Incipit / PF-PZ
Le frasi iniziali della letteratura di ogni tempo e paese.

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Charles-Louis Philippe (1874-1909)

Bubu de Montparnasse
Le boulevard Sébastopol, au lendemain du Quatorze Juillet, vivait encore. Neuf heures et demie du soir. Les arcs voltïques, d'un blanc criard parmi les rangées d'arbres, découpent quelques ombres ou sont perdus dans les feuillages. Les magasins son formés: Pygmalion, les Petits Agneaux, la Cour batave, le Meilleur Marché du monde, et leurs façades sombres, en bas des grandes maisons noires, leurs façades qui tantôt l'éclairaient, ont l'air maintenant d'assombrir le trottoir. Les hautes enseignes dorées que le soleil du jour faisait briller aux balcons, celles du premier étage, celles du second étage et les autres, se perdent dans le noir avec leurs lettres de bois jaune et semblent se reposer, le soir, comme le commerce en gros. Fleurs et plumes, vente de fonds de commerce, produits alimentaires, tissus, ont fermé leurs volets et se sont tus, boulevard Sébastopol.
Bubu di Montparnasse
Nove e mezzo di sera, l'indomani del quattordici luglio: boulevard Sébastopol è ben vivo. Le lampade ad arco, con il loro bianco sgargiante fra le file d'alberi, ritagliano luci e ombre o si perdono in mezzo alle foglie. I negozi sono chiusi: al terreno di palazzacci neri, Pygmalion, i Petits Agneaux, la Cour batave, il Meilleur Marché du monde aduggiano ora con le vetrine buie il marciapiede che poco fa inondavano di luce. Le grandi insegne dorate che di giorno splendono al sole sui balconi, al primo, al secondo piano e via via, confondono nello scuro le lettere di legno giallo e paiono dormire come il commercio. Fiori e piume, liquidazioni, alimentari, tessuti hanno chiuso i battenti e tacciono, sul boulevard Sébastopol.

(Traduzione: Giuliano Gramigna)

Croquignole (Croquignole)
La finestra aveva la forma di un semicerchio; doveva essere così per via di chi la guardava dall'esterno e per motivi architettonici. Con una certa fantasia era poi suddivisa in riquadri, come ai mezzanini delle vecchie costruzioni; però solo due si potevano aprire. È una fortuna che il naso dell'uomo sporga all'infuori: là, chi voleva affacciare la testa se la sentiva subito bloccata all'altezza delle tempie dagli stipiti stessi del riquadro; solo due finestrini si aprivano, larghi quanto una fronte. Ma, almeno, le due narici, tuffate nell'aria viva della strada, ne inalavano una parte o meglio, come si diceva, una tazza e la versavano giù fin nel petto. E l'aria entrava generosamente nei polmoni dell'uomo, con tutte le sue virtù: ampia, diffusa, letificante, come un liquore. Poi l'uomo, prima di sedersi, chiudeva lo sportellino perché da quest'altra parte c'era un'atmosfera diversa che non bisognava turbare.
(Traduzione: Giuliano Gramigna)


Max Phillips (19??)

The Artist's Wife
Death, also, I find to be a disappointment. There are no arches of cloud or tunnels of fire. Instead, there's knowledge. Your own little cupful is emptied out into the general ocean, you vanish as a drop of blood vanishes in the cool sea, and after that, you swim through all the moments that ever were, the way water swims through water. Your second husband addresses his egg with a butter knife and thinks, Whore, the wind lifts the corner of your page and you smooth it back with a child's fat hand, the fingers shine in places with dried pear juice and you draw your thousandth-to-last breath.
La moglie dell'artista
La morte, pure, trovo sia una delusione. Niente archi di nuvole o gallerie di fuoco. Piuttosto, c'è consapevolezza. Il contenuto della tua tazzina si svuota nell'oceano generale, e tu svanisci come una goccia di sangue svanisce nel freddo mare, dopodiché nuoti attraverso tutti i momenti che sono stati allo stesso modo in cui l'acqua nuota attraverso l'acqua. Il tuo secondo marito rivolge il coltello da burro verso il suo uovo alla coque e pensa
Puttana, il vento solleva un lembo della pagina che stai leggendo e tu la ridistendi con una mano grassoccia da bambina, le dita rilucono di succo di pera e prendi il millesimo respiro prima del tuo ultimo.
(Traduzione: Riccardo Cravero)


Santo Piazzese (1948)

I delitti di via Medina-Sidonia
...le Breton, le Breton..., non fu lui a dire che una storia ben ordinata dovrebbe cominciare con la nascita del protagonista? Nel mio caso, scordatevelo. Non solo perché non è detto che sia io il protagonista di questa storia. Ma anche per evitare soprassalti a un paio di persone che paventano quella parte del mio diario di bordo che ho scritto dopo aver caricato con il succo di limone la mia Omas della cresima. Se proprio vi serve un protagonista, beh, diciamo che è il tempo, inteso come weather, of course. Prima di tutto perché sono un meteoropatico terminale. Ma anche perché, tutto sommato, la storia comincia con una sciroccata, che del tempo atmosferico è contemporaneamente la parte dramma e la parte commedia. Forse che Dio, quando soffiò la vita in un Adamo di creta, non la soffiò da sud-est? Così lo scirocco nacque prima di Adamo. La Genesi non ne fa cenno: era troppo ovvio.

La doppia vita di M. Laurent
-Ti ci porto io - avevo detto a Spotorno - mi viene di passaggio.
E non mi veniva affatto di passaggio.
Sono le frasi dall'apparenza più innocua quelle che celano dentro di sé i più subdoli inneschi a orologeria.
Ma forse è meglio se prima di continuare con la storia del morto ammazzato, della ugro-finna, della vedovallegra, e tutto il resto, io racconti com'è che mi trovassi a casa del signor commissario. Perché la Verità è sempre rivoluzionaria, dicono. Anche quella meteorologica.

Il soffio della valanga
Non c'è niente di meglio dell'olio d'oliva, quando pesti il catrame a piedi nudi. Strofini la macchia con un pezzo di màttola imbevuta d'olio, e la vedi disfarsi fino a scomparire. Suo padre lo avrebbe guardato storto se gli avesse sentito dire màttola. O parli in italiano o parli in dialetto, gli avrebbe intimato. Così era arrivato il compromesso, e nel breve percorso dal cervello alla lingua la màttola usciva nella forma di un irreprensibile batuffolo di cotone idrofilo. Gli sarebbe rimasto per sempre una specie di pudore a usare il dialetto puro; si sarebbe sentito nudo, senza difese. Ma quel pensiero sarebbe arrivato dopo, molto dopo.


Iolanda Piccinino (1955)

Giù le mani da Lulù
Corri, svelta vai a chiamare Mario e Cecco, di loro che è una cosa urgente, improvvisa.
La servetta attizzò con fare veloce il fuoco, fece ruotare lo scialle sulle spalle e uscì.
Mosè balzò giù dalle mie gambe, miagolando con disappunto. Pasquale il banditore non passò, non sentii nemmeno il suono sguaiato della sua tromba che precedeva l'annuncio della merce che arrivava ogni giorno nella piazza del paese.


Daniel Picouly (1948)

Fort de l'Eau (L'ultima estate)
Patapumfete!
Cado all'indietro. I miei occhi fanno tilt. Un pezzo di azzurro mi passa tra le gambe. Che ci fa lì, il cielo? Non è quello il suo posto. E i miei piedi nudi tra i rami del fico. E' normale? Mi fioriranno gli alluci. Petali caffellatte. Non molto serio, come mazzo... Attento, figliolo! Qui tutto cresce da sé. Non sei in un posto qualsiasi. Sei a Fort de l'Eau. Il giardino del paradiso! Bell'accoglienza. Capisco che Adamo ed Eva se ne siano andati. Il giardino del paradiso. Di solito è così. Ma oggi l'aria è pesante.

(Traduzione: Yasmina Melaouah)

Paulette et Roger (Paulette e Roger)
Ordine di missione
Come l'eroe viene paracadutato, cinque
anni prima della nascita, in una storia
sconosciuta dove incontra il generale de
Gaulle che gli fa una strana domanda.

5 novembre 1943
Mi spingono attraverso la carlinga. Il paracadute mi sfonda le scapole, mi aggrappo ai tubolari. Mi fanno mollare la presa. Mi tirano. Il portello dell'aereo è aperto. Una stupida bocca spalancata. Lasciatemi. Non voglio buttarmi. È un suicidio, questa missione. Ci rinuncio. Che idea! Farsi paracadutare, un 5 novembre 1943, sulla storia d'amore dei propri genitori. In piena guerra. In piena Francia occupata. Non ce la farò mai. Non alla mia età.
Non cinque anni prima d'essere nato.

(Traduzione: Francesco Bruno)


DBC Pierre (Peter Finlay) (1961)

Vernon God Little
It's hot as hell in Martirio, but the papers on the porch are icy with the news. Don't even try to guess who stood all Tuesday night in the road. Clue: snotty ole Mrs Lechuga. Hard to tell if she quivered, or if moths and porchlight through the willows ruffled her skin like funeral satin in a gale. Either way, dawn showed a puddle between her feet. It tells you normal times just ran howling from town. Probably forever. God knows I tried my best to learn the ways of this world, even had inklings we could be glorious; but after all that's happened, the inkles ain't easy anymore. I mean - what kind of fucken life is this?
Vernon God Little
Fa un caldo d’inferno a Martirio, ma sui giornali c’è una notizia da brivido. Sapete chi ha passato tutta martedí notte per la strada? Ve lo dico io: quell’odiosa della signora Lechuga. Tremava tutta, o forse era il riflesso delle falene fra i salici a incresparle la pelle come un drappo funebre nella burrasca. Comunque sia, all’alba s’è visto che se l’era fatta sotto. Allora è chiaro: la normalità da qui s’è proprio data. Secondo me per sempre. Dio solo sa, se non ce l’ho messa tutta per capire come va il mondo, addirittura me lo sentivo, che poteva girare bene. Ma dopo quello che è successo, m sa che tanto bene non va. Insomma, che cazzo di vita è
questa?
(Traduzione: Cristiana Mennella)


Claudio Piersanti (1954)

Luisa e il silenzio
Quando la radiosveglia si accese stava sognando una lunga scala sospesa nel vuoto. Erano le sei in punto. Luisa aprì gli occhi e per qualche secondo continuò a vedere la scala che aveva salito per ore. Era la scala interna di un palazzo senza pareti e solai, dove letti, bagni e cucine ondeggiavano sulla voragine nera. Tutti gli appartamenti erano abitati e la vita scorreva quasi normale. Ricordava bene l'espressione seccata di una madre che richiamava di continuo i suoi tre figli, felici di volteggiare come scimmie tra una trave e l'altra. State fermi, ripeteva come in un ritornello, altrimenti cadrete di sotto, state fermi! Un sogno assurdo pieno di vertigini e complicazioni già dimenticate, ma per niente sgradevole. Lei ci viveva con qualcuno, nel palazzo delle vertigini. Ma con chi? Aveva gli occhiali da sole a specchio come quelli di Renata, ma non ricordava altro.


Antonio Pigafetta (1480 ca.-1536 ca.)

Relazione del primo viaggio intorno al mondo
Avendo inteso che allora se era preparata una armata in la città di Siviglia, che era de cinque nave, per andare a scoprire la spezieria nelle isole di Maluco, de la quale era capitanio generale Fernando de Magaglianes, gentiluomo portoghese, ed era commendatore di Santo Jacobo de la Spada, che più volte con molte sue laudi aveva peregrato in diverse guise lo Mar Oceano, mi partii con molte lettere di favore da la città de Barsalonna dove allora resideva sua maestà, e sopra una nave passai sino Malega, onde, pigliando il cammino per terra, giunsi a Siviglia; ed ivi, essendo stato ben circa tre mesi, aspettando che la detta armata si ponesse in ordine per la partita, finalmente, come qui de sotto intenderà Vostra eccellentissima signoria, con felicissimi auspizî incomensiammo la nostra navigazione: e perché ne l'esser mio in Italia, quando andava a la santità de papa Clemente, quella per sua grazia a Monteroso verso di me si dimostrò assai benigna e umana e dissemi che li sarebbe grato li copiassi tutte quelle cose che aveva viste e passate nella navigazione, benché io ne abbia avuta poca comodità, niente di meno, secondo il mio debil potere, li ho voluto satisfare.


Rosamunde Pilcher (1924)

Flowers in the Rain
The Doll's House
Opening his eyes, William recognized the feel of Saturday morning. A lightness in the atmosphere, an ambience of freedom. From downstairs came the smell of frying bacon, and outside in the garden Loden, the dog, began to bark. He heard his mother go to open the door and call him indoors. William stirred and reached for his wrist-watch. Eight o'clock.
Fiori nella pioggia
La casa della bambola
Aprendo gli occhi William avvertì subito aria di sabato mattina. Una certa gaiezza nell'atmosfera, un sapore di libertà. Dal piano di sotto veniva il profumo del bacon che friggeva sul fuoco e fuori, nel giardino, Loden, il cane, cominciava ad abbaiare. Udì la voce di sua madre che andava ad aprirgli la porta. William si stiracchiò e allungò la mano a cercare l'orologio. Le otto.

(Traduzione: Amina Pandolfi)


Antonio Mario Pilla (1929-2006)

Pasquale e Incoronata
Pasquale era lo spazzino comunale. La scopa però gli serviva più che per tener pulite le strade, per appoggiarvisi nei trasferimenti da una cantina all'altra. Qualche colpo di scopa ogni tanto lo dava davanti alla casa del Podestà, al Municipio e davanti alla chiesa madre alla domenica e nei giorni di festa.


Luigi Pintor (1925-2003)

I luoghi del delitto
Il medico curante mi ha detto che ho pochi mesi di vita. Ha detto proprio così, senza giri di parole, eravamo compagni di banco al ginnasio e siamo rimasti in confidenza. Non è un luminare ma ha molta esperienza che vale più della scienza. Non dubito del suo giudizio e l'ho ringraziato per la sincerità.
Non mi ha detto se morirò placidamente o se entrerò in agonia ma non fa gran differenza. Ho una malattia del sangue a decorso rapido che non lascia scampo e rifiuterò inutili terapie. Per me non è stata una sorpresa, mi aspettavo una comunicazione di questo genere e ho provato un senso di sollievo. Già altre volte il dottor basilio mi aveva visitato scuotendo la testa e allargando le braccia ma lasciandomi nell'incertezza.
Adesso so come comportarmi.

Servabo
In quel suo messaggio dall'oltretomba, che avrei preferito non ricevere, mio fratello racconta come la guerra gli mostrò il mondo in un'altra luce e decise della sua vita. Senza la guerra sarebbe rimasto uno scrittore e i viaggi e le amicizie, un impulso alla fantasia o l'incontro con una ragazza, avrebbero contato per lui più di ogni partito o dottrina. Avrebbe continuato a credere nell'esperienza individuale, nella storia dell'uomo solo, non avrebbe sacrificato le sue prerogative a una fede collettiva.
Aveva vent'anni ma la sua vita era perfettamente definita e si poteva immaginarne bene il futuro. I suoi manoscritti in calligrafia minuta riempiono due casse, non so dire come abbia fatto tante cose in così breve tempo. La guerra s'intromise distruggendo quest'ordine e spingendolo a un'azione disperata.

La signora Kirchgessner
Quando venni al mondo, un giorno di settembre, ci fu un contrattempo premonitore. Era stabilito in famiglia che mi chiamassi Piero, in onore di uno zio paterno militare di carriera. Ma un secondo zio paterno, funzionario in colonia, morì di meningite fulminante e in sua memoria fui battezzato Lodovico. A nessuno venne in mente un imparziale Pierlodovico, che avrebbe accontentato tutti e fugato infausti presagi.
Il reverendo Sterne, gentiluomo di campagna, sostiene con solidi argomenti che i nomi si suddividono in buoni o cattivi o neutri e influenzano i nostri comportamenti assai più di quanto si creda. Alcuni inducono a nobili imprese, altri alla cattiveria o alla mediocrità. I neonati non hanno voce in capitolo e il nome imposto li accompagna dalla culla alla tomba senza remissione. Neppure i parlamenti possono revocarlo.


Guido Piovene (1907-1974)

Il ragazzo di buona famiglia
Nessuno, nell'autunno del 1918, s'era accorto del grande cambiamento avvenuto in Marco Gaffurio: avvenuto da ben tre anni. Il Gaffurio non ne dava altro segno esterno, se non proprio quello che lo sottraeva all'osservazione degli altri: un grande, e nuovo in lui, amore per l'isolamento; con cui contrastava (ed era l'unica cosa che gli altri osservassero) il suo contegno negli affari, nel tempo stesso intraprendente, disinteressato e arrendevole; tale, insomma, che per capirlo bisognava entrare nella sua testa. Anche ora, ritornato il figlio dalla guerra, l'assecondava ciecamente nei suoi progetti.

Le stelle fredde
Il medico mi chiese:
"Peggio dal destro o dal sinistro?"
"Non saprei fare distinzioni tra un orecchio e l'altro"
"Quando te ne sei reso conto?"
"Da poco, ma mi sono accorto che durava da un pezzo. L'hanno notato gli altri prima di me""

Viaggio in Italia
Comincio questo viaggio d’Italia senza preamboli. Parto dall’estremo nord, con l’intento di scendere fino a Pantelleria regione per regione, provincia per provincia. Sono curioso dell’Italia, degli italiani e di me stesso, che cosa ne uscirà, non saprei anticiparlo.
Bolzano, come tutti sanno, è città di fondo tedesco. Si sente in essa e nei dintorni, la vita di un popolo comodo, sordo, chiuso, cocciuto, sentimentale, pochissimo passionale, orgiastico ad ore fisse. Dalla finestra del mio albergo, contemplo le vicende del Catinaccio. Al crepuscolo è avvolto di luci di temporale, anzi di eclissi, da fine del mondo. Vi spunta poi una luna enorme, bianchissima. Ma il monte è estraneo alla città, la città estranea al monte.


Alessandro Piperno (1972)

Con le peggiori intenzioni
Bepy sentì di non avere scampo diverse ore dopo aver incassato la diagnosi di tumore alla vescica, quando tra il novero sterminato di interrogativi agghiaccianti scelse: Potrò ancora scopare una donna o tutto finisce qui?
Sebbene tale dilemma possa apparire una patologica inversione delle priorità, per lui, nell'estremo frangente, risultò più spaventoso lo spettro della compromessa mascolinità che l'orrore del nulla: forse perché nel suo immaginario impotenza e morte coincidevano, anche se la seconda era preferibile alla prima, se non altro per il conforto dell'assenza eterna... o forse il salto nel buio che aveva condotto quest'uomo di successo alla bancarotta finanziaria era stato troppo fulmineo per non scalfirgli l'integrità emotiva.


Luigi Pirandello (1867-1936)

Amori senza amore
Era Giulio Accurzi, come si suol dire in società, un bel giovine: trentatré anni, facoltoso, elegante, non privo di spirito. Godeva poi, nel concetto degli amici, d'una specialità: s'innamorava costantemente delle sue inquiline.
Possedeva una casa a due piani: affittava il primo, a cui era annesso il suo terrazzo, che dava su un grazioso giardinetto riserbato per un'angusta scala interna al secondo piano; abitava in questo con la madre paralitica, relegata da parecchi anni in poltrona. Di quando in quando gli amici lo perdevano di vista, e allora si poteva ritenere con certezza, che l'ingegner Giulio Accurzi s'era già messo a far l'aggraziato con la filia hospitalis del piano inferiore.

La carriola
Quand'ho qualcuno attorno, non la guardo mai; ma sento che mi guarda lei, mi guarda, mi guarda senza staccarmi un momento gli occhi d'addosso.
Vorrei farle intendere, a quattr'occhi, che non è nulla; che stia tranquilla; che non potevo permettermi con altri questo breve atto, che per lei non ha alcuna importanza e per me è tutto. Lo compio ogni giorno al momento opportuno, nel massimo segreto, con spaventosa gioja, perché vi assaporo, tremando, la voluttà d'una divina, cosciente follia, che per un attimo mi libera e mi vendica di tutto.

L'esclusa
Antonio Pentàgora s'era già seduto a tavola tranquillamente per cenare, come se non fosse accaduto nulla.
Illuminato dalla lampada che pendeva dal soffitto basso, il suo volto tarmato pareva quasi una maschera sotto il bianco roseo della cotenna rasa, ridondante sulla nuca. Senza giacca, con la camicia floscia celeste, un po' stinta, aperta sul petto irsuto, e le maniche rimboccate sulle braccia pelose, aspettava che lo servissero.
Gli sedeva a destra la sorella Sidora, pallida e aggrottata, con gli occhi acuti adirati e sfuggenti sotto il fazzoletto di seta nera che teneva sempre in capo.
A sinistra il figlio Niccolino, spiritato, con la testa orecchiuta da pipistrello, sul collo stralungo, gli occhi tondi tondi e il naso ritto. Dirimpetto era apparecchiato il posto per l'altro figlio, Rocco, zche rientrava in casa qualla sera, dopo la disgrazia.
Lo avevano aspettato finora, per la cena. Poiché tardava, s'erano messi a tavola. Stavano in silenzio tutt'e tre, nel tetro stanzone, dalle pareti basse, ingiallite, lungo le quali correvano due interminabili file di seggiole quasi tutte scompagne. Dal pavimento un po' avvallato, di mattoni rossi, spirava un tanfo indefinibile, d'appassito

Il fu Mattia Pascal
Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo:
- Io mi chiamo Mattia Pascal.
- Grazie, caro. Questo lo so.
- E ti par poco?
Non pareva molto, per dir la verità, neanche a me. Ma ignoravo allora che cosa volesse dire il non sapere neppur questo, il non poter più rispondere, cioè, come prima, all'occorrenza:
- Io mi chiamo Mattia Pascal.

La giara
Piena anche per gli olivi, quell'annata. Piante massaje, cariche l'anno avanti, avevano raffermato tutte, a dispetto della nebbia che le aveva oppresse sul fiorire.
Lo Zifara, che ne aveva un bel giro nel suo podere delle Quote a Primosole, prevedendo che le cinque giare vecchie di coccio smaltato che aveva in cantina non sarebbero bastate a contener tutto l'olio della nuova raccolta, ne aveva ordinata a tempo una sesta più capace a Santo Stefano di Camastra, dove si fabbricavano: alta a petto d'uomo, bella panciuta e maestosa, che fosse delle altre cinque la badessa.

Il turno
Giovane d'oro, sì sì, giovane d'oro, Pepè Alletto! - il Ravì si sarebbe guardato bene dal negarlo; ma, quanto a concedergli la mano di Stellina, no via: non voleva se ne parlasse neanche per ischerzo.
- Ragioniamo!
Gli sarebbe piaciuto maritar la figlia col consenso popolare, come diceva; e andava in giro per la città, fermando amici e conoscenti per averne un parere. Tutti però, sentendo il nome del marito che intendeva dare alla figliuola, strabiliavano, trasecolavano: - Don Diego Alcozer?
Il Ravì frenava a stento un moto di stizza, si provava a sorridere e ripeteva, protendendo le mani: - Aspettate ... Ragioniamo!

Uno, nessuno, centomila
- Che fai? - mia moglie mi domandò vedendomi insolitamente indugiare davanti allo specchio.
- Niente, - le risposi, - mi guardo qua, dentro il naso, in questa narice. Premendo, avverto un certo dolorino.
Mia moglie sorrise e disse:
- Credevo ti guardassi da che parte ti pende.
Mi voltai come un cane a cui qualcuno avesse pestato la coda:
- Mi pende? A me? Il naso?
E mia moglie, placidamente:
- Ma sì, caro. Guardatelo bene: ti pende verso destra.


Robert Maynard Pirsig (1928)

Zen and the Art of Motorcycle Maintenance (Lo zen e l'arte della mantenzione della motocicletta)
Senza togliere la mano dalla manopola sinistra vedo dal mio orologio che sono le otto e mezza. Il vento, anche a cento all'ora, è caldo e umido. Chissà come sarà nel pomeriggio, se già alle otto e mezzo c'è tanta afa.
Nel vento ci sono gli odori pungenti degli acquitrini ai margini della strada. Ci troviamo nella zona delle Pianure Centrali, piena di pantani, ideali per la caccia alle anitre; veniamo da Minneapolis e andiamo a nord-ovest verso i due Dakota. Questa è una vecchia strada di cemento a due corsie dove non c'è molto traffico, perché parecchi anni fa ne è stata costruita un'altra, parallela, a quattro corsie. Quando passiamo accanto a un acquitrino l'aria si fa all'improvviso più fresca; poi, appena oltre, si riscalda bruscamente.

(Traduzione: Delfina Vezzoli)


Pitigrilli (Dino Segre) (1893-1975)

Cocaina
Nel collegio dei Barnabiti aveva imparato il latino, a servir messa e a giurare il falso. Tre cose di cui si può aver bisogno da un momento all'altro. Ma uscendo dal collegio le dimenticò tutte e tre.
Studiò medicina per alcuni anni; ma all'esame di patologia speciale chirurgica gli dissero:
"Non posso permetterle di dare l'esame con la caramella all'occhio. O si toglie la caramella, o non dà l'esame."
"Ebbene, io non dò l'esame" rispose Tito alzandosi.
E rinunziò alla laurea.
Masticava della chawing-gum che uno zio d'America gli mandava come anticipo sull'eredità, e fumava sigarette comuni.


Bianca Pitzorno (1942)

Tornatràs
Quando sarò grande, scriverò un romanzo sulla mia vita.
La prima parte racconterà dei miei primi undici anni, e so già come va a finire, cioè che all'improvviso divento ricca e vado a vivere in un'altra città.
La seconda parte non so di che cosa parlerà, perche non è ancora cominciata. E starémo a védere, come dice Aracelio, il fidanzato di mia zia Mimì.
Certo che stamattina, quando mi sono alzata e sono andata in cucina a preparare la colazione per Leo, non potevo immaginare che prima del telegiornale delle otto avrei scoperto di essere un'ereditiera.


Antonio Pizzuto (1893-1976)

Giunte e virgole
Cieli altissimi retrocedenti lumaca alle vette arboree, e mai del tutto in tenebre, raro che stellati, urgervi incontro tumultuoso un gran fiume, greve di moli: triplici file, minacciose, invadenti, perse le rive addietro selve gru e, incruente pure, salamine, trafàlgare. Ristorato lo scafo verticillare in sua dolce cuna smosso da sericei fermagli, custode auspice, là dimentica e fresca per nuove imprese, dalle brume settentrionali a coste limpide e chiare, oltre tulipani qui regnandovi bugainville, articolanti ogni dove intorno.

Si riparano bambole
Si riceveva, ma il termine è un po' ampolloso, ogni martedì, con un giro di visite scambievoli che occupava l'intera settimana tolte le domeniche. Era quindi possibile ripigliare il discorso o rinviarne la trattazione al giorno seguente là dove toccava rincontrarsi, senza bisogno di riepiloghi: temi in verità semplici, monotoni. Raramente ne formava oggetto qualcuna di loro, poiché se ne andavano tutte insieme, verso le otto, lanciando dalle scale inintelligibili frasi all'ospite affacciata. Trattavano in generale argomenti di genealogia teoretica, di genealogia pratica, per spiegarsi a vicenda chi era mai la tale, e con chi maritatasi, l'età presunta deduttivamente. Qualche gioiello modesto luccicava, i ventagli quando ne veniva il tempo davano battendo sul petto rapide vibrazioni da volatili starnazzanti. E sempre le stesse facce, addolcite dalle velette e dalla penombra.

Spegnere le caldaie
Come spere a orza vagantile flussi ondose o tratte sinistrorso affondo sonoro vortice il banco avido, pur lattina calciata strenuo monellaccio, qui rotolare esse monotono su giù per tubulature dissecche or dado svitatosi, invisibile in borboglio, addentro una nerezza totale. Fin luci di guardia estinte, ove dianzi fulgide, ere polari. Abilitati ad abbandonare gli alloggi falangi in stuoli serrati. Raggiungerla, già accosti fuori porto, non per salvataggio, maschi rimorchiatori da trarla demolenda alla fonda.


Salvador Plascencia (1976)

The People of Paper (...)
She was made after the time of ribs and mud. By papal decree there were to be no more people born of the ground or from the marrow of bones. All would be created from the propulsions and mounts performed underneath bedsheets - rare exception granted for immaculate conceptions.


Federico Platania (1971)

Buon lavoro. Dodici storie a tempo indeterminato
Gracchiante
Sono sceso dalla macchina, ho dato un'occhiata in giro. Il parcheggio era vuoto. Ho guardato il mio orologio. Ero arrivato in anticipo. L'appuntamento con Vernaschi era alle nove e mezza. Il mio orologio segnava le otto.
Davanti a me c'era il palazzo con gli uffici. Era l'unico palazzo in quel posto. Intorno c'erano solo campi, erba, qualche ammasso di terra. Si sentiva il vento che soffiava piano. Ho camminato fino al gabbiotto. La guardia giurata ha sollevato la testa, ci siamo guardati per qualche secondo, poi io ho guardato il mio orologio. La guardia ha riabbassato il cappello sui monitor che aveva davanti.

Il primo sangue
Ci sono sempre più insetti al mondo. Non te ne rendi conto, ma ogni giorno che passa ci sono più insetti. Solo pochi di più. Aumentano un po' per volta, così non te ne accorgi. Un giorno però diventeranno così tanti che non potrai più fare finta di niente. Aprirai la finestra e vedrai un muro di vespe, zanzare e mosche davanti a te. Allora capirai tutto di colpo. Sarà così che andrà il giorno in cui finirai tutti i tuoi soldi, un euro alla volta, magari solo un centesimo alla volta. All'inizio non te ne accorgerai. Poi un giorno perderai il lavoro, i tuoi genitori saranno morti, non ci sarà più nessuno che potrà darti una mano. Allora ti dirai "Per un po' posso tirare avanti con i soldi sotto il materasso". Alzerai il materasso e ti accorgerai che i soldi sono già finiti.


Sylvia Plath (1932-1963)

The Bell Jar
It was a queer, sultry summer, the summer they electrocuted the Rosenbergs, and I didn't know what I was doing in New York. I'm stupid about executions. The idea of being electrocuted makes me sick, and that's all there was to read about in the papers - goggle-eyed headlines staring up at me on every street corner and at the fusty, peanut-smelling mouth of every subway. It had nothing to do with me, but I couldn't help wondering what it would be like, being burned alive all along your nerves.
I thought it must be the worst thing in the world.
La campana di vetro
Fu un'estate strana, soffocante, l'estate in cui i Rosenberg morirono sulla sedia elettrica, e io ero a New York e mi sentivo come un'anima persa. Io le condanne a morte non le reggo. L'idea della sedia elettrica, poi, mi fa star male fisicamente, e i giornali non parlavano d'altro: titoloni che mi guardavano fisso a ogni angolo di strada e all'imboccatura di ogni stazione della metropolitana con quell'odore di noccioline stantie. Non che mi riguardasse, ma non potevo fare a meno di domandarmi che effetto faceva, essere bruciati vivi lungo tutti i nervi.
Deve essere la cosa più orrenda che esiste, pensavo.

(Traduzione: Adriana Bottini)

The Journals of Sylvia Plath
July 1950 - I may never be happy, but tonight I am content. Nothing more than an empty house, the warm hazy weariness from a day spent setting strawberry runners in the sun, a glass of cool sweet milk, and a shallow dish of blueberries bathed in cream. Now I know how people can live without books, without college. When one is so tired at the end of a day one must sleep, and at the next dawn there are more strawberry runners to set, and so one goes on living, near the earth. At times like this I'd call myself a fool to ask for more...
Diari
Luglio 1950. Forse non sarò mai felice, ma stasera sono contenta. Mi basta la casa vuota, un caldo, vago senso di stanchezza fisica per aver lavorato tutto il giorno al sole a piantare fragole rampicanti, un bicchiere di latte freddo zuccherato, una ciotola di mirtilli affogati nella panna. Ora capisco come la gente possa vivere senza leggere, senza studiare. Quando uno è così stanco, alla fine della giornata ha bisogno di dormire e il mattino dopo, all'alba, lo aspettano altre fragole da piantare, e così si va avanti a vivere, vicino alla terra. In momenti come questi sarei una stupida a chiedere di più...
(Traduzione: Simona Fefè)


Plutarco (46/50-dopo il 120)

Biôi parallêlôi
Thêseus
hôsper en tais geôgraphiais, ô Sossie Senekiôn, hoi historikoi ta diapheugonta tên gnôsin autôn tois eschatois meresi tôn pinakôn piezountes, aitias paragraphousin hoti "ta d'epekeina thines anudroi kai thêriôdeis" ê "pêlos aïdnês" ê "skuthikon kruos" ê "pelagos pepêgos," houtôs emoi peri tên tôn biôn tôn parallêlôn graphên, ton ephikton eikoti logôi kai basimon historiai pragmatôn echomenêi chronon dielthonti, peri tôn anôterô kalôs eichen eipein: "ta d'epekeina teratôdê kai tragika poiêtai kai muthographoi nemontai, kai ouket' echei pistin oude saphêneian."
Vite parallele
Vita di Teseo
Come i geografi, o Sossio Senecione, nel rappresentare la terra comprimono ai margini estremi delle carte le zone di cui non hanno che una conoscenza vaga, e oltre quei limiti scrivono: "Dune senz'acqua, animali feroci" oppure "Paludi misteriose", oppure "Scitia, gelo", oppure "Oceano ghiacciato"; così io nello scrivere queste vite parallele, là dove varco il tempo cui può giungere una conoscenza probabile e tale da offrire basi sufficienti a una storia che si attenga ai fatti, posso ben dire dei periodi più antichi: ciò che sta oltre questo punto è un regno meraviglioso e sublime, abitato da poeti e favolisti, incerto o totalmente ignorato.

(Traduzione: Carlo Carena)


Edgar Allan Poe (1809-1849)

The Black Cat
For the most wild, yet most homely narrative which I am about to pen, I neither expect nor solicit belief. Mad indeed would I be to expect it, in a case where my very senses reject their own evidence. Yet, mad am I not - and very surely do I not dream. But to-morrow I die, and to-day I would unburthen my soul. My immediate purpose is to place before the world, plainly, succinctly, and without comment, a series of mere household events. In their consequences, these events have terrified - have tortured - have destroyed me. Yet I will not attempt to expound them. To me, they have presented little but Horror - to many they will seem less terrible than "barroques".
Il gatto nero
Riguardo a questa stranissima e tuttavia comunissima storia, che mi accingo a scrivere, non aspetto, né pretendo che mi si creda; sarei veramente pazzo se me lo aspettassi in un caso in cui i miei stessi sensi rifiutano la propria testimonianza; eppure non sono pazzo e sicuramente non sogno, ma domani io morirò e oggi voglio alleggerire la mia anima. Il mio scopo immediato è di mostrare a tutti chiaramente, succintamente e senza commenti, una serie di semplici avvenimenti domestici, che nelle loro conseguenze mi hanno atterrito, torturato, distrutto; non tenterò tuttavia di spiegarli; per me hanno offerto solo orrore, ad altri sembreranno meno terribili che "barocchi".

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

A Descent into the Maelström
We had now reached the summit of the loftiest crag. For some minutes the old man seemed too much exhausted to speak.
"Not long ago," said he at length, "and I could have guided you on this route as well as the youngest of my sons ; but, about three years past, there happened to me an event such as never happened to mortal man - or at least such as no man ever survived to tell of - and the six hours of deadly terror which I then endured have broken me up body and soul.
Una discesa nel maelström
Avevamo ora raggiunto la sommità della cima più elevata; per alcuni minuti il vecchio sembrò troppo spossato per parlare.
- Non molto tempo fa - disse alla fine - avrei potuto guidarvi su per questa via tanto bene quanto il più giovane dei miei figli, ma, circa tre anni fa, mi è capitata un'avventura, non mai prima toccata ad un essere mortale, o almeno quale nessuno, sopravvissuto, poté raccontare... e le sei ore di mortale terrore che allora sopportai mi hanno spezzato il corpo e l'anima.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

The Devil in the Belfry
Everybody knows, in a general way, that the finest place in the world is - or, alas, was - the Dutch borough of Vondervotteimittiss. Yet as it lies some distance from any of the main roads, being in a somewhat out-of-the-way situation, there are perhaps very few of my readers who have ever paid it a visit. For the benefit of those who have not, therefore, it will be only proper that I should enter into some account of it. And this is indeed the more necessary, as with the hope of enlisting public sympathy in behalf of the inhabitants, I design here to give a history of the calamitous events which have so lately occurred within its limits.
Il diavolo nel campanile
Tutti vagamente sanno che il più bel posto del mondo è, o almeno era, il borgo olandese di Vondervotteimittiss. Ma, poiché sorge ad una certa distanza dalle vie maestre e poiché si trova, in un certo qual modo, in una posizione remota, forse solo pochissimi miei lettori l'avranno visitata. Quindi, per soddisfare la curiosità di coloro che non l'hanno mai vista, io credo opportuno dirne qualcosa in particolare, e ciò è veramente ancor più necessario, in quanto proprio con la speranza di guadagnare la simpatia del pubblico in favore dei suoi abitanti, io mi propongo qui di raccontare i disastrosi fatti che di recente sono avvenuti entro i suoi confini.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

The Fall of the House of Usher
During the whole of a dull, dark, and soundless day in the autumn of the year, when the clouds hung oppressively low in the heavens, I had been passing alone, on horseback, through a singularly dreary tract of country; and at length found myself, as the shades of the evening drew on, within view of the melancholy House of Usher. I know not how it was... but, with the first glimpse of the building, a sense of insufferable gloom pervaded my spirit. I say insufferable; for the feeling was unrelieved by any of that half-pleasureable, because poetic, sentiment, with which the mind usually receives even the sternest natural images of the desolate or terrible.
La caduta della Casa Usher
Durante un'intera giornata d'autunno, fosca, oscura e silenziosa, in cui le nuvole, basse nel cielo, formavano come una cappa di piombo, avevo attraversato, da solo, a cavallo una landa straordinariamente tetra, e alla fine, mentre calavano le ombre della sera, mi trovai in vista della malinconica Casa Usher; non so dire come... ma, alla prima occhiata che diedi alla costruzione, un sentimento d'insopportabile tristezza penetrò nel mio animo; dico insopportabile, poiché essa non era mitigata da nessuno di quei sentimenti quasi piacevoli, perché poetici, con cui il nostro spirito di solito accoglie anche le più cupe immagini naturali della desolazione e del terrore.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

The Gold Bug
Many years ago, I contracted an intimacy with a Mr. William Legrand. He was of an ancient Huguenot family, and had once been wealthy; but a series of misfortunes had reduced him to want. To avoid the mortification consequent upon his disasters, he left New Orleans, the city of his forefathers, and took up his residence at Sullivan's Island, near Charleston, South Carolina. This Island is a very singular one. It consists of little else than the sea sand, and is about three miles long. Its breadth at no point exceeds a quarter of a mile. It is separated from the main land by a scarcely perceptible creek, oozing its way through a wilderness of reeds and slime, a favorite resort of the marsh hen.
Lo scarabeo d'oro
Molti anni fa mi legai in stretta amicizia con un certo signor Guglielmo Legrand, che discendeva da un'antica famiglia ugonotta ed un tempo era stato molto ricco, ma una serie di sventure l'avevano ridotto in miseria. Per evitare l'umiliazione che era derivata dalla sua disgrazia, aveva lasciato Nuova Orleans, la città dei suoi avi, e si era stabilito nell'isola di Sullivan, presso Charleston, nella Carolina del Sud. Quest'isola è una delle più strane: non consiste quasi di altro che di sabbia marina ed è lunga circa tre miglia; è separata dalla terraferma da un canale appena visibile che si apre la via attraverso una distesa desolata di canne e di melma, ritrovo favorito di galline di palude.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

Ligeia
I cannot, for my soul, remember how, when, or even precisely where, I first became acquainted with the lady Ligeia. Long years have since elapsed, and my memory is feeble through much suffering. Or, perhaps, I cannot now bring these points to mind, because, in truth, the character of my beloved, her rare learning, her singular yet placid cast of beauty, and the thrilling and enthralling eloquence of her low musical language, made their way into my heart by paces so steadily and stealthily progressive that they have been unnoticed and unknown. Yet I believe that I met her first and most frequently in some large, old, decaying city near the Rhine.
Ligeia
Sull'anima mia, non riesco proprio a ricordarmi quando, e neppure, con precisione, dove conobbi Lady Ligeia: lunghi anni sono da allora passati e la lunga sofferenza ha indebolito la mia memoria o forse adesso non riesco a richiamare tutto alla mente, perché, in verità, il carattere della mia amata, la sua rara cultura, il suo tipo di bellezza così singolare e pure così tranquillo, la penetrante e affascinante eloquenza della sua profonda voce musicale si fecero strada nel mio cuore con passi così sicuri, così costanti e furtivi da restar inosservati e ignorati. Tuttavia credo di averla incontrata per la prima volta e poi parecchie altre in una grande, vecchia città in rovina sulle rive del Reno.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

The Man of the Crowd
It was well said of a certain German book that "er lasst sich nicht lesen" - it does not permit itself to be read. There are some secrets which do not permit themselves to be told. Men die nightly in their beds, wringing the hands of ghostly confessors and looking them piteously in the eyes - die with despair of heart and convulsion of throat, on account of the hideousness of mysteries which will not suffer themselves to be revealed. Now and then, alas, the conscience of man takes up a burthen so heavy in horror that it can be thrown down only into the grave. And thus the essence of all crime is undivulged.
L'uomo della folla
È stato detto bene di un certo libro tedesco che "er lasst sich nicht lesen" - - non si lascia leggere. Vi sono taluni segreti che non si possono dire; ci sono uomini che di notte muoiono nei loro letti, stringendo le mani di spettri, che li confessano, e guardandoli miserabilmente negli occhi... muoiono con la disperazione nel cuore e la gola serrata per l'orrore di misteri che non sopportano di essere rivelati; di tanto in tanto, ohimè!, la coscienza dell'uomo porta un fardello d'infamia così pesante che può deporlo solo nella tomba: e così l'essenza di tutto il delitto non viene conosciuta.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

MS. Found in a Bottle
Of my country and of my family I have little to say. Ill usage and length of years have driven me from the one, and estranged me from the other. Hereditary wealth afforded me an education of no common order, and a contemplative turn of mind enabled me to methodize the stores which early study very diligently garnered up. Beyond all things, the study of the German moralists gave me great delight; not from any ill-advised admiration of their eloquent madness, but from the ease with which my habits of rigid thought enabled me to detect their falsities.
Il manoscritto trovato in una bottiglia
Del mio paese e della mia famiglia ho poco da dire. Una vita disordinata e gli anni mi hanno allontanato dall'uno ed estraniato dall'altra. La ricchezza ereditata mi ha consentito un'educazione fuori dal comune e un'indole contemplativa mi ha messo in grado di dare ordine alle conoscenze che i primi studi diligentemente avevano accumulato. Erano soprattutto le opere dei moralisti tedeschi a procurarmi grande diletto; non per una sconsiderata ammirazione per la loro eloquente follia ma per la disinvoltura con cui la mia abitudine al pensiero rigoroso mi consentiva di svelarne le falsità.

(Traduzione: Daniela Palladini)

The Murders in the Rue Morgue
The mental features discoursed of as the analytical, are, in themselves, but little susceptible of analysis. We appreciate them only in their effects. We know of them, among other things, that they are always to their possessor, when inordinately possessed, a source of the liveliest enjoyment. As the strong man exults in his physical ability, delighting in such exercises as call his muscles into action, so glories the analyst in that moral activity which disentangles. He derives pleasure from even the most trivial occupations bringing his talent into play. He is fond of enigmas, of conundrums, hieroglyphics; exhibiting in his solutions of each a degree of acumen which appears to the ordinary apprehension praeternatural. His results, brought about by the very soul and essence of method, have, in truth, the whole air of intuition.
I delitti della Via Morgue
Le facoltà mentali che sono chiamate analitiche sono, di per sé, poco suscettibili di analisi; le valutiamo esattamente solo nei loro risultati; tra l'altro, sappiamo che per coloro che le possiedono sono una fonte di vivissima gioia. Come l'uomo forte si rallegra della sua abilità fisica dilettandosi in quegli esercizi che mettono in azione i muscoli, così un uomo di mente analitica si gloria di quell'attività spirituale che sa districare e trova piacere anche nelle più comuni occupazioni che fanno entrare in azione il suo talento; va pazzo per gli enigmi, gli indovinelli, i geroglifici, mostrando nella soluzione di ognuno un acume che alle persone normali sembra soprannaturale; i risultati ottenuti attraverso l'essenza, l'anima stessa del metodo, hanno, in verità tutta l'aria di una intuizione.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

The Narrative of Arthur Gordon Pym
Upon my return to the United States a few months ago, after the extraordinary series of adventure in the South Seas and elsewhere, of which an account is given in the following pages, accident threw me into the society of several gentlemen in Richmond, Va., who felt deep interest in all matters relating to the regions I had visited, and who were constantly urging it upon me, as a duty, to give my narrative to the public. I had several reasons, however, for declining to do so, some of which were of a nature altogether private, and concern no person but myself; others not so much so. One consideration which deterred me was that, having kept no journal during a greater portion of the time in which I was absent, I feared I should not be able to write, from mere memory, a statement so minute and connected as to have the appearance of that truth it would really possess, barring only the natural and unavoidable exaggeration to which all of us are prone when detailing events which have had powerful influence in exciting the imaginative faculties.
Il racconto di Arthur Gordon Pym
Tornato negli Stati Uniti alcuni mesi or sono, dopo un'incredibile serie di avventure nei mari del Sud e altrove, di cui viene fornito un resoconto nelle pagine che seguono, feci per caso la conoscenza di alcuni gentiluomini di Richmond, in Virginia, i quali mostrarono grande interesse per tutto ciò che riguardava le regioni da me visitate e insistettero per convincermi, quasi si trattasse di un passo doveroso, a rendere pubblico il mio racconto. Vi erano tuttavia vari motivi per rifiutare, e tra questi alcuni assolutamente privati, che riguardavano me soltanto, e altri che non lo erano affatto. Poiché non avevo quasi mai tenuto un diario durante la mia assenza, a frenarmi contribuiva anche il timore di non riuscire a scrivere, affidandomi semplicemente alla memoria, un resoconto così dettagliato e compatto da possedere l'apparenza di quella verità di cui comunque sarebbe stato l'espressione; escluse, naturalmente, certe esagerazioni naturali e inevitabili, alle quali chiunque indulge quando si tratta di descrivere eventi che hanno il potere di eccitare l'immaginazione.

(Traduzione: Roberto Cagliero)

The Pit and the Pendulum
I was sick - sick unto death with that long agony; and when they at length unbound me, and I was permitted to sit, I felt that my senses were leaving me. The sentence - the dread sentence of death - was the last of distinct accentuation which reached my ears. After that, the sound of the inquisitorial voices seemed merged in one dreamy indeterminate hum. It conveyed to my soul the idea of revolution - perhaps from its association in fancy with the burr of a mill wheel.
Il pozzo e il pendolo
Ero sfinito, sfinito mortalmente da quella lunga agonia, e quando alla fine mi sciolsero e mi permisero di sedere, sentii che i sensi mi abbandonavano. La sentenza, la spaventosa sentenza di morte, fu l'ultima cosa che con chiarezza giunse alle mie orecchie. Dopo di questo, il suono delle voci degli Inquisitori mi sembrò sommerso in un mormorio indefinito di sogno, che suggeriva alla mia anima l'idea della rotazione, forse perché le associavo, nella fantasia, con la macina di un mulino.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

The Purloined Letter
At Paris, just after dark one gusty evening in the autumn of 18..., I was enjoying the twofold luxury of meditation and a meerschaum, in company with my friend C. Auguste Dupin, in his little back library, or book-closet, au troisième, No. 33, Rue Dunôt, Faubourg St. Germain. For one hour at least we had maintained a profound silence; while each, to any casual observer, might have seemed intently and exclusively occupied with the curling eddies of smoke that oppressed the atmosphere of the chamber. For myself, however, I was mentally discussing certain topics which had formed matter for conversation between us at an earlier period of the evening; I mean the affair of the Rue Morgue, and the mystery attending the murder of Marie Roget.
La lettera rubata
Una sera tempestosa dell'autunno del 18..., poco dopo l'imbrunire, a Parigi me ne stavo a godere la duplice voluttà della meditazione e di una pipa di schiuma, in compagnia del mio amico C. Augusto Dupin, nella sua piccola biblioteca o studiolo, au troisième del N. 33 Rue Dunot, Faubourg St. Germain: per circa un'ora eravamo rimasti assorti in un profondo silenzio e a chi ci avesse per caso osservati ciascuno di noi sarebbe parso completamente esclusivamente assorto nelle arricciate volute di fumo che rendevano opprimente l'aria della stanza. Da parte mia stavo mentalmente discutendo certi argomenti che, sul principio della serata, erano stati soggetto di conversazione tra di noi: voglio alludere all'affare di Rue Morgue e al mistero che riguardava l'assassinio di Maria Roget.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)

The Tell-Tale Heart
True! - nervous - very, very dreadfully nervous I had been and am; but why will you say that I am mad? The disease had sharpened my senses - not destroyed - not dulled them. Above all was the sense of hearing acute. I heard all things in the heaven and in the earth. I heard many things in hell. How, then, am I mad? Hearken! and observe how healthily - how calmly I can tell you the whole story.
It is impossible to say how first the idea entered my brain; but once conceived, it haunted me day and night. Object there was none. Passion there was none. I loved the old man. He had never wronged me. He had never given me insult. For his gold I had no desire.
Il cuore rivelatore
È la verità! Sono nervoso, sono stato e sono molto, molto, terribilmente nervoso; ma perché volete dire che sono un pazzo? Il male ha affinato i miei sensi, non distrutti, non annientati. Più di chiunque altro avevo avuto acuto il senso dell'udito. Ho ascoltato tutte le voci del cielo e della terra. Molte ne ho intese dall'inferno. Per questo sono pazzo? Uditemi! e osservate con che precisione, con che calma io posso narrarvi tutta la storia.
Non è possibile dirvi come in principio l'idea entrò nel mio cervello; ma una volta concepita, essa mi pessedé giorno e notte. Non v'era né scopo né passione. Io amavo il vecchio, non mi aveva mai colpito. Non mi aveva mai insultato. Non desideravo affatto il suo oro.

(Traduzione: Carla Apollonio e Sergio Frenguelli)


John William Polidori (1795-1821)

The Vampyre
It happened that in the midst of the dissipations attendant upon London winter, there appeared at the various parties of the leaders of the ton a nobleman more remarkable for his singularities, than his rank. He gazed upon the mirth around him, as if he could not participate therein. Apparently, the light laughter of the fair only attracted his attention, that he might by a look quell it and throw fear into those breasts where thoughtlessness reigned.
Il vampiro
Nel mezzo delle sregolatezze che accompagnano l'inverno londinese, avvenne che comparisse a vari ricevimenti degli esponenti del bel mondo un nobiluomo, degno di attenzione più per le sue stranezze che per il rango. Osservava con sguardo fisso l'allegria che lo circondava, come se non potesse prendervi parte. Quando la gaia risata di una bella fanciulla attirava la sua attenzione, la gelava con uno sguardo, e incuteva paura in quegli animi dove regnava la superficialità.

(Traduzione: Erberto Petoia)


Agnolo Ambrogini, detto il Poliziano (1454-1494)

Stanze per la giostra
1
Le gloriose pompe e' fieri ludi
della città che 'l freno allenta e stringe
a magnanimi Toschi, e i regni crudi
di quella dea che 'l terzo ciel dipinge,
e i premi degni alli onorati studi,
la mente audace a celebrar mi spinge,
sì che i gran nomi e i fatti egregi e soli
fortuna o morte o tempo non involi.


Marco Polo (1254-1324)

Le divisament dou monde
Seignors enperaor et rois, dux et marquois, cuens, chevaliers et b[o]rgio[i]s, et toutes gens que volés savoir les deverses jenerasions des homes et les deversités des deverses region dou monde, si prennés cestui livre et le feites lire. Et qui trovererés toutes les grandismes mervoilles et les grant diversités de la grande Harminie et de Persie et des Tartars et (de) Indie, et de maintes autres provinces, sicom notre livre voç contera por ordre apertemant, sicome meisser Marc Pol, sajes et noble citaiens de Venece, raconte por ce que a seç iaus meisme il le voit. Mes auques hi n'i a qu'il ne vit pas, mes il l'entendi da homes citables et de verité; et por ce metreron les chouse veue por veue et l'entendue por entandue, por ce que notre livre soit droit et vertables sanç nulle ma(n)songe.
(Ediz. franco-italiana Benedetto)
Milione
Signori imperadori, re e duci e ttutte altre genti che volete sapere le diverse generazioni delle genti e lle diversità delle regioni del mondo, leggete questo libro dove le troverrete tutte le grandissime maraviglie e gran diversitadi delle genti d'Erminia, di Persia e di Tarteria, d'India e di molte altre province. E questo vi conterà il libro ordinatamente siccome messere Marco Polo, savio e nnobile cittadino di Vinegia, le conta in questo libro e egli medesimo le vide. Ma ancora v'à di quelle cose le quali elli non vide, ma udille da persone degne di fede, e però le cose vedute dirà di veduta e ll'altre per udita, acciò che 'l nostro libro sia veritieri e sanza niuna menzogna.

(Ediz. toscana Bertolucci Pizzorusso)


Giuseppe Pontiggia (1934-2003)

La grande sera
Attese altri quindici minuti sdraiata sul letto, lo sguardo al soffitto inclinato della mansarda, le mani sulla coperta, attenta a qualunque rumore salisse dalle scale. Poi cominciò ad avere paura.
Non era mai arrivato in ritardo.
Si alzò dal letto e si avvicinò a piedi nudi alla finestra. Sul marciapiede in basso camminavano uomini minuscoli. Alcuni attraversavano il viale, sparendo e riapparendo tra gli ippocastani. Di solito lui arrivava a piedi dal parcheggio.

La morte in banca
La porta di velluto si aprì improvvisamente e la voce del commesso pronunciò il nome di Carabba.
Carabba era seduto su un lungo divano, dove aveva posato i suoi documenti in uno strano ordine. Li raccolse affannosamente, si ravviò agitato i capelli e, cercando di darsi un contegno composto, entrò in un piccolo salotto rosso.
Dietro la scrivania il Segretario lo invitò cortesemente a sedere.
Carabba obbedì con grande misura nei gesti, mentre il cuore gli martellava in gola. Si rinfrancò quasi subito alle prime domande:
"Lei è il signor Carabba, vero? Quanti anni ha?"
"Diciassette anni."

Nati due volte
La scala mobile sale al terzo piano tra scale che discendono, gradini che spariscono in alto tra le luci, pavimenti che si allontanano ai due lati, la folla che circola lentamente nel brusio.
"Ti piace?" gli chiedo in un orecchio, alle spalle.
"Sì" risponde senza voltarsi.
Aggrappato con la sinistra al corrimano di gomma, si lascia cadere indietro, sentendo che ho le braccia aperte.
Sto curvo in avanti per sorreggerlo. Quando arriviamo in cima e i gradini di ferro scompaiono nella feritoia, si arrovescia con le spalle.

Vite di uomini non illustri

Vitali Antonio

Nasce per parto podalico il 2 luglio 1932 nella clinica Regina Elena di Trento. Sua madre gli ricorderà spesso, nel corso degli anni, i dolori che le ha provocato una nascita simile. Ma solo a cinquantun anni capirà quanto quella anomalia abbia influito sulle sua crescita. Glielo ripete, mentre lo tiene immerso nell'acqua calda della vasca, il 2 luglio 1983, la sua amica di Merano, che gli ha chiesto di rivivere l'evento.


Alexander Pope (1688-1744)

Essay on Man (...)
Having proposed to write some pieces of Human Life and Manners, such as (to use my Lord Bacon's expression) come home to Men's Business and Bosoms, I thought it more satisfactory to begin with considering Man in the abstract, his Nature and his State; since, to prove any moral duty, to enforce any moral precept, or to examine the perfection or imperfection of any creature whatsoever, it is necessary first to know what condition and relation it is placed in, and what is the proper end and purpose of its being.


Jan Potocki (1761-1815)

Manuscrit trouvé à Saragosse (Manoscritto trovato a Saragozza)
Il conte d'Olavidez non aveva ancora fondato colonie straniere nella Sierra Morena; questa catena impervia che separa l'Andalusia dalla Mancia era allora abitata soltanto da contrabbandieri, banditi, e qualche vagabondo, che si diceva mangiassero i viaggiatori dopo averli assassinati; da cui il proverbio spagnolo: Las Gitanas de Sierra Morena quieren carne de hombres.[Le gitane della Sierra Morena vogliono carne d'uomo.] Non è tutto. Il viaggiatore che si azzardava in questa contrada selvaggia veniva assalito, si diceva, da mille terrori capaci di raggelare il coraggio dei più arditi. Udiva voci lamentose mescolarsi al rumore del torrente e ai sibili della tempesta, luci ingannevoli lo sviavano, e mani invisibili lo sospingevano verso abissi senza fondo.
(Traduzione: Anna Devoto)


Chaim Potok (1929-2002)

The Gates of November
On a Thursday evening in the first week of January 1985, Adena and I landed in a snowstorm at Sheremetevo Airport in Moscow. Early in the next morning we left the humid warmth of our hotel and Adena slipped into a telephone booth on the street and dialed a number, while I waited outside in the bitter cold. After a moment or two I heard her say, "Hello, my husband and I are from Philadelphia. We're in Moscow, and we'd like to meet you."
She did not give our names. She said only, "My husband and I..."
The man at the other end told her briefly which Metro to take, how long the ride would last, and where he would meet us.
Novembre alle porte
Un giovedì sera, nella prima settimana di gennaio del 1985, Adena ed io atterrammo in mezzo a una tormenta di neve all'aeroporto Seremetevo di Mosca. La mattina dopo lasciammo di buon'ora il calore del nostro albergo, Adena si infilò in una cabina telefonica lungo la strada e fece un numero, mentre io aspettavo fuori nel freddo pungente. Dopo un secondo o due la sentii dire: "Pronto, mio marito e io veniamo da Filadelfia. Siamo a Mosca e vorremmo incontrarla".
Non disse il nostro nome. Disse solo "Mio marito e io...".
L'uomo all'altro capo della linea le spiegò brevemente quale metrò prendere, quanto sarebbe durato il viaggio e dove ci avrebbe incontrato.

(Traduzione: Alberto Cristofori)

In the Beginning
All beginnings are hard.
I can remember hearing my mother murmur those words while I lay in bed with fever. "Children are often sick, darling. That's the way it is with children. All beginnings are hard. You'll be all right soon."
I remember bursting into tears one evening because a passage of Bible commentary had proved too difficult for me to understand. I was about nine years old at the time. "You want to understand everything immediately?" my father said. "Just like that? You only began to study this commentary last week. All beginnings are hard. You have to work at the job of studying. Go over it again and again.
In principio
Gli inizi sono sempre difficili.
Ricordo che mia madre mi mormorò queste parole una volta che ero a letto con la febbre. "I bambini si ammalano spesso, tesoro. Succede, ai bambini. Gli inizi sono sempre difficili. Presto starai bene".
Ricordo che una sera scoppiai a piangere perché non ero riuscito a capire un passo difficile di un commentario biblico. A quel tempo avevo circa nove anni. "Vuoi capire tutto immediatamente?", domandò mio padre. "Tutto così? Hai cominciato a studiare questo commentario solo la settimana scorsa. Gli inizi sono sempre difficili. Lo studio richiede molta applicazione. Leggilo e rileggilo ancora".

(Traduzione: Mara Muzzarelli)


Ezra Pound (1885-1972)

The Cantos
And then went down to the ship,
Set keel to breakers, forth on the godly sea, and
We set up mast and sail on that swart ship,
Bore sheep aboard her, and our bodies also
Heavy with weeping, and winds from sternward
Bore us out onward with bellying canvas,
Circe's this craft, the trim-coifed goddess.
Then sat we amidships, wind jamming the tiller,
Thus wuth stretched sail, we went over sea till day's end.
I Cantos
Poi scendemmo alla nave
E la chiglia tagliò il mare divo,
Drizzammo l'albero e le vele della nave negra,
A bordo portammo pecore e i corpi nostri
Carchi di lacrime, e il vento in poppa
Ci avviò con panciute vele,
Di Circe benecomata arte fu questa.
Poi sedemmo sulla nave, correndo col vento
A vele tese sino a sera.

(Traduzione: Mary de Rachewiltz)


Emilio Praga (1839-1875)

Due destini
L'ultima cresta delle Alpi spiccava negra e tagliente sull'oro del cielo; - sembrava una bara rosicchiata da qualche tarlo mostruoso, e posta là, immensa, per ricevere il sole. Dalle falde più basse, i dirupi, i pini, le querce, i frassini chiassosi precipitavano nella valle una ridda gigantesca di ombre che si avvoltolavano pei culmini e le profondità, allungandosi, allargandosi, rimpicciolendosi, in su e in giù, a destra, a sinistra, da tutte le parti, tonde, aguzze, attortigliate, distese, come corpi senz'ossa rovesciati alla rinfusa da una mano invisibile.


Terry Pratchett (1948)

The Amazing Maurice and his Educated Rodents
Rats!
They fought the dogs and killed the cats, and -
But there was more to it than that. As the Amazing Maurice said, it was just a story about people and rats. And the difficult part of it was deciding who the people were, and who were the rats.
But Malicia Grim said it was a story about stories.
It began - part of it began - on the mail coach that came over the mountains from the distant cities of the plain.
Il prodigioso Maurice e i suoi geniali roditori
Topi!
Rincorsero i cani e uccisero i gatti, e...
Ma la cosa non finiva lì.
Come diceva il prodigioso Maurice, era più che altro una storia di topi e di persone. E il difficile stava proprio nello stabilire chi fossero le persone e chi fossero i topi.
Malicia Grim, invece, sosteneva si trattasse di una storia che parlava di altre storie.
La storia cominciava - o meglio, parte di essa cominciava - sul postale che collegava le montagne alle lontane città della pianura.

(Traduzione: Maurizio Bartocci)

The Colour of Magic
In a distant and secondhand set of dimensions, in an astral plane that was never meant to fly, the curling starmists waver and part...
See...
Great A'Tuin the turtle comes, swimming slowly through the interstellar gulf, hydrogen frost on his ponderous limbs, his huge and ancient shell pocked with meteor craters. Through sea-sized eyes that are crusted with rheum and asteroid dust He stared fixedly at the Destination.
In a brain bigger than a city, with geological slowness, He thinks only of the Weight.
Il colore della magia
In un remoto scenario multidimensionale, in un piano astrale mai destinato a volare, le volute di foschia stellare ondeggiano e si dividono...
Guarda...
Viene A'Tuin la Grande Tartaruga, nuotando lenta nel golfo interstellare, le membra poderose ricoperte d'idrogeno ghiacciato, l'enorme carapace antico bucherellato da crateri di meteore. Con occhi grandi come il mare, incrostati dai reumi e dalla polvere di asteroidi, fissa la Destinazione.
Nel suo cervello più grande di una città, con lentezza geologica, pensa soltanto al Peso.

(Traduzione: Natalia Callori)

Equal Rites
This is a story about magic and where it goes perhaps more importantly where it comes from and why, although it doesn't pretend to answer all or any of these question.
It may, however, help to explain why Gandalf never got married and why Merlin was a man. Because this is also a story about sex, although probably not in the athletic, tumbling, count-the-legs-and-divide-by-two sense unless the characters get totally beyond the author's control. They might.
However, it is primarily a story about a world. Here it comes now. Watch closely, the special effects are quite expensive.
L'arte della magia
Questo è un racconto sulla magia, su dove va e, cosa forse più importante, da dove viene e perché, sebbene non pretenda dare una risposta a tutti questi interrogativi. O a nessuno di essi.
Tuttavia può contribuire a spiegare perché Gandalf non si era mai sposato e perché Merlin era un uomo. Perché questo è anche un racconto sul sesso. Anche se, probabilmente, non nel senso delle atletiche acrobazie molto spinte. A meno che i protagonisti non sfuggano totalmente al controllo dell'autore. Il che è possibile.
Comunque, questo è anzitutto il racconto di un mondo. Eccolo che viene. Osservate con attenzione, gli effetti speciali sono assai costosi.

(Traduzione: Natalia Callori)

Eric
The bees of death are big and black, they buzz low and somber, they keep their honey in combs of wax as white as altar candles. The honey is black as night, thick as sin and sweet as treacle.
It is well known that eight colors make up white. But there are also eight colors of blackness, for those that have the seeing of them, and the hives of Death are among the black grass in the black orchard under the black-blossomed, ancient boughs of trees that will, eventually, produce apples that... put it like this... probably won't be red.
Eric
Le api di Morte sono grosse e nere, ronzano cupe e funeree, raccolgono il miele in favi di cera bianca come le candele di un altare. Il miele è nero come la notte, denso come il peccato e dolce come la melassa.
Si sa che sono otto i colori che fanno il bianco. Ci sono tuttavia anche otto colori di oscurità, per coloro che riescono a vederli, e le arnie di Morte si trovano fra la nera erba del nero frutteto sotto gli antichi rami dai boccioli neri di alberi che avrebbero prodotto mele che probabilmente... mettiamola in questi termini... non sarebbero state rosse.

(Traduzione: Antonella Pieretti)

The Light Fantastic
The sun rose slowly, as if it wasn't sure it was worth all the effort.
Another Disc day dawned, bur very gradually, and this is why.
When light encounters a strong magical field it loses all sense of urgency. It slows right down. And on the Discworld the magic was embarrassingly strong, which meant that the soft yellow light of dawn flowed over the sleeping landscape like the caress of a gentle lover or, as some qould have it, like golden syrup.
La luce fantastica
Il sole sorgeva lentamente, come se non fosse sicuro che ne valesse la pena.
Un altro giorno iniziava, ma molto gradatamente, ed ecco perché.
Quando la luce incontra un forte campo magico, perde ogni nozione di fretta e il suo ritmo rallenta. E nel mondo-Disco la magia è di sconcertante potenza, con il risultato che la morbida luce dorata dell'alba fluiva sul paesaggio addormentato come la carezza di un tenero amante e, come alcuni preferirebbero dire, uno sciroppo color d'oro.

(Traduzione: Natalia Callori)

Mort
This is the bright candlelit room where the life-timers are stored - shelf upon shelf on them, squat hourglasses, one for every living person, pouring their fine sand from the future into the past. The accumulated hiss of the falling grains makes the room roar like the sea.
This is the owner of the room, stalking through it with a preoccupied air. His name is Death.
Morty l'apprendista
Questa è la sala, vividamente rischiarata a lume di candela, dove sono custoditi i segnatempo: scaffali su scaffali di tozze clessidre, una per ogni persona vivente, la cui polvere finissima passa lentamente dal futuro al passato. Il fruscio dei granelli che scorrono risuona come il fragore del mare. Colui che vi passeggia maestosamente con aria preoccupata è il proprietario della sala. Il suo nome è Morte.

(Traduzione: Alessandro Zabini)

Wyrd Sisters
The wind howled. Lightning stabbed at the earth erratically, like an inefficient assassin. Thunder rolled back and forth across the dark, rain-lashed hills.
The night was as black as the inside of a cat. It was the kind of night, you could believe, on which gods moved men as though they were pawns on the chessboard of fate. In the middle of this elemental storm a fire gleamed among the dripping furze bushes like the madness in a weasel's eye. It illuminated three hunched figures. As the cauldron bubbled an eldritch voice shrieked: "When shall we three meet again?"
There was a pause.
Finally another voice said, in far more ordinary tones: "Well, I can do next Tuesday."
Sorellanza stregonesca
Il vento ululava. I lampi pugnalavano la terra a casaccio come inefficienti assassini. Il tuono rombava e rimbombava attraverso le oscure colline sferzate dalla pioggia.
La notte era nera quanto le viscere di un gatto. Era il genere di notte, potete crederci, in cui gli dei spostavano gli uomini come fossero pedine sulla scacchiera del fato. Al centro di questa tempesta di elementi c'era un fuoco che ardeva, tra i cespugli di ginestra gocciolanti, come la follia nell'occhio di una donnola. Esso illuminava tre figure accovacciate.
Mentre il calderone ribolliva, una voce anziana gracchiò: - Quando ci incontreremo di nuovo noi tre?
Ci fu una pausa.
Alla fine un'altra voce, con tono ben più normale, rispose: - Be', potremmo fare martedì prossimo.

(Traduzione: Antonella Pieretti)


Vasco Pratolini (1913-1991)

Cronaca familiare
Quando la mamma morì tu avevi venticinque giorni, eri ormai lontano da lei, sul colle. I contadini che ti custodivano ti davano il latte di una mucca pezzata; ne ebbi anch'io una volta che venimmo a trovarti con la nonna. Era un latte denso, tiepido, un po' acre, mi disgustò; il disgusto fu tale che lo ributtai sporcandomi il vestito: la nonna mi dette uno schiaffo. A te quel latte piaceva, ne eri ghiotto, ti giovava. Eri un bambino bello grasso, biondo, con due grandi occhi celesti. "Il ritratto della salute" diceva la nonna alle inquiline, si asciugava gli occhi eternamente umidi di pianto.

Cronache di poveri amanti
Ha cantato il grillo del Nesi carbonaio, si è spenta la lanterna dell'Albergo Cervia. Il passaggio della vettura che riconduce i tranvieri del turno di notte ha fatto sussultare Oreste parrucchiere che dorme nella bottega di via dei Leoni, cinquanta metri da via del Corno. Domani, giorno di mercato, il suo primo cliente sarà il fattore di Calenzano che ogni venerdí mattina si presenta con la barba di una settimana. Sulla torre di Arnolfo il marzocco rivolto verso oriente garantisce il bel tempo. Nel vicolo dietro Palazzo Vecchio i gatti disfanno i fagotti dell'immondizia. Le case sono cosí a ridosso che la luce lunare sfiora appena le finestre degli ultimi piani. Ma il gallo del Nesi, ch'è in terrazza, l'ha vista ed ha cantato.

Le ragazze di Sanfrediano
Il rione di Sanfrediano è "di là d'Arno", è quel grosso mucchio di case tra la riva sinistra del fiume, la Chiesa del Carmine e le pendici di Bellosguardo; dall'alto, simili a contrafforti, lo circondano Palazzo Pitti e i bastioni medicei; l'Arno vi scorre nel suo letto più disteso, vi trova la curva dolce, ampia e meravigliosa che lambisce le Cascine. Quanto v'è di perfetto, in una civiltà diventata essa stessa natura, l'immobilità terribile e affascinante del sorriso di Dio, avvolge Sanfrediano, e lo esalta. Ma non tutto è oro ciò che riluce. Sanfrediano, per contrasto, è il quartiere più malsano della città; nel cuore delle sue strade, popolate come formicai, si trovano il Deposito Centrale delle Immondizie, il Dormitorio Pubblico, le Caserme. Gran parte dei suoi fondaci ospitano i raccoglitori di stracci, e coloro che cuociono le interiora dei bovini per farne commercio, assieme al brodo che ne ricavano. E che è gustoso, tuttavia, i sanfredianini lo disprezzano ma se ne nutrono, lo acquistano a fiaschi.


Giorgio Pressburger (1937) e Nicola Pressburger (1937-1985)

Storie dell'Ottavo Distretto
Il turista che si accinge a visitare Budapest, città principe di un impero inesistente da oltre mezzo secolo, ma ancora famoso per la gaia vita che vi conducevano i signori e per la molteplicità dei popoli che raccoglieva, capiterà nell'Ottavo Distretto soltanto per uno sbaglio.
Scendendo alla stazione ferroviaria Est egli, per distrazione, potrebbe imboccare qualcuna delle vie più strette, di sera buie, dall'acciottolato di granito, che si dipartono dalla larga via Ràkòczy alla sinistra di chi procede verso il centro.
Lì non troverà monumenti né luoghi famosi né ridenti quartieri. Case scrostate, seppure con le tracce di un decoro originale, da quasi un secolo non più tutelato, lo accoglieranno con indifferenza; e la gente che va e viene negli androni e lungo le strade apparirà altrettanto indifferente; semmai con strani lampi di ansia negli occhi. Non è luogo da visitare a cuor leggero, quello, ma di vita sofferta e dolorosa, talvolta abietta.


Antoine-François Prévost (1697-1763)

Histoire du chevalier des Grieux et de Manon Lescaut
Je suis obligé de faire remonter mon lecteur au temps de ma vie où je rencontrai pour la première fois le chevalier des Grieux. Ce fut environ six mois avant mon départ pour l'Espagne. Quoique je sortisse rarement de ma solitude, la complaisance que j'avais pour ma fille m'engageait quelquefois à divers petits voyages, que j'abrégeais autant qu'il m'était possible.
Storia di Manon Lescaut e del cavaliere di Grieux
M'è necessario far risalire il lettore a quel tempo della mia vita, nel quale incontrai per la prima volta il cavaliere di Grieux. Fu circa sei mesi avanti la mia partenza per la Spagna. Quantunque io rinunziassi ben di rado alla mia solitudine, la tenerezza che nutrivo per la mia figliola m'induceva, per compiacerla, a diversi piccoli viaggi, ch'io cercava di rendere della minor durata possibile.

(Traduzione: Ada Negri)

Le philosophe anglois, ou Histoire de monsieur Cleveland (...)
La réputation de mon père me dispense du soin de m'étendre sur mon origine. Personne n'ignore quel fut le caractère de cet homme célèbre, qui tint pendant plusieurs années toute l'Europe dans l' admiration de ses vertus et de ses crimes. L'histoire balance encore dans quel rang elle doit placer son nom, et s'il faut le compter parmi les héros, ou parmi les scélérats. Mais de quel côté que son jugement se déclare, elle ne sauroit lui ôter l' immortalité qu'il mérite sous l'un ou l'autre titre. La qualité de fils ne m'empêchera pas de lui rendre impartialement justice dans toutes les occasions que je vais avoir de parler de sa conduite.


Michele Prisco (1920-2003)

La dama di piazza
Questa era l'alba per Gaetanina, da anni: una successione di minute incombenze, come le regole d'un cerimoniale, ch'ella sbrigava automaticamente ciabattando rasente i muri in quelle scarpe da uomo appartenute al padrone prima d'andare in guerra; e che l'accompagnassero lungo il percorso gli odori e i rumori del quartiere di San Carlo all'Arena allorché si svegliava in una luce cruda ancora sporca del sopore notturno, la donna quasi non aveva coscienza, ma sarebbe restata stupita e, più come privata di un bene, se un giorno nel suo tragitto fosse venuta a mancarle proprio la presenza d'uno di quegli elementi: ...

La provincia addormentata
La sorella gialla
Ma perchè sussultate così? È solamente il verso d'una civetta che da anni ha fatto il nido nel noce in fondo al viale: certo, sembra un lugubre lagno e c'è gente ch'è solita attribuirvi oscuri presagi, ma a me piace, al contario, e poi ormai ho imparato ad amarlo come l'unica voce che nelle sere di settembre venga dai campi a mitigare la mia solitudine.

Una spirale di nebbia
Il fatto era questo: che gli uomini riuniti per quel sopralluogo, poco meno d'una decina, avevano tutti le facce giallastre, lui compreso magari. Non pallide, propriamente, piuttosto soffuse da un cereo madore che forse derivava solo da un giuoco di luce: come se la loro pelle, si trovò più tardi a pensare nel tentativo di spiegarsi questa curiosa impressione, si stesse a poco a poco impregnando di tutto il livido scolorito chiarore di quella mattinata sospeso per aria come una specie di fosforescenza.


Victor Sawdon Pritchett (1900-1997)

Blind Love (Amore cieco)
"Comincia a preoccuparmi, questo Smith di Worverhampton" disse Mr Armitage a Mrs Johnson, che sedeva nel suo studio con il taccuino sulle ginocchia e gettava di tanto in tanto un'occhiata alla finestra. Guardava il cane del giardiniere che razzolava in un'aiuola. "Le spiace rileggermi la lettera? Il secondo paragrafo, quello sulla faccenda della società".
Dal momento che Mr Armitage era cieco, uno dei compiti di Mrs Johnson era leggergli la corrispondenza.

(Traduzione: Paolo Dilonardo)


Frederic Prokosch (1908-1989)

The Asiatics (Gli asiatici)
In fondo alla strada vidi il guardiano notturno che si avvicinava con la sua lanterna. Cantava tra sé con voce morbida e dolente. Nel vedermi smise di cantare, e la sua faccia di mela raggrinzita diventò tesa e solenne. Mi passò accanto in silenzio. E quando fu arrivato all'angolo riprese a cantare una specie di nenia che, per quanto potevo indovinare dal tono, doveva riguardare il sopraggiungere di disastri, il dolore dei vecchi, la fine dell'amore.
L'aria era piena di zanzare, le cose intorno bagnate e tiepide dopo la pioggia autunnale. La notte aveva coperto la bruttezza della città: le insegne, i pali del telegrafo, le Ford sgangherate e soprattutto i molti rumori del giorno.

(Traduzione: F. Bovoli)


Annie Proulx (1935)

The Shipping News
Here is an account of a few years in the life of Quoyle, born in Brooklyn and raised in a shuffle of dreary upstate towns.
Hive-spangled, gut roaring with gas and cramp, he survived childhood; at the state university, hand clapped over his chin, he camouflaged torment with smiles and silence. Stumbled through his twenties and into his thirties learning to separate his feelings from his life, counting on nothing. He ate prodigiously, liked a ham knuckle, buttered spuds.
Il bollettino dei naviganti
Ecco la storia di alcuni anni della vita di Quoyle, nato a Brooklyn e tirato su in un intreccio di squallide cittadine di provincia.
Impestato di brufoli, le budella che brontolavano per l'aria e i crampi, era sopravvissuto all'infanzia; all'università statale, la mano schiaffata sul mento, aveva mimetizzato il dolore tra sorrisi e silenzi. Incespicando dai vent'anni ai trenta, aveva imparato a separare i sentimenti dalla vita, senza contare su niente. Mangiava quantità incredibili, andava ghiotto di zampetto di maiale e patate al burro.

(Traduzione: Chiara Galletti)


Marcel Proust (1871-1922)

À la recherche du temps perdu
Longtemps, je me suis couché de bonne heure. Parfois, à peine ma bougie éteinte, mes yeux se fermaient si vite que je n'avais pas le temps de me dire: "Je m'endors." Et, une demi-heure après, la pensée qu'il était temps de chercher le sommeil m'éveillait; je voulais poser le volume que je croyais avoir encore dans les mains et souffler ma lumière; je n'avais pas cessé en dormant de faire des réflexions sur ce que je venais de lire, mais ces réflexions avaient pris un tour un peu particulier; il me semblait que j'étais moi-même ce dont parlait l'ouvrage: une église, un quatuor, la rivalité de François Ier et de Charles Quint.
Alla ricerca del tempo perduto
A lungo, mi sono coricato di buonora. Qualche volta, appena spenta la candela, gli occhi mi si chiudevano così in fretta che non avevo il tempo di dire a me stesso: "Mi addormento". E, mezz'ora più tardi, il pensiero che era tempo di cercar sonno mi svegliava; volevo posare il libro che credevo di avere ancora fra le mani, e soffiare sul lume; mentre dormivo non avevo smesso di riflettere sulle cose che poco prima stavo leggendo, ma le riflessioni avevano preso una piega un po' particolare; mi sembrava d'essere io stesso quello di cui il libro si occupava: una chiesa, un quartetto, la rivalità di Francesco I e Carlo V.

(Traduzione: Giovanni Raboni)

Contre Sainte-Beuve
Chaque jour j'attache moins de prix à l'intelligence. Chaque jour je me rends mieux compte que ce n'est qu'en dehors d'elle que l'écrivain peut rassaisir quelque chose de nos impressions passées, c'est-à-dire atteindre quelque chose de lui-même et la seule matière de l'art. Ce que l'intelligence nous rend sous le nom du passé n'est pas lui. En réalité, comme il arrive pour les âmes des trépassés dans certaines légendes populaires, chaque heure de notre vie, aussitôt morte, s'incarne et se cache en quelque objet matériel. Elle y reste captive, à jamais captive, à moins que nous ne rencontrions l'objet. À travers lui nous la reconnaissons, nous l'appelons, et elle est délivrée. L'objet où elle se cache - ou la sensation, puisque tout objet par rapport à nous est sensation -, nous pouvons très bien ne le rencontrer jamais. Et c'est ainsi qu'il y a des heures de notre vie qui ne ressusciteront jamais. C'est que cet objet est si petit, si perdu dans le monde, il y a si peu se chances pour qu'il se trouve sur notre chemin!
Contro Sainte-Beuve
Ogni giorno attribuisco minor valore all'intelligenza. Ogni giorno mi rendo sempre meglio conto che solo indipendentemente da essa lo scrittore può cogliere nuovamente qualcosa delle sue impressioni, ossia qualcosa di lui stesso e la sola materia dell'arte. Quel che l'intelligenza ci restituisce sotto il nome di passato non è tale. In realtà, come accade alle anime dei trapassati in certe leggende popolari, ogni ora della nostra vita, appena morta, s'incarna e si nasconde in qualche oggetto materiale; e vi resta prigioniera, prigioniera per sempre, salvo che noi non c'imbattiamo in quell'oggetto. Attraverso lui, la riconosciamo, la chiamiamo, ed essa viene liberata. L'oggetto in cui si nasconde, - o, meglio, la sensazione, perché relativamente a noi ogni oggetto è sensazione, - può darsi benissimo che non l'incontriamo mai. Cosí ci sono ore della nostra vita che mai non risusciteranno. Quell'oggetto è cosí piccolo, talmente sperduto nel mondo, e ci sono cosí poche probabilità che abbia a trovarsi sul nostro cammino!

(Traduzione: Paolo Serini e Mariolina Bongiovanni Bertini)

L'Indifférent
Madeleine de Gouvres venait d'arriver dans la loge de M.me Lawrence. Le général de Buivres demanda:
- Qui sont vos hommes ce soir? Avranches, Lepré?...
- Avranches, oui, répondit M.me Lawrence. Lepré, je n'ai pas osé.
Elle ajouta en désignant Madeleine:
- Elle est si difficile et comme ç'aurait été presque lui faire une nuovelle connaissance...
Madeleine protesta. Elle avait rencontré M. Lepré plusieurs fois, le trouvait charmant; il avait même, un jour, déjeuné chez elle.
- En tous cas, conclut M.me Lawrence, vous n'avez pas de regrets à avoir, il est très gentil, mais sans rien de remarquable, et pas du tout pour la femme la plus gâtée de Paris. Je comprends très bien que les intimités que vous avez vous rendent difficile.
L'indifferente
Madeleine di Gouvres era appena arrivata nel palco della signora Lawrence. Il generale di Buivres domandò:
- Chi sono i vostri cavalieri questa sera? Avranches, Lepré?...
Avranches, sí, - rispose la signora Lawrence. - Lepré, non ho osato.
E aggiunse, indicando Madeleine:
- È di gusti cosí difficili, e siccome sarebbe stato quasi come farle fare una nuova conoscenza...
Madeleine protestò. Aveva incontrato Lepré parecchie volte, lo trovava simpatico; un giorno, era persino stato a cena da lei.
- Ad ogni modo, - concluse la signora Lawrence, - non è il caso di aver rimpianti. Lepré è molto carino, ma non ha nulla di notevole, e non va certo bene per la donna più viziata di Parigi. Capisco benissimo che le vostre amicizie vi rendano difficile.

(Traduzione: Mariolina Bongiovanni Bertini)

Jean Santeuil
J'étais venu passer avec un de mes amis le mois del septembre à Kerengrimen, qui n'était alors (en 1895) qu'une ferme loin de tout village, dans les pommiers, au bord de la baie de Concarneau. Beaucoup de Parisiens et d'Anglais y venaient passer la belle saison absolument come dans un hôtel. Mais le propriétaire, le père Buzaret, lui avait laissé le nom de ferme et les apparences, sur les conseils de peintres qui, ayant découvert l'endroit, y revenant tous les ans, restant fort tard dans la saison, lui laissant des tableaux quand ils ne pouvaient pas le payer, étaient entrés plus avant que ses autres clients dans son amitié et s'étaient piqués, en lui donnant du "goût", de faire sa fortune.
Jean Santeuil
Ero venuto, insieme ad un mio amico, a trascorrere il mese di settembre a Kerengrimen, che allora (nel 1895) era appena una fattoria, lontana da ogni villaggio, in mezzo ai meli, lungo la baia di Concarneau. Molti parigini e inglesi vi venivano a passar l'estate proprio come se fosse stata un albergo. Ma il proprietario, Buzaret, le aveva conservato nome e aspetto di fattoria, per consiglio di certi pittori che, scoperta la località, vi tornavano tutti gli anni, rimanendo fino a stagione inoltrata, lasciandogli dei quadri quando non potevano pagarlo, e che, più di qualsiasi altro cliente, gli si eran fatti amici, intenzionati a sviluppare il suo "buon gusto" e ad arricchirlo.

(Traduzione: Franco Fortini)


Laura Pugno (1970)

Sleepwalking
take-away
Vieni, gli dice la ragazza che ha aperto la porta, entra. Iacopo guarda dentro, vede la parete divisoria bianca, dietro c'è Sahe, la vedrà, subito. Segue la ragazza, nella stanza di Sahe c'è un leggero odore di disinfettante, Iacopo tiene in mano i contenitori dal colore argento e il coperchio di cartoncino bianco con il cibo che gli bruciano leggermente la pelle delle mani con attenzione e delicatezza, ha tagliato lui stesso la carne e le verdure in pezzi particolarmente piccoli, lei sta sul letto a occhi chiusi, ha una maglietta bianca e i calzoncini da tennis. Per terra Iacopo vede le sue scarpe da tennis bianche. Sahe, dice la ragazza che gli ha aperto la porta con il suo leggero sorriso immutabile, adesso mangia, io vado.


Manuel Puig (1932-1990)

El beso de la mujer araña (Il bacio della donna ragno)
-Lei si vede che ha qualcosa di strano, che non è una donna come tutte. Molto giovane, un venticinque anni tuttalpiù, con un faccino un po' da gatta, il naso piccolo, all'insù, il taglio della faccia è... più rotondo che ovale, la fronte spaziosa, le guance pure grandi ma che poi scendono giù a punta, come i gatti.
-E gli occhi?
-Chiari, quasi di sicuro verdi, li socchiude per disegnare meglio. Guarda il modello, la pantera nera dello zoo, che prima se ne stava pacifica nella gabbia, accucciata.

(Traduzione: Angelo Morino)

Cae la noche tropical (Scende la notte tropicale)
- Che tristezza viene a quest'ora. Chissà perché?
- È quella malinconia del pomeriggio che comincia a farsi buio, Nidia. Non c'è che mettersi a fare qualcosa, essere molto occupate a quest'ora. Poi di sera è già diverso, quella sensazione sparisce.
- Soprattutto se si riesce a dormire bene. E così non si pensa alle cose terribili che sono successe.
- Tu hai questa fortuna, non sai com'è di aiuto. È quando non riesco a prendere sonno che cominciano a passarmi per la testa tutti quei ricordi spaventosi. Se non fosse per le mie benedette pastiglie io non ce l'avrei fatta per tutto questo tempo.

(Traduzione: Angelo Morino)


Luigi Pulci (1432-1484)

Morgante
In principio era il Verbo appresso a Dio,
ed era Iddio il Verbo e 'l Verbo Lui:
questo era nel principio, al parer mio,
e nulla si può far sanza Costui.
Però, giusto Signor benigno e pio,
mandami solo un degli angel tui,
che m'accompagni e rechimi a memoria
una famosa, antica e degna storia.


Aleksandr Sergeevič Puškin (1799-1837)

... (Il negro di Pietro il Grande)
Tra i giovani mandati da Pietro il Grande in paesi stranieri, perché vi acquistassero le nozioni necessarie allo Stato dopo le riforme, si trovava il suo figlioccio, il negro Ibrahim. Egli aveva studiato alla Scuola Militare di Parigi, ne era uscito capitano d'artiglieria, si era distinto nella guerra di Spagna, e, gravemente ferito, era ritornato a Parigi. L'imperatore, pur in mezzo ai suoi numerosi e grandi lavori, non cessava do informarsi del suo beniamino e riceveva sempre lusinghiere notizie sui suoi successi e la sua condotta.
(Traduzione: Ettore Lo Gatto)

... (Storia del villaggio di Gorjùchino)
Se Dio mi manderà dei lettori sarà, forse, per lo meno interessante sapere in che modo ho deciso di scrivere la storia del villaggio di Gorjùchino. Per questo debbo entrare in alcuni dettagli preliminari.
La qualità di letterato mi è sembrata sempre la più invidiabile.
I miei genitori, persone rispettabili, ma semplici ed educate all'antica non avevano mai letto nulla e in tutta la casa, oltre al sillabario, comprato per me, ai calendari e al Nuovissimo Manuale della Lingua e della Letteratura, non c'erano altri libri. La lettura del manuale è stata per lungo tempo il mio esercizio prediletto. Lo sapevo a memoria e ciò nonostante vi trovavo ogni giorno nuove non notate bellezze.

(Traduzione: Ettore Lo Gatto)

Dubròvskij (Dubròvskij)
Alcuni anni fa, in una delle sue proprietà rurali, viveva un signore russo di antica famiglia, Kirìla Petròvi&&269; Troekùrov. La sua ricchezza, la prosapia illustre, e le relazioni gli davano gran peso nel governatorato nel quale si trovava la sua tenuta. Viziato da tutto ciò che lo circondava, si era abituato a dar libero sfogo ad ogni impulso della sua focosa natura e a tutti i capricci di una mente abbastanza limitata. I vicini erano lieti di soddisfare le sue minime fantasie; i funzionari del governatorato tremavano a sentirlo nominare.
(Traduzione: Ettore Lo Gatto)

Evgenij Onegin
"Moj djadja samyh chestnyh pravil,
Kogda ne v shutku zanemog,
On uvazhat' sebja zastavil
I luch'she vydumat' ne mog.
Ego primer drugim nauka;
No, bozhe moj, kakaja skuka
S bol'nym sidet' i den' i noch',
Ne othodja ni shagu proch'!
Kakoje nizkoe kavarstvo
Poluzhivogo zabavljat',
Emu podushki popravljat',
Pechal'no podnosit' lekarstvo,
Vsdyhat' i dumat' pro sebja:
Kogda zhe chert voz'met tebja!"
Eugenio Oneghin
"Di principi onestissimi, mio zio,
or che giace ammalato per davvero,
fa sì che lo rispetti infine anch'io;
e non poteva aver miglior pensiero;
esempio agli altri ed ammaestramento;
ma quale noia, o Dio, quale tormento
ad un infermo muoversi d'intorno,
senza mai allontanarsi, e notte e giorno!
Oh, quale ipocrisia, quale meschina
perfidia divertire un moribondo,
aggiustare i guanciali a un gemebondo,
con faccia triste dar la medicina,
sospirare e pensar fra sé: che guai!
quando all'inferno dunque te n'andrai?"

(Traduzione: Ettore Lo Gatto)

Kapitanskaja Docka (La figlia del capitano)
Mio padre Andréj Petróvic Grinëv da giovane aveva prestato servizio presso il conte Münnich e si era ritirato col grado di primo maggiore nel 17... Da allora viveva nella sua tenuta di Simbìrsk, dove aveva sposato la signorina Avdót'ja Vasìl'evna Ju., figlia di un nobile povero del posto. Eravamo nove figli. Tutti i miei fratelli e sorelle morirono nell'infanzia.
Ero ancora nel ventre di mia madre che già fui iscritto al reggimento Semënovskij col grado di sergente, grazie alla bontà del maggiore della guardia principe B., nostro parente stretto. Se, al di là di ogni aspettativa, la mamma avesse partorito una figlia, mio padre avrebbe annunciato a chi di dovere la morte del sergente che non si era presentato, e la cosa sarebbe finita lì. Io ero considerato in licenza fino al termine degli studi. Allora non si veniva educati come oggi.

(Traduzione: Annelisa Alleva)

Kirdžàli (Kirdžàli)
Kirdžàli era bulgaro di origine. Kirdžàli in lingua turca significa guerriero, prode. Il suo vero nome mi è ignoto.
Kirdžàli coi suoi saccheggi incuteva terrore in tutta la Moldavia. Per darne un'idea, racconterò una delle sue gesta. Una notte, lui e l'arnauta Michajàki assalirono in due un villaggio bulgaro. Lo incendiarono da due estremi e cominciarono a passare di capanna in capanna. Kirdžàli sgozzava, e Michajlàki portava il bottino. Tutti e due gridavano: "Kirdžàli, Kirdžàli!" Tutta la popolazione si disperse.

(Traduzione: Ettore Lo Gatto)

Pikovaja Dama (La dama di picche)
Un giorno si giocava a carte dall'ufficiale della guardia a cavallo Narùmov. La lunga notte invernale passò inavvertitamente; ci si sedette a cena intorno alle cinque del mattino. Quelli che avevano vinto mangiavano con grande appetito; gli altri, distratti, sedevano davanti ai piatti vuoti. Ma apparve lo champagne, la conversazione si animò, e tutti vi presero parte.
"Tu che hai fatto, Sùrin?", chiese il padrone di casa.
"Ho perso, come al solito. Bisogna ammettere che sono sfortunato: gioco a mirandole, non mi scaldo mai, non c'è verso di scompormi, eppure perdo sempre!".
"E non ti sei lasciato tentare neanche una volta? non hai puntato neanche una volta ruté?... La tua fermezza per me è sorprendente".
"E Hermann, allora", disse uno degli ospiti, indicando un giovane ufficiale del genio. "Non ha mai preso le carte in mano in vita sua, non ha mai raddoppiato una posta, ma resta con noi fino alle cinque a guardarci giocare!".

(Traduzione: Annelisa Alleva)


Mario Puzo (1920-1999)

The Dark Arena
Walter Mosca felt a sense of excitement and the last overwhelming loneliness before a home-coming. The few ruins outside of Paris were remembered and familiar landmarks, and now on the last leg of his journey he could hardly wait to come to his final destination, the heart of the ruined continent, the destroyed city that he had never thought he would see again. The landmarks leading into Germany were more familiar to him than the approaches to his own land, his own city.
The train rocked with speed. It was a troop train with replacements for the Frankfort garrison, but half the car was taken by civilian employees recruited from the States. Mosca touched his silk tie and smiled. It felt strange to him. He would feel more at home with the GIs at the other end, and, he thought, so would most of the twenty or so civilians with him.
L'arena oscura
Walter Mosca avvertì una certa eccitazione e l'ultimo opprimente senso di malinconia prima del ritorno. Conosceva le poche rovine fuori Parigi ed erano punti di riferimento familiari, Nell'ultima parte del viaggio gli pesava l'attesa prima di arrivare alla sua destinazione nel cuore del continente devastato, alla città distrutta che non aveva mai pensato di rivedere. I punti di riferimento verso la Germania gli erano più familiari che non quelli verso la sua terra. Verso la sua città.
La velocità imprimeva al treno forti scossoni. Era un convoglio militare con rimpiazzi per il presidio di Francoforte, ma metà del vagone era occupato da personale civile proveniente dagli Stati Uniti. Mosca toccò la cravatta di seta e sorrise. Gli sembrava strano. Avrebbe dovuto sentirsi più in famiglia con G.I. all'altro capo del vagone e, logicamente, altrettanto la maggior parte dei venti civili che viaggiavano con lui.

(Traduzione: Mercedes Giardini Ozzola)


Thomas Pynchon (1937)

The Crying of Lot 49
One summer afternoon Mrs Oedipa Maas came home from a Tupperware party whose hostess had put perhaps too much kirsch in the fondue to find that she, Oedipa, had been named executor, or she supposed executrix, of the estate of one Pierce Inverarity, a California real estate mogul who had once lost two million collars in his spare time but still had assets numerous and tangled enough to make the job of sorting it all out more than honorary.
L'incanto del lotto 49
Una sera d'estate Mrs Oedipa Maas, tornando a casa da un ricevimento Tupperware, dove la padrona di casa aveva forse largheggiato un po' col kirsch nella fonduta, scoprì di essere stata nominata esecutore o forse, più esattamente, esecutrice testamentaria dei beni di un certo tal Pierce Inverarity, ras delle agenzie immobiliari californiane, il quale era stato capace di mangiarsi due milioni di dollari a tempo perso ma aveva nondimeno lasciato crediti tanto numerosi e imbrogliati da renderne il riordinamento un incarico più che onorario.

(Traduzione: Liana Burgess)

Mason & Dixon
Snow-Balls have flown their Arcs, starr'd the Sides of Outbuildings, as of Cousins, carried Hats away into the brisk Wind off Delaware, - the Sleds are brought in and their Runners carefully dried and greased, shoes deposited in the back Hall, a stocking'd-foot Descent made upon the great Kitchen, in a purposeful Dither since Morning, punctuated by the ringing Lids of various Boilers and Stewing-Pots, fragrant with Pie-Spices, peel'd Fruits, Suet, heated Sugar, - the Children, having all upon the Fly, among rhythmic slaps of Batter and Spoon, coax'd and stolen what they might, proceed, as upon each afternoon all this snowy Advent, to a comfortable Room at the rear of the House, years since given over to their Assaults.
Mason & Dixon
Palle-di-Neve han disegnato i loro Archi Volanti, costellando i Fianchi dei Capanni non meno che quelli dei Cugini, involando Copricapi nel Vento frizzante soffiante dal Delaware: le Slitte son sospinte al coperto e i loro Pattini asciugati e ingrassati con cura, le scarpe deposte nel Vestibolo sul retro, una Calata con le calze ai piedi sulla grande Cucina, in finalizzato Fermento fin dal Mattino, interpunto dai tinnenti Coperchi di vari Bricchi e Pentole fragranti di Spezie per Pasticci, Frutta sbucciate, Grasso di Rognoni, Zucchero caramellato... e i Fanciulli, sempre quasi di Volo, tra gli Schiaffi ritmati di Cucchiaio con Pastella, avendo ghermito per blandizie o rapina quanto loro possibile, proseguono, come ogni pomeriggio di questo nevoso Avvento, verso una Stanza accogliente sul dietro della Casa, arresa da anni ormai ai loro spensierati Assalti.

(Traduzione: Massimo Bocchiola)

V.
Christmas Eve, 1955, Benny Profane, wearing black levis, suede jacket, sneakers and big cowboy hat, happened to pass through Norfolk, Virginia. Given to sentimental impulses, he thought he'd look in on the Sailor's Grave, his old tin can's tavern on East Main Street. He got there by way of the Arcade, at the East Main end of which sat an old street singer with a guitar and an empty Sterno can for donations.
V.
1955, la vigilia di Natale. Benny Profane, jeans neri, giubbotto di pelle scamosciata, scarpe da ginnastica e cappellone da cow-boy, si trovava a passare da Norfolk, in Virginia. Essendo uno che si lasciava facilmente prendere dagli attacchi di nostalgia, aveva pensato di fare un salto al Sailor's Grave, la bettola sulla East Main dove un tempo si ritrovavano i marinai del suo vecchio cacciatorpediniere. Era passato per l'Arcade. Alla fine della galleria, prima di sbucare in East Main, s'era trovato davanti un vecchio cantante di strada, armato di una chitarra e di un barattolo vuoto per l'elemosina.

(Traduzione: ?)

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