono di protezione.
(Traduzione: Eva Bolzoni)
The Italian Garden (Sussurri in un giardino all'italiana)
In Castiglia avevano venduto polveri di antimonio e sali di mercurio durante un Mistero rappresentato per venticinque giorni. Tra il pubblico era scoppiata un'epidemia di febbre eruttiva: Donato biascicava versi in latino, Sancha preparava tisane di matricaria. La piccola Joanna, stringendosi addosso il lacero mantello di velluto, guardava mentre Morte e Beltà, i Cinque Sensi e l'Angelo si aggiravano tronfi sulla polvere color ocra.
Si avvicinava la fine del secolo. Dalle nuvole pioveva sangue e in Francia una tripla luna funestava il cielo notturno. Un fulmine si era abbattuto sul Vaticano, scaraventando il papa dal suo trono. Infuriavano pestilenze ed epidemie, ma erano necessarie al commercio di Donato Zulian.
(Traduzione: Hilia Brinis)
| Death at La Fenice
The third gong, announcing that the opera was about to continue, sounded discreetly through the lobbies and bars of Teatro La Fenice. In response, the audience stabbed out cigarettes, finished drinks and conversations, and started to filter back into the theatre. The hall, brightly lit between acts, hummed with the talk of those returning to their seats. Here a jewel flashed, there a mink cape was adjusted over a naked shoulder or an infinitesimal speck of dust was flicked from a satin lapel. The upper galleries filled up first, followed by the orchestra seats and then the three rows of boxes. |
Morte alla Fenice
Il terzo gong echeggiò con discrezione nell'atrio e nei bar del Teatro La Fenice, annunciando che l'opera stava per riprendere. Per tutta risposta, spente le sigarette, terminati i drink e le conversazioni, il pubblico iniziò a rifluire in sala. Dalla hall, illuminata a giorno durante l'intervallo, proveniva il brusio di quanti si apprestavano a tornare al proprio posto. Qui il bagliore d'un gioiello, lì una mantellina di visone aggiustata su una spalla scoperta o un minuscolo granello spolverato da un risvolto in raso. Le gallerie furono le prime a riempirsi, seguite dai posti di platea e infine dalle tre file di palchi. (Traduzione: Chiara Galletti) |
Novelle
La Penitenza dell'acqua
Trovandosi l'acqua nel superbo mare, suo elemento, le venne voglia di montare sopra l'aria, e confortata dal foco elemento, elevatosi in sottile vapore, quasi parea della sittiglieza dell'aria, e , montato in alto, giunse infra l'aria più sottile e fredda, dove fu abbandonata dal foco. E piccoli granicoli, sendo restretti, già s'uniscano e fannosi pesanti, ove cadendo la superbia si converte in fuga, e cade del cielo; onde poi fu beuta dalla secca terra, dove, lungo tempo incarcerata, fè penitenzia del suo peccato.
Operette morali
STORIA DEL GENERE UMANO
Narrasi che tutti gli uomini che da principio popolarono la terra, fossero creati per ogni dove a un medesimo tempo, e tutti bambini, e fossero nutricati dalle api, dalle capre e dalle colombe nel modo che i poeti favoleggiarono dell'educazione di Giove. E che la terra fosse molto più piccola che ora non è, quasi tutti i paesi piani, il cielo senza stelle, non fosse creato il mare, e apparisse nel mondo molto minore varietà e magnificenza che oggi non vi si scuopre. Ma nondimeno gli uomini compiacendosi insaziabilmente di riguardare e di considerare il cielo e la terra, maravigliandosene sopra modo e riputando l'uno e l'altra bellissimi e, non che vasti, ma infiniti, così di grandezza come di maestà e di leggiadria; pascendosi oltre a ciò di lietissime speranze, e traendo da ciascun sentimento della loro vita incredibili diletti, crescevano con molto contento, e con poco meno che opinione di felicità.
Paralipomeni della Batracomiomachia
1
Poi che da' granchi a rintegrar venuti
Delle ranocchie le fugate squadre,
Che non gli aveano ancor mai conosciuti,
Come volle colui ch'a tutti è padre,
Del topo vincitor furo abbattuti
Gli ordini, e volte invan l'opre leggiadre,
Sparse l'aste pel campo e le berrette
E le code topesche e le basette;
2
Sanguinosi fuggian per ogni villa
I topi galoppando in su la sera,
Tal che veduto avresti anzi la squilla
Tutta farsi di lor la piaggia nera:
Quale spesso in parete, ove più brilla
Del Sol l'autunno la dorata sfera,
Vedi un nugol di mosche atro, importuno,
Il bel raggio del ciel velare a bruno.
Geroi nashego vremeni (Un eroe del nostro tempo)
Ero partito da Tiflìs viaggiando per le poste. Tutto il mio bagaglio consisteva in una piccola valigia zeppa a metà di appunti di viaggio sulla Georgia. La maggior parte di essi, per vostra fortuna, è andata perduta, mentre la valigia con le altre cose, per fortuna mia, si è salvata.
Il sole cominciava ormai a nascondersi dietro una cresta nevosa quando entrai nella Valle del Kojshaursk. Il cocchiere osseta incitava instancabilmente i cavalli per riuscire a raggiungere prima di notte il Monte Kojshaursk, e cantava a squarciagola. Splendido posto questa valle! Da ogni lato montagne inaccessibili, macigni rossastri tappezzati di edera verde e coronati di platani, gialli dirupi variegati da borri, e lassù, in alto, una frangia dorata di nevi, mentre in basso l'Aragoi, congiuntosi con un altro fiumicello senza nome, che prorompe fragorosamente da una gola nera e tenebrosa, si distende come un filo d'argento e scintilla come un serpente ricoperto di squame.
(Traduzione: Luigi Vittorio Nadai)
Knjaghìnja Ligovskaja (La principessa Ligovskaja)
Il giorno ventuno dicembre dell'anno 1833, circa verso le quattro del pomeriggio, la via Vosnessjenskij, come al solito, appariva straordinariamente affollata; fra gli altri andava anche un giovane funzionario. Prendete nota del giorno e dell'ora, perché proprio in quel giorno e in quell'ora accadde un certo caso da cui ebbe origine il filo d'una lunga serie d'avvenimenti che concernono gli eroi e le eroine d'una storia ch'io mi propongo di narrare ai posteri se davvero anche i posteri leggeranno romanzi.
(Traduzione: Giuseppe Donnini)
Vadim (Vadim)
Il giorno andava morendo; nuvole d'un color violaceo si stendevano ad occidente, lasciando appena sfuggire qualche raggio rosso che si rifletteva sulle torri e sulle cupole splendenti del monastero. Le campane rintoccavano per l'ufficio della sera. Monaci e chierici andavano su e giù per la scala di pietra che conduceva dalla cella dell'Archimandrita al tempio; i loro lunghi manti, frusciando, sollevavano dietro a loro la polvere dei gradini; essi andavan chiacchierando dei pellegrini, e con tale grave aspetto, quasi che in ciò consistesse tutto il loro dovere. Velate dal fumo dell'incenso, le fiammelle tremolanti dei ceri, assumevano un colore rossastro; i fedeli si accalcavano intorno alle grigie colonne: il sordo e grave mormorio della folla, su riecheggiato dalla volta del tempio, dava a capire che la funzione religiosa non aveva ancora avuto principio.
(Traduzione: Giuseppe Donnini)
Der Graf von Saint Germain (Il conte di Saint Germain)
A sentire la Widersperg, gli altri non si sono accorti proprio di nulla. Non lo ha detto con queste parole, naturalmente - ma quando dopo un po' è venuta a chiedermi se volevo già andare a letto, ha soggiunto che da basso gli altri si erano seduti ai tavoli da gioco. Se però si è appena venuti a sapere che un tale che or ora era a tavola con noi ha ammazzato una persona - sia pure vent'anni fa - non ci si siede certo, o comunque non subito, davanti a un mazzo di carte.
Ecco quel che son venuti a sapere: quest'uomo che passa per mio figlio s'immagina, anzi è convinto, di ricordare con grande chiarezza che in una notte sicuramente d'autunno (ma non sa dire di quale anno), con indosso un uniforme - che in realtà invece non ha portato mai - ha disceso la Singerstrasse e svoltato in Franziskanerplatz; che lì, con una chiave che aveva con sé, ha aperto il portone di Palazzo Mautner e ha salito le scale al buio; e che al primo piano, vicino alla porta di uno degli appartamenti, al lume della poca luce che pioveva sul pianerottolo, è stato accolto da una giovane donna che gli ricordava i ritratti di sua madre; e qui questo quadro, o sogno a occhi aperti, o comunque lo si voglia chiamare, sarebbe svanito.
(Traduzione: Elisabetta Dell'Anna Ciancia)
Der Herr von Paris (Il Signore di Parigi)
Il Sigore di Parigi - "Monsieur de Paris" - è il boia.
Ossia lo fu, per lo meno in passato, in alcuni periodi.
Certo, si potrebbe anche dire che il re in persona sia stato il Signore di Parigi, non soltanto perchè vi risiedeva ma perchè, come tutti i suoi antenati, era titolare della contea dallo stesso nome; o anche, dopo il re, l'Assemblea Nazionale, sotto l'influsso di Camille Desmoulis; e, dopo l'esecuzione del re, Danton, a capo della cosiddetta Assemblea Nazionale Costituente; oppure, dopo che Danton e Desmoulins furono giustiziati, Robespierre, Dumas, e Saint-Just; e, decapitati costoro, altri ancora; oppure, saliti al patibolo questi ultimi, altri ancora e ancora, che a loro volta sarebbero caduti vittime della mannaia. Ma nessuno di loro fu realmente il Signore di Parigi. In verità, soltanto il boia regnò durante la Grande Rivoluzione.
Il Signore di Parigi era la Morte.
(Traduzione: Dennis e Erich Linder)
Mars im Widder (Marte in Ariete)
All'inizio dell'estate 1939, il protagonista - per non dire l'eroe - di questo veridico racconto, un certo Wallmoden, decise che con il 15 di agosto avrebbe cominciato un'esercitazione militare, assolvendo così un suo dovere. Tuttavia, gli sarebbe stato difficile dire il perché aveva scelto quella data e non un'altra. Infatti avrebbe potuto benissimo decidersi per il 1° settembre, anzi sarebbe stato più logico - e certo in seguito le differenze sarebbero state notevoli; e nessuno avrebbe avuto qualcosa da ridire nemmeno se egli si fosse presentato, poniamo, il 15 settembre o addirittura il 1° ottobre. Eppure raggiunse il suo reggimento, come abbiamo detto, già il 15 agosto. Più tardi dichiarò che quella data l'aveva escogitata di proposito, senza però aggiungere in base a che cosa. Aveva avuto la sensazione, disse soltanto, che qualcuno lo attendesse là proprio quel giorno.
(Traduzione: Enrico Arosio)
L'auberge epouvantable (La locanda del terrore)
"A proposito di donne", disse Chaulieu, "non auguro a nessuno di voi una luna di miele come quella che toccò a me e alla mia prima moglie. Quasi perdemmo la vita... Ma è meglio che vi racconti la storia senza altri preamboli. Quando tornai da Saigon, chiesi al comando di farmi avere una licenza, e ne approfittai per sposare la piccola Maria-Luce di Mourillon, come era stato stabilito. Suo padre era morto nel Madagascar e lei viveva con suo nonno.
Ci recammo in luna di miele in Svizzera. L'idea fu mia; in fondo al cuore, sono di natura terragna, un tipo poco dinamico e odio l'avventura. Il fatto che io sia Capitano da più di vent'anni, è dovuto alla tradizione di famiglia e per far piacere ai miei genitori ma, all'inizio, il solo pensiero mi faceva venire il mal di mare.
(Traduzione: Gianni Pilo)
Le cœur cambriolé (Il museo delle cere)
Una sera d'inverno quattro giovanotti stavano cenando in un ristorante francese alla moda. L'elegante salone era illuminato da grandi lampadari d'argento il cui riverbero metteva in ulteriore risalto gli sfavillanti gioielli delle signore. L'orchestra ungherese suonava dolci valzer sentimentali.
Erano le ore più romantiche della giornata e le pessime condizioni atmosferiche esterne accentuavano il confortevole calore dell'ambiente. L'uomo è un egoista e, soltanto quando si sofferma a confrontare il suo modo di vita con quello dei suoi simili meno agiati, riesce ad apprezzare la propria fortuna. I pensieri del quartetto, che se ne stava seduto davanti ai calici ricolmi, andavano ai quartieri più poveri dove, in quel momento, tanti emarginati, inzuppati dalla pioggia e sballottati dal vento, si aggiravano per le strade alla vana ricerca di un riparo. Poiché erano estremamente giovani, sembravano quasi sguazzare in una simile conversazione e non si risparmiavano coloriture e dettagli.
(Traduzione: Gianni Pilo)
| Le diner des bustes
Le capitaine Michel n'avait plus qu'un bras, qui lui servait à fumer sa pipe. C'était un vieux loup de mer dont j'avais fait la connaissance en même temps que celle de quatre autres loups de mer, un soir, à l'apéritif, sur la terrasse d'un café de la vieille Darse, à Toulon. Et nous avions ainsi pris l'habitude de nous réunir autour des soucoupes, à deux pas de l'eau clapotante et des petites barques dansantes, à l'heure où le soleil descend du coté de Tamaris. Les quatre vieux loups de mer s'appelaient Zinzin, Dorat (le capitaine Dorat), Bagatelle et Chalieu (ce bougre de Chanlieu). Ils avaient naturellement navigué sur toutes les mers, avaient connu mille aventures et, maintenant qu'ils étaient à la retraite, passaient leur temps à se raconter des histoires épouvantables! |
Una storia terribile
Il Capitano Michel aveva un solo braccio, che trovava molto utile per accendersi la pipa. Era un vecchio lupo di mare con il quale avevo fatto conoscenza, insieme con altri quattro vecchi filibustieri, una sera al Caffè all'aperto sulla Vieille Darse, a Tolone, dove stavo sorseggiando un aperitivo. In questo modo prendemmo l'abitudine di radunarci a bere un bicchiere accanto alle onde del mare e alle barchette beccheggianti, più o meno all'ora in cui il sole scende dietro il Tamaris. I quattro lupi di mare erano conosciutu con il nome di Zinzin, Dorat - Capitano Dorat - Bagattelle e Chaulieu: il buon vecchio Chaulieu. Naturalmente avevano veleggiato tutti i mari e avevano avuto mille avventure: ora si erano ritirati a vivere delle loro pensioni e passavano il tempo a raccontarsi storie terribili. (Traduzione: Gianni Pilo) |
| Le fantôme de l'Opéra
Ce soir-là, qui était celui où MM. Debienne et Poligny, les directeurs démissionnaires de l'Opéra, donnaient leur dernière soirée de gala, à l'occasion de leur départ, la loge de la Sorelli , un des premiers sujets de la danse, était subitement envahie par une demi-douzaine de ces demoiselles du corps de ballet qui remontaient de scène après avoir "dansé" Polyeucte. Elles s'y précipitèrent dans une grande confusion, les unes faisant entendre des rires excessifs et peu naturels, et les autres des cris de terreur. La Sorelli, qui désirait être seule un instant pour "repasser" le compliment qu'elle devait toute à l'heure au foyer devant MM.Debienne et Poligny, avait vu avec méchante humeur toute cette foule étourdie se rouer derrière elle. Elle se retourna vers ses camarades et s'inquiéta d'un aussi tumultueux émoi. Ce fut la petite Jammes, - le nez cher à Grévin, des yeux de myosotis, des joues de roses, une gorge de lys, - qui en donna la raison en trois mots, d'une voix tremblante qu'étouffait l'angoisse : "C'est le fantôme!" |
Il fantasma dell'Opera
Quella sera - proprio quella in cui i signori Debienne e Poligny, direttori dimissionari dell'Opéra, davano la loro ultima serata di gala in occasione del loro commiato - il camerino della Sorelli, una delle stelle della danza, fu improvvisamente invaso da una mezza dozzina di quelle signorine del corpo di ballo che risalivano dalla scena dopo aver danzato Polyeucte. Vi si riversarono facendo una gran confusione, alcune scoppiettando in risate eccessive e poco naturali, altre in grida di terrore. La Sorelli, che desiderava restare sola un istante per ripassare il discorso di saluto che doveva pronunciare poco dopo nel foyer della danza dinnanzi a Debienne e Poligny, aveva assistito seccata a tutta quella folla sventata che si era precipitata da lei. Si girò verso le compagne e si adirò per quell'agitazione così tumultuosa. Fu la piccola Jammes - un naso caro a Grévin, occhi di myosotis, guance di rosa, un seno di giglio - a spiegarne la causa in tre parole, con una voce tremante, soffocata dall'angoscia: "È il fantasma!" (Traduzione: Maurizio Grasso) |
| La femme au collier de velours
- Vous dites que toutes les histoires de vendettas corses se ressemblent! fit l'ex-capitaine au long cours Gobert au vieux commandant Michel, eh bien! j'en connais une, moi, qui laisse loin derrière elle tous les pauvres petits drames du maquis et qui m'a fait frissonner jusqu'aux moelles, je vous le jure! -Oui, oui, répliqua le commandant, sceptique comme il convient à un homme qui prétend conna&icurc;tre les plus belles aventures du monde et qui ne croit guère à celles des autres... Oui...oui...encore quelques coups de fusil...Mais racontez toujours, nous n'avons rien de mieux à faire que de vous entendre... Et il commanda une nouvelle tournée apéritive pour les camarades qui venaient là, tous les soirs, bavarder, autour des soucoupes de Café de la Marine, à Toulon. |
La donna con il collare di velluto
"Tu dici che le storie delle vendette in Corsica sono tutte uguali", disse Gobert, un capitano in pensione, al suo amico il Capitano Michel. "Beh, ti sbagli. Io conosco una storia che è così terribile che fa sembrare tutte le altre dei giochi da bambini. È riuscita a far rabbrividire persino me, un vecchio lupo di mare." "Sì?" Michel era scettico. Il suo era lo scetticismo di un uomo che, conoscendo le più emozionanti avventure, non ascolta quelle degli altri. "Sì", aggiunse, "l'ennesimo caso delle due pallottole piantate nella schiena, suppongo. Ma vai avanti, sentiamo. Non abbiamo niente di meglio da fare". Con questa battuta, ordinò un'altra bevuta per tutti, e il gruppo di vecchi lupi di mare, che si radunavano a raccontarsi storie tutte le sere al Caffè del Mare a Tolone, si accinse ad ascoltare la storia. (Traduzione: Gianni Pilo) |
L'homme qui a vu le diable (Scritto in lettere di fuoco)
Eravamo stati tutto il giorno a caccia di cinghiali, quando fummo sorpresi da un violento temporale e fummo costretti a ripararci in una grotta. Fu Makoko, la nostra guida, a tradurre in parole il pensiero che tormentava tutti noi: Mathis, Allan, Makoko e io.
"Se il proprietario di quella casa laggiù, che si dice sia frequentata dal Diavolo, non ci ofrirà ospitalità stanotte, saremo costretti a dormire qui."
Aveva appena finito di parlare che una strana figura apparve all'ingresso della grotta.
"È lui!", disse Makoko afferrandomi per un braccio.
Guardai attentamente quello sconosciuto.
Era alto, magro, quasi ossuto e aveva un'aria triste. Ignaro della nostra presenza, in tenuta da caccia, se ne stava appoggiato all'ingresso della grotta, offrendo alla nostra vista un naso aquilino, baffi sottili, una bocca dall'espressione severa e occhi assenti.
(Traduzione: Gianni Pilo)
| Le mystère de la chambre jaune
Ce n' est pas sans une certaine émotion que je commence à raconter ici les aventures extraordinaires de Joseph Boitabille. Celui-ci, jusqu'à ce jour, s'y était si formellement opposé que j'avais fini par désespérer de publier jamais l'histoire policière la plus curieuse de ces quinze dernières années. J' imagine même que le public n'aurait jamais connu toute la vérité sur la prodigieuse affaire dite de la chambre jaune, génératrice de tant de mystérieux et cruels et sensationnels drames, et à laquelle mon ami fut si intimement mêlé, si, à propos de la nomination récente de l'illustre Stangerson au grade de grand-croix de la légion d' honneur, un journal du soir, dans un article misérable d'ignorance ou d'audacieuse perfidie, n'avait ressuscité une terrible aventure que Joseph Boitabille eût voulu savoir, me disait-il, oubliée pour toujours. |
Il mistero della camera gialla
Non senza una certa emozione, mi accingo a raccontare le avventure straordinarie di Joseph Rouletabille. Il protagonista, fino a oggi, si era mostrato così categoricamente contrario che avevo finito per disperare di poter mai pubblicare la storia poliziesca più curiosa di questi ultimi quindici anni. Immagino che il pubblico non avrebbe mai conosciuto tutta la verità sul caso prodigioso della cosiddetta "Camera Gialla", che tanti drammi misteriosi, crudeli e sensazionali ha generato, e nel quale il mio amico si è trovato così intimamente coinvolto, se, a proposito della recente nomina dell'illustre Stangerson al grado di gran croce della Legion d'onore, un giornale della sera, in un articolo di miserabile ignoranza o di audace perfidia, non avesse rispolverato una terribile avventura che Joseph Rouletabille avrebbe voluto sapere, così mi diceva, dimenticata per sempre. (Traduzione: Maurizio Grasso) |
| Not' Olymp
Jamais encore, à la terrasse, de la Vieille-Darse où nos loups de mer prenaient tous les soirs l'apéritif, jamais encore ils n'avaient vu arriver Zinzin dans un état pareil...Les yeux lui sortaient de la tête et il était pale comme un mort. C'est tout juste s'il eut le temps de se laisser tomber sur une chaise et tous s'empressèrent autour de lui: "Qu'est-ce qu'il y a, Zinzin?...Qu'est-ce qu'il y a, mon pauvre vieux?" demanda le commandant Michel. Zinzin fit signe qu'il ne pouvait encore parler...enfin, il se passa la main sur le front et dit: - Je sors de chez le commissaire de police; il vient de m'arriver une histoire épouvantable. - Raconte-la-nous pendant qu'elle est encore toute neuve...ça nous changera!...fit Gaubert. - Oh! elle ne date pas d'hier, fit entendre Zinzin avec un ricanement sinistre... |
Il mistero dei quattro mariti
I quattro vecchi lupi di mare, che passavano la serata seduti sul terrazzo della locanda affacciata sul mare, non avevano mai visto Zinzin arrivare in quello stato. Gli occhi gli sporgevano dalla testa, ed era pallido come la morte. Appena si lasciò cadere sulla sedia, gli si radunarono attorno. "Cosa c'è, Zinzin? Cos'è successo, vecchio amico?", chiese il Capitano Michel. Zinzin fece segno che non riusciva ancora a parlare, ma alla fine si passò una mano sulla fronte. "Vengo ora dal commissariato di polizia", disse. "Il Commissario mi ha dato una terribile notizia." "Raccontaci tutto, prima che diventi vecchia!" esclamò Gobert. "Queste storie sono destinate a mutare con il passare del tempo." "Oh, questa non è certo una storia nuova", mormorò Zinzin con una risata macabra. (Traduzione: Gianni Pilo) |
| Le parfum de la dame en noir
Le mariage de M Robert Darzac et de Mlle Mathilde Stangerson eut lieu à Paris, à Saint-Nicolas du Chardonnet, le 6 avril 1895, dans la plus stricte intimité. Un peu plus de deux années s'étaient donc écoulées depuis les événements que j'ai rapportés dans un précédent ouvrage, événements si sensationnels qu' il n'est point téméraire d'affirmer ici qu'un aussi court laps de temps n'avait pu faire oublier le fameux mystère de la chambre jaune... celui-ci était encore si bien présent à tous les esprits que la petite église eût été certainement envahie par une foule avide de contempler les héros d' un drame qui avait passionné le monde, si la cérémonie nuptiale n'avait été tenue tout à fait secrète, ce qui avait été assez facile dans cette paroisse éloignée du quartier des écoles. |
Il profumo della dama in nero
Le nozze tra Robert Darzac e Mathilde Stangerson ebbero luogo a Parigi, a Saint-Nicholas-du-Chardonnet, il 6 aprile 1895, nella più stretta intimità. Erano trascorsi poco più di due anni dagli avvenimenti di cui ho riferito in un'opera precedente, e che furono tanto sensazionali da autorizzarmi a ritenere che un sì breve lasso di tempo non possa aver fatto dimenticare il famoso mistero della camera gialla... Il ricordo era infatti così vivo in tutti gli animi, che la piccola chiesa sarebbe stata invasa da una folla avida di contemplare gli eroi di un dramma che aveva appassionato il mondo, se la cerimonia nuziale non fosse stata tenuta assolutamente segreta, ciò che riuscì abbastanza facile in quella parrocchia lontana dal quartiere degli atenei. (Traduzione: Massimiliano Brioschi) |
| Histoire de Gil Blas de Santillana
Blas de Santillane, mon père, après avoir longtemps porté les armes pour le service de la monarchie espagnole, se retira dans la ville où il avait pris naissance. Il y épousa une petite bourgeoise qui n'était plus de sa première jeunesse, et je vins au monde dix mois après leur mariage. Ils allèrent ensuite demeurer à Oviédo, où ma mère se mit femme de chambre, et mon père écuyer. Comme ils n'avaient pour tout bien que leurs gages, j'aurais couru risque d'être assez mal élevé, si je n'eusse pas eu dans la ville un oncle chanoine. Il se nommait Gil Perez. Il était frère aîné de ma mère et mon parrain. Représentez-vous un petit homme haut de trois pieds et demi, extraordinairement gros, avec une tête enfoncée entre les deux épaules: voilà mon oncle. Au reste, c'était un ecclésiastique qui ne songeait qu'à bien vivre, c'est-à-dire qu'à faire bonne chère; et sa prébende, qui n'était pas mauvaise, lui en fournissait les moyens. |
Storia di Gil Blas di Santillana
Mio padre, Blas di Santillana, dopo avere a lungo militato agli ordini della monarchia spagnola, si ritirò nella sua città natale. Qui sposò una ragazza non più molto giovane, di modeste condizioni, e dieci mesi dopo il matrimonio, venni alla luce io. In seguito i miei genitori si trasferirono a Oviedo, dove furono costretti a cercarsi una sistemazione; mia madre fece la cameriera, mio padre lo scudiero. Poiché non avevano altre entrate all'infuori del loro salario, io avrei corso il rischio di essere allevato piuttosto male se non avessi avuto, in quella città, uno zio canonico. Questi si chiamava Gil Perez. Era fratello maggiore di mia madre e mio padrino. Figuratevi un nanerottolo, alto tre piedi e mezzo, straordinariamente grasso, con la testa infossata fra le spalle: tale era mio zio. Per il resto, era un ecclesiastico che pensava soltanto a viver bene, cioè a mangiar molto, e questo gli era consentito da una prebenda più che discreta. (Traduzione: Riccardo Bassi) |
Ledi Makbet Mcennskogo uezda (Una lady Macbeth del distretto di Mcensk)
Si trovano, a volte, dalle nostre parti, caratteri così terribili che, anche molto tempo dopo averli incontrati, non si può non provare, ricordandone alcuni, un fremito di paura nell'anima. Al novero di questi appartiene la mercantessa Katerina L'vovna Izmajlova, che fu protagonista un giorno di un dramma atroce, dopo il quale i signori della nostra nobiltà, seguendo l'esempio di qualcuno di loro, presero a chiamarla "la lady Macbeth del distretto di Mcensk".
(Traduzione: Margherita Crepax)
Ocarovannyi strannik (Il viaggiatore incantato)
Navigavamo sul lago Làdoga dall'isola di Kònevec a quella di Valaàm e lungo il viaggio approdammo per necessità della navigazione al porto di Korela. Qui molti di noi ebbero la curiosità di scendere a terra e si recarono su vivaci cavallini finnici a visitare la deserta cittadina. Poi il capitano terminò i preparativi per riprendere il viaggio e salpammo.
Dopo la visita di Korela era del tutto naturale che il discorso cadesse su questo povero sebbene straordinariamente antico villaggio russo, di cui è difficile immaginare qualcosa di più triste.
(Traduzione: Luigi Vittorio Nadai)
Zapecatlennyi angel (L'angelo sigillato)
Il fatto accadde durante le feste di Natale, alla vigilia di San Vasilij. Regnava il tempo più inclemente che si possa immaginare. Una crudelissima tormenta, di quelle per cui vanno famosi gli inverni delle steppe lungo il Volga, aveva cacciato una moltitudine di gente in una sperduta locanda che si ergeva solitaria in mezzo alla steppa piatta e sconfinata. Vi si trovavano ammucchiati nobili, mercanti e contadini, russi e mordvini e ciuvasci. Rispettare i ranghi e i gradi era impossibile in un simile dormitorio: da qualunque parte ci si rigirasse, dappertutto c'era calca, chi si asciugava, chi si riscaldava, chi ancora cercava un cantuccio sia pure minuscolo dove sistemarsi; nell'izbà buia, bassa, stracolma di gente, si soffocava e un denso vapore si levava dagli abiti bagnati.
(Traduzione: Luigi Vittorio Nadai)
| The Grandmothers
Victoria and the Staveneys Cold dark was already drizzling into the playground, where the voices of two groups of children told people arriving at the great gate where they must direct their gaze: it was already hard to make out who was who. By some sort of sympathy, children in the bigger group were able to distinguish their own among the arrivals, and by ones or twos they darted off to be collected and taken home. There where two children by themselves in the centre of the space, which was surrounded by tall walls topped by broken glass. They were noisy. A little boy was kicking out or pummelling the air and shouting, "He forgot, I told her he'd forget," while a girl tried to console and soothe. |
Le nonne
Victoria e gli Staveney Un buio freddo calava già sul cortile, dove le voci di due gruppi di bambini indicavano a chi arrivava al cancello grande dove dirigere lo sguardo: era già difficile distinguerli. Per una specie di empatia i bambini del gruppo più numeroso erano in grado di individuare tra le persone che arrivavano chi era lì per loro, e da soli o a coppie schizzavano fuori per essere presi in consegna e accompagnati a casa. Al centro dello spazio, circondato da muri alti con sopra cocci di vetro, c'erano due bambini isolati. Facevano chiasso. Un bambino tirava calci e pugni nel vuoto e urlava "Si è dimenticato, gliel'avevo detto a lei che se lo dimenticava", mentre una ragazzina cercava di consolarlo e calmarlo. (Traduzione: Elena Dal Pra) |
A Proper Marriage (Un matrimonio perbene)
Erano le quattro e mezza del pomeriggio. Due giovani donne camminavano pigramente sul marciapiede, all'ombra delle tende che riparavano le vetrine dei negozi. La tela grigia delle tende era spessa, pure il sole era trattenuto solo in parte, e riempiva la lunga galleria di luce gialla, accecante. Guardare verso l'esterno, alla strada battuta dal sole, era impossibile, e i confusi riflessi dei vetri abbacinavano. Le due ragazze procedevano quindi con gli occhi bassi, come se fossero intente a guardarsi i piedi. Avevano i volti tirati e stanchi. Una delle due parlava infaticabilmente, l'altra rispondeva appena e, era chiaro, non tanto per indifferenza, quanto per fare dell'ostruzionismo. C'era qualcosa in loro, che suggeriva l'idea del tutore e della persona sotto tutela.
(Traduzione: Francesco Saba Sardi)
Cristo si è fermato a Eboli
Sono arrivato a Gagliano un pomeriggio di agosto, portato in una piccola automobile sgangherata. Avevo le mani impedite, ed ero accompagnato da due robusti rappresentanti dello Stato, dalle bande rosse ai pantaloni e dalle facce inespressive. Ci venivo malvolentieri, preparato a veder tutto brutto, perché avevo dovuto lasciare, per un ordine improvviso, Grassano, dove abitavo prima, e dove avevo imparato a conoscere la Lucania. Era stato faticoso dapprincipio. Grassano, come tutti i paesi di qui, è bianco in cima ad un alto colle desolato, come una piccola Gerusalemme immaginaria nella solitudine di un deserto.
L'orologio
La notte, a Roma, par di sentire ruggire i leoni. Un mormorio indistinto è il respiro della città, fra le sue cupole nere e i colli lontani, nell'ombra qua e là scintillante; e a tratti un rumore roco di sirene, come de il mare fosse vicino, e dal porto partissero navi per chissà quali orizzonti. E poi quel suono, insieme vago e selvatico, crudele ma non privo di una strana dolcezza, il ruggito dei leoni, nel deserto notturno delle case.
Non ho mai capito che cosa producesse quel rumore. Forse invisibili officine, o motori di automobili sulle salite? O forse il suono nasce, più che da un fatto presente, dal fondo profondo della memoria, quando fra il Tevere e i boschi, sulle pendici solitarie, si aggiravano le belve, e le lupe allattavano ancora i fanciulli abbandonati?
Se non ora, quando?
- Al mio paese, di orologi ce n'erano pochi. Ce n'era uno sul campanile, ma era fermo da non so quanti anni, forse fin dalla rivoluzione: io non l'ho mai visto camminare, e mio padre diceva che neanche lui. Non aveva orologio neppure il campanaro.
- Allora come faceva a suonare le campane all'ora giusta?
- Sentiva l'ora alla radio, e si regolava col sole e con la luna. Del resto non suonava tutte le ore, ma solo quelle importanti. Due anni prima che scoppiasse la guerra si era rotta la corda della campana: si era strappata in alto, la scaletta era fradicia, il campanaro era vecchio e aveva paura di arrampicarsi fin lassù per mettere una corda nuova. Da allora in poi ha segnato le ore sparando in aria col fucile da caccia: uno, due, tre, quattro spari. È andato avanti così finché non son venuti i tedeschi; il fucile glielo hanno preso, e il paese è rimasto senza ore.
Se questo è un uomo
Ero stato catturato dalla Milizia fascista il 13 dicembre 1943. Avevo ventiquattro anni, poco senno, nessuna esperienza, e una decisa propensione, favorita dal regime di segregazione a cui da quattro anni le leggi razziali mi avevano ridotto, a vivere in un mio mondo scarsamente reale, popolato da civili fantasmi cartesiani, da sincere amicizie maschili e da amicizie femminili esangui. Coltivavo un moderato e astratto senso di ribellione.
Non mi era stato facile scegliere la via della montagna, e contribuire a mettere in piedi quanto, nella opinione mia e di altri amici di me poco più esperti, avrebbe dovuto diventare una banda partigiana affiliata a "Giustizia e Libertà".
Il sistema periodico
Argon
Ci sono, nell'aria che respiriamo, i cosiddetti gas inerti. Portano curiosi nomi greci di derivazione dotta, che significano "il Nuovo", "il Nascosto", "l'Inoperoso", "lo Straniero". Sono, appunto, talmente inerti, talmente paghi della loro condizione, che non interferiscono in alcuna reazione chimica, non si combinano con alcun altro elemento, e proprio per questo motivo sono passati inosservati per secoli: solo nel 1962 un chimico di buona volontà, dopo lunghi e ingeniosi sforzi, è riuscito a costringere lo Straniero (lo xenon) a combinarsi fugacemente con l'avidissimo, vivacissimo fluoro e l'impresa è apparsa talmente straordinaria che gli à stato conferito il Premio Nobel. Si chiamano gas nobili, e qui ci sarebbe da discutere se veramente tutti i nobili siano inerti e tutti gli inerti siano nobili; si chiamano infine anche gas rari, benché uno di loro, l'argon, l'Inoperoso, sia presente nell'aria nella rispettabile proporzione dell'1 per cento: cioè venti o trenta volte più abbondante dell'anidride carbonica, senza la quale non ci sarebbe traccia di vita su questo pianeta.
La tregua
Nei primi giorni del gennaio 1945, sotto la spinta dell'Armata Rossa ormai vicina, i tedeschi avevano evacuato in tutta fretta il bacino minerario slesiano. Mentre altrove, in analoghe condizioni, non avevano esitato a distruggere col fuoco o con le armi i Lager insieme con i loro occupanti, nel distretto di Auschwitz agirono diversamente: ordini superiori (a quanto pare dettati personalmente da Hitler) imponevano di "recuperare", a qualunque costo, ogni uomo abile al lavoro. Perciò tutti i prigionieri sani furono evacuati, in condizioni spaventose, su Buchenwald e su Mauthausen, mentre i malati furono abbandonati a loro stessi. Da vari indizi è lecito dedurre la originaria intenzione tedesca di non lasciare nei campi di concentramento nessun uomo vivo; ma un violento attacco aereo notturno, e la rapidità dell'avanzata russa, indussero i tedeschi a mutare pensiero, e a prendere la fuga lasciando incompiuto il loro dovere e la loro opera.
The Boys from Brazil (I ragazzi venuti dal Brasile)
Nelle prime ore di una sera del settembre 1974 un piccolo bimotore nero e argenteo planò su una pista secondaria dell'aeroporto Congonhas di São Paulo e, rallentando, rullò verso un hangar dove era in attesa un'automobile. Tre uomini, uno dei quali vestito di bianco, si trasferirono dall'aereo all'auto, che dal Congonhas s'avviò in direzione dei bianchi grattacieli del centro di São Paulo. Una ventina di minuti più tardi, l'automobile s'arrestò sull'Avenida Ipiranga, di fronte al Sakai, un ristorante giapponese che pareva un tempio.
(Traduzione: Adriana Dell'Orto)
| The Chronicles of Narnia
This is a story about something that happened long ago when your grandfather was a child. It is a very important story because it shows how all the comings and goings between our own world and the land of Narnia first began. In those days Mr Sherlock Holmes was still living in Baker Street and the Bastables were looking for treasure in the Lewisham Road. In those days, if you were a boy you had to wear a stiff Eton collar every day, and schools were usually nastier than now. But meals were nicer; and as for sweets, I won't tell you how cheap and good they were, because it would only make your mouth water in vain. And in those days there lived in London a girl called Polly Plummer. |
Le Cronache di Narnia
Questa è una storia di tanto tempo fa, quando vostro nonno era ancora bambino, ed è molto importante perché fa vedere come siano cominciati i va e vieni dalla terra di Narnia. In quei tempi Sherlock Holmes abitava ancora in Baker Street e i sei ragazzi Bastables cercavano tesori in piena Londra, sulla Lewisham Road. Allora gli insegnanti erano più severi di adesso e se eravate maschi vi constringevano a portare un fastidiosissimo colletto inamidato. Però si mangiava meglio: per quanto riguarda i dolci, non vi dico quanto erano buoni e a buon mercato perché non voglio farvi venire inutilmente l'acquolina in bocca. Sempre a quei tempi, viveva a Londra una ragazzetta che si chiamava Polly Plummer. (Traduzione: Chiara Belliti) |
| The Screwtape Letters
My dear Wormwood, I note what you say about guiding your patient's reading and taking care that he sees a good deal of his materialist friend. But are you not being a trifle naïve? It sounds as if you supposed that argument was the way to keep him out of the Enemy's clutches. That might have been so if he had lived a few centuries earlier. At that time the humans still knew pretty well when a thing was proved and when it was not; and if it was proved they really believed it. Thay still connected thinking with doing and were prepared to alter their way of life as the result of a chain of reasoning. But what with the weekly press and other such weapons we have largely altered that. |
Le lettere di Berlicche
Mio caro Malacoda, ho notato quanto mi dici sull'opportunità di dirigere le letture del paziente sottoposto alla tua cura, e di far sì che il più spesso possibile stia in compagnia di quel suo amico materialista. Ma non ti pare di essere un pochino ingenuo? Le tue parole fan pensare che tu sia d'opinione che la discussione sia il metodo per tenerlo lontano dalle grinfie del Nemico. Avrebbe potuto essere così se egli fosse vissuto alcuni secoli fa. A quei tempi gli uomini avevano una coscienza ancora abbastanza chiara di quando una cosa veniva provata e di quando no; e, se gli argomenti erano convincenti, la credevano veramente. Mantenevano ancora una relazione tra il pensare e l'agire, ed eran pronti, come risultato di una serie di ragionamenti, a mutar vita. Ma, un po' per mezzo della stampa settimanale, un po' con altre armi, siamo riusciti in gran parte a mutare questo stato di cose. (Traduzione: Alberto Castelli) |
The Anaconda (L'anaconda)
"Per amor del cielo" esclamò il vecchio signore con un brivido d'orrore, impallidendo e giungendo le mani per l'angoscia. "No, è impossibile!" riprese dopo una pausa "assolutamente impossibile! Ma come! Everard, che ha passato tutta la sua fanciullezza sotto il mio tetto, sotto i miei stessi occhi! Un ragazzo così dolce, gentile, sempre pieno di riconoscenza, di cui conosco il cuore come il mio! Benedetto me, sorella Milman, che spavento mi avete fatto! Ma non importa! Perché, riflettendo meglio su questa vostra storia, mi rendo conto che è proprio impossibile! E quindi non parliamone più!"
(Traduzione: Chiara Zanolli)
| The Monk
Scarcely had the Abbey Bell tolled for five minutes, and already was the Church of the Capuchins thronged with Auditors. Do not encourage the idea that the Crowd was assembled either from motives of piety or thirst of information. But very few were influenced by those reasons; and in a city where superstition reigns with such despotic sway as in Madrid, to seek for true devotion would be a fruitless attempt. The Audience now assembled in the Capuchin Church was collected by various causes, but all of them were foreign to the ostensible motive. |
Il monaco
La campana dell'abbazia suonava da appena cinque minuti, e già la chiesa era gremita d'ascoltatori. Non ci si deve fare l'idea che quella folla si fosse riunita per motivi di pietà o sete d'informazione. Soltanto pochissimi erano influenzati da tali ragioni; e in una città come Madrid, dove la superstizione regna con così dispotica imposizione, sperare di trovare vera devozione sarebbe un tentativo inutile. La gente raccolta nella chiesa dei Cappuccini vi si era riunita per varie ragioni, tutte estranee, però, al motivo manifesto. (Traduzione: Gianna Tornabuoni) |
| The Evolution Man
When the winds blew strongly from the North, bringing an icy reminder that the great ice-cap was still advancing, we used to pile all our stores of brushwood and broken trees in front of the cave, make a really roaring fire, and tell ourselves that however far south it came this time, even in Africa, we could meet it and beat it. We were often hard put to it to keep up the supply of fuel for a big fire, even though a good edge on quartzite will cut through a four-inch bough of cedar in ten minutes; it was the elephants and mammoths who kept us warm with their thoughtful habit of tearing up trees to test the strenght of their tusks and trunks. |
Il più grande uomo scimmia del Pleistocene
Quando i venti soffiavano forte da Nord, spifferando gelidi che la grande cappa di ghiaccio continuava la sua avanzata, noi ammucchiavamo tutte le nostre riserve di legna e fascine davanti alla caverna e facevamo un gran fuoco, convinti che per quanto a sud si fosse spinta stavolta, fino all'Africa, addirittura, noi eravamo perfettamente in grado di affrontarla e vincerla. Avevamo un bel daffare a procurarci il combustibile necessario per tutti quei falò, anche se con una buona lama di quarzite un ramo di cedro da mezza spanna si taglia in dieci minuti; erano gli elefanti e i mammut a tenerci caldi, con la loro premurosa abitudine e sradicare alberi per provare la forza di proboscidi e zanne. (Traduzione: Carlo Brera) |
| Babbitt
The towers of Zenith aspired above the morning mist; austere towers of steel and cement and limestone, sturdy as cliffs and delicate as silver rods. They were neither citadels nor churches, but frankly and beautifully office-buildings. The mist took pity on the fretted structures of earlier generations: the Post Office with its shingle-tortured mansard, the red brick minarets of hulking old houses, factories with stingy and sooted windows, wooden tenements colored like mud. The city was full of such grotesqueries, but the clean towers were thrusting them from the business center, and on the farther hills were shining new houses, homes - they seemed - for laughter and tranquillity. |
Babbitt
Le torri di Zenith si ergevano al di sopra della foschia mattutina: austere torri di acciaio, cemento e pietra arenaria, solide come dirupi rocciosi e delicate come steli di vergadoro. Non erano né fortezze né chiese, ma senza possibilità di equivoco, bei palazzi per uffici. La nebbia aveva pietà dei fatiscenti edifici delle generazioni precedenti: l'ufficio postale, con il suo abbaino di legno fradicio, i minareti in mattoni rossi delle case d'abitazione vecchie e sgraziate, le fabbriche con le strette finestre fuligginose, le baracche di legno color fango. La città era piena di queste grottesche bruttezze, ma le lineari torri le stavano scacciando dal centro degli affari, mentre sulle colline più lontane facevano bella mostra le case nuove, casa familiari fatte - così apparivano - per le risate e la tranquillità. (Traduzione: Barbara Buoniventi) |
Main Street (...)
On a hill by the Mississippi where Chippewas camped two generations ago, a girl stood in relief against the cornflower blue of Northern sky. She saw no Indians now; she saw flourmills and the blinking windows of skyscrapers in Minneapolis and St. Paul. Nor was she thinking of squaws and portages, and the Yankee fur-traders whose shadows were all about her. She was meditating upon walnut fudge, the plays of Brieux, the reasons why heels run over, and the fact that the chemistry instructor had stared at the new coiffure which concealed her ears.