Incipit / R
Le frasi iniziali della letteratura di ogni tempo e paese.

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François Rabelais (1494-1553)

Gargantua et Pantagruel
Je vous remectz à la grande chronicque Pantagrueline recongnoistre la genealogie et antiquité dont nous est venu Gargantua. En icelle vous entendrez plus au long comment les geands nasquirent en ce monde, et comment d'iceulx, par lignes directes, yssit Gargantua, pere de Pantagruel, et ne vous faschera si pour le present je m'en deporte, combien que la chose soit telle que, tant plus seroit remembrée , tant plus elle plairoit à vos Seigneuries; comme vous avez l'autorité de Platon, in "Philebo" et "Gorgias", et de Flacce, qui dict estre aulcuns propos, telz que ceulx cy sans doubte, qui plus sont delectables quand plus souvent sont redictz.
Pleust à Dieu qu'un chascun sceust aussi certainement sa geneallogie, depuis l'arche de Noë jusques à cest eage! Je pense que plusieurs sont aujourd'huy empereurs, roys, ducz, princes et papes en la terre, lesquels sont descenduz de quelques porteurs de rogatons et de coustretz, comme, au rebours, plusieurs sont gueux de l'hostiaire, souffreteux et miserables, lesquelz sont descenduz de sang et ligne de grandz roys et empereurs, attendu l'admirable transport des regnes et empires: ...
Gargantua e Pantagruele
Per la piena conoscenza della genealogia e antichità donde pervenne a noi Gargantua, io vi rimando alla Gran Cronaca Pantagruelina. Nella quale voi troverete più per disteso come i giganti nacquero in questo mondo, e come da essi, in linea retta, discese Gargantua, padre di Pantagruele; e non vi dispiaccia se per il momento io me ne dispenso, ancora che la cosa sia tale che, quante più volte fosse ricordata, tanto più piacerebbe alle vostre signorie, avendo in ciò dalla mia l'autorità di Platone, nel "Filebo" e nel "Gorgia", nonché di Flacco, che dice esservi certi argomenti (come sono questi miei senza dubbio) i quali quanto più si ripetono più divertono.
Volesse Iddio che ciascuno di noi sapesse con altrettanta certezza la sua genealogia, dall'arca di Noè fino ad oggi! Io penso che vi siano oggidí parecchi imperatori, re, duchi, principi e papi su questa terra, i quali sono discesi da miserabili accattoni e da facchini; come, viceversa, tanti sono oggi straccioni da ospizio, che penan la vita in miseria, e son discesi dal sangue e dalla stirpe di grandi re e imperatori, considerando l'ammirevole trasferirsi dei regni e degli imperi: ...

(Traduzione: Mario Bonfantini)


Vincenzo Rabito (1899-1981)

Terra matta
Questa è la bella vita che ho fatto il sotto scritto Rabito Vincenzo, nato in via Corsica a Chiaramonte Qulfe, d'allora provincia di Siraqusa, figlio di fu Salvatore e di Qurriere Salvatrice, chilassa 31 marzo 1899, e per sventura domiciliato nella via Tommaso Chiavola. La sua vita fu molta maletratata e molto travagliata e molto desprezata. Il padre morì a 40 anne e mia madre restò vedova a 38 anne, e restò vedova con 7 figlie, 4 maschele e 3 femmine, e senza penzare più alla bella vita che avesse fatto una donna con il marito, solo penzava che aveva li 7 figlie da campare e per darece ammanciare.
(a cura di Evelina Santangelo e Luca Ricci)


Honorat de Bueil marquis de Racan (1589-1670)

Psaumes (...)
PSAUME 1
Ô bien-heureux celuy qui prit dès son printemps
la vertu pour objet de ses premieres flâmes,
et qui n'a point hanté les forts esprits du temps,
dont la contagion perd les corps et les âmes!
Ils disent que le sort regne seul dans les cieux,
que les foudres sur nous tombent à l'avanture;
ils disent que la crainte est mere des faux-dieux,
et n'en connoissent point d'autre que la nature.


Ann Radcliffe (1764-1823)

The Italian: or, The Confessional of the Black Penitents (L'italiano o Il confessionale dei Penitenti Neri)
Correva l'anno 1764 quando alcuni viaggiatori inglesi in Italia, durante una delle loro escursioni nei dintorni di Napoli, si fermarono casualmente innanzi al portico di Santa Maria del Pianto, una chiesa annessa all'antichissimo convento dell'ordine dei "Penitenti Neri". La magnificenza del portico, per quanto danneggiata dal tempo, destò tanta ammirazione che i viaggiatori furono curiosi di ispezionare la struttura cui esso apparteneva, e con tale intenzione si avviarono su per i gradini di marmo che vi conducevano,
(Traduzione: Mario Prayer)

The Mysteries of Udolpho
On the pleasant banks of the Garonne, in the province of Gascony, stood, in the year 1584, the chateau of Monsieur St. Aubert. Fromits windows were seen the pastoral landscapes of Guienne and Gascony stretching along the river, gay with luxuriant woods and vine, and plantations of olives. To the south, the view was bounded by the majestic Pyrenees, whose summits, veiled in clouds, or exhibiting awful forms, seen, and lost again, as the partial vapours rolled along, were sometimes barren, and gleamed through the blue tinge of air, and sometimes frowned with forests of gloomy pine, that swept downward to their base. These tremendous precipices were contrasted by the soft green of the pastures and woods that hung upon their skirts; among whose flocks, and herds, and simple cottages, the eye, after having scaled the cliffs above, delighted to repose.
I misteri di Udolfo
Nell' anno 1584 sorgeva sulle amene sponde della Garonna, nella provincia della Guascogna, il castello di Monsieur St. Aubert. Dalle sue finestre si scorgevano i paesaggi pastorali della Guienna e della Guascogna, che si stendevano lungo il fiume allietati da vigne e boschi lussureggianti, e da piantagioni di ulivi. A sud il panorama era delimitato dai maestosi Pirenei, le cui vette, ammantate di nuvole o terrificanti quando mostravano il proprio volto fra una spirale di nebbia e l'altra, si ergevano ora spoglie, scintillanti nel turchino dell'etere, ora accigliate di cupe foreste di pini, che scendevano fino ai loro piedi. Contrastava con quegli orridi precipizi il verde tenero dei pascoli e dei boschi alle loro falde, fra i cui greggi, mandrie e semplici capanne l'occhio, dopo avere scalato le alture che li sovrastavano, riposava felice.

(Traduzione: Lidia Conetti)

A Sicilian Romance
On the northern shore of Sicily are still to be seen the magnificent remains of a castle, which formerly belonged to the noble house of Mazzini. It stands in the centre of a small bay, and upon a gentle acclivity, which, on one side, slopes towards the sea, and on the other rises into an eminence crowned by dark woods. The situation is admirably beautiful and picturesque, and the ruins have an air of ancient grandeur, which, contrasted with the present solitude of the scene, impresses the traveller with awe and curiosity.
Romanzo siciliano
Sulla sponda settentrionale della Sicilia si vedono i grandiosi resti di un castello, che apparteneva un giorno alla famiglia Mazzini. Esso è situato in fondo a una piccola baia, sul declivio di un colle che da un lato giunge fino al mare, e dall'altro va a finire in una sporgenza ricoperta di folti boschetti. Il luogo è assai pittoresco, e le stesse rovine del castello rappresentano tuttora un monumento di antica magnificenza, che, contrastando con l'attuale loro solitudine, riempie l'animo di chi le contempla di malinconia insieme e di curiosità.

(Traduzione: Rita Bernini)


Marguerite Radcliffe Hall (1880-1943)

The Well of Loneliness (Il pozzo della solitudine)
Non molto lontano da Upton-on-Severn, tra questa località, per l'esattezza, e le colline di Malvern, si erge la residenza di campagna dei Gordon di Bramley; bei boschi, belle masserie, bei recinti e buona irrigazione, grazie a un torrente che si biforca nel punto più opportuno andando ad alimentare due grossi laghi. La villa in sé è di mattoni rossi in stile georgiano, con deliziose finestre circolari sotto il tetto. Ha dignità e fierezza senza ostentazione, sicurezza di sé senza arroganza, quiete senza inerzia; e un dolce riserbo che, agli occhi quanti ne conoscono lo spirito, non fa che accrescerne il valore come dimora. Fa pensare, in un certo senso, a certe dame vezzose che, ormai in là con gli anni, appartengono a una generazione passata: in gioventù erano state appassionate ma con decoro, difficili da conquistare ma, una volta vinte, capaci di appagare pienamente. Esse, poco a poco, se ne vanno, ma le loro dimore restano, e una di queste è Morton Hall.
(Traduzione: Lucio Angelini)


Raymond Radiguet (1903-1923)

Le Bal du comte d'Orgel
Les mouvements d'un coeur comme celui de la comtesse D'Orgel sont-ils surannés? Un tel mélange du devoir et de la mollesse semblera peut-être, de nos jours, incroyable, même chez une personne de race et une créole. Ne serait-ce pas plutôt que l'attention se détourne de la pureté, sous prétexte qu'elle offre moins de saveur que le désordre?
Mais les manoeuvres inconscientes d'une âme pure sont encore plus singulières que les combinaisons du vice. C'est ce que nous répondrons aux femmes, qui, les unes, trouveront Mme D'Orgel trop honnête, et les autres trop facile.
Il ballo del conte d'Orgel
I moti di un cuore come quello della contessa d'Orgel sono fuori moda? Un simile miscuglio di dovere e di mollezza potrà forse sembrare, ai giorni nostri, incredibile, persino in una persona di razza o in una creola. Non sarà piuttosto il fatto che l'attenzione si allontana dalla purezza, col pretesto che dà meno gusto del disordine?
Ma i raggiri inconsci di un animo puro sono ancor più singolari delle combinazioni del vizio. È ciò che noi risponderemo alle donne, fra cui, le une troveranno la signora d'Orgel troppo onesta, le altre troppo leggera.

(Traduzione: Gian Piero Bona)

Le Diable au corps
Je vais encourir bien des reproches. Mais qu'y puis-je? Est-ce ma faute si j'eus douze ans quelques mois avant la déclaration de la guerre? Sans doute, les troubles qui me vinrent de cette période extraordinaire furent d'une sorte qu'on n'éprouve jamais à cet âge; mais comme il n'existe rien d'assez fort pour nous vieillir malgré les apparences, c'est en enfant que je devais me conduire dans une aventure où déjà un homme eût éprouvé de l'embarras. Je ne suis pas le seul. Et mes camarades garderont de cette époque un souvenir qui n'est pas celui de leurs aînés. Que ceux déjà qui m'en veulent se représentent ce que fut la guerre pour tant de très jeunes garçons: quatre ans de grandes vacances.
Il diavolo in corpo
Devo aspettarmi dei rimproveri. Ma che cosa posso farci? È forse colpa mia se compii dodici anni qualche mese prima che la guerra fosse dichiarata? Probabilmente i turbamenti provocati da quel periodo straordinario furono d'un genere che non si prova mai a quell'età; ma dato che non esiste nulla di abbastanza forte da invecchiarci malgrado le apparenze, era destino che mi comportassi come un bambino in un'avventura che avrebbe messo in difficoltà perfino un adulto. Non sono il solo. I miei coetanei serberanno di quell'epoca un ricordo diverso rispetto a chi è più grande di loro. E chi mi vuol male immagini pure che cosa fu la guerra per tanti ragazzi: quattro anni di grandi vacanze.

(Traduzione: Maurizio Enoch)


Natasha Radojčić-Kane (1966)

Homecoming
A fat peasant woman, a rarity for wartime, kicked her bloated leg against the cage stuffed with white chickens yelling, shoo, shoo to prevent the birds from huddling together and keeping whatever breeze there was from cooling them off. Each time she hit the cage her colossal pink and purple cleavage bobbled from side to side almost swallowing the thick gold chain between her breasts. The petrified birds clustered closer, cocking their crimson-crested heads and their long white necks away from the attacking limb. By the next sundown, the townsfolk would finish picking out which of the offered birds were juicy and plump enough to adorn their break-of-the-Ramadan-fast feasts. The chosen heads and necks would be separated by the chakija's curved blades.
Ritorno a casa
Una contadina corpulenta, autentica rarità in tempo di guerra, tirò l'ennesima pedata alla gabbia piena zeppa di polli, sbraitando sciò, sciò per evitare che i pennuti si stringessero troppo assieme e impedissero alla poca aria che circolava di rinfrescarli. A ogni colpo l'immane solco rosa e porpora tra i seni ballonzolava di qua e di là, minacciando di inghiottire la spessa catena d'oro che la donna portava sul petto. Pietrificati dal terrore, i polli si stipavano ancora di più, spingendo le creste rosse e i lunghi colli bianchi il più lontano possibile dagli assalti del piedone. Il giorno dopo, prima del tramonto, gli abitanti del villaggio avrebbero scelto i volatili più grassi e succosi per arricchire il banchetto che interrompe il Ramadan. E alle lame curve delle loro
chakija sarebbe toccato separare teste e colli dei predestinati.
(Traduzione: Roberto Serrai)

You Don't Have to Live Here (Domicilio sconosciuto)
Quel che resta dei vecchi tempi comincia con un'immagine del mio piede. È sporco e gonfio per il gran caldo. Preme contro la sedia. È una sedia qualunque, quattro gambe e uno schienale. Parte di una mediocre sala d'attesa. La sala d'attesa sta in un Istituto psichiatrico. L'altro piede penzola.
La mamma è dentro che parla con lo Specialista e il Poliziotto che ha più galloni di tutti.
Di fronte a me c'è una donna coi capelli grigi. Ogni volta che l'infermiere guarda da un'altra parte schiocca le labbra, dice muta aiutami, ti prego aiutami. In faccia ha solchi profondi e sporchi. Gli occhi sono gonfi di paura. Mi chiedo dove siano i suoi parenti. Poi arriva un altro infermiere, seguito da una donna con una crocchia perfetta. Costringono la donna coi capelli grigi ad alzarsi. Lei barcolla un po', le braccia tenute saldamente dietro la schiena, e mi sussurra non lasciarmi, ti prego non lasciarmi.
Ho paura per lei, paura di dove la stanno portando. Ma non so come aiutarla. Attenta, le grido dietro. Mi raccomando.

(Traduzione: Elena Dal Pra)


Patrick Rambaud (1946)

La bataille (La battaglia)
Nella mattinata di mercoledì 16 maggio 1809, una berlina attorniata da cavalieri uscì da Schönbrunn per costeggiare ad andatura moderata la riva destra del Danubio. Era una carrozza ordinaria, di colore oliva, senza insegne. Al suo passaggio i contadini austriaci si toglievano i cappelli neri dalla larga tesa, per prudenza ma senza rispetto, perché conoscevano gli ufficiali che trottavano sui loro cavalli arabi dalla lunga criniera e con una pelle di leopardo sulle chiappe, con le uniformi all'ungherese, bianche, scarlatte, sovraccariche d'oro, e una piuma di airone sullo sciaccò: quei giovanotti accompagnavano dappertutto Berthier, il capo di stato maggiore dell'esercito di occupazione.
(Traduzione: Egi Volterrani)


Giambattista Ramusio (1485-1557)

Delle navigationi et viaggi
L'Africa nella lingua arabica è appellata Ifrichia, da faraca, verbo che nella favella degli Arabi suona quanto nella italiana "divide", e perché ella sia cosí detta sono due opinioni. L'una delle quali è percioché questa parte della terra è separata dalla Europa per il mar Mediterraneo e dall'Asia per il fiume del Nilo; l'altra è che questo tal nome sie derivato da Ifrico, re dell'Arabia Felice, il quale fu il primo che venisse ad abitarla. Costui, rotto in battaglia e scacciato dai re d'Assiria, non potendo far ritorno al suo regno col suo esercito velocemente passò il Nilo, e avendo dirizzato il cammino verso ponente, non si fermò prima che nelle parti vicine a Cartagine pervenne. E di qui è che gli Arabi non tengono quasi per Africa altro che la regione di Cartagine, e per tutta Africa comprendono la parte occidentale solamente.


Charles Ferdinand Ramuz (1878-1947)

La guerre aux papiers (La guerra ai documenti)
Borchat era appena uscito, quel giorno, dalla casa di Fanchette Centlivres; e rientrava per la strada di sotto (l'altra attraversa il paese).
Non era molto di buon umore; camminava lentamente con le mani in tasca; bisogna dire che quel giorno, un giorno di fine inverno, metteva tristezza.

(Traduzione: Cesare Lupo)


Rudolph Erich Raspe (1737-1794)

Singular Travels, Campaigns and Adventures of Baron Munchausen
I set off from Home on a journey to Russia, in the midst of winter, from a just notion that frost and snow must of course mend the roads, which every traveller had described as uncommonly bad through the northern parts of Germany, Poland, Courland, and Livonia. I went on horseback, as the most convenient manner of travelling; I was but lightly clothed, and of this I felt the inconvenience the more I advanced north-east. What must not a poor old man have suffered in that severe weather and climate, whom I saw on a bleak common in Poland, lying on the road, helpless, shivering, and hardly having wherewithal to cover his nakedness?
Viaggi straordinari, campagne e avventure del Barone di Münchausen
Partii da casa per un viaggio in Russia nel cuore dell'inverno, convinto che il gelo e la neve avrebbero certamente migliorato quelle strade che ogni viaggiatore ha descritto come particolarmente cattive nelle regioni settentrionali della Germania, in Polonia, Curlandia e Livonia. Viaggiavo a cavallo, il modo più comodo di muoversi, e vestivo abiti leggeri, patendone gli inconvenienti man mano che procedevo verso nord-est. Cosa allora non doveva aver sofferto, in quel clima così rigido, il povero vecchio che vidi in una brulla distesa in Polonia, steso sulla strada, indifeso, tremante, con a malapena qualche indumento per coprire le sue nudità?


Marjorie Kinnan Rawlings (1896-1953)

Golden Apples (Le mele d'oro)
Un pettirosso trillò fra le foglie scarlatte della madreselva contro il bianco muro di cinta del cimitero. Il piccolo quadrato di terreno, un miglio ad est del villaggio contadino di Purley, si apriva in una radura nel cuore della giungla. Querce e magnolie, palme e liquidambar erano stati abbattuti e le ceppaie divelte, per far posto ad uomini e donne che non avevano più bisogno della foresta né d'altro e non chiedevano che pace. Il gruppetto raccoltosi ai funerali di Luca Brinley e di sua moglie si avvicinò strascicando i piedi alla grande fossa aperta. Il pettirosso sventagliò la coda, spiccò il volo verso il gelso selvatico presso l'entrata del cimitero, e ne frugò i rami in ansiosa ricerca di bacche.
(Traduzione: Bruno Maffi e Edoardo Canali)


Domenico Rea (1921-1994)

Spaccanapoli
Tredici anni or sono, con una lettera, il Centro di Educazione Elementare mi ordinava di raggiungere Roccapina, un paesino pugliese. Vi arrivai dopo due giorni di viaggio e trovai che ero atteso dalle autorità del luogo e dalle persone più facoltose. Quando la sera chiesi di un alloggio, spontaneamente Casimiro Clarus mi offrì una camera nel suo palazzo. Il mattino seguente ringraziai la fortuna perché ero capitato nella più bella casa di Roccapina, la più comoda.


Ermanno Rea (1927)

La dismissione
"L'espressione malinconica dei tuoi occhi, la tua aria tra rassegnata e distratta, i tuoi gesti molli... ecco un buon punto di partenza. Che cosa c'è dentro di te in questo inizio avanzato di millennio?" Bella domanda per cominciare un libro. Una grande desolata radura, che cos'altro potrebbe esserci? Quanto ai miei "immediati dintorni" (strano modo di alludere a mia moglie Rosaria), hai fatto bene a tirarli in ballo tra le prime quattro domande che mi hai sottoposto, "tanto per entrare in argomento". Giusto una settimana fa Rosaria mi ha preannunciato infatti di essere in procinto di partire "per un periodo di riflessione" (si dice sempre così quando un matrimonio comincia a traballare).

Fuochi fiammanti a un'hora di notte
L'Isola un tempo era infestata dai pirati, dice Martino. E racconta che sulle sue alture esiste ancora oggi un sentiero che, superata una prominenza rocciosa, "si arrampica fino ai piedi del Timpuni e Fimmini sul quale, proprio per la sua inaccessibilità, erano solite rifugiarsi le donne per sfuggire alle incursioni dei Saraceni" (parole di un blasonato viaggiatore del secolo scorso).
Un giorno in quelle acque ci fu un sanguinosissimo scontro. Costretti dai venti avversi a cercare riparo su un fianco dell'Isola, "quattro brigantini di Tunisi et una galeotta" diedero l'àncora ai piedi di una grande sciara. Anche su quel lato il mare mugghiava con onde alte e prepotenti, e la ciurma aveva il suo bel daffare per impedire che i legni scarrocciassero pericolosamente.


Charles Reade (1814-1884)

The Cloister and the Hearth (...)
Not a day passes over the earth, but men and women of no note do great deeds, speak great words, and suffer noble sorrows; of these obscure heroes, philosophers, and martyrs, the greater part will never be known till that hour, when many that are great shall be small, and the small great; but of others the world's knowledge may be said to sleep: their lives and characters lie hidden from nations in the annals that record them. The general reader cannot feel them, they are presented so curtly and coldly: they are not like breathing stories appealing to his heart, but little historic hail-stones striking him but to glance off his bosom: nor can he understand them; for epitomes are not narratives, as skeletons are not human figures.


Pauline Réage (Dominique Aury / Anne Desclos) (1907-1998)

Histoire d'O (Storia di O)
Un giorno l'amante porta O a fare una passeggiata in un quartiere dove non vanno mai, il parco Montsouris, il parco Monceau. A un angolo del parco, all'inizio di una via dove non stazionano mai tassí, dopo aver passeggiato nel parco ed essersi seduti fianco a fianco sul ciglio di un prato, notano un'automobile col tassametro, che assomiglia a un tassí. "Sali," lui dice. Lei sale. Si sta facendo sera, ed è autunno. Lei è vestita come sempre: scarpe coi tacchi alti, un abito dalla gonna pieghettata, una camicetta di seta, e niente cappello. Ma lunghi guanti che inguainano le maniche dell'abito e nella borsetta di cuoio i documenti, la cipria e il rossetto.
(Traduzione: Andrea D'Anna)

Retour à Roissy (Ritorno a Roissy)
Dunque tutto sembrava stabilito: settembre si avvicinava. Verso metà settembre O doveva ritornare a Roissy, portando con sé Natalie, e René, rientrato da un viaggio in Nordafrica, sarebbe venuto con Jaqueline - almeno così aveva fatto capire. Quanto al periodo di tempo per cui Natalie e O si sarebbero trattenute, per O sarebbe sicuramente dipeso dalle decisioni di Sir Stephen, per Natalie, invece da quel che avrebbero deciso i signori, o il signore, che la sorte le avrebbe riservato a Roissy.
(Traduzione: Olivier Fernandez)


Joyce Reardon (Ridley Pearson) (19??)

The diary of Ellen Rimbauer: My Life at Rose Red
Dear Reader:
in the summer of 1998, at an estate sale in Everett, Washington, I purchased a locked diary covered in dust, writings I believed to be those of Ellen Rimbauer. Beaumont University's Public Archive Department examined the paper, the ink and the binding and determined the diary to be authentic. It was then photocopied at my request. Ellen Rimbauer's diary became the subject of my master's thesis and has haunted me ever since. (Excuse the pun!) John and Ellen Rimbauer were among the elite of Seattle's turn-of-the-century high society. They built an enormous private residence at the top of Spring Street that became known as Rose Red, a structure that has been the source of much controversy. In a forty-one-year period at least twenty-six individuals either lost their lives or disappeared within its walls.
Il diario di Ellen Rimbauer: la mia vita a Rose Red
Caro lettore,
nell'estate del 1998, durante un'asta a Everett, nello Stato di Washington, acquistai un diario, chiuso a chiave e coperto di polvere, che ritenevo contenesse gli scritti di Ellen Rimbauer. La Beaumont University provvide a esaminare il manoscritto, l'inchiostro e la rilegatura, stabilendo che il diario era autentico. Dietro mia richiesta, il documento fu fotocopiato. Il diario di Ellen Rimbauer divenne l'argomento della mia tesi di dottorato e da allora mi ha stregata. All'inizio del Novecento, John ed Ellen Rimbauer appartenevano all'alta società di Seattle. Costruirono un'enorme residenza privata, conosciuta come "Red Rose", un edificio destinato a diventare oggetto di molte controversie. In un arco di tempo di quarantun anni, almeno ventisei persone persero la vita o scomparvero fra quelle mura.

(Traduzione: Gian M. Giughese)


Francesco Redi (1626-1698)

Bacco in Toscana
        Dell'Indico Orïente
Domator glorïoso il Dio del vino
fermato avea l'allegro suo soggiorno
a i colli Etruschi intorno;
e colà dove imperïal palagio
l'augusta fronte inver le nubi inalza
sul verdeggiante prato
con la vaga Arïanna un dì sedea,
e bevendo, e cantando
al bell'idolo suo così dicea:
        Se dell'uve il sangue amabile
non rinfranca ognor le vene,
questa vita è troppo labile,
troppo breve, e sempre in pene.


Patrick Redmond (1966)

The Wishing Game (L'allievo)
LETTERA PUBBLICATA DAL "TIMES"
17 ottobre 1957

The Old Rectory
Havering, Kent

Sono da più di trent'anni un fedele lettore del suo giornale di cui ho sempre ammirato l'equilibrata visione del mondo. In effetti, ho finito per considerarlo un vecchio amico, a tal punto che un giorno trascorso senza la sua garbata compagnia mi sembrava incompleto.
Per questo motivo, ho letto con allarmata incredulità, sul numero di lunedì scorso, l'articolo di Colin Hammond
Prigionieri del privilegio.
(Traduzione: Piero Spinelli)


Rosa Regás (1933)

La canción de Dorotea (La canzone di Dorotea)
Si chiamava Adelita. Era talmente bassa che non si alzava da terra più di un metro e cinquanta neppure nelle rare occasioni in cui portava scarpe con i tacchi alti, sui quali si dondolava scomoda ma sicura. Ciò nonostante, la caratteristica più spiccata della sua figura era, senza alcun dubbio, la struttura di quel corpo piccolo. Piccolo, ma non gracile. Era robusto, forte, con spalle larghe e collo tozzo, ma i fianchi erano stretti in confronto alle spalle e alle cosce possenti. Le braccia corte e muscolose, innestate su un busto così ampio e solido che i piccoli seni quasi vi si perdevano, completavano il suo aspetto di aborigena in via di estinzione fuggita per qualche misterioso motivo da un paese lontano e primitivo.
(Traduzione: Claudio Fiorentino)


Erich Maria Remarque (1898-1970)

Arc de Triomphe (Arco di trionfo)
Con passo rapido ma stranamente incerto, la donna ondeggiò verso Ravic. La notò solo quando gli fu vicina. Vide un volto pallido dagli zigomi alti e dagli occhi distanti, un volto rigido, da maschera, come sfasciato. Nella luce del lampione gli occhi avevano un'espressione vitrea, assente, che lo colpì.
La donna lo sfiorò quasi. Egli tese una mano, l'afferrò per il braccio e, poiché barcollava, la trattenne.
"Dove andate?" chiese.
La donna lo guardò fisso. Bisbigliò: "Lasciatemi!"

(Traduzione: Bruno Maffi)

Im Western nichts Neues (Niente di nuovo sul fronte occidentale)
Siamo a riposo, nove chilometri dietro il fronte. Ci hanno dato il cambio ieri; oggi abbiamo la pancia piena di fagioli bianchi con carne di manzo, e siamo sazi e soddisfatti. Anche per la sera ciascuno ha potuto prenderne una gavetta piena; inoltre, doppia porzione di salsiccia e di pane: tutto questo fa bene. Un fatto simile non era accaduto da un pezzo; il grosso cuciniere con la sua testa da pomodoro offre addirittura il cibo a chi lo vuole; a chiunque gli venga innanzi fa segno col suo mestolo e gli riempie la gavetta. È disperato perché non sa come vuotare la sua marmitta.
(Traduzione: Stefano Jacini)


Jules Renard (1864-1910)

Poil de carotte
- Je parie, dit Madame Lepic, qu'Honorine a encore oublié de fermer les poules.
C'est vrai. On peut s' en assurer par la fenêtre. Là-bas, tout au fond de la grande cour, le petit toit aux poules découpe, dans la nuit, le carré noir de sa porte ouverte.
- Félix, si tu allais les fermer? Dit Madame Lepic à l'aîné de ses trois enfants.
- Je ne suis pas ici pour m'occuper des poules, dit Félix, garçon pâle, indolent et poltron.
- Et toi, Ernestine?
- Oh! Moi, maman, j'aurais trop peur!
Grand-frère Félix et soeur Ernestine lèvent à peine la tête pour répondre. Ils lisent, très intéressés, les coudes sur la table, presque front contre front.
- Dieu, que je suis bête! Dit Madame Lepic. Je n'y pensais plus. Poil De Carotte, va fermer les poules!
Pel di carota
"Scommetto", dice la signora Lepic, "che Onorina ha di nuovo dimenticato di chiudere le galline".
Proprio così. Basta guardare dalla finestra. Laggiù, in fondo al cortile, il pollaio ritaglia nella notte il nero riquadro della porta aperta.
"Felice, se andassi tu a chiuderle?", dice la signora Lepic al maggiore dei suoi figli.
"Come se fossi qui per badare alle galline!", risponde Felice, ragazzo pallido, indolente e poltrone.
"Allora tu, Ernestina?".
"Oh! io, mamma, io ho troppa paura!".
Il fratello Felice e la sorella Ernestina alzano appena la testa per rispondere. Stanno leggendo, interessatissimi, gomiti sulla tavola, fronti che quasi si toccano.
"Mio Dio, che stupida che sono!", dice la signora Lepic. "Non ci pensavo più. Pel di carota, va' a chiudere le galline".

(Traduzione: Renata Debenedetti)


Karin Reschke (1940)

Verfolgte des Glücks. Findebuch der Henriette Vogel (L'inventario di Henriette Vogel)
Che sensazione di benessere durante il viaggio. Senza disturbi e oramai senza alcun timore, più niente a cui dover provvedere. Seduti l'uno di fronte all'altro, taciturni, eravamo immersi nelle ore venture. All'improvviso, rompendo il silenzio, l'amico mi chiese le mie annotazioni nel quaderno in ottavo, o meglio i fogli sparsi che gli avevo promesso. Volle sapere se li avessi lasciati a mio padre, a Pauline o a Vogel, palesemente deluso che non li recassi con me. Era troppo tardi per assicurargli che glieli avrei procurati; già da tempo li avevo inviati a Könisberg alla Manitius con preghiera di conservarli per Paulinchen. A nessun altro sarebbero stati consegnati quei fogli, neppure Vogel avrebbe potuto vederli - pur sapendo della loro esistenza non li aveva mai degnati del minimo interesse.
(Traduzione: Lieselotte Longato)


Nicolas-Edme Rétif de la Bretonne [anche Restif de la Bretonne] (1734-1806)

Les nuits de Paris (Le notti di Parigi)
La borsa dei poveri
Avevo da fare alle sei: mi alzai, uscii. Le strade erano tranquille e deserte, perché gli oziosi non si erano ancora alzati. All'angolo di rue de la Mannaie, trovai una borsa con due luigi d'oro e dieci scudi da tre lire. Era di cuoio e sporca: "Sfortunato colui o colei che ha perduto questa borsa! - esclamai. - Come lo compiango!" E sentii in cuor mio una pena simile a quella provata qundo persi, comprando uno sgombro, all'ingresso del mercato Neuf, l'unico scudo da sei lire che possedevo.

(Traduzione: Anna Maria Scaiola)

Le paysan perverti (...)
Si j'ai rassemblé dans cette liasse tant de lettres de différentes personnes, jointes à celles d' un infortuné, qui m'a coûté bien des larmes, c'est dans la vue de mettre ma famille et tous les gens de campagne au fait des dangers que la jeunesse court dans les villes. Ô mes enfants! Restons dans nos hameaux, et ne cherchons point à sortir de l'heureuse ignorance des plaisirs des grandes cités; le vice en donne le goût, l'irréligion excite à s'y livrer, le crime fournit les ressources, et la misere, l'infamie, le supplice des scélérats, en sont quelquefois les fruits. Profitez de la lecture de ces lettres, où vous pourrez suivre toute la marche de la corruption qui s'empare d'un coeur innocent et droit.

La vie de mon père (...)
Edme Rétif, fils de Pierre et d'Anne Simon, naquit le 16 novembre 1692, à Nitri, terre dépendante de l'abbaye de Molême dans le Tonnerrois. Son père avait une fortune honnête: c'était un homme charmant par la figure, et d'une conversation amusante; on le recherchait de toutes parts, et lorsqu'on ne pouvait l'avoir, on venait chez lui. Comme il avait la satisfaction de toujours plaire, il prit aisément le goût d' une vie dissipée. Ses affaires en souffrirent.
Edme n'avait pas de brillant dans l'esprit; son père le crut sot, et le négligea; mais le caractère de ce jeune homme était solide: il avait le sens droit et l'esprit si juste que, dès l'âge de douze ans, effrayé du délabrement des affaires de sa maison, touché des larmes de la plus tendre des mères, il se mit à la tête et entreprit d'empêcher une ruine totale.


Rodrigo Rey Rosa (1958)

Piedrad encantadas (Giungla di pietra)
Guatemala, America Centrale. Bellissimo paese, brutta gente. Guatemala. La piccola repubblica dove la pena di morte non è mai stata abolita, dove il linciaggio è stato l'unica manifestazione duratura di organizzazione sociale. Città di Guatemala. Duecento chilometri quadrati di asfalto e cemento (prodotto e monopolizzato nell'ultimo secolo da un'unica famiglia). Prototipo della giungla d'asfalto, dove i ricchi girano in auto blindate e gli imprenditori di successo portano i giubbotti antiproiettile. La metropoli precolombiana che finanziò la costruzione di grandi città come Tikal o Uaxactún - e sulla quale fu edificata quella attuale - aveva raggiunto l'apice della sua potenza economica grazie al monopolio della pietra ossidiana, simbolo di durezza in un mondo che non conosceva l'uso del metallo.
(Traduzione: Sara Della Corte)


Elizabeth Richards (19??)

Every Day
The card was postmarked Kanab, and it said he was coming today, that he'd call, that he needed to see me. All morning, between things, I've been looking for it, drifting through rooms with my eyes on stacks of papers, wastebaskets, piles of laundry, wondering how on earth I could have mislaid something so important. At one point, in the baby's room, I said aloud, "Now what could I have done with it?" My voice was lifted, girlish. I wasn't loud, so the baby didn't wake. She stirred, brought her feet up to meet her velvety hands, then sighed.
Ogni giorno
La cartolina portava il timbro di Kanab, Utah, e diceva che lui sarebbe arrivato oggi, che avrebbe telefonato, che aveva bisogno di vedermi. L'avevo cercata tutta la mattina, ovunque, vagando con lo sguardo sui mucchi di giornali, nei cestini della carta, fra la roba da lavare, domandandomi come diavolo avevo potuto perdere una cosa tanto importante. A un certo punto, nella stanza della bambina, ho esclamato. "Ma dove l'avrò messa?" Mi è uscita una voce acuta, da ragazzina. Ma non tanto forte, così la piccola non si è svegliata. Si è mossa, ha tirato su i piedini come per afferrarli con le manine di velluto e ha sospirato.

(Traduzione: Emanuela Muratori)


Samuel Richardson (1689-1761)

Pamela; or Virtue Rewarded
LETTER I
My dear Father and Mother,
I have great trouble, and some comfort, to acquaint you with. The trouble is, that my good lady died of the illness I mentioned to you, and left us all much grieved for the loss of her; for she was a dear good lady, and kind to all us her servants. Much I feared, that as I was taken by her ladyship to wait upon her person, I should be quite destitute again, and forced to return to you and my poor mother, who have anough to do to maintain yourselves; and, as my lady's goodness had put me to write and cast accompts, and made me a little expert at my needle, and otherwise qualified above my degree, it was not every family that could have found a place that your poor Pamela was fit for:
Pamela o la virtù ricompensata
LETTERA I
Miei cari Padre e Madre,
Ho un gran dispiacere e qualche consolazione da comunicarvi. Il dispiacere è che la mia buona signora è morta della malattia di cui vi avevo detto, e ci ha lasciati tutti molto afflitti per la sua perdita; perché era una signora cara e buona, e umana con tutti noi della servitù. Io temevo molto che, avendomi presa la mia signora per servirla personalmente, mi sarei trovata di nuovo in mezzo a una strada, e costretta a tornare da voi e dalla mia povera madre, che già avete abbastanza difficoltà per mantenere voi stessi: e siccome con la sua bontà la mia signora mi aveva messo a scrivere e tenere i conti, e mi aveva fatta diventare un po' esperta con l'ago, e anche per altri versi mi aveva fatto ottenere delle qualifiche al di sopra della mia condizione, non erano tante le famiglie che avrebbero potuto offrire un posto adatto per la vostra povera Pamela:

(Traduzione: Masolino d'Amico)


Mordecai Richler (1931-2001)

Barney's Version
Terry's the spur. The splinter under my fingernail. To come clean, I'm starting on this shambles that is the true story of my wasted life (violating a solemn pledge, scribbling a first book at my advanced age), as a riposte to the scurrilous charges Terry McIver has made in his forthcoming autobiography: about me, my three wives, a.k.a. Barney Panofsky's troika, the nature of my friendship with Boogie, and, of course, the scandal I will carry to my grave like a humpback.
La versione di Barney
Tutta colpa di Terry. È lui il mio sassolino nella scarpa. E se proprio devo essere sincero, è per togliermelo che ho deciso di cacciarmi in questo casino, cioè di raccontare la vera storia della mia vita dissipata. Fra l'altro mettendomi a scribacchiare un libro alla mia veneranda età violo un giuramento solenne, ma non posso non farlo. Non posso lasciare senza risposta le volgari insinuazioni che nella sua imminente autobiografia Terry McIver avanza su di me, le mie tre mogli (o come dice lui la troika di Barney Panofsky), la natura della mia amicizia con Boogie e, ovviamente, lo scandalo che mi porterò fin nella tomba.

(Traduzione: Matteo Codignola)

Solomon Gursky was here (Solomon Gursky è stato qui)
Un mattino - durante la memorabile ondata di freddo del 1851 - un grosso, minaccioso uccello nero, del quale in passato mai si era visto l'eguale, si librò sopra la rude cittadina mineraria di Magog, nei pressi della frontiera con il Vermont, lanciandosi in continue picchiate.
Luther Hollis abbattè l'uccello con il suo Springfield. poi gli uomini videro un tiro di dodici cani uggiolanti emergere dai mulinelli di neve del lago Memphremagog, completamente ghiacciato.
I cani trainavano una lunga slitta stracarica, alla cui guida sedeva, facendo schioccare una frusta, Ephraim Gursky, un uomo piccolo, dall'aria feroce, incappucciato. Ephraim raggiunse la riva e si mise a camminare con fatica su e giù, scrutando il cielo. Dal fondo della gola gli uscì un grido inumano, un suono triste e secco, insieme desolato e pieno di speranza.

(Traduzione: Massimo Birittari)


Linda Richman (19??)

I'd Rather Laugh
I'm not supposed to be writing this book.
Which means you're not supposed to be reading it, so quick, put it down and go find something else to do. Take a walk, get some fresh air.
Okay, get back here.
I'm not supposed to be writing this or any other book because I'm supposed to be a basket case by now. I'm supposed to be totally defeated and deflated by circumstance and fate. I'm supposed to be a sad situation - mentally, emotionally, psychologically, spiritually, and any other way you can think of. A walking tragedy. The person about whom you say, "There but for the grace of God..."
At any rate, I' not supposed to have anything remotely useful or helpful or worthwhile to share with you. I'm certainly not supposed to be in any position to teach you a thing or two.
And yet, here we are, you and me
Il coraggio di ridere
È veramente assurdo che io scriva questo libro.
Il che significa che voi non dovreste leggerlo, quindi mettetelo subito via e trovate qualcos'altro da fare. Magari una passeggiata all'aria fresca.
D'accordo, scherzavo.
È veramente assurdo che io scriva questo o qualsiasi altro libro del genere, semplicemente perché io sono quel che si dice un caso disperato. Dovrei giacere al suolo sconfitta e abbattuta dalle circostanze del destino. Dovrei trovarmi in una situazione negativa dal punto di vista mentale, emotivo, psicologico, spirituale e chi più ne ha, più ne metta. Una tragedia vivente, la classica persona di cui solitamente si dice "Poveretta, che Dio ne abbia pietà..."
E comunque non avrei nulla di buono da dirvi, meno che mai da insegnarvi.
Invece eccoci qui.

(Traduzione: Silvia Accardi)


Sylvie Richterová (19??)

Mistopis (Topografia)
Il programma dei compleanni culminava nel racconto del parto difficile. Con questo obiettivo, la mamma portava le figlie a fare una passeggiata nel cuore della natura, preferibilmente in un bosco. Il racconto prendeva le mosse da quando la mamma, sin dal giorno stesso del concepimento, ebbe mal di pancia, tanto che vomitava anche dieci volte al giorno; gli ultimi due mesi per giunta non aveva potuto dormire, o perché doveva alzarsi continuamente per fare pipì, oppure perché non riusciva più a stare comoda nel letto. Poi un giorno, all'alba, l'avevano portata all'ospedale, dove aveva sofferto e sofferto pensando di morire, e intanto gridava e gridava così forte, che tutto il bosco si oscurò e il pauroso lamento risuonò dalle cime degli alberi, dove stavano appollaiate le civette.
(Traduzione: Caterina Graziadei e Sylvie Richterová)


Mario Rigoni Stern (1921)

Il sergente nella neve
Ho ancora nel naso l'odore che faceva il grasso sul fucile mitragliatore arroventato. Ho ancora nelle orecchie e sin dentro il cervello il rumore della neve che crocchiava sotto le scarpe, gli sternuti e i colpi di tosse delle vedette russe, il suono delle erbe secche battute dal vento sulle rive del Don. Ho ancora negli occhi il quadrato di Cassiopea che mi stava sopra la testa tutte le notti e i pali di sostegno del bunker che mi stavano sopra la testa di giorno.


Rainer Maria Rilke (1875-1926)

Die Aufzeichnungen des Malte Laurids Brigge
11. September, rue Toullier.
So, also hierher kommen die Leute, um zu leben, ich würde eher meinen, es stürbe sich hier. Ich bin ausgewesen. Ich habe gesehen: Hospitäler. Ich habe einen Menschen gesehen, welcher schwankte und umsank. Die Leute versammelten sich um ihn, das ersparte mir den Rest. Ich habe eine schwangere Frau gesehen. Sie schob sich schwer an einer hohen, warmen Mauer entlang, nach der sie manchmal tastete, wie um sich zu überzeugen, ob sie noch da sei. Ja, sie war noch da. Dahinter? Ich suchte auf meinem Plan: Maison d'Accouchement. Gut. Man wird sie entbinden - man kann das. Weiter, rue Saint-Jacques, ein großes Gebäude mit einer Kuppel. Der Plan gab an Val-de-grâce, Hôpital militaire. Das brauchte ich eigentlich nicht zu wissen, aber es schadet nicht. Die Gasse begann von allen Seiten zu riechen. Es roch, soviel sich unterscheiden ließ, nach Jodoform, nach dem Fett von pommes frites, nach Angst. Alle Städte riechen im Sommer.
I quaderni di Malte Laurids Brigge
11 settembre, rue Tonllier
E così, qui dunque viene la gente per vivere; crederei piuttosto che si muoia, qui. Sono uscito. Ho visto: ospedali. Ho visto un uomo che barcollava e cadeva. La gente gli si è raccolta intorno, mi è stato risparmiato il resto. Ho visto una donna gravida. Si spostava faticosamente lungo un muro alto e caldo, e lo tastava ogni tanto, come per accertarsi che ci fosse ancora. Sì, c'era ancora. Dietro? Cercai sulla carta: Maison d'accouchement. Bene. La sgraveranno - lo si può fare. Più avanti, rue Saint-Jacques, un grande edificio a cupola. La carta dice: Val-de-grâce, Hôpital militaire. Non avevo davvero bisogno di saperlo, ma non importa. La strada da tutte le parti cominciava a puzzare. Puzzava, per quanto potevo distinguere, di iodoformio, di unto di pommes frites, di angoscia. D'estate tutte le città puzzano.

(Traduzione: Furio Jesi)


Arthur Rimbaud (1854-1891)

Illuminations (Illuminazioni)
Appena l'idea del diluvio si fu placata, una lepre si fermò fra i trifogli e le tremanti campanule, dicendo la sua preghiera all'arcobaleno, perforando la tela del ragno.
Oh! le preziose pietre che si celavano, - i fiori che già guardavano.
Nella grande e sporca strada si alzarono le bancarelle, e le barche furono trascinate verso il mare sovrastante, lassù, come nelle stampe.
Colò il sangue da Barbablù - ai mattatoi - nei circhi, dove il sigillo di Dio illividì le finestre. Scorsero il sangue e il latte. I castori edificarono. I "mazagran" fumarono nelle osterie. Nella grande casa di vetro ancora sgocciolante i fanciulli in lutto guardavano le meravigliose immagini.

(Traduzione: Dario Bellezza)

Une saison en enfer
"Jadits, si je me souviens bien, ma vie était un festin où s'ouvraient tous les cœurs, où tous les vins coulaient.
Un soir, j'ai assis la Beauté sur mes genoux. - Et je l'ai trouvée amère. - Et je l'ai injuriée.
Je me suis armé contre la justice.
Je me suis enfui. O sorcières, ô misère, ô haine, c'est à vous que mon trésor a été confié!
Je parvins à faire s'évanouir dans mon esprit toute l'espérance humaine. Sur toute joie pour l'étrangler j'ai fait le bond sourd de la bête féroce.
J'ai appelé les bourreaux pour, en périssant, mordre la crosse de leurs fusils. J'ai appelé les fléaux, pour m'étouffer avec la sable, le sang. Le malheur a été mon dieu. Je me suis allongé dans la boue. Je me suis séché à l'air du crime. Et j'ai joué de bons tours a la folie.
Una stagione all'inferno
"Un tempo, se ben ricordo, la mia vita era un festino in cui tutti i cuori s'aprivano, in cui tutti i vini scorrevano.
Una sera, ho preso sulle ginocchia la Bellezza. - E l'ho trovata amara. - E l'ho ingiuriata.
Mi sono armato contro la giustizia.
Sono fuggito. O streghe, o miseria, o odio, è a voi che è stato affidato il mio tesoro.
Riuscii a far svanire dal mio spirito ogni umana speranza. Su ogni gioia, per strozzarla, ho fatto il balzo sordo della bestia feroce.
Ho invocato i carnefici per mordere, morendo, il calcio dei loro fucili. Ho invocato i flagelli, per soffocarmi colla sabbia, col sangue. La sventura è stata il mio dio. Mi sono disteso nel fango. Mi sono asciugato al vento del delitto. Ed ho giuocato ottimi tiri alla pazzia.

(Traduzione: Ivos Margoni)


Mary Roberts Rinehart (1876-1958)

The Circular Staircase
This is the story of how a middle-aged spinster lost her mind, deserted her domestic gods in the city, took a furnished house for the summer out of town, and found herself involved in one of those mysterious crimes that keep our newspapers and detective agencies happy and prosperous. For twenty years I had been perfectly comfortable; for twenty years I had had the window-boxes filled in the spring, the carpets lifted, the awnings put up and the furniture covered with brown linen; for as many summers I had said good-by to my friends, and, after watching their perspiring hegira, had settled down to a delicious quiet in town, where the mail comes three times a day, and the water supply does not depend on a tank on the roof.
La scala a chiocciola
Questa è la storia di quel che accadde a una zitella di mezza età quando, in un attacco di follia, abbandonò le sue abitudini cittadine, affittò una casa ammobiliata per trascorrere l'estate fuori città e si trovò coinvolta in uno di quei misteriosi crimini che fanno la fortuna dei nostri giornali e delle agenzie investigative. Per vent'anni avevo vissuto nella più assoluta tranquillità; per vent'anni, alla fioritura primaverile, dei vasi sui davanzali, avevo fatto riporre i tappeti, sollevare le tende e coprire i mobili con della tela marrone; per altrettante estati, dopo aver salutato i miei amici e aver osservato i loro affannosi preparativi per la partenza, mi abbandonavo alla deliziosa calma della città, dove la posta arriva tre volte al giorno e la fornitura d'acqua non dipende da un serbatoio sul tetto.

(Traduzione: Marina Berdini)


Angelo Maria Ripellino (1923-1978)

Praga magica
Ancor oggi, ogni notte, alle cinque, Franz Kafka ritorna a via Celetná (Zeltnergasse) a casa sua, con bombetta, vestito di nero. Ancor oggi, ogni notte, Jaroslav Hašek, in qualche taverna, proclama ai compagni di gozzoviglia che il radicalismo è dannoso e che il sano progresso si può raggiungere solo nell'obbedienza. Praga vive ancora nel segno di questi due scrittori, che meglio di altri hanno espresso la sua condanna senza rimedio, e perciò il suo malessere, il suo malumore, i ripieghi della sua astuzia, la sua finzione, la sua ironia carceraria.


Alexandra Ripley (1934-2004)

Scarlett (Rossella)
Rossella O'Hara Hamilton Kennedy Butler era sola, al funerale di Melanie Wilkes, a pochi pasi di distanza dalle altre persone. Pioveva, e gli uomini e le donne vestiti di nero avevano aperto neri ombrelli sopra le loro teste. Si sostenevano a vicenda, le donne in lacrime, condividendo protezione e dolore.
Rossella invece non condivise con nessuno il suo ombrello né il suo dolore. Le raffiche di vento che accompagnavano il temporale soffiavano gelidi e pungenti rivoli bagnati sotto l'ombrello, e lungo il suo collo, ma lei non se ne accorgeva. Non sentiva niente, era intorpidita dallo sconforto. Avrebbe pianto in seguito, quando sarebbe stata in grado di affrontare il dolore. Adesso teneva lontano da sé tutta la sofferenza, tutti i sentimenti, tutti i pensieri. Tranne le parole che continuava a ripetere senza posa nella mente, quelle parole che promettevano la guarigione dal dolore che stava per colpirla e la forza per sopravvivere fino a quando non fosse guarita.
Tra poco sarà finita, e poi potrò tornare a Tara.

(Traduzione: Alessandra Cremonese Cambieri)


Antoine de Rivarol (1753-1801)

De l'universalité de la langue française (...)
On sent combien il est heureux pour la France, que la question sur l'universalité de sa langue ait été faite par des étrangers; elle n'auroit pû, sans quelque pudeur, se la proposer elle-même.
Une telle question proposée sur la langue latine, auroit flatté l'orgueil de Rome, et son histoire l'eût consacrée comme une de ses belles époques: jamais en effet pareil hommage ne fut rendu à un peuple plus poli par une nation plus éclairée.

Petit almanach de nos grands hommes pour l'année 1788 (...)
DEDICACE
à M De Cailhava De L' Estandoux, président du grand musée de Paris.
M le président,
ce n'est pas sans la plus vive satisfaction que nous vous dédions cet almanach de tous les grands hommes qui fleurissent dans les musées depuis leur fondation jusqu' en l'an de grâce 1788. Combien d'hommages n'en avez-vous pas reçus, soit en vers, soit en prose! Car vous n'êtes pas comme les rois de la terre, qui n'exigent de leurs sujets que des tributs pécuniaires; votre trésor ne s'emplit que d'opuscules légers, de pièces fugitives, d'impromptus et de chansons, et la plus grosse monnaie de votre empire n'a jamais passé l'épître dédicatoire;


Alain Robbe-Grillet (1922)

Un régicide (Un regicidio)
Una volta ancora, in riva la mare, al declinare del giorno, è una distesa di sabbia fine interrotta da scogli e profonde pozze d'acqua che bisogna attraversare, con l'acqua che talvolta arriva sino alla vita. Il mare sale, con ondate improvvise che provengono nello stesso tempo da più direzioni e si mescolano in pericolosi mulinelli. Qua e là una superficie più uniforme, velata solo da una sottile coltre liquida, permette un istante di corsa; ma poi, fra due pareti rocciose, s'incontra un passaggio in cui si rischia a ogni momento di perdere l'equilibrio, in mezzo alle profonde cavità scavate dal mare; spesso è necessario persino tornare sui propri passi per cercare un'altra via d'uscita, prima che la notte sia definitivamente nera, ma l'acqua sempre più alta e più agitata rende il ritorno ancora più pericoloso.
(Traduzione: Roberto Marro)


Harold Robbins (1916-1997)

79 Park Avenue (79, Park Avenue)
Entrai con la macchina nel parcheggio di fronte al palazzo di giustizia. Prima di avere la possibilità di spegnere il motore, già il guardamacchine mi aveva aperto la portiera. Smontai lentamente, sollevando la cartella dal sedile accanto. Non avevo mai beneficiato di un trattamento del genere.
"Bella giornata, signor Keyes," fece lui, incamminandosi al mio fianco, mentre mi avviavo all'uscita.
Alzai lo sguardo al cielo. Lo era, ammesso che a uno piacciano le giornate grigie di dicembre. Feci segno di sì. "Già, Jerry."

(Traduzione: Adriana Dell'Orto)


Henry Morton Robinson (1899-1961)

The Cardinal (Il cardinale)
Come molti fiorentini prima di lui, il capitano Gaetano Orselli, comandante del transatlantico di lusso Vesuvio, amava eccessivamente i gioielli, e, da giovinotto, non aveva resistito alla tentazione di sovraccaricare la sua persona, specialmente le mani, di pietre costose; ma raggiunta la meridiana quarantina il suo gusto si era affinato. L'amore del gioiello per se stesso era divenuto ora un principio; il capitano Orselli si contentava di portare un anello per volta, ed esercitava il suo senso veramente superbo della rituale opportunità scegliendo accuratamente la pietra intonata all'occasione.
Quella sera il capitano Orselli scelse l'anello con speciale attenzione.

(Traduzione: Maria Galli de Furlani)


Henri-Pierre Roché (1879-1959)

Jules et Jim (Jules e Jim)
Era il 1907 circa.
Il piccolo e rotondo Jules, a Parigi per la prima volta, aveva chiesto all'alto e magro Jim, che conosceva appena, di farlo entrare al Bal des Quat-z'Arts. e Jim gli aveva procurato un invito e l'aveva accompagnato a scegliersi un costume. Fu mentre Jules rovistava con calma tra le stoffe e sceglieva un semplice costume da schiavo, che nacque l'amicizia di Jim per Jules. Si rafforzò poi durante il ballo, in cui Jules se ne stette quieto, con gli occhi sgranati, pieni di humour e di tenerezza.
L'indomani ebbero la loro prima vera conversazione. Non c'erano donne, nella vita parigina di Jules, e lui ne avrebbe voluta una. In quella di Jim ce n'erano parecchie.

(Traduzione: Ena Marchi)


Emmanuíl Roidis (1836-1904)

I Pàpissa Ioanna (La Papessa Giovanna)
Di norma i poeti epici cominciano dalla metà; lo stesso fanno i romanzieri, che ordinano a un giornale prezzolata di definire "epopee" - con "licenza aristotelica" - le vicende dei Porthos e degli Aramis, distribuite in vari volumi; poi l'eroe, non appena trova l'occasione giusta, racconta all'amata gli antefatti, dentro una grotta o una reggia, sull'erba profumata o sopra un morbido letto, "dopo che ebbero scacciato la brama del letto e dell'amore".
Così vuole il latino Orazio dell'
Ars Poetica; questo raccomandano i librai ogniqualvolta ordinano un libro e ne impongono all'autore la lunghezza, la larghezza e la materia, come si ordina un vestito a un sarto. Questo è dunque il metodo comune: ma io preferisco cominciare dall'inizio: chi ama il disordine classico può leggere dapprima le ultime pagine del mio libro e poi le prime, trasformando così in un romanzo epico la mia narrazione sobria e veritiera.
(Traduzione: Filippomaria Pontani)


Marco Rossari (1973)

Perso l'amore (non resta che bere)
Perso l'amore, non resta che bere.

L'endecasillabo perfetto.
Un poeta solo con un solo verso.
E io di versi ne ho scritti così pochi... Però ne ho emessi a volontà!
Uooh! Uooh! Uooh!
Versi. Conati. Sbocchi. Rigurgiti. Spurghi. Macché, nemmeno riesco a vomitare.
Le cose non vanno per il verso giusto. Per certi versi. Per un verso o per l'altro. Mi faccio il verso.
Verso? Verso cosa? Io non sto andando da nessuna parte.

Sono qua, Sdraiato su una dura fredda panchina dell'aeroporto di Stansted, fisso il soffitto bianco e cerco di dormire.


Henry Roth (1906-1995)

Call It Sleep (Chiamalo sonno)
Il vaporetto bianco, il "Peter Stuyvesant", che scaricava gli immigranti dal tanfo e dal pulsare della classe ponte al tanfo e al pulsare dei casamenti di New York, ondeggiava appena sull'acqua accanto al molo di pietra della parte sottovento delle baracche stinte e delle nuove costruzioni in mattoni di Ellis Island. Il capitano aspettava che gli ultimi funzionari, uomini di fatica e poliziotti si imbarcassero, per salpare e metter la prua su Manhattan. Poiché era sabato pomeriggio e questo era l'ultimo viaggio che il vaporetto faceva per quel fine settimana, chi restava a terra correva il rischio di rimanere lì fino a lunedì. La sirena muggì il suo rauco avvertimento. Alcune figure in tuta uscirono senza fretta dagli alti portali dell'ufficio d'immigrazione e si avviarono lungo il marciapiede grigio che conduceva alla banchina.
Era il maggio dell'anno 1907, l'anno destinato a portare il maggior numero di immigranti alle rive degli Stati Uniti.

(Traduzione: Mario Materassi)

Mercy of a Rude Stream: From Bondage (Alla mercè di una brutale corrente: Legàmi)
Era vedovo, e il suo lutto per la perdita della moglie non aveva mai fine. Ancora cinque anni dopo, Ira Stigman era a volte colto da un dolore insopportabile, che lo squassava con strani, asciutti singulti. Aveva ottantanove anni, ormai, era sulla soglia dei novanta. Anche se una volta si interessava attivamente alle questioni nazionali e internazionali, a Israele e anche al suo campo professionale, quello letterario, ora tutto ciò lo riguardava solo marginalmente, remotamente, com'era prevedibile per un uomo che si avvicinava ai novant'anni. Che cosa gli era rimasto, nel migliore dei casi? Un anno o due di vita. Un anno o due di acciacchi, di dipendenza dagli altri per quasi tutto, perfino per la locomozione, un anno o due in cui avrebbe subito ancora la mortificazione dell'incontinenza, insomma un anno o due di vita che non voleva, di cui si sarebbe volentieri liberato. E l'avrebbe anche fatto, se ne avesse trovato il modo.
(Traduzione: Marco Papi)

Mercy of a Rude Stream: A Star shines over Mt. Morris Park (Alla mercè di una brutale corrente: Una stella sulla collina del parco di Monte Morris)
Piena estate. Quei due incidenti gli sarebbero sempre rimasti associati nella mente, più a lungo e con maggiore evidenza di qualsiasi altra cosa in quell'estate del 1914, la sua prima estate a Harlem. Strano, poi, che l'arrivo dei parenti della mamma, il trasferimento a Harlem, l'infausta estate del 1914, dovessero coincidere - come se tutto il suo essere, tutte le sue abitudini, venissero scardinati dalla forza della storia mascherata sotto il semplice fatto dell'acquisto di nuovi parenti. Mille volte avrebbe pensato, futilmente: se soltanto fosse successo qualche anno più tardi.
(Traduzione: Stefano Tani e Mario Materassi)


Joseph Roth (1894-1939)

Beichte eines Mörders (Confessione di un assassino)
Alcuni anni fa abitavo nella rue des Quatre-Vents. Di fronte alle mie finestre c'era il ristorante russo Tari-Bari. Spesso andavo lì a mangiare. A ogni ora del giorno si poteva avere una minestra di rape rossa, pesce fritto e carne di manzo a lesso. Qualche volta mi alzavo a giorno inoltrato. Le trattorie francesi, dove l'ora del pranzo per vecchia tradizione era severamente rispettata, si stavano già preparando per la cena. Nel ristorante russo però il tempo non aveva importanza. Un orologio di latta era appeso al muro. A volte era fermo, a volte era sbagliato; sembrava non volesse indicare il tempo ma farsene beffa. Nessuno lo guardava.
(Traduzione: Barbara Griffini)

Die Flucht ohne Ende (Fuga senza fine)
Il tenente dell'esercito austriaco Franz Tunda finì prigioniero di guerra dei Russi nell'agosto dell'anno 1916. Arrivò in un campo, qualche versta a nord-est di Irkutsk. Con l'aiuto di un polacco diventato siberiano riuscì a fuggire. Nel triste, remoto, solitario casolare del polacco, ai margini della taiga, l'ufficiale rimase fino alla primavera del 1919.
Dal polacco capitava gente che viveva della foresta, cacciatori d'orsi e mercanti di pellicce. Tunda poteva sentirsi al sicuro. Nessuno lo conosceva. Figlio di un maggiore austriaco e di un'ebrea polacca, era nato in una piccola città della Galizia sede della guarnigione di suo padre. Parlava polacco, avendo prestato servizio in un reggimento galiziano. Gli riuscì facile farsi passare per un fratello minore del polacco. Questi si chiamava Baranowicz. Anche Tunda si chiamò così.

(Traduzione: Maria Grazia Mannucci)

Die Geschichte der 1002. Nacht (La milleduesima notte)
Nella primavera dell'anno 18... lo Sciahan-scià, il grande, eccelso, sacro monarca, l'assoluto sovrano e imperatore di tutti gli Stati della Persia, cominciò a sentire un disagio mai prima conosciuto.
I medici più famosi del suo impero non seppero spiegare quella malattia. Lo Scià era quanto mai preoccupato e in una notte insonne fece chiamare il capo degli eunuchi Parominos, che era un saggio e conosceva il mondo pur non avendo mai lasciato la Corte, e così gli disse:
"Sono malato, amico Patominos, e anche molto, temo. Il medico dice che sono sano, ma io non gli credo. Gli credi tu, Patominos?"
"No, neanch'io gli credo" disse Patominos.

(Traduzione: Ugo Gimmelli)

Hiob (Giobbe)
Molti anni fa viveva a Zuchnow un uomo che si chiamava Mendel Singer. Era devoto, timorato di Dio esimile agli altri, un comunissimo ebreo. Esercitava la semplice professione del maestro. Nella sua casa, che consisteva tutta in un'ampia cucina, faceva conoscere la bibbia ai bambini. Insegnava con onesto zelo e senza vistosi successi. Migliaia e migliaia prima di lui avevano vissuto e insegnato nello stesso modo.
Insignificante come la sua esistenza era il suo viso pallido.

(Traduzione: Laura Terreni)

Die Hundert Tage (I cento giorni)
Il sole emerse dalle nebbie sanguigno, striminzito e crucciato. Poco dopo scomparve nel freddo grigiore del mattino mentre spuntava una giornata di malumore. Era il 20 di marzo, cioè un giorno prima che cominciasse la primavera la quale non si sentiva ancora da nessuna parte. Pioggia e bufere e gente infreddolita in tutto il paese.
A Parigi anche la notte precedente il tempo era stato piovoso e burrascoso. Ora gli uccelli dopo un breve tripudio mattutino ammutolirono all'improvviso.

(Traduzione: Ervino Pocar)

Die Kapuzinergruft (La cripta dei cappuccini)
Il nostro nome è Trotta. La nostra casata è originaria di Sipolje, in Slovenia. Casata, dico; perché noi non siamo una famiglia. Sipolje non esiste più, da tempo ormai. Oggi, insieme con parecchi comuni limitrofi, forma un centro più grosso. Si sa, è la volontà dei tempi. Gli uomini non sanno stare soli. Si uniscono in assurdi aggruppamenti, e soli non sanno stare neanche i villaggi. Nascono così entità assurde. I contadini sono attratti dalla città e gli stessi villaggi aspirano per l'appunto a diventare città.
Tuttavia ho conosciuto Sipolje, quand'ero ragazzo. Una volta mio padre mi ci portò, un diciassette agosto, la vigilia di quel giorno in cui in tutta la monarchia, anche nei paesi più piccoli, si festeggiava il compleanno dell'imperatore Francesco Giuseppe I.

(Traduzione: Laura Terreni)

Die Legende vom heiligen Trinker (La leggenda del santo bevitore)
Una sera di primavera dell'anno 1934 un signore di età matura scese gli scalini di pietra che da uno dei ponti della Senna conducono alle rive del fiume. Là sono soliti dormire, o meglio accamparsi, i vagabondi di Parigi, cosa nota quasi a tutti, ma che pur merita ricordare in questa occasione.
Uno di tali vagabondi veniva per caso incontro al signore maturo che, del resto, era vestito bene e dava l'impressione di un viaggiatore curioso di visitare i luoghi caratteristici di una città straniera. Il vagabondo aveva un aspetto pietoso e malconcio, proprio come tutti gli altri di cui condivideva la sorte, ma al signore ben vestito e maturo parve degno di una speciale attenzione, il perché non sappiamo.

(Traduzione: Chiara Colli Staude)

Radetzkymarsch (La marcia di Radetzky)
I Trotta erano un recente lignaggio. Il loro progenitore aveva ricevuto l'investitura in seguito alla battaglia di Solferino. Egli era sloveno. Sipolje, nome del villaggio di cui era originario, divenne il suo titolo nobiliare. La sorte lo aveva destinato ad una azione straordinaria. Ma egli si affannò perché nei tempi successivi se ne perdesse il ricordo.
Nella battaglia di Solferino, egli aveva, nella sua qualità di luogotenente di fanteria, il comando d'un plotone. La mischia durava già da mezz'ora. Egli stava a tre passi di distanza dalle candide uniformi dei suoi soldati. La prima fila del plotone combatteva in ginocchio, la seconda in piedi. Tutti i soldati erano allegri e sicuri della vittoria. Essi avevano mangiato bene ed avevano bevuto acquavite a spese e a buon pro dell'imperatore, che fin dal giorno prima si trovava sul campo.

(Traduzione: R. Poggioli)

Rechts und Links (Destra e sinistra)
Mi ricordo ancora il tempo in cui Paul Bernheim prometteva di diventare un genio.
Era nipote di un commerciante di cavalli che a furia di risparmi aveva accumulato un piccolo patrimonio e figlio di un banchiere che non sapeva più risparmiare ma in compenso era baciato dalla fortuna. Il padre di Paul, il signor Felix Bernheim, portava a spasso per il mondo una faccia spensierata e altezzosa e aveva molti nemici, malgrado una normale dose di stoltezza che gli avrebbe consentito di essere stimato dai suoi concittadini. La sua straordinaria fortuna suscitava la loro invidia. E il destino, quasi si fosse prefisso di portarli proprio alla disperazione, un giorno elargì a Felix Bernheim una vincita alla lotteria.

(Traduzione: Elisabetta Dell'Anna Ciancia)

Das Spinnennetz (La tela di ragno)
Theodor crebbe nella casa del padre, l'ispettore doganale e ex sergente maggiore Wilhelm Lohse. Il piccolo Theodor era un ragazzo biondo, volonteroso e educato. Aveva desiderato con tutta l'anima, ma senza realmente crederci, il prestigio che avrebbe conseguito più tardi nella vita. Si può dunque dire: superò le aspettative che non aveva mai riposto in se stesso.
Il vecchio Lohse morì prima di aver visto la grandezza del figlio. All'ispettore doganale fu concesso solo di ammirare Theodor nell'uniforme di tenente di complemento. Più di tanto il vecchio non aveva sperato.

(Traduzione: Anna Rosa Azzone Zweifel)

Der stumme Prophet (Il profeta muto)
La notte di San Silvestro fra il 1926 e il 1927 mi trovavo con alcuni amici e conoscenti nella camera numero nove dell'Hotel Bolshaja Moskovskaja a Mosca. Per alcuni dei presenti questo modo di festeggiare, in privato, l'inizio dell'anno nuovo era il solo possibile. Non erano certo i loro princìpi a trattenerli dal dare pubblica dimostrazione della voglia di far festa. Ma dovevano stare attenti e temere l'attenzione altrui. Non potevano né mescolarsi agli stranieri, né ai cittadini del paese, e per quanto l'uno o l'altro di loro, per amore della propria idea, avesse già svolto spesso e a lungo la funzione dell'osservatore, stava ora bene in guardia, e con ragione, per non diventare lui stesso oggetto di osservazione.
(Traduzione: Laura Terreni)

Tarabas (Tarabas)
Nell'agosto dell'anno millenovecentoquattordici viveva a New York un giovane di nome Nikolaus Tarabas. Era cittadino russo. Veniva da una di quelle nazioni che in quel tempo erano ancora sotto il dominio del grande Zar e a cui oggi si dà il nome di "popoli della frontiera occidentale".
Tarabas era figlio di famiglia agiata. Aveva frequentato il politecnico a Pietroburgo. Nel terzo semestre dei suoi studi, non tanto per vera e propria convinzione quanto per l'indiscriminata passionalità del suo giovane cuore, egli si unì a un gruppo rivoluzionario, che poco tempo dopo partecipò a un attentato contro il governatore di Kherson. Tarabas e i suoi compagni subirono un processo. Il giovane Tarabas lasciò il paese senza pensarci due volte, proprio come due anni prima si era fatto rivoluzionario.

(Traduzione: Luciano Fabbri)


Philip Roth (1933)

American Pastoral
The Swede. During the war years, when I was still a grade school boy, this was a magical name in our Newark neighborhood, even to adults just a generation removed from the city's old Prince Street ghetto and not yet so flawlessly Americanized as to be bowled over by the prowess of a high school athlete. The name was magical; so was the anomalous face. Of the few fair-complexioned Jewish students in our preponderantly Jewish public high school, none possessed anything remotely like the steep-jawed, insentient Viking mask of this blue-eyd blond born into our tribe as Seymour Irving Levov.
Pastorale americana
Lo Svedese. Negli anni della guerra, quando ero ancora alle elementari, questo era un nome magico nel nostro quartiere di Newark, anche per gli adulti della generazione successiva a quella del vecchio ghetto cittadino di Prince Street che non erano ancora così perfettamente americanizzati da restare a bocca aperta davanti alla bravura di un atleta del liceo. Era magico il nome, come l'eccezionalità del viso. Dei pochi studenti ebrei di pelle chiara presenti nel nostro liceo pubblico prevalentemente ebraico, nessuno aveva nulla che somigliasse anche lontanamente alla mascella quadrata e all'inerte maschera vichinga di questo biondino dagli occhi celesti spuntato nella nostra tribù con il nome di Seymour Irving Levov.

(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

The Breast
It began oddly. But could I have begun otherwise, however it began? It has been said, or course, that everything under the sun begins oddly and ends oddly, and is odd. A perfect rose is "odd", so is an imperfect rose, so is the rose of ordinary rosy good looks growing in your neighbor's garden. I know about the perspective from which all that exists appears awesome and mysterious. Reflect upon eternity, consider, if you are up to it, oblivion, and everything becomes a wonder. Still, I would submit to you, in all humility, that some things are more wondrous than others, and that I am one such thing.
Il seno
Cominciò stranamente. Ma poteva forse esserci un altro inizio? Si dice che tutte le cose sotto il sole cominciano "stranamente" e finiscono "stranamente" e sono strane; una rosa perfetta è "strana", proprio come una rosa imperfetta, e come la rosa di normalissimo colore e gradevolezza che cresce nel giardino del vicino. Conosco quella prospettiva da cui ogni cosa appare terrificante e misteriosa. Rifletti sull'eternità, considera, se ne sei capace, l'oblio, e tutto diventa un portento. Eppure in assoluta umiltà io dico che certe cose sono più straordinarie di altre e che io sono una di esse.

(Traduzione: Silvia Stefani)

The Dying Animal
I knew her eight years ago. She was in my class. I don't teach full-time anymore, strictly speaking don't teach literature at all - for years now just the one class, a big senior seminar in critical writing called Practical Criticism. I attract a lot of female students. For two reasons. Because it's a subject with an alluring combination of intellectual glamour and journalistic glamour and because they've heard me on NPR reviewing books or seen me on Thirteen talking about culture.
L'animale morente
L'ho conosciuta otto anni fa. Frequentava il mio corso. Io non insegno più a tempo pieno, e se volessi essere preciso dovrei dire che non insegno letteratura: già da molti anni tengo un solo corso, un grande seminario di critica letteraria, per i laureandi, che ho chiamato Practical Criticism. Le mie lezioni attirano un mucchio di studentesse. Per due ragioni. Perché l'argomento presenta un'allettante combinazione di glamour intellettuale e glamour giornalistico; e perché le ragazze mi hanno sentito recensire libri alla radio o visto parlare di cultura alla televisione.

(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

Everyman
Around the grave in the rundown cemetery were a few of his former advertising colleagues from New York, who recalled his energy and originality and told his daughter, Nancy, what a pleasure it had been to work with him. There were also people who'd driven up from Starfish Beach, the residential retirement village at the Jersey Shore where he'd been living since Thanksgiving of 2001 - the elderly to whom only recently he'd been giving art classes. And there were his two sons, Randy and Lonny, middle-aged men from his turbulent first marriage, very much their mother's children, who as a consequence knew little of him that was praiseworthy and much that was beastly and who were present out of duty and nothing more.
Everyman
Intorno alla fossa, nel cimitero in rovina, c'erano alcuni dei suoi ex colleghi pubblicitari di New York che ricordavano la sua energia e la sua originalità e che dissero alla figlia, Nancy, che era stato un piacere lavorare con lui. C'erano anche delle persone venute su in macchina da Starfish Beach, il villaggio residenziale di pensionati sulla costa del New Jersey dove si era trasferito dal Giorno del Ringraziamento del 2001: gli anziani ai quali fino a poco tempo prima aveva dato lezioni di pittura. E c'erano i due figli maschi delle sue turbulente prime nozze, Randy e Lonny, uomini di mezza età molto mammoni che di conseguenza sapevano di lui poche cose encomiabili e molte sgradevoli, e che erano presenti per dovere e nulla più.

(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

The Ghost Writer
It was the last daylight hour of a December afternoon more than twenty years ago - I was twenty-three, writing and publishing my first short stories, and like many a Bildungsroman hero before me, already contemplating my own massive Bildungsroman - when I arrived at his hideaway to meet the great man. The clapboard farmhouse was at the end of an unpaved road twelve hundred feet up in the Berkshires, yet the figure who emerged from the study to bestow a ceremonious greeting wore a gabardine suit, a knitted blue tie clipped to a white shirt by a unadorned silver clasp, and well-brushed ministerial black shoes that made me think of him stepping down from a shoeshine stand rather than from the high altar of art.
Lo scrittore fantasma
Erano le ultime ore di luce di un pomeriggio di dicembre di più di vent'anni fa - avevo ventitré anni, stavo scrivendo e pubblicando i miei primi racconti, e come gli eroi di tanti
Bildungsroman che mi avevano preceduto già contemplavo il mio stesso imponente Bildungsroman - quando raggiunsi il nascondiglio dove dovevo incontrare il grand'uomo. La casa di campagna rivestita di assicelle era nei Berkshire, in fondo a una strada sterrata a trecentocinquanta metri di altezza, ma la figura che uscì dallo studio per elargire un cerimonioso saluto indossava un completo di gabardine, una cravatta blu di maglia appuntata alla camicia bianca da una semplice spilla d'argento e un paio di scarpe nere dall'aria ministeriale così lucide da farmi pensare che fosse appena scesa dalla panca di un lustrascarpe più che dall'altar maggiore dell'arte.
(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

The Human Stein (...)
It was in the summer of 1998 that my neighbor Coleman Silk - who, before retiring two years earlier, had been a classics professor at nearby Athena College for some twenty-odd years as well as serving for sixteen more as the dean of faculty - confided to me that, at the age of seventy-one, he was having an affair with a thirty-four-year-old cleaning woman who worked down at the college. Twice a week she also cleaned the rural post office, a small gray clapboard shack that looked as if it might have sheltered an Okie family from the winds of the Dust Bowl back in the 1930s and that, sitting alone and forlorn across from the gas station and the general store, flies its American flag at the junction of the two roads that mark the commercial center of this mountainside town.

I Married A Communist
Ira Ringold's older brother, Murray, was my first high school English teacher, and it was through him that I hooked up with Ira. In 1946 Murray was just back from the army, where he'd served with the 17th Airborne Division at the Battle of the Bulge; in March 1945, he'd made the famous jump across the Rhine that signaled the beginning of the end of the European war. He was, in those days, a crusty, brash, baldheaded guy, not as tall as Ira but rangy and athletic, who hovered over our heads in a perpetual state of awareness. He was altogether natural in his manner and posture while in his speech verbally copious and intellectually almost menacing.
Ho sposato un comunista
Il fratello maggiore di Ira Ringold, Murray, fu il mio primo insegnante d'inglese al liceo, e se legai con Ira fu grazie a lui. Nel 1946 Murray si era appena congedato dall'esercito, dove aveva prestato servizio nella Diciassettesima divisione aerotrasportata durante la battaglie delle Ardenne; nel marzo del 1945 aveva partecipato al famoso "salto del Reno" che segnò il principio della fine della guerra in Europa. Era, a quei tempi, un tipo calvo esuberante e duro, non alto come Ira, ma atletico e asciutto, sempre proteso sopra le nostre teste in uno stato di perenne vigilanza. Negli atteggiamenti e nelle pose era assolutamente naturale, ma nel parlare piuttosto prolisso e, sul piano intellettuale, quasi minaccioso.

(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

My Life as a Man (My life as a man)
In primo luogo, la sua infanzia da cucciolo, la sua ben protetta adolescenza, nella casa paterna di Camden, sopra il paterno negozio di calzature. Per diciassette anni, l'adorato rivale di quell'indefesso collerico scarparo (nient'altro, amava dire, che un povero ciabattino ma aspettate, diceva, e vedrete) che gli dava da leggere, da ragazzino, L'arte di conquistare gli amici di Dale Carnegie, onde temperarne l'arroganza, e gli offriva il proprio esempio, onde rafforzarla. "Se ti mostri così strafottente col prossimo, Natie, figlio mio, finirai eremita scansato da tutti, un nemico del genere umano..." Ma intanto, giù al negozio, quel Polonio non dimostrava altro che disprezzo per quei commessi che non fossero, come lui, ferocemente attaccati al lavoro.
(Traduzione: Pierfrancesco Paolini)

Operation Shylock
I learned about the other Philip Roth in January 1988, a few days after the New Year, when my cousin Apter telephoned me in New York to say that Israeli radio had reported that I was in Jerusalem attending the trial of John Demjanjuk, the man alleged to be Ivan the Terrible of Treblinka. Apter told me that the Demjanjuk trial was being broadcast, in its entirety, every day, on radio and TV. According to his landlady, I had momentarily appeared on the TV screen the day before, identified by the commentator as one of the courtroom spectators, and then this very morning he had himself heard the corroborating news item on the radio.
Operazione Shylock
Seppi dell'esistenza dell'altro Philip Roth nel gennaio 1988, alcuni giorni dopo Capodanno, quando mio cugino Apter mi telefonò a New York per informarmi che la radio israeliana aveva riferito che mi trovavo a Gerusalemme per assistere al processo di John Demjanjuk, il presunto Ivan il Terribile di Treblinka. Apter mi disse che il processo Demjanjuk veniva trasmesso ogni giorno, nella sua totalità, dalla radio e dalla tivù. Secondo la sua padrona di casa, ero apparso fugacemente sul teleschermo il giorno prima, identificato dal commentatore come uno degli spettatori presenti in aula, e poi, proprio quel mattino, aveva udito lui stesso alla radio una notizia che lo confermava.

(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

Patrimony (Patrimonio)
A ottantasei anni mio padre aveva perso quasi per intero la vista dell'occhio destro, ma per tutto il resto sembrava godere di una salute fenomenale per un uomo della sua età quando fu colpito da quella che il medico della Florida diagnosticò, sbagliando, come paralisi di Bell, un'infezione virale che provoca la paralisi, di solito temporanea, di un lato del viso.
La paralisi si manifestò di punto in bianco il giorno dopo che era volato dal New Jersey a West Palm Beach per trascorrere i mesi invernali condividendo un appartamento in subaffitto con una contabile settantenne in pensione, Lilian Beloff, che a Elizabeth abitava sopra di lui e con cui mio padre aveva intrecciato una relazione un anno dopo la morte di mia madre, nel 1981.

(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

The Plot Against America
Fear presides over these memories, a perpetual fear. Of course no childhood is without its terrors, yet I wonder if I would have been a less frightened boy if Lindbergh hadn't been president or if I hadn't been the offspring of Jews.
When the first shock came in June of 1940 - the nomination for the presidency of Charles A. Lindbergh, America's international aviation hero, by the Republican Convention at Philadelphia - my father was thirty-nine, an insurance agent with a grade school education, earning a little under fifty dollars a week, enough for the basic bills to be paid on time but for little more.
Il complotto contro l'America
La paura domina questi ricordi, un'eterna paura. Certo, nessuna infanzia è priva di terrori, eppure mi domando se da ragazzo avrei avuto meno paura se Lindbergh non fosse diventato presidente o se io stesso non fossi stato di origine ebraica.
Quando ci fu la prima sorpresa - la candidatura alla presidenza di Charles A. Lindbergh, l'eroe dell'aria americano famoso in tutto il mondo, alla convention repubblicana di Philadelphia del giugno 1940 - mio padre era un assicuratore di trentanove anni, munito di licenza media, che guadagnava quasi cinquanta dollari la settimana, abbastanza per pagare in tempo le bollette più importanti, ma non abbastanza per permetterci altri lussi.

(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

Portnoy's Complaint
She was so deeply imbedded in my consciousness that for the first year of school I seem to have believed that each of my teachers was my mother in disguise. As soon as the last bell had sounded, I would rush off for home, wondering as I ran if I could possibly make it to our apartment before she had succeeded in transforming herself. Invariably she was already in the kitchen by the time I arrived, and setting out my milk and cookies. Instead of causing me to give up my delusions, however, the feat merely intensified my respect for her powers.
Lamento di Portnoy
Mi era così profondamente radicata nella coscienza, che penso di aver creduto per tutto il primo anno scolastico che ognuna delle mie insegnanti fosse mia madre travestita. Come suonava la campanella dell'ultima ora, mi precipitavo fuori di corsa chiedendomi se ce l'avrei fatta ad arrivare a casa prima che riuscisse a trasformarsi di nuovo. Al mio arrivo lei era già regolarmente in cucina, intenta a prepararmi latte e biscotti. Invece di spingermi a lasciar perdere le mie fantasie, il fenomeno non faceva che aumentare il mio rispetto per i suoi poteri.

(Traduzione: Roberto C. Sonaglia)

Zuckerman Unbound
What the hell are you doing on a bus, with your dough?
It was a small, husky young fellow with a short haircut and a new business suit who wanted to know; he had been daydreaming over an automotive magazine until he saw who was sitting next to him. That was all it took to charge him up.
Undaunted by Zuckerman's unobliging reply - on a bus to be transported through space - he happily offered his advice. These days every body did, if they could find him. "You should buy a helicopter. That's how I'd do it. Rent the landing rights up on apartment buildings and fly straight over the dog-poop. Hey, see this guy?" This second question was for a man standing in the aisle reading his Times.
Zuckerman scatenato
- Cosa diavolo ci fa lei su un autobus, con tutta la grana che ha?
A volerlo sapere era un giovanotto piccolo e robusto con i capelli a spazzola e un completo nuovo; stava sognando a occhi aperti davanti a una rivista di automobili quando aveva riconosciuto la persona seduta accanto a lui. Per dargli la carica non ci volle altro.
Senza farsi intimidire dalla scortese risposta di Zuckerman - era in autobus per farsi trasportare da un posto all'altro -, il tipo gli diede allegramente un consiglio. Ormai facevano tutti così, se riuscivano a scovarlo. - Lei dovrebbe comprarsi un elicottero. Ecco quello che farei io. Garantirsi il diritto di atterrare sui tetti delle case e smetterla di pestare la cacca dei cani. Ehi! Vede questo signore? - La seconda domanda era rivolta a un uomo in piedi che stava leggendo il "Times".

(Traduzione: Vincenzo Mantovani)


Jean-Baptiste Rousseau (1671-1741)

Sur l' aveuglement des hommes du siecle (...)
Qu'aux accents de ma voix la terre se réveille:
rois, soyez attentifs; peuples, ouvrez l'oreille:
que l'univers se taise, et m'écoute parler.
Mes chants vont seconder les accords de ma lyre:
l'esprit saint me pénetre; il m'échauffe, et m'inspire
les grandes vérités que je vais révéler.
L'homme en sa propre force a mis sa confiance;
ivre de ses grandeurs et de son opulence,
l'éclat de sa fortune enfle sa vanité.


Jean-Jacques Rousseau (1712-1778)

Les Confessions (Le confessioni)
Mi inoltro in un'impresa senza precedenti, l'esecuzione della quale non troverà imitatori. Intendo mostrare ai miei simili un uomo in tutta la verità della sua natura; e quest'uomo sarò io.
Io solo. Sento il mio cuore e conosco gli uomini. Non sono fatto come nessuno di quanti ho incontrati; oso credere di non essere fatto come nessuno di quanti esistono. Se pure non valgo di più, quanto meno sono diverso. Se la natura abbia fatto bene o male a spezzare lo stampo nel quale mi ha formato, si potrà giudicare soltanto dopo avermi letto.
La tromba del giudizio finale suoni pure, quando vorrà: con questo libro fra le mani mi presenterò al giudice supremo.

(Traduzione: Giorgio Cesarano)

Emile ou De l'éducation (...)
Tout est bien sortant des mains de l'Auteur des choses, tout dégénère entre les mains de l'homme. Il force une terre à nourrir les productions d'une autre, un arbre à porter les fruits d'un autre; il mêle et confond les climats, les éléments, les saisons; il mutile son chien, son cheval, son esclave; il bouleverse tout, il défigure tout, il aime la difformité, les monstres; il ne veut rien tel que l'a fait la nature, pas même l'homme; il le faut dresser pour lui, comme un cheval de manège; il le faut contourner à sa mode, comme un arbre de son jardin.

Julie ou La nouvelle Héloîse (...)
Lettre I à Julie
Il faut vous fuir, mademoiselle, je le sens bien: j'aurais dû beaucoup moins attendre; ou plutôt il fallait ne vous voir jamais. Mais que faire aujourd'hui? Comment m'y prendre? Vous m'avez promis de l'amitié; voyez mes perplexités, et conseillez-moi.
Vous savez que je ne suis entré dans votre maison que sur l'invitation de madame votre mère. Sachant que j'avais cultivé quelques talents agréables, elle a cru qu'ils ne seraient pas inutiles, dans un lieu dépourvu de maîtres, à l'éducation d'une fille qu'elle adore. Fier, à mon tour, d'orner de quelques fleurs un si beau naturel, j'osai me charger de ce dangereux soin, sans en prévoir le péril, ou du moins sans le redouter.


Giuseppe Rovani (1818-1874)

Cent'anni
Convien risalire a quindici anni addietro, allorquando chi scrive trovavasi in quella età felice, in cui si è amici di tutto il mondo, e il mondo per contraccambio vuota con noi il sacco delle cortesie; età in cui la bile non è ancora uscita dal suo sacchetto a invelenir le vene, e il volto conserva le sue rose, e le influenze atmosferiche non fanno di noi quel che il rame fa delle rane scorticate; età in cui l'umore è sempre uguale e sempre lieto, e l'animo si apre a tutti, spensierato e fidente; età in cui sin la bruttezza ha la sua beltà; tanto che tutti, vecchi e giovani, uomini e donne, matrone e fanciulle si volgono a noi, chi per consigliarci, chi per compatirci amabilmente, chi per accarezzarci senza malizia la barba nascente; età in cui l'uomo è il legittimo re dell'universo, del finito e dell'infinito, perché se il presente gli sorride da tutte le parti, l'avvenire gli si svolge dinanzi in lungo e in largo, senza confine, tutto pieno di fantasmi dorati.


Gerolamo Rovetta (1851-1910)

Il tenente dei lancieri
La ditta portava il nome del padre "Giovanni Monghisoni", ma chi comandava, la vera padrona del negozio, era sempre stata l'unica figlia del Monghisoni: la signora Maddalena, maritata Trebeschi.
Colla sagacia, col fiuto degli affari, uniti a una gran passione per i quattrini, e di più col vento sempre in poppa, la signora Maddalena aveva mandato avanti la nave a gonfie vele, aveva raddoppiata e triplicata la sostanza paterna. Ma quanta attività, quanta tenacia, quanto lavoro ci aveva messo, e quanto sforzo di polmoni! La voce della signora Maddalena squillava, in ogni ora e in ogni stanza, come una campana; giovane, sana, esuberante, il gridare era il suo unico sfogo.


Joanne Kathleen Rowling (1966)

Harry Potter and the Philosopher's Stone
Mr. and Mrs. Dursley, of number four, Privet Drive, were proud to say that they were perfectly normal, thank you very much. They were the last people you'd expect to be involved in anything strange or mysterious, because the just didn't hold with such nonsense.
Mr. Dursley was the director of a firm called Grunnings, which made drills. He was a big, beefy man with hardly any neck, although he did have a very large mustache. Mrs. Dursley was thin and blonde and had nearly twice the usual amount of neck, which came in very useful as she spent so much of her time craning over garden fences, spying on the neighbors. The Dursleys had a small son called Dudley, and in their opinion there was no finer boy anywhere.
Harry Potter e la pietra filosofale
Mr e Mrs Dursley, di Privet Drive numero 4, erano orgogliosi di poter affermare che erano perfettamente normali, e grazie tante. Erano le ultime persone al mondo da cui aspettarsi che avessero a che fare con cose strane o misteriose, perché sciocchezze del genere proprio non le approvavano.
Mr Dursley era direttore di una ditta di nome Grunnings, che fabbricava trapani. Era un uomo corpulento, nerboruto, quasi senza collo e con un grosso paio di baffi. Mrs Dursley era magra, bionda e con un collo quasi due volte più lungo del normale, il che le tornava assai utile, dato che passava gran parte del tempo ad allungarlo oltre la siepe del giardino per spiare i vicini. I Dursley avevano un figlioletto di nome Dudley e secondo loro non esisteva al mondo un bambino più bello.

(Traduzione: Marina Astrologo)

Harry Potter and the Chamber of Secrets (Harry Potter e la camera dei segreti)
Non era la prima volta che scoppiava un litigio durante la colazione, al numero 4 di Privet Drive. Il signor Vernon Dursley era stato svegliato all'alba da un fischio acutissimo proveniente dalla camera di suo nipote Harry.
"Tre volte in una settimana!" tuonò dall'altra parte del tavolo. "Se non riesci a tenere a bada quella civetta, dovrà andarsene!"
Ancora una volta, Harry provò a spiegare.
"Si annoia" disse. "Edvige è abituata a volare all'aperto. Se solo potessi lasciarla libera di notte..."
"Ma mi hai preso per scemo?" ringhiò zio Vernon con un pezzetto di uovo fritto impagliato nei baffoni. "So bene cosa succederebbe a lasciar libero quell'animale".
E scambiò un' occhiata cupa con la moglie Petunia.

(Traduzione: Marina Astrologo)

Harry Potter and the Prisoner of Azkaban
Harry Potter was a highly unusual boy in many ways. For one thing, he hated the summer holidays more than any other time of the year. For another, he really wanted to do his homework, but was forced to do it in secret, in the dead of night. And he also happened to be a wizard.
It was nearly midnight, and he was lying on his front in bed, the blankets drawn right over is head like a tent, a torch in one hand and a large leather-bound book (A History of Magic, by Bathilda Bagshot) propped open against the pillow. Harry moved the tip of his eagle-feather quill down the page, frowning as he looked for something that would help him writing his essay, "Witch-Burning in the Fourteenth Century Was Completely Poinless - discuss".
Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
Harry Potter era un ragazzo insolito sotto molti punti di vista. Prima di tutto, odiava le vacanze estive più di qualunque altro periodo dell'anno. Poi voleva davvero fare i compiti, ma era costretto a studiare di nascosto, nel cuore della notte. E per giunta era un mago.
Era quasi mezzanotte, e Harry era steso sul letto a pancia in giù, le coperte tirate sulla testa come una tenda, una torcia in mano e un grosso libro rilegato in pelle (Storia della magia, di Adalbert Incant), aperto e appoggiato sul cuscino. Fece scorrere la punta della penna d'aquila sulla pagina, aggrottando le sopracciglia, alla ricerca di qualcosa che potesse aiutarlo a scrivere il tema: Perchè i roghi di streghe nel Quattordicesimo secolo furono completamente inutili.

(Traduzione: Beatrice Masini)

Harry Potter and the Goblet of Fire
The villagers of Little Hangleton still called it "the Riddle House", even though it had been many years since the Riddle family had lived there. It stood on a hill overlooking the village, some of its windows boarded, tiles missing from its roof, and ivy spreading inchecked over its face. Once a fine-looking manor, and easily the largest and grandest building for miles around, the Riddle House was now damp, derelict, and unoccupied.
The Little Hangletons all agreed that the old house was "creepy." Half a century ago something strange and horrible had happened there, something that the older inhabitants of the village still liked to discuss when topics for gossip were scarce.
Harry Potter e il calice di fuoco
Gli abitanti di Little Hangleton la chiamavano ancora Casa Riddle, anche se erano passati tanti anni da quando i Riddle ci abitavano. Si trovava sulla collina che dominava il villaggio: alcune delle finestre erano inchiodate, al tetto mancavano delle tegole e l'edera cresceva incolta sulla facciata. Un tempo Casa Riddle era stata una dimora elegante, certo l'edificio più vasto e grandioso nel raggio di chilometi, ma ora era umida, desolata e disabitata.
Gli hangletoniani convenivano tutti che la vecchia casa era "sinistra". Mezzo secolo prima, qualcosa di strano e terribile era successo là dentro, qualcosa di cui gli abitanti più anziani amavano ancora discutere quando erano a corto di pettegolezzi.

(Traduzione: Beatrice Masini)

Harry Potter and the Order of the Poenix
The hottest day of the summer so far was drawing to a close and a drowsy silence lay over the large, square houses of Privet Drive. Cars that were usually gleaming stood dusty in their drives and lawns that were once emerald green lay parched and yellowing - for the useof hosepipes had been banned due to drought. Deprived of their usual car-washing and lawn-mowing pursuits, the inhabitants of Privet Drive had retreated into the shade of their cool houses, windows thrown wide in the hope of tempting in a nonexistent breeze. The only person left outdoors was a teenage boy who was lying flat on his back in a flowerbed outside number four.
Harry Potter e l'Ordine della Fenice
Il giorno più caldo dell'estate - almeno fino a quel momento - volgeva al termine e un silenzio sonnacchioso gravava sulle grandi case quadrate di Privet Drive. Le automobili di solito scintillanti sostavano impolverate nei vialetti e i prati un tempo verde smeraldo si stendevano incartapecoriti e giallognoli, perchè l'irrigazione era stata proibita a causa della siccità. In mancanza delle loro consuete occupazioni - lavare l'auto e falciare il prato - gli abitanti di Privet Drive si eano rintanati nella penombra delle loro case fresche, con le finestre spalancate nella speranza di indurre una brezza inesistente a entrare. La sola persona rimasta all'aperto era un adolescente che giaceva lungo disteso sulla schiena in un'aiuola fuori dal numero quattro.

(Traduzione: Beatrice Masini)


Arundhati Roy (1961)

The God of small Things
May in Ayemenem is a hot, brooding month. The days are long and humid. The river shrinks and black crows gorge on bright mangoes in still, dustgreen trees. Red bananas ripen. Jackfruits burst. Dissolute bluebottles hum vacuously in the fruity air. Then they stun themselves against clear windowpanes and die, fatly baffled in the sun.
The nights are clear, but suffused with sloth and sullen expectation.
But by early June the southwest monsoon breaks and there are three months of wind and water with short spells of sharp, glittering sunshine that thrilled children snatch to play with. The countryside turns an immodest green. Boundaries blur as tapioca fences take root and bloom. Brick walls turn mossgreen. Pepper vines snake up electric poles. Wild creepers burst through laterite banks and spill across the flooded roads. Boats ply in the bazaars. And small fish appear in the puddles that fill the PWD potholes on the highways.
Il dio delle piccole cose
Maggio ad Ayemenem è un mese caldo, meditabondo. Le giornate sono lunghe e umide. Il fiume si ritira e corvi neri si rimpinzano di manghi lucidi sugli alberi verdepolvere, immobili. Maturano le banane rosse. Si spaccano i frutti dell'albero del pane. Mosconi viziosi ronzano vacui nell'aria fruttata. Poi si schiantano contro i vetri delle finestre e muoiono, goffamente inermi sotto il sole.
Le notti sono limpide, ma soffuse di un'attesa fosca e pigra.
Con l'inizio di giugno, però, arriva il monsone da sudovest, portando tre mesi di vento e pioggia, con brevi incantesimi di sole aspro e brillante che i bambini elettrizzati rubano per i loro giochi. La campagna diventa di un verde sfrontato. I confini sfumano man mano che i filari di tapioca mettono radici e fioriscono. I muri di mattoni diventano verdemuschio. I viticci del pepe nero serpeggiano su per i pali della luce. I rampicanti selvatici traboccano dagli argini di laterite e si riversano nelle strade allagate. Le barche riforniscono i bazar. E nelle pozzanghere che riempiono le buche lasciate per le strade dal Dipartimento dei Lavori Pubblici compare qualche pesciolino.

(Traduzione: Chiara Gabutti)


Luis Manuel Ruiz (1973)

Naufragio con espectador (Naufragio con spettatore)
I passeggeri non parlavano d'altro che dell'incidente di Vallehermoso.
"Povero ragazzo", disse la donna con voce da orco. "Ha appena avuto il tempo di rendersi conto di quello che gli stava accadendo. Prima di attraversare il primo binario si è fermato a guardare, ma per il secondo non lo ha fatto. E siccome il nostro treno era fermo davanti, in sosta, non ha potuto vedere niente. E zac, la locomotrice se l'è portato via".

(Traduzione: Alessandro Ghignoli)


Carlos Ruiz Zafón (1964)

La sombra del viento
Todavía recuerdo aquel amanecer en que mi padre me llevó por primera vez a visitar el Cementerio de los Libros Olvidados. Desgranaban los primeros días del verano de 1945 y caminábamos por las calles de una Barcelona atrapada bajo cielos de ceniza y un sol de vapor que se derramaba sobre la Rambla de Santa Mónica en una guirnalda de cobre líquido.
L'ombra del vento
Ricordo ancora il mattino in cui mio padre mi fece conoscere il Cimitero dei Libri Dimenticati. Erano i primi giorni dell'estate del 1945 e noi camminavano per le strade di una Barcellona intrappolata sotto cieli di cenere e un sole vaporoso che si spandeva sulla rambla de Santa Mónica in una ghirlanda di rame liquido.

(Traduzione: Lia Sezzi)


Salman Rushdie (1947)

The ground beneath her feet (La terra sotto i suoi piedi)
Il giorno di San Valentino del 1989, l'ultimo della sua vita, la leggendaria cantante pop Vina Apsara si svegliò tra i singhiozzi da un sogno di sacrifici umani in cui era la vittima designata. Uomini a torso nudo somiglianti all'attore Christopher Plummer l'avevano afferrata per i polsi e le caviglie. Il suo corpo era stato disteso, nudo e fremente, sopra una pietra levigata che recava l'immagine scolpita dell'uccello serpente Quetzalcoatl. La bocca aperta del serpente piumato cingeva una buia cavità scavata nella pietra; e, anche se lei stessa aveva la bocca spalancata dalle urla, l'unico rumore che riusciva a sentire era il crepitio dei flash dei fotografi; ma prima che potessero tagliarle la gola, prima che il suo sangue potesse sprizzare in quella terribile coppa, si svegliò a mezzogiorno nella città messicana di Guadalajara, in un letto che non era il suo e con uno sconosciuto mezzo morto al fianco, un mestizo nudo sui vent'anni che fu identificato, negli interminabili reportage dedicati dalla stampa alla catastrofe, come Raúl Páramo, il playboy erede di un notissimo palazzinaro del posto, al quale, tra le altre cose, apparteneva la società proprietaria dell'albergo.
(Traduzione: Vincenzo Mantovani)

Midnight's Children
I was born in the city of Bombay... once upon a time. No, that won't do, there's no getting away from the date: I was born in Doctor Narlikar's Nursing Home on August 15th, 1947. And the time? The time matters, too. Well then: at night. No, it's important to be more... On the stroke of midnight, as a matter of fact. Clock-hands joined palms in respectful greeting as I came. Oh, spell it out, spell it out: at the precise instant of India's arrival at independence, I tumbled forth into the world. There were gasps. And, outside the window, fireworks and crowds. A few seconds later, my father broke his big toe; but his accident was a mere trifle when set beside what had befallen me in that benighted moment, because thanks to the occult tyrannies of those blandly saluting clocks I had been misteriously handcuffed to history, my destinies indissolubly chained to those of my country. For the next three decades, there was to be no escape.
I figli della mezzanotte
Io sono nato nella città di Bombay... tanto tempo fa. No, non va bene, impossibile sfuggire alla data: sono nato nella casa di cura del dottor Narlikar il 15 agosto 1947. E l'ora? Anche l'ora è importante. Be', diciamo di notte. No, bisogna essere più precisi... Allo scoccare della mezzanotte, in effetti. Quando io arrivai le lancette dell'orologio congiunsero i palmi in un saluto rispettoso. Oh, diciamolo chiaro, diciamolo chiaro; nell'istante preciso in cui l'India pervenne all'indipendenza, io fui scaraventato nel mondo. Ci fu chi boccheggiò. E, fuori della finestra, folle e fuochi d'artificio. Pochi secondi dopo, mio padre si ruppe un alluce; ma questo incidente era una bazzecola se paragonato a quel che era accaduto a me in quel tenebroso momento: grazie infatti alle tirannie occulte di quelle lancette dolcemente ossequianti io ero stato misteriosamente ammanettato alla storia, e il mio destino indissolubilmente legato a quello del mio paese. Nei tre decenni successivi non avrei avuto scampo.

(Traduzione: Ettore Capriolo)

The Satanic Verses
"To be born again", sang Gibreel Farishta tumbling from the heavens, "first you have to die. Ho-ji! Ho-ji! To land upon the bosomy earth, first one needs to fly. Tat-taa! Taka-thun! How to ever smile again, if first you won't cry? How to win the darling's love, mister, without a sigh? Baba, if you want to get born again..." Just before dawn on winter's morning, New Year's Day or thereabouts, two real, full-grow, living men fell from a great height, twenty-nine thousand and two feet, towards the English Channel, without benefit of parachutes or wings, out of a clear sky.
I versi satanici
"Per rinascere" cantò Gibreel Farishta, precipitando dai cieli, "devi prima morire. Ho-ji! Ho-ji! Per scendere sulla terra rotonda, bisogna prima volare. Tat-taa! Taka-thun! Come puoi ancora sorridere, se prima non avrai pianto? Baba, se tu vuoi rinascere..."Poco prima dell'alba di una mattina d'inverno, il giorno di Capodanno o pressappoco, due uomini, reali, adulti e vivi, cadevano da grande altezza, seimila metri, verso la Manica, senza l'ausilio di paracadute o di ali, da un cielo limpido.

(Traduzione: Ettore Capriolo)


John Ruskin (1819-1900)

The Stones of Venice
Since the first dominion of men was asserted over the ocean, three thrones, of mark beyond all others, have been set upon its sands: the thrones of Tyre, Venice, and England. Of the First of these great powers only the memory remains; of the Second, the ruin; the Third, which inherits their greatness, if it forget their example, may be led through prouder eminence to less pitied destruction.
Le pietre di Venezia
Sin da quando gli uomini hanno affermato il dominio sui mari, tre potentati, d'importanza superiore a tutti gli altri, sono sorti sopra le sue sabbie: Tiro, Venezia e l'Inghilterra. Della prima di queste grandi potenze resta solo il ricordo; della seconda le rovine; e ove la terza, che è l'erede della loro grandezza, ne dimentichi l'esempio, potrà essere condotta, attraverso una più orgogliosa supremazia, a una distruzione meno rimpianta.

(Traduzione: Attilio Brilli)


Edward Rutherfurd (?)

London
Many times since the Earth was young, the place had lain under the sea.
Four hundred million years ago, when the continents were arranged in a quite different configuration, the island formed part of a small promontory on the north-western edge of a vast, shapeless landmass. The promontory, which jutted out in a lonely fashion into the great world ocean, was desolate. No eye, save that of God, beheld it. No creature moved upon the land; no birds rose in the sky, nor were there even fish in the sea.
At this remote time, in the south-eastern corner of the promontory, a departing sea left behind a bare terrain of thick, dark slate. Silent and empty it lay, like the surface of some undiscovered planet, the grey rock interrupted here and there only by shallow pools of water.
London
Da quando la Terra aveva conosciuto la sua giovinezza, quel luogo era stato più volte sommerso dal mare.
Quattrocento milioni di anni fa, quando la configurazione dei continenti era assai diversa da quella attuale, l'isola era parte integrante di un piccolo promontorio sul bordo nordoccidentale di una vasta e informe massa continentale.
Il promontorio, che si protendeva solitario nel grande oceano del mondo, era desolato. Nessun occhio, tranne quello di Dio, l'osservava. Nessuna creatura si muoveva sulla terra, nessun uccello si librava nel cielo, né pesci abitavano le sue acque.
In quel tempo remoto, nell'angolo sudorientale del promontorio, la scomparsa di un mare si lasciò dietro una nuda distesa di spessa, scura ardesia. Giaceva silenziosa e deserta, simile alla superficie di un pianeta non ancora scoperto, la grigia roccia interrotta qua e là soltanto da basse pozze d'acqua.

(Traduzione: Adriana Dell'Orto e Guado)

Sarum (Sarum)
In principio, prima che sorgesse Sarum, ci fu un tempo in cui il mondo era un luogo più freddo e più buio.
Su un'enorme zona dell'emisfero nord (forse un sesto dell'intera superficie terrestre) si estendeva una pesante coltre di ghiaccio. Copriva tutta l'Asia settentrionale, il Canada, la Scandinavia e circa due terzi della futura terra di Britannia. Se fosse stato possibile attraversare questo gigantesco continente gelato, sarebbe occorso un viaggio di almeno ottomila chilometri, da qualsiasi parte lo si fosse voluto affrontare. Il volume del ghiaccio era formidabile: anche ai bordi esterni raggiungeva uno spessore di quasi dieci metri.
In una fascia buia e desolata a sud della distesa ghiacciata, si stendeva una vasta zona subartica di tundra deserta, larga diverse centinaia di chilometri.
Questo era il mondo buio e freddo di circa ventimila anni prima della nascita di Cristo.

(Traduzione: Tilde Riva)


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