Vittorio Baccelli (1941)
Storie di fine millennio
Amsterdam, aprile del 1970. Ma questa è la casa del Moneta! alle pareti i quadri del Moneta, lo stesso cavalletto con tavolozza del Moneta, il tappeto accanto al futon dove mi trovo sdraiato lo riconosco, è quello del Moneta, il suo preferito che stava nello studio. Ma il Moneta se ne è andato da Lucca un anno fa, quando l'arrestarono e stette in San Giorgio una settimana, poi uscì e sparì. A questo punto sarà bene che vi racconti che il Moneta è un falsario, il più bravo falsario che io conosca: fa dei quadri meravigliosi, perfetti, dei De Chirico, dei Picasso, dei Van Gogh, dei Guttuso identici agli originali. E lui fa solo copie, bellissime copie, autentiche copie, sembrano talmente vere da sembrare gli originali. Più volte gli ho chiesto "ma perché non fai dei quadri tuoi? Con la tecnica che hai, puoi fare quello che vuoi" e lui mi rispondeva sempre che non riusciva a fare niente di suo, solo a copiare i maestri era bravo.
Mainframe
Ho conosciuto Stella all'università d'Urbino ove frequentiamo gli stessi corsi di Storia dell'Arte. In breve siamo divenuti inseparabili, pranziamo insieme alla mensa universitaria e la sera c'incontriamo nei bar del centro. Esploriamo la cittadina ed i bellissimi dintorni, spesso ci rechiamo al prato ventoso dei Cappuccini ed una sera dopo una gita al Furlo ci siamo per la prima volta baciati. Perché non passiamo le festività di Natale qui insieme? - mi fa lei - un amico mi ha lasciato le chiavi della casa che ha a San Marino. Ci rifletto un attimo, tanto con mia moglie ho praticamente rotto già da qualche tempo, chi me lo fa fare di tornare in Toscana, passerò le festività con Stella, vuol dire che telefonerò per gli auguri sia alla moglie che ai miei genitori e, se s'incazzano, chi se ne frega?
Riccardo Bacchelli (1891-1985)
Il mulino del Po
- Vi pare lo stesso? - chiese ai soldati l’ufficiale indicando il fiume. Guardavano la corrente, e non risposero né si né no, pontieri e zappatori mescolati, avanguardia sparuta del IV Corpo che era quello italiano comandato dal vicerè Eugenio. Lo scortavano validi marinai della guardia reale. Il fiume era il Vop, l'otto di novembre 1812. Mingherlino e stremato, il capitano Maurelio Mazzacoratati era uno dei pochissimi ufficiali ancora forniti di un cavallo, dopo il disastroso passaggio del Dnieper, e a Maloaiaroslavez undici volte persa e ripresa, e venti giorni di ritirata coi cosacchi dell’etman Platof alle costole; aggiungasi la bufera di vento e di neve, facevan due giorni,che aveva disfatto il campo del IV Corpo con perdita di tutto il carreggio.
Richard Bach (1936)
The bridge across forever
She'll be here today. I looked down from the cockpit, down through wind and propeller-blast, down through half a mile of autumn to my rented hayfield, to the sugar-chip that was my FLY-$3-FLY sign tied to the open gate. Both sides of the road around the sign were jammed with cars. There must have been sixty of them, and a crowd to match, come to see the flying. She could be there this moment, just arrived. I smiled at that. Could be! |
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Un ponte sull'Eternità
Lei sarà qui, quest'oggi. Mi sono sporto dal mio posto di pilotaggio a guardare, giù: verso il campo di fieno, autunnale, che avevo preso in affitto, e che si estendeva per mezzo miglio, fino al cancello aperto al quale avevo affisso un cartello che diceva: OGGI SI VOLA - $ 3 A PERSONA. La strada dirimpetto a quel cartello era gremita di autombili su ambo i lati. Ce ne saranno state una sessantina, e d'intorno una folla di persone, venute a veder volare. Lei potrebbe esser là in questo momento, appena arrivata. Sorrisi a questa idea. Chissà! (Traduzione: Pier Francesco Paolini) |
Illusions
There was A Master came unto the earth, born in the holy land of Indiana, raised in the mystical hills east of Fort Wayne.The Master learned of this world in the public schools of Indiana, and as he grew, in his trade as a mechanic of automobiles. |
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Illusioni
Discese nel mondo un Maestro, nato nella Terra santa dell'Indiana cresciuto sulle mistiche alture a est di Fort Wayne.Il Maestro imparò nelle scuole pubbliche dell'Indiana le cose di questo mondo, e poi, crescendo, il mestiere di meccanico riparatore di automobili. (Traduzione: Bruno Oddera) |
Jonathan Livingston Seagull
It was morning, and the new sun sparkled gold across the ripples of a gentle sea. A mile from shore a fishing boat chummed the water, and the word for Breakfast Flock flashed through the air, till a crowd of a thousand seagulls came to dodge and fight for bits of food. it was another busy day beginning. But way off alone, out by himself beyond boat and shore, Jonathan Livingston Seagull was practicing. |
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Il gabbiano Jonathan Livingston
Era di primo mattino, e il sole appena sorto luccicava sulle scaglie del mare appena increspato. A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buonappetito si adunò, si diedero a giostrare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava così una nuova dura giornata. Ma lontano di là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per conto suo: era il gabbiano Jonathan Livingston. (Traduzione: Pier Francesco Paolini) |
There's non such place as far away
Rae! Thank you for inviting me to your birthday party! Your house is a thousand miles from mine, and I travel only for the best of reasons. A party for Rae is the best and I am eager to be with you. I began my journey in the heart of the hummingbird you and I met long ago. He was friendly as ever, yet when I told him that little Rae was growing up and that I was giong to her birthday party with a present, he was puzzled. |
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Nessun luogo è lontano
Rae, cara! Grazie per avermi invitato per il tuo compleanno! La tua casa è distante mille miglia dalla mia, e io sono uno che si mette in viaggio solo quando ne vale la pena. Ebbene, ne val proprio la pena, se si tratta di prendere parte alla tua festa. Non vedo l'ora di essere da te! Il mio viaggio è cominciato dentro il cuore di un piccolo uccello, un colibrì che conoscemmo insieme, io e te, tanto tempo fa. Lo trovai cordiale come sempre, anche stavolta. E tuttavia - quando gli dissi che la piccola Rae stava crescendo e che io stavo andando alla festa per il suo compleanno con un regalo - lui rimase perplesso. (Traduzione: Pier Francesco Paolini) |
Ingeborg Bachmann (1926-1973)
Das dreißigste Jahr (Il trentesimo anno)
Di uno che entra nel trentesimo anno non si smetterà di dire che è giovane. Ma lui, benché non riesca a scoprire in se stesso alcun mutamento, non ne è più così sicuro: gli sembra di non avere più diritto di farsi passare per giovane. E la mattina di un giorno che poi scorderà si sveglia e, tutt'a un tratto, rimane lì steso senza riuscire ad alzarsi, colpito dai raggi di una luce crudele e sprovvisto di ogni arma e di ogni coraggio per affrontare il nuovo giorno. Non appena chiude gli occhi per proteggersi, si sente andar giù e precipita in un deliquio in cui trascina con sé ogni istante vissuto. (Traduzione: Magda Olivetti)
Francis Bacon (1561-1626)
The New Atlantis
We sailed from Peru, (where we had continued for the space of one whole year) for China and Japan, by the South Sea; taking with us victuals for twelve months; and had good winds from the east, though soft and weak, for five months space, and more. But the wind came about, and settled in the west for many days, so as we could make little or no way, and were sometime in purpose to turn back. But then again there arose strong and great winds from the south, with a point east, which carried us up (for all that we could do) towards the north; by which time our victuals failed us, though we had made good spare of them. So that finding ourselves, in the midst of the greatest wilderness of waters in the world, without victuals, we gave ourselves for lost men and prepared for death. |
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La nuova Atlantide
Eravamo in navigazione nei mari del sud, dal Perù (dove eravamo rimasti per un intero anno) verso la Cina e il Giappone; portando provviste per dodici mesi. Avevamo avuto vento buono da est, a dire il vero non molto e un po' debole, per più di cinque mesi. Ma il vento cambiò direzione per molto tempo, facendoci fare ben poca strada, tanto che in alcuni momenti fummo in procinto di tornare indietro. Improvvisamente però si alzarono forti venti da sud verso est, che ci portarono (per quanto facessimo) verso nord; a quel punto cominciarono a mancare i viveri, nonostante ne avessimo fatto un uso parsimonioso. Ci trovammo allora senza viveri, nel mezzo della più grande distesa d'acqua del mondo, e ci consideravamo ormai perduti, preparandoci a morire. |
Anita Rau Badami (1964)
The Hero's Walk
It was only five o'clock on a July morning in Toturpuram, and already every trace of night had disappeared. The sun swelled, molten, from the far edge of the sea. Waves shuddered against the sand and left curving lines of golden froth that dried almost instantly. All along the beach, fishermen towed their boats ashore and emptied their nets of the night's catch. |
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Il passo dell'eroe
A Toturpuram erano soltanto le cinque di una mattina di luglio, ma tutte le tracce della notte erano scomparse. Il sole si stava gonfiando, arroventandosi sull'orizzonte del mare. Le onde fremevano contro la sabbia e lasciavano linee ricurve di spuma dorata che si asciugavano quasi istantaneamente. Lungo tutta la spiaggia c'erano i pescatori che trascinavano a riva le barche e svuotavano le reti dal bottino notturno. (Traduzione: Fabio Zucchella) |
Henry Christopher Bailey (1878-1961)
The Long Dinner (Il mistero del menù francese)
"Io la detesto", disse Mr. Fortune. "Non ho mai visto indumenti più sporchi". Guardò accigliato il capo del dipartimento di polizia criminale. "Già", convenne Lomas. "Un tipo lercio. Che ne pensa di quelle macchie?" "Oh, mio caro amico!", si lamentò Mr. Fortune. "Colori. Colori di ogni genere. E anche cibo e bevande e sporcizia varia. Perché disturbarmi? Che cosa si aspettava? Sangue umano rappreso?" "Non mi aspettavo nulla", disse Lomas. (Traduzione: Tracy Lord)
David Baldacci (1960)
Absolute Power
He gripped the steering wheel, loosely as the car, its lights out, drifted slowly to a stop. A few last scaps of gravel kicked out of the tire treads and then silence enveloped him. He took a moment to adjust to the surroundings and then pulled out a pair of worn but still effective nightvision binoculars. The house slowly came into focus. He shifted easily, confidently in his seat. A duffel bag lay on the front seat beside him. The car's interior was faded but clean. The car was also stolen. And from a very unlikely source. |
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Il potere assoluto
Con le mani appoggiate al volante, a luci spente, lasciò che la spinta inerziale dell'automobile si esaurisse. Le ruote macinarono le ultime manciate di ghiaia, poi calò il silenzio. Si concesse un attimo per ambientarsi, quindi estrasse un binocolo per la visione notturna, vecchio ma ancora in perfette condizioni. Piano piano mise a fuoco la casa. Si accomodò meglio nel sedile; accanto a lui era posata una sacca. L'interno dell'automobile era scolorito, ma pulito. L'automobile era rubata, ma sarebbe stato difficile indovinarne la provenienza. (Traduzione: Tullio Dobner) |
Eraldo Baldini (1952)
Gotico Rurale
La collina dei bambini La ruspa si zittì a mezzogiorno meno dieci, e Gianni Vincenzi tirò un sospiro di sollievo. "Meno male", borbottò, "hanno deciso di fermarsi un po' prima, stamani." Stavano sbancando la cima della collinetta da tre giorni, e quell'ossessivo, fragoroso ruggito non dava tregua, non gli consentiva di concentrarsi sullo schermo del computer. Lavorava all'ultimo capitolo di quello che sarebbe stato il suo secondo libro, e aveva bisogno di pace e di silenzio. Ma neppure coi tappi nelle orecchie riusciva a ottenerli, e non capiva se a disturbarlo davvero fosse quel po' di rumore che trapassava le palline di cera, o la rabbia per la tranquillità perduta. Perduta forse per sempre.
Mal'aria
"Piove", disse Carlo come a se stesso, scostando le tendine della finestra. Anna non gli badò e si chinò ad annusare la torta di mele. "Ehi, credo proprio che stavolta mi sia venuta meglio. Ci sto prendendo la mano, con quel forno. Sono stata attenta che l'acqua, nella vaschetta della stufa, non fosse troppo calda..." Si girò, prese un coltello dal cassetto della credenza e tagliò due fette abbondanti. "A me non interessa se fa brutto tempo" disse, come se solo allora avesse sentito suo marito. "Anzi, mi piacciono questi pomeriggi di sabato in casa, tranquilli. Mi piace quando non si può andare da nessuna parte."
John Ball (1911-1988)
In the Heat of the Night
At ten minutes to three in the morning, the city of Wells lay inert, hot and stagnant. Most of its eleven thousand people tossed restlessly; the few who couldn't sleep at all damned the fact that there was no breeze to lift the stifling effect of the night. The heat of the Carolinas in August hung thick and heavy in the air. The moon was gone. A few unshaded street lamps in the main business area pushed hard shadows against the closed stores, the surviving movie theater,and the silent gas station. |
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La calda notte dell'ispettore Tibbs
Alle tre meno dieci del mattino, la città di Wells appariva deserta, nel caldo opprimente. La maggior parte dei suoi undicimila abitanti si agitava senza posa nei letti, e quelli che non potevano dormire imprecavano contro l'afa soffocante della notte, che nemmeno la brezza più lieve veniva a mitigare. L'afa del mese d'agosto, caratteristica delle due Caroline, pesava greve nell'aria. La luna era tramontata. Poche lampade non schermate, nella strada principale, dov'erano i negozi e la zona degli affari, gettavano ombre nere sulle facciate delle botteghe chiuse, su quella dell'unico cinema superstite e sul silenzioso distributore di benzina. (Traduzione: Antonio Ghirardelli) |
Robert Michael Ballantyne (1825-1894)
The Coral Island
Roving has always been, and still is, my ruling passion, the joy of my heart, the very sunshine of my existence. In childhood, in boyhood, and in man's estate, I have been a rover; not a mere rambler among the woody glens and upon the hill-tops of my own native land, but an enthusiastic rover throughout the length and breadth of the wide wide world. It was a wild, black night of howling storm, the night in which I was born on the foaming bosom of the broad Atlantic Ocean. My father was a sea-captain; my grandfather was a sea-captain; my great-grandfather had been a marine. Nobody could tell positively what occupation HIS father had followed; but my dear mother used to assert that he had been a midshipman, whose grandfather, on the mother's side, had been an admiral in the royal navy. |
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L'isola di corallo
Girare il mondo è sempre stata, ed è ancora, la mia passione principale, la gioia del mio cuore, la vera felicità della mia vita. Durante l'infanzia, l'adolescenza e l'età matura, sono sempre stato un giramondo; non semplicemente un uomo che ama girovagare per le boscose valli e le colline della propria terra natale, ma un viaggiatore entusiasta che vuole conoscere in lungo e in largo il mondo intero. Era una tempestosa e buia notte da lupi, quella in cui nacqui nella schiumosa e ampia distesa dell'Oceano Atlantico. Mio padre era un capitano di mare; mio nonno era un capitano di mare; il mio bisnonno era stato un marinaio, Nessuno poteva dire con certezza qual era stata la professione di SUO padre; ma la mia cara madre sosteneva che egli era stato un aspirante cadetto di marina, e che il nonno materno era stato un ammiraglio della marina reale. |
James Graham Ballard (1930-2009)
Crash
Vaughan died yesterday in his last car-crash. During our friendship he had rehearsed his death in many crashes, but this was his only true accident. Driven on a collision course towards the limousine of the film actress, his car jumped the rails of the London Airporto flyover and plunged through the roof of a bus filled with airline passengers. The crushed bodies of package tourists, like a haemorrhage of the sun, still lay across the vinyl seats when I pushed my way through the police engineers an hour later. |
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Crash
Vaughan è morto ieri nel suo ultimo scontro. Nel corso della nostra amicizia, aveva fatto le prove della sua morte in molti scontri, ma il suo ultimo è stato proprio e semplicemente un incidente - l'unico. Guidata in rotta di collisione verso la berlina dell'attrice cinematografica, la sua macchina ha saltato il parapetto del cavalcavia dell'Aeroporto di Londra ed è precipitata, sfondandolo, sul tetto di un autobus carico di passeggeri delle linee aeree. Quando, un'ora più tardi, mi sono fatto strada fra i tecnici della polizia, i corpi schiacciati dei turisti del tutto completo giacevano ancora sui sedili vinilici, come un'emorragia del sole. (Traduzione: Gianni Pilone Colombo) |
Honoré de Balzac (1799-1850)
L'avant-propos de la Comédie humaine (...)
En donnant à une oeuvre entreprise depuis bientôt treize ans, le titre de la Comédie humaine, il est nécessaire d'en dire la pensée, d'en raconter l'origine, d'en expliquer brièvement le plan, en essayant de parler de ces choses comme si je n'y étais pas intéressé. Ceci n'est pas aussi difficile que le public pourrait le penser. Peu d'oeuvres donne beaucoup d'amour-propre, beaucoup de travail donne infiniment de modestie. Cette observation rend compte des examens que Corneille, Molière et autres grands auteurs faisaient de leurs ouvrages: s'il est impossible de les égaler dans leurs belles conceptions, on peut vouloir leur ressembler en ce sentiment.
Le chef-d'oeuvre inconnu Vers la fin de l'année 1612, par une froide matinée de décembre, un jeune homme dont le vêtement était de très mince apparence, se promenait devant la porte d'une maison située rue des Grands-Augustins, à Paris. Après avoir assez longtemps marché dans cette rue avec l'irrésolution d'un amant qui n'ose se présenter chez sa première maîtresse, quelque facile qu'elle soit, il finit par franchir le seuil de cette porte, et demanda si maître François Porbus était en son logis. |
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Il capolavoro sconosciuto Verso la fine dell'anno 1612, in una fredda mattina di dicembre, un giovane vestito molto dimessamente passeggiava dinnanzi alla porta di una casa di rue des Grands-Augustins, a Parigi. Dopo aver a lungo camminato avanti e indietro con l'irresolutezza di un innamorato che non osi presentarsi alla sua prima amante, per disponibile che ella sia, finì poi per varcare la soglia di quella porta e domandare se il maestro François Porbus fosse in casa. (Traduzione: Carlo Montella e Luca Merlini) |
Le colonel Chabert "Allons! encore notre vieux carrick!" Cette exclamation échappait à un clerc appartenant au genre de ceux qu'on appelle dans les études des "saute-ruisseaux", et qui mordait en ce moment de fort bon appétit dans un morceau de pain; il en arracha un peu de mie pour faire une boulette et la lança railleusement par le vasistas d'une fenêtre sur laquelle il s'appuyait. Bien dirigée, la boulette rebondit presque à la hauteur de la croisée, après avoir frappé le chapeau d'un inconnu qui traversait la cour d'une maison située rue Vivienne, où demeurait Me Derville, avoué. "Allons, Simonnin, ne faites donc pas de sottises aux gens, ou je vous mets à la porte. Quelque pauvre que soit un client, c'est toujours un homme, que diable!" dit le Maître clerc en interrompant l'addition d'un mémoire de frais. |
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Il colonnello Chabert "Guardate! Ancora quella vecchia palandrana!" L'esclamazione veniva da uno di quei giovani praticanti che, negli studi, vengono chiamati "galoppini", e che in quel momento stava mordendo di buon appetito un pezzo di pane; il ragazzo strappò un pezzo di mollica e ne fece una pallottolina, che lanciò beffardo dall'apertura della finestra sulla quale era appoggiato. La mira era giusta, e la pallina rimbalzò subito all'altezza della finestra, dopo aver colpito il cappello di uno sconosciuto che attraversava il cortile di una casa in rue Vivienne, dove abitava l'Avv. Derville, procuratore legale. "Via, Simonnin, non fate questi stupidi scherzi, o vi metto alla porta. Per quanto povero possa essere un cliente, è sempre un essere umano, diamine!" disse il praticante anziano interrompendo la somma di un elenco di spese. |
Le cousin Pons
Vers trois heures de l'après-midi, dans le mois d'octobre de l'année 1844, un homme âgé d'une soixantaine d'années, mais à qui tout le monde eût donné plus que cet âge, allait le long du boulevard des Italiens, le nez à la piste, les lèvres papelardes, comme un négociant qui vient de conclure une excellente affaire, ou comme un garçon content de lui-même au sortir d'un boudoir. C'est à Paris la plus grande expression connue de la satisfaction personnelle chez l'homme. En apercevant de loin ce vieillard, les personnes qui sont là tous les jours assises sur des chaises, livrées au plaisir d'analyser les passants, laissaient toutes poindre dans leurs physionomies ce sourire particulier aux gens de Paris, et qui dit tant de choses ironiques, moqueuses ou compatissantes, mais qui, pour animer le visage d'un Parisien, blasé sur tous les spectacles possibles, exigent de hautes curiosités vivantes. |
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Il cugino Pons
Verso le tre del pomeriggio, nell'ottobre del 1844, un uomo di una sessantina d'anni che ne dimostrava molti di più camminava lungo il boulevard des Italiens, naso a terra e aria soddisfatta, come un negoziante che avesse appena concluso un affare eccellente o un ragazzo appena uscito tutto soddisfatto da un boudoir. A Parigi è questa l'espressione più eloquente dell'umana soddisfazione. Scorgendo da lontano quel vecchio, le persone che stavano lì ogni giorno sedute sulla sedia, abbandonandosi al piacere di osservare i passanti, lasciavano affiorare sul volto quel sorriso tipico dei parigini, ironico, beffardo o compassionevole, che tuttavia per animare l'espressione di un parigino, abituato a ogni genere di spettacoli, richiede una dose di curiosità non comune. (Traduzione: Lanfranco Binni) |
La cousine Bette
Vers le milieu du mois de juillet de l'année 1838, une de ces voitures nouvellement mises en circulation sur les places de Paris et nommées des milords cheminait, rue de l'Université, portant un gros homme de taille moyenne, en uniforme de capitaine de la garde nationale. Dans le nombre de ces Parisiens accusés d'être si spirituels, il s'en trouve qui se croient infiniment mieux en uniforme que dans leurs habits ordinaires, et qui supposent chez les femmes des goûts assez dépravés pour imaginer qu'elles seront favorablement impressionnées à l'aspect d'un bonnet à poil et par le harnais militaire. |
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La cugina Betta
Verso la metà del luglio del 1838, una di quelle vetture, da poco messe in circolazione sulle piazze di Parigi e chiamate milord, passava per via dell'Università, portando un uomo corpulento di media statura, in uniforme di capitano della Guardia nazionale. Tra i parigini, accusati di essere tanto dotati di spirito, ve ne sono alcuni i quali credono di far molto miglior figura in uniforme che non negli abiti consueti, e che attribuiscono alle donne gusti piuttosto depravati immaginandosi che siano favorevolmente impressionate dalla vista di un berretto di pelo e di una bardatura militare. (Traduzione: Ugo Dettore) |
Eugénie Grandet
Il se trouve dans certaines villes de province des maisons dont la vue inspire une mélancolie égale à celle que provoquent les cloîtres les plus sombres, les landes les plus ternes ou les ruines les plus tristes. Peut-être y a-t-il à la fois dans ces maisons et le silence du cloître et l'aridité des landes et les ossements des ruines: la vie et le mouvement y sont si tranquilles étranger les croirait inhabitées, ne rencontrait tout à coup le regard pâle et froid personne immobile dont la figure à demi monastique dépasse de la croisée, au bruit pas inconnu. Ces principes de mélancolie existent dans la physionomie logis situé à Saumur, au bout de la rue montueuse qui mène au château, par le haut de la ville. |
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Eugénie Grandet
In alcune provincie si trovano case la cui vista ispira una malinconia simile a quella dei chiostri più tetri, delle lande più desolate, delle rovine più tristi; in queste case vi sono forse qualche volta e il silenzio del chiostro, e l'aridità delle lande, e le rovine. Vita e movimento vi sono così tranquilli che un forestiero le riterrebbe inabitate, se d'un tratto non incontrasse lo sguardo smorto e freddo di una persona immobile, la cui figura, mezzo monastica, sporge dal parapetto della finestra al rumore di un passo insolito. Tale melanconia esiste anche in una casa di Saumur, in cima alla via montagnosa che mena al castello nella parte alta della città. (Traduzione: Grazia Deledda) |
Illusions perdues
A l'époque où commence cette histoire, la presse de Stanhope et les rouleaux à distribuer l'encre ne fonctionnaient pas encore dans les petites imprimeries de province. Malgré la spécialité qui la met en rapport avec la typographie parisienne, Angoulême se servait toujours des presses en bois, auxquelles la langue est redevable du mot faire gémir la presse, maintenant sans application. L'imprimerie arriérée y employait encore les balles en cuir frottées d'encre, avec lesquelles l'un des pressiers tamponnait les caractères. Le plateau mobile où se place la forme pleine de lettres sur laquelle s'applique la feuille de papier était encore en pierre et justifiait son nom de marbre. |
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Illusioni perdute
All'epoca in cui comincia questa storia, la macchina di Stanhope e i rulli inchiostratori non erano ancora entrati nelle piccole stamperie di provincia. Ad Angoulême, malgrado la specialità locale che la mette in rapporto con l'industria tipografica parigina, ci si serviva sempre di torchi in legno, ai quali la lingua è debitrice dell'espressione "far gemere i torchi" che oggi non trova più applicazione. L'arte della stampa era arretrata e si impiegavano ancora i mazzi di cuoio caricati di inchiostro con i quali lo stampatore inchiostrava i caratteri. Il piano mobile destinato a ricevere la forma piena di lettere sulla quale si applica il foglio di carta era ancora in pietra e giustificava il nome di marmo. (Traduzione: Argia Micchettoni) |
Louis Lambert (...)
Louis Lambert naquit, en 1797, à Montoire, petite ville du Vendômois, où son père exploitait une tannerie de médiocre importance et comptait faire de lui son successeur ; mais les dispositions qu'il manifesta prématurément pour l'étude modifièrent l'arrêt paternel. D'ailleurs le tanneur et sa femme chérissaient Louis comme on chérit un fils unique et ne le contrariaient en rien. L'Ancien et le Nouveau Testament étaient tombés entre les mains de Louis à l'âge de cinq ans ; et ce livre, où sont contenus tant de livres, avait décidé de sa destinée. Cette enfantine imagination comprit-elle déjà la mystérieuse profondeur des Ecritures, pouvait-elle déjà suivre l'Esprit-Saint dans son vol à travers les mondes, s'éprit-elle seulement des romanesques attraits qui abondent en ces poèmes tout orientaux; ou, dans sa première innocence, cette âme sympathisa-t-elle avec le sublime religieux que des mains divines ont épanché dans ce livre!
La peau de chagrin
Vers la fin du mois d'octobre dernier, un jeune homme entra dans le Palais-Royal au moment où les maisons de jeu s'ouvraient, conformément à la loi qui protège une passion essentiellement imposable. Sans trop hésiter, il monta l'escalier du tripot désigné sous le nom de numéro 36. - Monsieur, votre chapeau, s'il vous plaît? lui cria d'une voix sèche et grondeuse un petit vieillard blême, accroupi dans l'ombre, protégé par une barricade, et qui se leva soudain en montrant une figure moulée sur un type ignoble. Quand vous entrez dans une maison de jeu, la loi commence par vous dépouiller de votre chapeau. Est-ce une parabole évangélique et providentielle? N'est-ce pas plutôt une manière de conclure un contrat infernal avec vous en exigeant je ne sais quel gage? Serait-ce pour vous obliger à garder un maintien respectueux devant ceux qui vont gagner votre argent? |
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La pelle di zigrino
Verso la fine del mese di ottobre scorso, un giovane entrò nel Palais-Royal al momento in cui si aprivano le case da giuoco, conformemente alla legge che protegge una passione essenzialmente imponibile. Senza troppo esitare, salì la scala della bisca, designata col nome di numero 36. - Signore, il vostro cappello, per favore? - gli gridò con voce secca e di rimprovero un vecchietto esangue, accovacciato nell'ombra, protetto da una barricata e che si alzò all'improvviso mostrando un volto modellato su un tipo ignobile. Quando entrate in una casa da gioco, la legge incomincia con lo spogliarvi del vostro cappello. E' forse una parabola evangelica e provvidenziale? Non è piuttosto un modo di concludere con voi un contratto infernale, esigendo non so quale pegno? Sarebbe forse per costringervi a serbare un contegno rispettoso davanti a coloro che stanno per guadagnare il vostro denaro? (Traduzione: Maria Serena Battaglia) |
Le père Goriot Madame Vauquer, née de Conflans, est une vieille femme qui, depuis quarante ans, tient à Paris une pension bourgeoise établie rue Neuve-Sainte-Geneviève, entre le quartier latin et le faubourg Saint-Marceau. Cette pension, connue sous le nom de la Maison-Vauquer, admet également des hommes et des femmes, des jeunes gens et des vieillards, sans que jamais la médisance ait attaqué les moeurs de ce respectable établissement. Mais aussi depuis trente ans ne s'y était-il jamais vu de jeune person, et pour qu'un jeune homme y demeure, sa famille doit-elle lui faire une bien maigre pension. Néanmoins, en 1819, époque à la quelle ce drame commence, il s'y trovait une pauvre jeune fille |
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Papà Goriot Madame Vauquer, nata de Conflans, è una donna anzianotta che, da quarant'anni, gestisce a Parigi una pensione familiare, sita in rue Neuve-Sainte Geneviève, fra il quartiere latino e il faubourg Saint-Marceau. La pensione conosciuta come Casa Vauquer, accetta tutti, uomini e donne, giovani e vecchi, senza che la maldicenza abbia mai scalfito l'onorabilità di quella rispettabile istituzione. Dobbiamo aggiungere, però, che da trent'anni non si vedeva una signorina, e un giovane, per abitarci, doveva avere alle spalle una famiglia ben misera. Tuttavia, nel 1819, epoca in cui inizia questo dramma, vi alloggiava una povera ragazza. (Traduzione: Giuseppe Pallavicini Caffarelli) |
Splendeur et misère des courtisanes
En 1824, au dernier bal de l'Opéra, plusieurs masques furent frappés de la beauté d'un jeune homme qui se promenait dans les corridors et dans le foyer, avec l'allure des gens en quête d'une femme retenue au logis par des circonstances imprévues. Le secret de cette démarche, tour à tour indolente et pressée, n'est connu que des vieilles femmes et de quelques flâneurs émérites. Dans cet immense rendez-vous, la foule observe peu la foule, les intérêts sont passionnés, le Désoeuvrement lui-même est préoccupé. Le jeune dandy était si bien absorbé par son inquiète recherche qu'il ne s'apercevait pas de son succès: les exclamations railleusement admiratives de masques, les étonnements sérieux, les mordants lazzis, les plus douces paroles, il ne les entendait pas, il ne les voyait point. |
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Splendori e miserie delle cortigiane
Nel 1824, all'ultimo ballo dell'Opéra, più di una maschera fu colpita dalla bellezza di un giovane, che si aggirava per i corridoi e nel ridotto, con l'aria di chi stia cercando una donna trattenuta a casa da circostanze impreviste. Il segreto di quell'andatura, ora indolente, ora frettolosa, è noto soltanto alle donne anziane e a certi emeriti perdigiorno. In quell'enorme ritrovo, la folla osserva ben poco la folla: gli interessi sono appassionati; l'ozio stesso è carico d'ansia. Il giovane dandy era talmente assorbito dalla sua ricerca inquieta, da non accorgersi del proprio successo: le esclamazioni ironiche ed ammirate ad un tempo, di certe maschere, talune espressioni di stupore autentico, le frecciate pungenti, le più dolci parole, niente di tutto questo gli giungeva all'orecchio, né alla vista. (Traduzione: Vincenzo Acanfora) |
Une ténébreuse affaire
L'automne de l'année 1803 fut un des plus beaux de la première période de ce siècle qu'en France nous nommons l'Empire. En octobre, quelques pluies avaient refraîchi le prés, les arbres étaient encore verts et feuillés au milieu du mois de novembre. Aussi le peuple commençait-il à établir entre le ciel et Bonaparte, alors déclaré consul a vie, une entente à laquelle cet homme a dû l'un de ses prestiges. Chose étrange! le jour où, en 1812, le soleil lui manqua, ses prospérités cessèrent. |
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Un tenebroso affare
L'autunno dell'anno 1803 fu uno tra i più belli della prima parte di quel secolo che chiamiamo Impero. In ottobre, qualche pioggia aveva rinfrescato i prati, gli alberi erano ancora verdi e pieni di foglie a metà novembre. Forse per questo motivo la gente cominciava a instaurare un rapporto tra il cielo e Buonaparte, appena nominato console a vita, un nesso che costituì uno dei primi meriti di quell'uomo; si pensi poi che, cosa davvero strana, quando, quel giorno del 1812, il sole gli mancò, anche le sue fortune cessarono. (Traduzione: Paolo Guzzi) |
Adriano Banchieri [sotto lo preudonimo di Camillo Scaligero della Fratta] (1567-1634)
La nobilissima, anzi asinissima Compagnia delli Briganti della Bastina
ALL'HONOREVOLMO & Sodissimo mio Patrone Il Signor ARCIFANFO SPIDOCCHIONI RITROVANDOMI l'altro giorno entro la bella brigata del vostro BRIGANTESCO Ridotto (Nobilissimo mio Signore) fu conchiuso, che L'ASINO frà tutti gli altri quadrupedi sia legittimamente NOBILE, non solo per l'antichità della Casata, essendo stato de i primi caualcati, & imitati da gli Huomini, et per la grandezza del sangue, stendendosi la sua parentela infino fuor della spetie ad altri animali; ma ancora, & molto più, per le sue rare doti, & eccellenti qualità, descritte in sì gran fascio da quella lingua di Papagallo di ATTABALIPPA; il cui conseglio (dato da esso nel fine dell'Opera) fu accettato da noi con lieta fronte: et fu proposto dalla S.V. molto ARCIFANFANA, che si douesse fare vna CONGREGATIONE, un RIDOTTO, vn'ACADEMIA, ouero vna COMPAGNIA che si chiamasse de i BRIGANTI dalla BASTINA, sopraueste ordinaria di sua ASINISSIMA, et Nobilissima Signoria. Piacque a tutti quest'honorato titolo, per il quale meritamente foste gridato incontanente, da tutta la brigata, RETTORE di tutti gli BRIGANTI, et con applauso vniuersale, & senza discrepanza di parere in contrario, foste eletto, approbato, confermato et sottoscritto con tutte quelle solennità, che si ricercano a un tanto Magistrato.
Novella di Cacasenno figlio del semplice Bertoldino
Erminio, Gentiluomo favorito Cortigiano del Re Alboino, avendo con un suo Servitore scorso molti giorni la campagna, passò sotto la montagna sopra la quale abitava la Marcolfa con il gustosissimo umore di suo figlio Bertoldino. Ed immaginandosi far cosa grata al Re e la Regina suoi Signori, portandogliene qualche novella, si pose a salire la montagna, e giunto alla casa vidde, stante la qualità del paese, una assai buona fabrica, e quivi picchiando alla porta, si affacciò la Marcolfa alla finestra, la quale scendendo a basso, e riconoscendo Erminio, con molta allegrezza lo condusse in casa, facendogli liete accoglienza; ...
Alessandro Banda (1963)
La città dove le donne dicono di no
Se esistesse realmente la città di Meridiano, scriverei che sono nato, io, a Meridiano, e che vivo ininterrottamente, io, a Meridiano, da quando sono nato, e non me ne sono allontanato mai, mai, anche quando me ne sono allontanato. Se esistesse realmente, questa piccola città, questa città minuscola, questa città minima, le guide scriverebbero che è sita, Meridiano, in una conca fortunata che unisce la selvaggia bellezza dell'alta montagna con la mitezza del clima mediterraneo, ed è protetta, la salubre cittadina, dalle ardite giogaie e splendidi contrafforti delle Alpi Ventose, ed è circondata da borghi ariosi sparsi nelle sue con valli, ed è attraversata, e come divisa in due, dalle spumeggianti acque del Martirio, da taluni ritenuto torrente (ampio torrente), da taluni fiume (fiume di scarsa portata).
Giuseppe Bandi (1834-1894)
I Mille: da Genova a Capua
Vuoi tu dunque, amico caro, ch'io ti racconti quel che videro i miei occhi ed udirono i miei orecchi nell'avventurosa corsa che facemmo da Genova a Marsala ne' primi giorni di maggio del 1860, quando saltò in testa a Garibaldi il ticchio di fare quella che parve da principio una gran pazzia, e fu giudicata di poi opera egregia e principalissima tra le sue più belle? Io, pel bene che ti voglio, non ho cuore per risponderti: no; ma t'ammonisco di non pretendere da me più che non possa darti un modesto gregario di quella schiera; il quale ascriverà a sua ventura se per la grande dimestichezza in cui lo tenne a que' giorni (per sua benevolenza) il duce dei Mille, potrà narrarti qualche coserella, che non si trova nelle moltissime storie che de' suoi casi si scrissero e si scrivono oggi più che mai.
Iain Banks (1954)
The Bridge
Trapped, crushed, weight coming from all direction, entangled in the wreckage (you have to become one with the machine). Please no fire, no fire. Shit. This hurts. Bloody bridge; own fault (yes, bloody bridge, right color; see the bridge, see the man drive the car, see the man not see the other car, see the big CRASH, see the bone-broken man bleed; blood color of the bridge. Oh well own fault. Idiot.) Please not fire. Blood red. Red blood. See the man bleed, see the car leak; radiator red, blood red, blood like red oil. |
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Corpo a corpo
In trappola. Fracassato. Un peso opprimente che schiaccia dappertutto. Incastrato nel rottame (bisogna diventare tutt'uno con la macchina). Vi prego, niente fuoco. Niente fuoco. Merda. Fa male. Maledetto ponte. Tutta colpa sua (sì, stramaledetto e rosso come il sangue: vedo il ponte, vedo il tipo al volante, vedo il tipo che non vede l'altra macchina, vedo il grande URTO, vedo il tipo che si rompe l'osso del collo, ricoperto di sangue. Sangue dello stesso rosso del ponte. Oh sì tutta colpa sua. Bastardo). Vi prego, niente fuoco. Rosso sangue. Sangue rosso. Vedo l'uomo che sanguina, la macchina che sgocciola. Radiatore rosso, rosso sangue, sangue come benzina rossa. (Traduzione: Alessandra di Luzio) |
Anna Banti (Lucia Lopresti) (1895-1985)
L'ammiraglio
Maritata ragionevolmente in Italia la figlia Natascia (una spina, quel suo testardo lavorare nell'alta moda francese) la principessa Sonia D. tirò un sospiro di sollievo. Le rimanevano due cari figli, Grigori e Vassili, eredi del titolo e del nome illustre. Erano due giovani moderni e, ciascuno alla sua maniera, mostravano un'impazienza e un fastidio grandissimi quando la loro madre si commoveva al ricordo delle sterminate proprietà ucraine, delle miniere caucasiche e dei palazzi a Mosca e a Pietroburgo: essi respingevano con malagrazia sin le fotro ingiallite di quei beni e dei gioielli di famiglia, venduti, via via, a Costantinopoli, a Berlino, a Parigi, per campare. Morto il principe padre, specchio di inutile assennatezza, i due giovani s'erano abbandonati alle loro inclinazioni che erano diversissime, anzi opposte: piccolo borghesi e conformiste quelle del primogenito, avventurose e azzardose quelle di Vassili.
Arabella e affini
"Children, don't play with children you don't know": ogni mattina le stesse parole, in tono più lamentoso che autorevole, e che la vastità della spiaggia inghiottiva e disperdeva senza eco. I due ragazzi, un maschio e una femmina, erano avvezzi a riceverla come un segno di stanco commiato che significava, in sostanza, "fate il comodo vostro e non seccate". Fin da quando non avevano che cinque o sei anni le avevano interpretate così, sebbene allora le ascoltassero a capo chino, sotto il cappellaccio di tela bianca, e movendo nervosamente coi piedi appena liberati dai sandali la rena già calda. Come ultimo gesto di premura, miss Clark pettinava la frangetta di Maria Sofia, a Stefano il ciuffo, mentre loro si divincolavano e via correvano verso la battuta da cui poi si sarebbero allontanati alla chetichella, ognuno per conto proprio, a destra, a sinistra.
Artemisia
"Non piangere." Nel silenzio che divide l'uno dall'altro i miei singhiozzi, questa voce figura una ragazzetta che abbia corso in salita e voglia scaricarsi subito di un'imbasciata pressante. Non alzo la testa. "Non piangere": la rapidità dello sdrucciolo rimbalza ora come un chicco di grandine, messaggio, nell'ardore estivo, di alti freddi cieli. Non alzo la testa, nessuno mi è vicino. Poche cose esistono per me in quest'alba faticosa e bianca di un giorno d'agosto in cui siedo in terra, sulla ghiaia di un vialetto di Boboli, come nei sogni, in camicia da notte. Dallo stomaco alla testa mi strizzo in lagrime, non posso farne a meno, in coscienza, e ho il capo sulle ginocchia.
La camicia bruciata
Non parla, ronza sibila punge. Non vede la finestra aperta, sbatte sui vetri. Qui c'è sangue da succhiare, fuori la luce dove tutto dilegua le è nemica. Aspetta il buio per abbassarsi a volo radente, minimo vampiro protetto da un nome, Marguerite Louise: il guscio dove si crede ancora una principessa. Significa qualcosa, questo nome? Non ne dubita, per lei è il nome di una eroina vittima illustre della ingiustizia e della ipocrisia. Nel suo secolo era deplorata e messa al bando, il nostro le appartiene di diritto, ci si troverebbe benissimo. La data della sua nascita è uno sbaglio, reclama un rimedio drastico, l'inserimento in un mondo liberato dai pregiudizi.
Campi Elisi
Che sole, sugli Aliscamps, pareva che tutto l'ardore estivo della più arida Viennese accendesse le pietre del viale, il marmo abbacinante delle tombe scottava. Intimidito, frastornato, oppresso, Marco Gellio batteva le palpebre, incapace di seguire, sia pur da spettatore curioso, i gesti e le parole del rito, quella cantilena orientale che l'aria pigra e torrida schiacciava contro il suolo. Si rimproverava. "un uomo come me, senza ambizioni né politiche né letterarie, da anni ritirato a vita privata, mai avrebbe dovuto arrendersi alle convenienze per seguire il feretro di una donna che non mi era niente, una seconda cugina di mia moglie, buona memoria". Tutta colpa dei suoi figlioli, quei ragazzi non smettevano di sperare che un giorno o l'altro l'elegante Marco Gellio si decidesse a prendere il battesimo e a far vita devota nel cerchio del vescovo Cesario.
La casa
Orfana di madre, educata in collegio, Lisetta non si è mai accorta di non avere ragione, questo scrupolo le è ignoto come, d'altronde, ogni scrupolo o vizio. Dei vizi, infatti non ha avuto mai che un concetto esterno e generico, come si sa che ci sono i leoni e le pantere, ma nessuno li tiene per casa. Quanto agli scrupoli, li ha sempre immaginati come formiche noiose che serbar la credenza pulita e senza briciole per esserne immuni. Ragazza, non ha mai avuto da vergognarsi di niente, neppure con sé stessa: la somma delle qualità richieste a una giovane modello le fu facile e naturale. Studiosa, laboriosa, casta anche nell'immaginazione, servizievole ma guardinga. Quel che le spiegavano capiva, quel che le comandavano eseguiva, anche se le costava fatica: il sacrificio le era piacevole come un esercizio ginnico che le riuscisse bene.
Il colonnello
"Questo è" conclude il colonnello, ogni volta che l'ozio lo porta a metter insieme il solito lungo ragionamento sui fatti di oggi e di ieri, cosa si doveva fare, cosa si dovrebbe fare: e, tutto insieme, espone contrasta ribatte perora giudica. "Questo è" sta seduti nei suoi panni oramai consunti, dopo due anni d'uso, ma sempre irrigiditi in pieghe poco persuase e, in qualche modo, forzate. Un tavolino davanti ce l'ha e spesso anche un vermut come, in altri tempi, a mezzogiorno; ma qui finisce la tastiera delle sue antiche abitudini tra caserma e maneggio. Gli ascoltatori, infatti, di qualunque specie li trovi, cittadini o villici, e di qualunque classe, non azzeccheranno mai le risposte che attende. Essi prestano orecchio, lo guardano: lo guardano soprattutto e non lo contraddicono mai. Poi quando si son riposati o hanno sostato quel che conviene per non essere scortesi, eccoli lontani alle loro faccende, e, fra loro, pieni di sussurri.
Conosco una famiglia
Conosco una famiglia, rigogliosa di fatto, virtuosa all'apparenza, che coi tempi presenti non ha nulla a che fare: vivaio di costumi o di attitudini che si penserebbero o d'altri climi o scomparsi affatto; cui, del resto, a farla lunga, non rimarranno, si spera, dieci anni di vita. Pure il vigore dei suoi sistemi non accennando per ora a esaurirsi, meriterebbe un po' di storia: sistemi di pascolo privato e di segrete violenze per cui l'aria di oggi, entrando in quelle stanze, risulta subito alterata, corrotta. Non bisogna dunque pensare a nostalgiche reliquie di pieno e onesto ottocento, a fragili romanticherie: l'aria che s'è detto e che si difende a ogni costo è quella di "prima della guerra" che pensiamo dovessero respirare certi borghesi ambiziosi fra il 1900 e il 1915: un'aria tenerono, grassa di bacilli che scodinzolano addomesticati e col fiocco al collo, come fox terriers.
Il coraggio delle donne
La compagnia veniva su, sbandata, per la scorciatoia che infila il crinale del colle: tanta era la fretta che i sassi rimossi dai ragazzi, rotolando in giù e urtando i piedi delle tre signore, non parevano nemmeno avvertiti. I primi grilli della sera cominciavano a chiamarsi, qualche uliva rinsecchita, nei campi al di là dei muriccioli, crocchiava cadendo dal ramo sulle stoppie. Nessuno chiacchierava o cantava più come un'ora fa, sotto i castagni, solo le due bambine, più svagate, si permettevano ancora la stretta del braccio e la parolina all'orecchio. Poi quando il silenzio della campagna diventava più denso, quasi notturno, e il rumore di tutti quei passi pareva ciecamente meccanico, la donna più pallida e bassa si scansava dal volto la eterna ciocca sfilacciata fino al labbro, e cominciava la sua litania: "Dio mio, speriamo che non sia già a casa..."
Un cuore avvelenato
D'autunno, la Maria dice: "A casa mia, quando ero giovane, che bei fochi di questa stagione. Castagne arrosto, sanguinacci e schidionate di uccelli che non si riparava a mangiarli. La legna non costava nulla, si raccattava nel bosco: e il babbo era cacciatore". in piedi o a sedere che sia mentre parla, guarda in su con gli occhi lustri come se vedesse gli angioli o fosse affamata. Invece è cuoca, cuoca di casa signorile, e mangia quel che vuole, ma ha sempre la bocca amara. Serve da trent'anni; una donna ormai privata d'innocenza, ma come per distrazione la pratica in certe pause di umore infantile che alleggeriscono il suo corpo grasso. "Marta!" chiama la eterna padrona: e lei, con quel suo sorriso fatto per piacere ai signori: "Comandi". Le padrone son tutte eguali, durano buone per quindici giorni, poi a cominciano a scoprir le magagne, impazienze, pretese e quell'alzar di spalle maledetto per far capire che non sono contente.
Le disgrazie di Miccioli
Si diceva alla Corona, quartiere periferico di operai e di piccoli impiegati: "A Miccioli, gente da non fidarsi"; per parlar chiaro, ladri. Eppure da Miccioli provenivano parecchie famiglie sistematine, con lo zerbino alla porta di casa, e i figlioli alle scuole secondarie. Qualcuno, ci aveva lassù una mamma o una zia, coraggiosa vecchietta che si guadagnava ancora il pane e non chiedeva nulla a nessuno; quelle parenti venivano buone la domenica, se c'erano ragazzi da contentarsi, invece del cinematografo, d'una bella girata in campagna: e la campagna era questa strada polverosa che infilava Miccioli. Stretta fra case piccine da non starci in piedi. Fuori da ogni uscio, se il freddo non era insopportabile, c'era una seggiola o un panchetto e ci sedeva una donna.
Le donne muoiono
Il 16 luglio 2617, a Valloria, città lacustre presso le rovine dell'antica Venezia, tale Mariano Pietrangeli fu ricoverato in una clinica sperimentale per malati di mente. Era un ragazzo di vent'anni, di professione studente, e la sua anomalia fu definita di visionario lucido, anzi logico. Ragionava benissimo e, fino ad un certo punto, deplorava coi medici quella che non rifuggiva dal chiamare la sua infermità. Tuttavia, proprio nei momenti che meglio si adoperava per analizzarla e dominarla, lo vedevi battersi la fronte come uno che all'improvviso viene assalito da un ricordo preciso e urgente, e giù a ragionare di cose e di fatti di cui nessuno dei presenti aveva nozione. Anche il suo linguaggio si alterava, egli si esprimeva con termini antiquati, quasi leggesse da un vecchio libro: ed era da notarsi come soccorresse allo stupire degli astanti traducendo in lingua corrente le espressioni meno comprensibili che gli uscivano di bocca.
Felicina
I nomi dei giorni della settimana, a forza di battere sulle stesse sillabe, son sempre riusciti ad avere una faccia, anzi molte facce a seconda dei paesi, dei tempi e del tempo che fa. Di ottobre, nel 1880, un venerdì ebbe quella, eccitante di lieti raffronti, che il favore d'un autunno sereno e la contingenza del giorno di mercato a Firenze potevano concedere agli abitanti d'una piccola città di Toscana, appunto in quegli anni. "Aria fresca e sole caldo" si disse quella mattina aprendo le imposte e uscendo fuori; davvero quasi tutti dissero così, o pressappoco. Scantonando dalle strade sulle piazze si constatò anche che c'era vento, ma distrattamente; ché già nella gran pianura sotto la Caldana, senza vento non si sta mai e i bianchi lastroni spolpati, per terra, non sanno trattenere né un grano di polvere né un seme d'erba.
Inganni del tempo
"Arriverò a Genova col treno delle undici e trentasette, mercoledì prossimo quattro giugno." Per poco Teresa non aggiunse il millesimo: 1904. Tanta precisione, in una lettera alle cugine, era indice di fervore, di ansietà e del desiderio superstizioso di sfatare ogni possibile impedimento. Sul calendarietto Bertelli, uno stellone inchiodava da un mese quella data: se le avessero proposto di rimandarla, Teresa avrebbe pianto e preferito rinunziare al viaggio. Se la ripeteva mentalmente e volava con essa dalla stazione di partenza alla stazione d'arrivo. Quel fabbricato pedante, scopo e offesa al più triste dei giardinetti, avrebbe imparato finalmente che la più avvilita delle ragazze può muoversi e montare in treno come chiunque altro: tutto sta a cominciare.
Lavinia fuggita
Fu un miracolo che Iseppo Pomo, battellante chiozzotto, imboccasse diritto il rio della Pietà: dalla laguna la nebbia colmava ogni fessura dell'abitato e passar sotto il ponte e trovarsi nel rio non cambiò nulla, soltanto le voci che volavano per l'aria, fitte e allegre come fosse bel tempo, risuonavano in una maniera diversa, più stipata. Erano voci di donne: forse sul ponte, forse alle finestre, e parlavano svelto come a Chioggia non si usa. Iseppo vogava lento e cauto, il barco era pesante e bisognava stesse accorto che il portello dell'Ospedale non gli sfuggisse. Intanto prestava orecchio alle voci e specialmente a quella che aveva detto:"nato di domenica sempre ride". Perché anche Iseppo è nato di domenica, e questa di novembre è proprio la sua, una combinazione, lui compie oggi diciotto anni e gli pare che la donna che parla ne sia informata. Inoltre questo proverbio non l'aveva mai sentito e riflette che è una sciocchezza: non si ricorda di aver riso più degli altri.
La libertà di Giacinta
Fino ai cinquant'anni Giacinta Cavalli abitò la casa dov'era nata, e fu infelice. Quando, la mattina alle sei, estate come inverno, lisciava col pettine le bende precocemente brizzolate dei suoi capelli d'ebano, lo specchio si appannava del suo sospiro: un'altra giornata di lavoro. Scivolava poi sui suoi sottanoni che radevano la terra, stando bene attenta che la sorella Marietta non avesse a svegliarsi, nervosa com'era, e con tanto bisogno di sonno. Adesso erano sette in famiglia, cinque ragazze e i genitori, delle figlie lei era la più anziana. Ma erano stati nove, due maschi mancavano, malmaritati e maledetti, che nessuno si azzardava più a nominarli.
I porci
Le ultime miglia del loro viaggio di profughi, Lucilio e Priscilla le fecero in carro da buoi, lentamente. Il Po non era lontano, la pianura era rasa, scarsissima di culture e d'alberi; e nella stagione d'autunno precoce quei pochi, altissimi e brulli, avevano più l'apparenza di ordigni che di piante. Da tre mesi il viaggio durava, e nessun accidente pareva più naturale: oramai la misura del naturale era perduta. Esaurite, consumate le reazioni dei primi giorni e delle prime marce, il raccapriccio della fuga, il rancore per l'invasione, lo sgomento di Roma e della casa perduta non eran più che ricordo cupo e fiacco, maceria arida, sterile. La lunga avventura non aveva più nulla d'avventuroso, la paura medesima affondava nel disagio, cedeva all'irritazione, al malumore: in cui, peraltro, il livello delle esigenze si abbassava, giorno per giorno.
Vocazioni indistinte
Passato il tifo, l'Ofelia fu promossa, in città e in casa, a bella ragazza. Le erano spuntati sul capo certi riccioloni opachi che guarnivano un viso di topo, prima malamente stirato alle tempie dall'urgenza delle treccioline strette. Per le guance le si andava diffondendo una floridezza molliccia che, se accentuava la patatina del naso, nell'insieme alleggeriva i contorni e non poteva dispiacere. Il corpo non prometteva gran che, ma l'andatura puerile di prima, a passetti precipitosi di scolara zelante, aveva dato luogo a una lentezza trasandata che evocava, senza proporle, le grazie di un'altezza eccessiva, in attesa di suggerire più tardi il languore di una donna affaticata dai troppi parti. In città si diceva che il dottore suo padre stesse accumulando certe leggendarie economie per farle una gran dote: sicché arrivò il momento che la sua fama crebbe, come avviene in provincia, smisuratamente; e l'Ofelia fu quasi di moda.
John Banville (1945)
The Sea
They departed, the gods, on the day of the strange tide. All morning under a milky sky the waters in the bay had swelled and swelled, rising to unheard-of heights, the small waves creeping over parched sand that for years had known no wetting save for rain and lapping the very bases of the dunes. The rusted hulk of the freighter that had run aground at the far end of the bay longer ago than any of us could remember must have thought it was being granted a relaunch. I would not swim again, after that day. The seabirds mewled and swooped, unnerved, it seemed, by the spectacle of that vast bowl of water bulging like a blister, lead-blue and malignantly agleam. They looked unnaturally white, that day, those birds. The waves were depositing a fringe of soiled yellow foam along the waterline. No sail marred the high horizon. I would not swim, no, not ever again. Someone has just walked over my grave. Someone. |
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Il mare
Se ne andarono, gli dei, il giorno della strana marea. Per tutta la mattina sotto un cielo lattiginoso le acque della baia si erano ingrossate sempre più, raggiungendo altezze inaudite, e le piccole onde avevano pian piano sommerso una sabbia riarsa, per anni bagnata dalla sola pioggia, fino a lambire la base delle dune. Lo scafo arrugginito del cargo, che si era arenato all’altro capo della baia talmente tanto tempo addietro da non far parte dei ricordi di nessuno di noi, avrà pensato di aver ottenuto in sorte un secondo varo. Non volli più fare il bagno, da quel giorno. Gli uccelli marini gemevano e si lanciavano a precipizio, apparentemente spaventati dallo spettacolo di quell’immenso bacino d’acqua gonfio come una vescica, color azzurro piombo e con un luccichio maligno. Parevano di un bianco innaturale quel giorno, gli uccelli. Le onde depositavano un orlo di schiuma gialla e sudicia lungo la battigia. Nessuna vela deturpava la linea dell’orizzonte. Non volevo più fare il bagno, no, mai più. Qualcuno è appena passato sulla mia tomba. Qualcuno. (Traduzione: Eva Kampmann) |
Shroud
Who speaks? It is her voice, in my head. I fear it will not stop until I stop. It talks to me as I haul myself along these cobbled streets, telling me things I do not want to hear. Sometimes I answer, protest aloud, demanding to be left in peace. Yesterday in the baker's shop that I frequent on the Via San Tommaso I must have shouted out something, her name, perhaps, for suddenly everyone in the crowded place was looking at me, as they do here, not in alarm or disapproval but simple curiosity. |
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L'invenzione del passato
Chi parla? E' la voce di lei, nella mia mente. Temo che non si fermerà finché non mi fermerò io. Mi parla mentre mi trascino lungo queste strade acciottolate, dicendomi cose che non voglio sentire. A volte reagisco, protesto a gran voce, chiedendo di essere lasciato in pace. Ieri nella panetteria che frequento, in via San Tommaso, devo aver gridato qualcosa, il nome di lei forse, perché in quel luogo affollato tutti mi hanno guardato come fanno qui, non con aria allarmata o di disapprovazione, ma con semplice curiosità. (Traduzione: Marcella Dallatorre) |
Massimo Baraldi (1966)
One for the road Soliloquio da bancone in 19 giri e un brindisi
fa caldo quaggiù. un caldo fottuto, e quest'umidità mi sta uccidendo, poco a poco... paludi del cazzo... ...già. da quando sono in 'sta latrina del tubo non ricordo un solo giorno nel quale non abbia visto la pioggia cadere! 'fanculo. ...lontano da casa, così lontano da casa... che per quanto ne so l'acqua potrebbe aver cancellato la via del ritorno. all'intorno non vi è che pantano, ed il sordo disarmonico gracidare dei corvi, a far da contrappunto al cupo crepitio della pioggia. altro non vi è che l... ...sst! zitto, ora! eccola, la sento. muoversi oltre la porta... sulla veranda... sbirciare dagli infissi... ...è nella stanza... e so che mi sta fissando, strisciando piano lungo la parete... ma non ho il coraggio di fronteggiarne lo sguardo... come una vecchia amica, che non ha bisogno di annunciarsi né di chiedere permessi... lei sa quando trovarmi.
Anne Letitia Barbauld (1743-1825)
Sir Bertrand (Sir Bertrand)
Sir Bertrand volse il cavallo verso l'aperta campagna, sperando di riuscire ad attraversare quella landa desolata prima di notte. Ma non era ancora arrivato a mezza strada che si trovò smarrito di fronte a un dedalo di sentieri; e poiché, anche aguzzando la vista, non riusciva a scorgere intorno a sé che la monotona distesa della brughiera, alla fine non seppe più da che parte dirigersi. Il buio lo colse in questa situazione. Era una di quelle notti in cui la luna lasciava filtrare solo una debole luce diffusa attraverso i nuvolosi neri in un cielo basso e pesante. (Traduzione: Chiara Zanolli)
Alessandro Barbero (1959)
Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle, gentiluomo
L'anno 1848 finirà presto. Le foglie degli aceri sono morte, e il vento che le spazza via odora già di neve. Ho settantotto anni, che sono una bella età anche in questo secolo di progresso, e credo che anch'io finirò presto. Può darsi che l'elettricità, il vapore e la strada ferrata permettano un giorno agli uomini di vivere più a lungo, ma mi sembra più probabile il contrario, nonostante le chiacchiere dei giornalisti; ad ogni modo, io non lo saprò mai. La gotta ha preso possesso del mio piede sinistro, e sta scavandosi la via verso l'alto, sicché un giorno o l'altro arriverà a bussare al cuore; non lo rimpiango, perché penso a tutto il roast-beef che ho mangiato, a tutto il Bordeaux che ho bevuto, e credo che ne sia valsa la pena, ma non posso nascondermi che sarò fortunato se arriverò a vedere un altro autunno.
Romanzo russo
Quando si atterra a Mosca col buio, mentre l'aeroplano vira lentamente sulla città in attesa che trasmettano il segnale di via libera, è facile che l'occhio incontri dal finestrino il grattacielo dell'Università, sui Monti dei Passeri. Le luci sono accese dietro innumerevoli finestre, fioche, è vero, ma nella notte brillano; e sulla guglia più alta brucia ancora la stella rossa, come una volta. Per adesso il grattacielo sta lì può anche darsi che un giorno lo facciano saltare con la dinamite, e al suo posto scavino, chissà, una piscina, ma non mi pare che se ne sia ancora parlato seriamente, e del resto sarebbe un peccato.
L'ultimo rosa di Lautrec
Il nano procedeva cautamente, puntando davanti a sé il bastone da passeggio, come se sperasse di tenere a distanza l'acciottolato. Ci voleva poco per inciamparci, del resto: la ripida stradina di periferia scendeva a precipizio verso la place Blanche, e alzando gli occhi da terra ci si smarriva subito nel candore ovattato d'un cielo invernale, striato dal fumo dei camini. Poco sicuro delle proprie gambe, il nano cercava di tenersi accostato alle case, ma senza sfiorarle, per non sporcarsi; perché erano assai sudicie.
Muriel Barbery (1969)
L'élégance du hérisson
- Marx change totalement ma vision du monde, m'a déclaré ce matin le petit Pallières qui ne m'adresse d'ordinaire jamais la parole. Antoine Pallières, héritier prospère d'une vieille dynastie industrielle, est le fils d'un de mes huit employeurs. Dernière éructation de la grande bourgeoisie d'affaires - laquelle ne se reproduit que par hoquets propres et sans vices -, il rayonnait pourtant de sa découverte et me la narrait par réflexe, sans même songer que je puisse y entendre quelque chose. Que peuvent comprendre les masses laborieuses à l'oeuvre de Marx? La lecture en est ardue, la langue soutenue, la prose subtile, la thèse complexe. |
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L'eleganza del riccio
"Marx cambia completamente la mia visione del mondo" mi ha dichiarato questa mattina il giovane Pallières che di solito non mi rivolge nemmeno la parola. Anoine Pallières, prospero erede di un'antica dinastia industriale, è il figlio di uno dei miei otto datori di lavoro. Ultimo ruttino dell'alta borghesia degli affari - la quale si riproduce unicamente per singulti decorosi e senza vizi -, era tuttavia raggiante per la sua scoperta e me la narrava di riflesso, senza sognarsi neppure che io potessi capirci qualcosa. Che cosa possono mai comprendere le masse lavoratrici dell'opera di Marx? La lettura è ardua, la lingua forbita, la prosa raffinata, la tesi complessa. (Traduzione: Cinzia Poli) |
Jules-Amédée Barbey d'Aurevilly (1808-1889)
Les diaboliques
Il y a terriblement d'années, je m'en allais chasser le gibier d'eau dans les marais de l'Ouest, - et comme il n'y avait pas alors de chemins de fer dans le pays où il me fallait voyager, je prenais la diligence de *** qui passait à la patte d'oie du château de Rueil et qui, pour le moment, n'avait dans son coupé qu'une seule personne. Cette personne, très remarquable à tous égards, et que je connaissais pour l'avoir beaucoup rencontrée dans le monde, était un homme que je vous demanderai la permission d'appeler le vicomte de Brassard. Précaution probablement inutile! Les quelques centaines de personnes qui se nomment le monde à Paris sont bien capables de mettre ici son nom véritable... |
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Le diaboliche
Molti, troppi anni fa, me ne andavo a cacciare acquatici nelle paludi dell'Ovest, e non esistendo allora nel paese strada ferrata, al crocevia del castello di Rueil presi la diligenza di ***, che per il momento era occupata da un solo viaggiatore. Questa persona, notevolissima sotto ogni aspetto, la conoscevo per averla spesso incontrata in società ma, se lo permettete, la chiamerò visconte de Brassard. Precauzione probabilmente inutile! Le poche centinaia di persone che a Parigi sono dette "la società" possono benissimo sostituirvi il nome vero. (Traduzione: Elena Giolitti) |
Alessandro Baricco (1958)
Castelli di rabbia
-Allora, non c'è nessuno qui?...BRATH!...Ma che canchero, sono diventati tutti sordi quaggiù... BRATH! -Non strillare, ti fa male strillare, Arold. -Dove diavolo ti eri cacciato... è un'ora che sto qui a... -Il tuo calesse è a pezzi, Arold, non dovresti andare in giro così... -Lascia perdere il calesse e prendi 'sta roba piuttosto... -Cos'è? -Non lo so cos'è, Brath... che ne so io... è un pacco, un pacco per la signora Rail... -Per la signora Rail? -È arrivato ieri sera... Ha l'aria di venire da lontano... -Un pacco per la signora Rail...
City
- Allora, signor Klauser, deve morire Mami Jane? - Che vadano tutti a cagare. - È un sì o un no? - Lei che ne dice? Nell'ottobre del 1987, la CRB - casa editrice da ventidue anni delle avventure del mitico Ballon Mac - decise di indire un referendum tra i suoi lettori per stabilire se fosse il caso di far morire Mami Jane. Ballon Mac era un supereroe cieco che di giorno faceva il dentista e di notte combatteva il Male grazie ai poteri molto particolari della sua saliva. Mami Jane era sua madre.
Omero, Iliade
Tutto iniziò in un giorno di violenza. Erano nove anni che gli Achei assediavano Troia: spesso avevano bisogno di viveri o animali o donne, e allora lasciavano l'assedio e andavano a procurarsi quel che volevano saccheggiando le città vicine. Quel giorno toccò a Tebe, la mia città. Ci presero tutto e se lo portarono alle loro navi.
Novecento
Succedeva sempre che a un certo punto uno alzava la testa... e la vedeva. È una cosa difficile da capire. Voglio dire... Ci stavamo in più di mille, su quella nave, tra ricconi in viaggio, e emigranti, e gente strana, e noi... Eppure c'era sempre uno, uno solo, uno che per primo... la vedeva. Magari era lì che stava mangiando, o passeggiando, semplicemente, sul ponte... magari era lì che si stava aggiustando i pantaloni... alzava la testa un attimo, buttava un occhio verso il mare... e la vedeva. Allora si inchiodava, lì dov'era, gli partiva il cuore a mille, e, sempre, tutte le maledette volte, giuro, sempre, si girava verso di noi, verso la nave, verso tutti, e gridava (piano e lentamente): l'America. Poi rimaneva lì, immobile come se avesse dovuto entrare in una fotografia, con la faccia di uno che l'aveva fatta lui, l'America. La sera, dopo il lavoro, e le domeniche, si era fatto aiutare dal cognato, muratore, brava persona... prima aveva in mente qualcosa in compensato, poi... gli ha preso un po' la mano, ha fatto l'America...
Oceano mare
Sabbia a perdita d'occhio, tra le ultime colline e il mare - il mare - nell'aria fredda di un pomeriggio quasi passato, e benedetto dal vento che sempre soffia da nord. La spiaggia. E il mare. Potrebbe essere la perfezione - immagine per occhi divini - mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e terra, opera finita ed esatta, verità - verità - ma ancora una volta è il salvifico granello dell'uomo che inceppa il meccanismo di quel paradiso, un'inezia che basta da sola a sospendere tutto il grande apparato di inesorabile verità, una cosa da nulla, ma piantata nella sabbia, impercettibile strappo nella superficie di quella santa icona, minuscola eccezione posatasi sulla perfezione della spiaggia sterminata. A vederlo da lontano non sarebbe che un punto nero: nel nulla, il niente di un uomo e di un cavalletto da pittore.
Questa storia
Tiepida la notte di maggio a Parigi, mille novecento tre. Dalle loro case, centomila parigini lasciarono a metà la notte, scolando in massa verso le stazioni Saint-Lazare e Montparnasse, stazioni ferroviarie. Alcuni neanche andarono a dormire, altri puntarono la sveglia a un'ora assurda per poi scivolare via dal letto, lavarsi senza far rumore e sbattere nelle cose, cercando la giacca. In alcuni casi erano intere famiglie a venir via, ma per lo più furono singoli individui a intraprendere il viaggio, spesso contro ogni logica o buon senso.
Senza sangue
Nella campagna, la vecchia fattoria di Mato Rujo dimorava cieca, scolpita in nero contro la luce della sera. L'unica macchia nel profilo svuotato della pianura. I quattro uomini arrivarono su una vecchia Mercedes. La strada era scavata e secca - strada povera di campagna. Dalla fattoria, Manuel Roca li vide. Si avvicinò alla finestra. Prima vide la colonna di polvere alzarsi sul profilo del mais. Poi sentì il rumore del motore. Nessuno aveva più macchine, da quelle parti. Manuel Roca lo sapeva. Vide la Mercedes spuntare lontano e poi scomparire dietro a un filare di querce. Poi non guardò più. Tornò verso la tavola e posò la mano sulla testa della figlia. Alzati, le disse. Prese una chiave dalla tasca, la appoggiò sul tavolo e fece un cenno col capo al figlio. Subito, disse il figlio. Erano bambini, due bambini.
Seta
Benché suo padre avesse immaginato per lui un brillante avvenire nell'esercito, Hervé Joncour aveva finito per guadagnarsi da vivere con un mestiere insolito, cui non era estraneo, per singolare ironia, un tratto a tal punto amabile da tradire una vaga intonazione femminile. Per vivere, Hervé Joncour comprava e vendeva bachi da seta. Era il 1861. Flaubert stava scrivendo Salammbò, l'illuminazione elettrica era ancora un'ipotesi e Abramo Lincoln, dall'altra parte dell'Oceano, stava combattendo una guerra di cui non avrebbe mai visto la fine. Hervé Joncour aveva 32 anni. Comprava e vendeva. Bachi da seta.
Pat Barker (1943)
Regeneration
A Soldier's Declaration I am making this statement as an act of wilful defiance of military authority, because I believe the war is being deliberately prolonged by those who have the power to end it. I am a soldier, convinced that I am acting on behalf of soldiers. I believe that the purposes for which I and my fellow soldiers entered upon this war should have been so clearly stated as to have made it impossible to change them, and that, had this been done, the objects which actuated us would now be attainable by negotiation. |
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Rigenerazione
Dichiarazione di un soldato Rendo pubbliche le mie opinioni, come consapevole atto di sfida alle autorità militari, perché penso che la guerra venga volontariamente prolungata da coloro che avrebbero il potere di porle termine. Sono un soldato, e credo di parlare a nome dei soldati. Ritengo che questa guerra, cominciata come guerra di difesa e liberazione, si sia trasformata in guerra di aggressione e conquista. Credo che i propositi per i quali io e i miei commilitoni ci siamo arruolati avrebbero dovuto essere espressi con chiarezza, in modo che divenisse impossibile modificarli, e che, se ciò fosse stato fatto, gli obiettivi da noi perseguiti apparirebbero ora raggiungibili per via diplomatica. (Traduzione: Norman Gobetti) |
Julian Barnes (1946)
Arthur & George (Arthur e George)
I bambini vogliono vedere. Incomincia sempre così, e cominciò così anche quella volta. Un bambino voleva vedere. Sapeva camminare, e arrivava già alla maniglia della porta. E lo fece, ma non certo con quello che si potrebbe definire un proposito; fu per sempice istinto turistico infantile. C'era una porta da aprire: lui entrò, si fermò, guardò. Nessuno che lo osservasse; si volse e uscì, facendo ben attenzione a richiudersi la porta alle spalle. (Traduzione: Susanna Basso e Daniela Fargione)
Love, etc.
Stuart Hello! We've met before. Stuart. Stuart Hughes. Yes, I am sure. Positive. About ten years ago. It's all right - it happens. You don't have to pretend. But the point is, I remember you. I remember you. I'd hardly forget, would I? A bit over ten years, now I come to think of it. Well, I've changed. Sure. This is all grey for a start. Can't even call it pepper-and-salt any more, can I? Oh, and by the way, you've changed too. You probably think you're pretty much the same as you were back then. Believe me, you aren't. |
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Amore, dieci anni dopo
STUART Salve! Noi ci conosciamo. Stuart. Stuart Hughes. Altroché. Certissimo. Sarà una decina d'anni fa. Non fa niente - succede. Non occorre fingere. Il punto è che io di te mi ricordo. I remember you. Come potrei dimenticare, giusto? Forse un po' più di dieci anni, ora che ci penso. Be', sono cambiato. Certo. Per cominciare quassù è tutto grigio. Non li si può neanche più definire sale e pepe, dico bene? Oh, a proposito, sei cambiato anche tu. Magari sei convinto di essere lo stesso di allora. Dammi retta, non è vero. (Traduzione: Susanna Basso) |
James Matthew Barrie (1860-1937)
Peter Pan and Wendy
All children, except one, grow up. They soon know that they will grow up, and the way Wendy knew was this. One day when she was two years old she was playing in a garden, and she plucked another flower and ran with it to her mother. I suppose she must have looked rather delightful, for Mrs. Darling put her hand to her heart and cried, "Oh, why can't you remain like this for ever!" This was all that passed between them on the subject, but henceforth Wendy knew that she must grow up. You always know after you are two. Two is the beginning of the end. |
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Peter Pan
Tutti i bambini, tranne uno, crescono. Lo sanno presto che cresceranno e Wendy lo seppe a questo modo. Un giorno, quando aveva due anni, giocando in un giardino, colse un fiore e lo portò di corsa a sua madre. C'è da pensare che la bimba, in quell'atteggiamento, sembrasse deliziosa poché la signora Darling appoggiò le mani al cuore ed esclamò: "Oh, perché non puoi restare così per sempre?" Questo fu tutto quanto passò tra di loro sull'argomento, ma, da allora, Wendy seppe che sarebbe dovuta crescere. Tutti, dopo i due anni, scopriamo questa verità. I due anni sono il principio della fine. (Traduzione: Pina Ballario) |
Peter Pan in Kensington Gardens
You must see for yourselves that it will be difficult to follow Peter Pan's adventures unless you are familiar with the Kensington Gardens. They are in London, where the King lives, and I used to take David there nearly every day unless he was looking decidedly flushed. No child has ever been in the whole of the Gardens, because it is so soon time to turn back. The reason it is soon time to turn back is that, if you are as small as David, you sleep from twelve to one. If your mother was not so sure that you sleep from twelve to one, you could most likely see the whole of them. |
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Peter Pan nei giardini di Kensington
Dovete convincervi che vi sarà difficile seguire le avventure di Peter Pan se non conoscete a menadito i Giardini di Kensington, che si trovano a Londra, dove vive il re. Io avevo l'abitudine di portarci David quasi ogni giorno a meno che non fosse proprio febbricitante. Nessun bambino ha mai visto i Giardini per intero perché presto è tempo di tornare indietro. E l'ora di tornare indietro viene presto perché se siete piccoli come David dovete dormire dalle dodici all'una. Se vostra mamma non fosse così decisa a farvi dormire dalle dodici all'una, è probabile che potreste vederli tutti. (Traduzione: Renato Gorgoni) |
Anton Giulio Barrili (1836-1908)
Le confessioni di fra Gualberto
Nessuna cosa ad uno scrittore, dopo il titolo del suo libro, è più bisognevole d'una buona protasi, o cominciamento che dir si voglia. Anche un adagio, prezioso stillato di scienza popolare, ammonisce che "chi ben comincia è a metà dell'opra"; il che per altro non s'intenderà esser vero, se non ammettendo che si possa tirare innanzi a furia di sciocchezze, pur di aver fatto bella comparsa in principio. Facciamoci vivi alle mosse; per tutto il rimanente della via è lecito impoltrire, appisolarsi a cassetta (vedete Orazio che ne concede larga perdonanza ad Omero); l'essenziale sta nello svegliarsi, da bravi cocchieri, in prossimità della posta, e, con alto schioccar di frusta e galoppar di cornipedi, mettere il borgo a romore.
Il tesoro di Golconda
Viadarma, il bègari, andava innanzi a piedi, scalzo, semplicemente vestito del duti tradizionale dei poveri indiani, che è una lunga e larga fascia di stoffa, girata intorno alle reni e ricadente fino al ginocchio. Il viaggiatore, europeo all'aspetto, chiuso in un tutto vestito di pannolano grigio, lo seguiva in carrozza. Come potessero andar di pari, con mezzi tanto diversi di locomozione, vi sarà facilmente chiarito da due notizie, di poco momento per la storia. La strada era pessima, e la carrozza, che meglio sarebbe di chiamare col suo vero nome di carretta, era tirata, non già da cavalli (che il viaggiatore non ne aveva trovati a Sciolapur) ma da due bianchi zebù, specie di buoi dalle gobbe penzoloni e dalle corna attorcigliate.
Stephanie Barron (1963)
Jane and the Genius of the Place
Miss Jane Austen - late of Green Park Buildings, Bath, but presently laying claim to nowhere in particular, given her esteemed father's recent death, and the subsequent upheaval in domestic arrangements - might never be accused of dissipation. Not for Jane the delights of the ton, who may dance until dawn at the most select assemblies, or haunt the private gaming hells where hazard is played so scandalously high. At her time in life - and she is hard on the heels of thirty - there is something a little unseemly in a desire for modish dress, or a taste for fashionable watering-places, or a reckless disregard for social convention. |
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Jane e lo spirito del Male
Miss Jane Austen, domiciliata in precedenza a Green Park Buildings, Bath, e attualmente senza fissa dimora a causa della recente dipartita del suo stimatissimo padre e del conseguente sconvolgimento della sua vita famigliare, non avrebbe mai potuto essere accusata di dissolutezza. Non contavano per lei le delizie del ton, poter danzare sino all'alba ai ricevimenti più raffinati o frequentare le bische in cui si scommettevano somme scandalosamente elevate. In quel periodo della sua vita, quasi trentenne, trovava che vi fosse qualcosa di alquanto disdicevole nel desiderare abiti eleganti, frequentare località balneari alla moda, o trascurare le convenzioni sociali. (Traduzione: Alessandro Zabini) |
Jane and the Man of the Cloth
It is a truth universally acknowledged, that the expectation of pleasure is generally preferred to its eventual attainment - the attainment being marred, at its close, by the resumption of quotidian routine made onerous by the very diversions so lately enjoyed. But as I gaze upon the tortured aspect of my dearest sister, her head bound round in a makeshift bandage, her pallor extreme, and her features overlaid with suffering, I must declare all such nice distinctions the indulgence of a frivolous mind. For how much more melancholy still, to fiond pleasure usurped entirely by the advent of disaster! |
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Jane e il mistero del Reverendo
È una verità universalmente riconosciuta che un'aspettativa piacevole è di solito preferita alla sua eventuale realizzazione, poiché a tale realizzazione segue inevitabilmente il ripristino delle abitudini quotidiane, rese ancora più gravose dai diversivi medesimi di cui si è beneficiato di recente. Tuttavia, mentre osservo la mia più cara sorella, con la testa avvolta in una benda improvvisata e il volto pallidissimo, velato dal tormento, sono costretta ad affermare che tali squisite distinzioni non sono altro se non i compiacimenti di una mente frivola. È di gran lunga più malinconico, infatti, scoprire che l'avvento del disastro usurpa il piacere! (Traduzione: Alessandro Zabini) |
Jane and the Unpleasantness at Scargrave Manor
"What do you make of it, Jane?" the Countess of Scargrave asked. Her fingers gripped my elbow painfully. I gazed at the recumbent form of her husband with dismay. Frederick, Lord Scargrave, was decidedly unwell - so unwell that I had been called to his bedside an hour before dawn, an indiscretion the Earl would never have allowed while possessed of his sense. I pulled the collar of my dressing gown about my neck and placed my free hand over the Countess's. "I believe thet your husband is dying, Isobel," I told her. |
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Jane e la disgrazia di Lady Scargrave
"Che ne pensi, Jane" chiese la Contessa di Scargrave, afferrandomi per un braccio con una stretta dolorosa. Allora fissai con sgomento il corpo immobile di suo marito, Frederick, Lord Scargrave, evidentemente malato; tanto malato che ero stata chiamata al suo capezzale un'ora prima dell'alba, con un'indiscrezione che il conte non avrebbe mai tollerato, se fosse stato in pieno possesso delle sue facoltà. Chiudendomi il colletto della vestaglia, posai l'altra mano su quella della contessa. "Credo che tuo marito stia morendo, Isobel", risposi. (Traduzione: Alessandro Zabini) |
Jane and the Wandering Eye
A rout-party, when depicted by a pen more accomplished than my own, is invariably a stupid affair of some two or three hundred souls pressed elbow-to-elbow in the drawing-rooms of the great. Such an efflorescence of powder shaken from noble wigs! Such a crush of silk! And what general heartiness of laughter and exclamation – so that the gentler tones of one’s more subdued companions must be raised to a persistent roar, rendering most of the party voiceless by dawn, with only the insipid delights of indifferent negus and faltering meat pasties as recompense for all one’s trials. |
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Jane e il segreto del Medaglione
Una festa del bel mondo, se descritta da una penna più abile della mia, è invariabilmente lo stupido raduno di due o trecento anime accalcate in un aristocratico salotto. Quale fioritura di cipria caduta da nobili parrucche! Quale frusciar di sete! E quale impeto di risa e di esclamazioni, tanto da costringere i più sommessi conversatori a innalzare il loro tono più gentile sino a un ruggito persistente e tanto da privare della voce quasi tutti i presenti prima dell’alba, offrendo come unica ricompensa agli sforzi di ciascuno le insipide delizie di un negus scadente e di un pasticcio di carne tremolante (Traduzione: Alessandro Zabini) |
Catherine Barry (1963)
The House That Jack Built (Mai più sola)
Il 31 dicembre del 1978 persi la verginità. Persi anche le mutande. Quando misi i piedi giù dal furgoncino Fiat blu, come un hula hoop rotolarono fino alle ginocchia e continuarono imperterrite lungo i polpacci atterrando di schianto sulla spiaggia illuminata dal chiaro di luna. Quella tragica esperienza si era svolta nel giro di tre minuti esatti. Io, Jacqueline Joyce, di Clontarf, sobborgo di Dublino, avevo atteso la memorabile occasione per quindici anni, durante i quali mi ero mantenuta intatta per l'uomo giusto. Il mio compagno di sventura era Matt, un amico di mio fratello. Dato che aveva un anno più di me, lo credevo esperto nell'arte di fare l'amore. Errato. (Traduzione: Daniela Pizzagalli)
John Barth (1930)
The Floating Opera
To someone like myself, whose literary activities have been confined since 1930 mainly to legal briefs and Inquiry-writing, the hardest thing about the task at hand - viz, the explanation of a day in 1937 when I changed my mind - is getting into it. I've never tried my hand at this sort of thing before, but I know enough about myself to realize that once the ice is broken the pages will flow all too easily, for I'm not naturally a reticent fellow, and the problem then be to stick to the story and finally to shut myself up. I've no doubts on that score: I can predict myself correctly almost every time, because opinion here in Cambridge to the contrary, my behavior is actually quite consistent. |
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L'opera galleggiante
Per uno come me, le cui attività letterarie dal 1920 in poi si sono limitate alla stesura di documenti giudiziari e alla raccolta di materiale per l'Indagine, la parte più difficile dell'impresa imminente - ossia il resoconto di un giorno del 1937 in cui cambiai idea - è proprio cominciarla. Mai ho tentato nulla di simile ma mi conosco abbastanza per sapere che, rotto il ghiaccio, tutto diventerà facile, anche troppo, giacché di natura sono un tipo espansivo, e anzi il problema sarà quello di non perdere il filo della storia, e di sapermi azzittire alla fine. Non ho dubbi al riguardo: riesco quasi sempre a prevedere con esattezza il mio comportamento, perché, nonostante qui a Cambridge l'opinione comune sostenga il contrario, sono di fatto una persona molto coerente. (Traduzione: Henry Furst e Martina Testa) |
Donald Barthelme (1933-1989)
Come Back, Dr. Caligari (Ritorna, dottor Caligari)
Florence Green ha ottantun anni A cena con Florence Green. La vecchia è su di giri stasera: Voglio andare in qualche altro paese, annuncia. Tutti si domandano che vuol dire. Ma Florence non dice altro: nessuna spiegazione, nessun particolare, dopo aver lanciato uno sguardo soddisfatto attorno alla tavola, bum! si addormenta di nuovo. La ragazza alla destra di Florence è nuova qui e non capisce. Le rivolgo uno sguardo accattivante (uno sguardo che dice: "Non preoccupatevi, vi spiegherò tutto più tardi nell'intimità del mio appartamento, Kathleen"). Nelle profondità del quarto fiume del mondo per lunghezza, l'Ob, in Siberia, 5120 chilometri, crescono le lenticchie. (Traduzione: Claudio Gorlier)
Daniello Bartoli (1608-1685)
L'uomo di lettere difeso ed emendato
Le calunnie degl'Ignoranti, e i vizj de' Letterati, questi sono i due nodi, che fanno eclissi alla gloria delle Lettere, e tolgono il suo splendore a questo unico Sole del Mondo. Gl'Ignoranti odian le Lettere, e non le posson vedere; e perché non le posson vedere, per questo le odiano: ché se le Nottole avessero occhi con che mirar fiso nel Sole, Nottole non sarebbon, ma Aquile. Gli altri, male adoperando le Lettere, sì come certe Stelle malefiche usan la luce per veicolo di mortali influenze, rendono odiosa al Mondo la più bella e la più innocente cosa del Mondo. Così alle Lettere la loro integrità non giova per renderle amabili; mentre l¹altrui giudicio, senza giudicio, le fa ree; e le altrui colpe, a chi non ha buon'occhio, colpevoli le persuadono.
Giovambattista Basile (1575-1632)
Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de li peccerille
Fu proverbeio de chille stascionato, de la maglia antica, che chi cerca chello che non deve
trova chello che non vole e chiara cosa è che la scigna pe cauzare stivale restaie
'ncappata pe lo pede, come soccesse a na schiava pezzente, che non avenno portato maie scarpe a
li piede voze portare corona 'n capo. Ma, perché tutto lo stuorto ne porta la mola e una
vene che sconta tutte, all'utemo, avennose pe mala strata osorpato chello che toccava ad autro,
'ncappaie a la rota de li cauce e quanto se n'era chiù sagliuta 'mperecuoccolo tanto fu
maggiore la vrociolata, de la manera che secota.
Giorgio Bassani (1916-2000)
Cinque storie ferraresi
LIDA MANTOVANI Finché visse, Lida Mantovani ricordò sempre il breve periodo di tempo che aveva preceduto il parto. Ogni volta che ci ripensava, si commuoveva. Eppure, quei giorni non erano certo stati densi di avvenimenti e di sensazioni. Era vissuta per un mese distesa in un letto, in fondo a un corridoio. Da una finestra che dava nel giardino della Maternità, i suoi occhi si posavano sulle foglie lustre di una grande magnolia. Era aprile: ma faceva già caldo, e la finestra restava aperta tutto il giorno. Poi, verso la fine, aveva perduto interesse anche per le foglie nere, come unte, della magnolia. I dolori la assalirono con molto ritardo; non capiva né sentiva più in modo normale.
Il romanzo di Ferrara: Dentro le mura
Riandando agli anni lontani della giovinezza, sempre, finché visse, Lida Mantovani ricordò con emozione l'evento del parto, e, in ispecie, i giorni che l'avevano immediatamente preceduto. Ogni qualvolta ci ripensava, si commuoveva. Per oltre un mese era vissuta stesa su un letto, in fondo a un corridoio, e per tutto quel tempo non aveva fatto altro che fissare attraverso la finestra di contro, in genere spalancata, le foglie della grande magnolia secolare che sorgeva giusto nel mezzo del giardino sottostante. Poi, verso la fine, tre o quattro giorni prima che le cominciassero i dolori, d'un tratto aveva perduto interesse anche per le foglie nere e lustre, come unte, della magnolia.
Il romanzo di Ferrara: Gli occhiali d'oro
Il tempo ha cominciato a diradarli, eppure non si può ancora dire che siano pochi, a Ferrara, quelli che ricordano il dottor Fadigati (Athos Fadigati, sicuro - rievocano -, l'otorinolaringoiatra che aveva studio e casa in via Gorgadello, a due passi da piazza delle Erbe, e che è finito così male, poveruomo, così tragicamente, proprio lui che da giovane, quando venne a stabilirsi nella nostra città dalla nativa Venezia, era parso destinato alla più regolare, più tranquilla, e per ciò stesso più invidiabile delle carriere...).
Il romanzo di Ferrara: Il giardino dei Finzi-Contini
Da molti anni desideravo scrivere dei Finzi-Contini - di Micòl e di Alberto, del professor Ermanno e della signora Olga -, e di quanti altri abitavano o come me frequentavano la casa di corso Ercole I d'Este, a Ferrara, poco prima che scoppiasse l'ultima guerra. Ma l'impulso, la spinta a farlo veramente, li ebbi soltanto un anno fa, una domenica d'aprile del 1957. Fu durante una delle solite gite di fine settimana. Distribuiti in una decina d'amici su due automobili, ci eravamo avviati lungo l'Aurelia subito dopo pranzo, senza una meta precisa.
Il romanzo di Ferrara: Dietro la porta
Sono stato molte volte infelice, nella mia vita, da bambino, da ragazzo, da giovane, da uomo fatto; molte volte, se ci ripenso, ho toccato quello che si dice il fondo della disperazione. Ricordo tuttavia pochi periodi più neri, per me, dei mesi di scuola fra l'ottobre del 1929 e il giugno del '30, quando facevo la prima liceo. Gli anni trascorsi da allora non sono in fondo serviti a niente: non sono riusciti a medicare un dolore che è rimasto là come una ferita segreta, sanguinante in segreto. Guarirne? Liberarmene? Non so se sarà mai possibile.
Il romanzo di Ferrara: L'airone
Non subito, ma risalendo con una certa fatica dal pozzo senza fondo dell'incoscienza, Edgardo Limentani sporse il braccio destro in direzione del comodino. La piccola sveglia da viaggio che Nives, sua moglie, gli aveva regalato tre anni fa a Basilea in occasione del suo quarantaduesimo compleanno, continuava, nel buio, a emettere a brevi intervalli il suo suono acuto e insistente, anche se discreto. Bisognava farla tacere. Limentani ritirò il braccio, aprì gli occhi, e si volse, gravando col fianco sul gomito e allungando il braccio sinistro.
Il romanzo di Ferrara: L'odore del fieno
Molti e molti anni fa, quando ero un ragazzo, viveva a Ferrara una signorina ebrea non brutta, né povera, né sciocca, né matura - non specialmente appetibile, se vogliamo, però neanche da buttar via -, alla quale, per strano che ciò possa sembrare, la famiglia non era ancora riuscita a trovare un marito. Strano? Ebbene sì, strano. Nell'ambito della nostra Comunità, la cosa presentava a quell'epoca tutti i caratteri dell'eccezione.
Jean-François de Bastide (17??-?)
La petite maison (La petite maison)
Mélite intratteneva rapporti scherzosamente amichevoli con gli uomini, e solamente le persone di animo retto e i suoi amici più intimi non l'accusavano di condurre vita galante. Il suo modo di fare, le sue battute di spirito, le sue maniere disinvolte davano adito a questo pregiudizio. Il Marchese di Trémicour aveva deciso di sedurla e si era vantato di riuscire con facilità in tale impresa. Costui poteva pretendere più di altri dal capriccio delle donne. Era magnifico, generoso, dotato di spirito e di buon gusto, pochi uomini avrebbero potuto vantarsi a giusto titolo di uguagliarlo in tante doti gradevoli. Tuttavia, nonostante tutte queste qualità, Mélite resisteva, ed egli non si capacitava di tanta bizzarria. (Traduzione: Barbara Briganti)
Brian Bates (19??)
The Way of Wyrd
"Waste-dweller, why do you spin yor spell?" The sorcerer's voice rasped from gaping fangs as he crouched over the sick woman like a giant Wolfman. He looked awesome, wrapped in an enormous gray wolf-skin, the wolf-head resting on top of his own so that he towered at least seven feet tall. The Spirit House was crowed with the entire population of the settlement, including children and even babes-in-arms, but no one moved or made a sound.. people sat still as carved icons, fire-shadows dancing on faces crammed three deep around the walls. Inside the Spirit Circle bounded by ropes suspended from stakes pounded into the earth floor, only I sat next to the sorcerer, drymouthed, gripped by the imminent presence of the pagan powers of darkness. |
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La via del Wyrd
"Abitatore delle terre aride, perché tessi il tuo incantesimo?" La voce dello stregone, travestito da gigantesco uomo-lupo, usciva stridente dalle zanne spalancate, mentre si chinava sopra la donna malata. Aveva un aspetto terrificante, avvolto com'era in un'enorme pelle di lupo grigio, con la testa della belva appoggiata sopra la sua così da superare almeno i due metri di altezza. La Casa degli Spiriti era affollata da tutta la popolazione del villaggio, compresi i bambini e persino i lattanti, ma nessuno si muoveva o faceva rumore. Sedevano immobili come icone scolpite, stipati su tre file lungo le pareti, e le ombre proiettate dal fuoco danzavano sui loro volti. Dentro il Cerchio degli Spiriti, delimitato da funi appese a pali conficcati nel pavimento di terra, io soltanto sedevo vicino allo stregone, con la bocca secca, in preda alla presenza incombente dei poteri pagani delle tenebre. (Traduzione: Brunello Lotti) |
Fabrizio Battistelli (1948)
Il candidato perfetto. Consigli a un figlio che vuol fare carriera in politica
1° settembre Caro Enrico, sono le otto di sera. Le giornate si sono accorciate e ormai è buio. Non c'è nessuno; anche Brasini, che è sempre l'ultimo a lasciare lo studio, è andato via. Giocherello con la posta elettronica; questa storia della e-mail - l'Emilio, come lo chiamano gli spagnoli - ha finito per catturare anche me. Tengo nascosta questa piccola debolezza e, quando non mi vede nessuno, scrivo agli amici. Oggi ho deciso di scrivere a te, spinto da un improvviso moto di passione civile.
Il Conclave
In un chiaro mattino del novembre 1739 Riziero si presentò al portone di Sant'Anna. Il portiere era avvertito della sua visita: chiamò un valletto assonnato che lo scortò per i solenni meandri del Palazzo Apostolico. L'ufficio di suo fratello Oliviero era al terzo piano sul lato di Piazza San Pietro. Vi si accedeva da un interminabile corridoio che, a quell'ora, appariva deserto e avvolto nella penombra, interrotta a intervalli regolari dalle cavità luminose delle stanze. Una lunga guida rossa felpava i loro passi. La porta di monsignor Pietracuta era socchiusa: il valletto bussò e annunciò Riziero.
Charles Baudelaire (1821-1867)
Amœnitates belgicæ
Venus Belga (Montagne de la Cour)Ces mollets sur ces pieds montés, Qui vont sous ces cottes peu blanches, Ressemblent à des troncs plantés Dans des planches. Les seins des moindres femmelettes, Ici, pèsent plusieurs quintaux, Et leurs membres sont des poteaux Qui donnent le goût des squelettes. Il ne me suffit pas qu'un sein soit gros et doux; Il le faut un peu ferme, ou je tourne casaque. Car, sacré nom de Dieu! je ne suis pas Cosaque Pour me soûler avec du suif et du saindoux. |
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Amœnitates belgicæ
Venus Belga (Montagna della Corte)Guarda quei polpacci montati su quei piedi Che vanno sotto gonne poco pulite, Sembrano tronchi ficcati Sopra tavole! I seni delle più piccole connette Qui, poi, pesano quintali, E le loro membra sono travi Che danno il piacere degli scheletri. Non mi basta che sia grosso e dolce un seno, occorre sia un po' sodo, sennò cambio casacca! Perché, per Dio! mica sono un Cosacco Che si rimpinza di strutto e di sego! (Traduzione: Claudio Rendina) |
La Fanfarlo
Samuel Cramer, qui signa autrefois du nom de Manuela de Monteverde quelques folies romantiques, - dans le bon temps du romantisme, - est le produit contradictoire d'un blêmeAllemand et d'un brune Chillienne. Ajoutez à cette double origine une éducation française et une civilisation littéraire, vous serez moins surpris, - sinon satisfait et édifié, - des complications bizarres de ce caractére. - Samuel a le front pur et noble, les jeux brilliants comme des gouttes de café, le nez taquin et railleur, les lévres impudentes et sensuelles, le menton carré et despote, la chevelure prétentieusement raphaélesque. |
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La Fanfarlo
Samuel Cramer, che ha pubblicato con lo pseudonimo di Manuela de Monteverde alcune stravaganti romanticherie (ai bei tempi del romanticismo!), è il contraddittorio prodotto di un pallido tedesco e di una bruna cilena. Se a questa doppia origine aggiungete un'educazione francese ed una cultura letteraria, sarete meno sospresi, se non soddisfatti o edificati, delle bizzarre complicazioni del suo carattere. Samuel ha una fronte pura e nobile, occhi lucenti come gocce di caffè, un naso prepotente e beffardo, labbra impudenti e sensuali, un mento quadrato e dispotico, e una capigliatura pretenziosamente raffaellesca. (Traduzione: Massimo Colesanti) |
Les fleurs du mal
AL LETTORELa sottise, l'erreur, le péché, la lésine, Occupent nos esprits et travaillent nos corps, Et nous alimentons nos aimaible s remords, Comme les mendiants nourrisent leur vermine. Nos péchés sont têtus, nos repentirs sont lâches; Nous nous faisons payer grassement nos aveux, Et nous rentrons gaiement dans le chemin bourbeux, Croyant par de vils pleurs laver toutes nos taches. |
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I fiori del male
AL LETTORELa stoltezza, l'errore, il peccato, l'avarizia Occupano gli spiriti tormentando i corpi E noi alimentiamo gli amabili rimorsi, Come i mendicanti nutrono i loro insetti. Caparbi i peccati, fiacchi i pentimenti; Ci pagano lautamente le nostre confessioni, e sul sentiero di fango ritorniamo lieti, credendo che vili lacrime lavino ogni colpa. (Traduzione: Claudio Rendina) |
Un mangeur d'opium
1. Précautions oratoires"Ô juste, subtil et puissant opium! Toi qui, au cœur du pauvre comme du riche, pour les blessures qui ne se cicatriseront jamais et pour les angoisses qui induisent l'esprit en rébellion, apportes un baume adoucissante; éloquent opium! toi qui, par ta puissante rhétorique, désarmes les resolutions de la rage, et qui, pour une nuit, rends à l'homme coupable les espérances de sa jeunesse et ses anciennes mains pures de sang; qui, à l'homme orgueilleux, donnes un oubli passager Des torts non redresses et des insultes non vengées; |
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Un mangiatore d'oppio
1. Precauzioni oratorie"O giusto, raffinato, potente oppio! Tu che al povero come al ricco infondi il balsamo dolce, per ferite che non cicatrizzeranno mai e per angosce che conducono gli animi alla rivolta, oppio parlante! Tu, che con la tua ineccepibile retorica annulli le decisioni della rabbia e che, per una notte, ridai al colpevole le speranze della giovinezza e le mani d'un tempo, purificate dal sangue; tu, che all'uomo orgoglioso concedi un passeggero oblio Dei torti non composti, degli invendicati insulti; (Traduzione: Paolo Guzzi) |
Le spleen de Paris I - L'ETRANGER - Qui aimes-tu le mieux, homme énigmatique, dis? Ton père, ta mère, ta soeur, ou ton frère? - Je n'ai ni père, ni mère, ni soeur, ni frère. - Tes amis? - Vous vous servez là d'une parole dont le sens m'est resté jusqu'à ce jour inconnu. - Ta patrie? - J'ignore sous quelle latitude elle est située. - La beauté? - Je l'aimerais volentieres, déesse et immortelle. - L'or? - Je le hais comme vous haissez Dieu. - Eh! Qu'aimes-tu donc, extraordinaire étranger? - J'aime les nuages... les nuages qui passent... là-bas... là-bas... les merveilleux nuages! |
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Lo spleen di Parigi I - LO STRANIERO Dimmi, enigmatico uomo, chi ami di più? Tuo padre, tua madre, tua sorella o tuo fratello? - Non ho né padre, né madre, né sorella, né fratello. - I tuoi amici? - Usate una parola il cui senso mi è rimasto fino ad oggi sconosciuto. - La patria? - Non so sotto quale latitudine si trovi. - La bellezza? - L'amerei volentieri, ma dea e immortale. - L'oro? - Lo odio come voi odiate Dio. - Ma allora che cosa ami, meraviglioso straniero? - Amo le nuvole... Le nuvole che passano... laggiù... Le meravigliose nuvole! (Traduzione: Alfonso Berardinelli) |
Lyman Frank Baum (1856-1919)
The Marvelous Land of Oz
In the Country of the Gillikins, which is at the North of the Land of Oz, lived a youth called Tip. There was more to his name that that, for old Mombi often declared that his whole name was Tippetarius; but no one was expected to say such a long word when "Tip" would do just as well. This boy remembered nothing of his parents, for he had been brought when quite young to be reared by the old woman known as Mombi, whose reputation, I am sorry to say, was none of the best. For the Gillikin people had reason to suspect her of indulging in magical arts, and therefore hesitated to associate with her. Mombi was not exactly a Witch, because the Good Witch who ruled that part of the Land of Oz had forbidden any other Witch to exist in her dominions. So Tip's guardian, however much she might aspire to working magic, realized it was unlawful to be more than a Sorceress, or at most a Wizardess. |
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Il meraviglioso Paese di Oz
Nel Paese dei Gillikin, a nord del Paese di Oz, viveva un giovane chiamato Tip. Il suo nome per intero era Tippetarius, come affermava spesso la vecchia Mombi, ma non ci si aspettava che qualcuno pronunciasse un nome così lungo: 'Tip' sarebbe andato altrettanto bene. Il ragazzo non ricordava niente dei suoi genitori, perché era stato portato in questo paese quando era molto giovane, per essere allevato dalla vecchia conosciuta come Mombi, la cui reputazione, mi spiace dirlo, non era affatto delle migliori. I Gillikin avevano ragione di sospettare che si dedicasse alle arti magiche e quindi non volevano avere niente a che fare con lei. Mombi non era esattamente una strega, perché la Strega Buona, che governava quella parte del Paese di Oz, aveva proibito a qualunque altra strega di vivere nei suoi domini. Così la tutrice di Tip, nonostante aspirasse a praticare la magia, si rendeva conto che sarebbe stato illegale essere più di una fattucchiera o di una maga. (Traduzione: Monica Guido) |
Sylvia Beach (1887-1962)
Shakespeare and Company
My father, the Reverend Sylvester Woodbridge Beach, D.D., was a Presbyterian minister who for seventeen years was pastor of the First Presbyterian Church in Princeton, New Jersey. According to an article in Munsey's Magazine on curious family trees in America, the Woodbridges, Father's maternal ancestors, were clergymen from father to son for some twelve or thirteen generations. My sister Holly, who prefers the truth at all costs, has gone into and, alas, debunked the story. She had reduced the ministers to nine, and we have to be content with that. |
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Shakespeare and Company
Mio padre, il reverendo Sylvester Woodbridge Beach, dottore in teologia, era un ministro del culto presbiteriano che per diciassette anni fu pastore della prima chiesa presbiteriana di Princeton, nel New Jersey. A prestar fede a un articolo apparso nel "Munsey's Magazine" sui più curiosi alberi genealogici d'America, i Woodbridge, antenati di papà dal lato materno, si sarebbero tramandati di padre in figlio il ministero sacerdotale per dodici o tredici generazioni. Ma mia sorella Holly, che vuole la verità a qualunque costo, ha preteso di vederci chiaro e, ahimè, ha sfatato la leggenda riducendo il numero a nove; e di tanto dobbiamo accontentarci. (Traduzione: Elena Spagnol Vaccari) |
Aubrey Beardsley (1872-1898)
Under the Hill (Story of Venus and Tannhäuser) (Venere e Tannhäuser)
Il cavaliere Tannhäuser, sceso da cavallo, restò un istante pensieroso sotto l'oscuro arco che portava alla collina misteriosa, vivamente turbato dal timore che il viaggio di un intero giorno avesse troppo crudelmente compromesso la studiata eleganza del suo vestito. La sua mano, sottile e aggraziata come quella della Marquise du Deffand nel disegno di Carmontelle, giocava nervosamente con le ciocche bionde che gli ricadevano sulle spalle come i riccioletti di una parrucca, e le dita si muovevano qua e là per un'accurata toilette, pronte a domare piccole rivolte del collare e delle gale. (Traduzione: Alberto Episcopi)
Simone de Beauvoir (1908-1986)
La femme rompue (Una donna spezzata)
Lunedí 13 settembre. Les Salines È uno scenario piuttosto straordinario quest'abbozzo di città abbandonata ai bordi di un villaggio e al margine dei secoli. Ho percorso una metà dell'emiciclo, ho salito la gradinata del padiglione centrale, e per un pezzo sono rimasta a contemplare questi edifici costruiti per fini utilitari e che non sono mai serviti a niente. Sono solidi, esistono, eppure il fatto di essere abbandonati li trasforma in un simulacro fantastico; di che cosa, non si sa. (Traduzione: Bruno Fonzi)
Carrie Bebris (19??)
North by Northanger
Less than a year into the marriage that made her mistress of one of England's finest house, Elizabeth Darcy knew she still had much to learn about the place she now called home. Of one thing, however, she was certain. A ghost haunted Pemberley. She was not a ghost in the traditional sense. She did not moan, or shriek, or rattle chains. She did not cause rooms to grow cold, objects to fall, or fires to sputter. She did not manifest at midnight to pace on creaking floorboards, visiting in death the rooms she had occupied in life. |
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Le ombre di Pemberley
A meno di un anno dal matrimonio che l'aveva resa padrona di una delle più belle dimore d'Inghilterra, Elizabeth Darcy era consapevole di avere ancora molto da imparare a proposito della residenza che ormai chiamava casa. Di una cosa, tuttavia, era certa. Uno spettro infestava Pemberley. Non era uno spettro in senso tradizionale. Non gemeva, né strillava, né scuoteva catene. Non diffondeva il gelo nelle stanze, non rovesciava soprammobili, non induceva il fuoco a crepitare in maniera inquietante. Non passeggiava a mezzanotte sui tavolati scricchiolanti per visitare di nuovo, nella morte, le stanze che aveva occupato in vita. (Traduzione: Alessandro Zabini) |
Pride and Prescience
On the day Miss Elizabeth Bennet wed Mr. Fitzwilliam Darcy, she did not mind dividing with her elder sister, Jane, the notice due a bride. Indeed, she had been delighted when Jane chose to marry Mr. Charles Bingley in a double ceremony. It seemed only right that two sisters and two men who were themselves particular friends should all embark on their new lives together, and she hoped the event presaged many happy hours spent in each other's company in the years ahead. Elizabeth did mind, however, sharing the stage with Mr. Bingley's sister Caroline. |
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Orgoglio e preveggenza
Il giorno in cui sposò Mr. Fitzwilliam Darcy, Miss Elizabeth Bennet non provò alcun dispiacere nel condividere con la sorella maggiore, Jane, l'attenzione dovuta a una sposa. In verità, era stata felice quando Jane aveva scelto di sposare Mr. Charles Bingley lo stesso giorno celebrando una doppia cerimonia. Era sembrato più che giusto che due sorelle, e due uomini che erano intimi amici, iniziassero insieme le loro nuove vite, e lei aveva sperato che tale evento avrebbe annunciato, per gli anni futuri, molte ore felici trascorse in reciproca compagnia. Le dispiacque, invece, di dividere il palcoscewnico con la sorella di Mr. Bingley, Caroline. (Traduzione: Alessandro Zabini) |
Cesare Beccaria (1738-1794)
Dei delitti e delle pene
Alcuni avanzi di leggi di un antico popolo conquistatore fatte compilare da un principe che dodici secoli fa regnava in Costantinopoli, frammischiate poscia co' riti longobardi, ed involte in farraginosi volumi di privati ed oscuri interpreti, formano quella tradizione di opinioni che da una gran parte dell'Europa ha tuttavia il nome di leggi; ed è cosa funesta quanto comune al dì d'oggi che una opinione di Carpzovio, un uso antico accennato da Claro, un tormento con iraconda compiacenza suggerito da Farinaccio sieno le leggi a cui con sicurezza obbediscono coloro che tremando dovrebbono reggere le vite e le fortune degli uomini. Queste leggi, che sono uno scolo de' secoli i piú barbari, sono esaminate in questo libro per quella parte che risguarda il sistema criminale, e i disordini di quelle si osa esporli a' direttori della pubblica felicità con uno stile che allontana il volgo non illuminato ed impaziente.
Samuel Beckett (1906-1989)
All Strange Away
Imagination dead imagine. A place, that again. Never another question. A place, then someone in it, that again. Crawl out of the frowsy deathbed and drag it to a place to die in. Out of the door and down the road in the old hat and coat like after the war, no, not that again. Five foot square, six high, no way in, none out, try for him there. Stool, bare walls when the light comes on, women's faces on the walls when the light comes on. In a corner when the light comes on tattered syntaxes of Jolly and Draeger Praeger Draeger, all right. Light off and let him be, on the stool, talking to himself in the last person, murmuring, no sound, Now where is he, no, Now he is here. |
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Quello che è strano, via
Immaginazione morta immagina. Un luogo, ancora quello. Mai un'altra domanda. Un luogo, poi qualcuno, ancora quello. Striscia fuori dal sudicio letto di morte e trascinalo a un luogo per morirvi. Fuori dalla porta e giù per la strada nel vecchio cappello e cappotto come dopo la guerra, no, non più quello. Quadrato cinque piedi, altezza sei, niente ingresso niente uscita, cerca lui in quel luogo. Sgabello, pareti nude quando la luce si accende, facce di donne sulle pareti quando la luce si accende. In un angolo quando la luce si accende sintassi a brandelli di Jolly e Draeger Praeger Draeger, molto bene. Luce spenta e fa' che sia lì, sullo sgabello, che parla a se stesso all'ultima persona, mormora, nessun suono. Adesso dove è lui, no. Adesso è qui. (Traduzione: Roberto Mussapi) |
assez
Tout ce qui précède oublier. Je ne peux pas beaucoup à la fois. Ça laisse à la plume le temps de noter. Je ne la vois pas mais je l'entends là-bas derrière. C'est dire le silence. Quand elle s'arrête je continue. Trop de silence je ne peux pas. Ou c'est ma voix trop faible par moments. Celle qui sort de moi. Voilà pour l'art et la manière. |
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basta
Tutto ciò che precede dimenticare. Molte cose alla volta non riesco. Così resta alla penna il tempo di prendere nota. Non la vedo ma la sento laggiù dietro. Per dire il silenzio. Quando si ferma, continuo io. Qualche volta si rifiuta. Quando si rifiuta continuo io. Troppo silenzio non riesco. O è la mia voce troppo debole a volte. La voce che esce da me. Questo per l'arte e il modo. (Traduzione: Valerio Fantinel e Guido Neri) |
Comment c'est
comment c'était je cite avant Pim avec Pim après Pim comment c'est trois parties je le dis comme je l'entends |
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Come è
io cito com'era prima di Pim con Pim dopo Pim com'è tre parti lo dico come
lo sento (Traduzione: Franco Quadri) |
Company (Compagnia)
Una VOCE arriva a qualcuno nel buio. Immagina. (Traduzione: Roberto Mussapi)
From an Abandoned Work
Up bright and early that day. I was young then, feeling awful, and out, mother hanging out of the window in her nightdress weeping and waving. Nice fresh morning, bright too early as so often. Feeling really awful, very violent. The sky would soon darken and rain fall and go on falling, all day, till evening. Then blue and sun again a second, then night. Feeling alla this, how violent and the kind of day, I stopped and turned. So back with bowed head on the look out for a snail, slug or worm. |
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Da un'opera abbandonata
In piedi fresco e di buon'ora quel giorno, ero giovane allora, pieno di inquietudini, e via, mia madre sporgendosi dal balcone in camicia da notte piangeva e gesticolava. Dolce fresco mattino, chiaro troppo per tempo come sempre. Avevo una tarantola di inquietudini in corpo, molto rabbiose. Il cielo sarebbe presto incupito e la pioggia a cadere, cadendo tutto il giorno, fino a sera. Poi azzurro e il sole ancora per un secondo, quindi notte. Sentendo tutto questo, con estrema intensità e come sarebbe stato il giorno, mi fermavo e mi giravo. Indietro, con la testa in giù per scoprire chiocciola, lumaca o verme. (Traduzione: Valerio Fantinel) |
Imagination Dead Imagine
No trace anywhere of life, you say, pah, no difficulty there, imagination not dead yet, yes, dead, good, imagination dead imagine. Islands, waters, azure, verdure, one glimpse and vanished, endlessly, omit. Till all white in the whiteness the rotunda. No way in, go in, measure. Diameter three feet, three feet from ground to summit of the vault. Two diameters at right angles AB CD divide the white ground into two semicircles ACB BDA. Lying on the ground two white bodies, each in its semicircle. White too the vault and the round wall eighteen inches high from which it springs. |
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Immaginazione morta immaginate
Da ogni parte non una traccia di vita, voi dite, bah, e con questo, immaginazione mai morta, ma sì, appunto, immaginazione morta immaginate. Isole, acque, azzurro, verzura, attenzione, pfff, via tutto, un'eternità, zitti ora. Finché tutta bianca dentro il bianco la rotonda. Non c'è entrata, entrate, misurate. Diametro 80 centimetri, stessa distanza dal suolo alla sommità della volta. Due diametri ad angolo retto AB CD dividono in semicerchi ACB BDA il suolo bianco. A terra due corpi bianchi, ciascuno nel suo semicerchio. Bianchi anche la volta e il muro circolare su cui poggia alto 40 centimetri. (Traduzione: Valerio Fantinel e Guido Neri ) |
L'Innommable (L'Innominabile)
E adesso dove? Quando? Chi? Senza chiedermelo. Dire io. Senza pensarlo. Chiamarle domande, ipotesi. Procedere innanzi, e, questo, definirlo andare, definirlo procedere. Può darsi che un giorno, fatto il primo passo, io ci sia semplicemente rimasto: rimasto, dove, invece di uscire, com'era mia vecchia consuetudine, per trascorrere giorno e notte il più lontano possibile da casa mia, ma non era poi tanto lontano. Può essere cominciato così. Non mi rivolgerò più domande. (Traduzione: Giacomo Falco)
Mal vu mal dit
De sa couche elle voit se lever Vénus. Encore. De sa couche par temps clair elle voit se lever Vénus suivie du soleil. Elle en veut alors au principe de toute vie. Encore. Le soir par temps clair elle jouit de sa revanche. A Vénus. Devant l'autre fênetre. Assise raide sur sa vieille chaise elle guette la radieuse. Sa vieille chaise en sapin à barreaux et sans bras. Elle émerge des derniers rayons et de plus en plus brillante décline et s'abîme à son tour. Vénus. Encore. Droite et raide elle reste là dans l'ombre croissante. |
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Ill seen ill said
From where she lies she sees Venus rise. On. From where she lies when the skies are clear she sees Venus rise followed by the sun. Then she rails at the source of all life. On. At evening when the skies are clear she savours its star's revenge. At the other window. Rigid upright on her old chair she watches for the radiant one. Her old deal spindlebacked kitchen chair. It emerges from out the last rays and sinking ever brighter is engulfed in its turn. On. She sits on erect and rigid in the deepening gloom. (Traduzione: Samuel Beckett) |
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Mal visto mal detto
Dal suo giaciglio ella vede spuntare Venere. Ancora. Dal suo giaciglio con cielo sereno vede levarsi Venere seguita dal sole. E allora se la prende con il principio di ogni vita. Ancora. La sera con cielo sereno assapora la sua rivincita. A Venere. Davanto all'altra finestra. Seduta diritta sulla sua vecchia sedia spia la radiosa. La sua vecchia sedia di abete con spalliera e senza braccioli. Emerge dagli ultimi raggi sempre più luminosa declina e s'inabissa a sua volta. Venere. Ancora. Diritta e impalata resta là nell'ombra che cresce. (Traduzione: Renzo Guidieri) |
Malone meurt (Malone muore)
Comunque, fra poco sarò morto del tutto, finalmente. Il mese venturo, forse. E allora sarebbe il mese di aprile, o di maggio. Perché l'anno è poco inoltrato, me lo dicono mille piccoli indizi. Può darsi che io mi sbagli e giunga anche più in là di San Giovanni, e anche del Quattordici Luglio, festa della libertà. Ma cosa dico mai, sono capace di arrivare sino alla Trasfigurazione, mi conosco bene, o all'Assunzione. Ma non credo, non credo di ingannarmi dicendo che queste solennità si celebreranno senza di me, quest'anno. (Traduzione: Giacomo Falco)
Mercier et Camier (Mercier e Camier)
Il viaggio di Mercier e Camier posso, se voglio, raccontarlo perché sono rimasto sempre con loro. Fu un viaggio di nessuna difficoltà materiale, senza mari o frontiere da superare, attraverso regioni poco accidentate anche se deserte per collocazione geografica. Restarono a casa loro, Mercier e Camier, ebbero questa inestimabile occasione. Non dovettero cimentarsi, con maggiore o minor fortuna, con modi di vita stranieri, con una lingua, un codice, un clima e una cucina bizzarri, in ambienti che avessero, dal punto di vista della somiglianza, un sia pur minimo rapporto con quello a cui l'infanzia prima e l'età matura poi li avevano abituati. (Traduzione: Luigi Buffarini)
Molloy (Molloy)
Sono nella stanza di mia madre. Sono proprio io a viverci adesso. Non so come ci sono arrivato. Forse in un'ambulanza, certamente un mezzo qualsiasi. Mi hanno aiutato. Da solo non ci sarei arrivato. Quell'uomo che viene ogni settimana, forse son qua proprio per merito suo. Lui dice di no. Mi dà un po' di soldi e si porta via i fogli. Tanti fogli, tanti soldi. Sì, adesso lavoro, un po' come una volta, soltanto che non so più lavorare. Ciò non ha importanza, sembra. Quanto a me ora vorrei parlare delle cose che mi restano, congedarmi, finir di morire. Loro non vogliono. Sì, sono in molti, pare. Ma a venire è sempre lo stesso. (Traduzione: Piero Carpi De' Resmini)
Murphy
The sun shone, having no alternative, on the nothing new. Murphy sat out of it, as though he were free, in a mew in West Brompton. Here for what might have been six months he had eaten, drunk, slept, and put his clothes on and off, in a medium-sized cage of north-western aspect commanding an unbroken view of medium-sized cages of south-eastern aspect. Soon he would have to make other arrangements, for the mew had been condemned. Soon he would have to buckle to and start eating, drinking, sleeping, and putting his clothes on and off, in quite alien surroundings. |
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Murphy
Splendeva il sole, non avendo alternative, sul niente di nuovo. Al riparo da questo, quasi fosse libero, se ne stava Murphy in un vicolo nel West Brompton. Lí, in una muda di medie dimensioni esposta a nord-ovest che dava su una serie ininterrotta di mude di medie dimensioni esposte a nord-est, per circa sei mesi aveva mangiato, bevuto, dormito, e messo e levato abiti. Ben presto avrebbe dovuto cercare un'altra sistemazione, perché il caseggiato era stato dichiarato inagibile. Ben presto sarebbe stato costretto a prendere a mangiare, bere, dormire, e mettere e levare abiti in un ambiente del tutto estraneo. (Traduzione: Gabriele Frasca) |
Premier amour (Primo amore)
Associo, a torto o a ragione, il mio matrimonio con la morte di mio padre, nel tempo. Che esistano altri legami su altri piani, tra queste due faccende, è possibile. Mi è già difficile dire quel che credo di sapere. (Traduzione: Franco Quadri)
Watt (Watt)
Il signor Hackett girò l'angolo e, nella luce che si affievoliva, vide, poco distante, la propria panchina. Sembrava occupata. Questa panchina, di proprietà molto probabilmente del comune o del pubblico, naturalmente non era sua, ma egli la considerava sua. Tale era l'atteggiamento del signor Hackett verso le cose che gli piacevano. Sapeva che non erano sue, ma le considerava sue. Sapeva che non erano sue, perché gli piacevano. (Traduzione: Cesare Cristofolini)
Worstward ho (Worstward ho)
Avanti. Dire avanti. Essere detto avanti. In qualche modo avanti. Finché in nessun modo avanti. Detto in nessun modo avanti. (Traduzione: Roberto Mussapi)
William Beckford (1759-1844)
Biographical Memoirs of Extraordinary Painters
Aldrovandus Magnus. This illustrious artist was one of the first who brought the art of painting in oil to a degree of perfection. It is well known, that Hubert and John Van-eyck in a manner discovered this admirable secret, the finding of which occasioned almost as much trouble as the researches after the philosopher's stone; but though the Van-eycks succeeded to the admiration of all Europe, still the most experienced colourists unanimously allow Aldrovandus to have exceeded them in every respect. |
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Vite immaginarie di pittori straordinari
Aldrovandus Magnus Questo illustre artista fu uno dei primi a portare a livello di perfezione l'arte della pittura a olio. È risaputo che sono stati Hubert e John Van-Eyck a scoprire, per così dire, questo mirabile segreto il cui ritrovamento richiese travagli paragonabili quasi alla ricerca della pietra filosofale; ma, per quanto i Van-Eyck si siano guadagnati l'ammirazione dell'Europa intera, i coloristi più competenti riconoscono all'unanimità che Aldrovandus li ha superati sotto ogni aspetto. (Traduzione: Mariapaola Dèttore) |
The History of the Caliph Vathek
Vathek, ninth Caliph of the race of the Abassides, was the son of Motassem, and the grandson of Haroun Al Raschid. From an early accession to the throne, and the talents he possessed to adorn it, his subjects were induced to expect that his reign would be long and happy. His figure was pleasing and majestic; but when he was angry one of his eyes became so terrible that no person could bear to behold it, and the wretch upon whom it was fixed instantly fell backward, and sometimes expired. For fear, however, of depopulating his dominions and making his palace desolate he but rarely gave way to his anger. |
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Vathek
Vathek, nono califfo della stirpe degli Abbassidi, era figlio di Matassem, e nipote di Harunal-Rascid. Salito al trono nel fiore dell'età, le sue grandi doti facevano sperare ai sudditi un regno lungo e felice. Era d'aspetto avvenente e maestoso, ma, quando andava in collera, uno dei suoi occhi diventava così terribile che non si poteva sostenerne lo sguardo, e lo sventurato sul quale quell'occhio si posava cadeva riverso e talvolta moriva all'istante. Perciò, per paura di spopolare i suoi stati e fare del suo Palazzo un deserto, quel principe sfogava la sua collera solo molto di rado. (Traduzione: Aldo Camerino) |
Max Beerbohm (1872-1956)
Zuleika Dobson
That old bell, presage of a train, had just sounded through Oxford station; and the undergraduates who were waiting there, gay figures in tweed or flannel, moved to the margin of the platform and gazed idly up the line. Young and careless, in the glow of the afternoon sunshine, they struck a sharp note of incongruity with the worn boards they stood on, with the fading signals and grey eternal walls of that antique station, which, familiar to them and insignificant, does yet whisper to the tourist the last enchantments of the Middle Age. |
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Zuleika Dobson
La vecchia campana, che annunciava l'arrivo del treno, aveva risuonato nella stazione di Oxford, e gli studenti che stavano aspettando, vivaci figure in tweed o flanella, si spostarono verso il bordo della banchina fissando pigramente la fila. Giovani e sbadati, nel calore del sole pomeridiano, reappresentavano uno spiccato contrasto rispetto alle logore tavole di legno sulle quali aspettavano, agli sbiaditi segnali e alle interminabile pareti grigie di quell'antica stazione, che, consueta e insignificante per loro, era ancora capace di evocare, per un estraneo, il fascino perduto del passato. |
Aphra Behn (1640-1689)
Oroonoko or The Royal Slave
I do not pretend, in giving you the History of this Royal Slave, to entertain my Reader with the Adventures of a feign'd Hero, whose Life and Fortunes Fancy my manage at the Poet's Pleasure; not in relating the Truth, design to adorn it with any Accidents, but such as arriv'd in earnest to him: And it shall come simply into the World, recommended by its own proper Merits, and natural Intrigues; there being enough of Reality to support it, and to render it diverting, without the Addition of Invention. I was my self an Eye-Witness to a great part, of what you will find here set down; and what I cou'd not be Witness of, I receiv'd from the Mouth of the chief Actor in this History, the Hero himself, who gave us the whole Transactions of his Youth; |
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Oroonoko schiavo di sangue reale
Nel raccontare la storia di questo schiavo di sangue reale, non fingerò di intrattenere il mio lettore con le avventure di un eroe immaginario, la cui vita e le cui sorti siano lasciate alla mercé della fantasia del poeta; né ho intenzione, nel riferire la verità, di adornarla con avvenimenti che non siano quelli a lui realmente accaduti: questa storia verrà al mondo senza artifici, grazie ai suoi propri meriti e all'intreccio suo naturale, poiché vi è in essa realtà sufficiente a sorreggerla e renderla dilettevole, senza alcun ausilio di invenzione. Io stessa fui testimone oculare di gran parte di ciò che qui troverete scritto; e ciò di cui non potei essere testimone mi giunse dalla viva voce del primo attore di questa vicenda, l'eroe in persona, che mi narrò l'intera storia della sua giovinezza. (Traduzione: Maria Antonietta Saracino) |
Edward Bellamy (1850-1898)
Looking Backward. From 2000 to 1887
Historical Section Shawmut College, Boston, December 26, 2000 Living as we do in the closing year of the twentieth century, enjoying the blessings of a social order at once so simple and logical that it seems but the triumph of common sense, it is no doubt difficult for those whose studies have not been largely historical to realize that the present organization of society is, in its completeness, less than a century old. No historical fact is, however, better established than that till nearly the end of the nineteenth century it was the general belief that the ancient industrial system, with all its shocking social consequences, was destined to last, with possibly a little patching, to the end of time. |
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Guardando indietro. Dal 2000 al 1887
Dipartimento di Storia dello Shawmut College, Boston, 26 dicembre 2000 Vivendo come noi nell'anno che conclude il ventesimo secolo, godendo il dono dell'ordine sociale a un tempo così naturale e logico da sembrare niente di più del trionfo del buon senso, è senza dubbio difficile, per quelli i cui studi non sono stati soprattutto storici, rendersi conto che l'attuale organizzazione sociale ha, nel complesso, meno di un secolo. Nessun dato storico è tuttavia più riconosciuto del fatto che, alla fine del diciannovesimo secolo, era universalmente dato per certo che il vecchio sistema industriale, con tutte le sue traumatiche conseguenze sociali, fosse destinato a durare, magari con eventuali aggiustamenti marginali, per un tempo indefinito. |
Maria Bellonci (1902-1986)
Rinascimento privato
Stanza degli orologi anno 1533 Il mio segreto è una memoria che agisce a volte per terribilità. Isolata, immobile, sul punto di scattare, sto al centro di correnti vorticose che girano a spirali in questa stanza dove i miei cento orologi sgranano battiti diversi in diversi timbri. Se alzo il capo li vedo fiammeggiare, e ad ogni tocco di fuoco corrisponde un'immagine. Sempre sono trascinata fuori di me dalla tempesta di vivere. Che cosa è il tempo, e perché deve considerarsi passato? Fino a quando viviamo esiste un solo tempo, il presente. Una forza struggente mi prende alle viscere: costruttiva o devastatrice non mi è dato di sapere; è senza regola, almeno apparente.
Segni sul muro: Telefilm su due amanti
Non importa dirlo. Noi sappiamo però di essere a Milano, in via Principe Amedeo 1, strada breve verso i giardini pubblici di Porta Venezia. Il palazzo, dell'ultimo Ottocento, ha un suo decoro; non troppo alto - tre piani e un attico - ha finestre rettangolari strette e lunghe, alternate, al piano rialzato, con finestre d'arco rotondo. L'anno è il 1917; il mese un chiaro settembre; il tempo è di guerra, e c'è nell'aria un sordo torpore; siamo alla vigilia di Caporetto. Può darsi che un manifesto patriottico sia incollato sul basamento, sotto le finestre del piano rialzato. Entriamo in azione dietro la macchina da presa, guidati da una mano di donna, sottile, guantata, dal gesto espressivo nelle brevi indicazioni. Le cinque del pomeriggio; ora quieta col sole in alto che si sfuma in una diffusa chiarità e raggiunge le finestre più basse alle quali si può bussare dalla strada. Apriamo il nostro copione.
Segni sul muro: Storia segreta di una cortigiana
Sulla metà del Cinquecento tra le sonore didascalie linguistiche dl Bembo e le potenti fosche protervie dell'Aretino, si alza dal fitto brusio dai petrarchisti italiani una voce di donna; e, quietamente perentorio, prende il suo posto un libro di versi di accento caldo e turbato: le Rime di Gaspara Stampa, nata a Padova e vissuta a Venezia dove morì, giovane di circa trent'anni, nel 1554. Gaspara, detta dai suoi contemporanei Gasparina, la maggiore poetessa del suo tempo e a parere di molti (anche mio) la maggiore poetessa italiana in assoluto, sta sotto un segno che oggi possiamo riconoscere e circoscrivere esattamente: il segno della diffidenza dell'ostilità e della propensione magari inconscia alla condanna che accompagna ogni opera compiuta da una donna specie se si tratta di un'opera libera.
Segni sul muro: Trafitto a Canossa
"Qui il vento non smette mai di soffiare" dice il mio accompagnatore con una frase che potrebbe essere la traduzione, ridotta all'approssimativo, di un frammento shakespeariano. Proprio Shakespeare verrebbe fatto di evocare - o Dante, naturalmente - su questo gran dirupo di Canossa che resta solenne e fantastico anche se il turismo ha costruito ai suoi piedi un "accoglimento" di piazzale e di ristorante (si capisce: gradevoli). Per arrivare in alto occorre affrontare il ripido camminamento che in alcuni punti rivela la cerchia avvolgente - un tempo triplice - delle compatte mura difensive che avevano resistito tre anni all'assedio di Berengario II, come intonava, facendosi tronfio con le parole, il cronista Donizone: "O re Berengario, puoi prima morire che rompere la nostra mole; né ariete, né volpe, né altra macchina riuscirà a raggiungere i nostri eccelsi tetti".
Saul Bellow (1915-2005)
Henderson the Rain King (Il re della pioggia)
Perché ho fatto questo viaggio in Africa? La spiegazione non è semplice. Le mie cose andavano sempre peggio e a un certo punto erano diventate un viluppo inestricabile. Se ripenso alla mia situazione all'età di cinquantacinque anni, quando comprai il biglietto, vedo solo dolore. I fatti mi si affollano addosso, sì che ne avverto l'oppressione sul petto. Irrompono in fretta disordinata: i miei genitori, le mie mogli, le mie ragazze, la mia fattoria, i miei animali, le mie abitudini, i miei soldi, le mie lezioni di musica, i miei denti, la mia faccia, l'anima mia! Ed io urlo: "No, no, via maledetti, lasciatemi stare!". Ma non possono lasciarmi stare. Fanno parte di me. Son cose mie. E mi si ammucchiano addosso da ogni parte. E ne viene il caos. (Traduzione: Luciano Bianciardi)
Herzog
If I am out of my mind, it's all right with me, thought Moses Herzog. Some people thought he was cracked and for a time he himself had doubted that he was all there. But now, though he still behaved oddly, he felt confident, cheerful, clairvoyant, and strong. He had fallen under a spell and was writing letters to everyone under the sun. He was so stirred by these letters that from the end of June he moved from place to place with a valise full of papers. He had carried this valise from New York to Martha Vineyard, but returned from the Vineyard immediately; two days later he flew to Chicago, and from Chicago he went to a village in western Massachusetts. Hidden in the country, he wrote endlessly, fanatically, to the newspapers, to people in public life, to friends and relatives and at last to the dead, his own obscure dead, and finally the famous dead. |
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Herzog
Se sono matto, per me va benissimo, pensò Moses Herzog. C'era della gente che pensava che fosse toccato, e per qualche tempo persino lui l'aveva dubitato. Ma adesso, benché continuasse a comportarsi in maniera un po' stramba, si sentiva pieno di fiducia, allegro, lucido e forte. Gli pareva d'essere stregato, e scriveva lettere alla gente più impensata. Era talmente infatuato da quella corrispondenza, che dalla fine di giugno, dovunque andasse, si trascinava dietro una valigia piena di carte. Se l'era portata, quella valigia, da New York a Martha's Vineyard. Ma da Martha's Vineyard era riscappato indietro subito; due giorni dopo aveva preso l'aereo per Chicago, e da Chicago era filato in un paesino del Massachussets occidentale. Lì, nascosto in mezzo alla campagna, scriveva a più non posso, freneticamente, ai giornali, agli uomini pubblici, ad amici e parenti e finì per scrivere pure ai morti, prima ai suoi morti e poi anche ai morti famosi. (Traduzione: Letizia Ciotti Miller) |
Humboldt's gift
The book ob ballads published by Von Humboldt Fleisher in the Thirties was an immediate hit. Humboldt was just what everyone had been waiting for. Out in the Midwest I had certainly been waiting eagerly, I can tell you that. An avant-garde writer, the first of a new generation, he was handsome, fair, large, serious, witty, he was learned. The guy had it all. All the papers reviewed his book. His picture appeared in Time witouth insult and in Newsweek with praise. I read Harlequin Ballads enthusiastically. I was a student at the University of Wisconsin and thought about nothing but literature day and night. |
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Il dono di Humboldt
Il libro di ballate pubblicato da Von Humboldt Fleisher negli anni Trenta riscosse un immediato successo. Humboldt era, appunto, colui che tutti quanti attendevano. Io per me l'aspettavo ardentemente, dal mio fondo di provincia del Midwest, ve l'assicuro. Scrittore d'avanguardia - il primo della sua generazione - era bello, era biondo, corpulento, serio e insieme spiritoso, ed era colto. Insomma aveva tutto. Nessun giornale mancò di recensire il suo libro. La sua foto comparve sulla rivista Time senza ingiurie, su Newsweek con elogi. Io le lessi con trasporto, le Ballate di Arlecchino. Ero studente all'Università del Wisconsin e non pensavo ad altro, giorno e notte, che alla letteratura. (Traduzione: Pier Francesco Paolini) |
Mr. Sammler's Planet
Shortly after dawn, or what would have been dawn in a normal sky, Mr. Artur Sammler with his bushy eye took in the books and papers of his West Side bedroom and suspected strongly that they were the wrong books, the wrong papers. |
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Il pianeta di Mr. Sammler
Poco dopo l'alba, o quella che sarebbe stata l'alba in un cielo normale, Mr. Arthur Sammler col suo occhio cespuglioso percepì la presenza dei libri e delle carte nella sua camera da letto di West Side e sospettò fortemente che si trattasse di libri sbagliati, di carte sbagliate. (Traduzione: Letizia Ciotti Miller) |
Ravelstein
Odd that mankind's benefactors should be amusing people. In America at least this is often the case. Anyone who wants to govern the country has to entertain it. During the Civil War people complained about Lincoln's funny stories. Perhaps he sensed that strict seriousness was far more dangerous than any joke. But critics said that he was frivolous and his own Secretary of War referred to him as an ape. Among the debunkers and spoofers who formed the tastes and minds of my generation H. L. Mencken was the most prominent. My high school friends, readers of the American Mercury, were up on the Scopes trial as Mencken reported it. |
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Ravelstein
Non è strano che i benefattori dell'umanità siano persone divertenti? In America, almeno, spesso è così. Chi vuole governare questo paese lo deve divertire. Durante la Guerra Civile la gente si lagnava delle facezie di Lincoln. Ma forse lui sentiva che la troppa serietà era di gran lunga più pericolosa di qualunque barzelletta. I suoi critici, invece, dicevano che era frivolo e lo stesso ministro della Guerra lo paragonava a una scimmia. Tra i dissacratori e gli stroncatori che hanno formato il gusto e lo spirito della mia generazione il più illustre era H. L. Mencken. I miei compagni di liceo, lettori dell'"American Mercury", seguirono il processo Scopes leggendo le sue cronache (Traduzione: Vincenzo Mantovani) |
Pietro Bembo (1470-1547)
De Aetna Ad Angelum Chabrielem Liber (...)
Factum a nobis pueris est, et quidem fedulo Angele; quod meminisse te certo scio; ut fructum studiorum nostrorum, quos ferebat illa aetas nó tam maturos, q uberes, semper tibi aliquos promeremus: nam siue dolebas aliquid, siue gaudebas; quae duo sunt tenerorum animorum maxime propriae affectiones; continuo habebas aliquid a me, quod legeres, uel gratulationis, uel consolationis; imbecillum tu quidem illud, et tenue; sicuti nascentia omnia, et incipientia; sed tamen quod esset fatis amplum futurum argumentum amoris summi erga te mei. Verum postea, q annis crescentibus et studia, et iudicium increuere; nósq; totos tradidimus graecis magistris erudiendos; remissiores paulatim facti sumus ad seribendum, aciam etiam minus quotidie audentiores.
Gli Asolani
Suole a' faticosi navicanti esser caro, quando la notte, da oscuro e tempestoso nembo assaliti e sospinti, né stella scorgono, né cosa alcuna appar loro che regga la lor via, col segno della indiana pietra ritrovare la tramontana, in guisa che, quale vento soffi e percuota conoscendo, non sia lor tolto il potere e vela e governo là, dove essi di giugnere procacciano o almeno dove più la loro salute veggono, dirizzare; e piace a quelli che per contrada non usata caminano, qualora essi, a parte venuti dove molte vie faccian capo, in qual più tosto sia da mettersi non scorgendo, stanno in sul piè dubitosi e sospesi, incontrare chi loro la diritta insegni, sì che essi possano all'albergo senza errore, o forse prima che la notte gli sopragiunga, pervenire.
Prose della volgar lingua
Se la natura, Monsignor messer Giulio, delle mondane cose producitrice e de' suoi doni sopra esse dispensatrice, sí come ha la voce agli uomini e la disposizione a parlar data, cosí ancora data loro avesse necessità di parlare d'una maniera medesima in tutti, ella senza dubbio di molta fatica scemati ci avrebbe e alleviati, che ci soprastà. Con ciò sia cosa che a quelli che ad altre regioni e ad altre genti passar cercano, che sono sempre e in ogni parte molti, non converrebbe che, per intendere essi gli altri e per essere da loro intesi, con lungo studio nuove lingue apprendessero. Anzi sí come la voce è a ciascun popolo quella stessa, cosí ancora le parole, che la voce forma, quelle medesime in tutti essendo, agevole sarebbe a ciascuno lo usar con le straniere nazioni; il che le più volte, più per la varietà del parlare che per altro, è faticoso e malagevole come si vede.
Daniele Benati (1953)
Silenzio in Emilia
Ci sono molte credenze legate ai morti, che però in tempi moderni non valgono più. La gente non ci crede o non ci pensa, ecco il perché. Mi dice un tale dalle mie parti che i morti tornano spesso dove hanno vissuto, delle volte passandoci in treno di notte, oppure delle altre compiendo un'azione tipica della loro vita. Come quel muratore di Marmirolo che un giorno è tornato al suo paese dopo tanti anni che era morto, ha costruito una casa, poi è tornato via.
Carmelo Bene (1937-2002)
'l mal de' fiori
Coetera de troviero delle cose che non sono e de impensata vida cuerpo ratt viandante carnaschèlter vanzada d'ier polpetti de la capa l'inappresi de imperiottuso mineral tradito 'n forme dall'arte Intento s'era trascurare l'arbusti le casuole i vigni fich d'India persich fiór d'naranz profumm de rosmarin pour vous de' caldar 'l ramm e ' tant fastidi di grì 'n del coo e issimissimo l'bell de usellin cantatusc stechii mucho querido plato de garganta d'Santambroeus la postalcartolinna di barche dent 'l port inamorata il tutt ch'è miserere de' poeti 'l più Per alter scriv 'me di súbito 'n voce dis-voruu attual
Sono apparso alla madonna
V'è una nostalgia delle cose che non ebbero mai un cominciamento. Affondare la propria origine - non necessariamente connessa alla nascita - in terra d'Otranto è destinarsi un reale-immaginario. E lì appunto, nel primo dì di un settembre io fui nato. Otranto. Da sempre magnifico, religiosissimo bordello, casa di cultura tollerante influenze islamiche, ebraiche, arabe, turche, cattoliche. Ne è testimone la stupenda cattedrale. Il suo favoloso mosaico figurante l'«albero della vita», dell'anno 1100.
Mario Benedetti (1920-2009)
Gracias por el fuego (Grazie per il fuoco)
A Broadway, all'altezza della 113ma strada, non solo si parla uno spagnolo nasale e contaminato; si potrebbe anche dire che si pensa, si cammina e si mangia alla spagnola. Cartelli e insegne, che qualche isolato prima annunciavano ancora Groceries & Delicatessen, si sono trasformati qui in Groserías y Delicadezas. I cinema non annunciano, come quelli della 42ma strada, film di Marlon Brando, Kim Novak e Paul Newman, ma espongono grandi manifesti con le figure di Pedro Armendáriz, María Félix, Cantinflas o Carmen Sevilla. (Traduzione: Gianni Guadalupi e Marcello Ravoni)
La tregua (La tregua)
Lunedì, 11 febbraio Mi mancano solo sei mesi e ventotto giorni alla pensione. Devono essere almeno cinque anni che calcolo giorno per giorno quanto mi resta da lavorare. Ho davvero tanto bisogno di non far niente? Mi dico che no, che non tanto di ozio ho bisogno, quanto di un lavoro che mi piaccia. Ma quale? Per esempio, il giardinaggio, un'attività ideale la domenica, un antidoto alla vita sedentaria oltre che un'ottima prevenzione della mia futura e sicura artrite. Temo però di non poterla tollerare come occupazione giornaliera. Magari la chitarra. Credo che mi piacerebbe, anche se dev'essere avvilente cominciare a studiare solfeggio a quarantanove anni. E scrivere? Forse riuscirei a essere uno scrittore non troppo scadente; per lo meno, agli altri le mie lettere piacciono. Ma non vuol dir niente. Già vedo una noterella bibliografica sulle "innegabili qualità di questo nuovo autore vicino ai cinquanta", e basta questo a darmi la nausea. Che tuttavia ancor oggi io mi senta ingenuo e immaturo (con tutti i difetti della gioventù, voglio dire, ma con nessuna delle sue qualità), non significa che abbia il diritto di far sfoggio di quest'ingenuità e immaturità. (Traduzione: Francesco Saba Sardi)
Alan Bennett (1934)
The Clothes They Stood Up In
The Ransomes had been burgled. "Robbed," Mrs. Ransome said. "Burgled," Mr. Ransome corrected. Premises were burgled; persons were robbed. Mr. Ransome was a solicitor by profession and thought words mattered. Though "burgled" was the wrong word too. Burglars select; they pick; they remove one item and ignore others. There is a limit to what burglars can take: they seldom take easy chairs, for example, and even more seldom settees. These burglars did. They took everything. |
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Nudi e crudi
Casa Ransome era stata svaligiata. "Rapinata" disse Mrs Ransome. "Svaligiata" la corresse il marito. Le rapine si fanno in banca; una casa si svaligia. Mr Ransome era avvocato e riteneva che le parole avessero la loro importanza. Anche se in questo caso era difficile trovare un termine preciso. Di solito un ladro sceglie, fa una cernita, prende un oggetto e ne lascia altri. C'è un limite a ciò che riesce a far sparire: per esempio, è raro che porti via una poltrona, ancor più raro un divano. Questi ladri, però, l'avevano fatto. Avevano preso tutto. (Traduzione: Giulia Arborio Mella e Claudia Valeria Letizia) |
The Lady in the Van
I ran into a snake this afternoon," Miss Shepherd said. "It was coming up Parkway. It was a long, gray snake - a boa constrictor possibly. It looked poisonous. It was keeping close to the wall and seemed to know its way. I've a feeling it may have been heading for the van." I was relieved that on this occasion she didn't demand that I ring the police, as she regularly did if anything out of the ordinary occurred. Perhaps this was too out of the ordinary (though it turned out the pet shop in Parkway had been broken into the previous night, so she may have seen a snake). |
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La signora nel furgone
"Oggi pomeriggio ho quasi inciampato in un serpente" mi ha detto Miss Shepherd. "Veniva su per la Parkway. Era lungo così, e grigio; un boa constrictor, casomai. Aveva l'aria velenosa. Strisciava contro il muro e sembrava che sapesse dove andava: secondo me puntava dritto verso il furgone". Per fortuna Miss Shepherd non ha preteso che chiamassi la polizia, come fa ogni volta che succede qualcosa di insolito. Forse questa del serpente era troppo insolita (anche se poi si è scoperto che avevano scassinato il negozio di animali della Parkway; magari il serpente lo aveva visto davvero). (Traduzione: Giulia Arborio Mella) |
The Laying on of Hands
Seated obscurely towards the back of the church and on a side aisle, Treacher was conscious nevertheless of being much looked at. Tall, thin and with a disagreeable expression, were this a film written forty years ago he would have been played by the actor Raymond Huntley who, not unvinegary in life, in art made a speciality of ill-tempered businessmen and officious civil servants. Treacher was neither but he, too, was nothing to look at. Yet several times he caught women (and it was women particularly) bending forward in their seats to get a better view of him across the aisle; a murmured remark passed between a couple in front, the woman then turning round, ostensibly to take in the architecture but actually to look at him, whereas others in the congregation dispensed with such polite circumspection and just stared. |
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La cerimonia del massaggio
Pur essendosi appartato in una navata laterale, verso il fondo della chiesa, Treacher si era accorto che lo guardavano tutti. Alto, magro e con quell'espressione antipatica, in un film di quarant'anni fa l'avrebbe interpretato Raymond Huntley, un attore già un po' acido di suo che sullo schermo faceva sempre l'uomo d'affari stizzoso e il burocrate prepotente. Treacher non era né l'uno né l'altro, ma anche lui non brillava per la sua avvenenza. Eppure sorprese parecchie donne (erano soprattutto donne) che allungavano il collo dall'altra parte della navata per vederlo meglio; una coppia nelle prime file si scambiò un sussurro, quindi la donna si girò, apparentemente per osservare l'architettura, in realtà per guardare lui. Altri fecero a meno di tante urbane cautele e lo fissarono apertamente. (Traduzione: Giulia Arborio Mella e Marco Rossari) |
The Uncommon Reader
At Windsor it was the evening of the state banquet and as the president of France took his place beside Her Majesty, the royal family formed up behind and the procession slowly moved off and through into the Waterloo Chamber. "Now that I have you to myself," said the Queen, smiling to left and right as they glided through the glittering throng, "I've been longing to ask you about the writer Jean Genet." "Ah, said the president. "Oui." |
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La sovrana lettrice
A windsor quella sera c'era il banchetto ufficiale, e mentre il presidente francese si affiancava a Sua Maestà la famiglia reale si schierò alle loro spalle, e la processione si avviò lentamente verso la sala Waterloo. "Adesso che possiamo parlare a quattr'occhi," disse la regina sorridendo a destra e a sinistra mentre avanzavano fra gli ospiti sfolgoranti "vorremmo tanto chiederle la sua opinione sullo scrittore Jean Genet". "Ah" disse il presidente. "Oui". (Traduzione: Monica Pavani) |
Stefano Benni (1947)
Achille piè veloce
Cosa succede alle persone cosidette normali quando incontrano di colpo un matto che urla o le investe di un delirio incomprensibile? Quando vedono qualcuno crollato a terra, o inchiodato da uno spasmo sui gradini di una chiesa? Dopo l'incontro restano immobili, con un'espressione di disagio, di paura o di stordimento. Ma il loro volto è cambiato, è come se fossero state fotografate da una luce accecante, scuotono la testa, parlano da sole, per un attimo anche la loro normalità sembra incrinata. Cos'hanno visto nel lampo di quella luce, quale paesaggio, quale specchio, quale verità insostenibile che dimenticheranno subito dopo, ma la cui immagine resterà per sempre, in qualche recesso buio del loro cuore, nella biblioteca in fiamme della loro vita?
Bar Sport
Al bar Sport non si mangia quasi mai. C'è una bacheca con delle paste, ma è puramente coreografica. Sono paste ornamentali, spesso veri e propri pezzi d'artigianato. Sono lì da anni, tanto che i clienti abituali, ormai le conoscono una per una. Entrando dicono: "La meringa è un po' sciupata, oggi. Sarà il caldo". Oppure: "È ora di dar la polvere al krapfen". Solo, qualche volta, il cliente occasionale osa avvicinarsi al sacrario. Una volta, ad esempio, entrò un rappresentante di Milano. Aprì la bacheca e si mise in bocca una pastona bianca e nera, con sopra una spruzzata di quella bellissima granella in duralluminio che sola contraddistingue la pasta veramente cattiva. Subito nel bar si sparse la voce: "Hanno mangiato la Luisona!". La Luisona era la decana delle paste, e si trovava nella bacheca dal 1959.
Bar Sport duemila
Una strana e contagiosa malattia ha iniziato a colpire i bar e i locali pubblici verso la fine degli anni settanta: il suo nome è "sindrome del bancone", o megalobancomania. Questa sindrome porta a cambiare ossessivamente il bancone del bar ogni quattro-cinque anni. E ogni volta il bancone diventa più grande, più scomodo ed esteticamente incomprensibile. Si possono così incontrare, in piccoli bar di paese, dei monoliti di alabastro nero del peso di dieci tonnellate, portati lì da non si sa quale astronave. Parimenti dei bellissimi banconi di legno perfettamente funzionanti vengono sostituiti con banconi a "esse", a labirinto, pralinati con lapislazzuli, in materiali che vanno dalla bachelite arancione al vetro blindato. Gli stili passano dal rococò-maya al neo-torronico bugnato, dal liberty-linoleum al Barbie-Goodzilla, dal Cheope-Chippendale al post-Benito, dal gotico-zotico al Luigi-X-Files, dall'assiro-bullonese al techno-etrusco, in una gamma di orrori mineralogici e geometrici senza limiti di spesa, di tonnellaggio e di vergogna.
Comici spaventati guerrieri
Lucio Lucertola festeggiò il suo settantesimo compleanno svegliandosi. Riteneva questo un fondamentale segreto della vita: svegliarsi e addormentarsi un numero di volte esattamente uguale. Se ci si sveglia anche solo una volta in meno non si recupera più, si sputa la pallina, consummatum est, diceva Lucio che era stato professore di latino e italiano, ed era inoltre Curioso in altre scienze, le naturali le filosofiche le zoologiche (in particolare i batteri), la botanica urbana, i cinesi, il concetto di inizio finale.
La compagnia dei celestini
"È stato calcolato che il peso delle formiche esistenti sulla terra è pari a venti milioni di volte quello di tutti i vertebrati." Così lo scultore ottocentesco Amos Pelicorti detto il Mirmidone rispondeva a coloro che gli chiedevano perché componesse le sue opere in mollica di pane. Da quando aveva letto la notizia su un giornale era rimasto a tal punto folgorato da lasciare le predilette sculture in marmo per il candore alternativo della farina. I suoi capolavori venivano sfornati caldi e dati in pasto alle formiche.
Elianto
C'era un gran rumore negli universi. Generazioni di stelle nascevano e morivano sotto lo sguardo di telescopi assuefatti, fortune elettromagnetiche venivano dissipate in un attimo, sorgevano imperi d'elio e svanivano civiltà molecolari, gang di gas sovreccitati seminavano il panico, le galassie fuggivano rombando dal loro luogo d'origine, i buchi neri tracannavano energia e da bolle frattali nascevano universi dissidenti, ognuno con legislazione fisica autonoma.
Prima o poi l'amore arriva
A un passaggio a livello lontano dal mondo un giorno d'agosto assolato un capostazione annoiato vide a un finestreino di un accelerato una signora bruna e più non lavorò passava le serate a guardare la luna e i treni si scontravano ma lui non li sentiva prima o poi l'amore arriva.
Saltatempo
Quand'ero molto piccolo ho visto un Dio. Scarpagnavo verso la Bisacconi. Scarpagnare vuole dire camminare a saltelli per via del dislivello, io abitavo in montagna, la scuola era in basso. Si scarpagna senza pause, con l'inerzia della discesa che impedisce di fermarsi, un continuo scuotimento nei giovani marroni e un piccolo ansito nei polmoncini. Le Bisacconi sono le scuole elementari del paese, un cubo giallo vomito dentro un giardino di erbacce barbare, e devono il loro nome a un uomo di nome Lutilio Bisacconi ricordato per essere morto sull'uscio di casa, ucciso dal cugino fascista. Sulla lapide infatti c'è scritto: Lutilio Bisacconi, caduto. Poi si vede che non hanno pagato lo scalpellino o c'è stato un litigio ideografologico ma è finita lì: caduto. Non è specificato se in guerra, per la Resistenza, nel fiore degli anni, niente: caduto e basta.
Spiriti
Una notte un uomo si svegliò in mezzo al deserto, senza sapere quanto aveva camminato, né perché. Quando l'ultima nuvola scivolò via dalla luna, l'ombra dell'uomo si allungò come se sgorgasse dalla terra. Un filo d'acqua scorreva tenace nel greto screpolato del fiume, e non faceva più rumore di un respiro. Alla nota del fiume si accordò un altro suono. L'uomo, con un bastoncino, batteva sul fango secco. Quel rumore ritmico, il pulsare di un cuore, richiamò qualcuno. Dalle crepe della terra uscirono per prime le formiche rosse, dapprima in piccoli gruppi, poi in schiere compatte. Le seguirono le formiche nere dalle grosse teste dondolanti, le snelle dulciarie odorose di miele e le tagliatrici, reggendo le loro foglie come bandiere.
Terra!
La notte del trenta agosto 2039 un'ondata di caldo eccezionale soffocava gli Stati Uniti. Il termometro a New York segnò quarantadue gradi; a mezzanotte tutte le docce della città emisero un ululato di agonia, e il rantolo delle tubature annunciò che l'erogazione di acqua era sospesa fino alle otto di mattina. Metà degli abitanti invase le strade cercando scampo verso il mare. La Coca Cola vendette solo in quella notte quaranta milioni di litri di bibita, un lago nero e zuccherino che avrebbe potuto sostenere tutta la flotta Usa. I cubetti di ghiaccio valevano più dei diamanti, e si narra di famiglie che si bevvero la piscina di casa.
Pierre Benoît (1886-1962)
L'Atlantide (Atlantide)
Il sabato 6 giugno 1903, la vita monotona che si conduceva nel forte di Hassi-Inifel fu interrotta da due avvenimenti di importanza diversa: l'arrivo di una lettera della signorina Cécile de C... e dei numeri più recenti del "Journal Officiel" della Repubblica francese. "Se il signor tenente permette..." disse il maresciallo d'alloggio Châtelain, mettendosi a sfogliare i giornali ai quali aveva tolto le fascette. Acconsentii con un cenno della testa, già completamente immerso nella lettura della lettera appena arrivata. (Traduzione: Gabriella Pesca Collina)
Benoît de Sainte-Maure (sec. XII)
Roman de Troie (Il romanzo di Troia)
Quando il popolo seppe la novella che morir doveva la donzella, tutti vi corrono, nessuno più rimane. Ciascun la piange, e grida e lamenta; a ciascuno che rimira sua faccia, non può non recar dolore che la vogliano a morte abbandonare; a mille li vedreste piangere. Pietà ne hanno, non è meraviglia. Il giglio e la rosa vermiglia son, di fronte a lei, scolorati; quanto ebbe Natura di beltà, lo mise in lei per gran gioia; di sua beltà convienmi tacere ché non la potrei neppur dire in mezza giornata e tutta d'un fiato. Ahi! qual peccato e qual dolore! Sarebbero stati di tutti i migliori gli eredi che da lei fossero usciti ciò che vi era di bello in lei fu così perduto; più degli altri sarebbero stati mirabili e di beltà risplendenti quei che da lei fossero nati. Lasso! così doloroso giudizio! che mala morte e odiosa! Non l'aveva punto meritata; molto le pesò e nulla poté quando Paride uccise Achille; mai non gliene fu parlato ed anzi molto se ne dispiacque. (Traduzione: Angela Bianchini)
Nina Berberova (1901-1993)
Borodin (Genio e regolatezza: Aleksandr Borodin)
La casa della madre, d'altronde Borodin non la chiamava mai mamma, bensì "zietta", un po' per scherzo, un po' sul serio, questa era l'abitudine sin dalla prima infanzia, la casa a quattro piani della madre, con il cancello in ghisa e gli stipiti arabescati, dava con le finestrelle quadrate, perfettamente pulite, direttamente sul cortile del reggimento Izmajlovskij, dove marciavano i soldati. Egli se ne stava a lungo a guardare le loro esercitazioni, senza sentire i comandi a causa delle doppie finestre, ma, soprattutto quando la finestrella era aperta, udiva il tamburo, il cui suono amava molto, e che si riversava nella stanza assieme al freddo intenso. (Traduzione: Stefania Pavan)
Lakej i devka (Il lacché e la puttana)
Era la figlia di un funzionario pietroburghese che aveva raggiunto il grado di consigliere effettivo di V classe, un uomo dal viso lungo e stretto, diffidente, malaticcio, sempre scontento di tutto. Sua madre somigliava a tal punto alle mogli di altri funzionari pietroburghesi che dopo la sua morte (aveva quattordici anni compiuti quando la perse) Tanja non riusciva più a distinguerla nel ricordo dalle altre signore che frequentavano la loro casa, che la prendevano per il mento facendole male, che tra loro parlavano - con risatine isteriche, giocherellando leziosamente con le lorgnettes - di domestici, negozi e comitati di beneficenza. (Traduzione: Donatella Sant'Elia)
Mysljascij trostnik (Il giunco mormorante)
Nella vita di ognuno esistono momenti - quando la porta sbattuta all'improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco "no" che sembrava irrevocabile si muta in "forse" -, momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue. È stata concessa una proroga a qualcosa di ineluttabile, definitivo; il verdetto del giudice, del dottore, del console, è stato rinviato. Una voce ci avverte che non tutto è perduto. E con gambe tremanti e lacrime di gratitudine passiamo nel locale adiacente, dove ci pregano di "aspettare un poco" prima di spingerci nel baratro. (Traduzione: Donatella Sant'Elia)
Pier Luigi Berbotto (1938)
Concerto rosso
Uno scricchiolio d'uscio alle mie spalle, passi lievi ma affrettati che chiaramente puntano su di me; ce n'è abbastanza per scartare d'istinto contro la parete e proseguire senza il coraggio di girarmi a guardare. Ma quando i passi si fanno vicinissimi e dita gagliarde m'avvinghiano il braccio, non riesco a frenare un moto di sgomento. "Che c'è?" ansimo, irrigidendomi e lasciando solo agli occhi il compito di volgersi all'estremità sinistra, in avanscoperta. Le dita liberano il braccio e mi s'abbattono sulla spalla in una pacca fragorosa; "Non dirmi che t'ho fatto paura!" esplode al mio orecchio la voce di Benzio, mentre la sua gran mole mi si para dinanzi, gioviale e compiacente.
Alessandro Bergonzoni (1958)
È già mercoledì e io no
"È un maschio!" Ed estrasse il neonato, così come si leva una palla da bowling dal rullo girolone. "Ce n'è un altro... un altro... un'altra, una bambina... un bambino, un altro..." E l'ostetrica rideva, rideva come chi tra un po' avrebbe smesso di ridere. "...un maschio ancora... una femmina... un'altra..." E quel corpo slot-machine espelleva a cascata come quando si abbassa la leva e si vince.
Anthony Berkeley (Anthony Berkeley Cox) (1893-1971)
The Poisoned Chocolates Case (Il caso dei cioccolatini avvelenati)
Roger Sheringham prese un sorso di brandy invecchiato dal bicchiere che aveva di fronte e si appoggiò allo schienale della sedia a capotavola. Attraverso la nebbia del fumo di sigaretta gli giungevano alle orecchie voci eccitate che chiacchieravano allegramente di vari argomenti sempre collegati al tema dell'assassinio, dei veleni e della morte improvvisa. Questo, infatti, era il suo Circolo del Crimine - proprio il suo! - fondato, organizzato, messo insieme e gestito da lui solo; e cinque mesi prima, quando ne era stato eletto presidente all'unanimità durante la prima riunione, aveva provato lo stesso orgoglioso appagamento di quel giorno lontano in cui un angelo travestito da editore aveva accettato di pubblicare il suo primo romanzo (Traduzione: Francesca Stignani)
Hector Berlioz (1803-1869)
Euphonia, ou la ville musicale (Eufonia o la città musicale)
Prima lettera Sicilia, 7 giugno 2344 XILEF A SHETLAND Ho appena fatto il bagno nell'Etna; o mio caro Shetland! che ora deliziosa ho trascorso a solcare a nuoto questo bel lago fresco, calmo e puro! il suo bacino è immenso, ma la sua forma circolare e lo scoscendimento dei bordi ne rendono la superficie a tal punto sonora che la mia voce giungeva senza sforzo dal centro alle parti più lontane della riva. Me ne sono accorto sentendo applaudire alcune donne siciliane che veleggiavano in pallone a più di una mezza lega dal luogo in cui mi trastullavo come un delfino felice. (Traduzione: Francesco Sabbadini)
Thomas Bernhard (1931-1989)
Alte Meister (Antichi maestri)
Pur avendo appuntamento con Reger soltanto per le undici e mezzo al Kunsthistorisches Museum, mi trovai là fin dalle dieci e mezzo per poterlo finalmente osservare, come già da tempo mi ero ripromesso, senza alcun disturbo e da un'angolazione possibilmente ideale, scrive Atzbacher. Poiché di mattina il suo posto riservato è nella cosiddetta Sala Bordone di fronte all'Uomo dalla barba bianca di Tintoretto, sulla panca rivestita di velluto dove ieri, dopo avermi illustrato la sonata chiamata Tempesta, ha continuato la sua conferenza sull'Arte della fuga da prima di Bach fino a dopo Schumann, come lui la definisce, pur non avendo fatto altro, spinto dal suo estro, che parlare di Mozart e non di Bach, io dovetti appostarmi nella cosiddetta Sala Sebastiano; a malincuore fui dunque costretto, per poter osservare Reger davanti all'Uomo dalla barba bianca di Tintoretto, a sorbirmi Tiziano... (Traduzione: Anna Ruchat)
Der Atem (Il respiro)
Fu soltanto una logica conseguenza, come apparve ben presto al ragazzo non ancora diciottenne in seguito agli avvenimenti e accadimenti che sto per annotare con intento di verità e di chiarezza, che mi ammalassi anch'io dopo che mio nonno si era improvvisamente ammalato ed era dovuto andare all'ospedale situato a poche centinaia di passi da noi, lo ricordo bene e me lo vedo ancora oggi davanti agli occhi mentre, con addosso un cappotto invernale grigio scuro che gli era stato regalato da un ufficiale canadese delle truppe d'occupazione, camminando spedito e scandendo con il bastone il ritmo dei propri movimenti come per la solita passeggiata, egli passava davanti alla sua finestra, dietro la quale io, senza sapere dove quella passeggiata lo avrebbe condotto, lo stavo osservando in una disposizione di animo e di spirito senza dubbio tra il triste e il melanconico dopo che mi ero congedato da lui, l'unico essere umano che ho amato veramente. (Traduzione: Anna Ruchat)
Die Billigesser (I mangia a poco)
Come faceva da varie settimane verso sera e da tre giorni regolarmente anche al mattino intorno alle sei, stava andando per motivi di studio nel Wertheimsteinpark, dove, grazie alle ideali condizioni naturali esistenti per l'appunto nel Wertheimsteinpark, diceva di essere nuovamente riuscito dopo molto tempo a passare, per quanto riguarda la sua fisiognomica, da pensieri assolutamente privi di valore a pensieri utili, anzi in fondo straordinariamente proficui, e quindi a riprendere quel suo scritto che, trovandosi in uno stato di incapacità di concentrazione, aveva abbandonato ormai da moltissimo tempo, scritto dalla cui stesura dipendeva in definitiva un altro scritto, dalla stesura del quale dipendeva in effetti un altro scritto ancora, scritti che occorreva assolutamente scrivere e dai quali dipendeva la stesura, basata su questi tre scritti, di un quarto scritto sulla fisiognomica che avrebbe determinato di fatto la sua futura attività scientifica e in genere perciò la sua futura esistenza, quand'ecco che, anziché andare come d'abitudine verso il vecchio frassino, lui tutto a un tratto e con mossa assolutamente repentina era andato verso la vecchia quercia e con ciò era arrivato a quelli che chiamava i mangia a poco, con i quali per diversi anni nei giorni feriali e quindi dal lunedì al venerdì aveva mangiato a poco prezzo alla Cucina Pubblica Viennese e quindi alla cosiddetta CPV e precisamente alla CPV della Döblinger Hauptstrasse. (Traduzione: Eugenio Bernardi)
Ereignisse
Zwei Junge Leute Zwei Junge Leute flüchten in einen Turm, der zur Verteidigung der Stadt diente, und besteigen ihn, ohne ein Wort zu sprechen. Sie wollen ihr Schweigen nicht durch einen Verrat auslöschen und gehen mit gedankenloser Schnelligkeit an ihr Vorhaben. In halber Höhe des Turms erblicken sie einen nicht errechenbaren Auschnitt der Landschaft, in welcher der Turm steht. Die Kälte der Mauern läßt sie wie in einem Eisklumpen zur Höhe taumeln: mit offenen Mündern und nach vorn ausgestreckten Armen, in der Idee, daß sie durch diese halbwahren Gebärden die Entfernung, die sie zurücklegen, wollen, künstlich verringern könnten. |
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Eventi
Due giovani Due giovani fuggono in una torre, un tempo baluardo della città, e si arrampicana senza dir parola. Non permettono che il loro silenzio si dissolva in un tradimento, e si accingono al loro proposito con spensierata rapidità. A mezz altezza scorgono una prospettiva incalcolabile del paesaggio in cui si erge la torre. Il freddo della mura li fa barcollare verso l'alto come in un cubo di ghiaccio: a bocca aperta e con le braccia protese in avanti, nella convinzione che tali improbabili gesti possano artificialmente ridurre la distanza da percorrere. (Traduzione: Luigi Reitani) |
Frost (Gelo)
La pratica d'ospedale non sta solo nell'assistere a complicate operazioni intestinali, nell'incidere peritonei, nel pinzare lobi polmonari, nell'amputar piedi, non sta davvero soltanto nel chiuder gli occhi ai morti o nel tirar fuori bambini per farli venire al mondo. La pratica d'ospedale non è soltanto questo: buttare con noncuranza nel secchio smaltato gambe e braccia intere o tagliate a metà. Non sta nel continuare a correr dietro come un cretino al primario e all'assistente e all'assistente dell'assistente, far parte del codazzo durante le visite. Né può consistere solo nel nascondere la verità ai pazienti e nemmeno nel dire: "Il pus naturalmente si scioglierà nel sangue e Lei sarà completamente guarito". O in centinaia d'altre simili fandonie. (Traduzione: Magda Olivetti)
Holzfällen (A colpi d'ascia)
Mentre tutti aspettavamo l'attore che aveva promesso di arrivare alla loro cena nella Gentzgasse verso le undici e mezzo, dopo la rappresentazione dell'Anitra selvatica, io osservavo i coniugi Auersberger dalla stessa bergère in cui stavo seduto quasi ogni giorno nei primi Anni Cinquanta, e pensavo che accettare l'invito degli Auersberger era stato un errore denso di conseguenze. Ho incontrato al Graben gli Auersberger, che non vedevo da vent'anni, proprio il giorno della morte della nostra comune amica Joana e ho accettato, senza tante cerimonie, l'invito alla loro cena artistica, come i coniugi Auersberger hanno chiamato quel loro pranzo serale. (Traduzione: Agnese Grieco e Renata Colorni)
Das Kalkwerk (La fornace)
...quando Konrad cinque anni e mezzo fa comprò la fornace della calce, per prima cosa si procurò un pianoforte che fece installare nella sua camera situata al primo piano - si dice da Laska - non per un particolare amore dell'arte - racconta Wieser, l'amministratore della proprietà Mussner - ma per calmare i suoi nervi logorati da decenni di lavoro mentale - racconta Fro, l'amministratore della proprietà Trattner - con l'arte, che lui, Konrad, odiava, la sua abitudine di suonare il pianoforte non aveva proprio nulla a che fare, lui improvvisava - racconta Fro - e ogni giorno - racconta Wieser - di primo mattino e a tardissima sera a finestra spalancata e al ticchettio del metronomo, da dilettante si esercitava sullo strumento... (Traduzione: Magda Olivetti)
Die Kälte (Il freddo)
Con quella che sul mio polmone fu detta ombra, un'ombra era di nuovo calata sulla mia esistenza. Grafenhof era una parola funesta, a Grafenhof dominavano in maniera esclusiva e con perfetta immunità il primario e il suo assistente e l'assistente di quest'ultimo, nonché le condizioni, tremende per un giovane come me, di un pubblico sanatorio per tubercolotici. Pur essendoci arrivato in cerca di aiuto, non ho trovato a Grafenhof che l'assenza di ogni speranza... (Traduzione: Anna Ruchat)
Der Keller (La cantina)
Gli altri esseri umani li trovai nella direzione opposta, in quanto non andai più all'odiato ginnasio, ma, ciò che fu la mia salvezza, a fare l'apprendista, cioè al mattino presto, contro ogni ragionevolezza, non andai più con il figlio del consigliere governativo lungo la Reichenhaller Strasse verso il centro della città, ma andai lungo la Rudolf-Biebl-Strasse verso la periferia con il garzone del fabbro che abitava nella casa accanto, e non passai più attraverso i giardini incolti e davanti alle artistiche ville per andare all'Alta Scuola della borghesia e della piccola borghesia, ma passai davanti all'Istituto dei ciechi e a quello dei sordomuti e sopra il terrapieno della ferrovia e attraverso i giardini al margine della città e accanto alle staccionate del campo sportivo vicino al manicomio di Lehen per andare all'Alta Scuola dei reietti e dei poveri, all'Alta Scuola dei pazzi e di quelli che sono dichiarati pazzi, nel quartiere di Scherzhauserfeld, in quello che è per antonomasia il quartiere degli orrori della città, fonte di quasi tutti i processi giudiziari di Salisburgo e nella cantina adibita a negozio di generi alimentari di Karl Podlaha, il quale era un essere umano distrutto e un sensibile temperamento viennese che sarebbe voluto diventare un musicista e invece era sempre rimasto un piccolo bottegaio. (Traduzione: Eugenio Bernardi)
Ein Kind (Un bambino)
All'età di otto anni, al Mercato dei piccioni di Traunstein proprio sotto casa nostra, nel deserto di un pomeriggio di provincia assorto in se stesso, feci il mio primo giro in bicicletta sulla vecchia Steyr-Waffenrad del mio tutore, che in quel periodo era stato chiamato sotto le armi in Polonia ed era in procinto di mettersi in marcia con l'esercito tedesco per invadere la Russia. (Traduzione: Renata Colorni)
Das Stimmenimitator (L'imitatore di voci)
Vicino a Oslo abbiamo conosciuto un uomo sulla sessantina che a proposito di un certo ospizio ci ha raccontato più di quanto già sapevamo dagli appunti di Hamsun sul suo ultimo anno di vita, perché in quell'ospizio lui ci aveva lavorato esattamente nel periodo in cui vi aveva trascorso la sua esistenza anche il più grande scrittore norvegese. (Traduzione: Eugenio Bernardi)
Ungenach (Ungenach)
7 aprile ...nella notte dal 3 al 4, andando in direzione di Zurigo, da dove riparto in aereo per gli Stati Uniti, sono passato da mio zio Zumbusch a Coira, dove volevo trascorrere alcuni giorni di riposo. Dato però che mio zio non è affatto a Coira in quanto, come mi rendo conto soltanto oggi, egli è evidentemente ai funerali del mio tutore, io sono più o meno abbandonato a me stesso, con tutti i miei pensieri continuamente rivolti a Ungenach, alla sua liquidazione, donazione ecc... (Traduzione: Eugenio Bernardi)
Der Untergeher (Il soccombente)
Anche Glenn Gould, il nostro amico e il più importante virtuoso del pianoforte di questo secolo, è arrivato soltanto a cinquantun anni, pensai mentre entravo nella locanda. Solo che non si è tolto la vita come Wertheimer, ma è morto, come si suol dire, di morte naturale. Quattro mesi e mezzo a New York suonando e risuonando le Variazioni Goldberg e l'Arte della fuga, quattro mesi e mezzo di Klavierexerzitien, come Glenn Gould ripeteva di continuo e solo in tedesco, pensai. (Traduzione: Renata Colorni)
Die Ursache (L'origine)
La città, popolata da due categorie di persone, gli affaristi e le loro vittime, è abitabile per colui che ci viene per imparare e per studiare soltanto in maniera dolorosa, disturbante ogni indole naturale, col tempo perturbante e devastante, molto spesso unicamente subdola e micidiale. (Traduzione: Umberto Gandini)
Verstörung (Perturbamento)
Il ventisei mio padre già alle due del mattino prese la macchina e andò a Salla, da un maestro che trovò morente e lasciò morto, e ripartì subito dopo per Hüllberg per curarvi un bambino che in primavera era caduto in un mastello per maiali pieno di acqua bollente e che ora, dimesso dall'ospedale, già da parecchie settimane era di nuovo a casa dei suoi genitori. Andava volentieri da quel bambino e non perdeva occasione di fargli una visita. I genitori erano persone semplici, il padre minatore a Köflach, la madre domestica nella casa del macellaio a Voitsberg, il bambino però non veniva lasciato solo tutto il giorno, gli badava una sorella della madre. Quel giorno mio padre descrisse con più precisione del solito quel bambino e disse che temeva che gli restasse ancora poco tempo da vivere. Con sicurezza poteva dire che non avrebbe passato l'inverno, e lui adesso sarebbe andato a trovarlo il più spesso possibile. (Traduzione: Eugenio Bernardi)
Wittgensteins Neffe (Il nipote di Wittgenstein)
Nel millenovecentosessantasette, nel Padiglione Hermann dell'Altura Baumgartner, una suora che vi svolgeva con solerzia infaticabile il suo lavoro di infermiera mi depose sul letto Perturbamento, il libro fresco di stampa che avevo scritto un anno prima a Bruxelles in rue de la Croix 60, ma io non ebbi neanche la forza di prendere in mano quel libro essendomi appena svegliato, erano passati solo pochi minuti, da un'anestesia totale durata parecchie ore che mi era stata praticata dagli stessi medici che mi avevano aperto il collo in modo da poter estrarre dalla gabbia toracica un tumore della grandezza di un pugno. (Traduzione: Renata Colorni)
Michael André Bernstein (19??)
Conspirators
Crossing into middle age, a successful writer is expected to enter his custodial phase, in which he services and maintains his prior accomplishments. Is that really what he was agreeing to now? The thought vexed Alexander too much for him to continue answering either of the letters lying open on his desk, so he got up from his chair by the window to stretch his legs, certain that at this hour he could walk down to the lake without meeting anyone. |
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I cospiratori
Ci si aspetta che, approssimandosi alla mezza età, uno scrittore di successo cominci a preoccuparsi di custodire i propri beni, di mantenere e difendere quanto ha realizzato fino a quel punto. Era entrato anche lui in quell'ordine di idee, adesso? Il pensiero lo angosciava troppo per consentirgli di continuare a rispondere alle due lettere che giacevano aperte sulla sua scrivania, perciò Alexander si alzò dalla sedia accanto alla finestra per sgranchirsi le gambe, convinto che a quell'ora sarebbe potuto arrivare fino al lago senza incontrare nessuno. (Traduzione: Marcella Dallatorre) |
Béroalde de Verville (François Brouart) (1556-1629)
Le moyen de parvenir (...)
Car est-il que ce fut au temps, au siecle, en l'indiction, en l'ere, en l'hegire, en l'ebdomade, au lustre, en l'olympiade, en l'an, au terme, au mois, en la sepmaine, au jour, à l'heure, à la minute, et justement à l'instant que, par l' advis et progrez du demon des spheres, les estoeufs descheurent de credit, et qu'au lieu d'eux furent avancées les molles balles, au prejudice de la noble antiquité, qui se jouoit si joliment. Confus soyent ces inventeurs de nouveautez, qui gastent la jeunesse, et, contre les bonnes coustumes, troublent nos jeux. N'est-ce point au jeu où l'ame se dilate pour faire voir ses conceptions?
Béroul (sec. XII)
Roman de Tristan (Il romanzo di Tristano)
Signori, ciò fu in un giorno d'estate, in quel tempo in cui si miete, un poco dopo la Pentecoste. Un mattino, alla rugiada, gli uccelli cantano l'alba che sorge. Tristano, dalla capanna ove giace, cinge sua spada, tutto solo se ne va; l'arco che non fallisce vuol riguardare, in mezzo al bosco va a cacciare. Prima che tornasse, Isotta fu in tal pena, vi fu mai chi avesse tanta pena? Ma l'un per l'altro non la sente, ben ebbero il loro piacere. Anzi, dal tempo che nel bosco furono, non vi furono mai due che tanto di questo piacere gustassero; così come la storia dice, là ove Beroldo la vide scritta, mai che fra loro tanto si amarono, né così duramente se lo procurarono. (Traduzione: Angela Bianchini)
Luigi Bertelli (pseud.: Vamba) (1858-1920)
Il giornalino di Giamburrasca
Ecco fatto. Ho voluto ricopiare qui in questo mio giornalino il foglietto del calendario d'oggi che segna l'entrata delle truppe italiane in Roma e che è anche il giorno che son nato io come ci ho scritto sotto perché gli amici che vengono in casa si ricordino di farmi il regalo. LUNA PIENA SETTEMBRE 20 MERCOLEDÌ S. Eustachio, soldato e m. 1870. Entrata delle truppe italiane in Roma. 1897. Nascita di Giannino. La mamma me ne ha fatto uno proprio bello dandomi questo giornalino perché ci scriva i miei pensieri e quello che mi succede. Che bel libro, con la rilegatura di tela rossa e tutte le pagine bianche che non so davvero come farò a riempire!
Giuseppe Berto (1914-1978)
Il brigante
Ricordo bene quand'egli arrivò la prima volta nel nostro paese: era primavera, poco tempo prima della Pasqua. Avevamo avuto un inizio di primavera confuso, quell'anno. Alla fine di gennaio c'erano state delle giornate proprio calde, e così il grano nei campi esposti al sole era cresciuto in fretta e le gemme degli alberi s'erano ingrossate fino a scoppiare. Ma poi durante tutto il mese di febbraio erano sopravvenute delle burrasche, una di seguito all'altra. Il vento aveva cominciato a soffiare portando nuvole scure, e l'aria che s'infiltrava nella nostra valle era gelata e carica di pioggia. I terreni da semina, che erano costruiti a terrazza contro il pendio della montagna, divennero pesanti e in molti punti franarono. Ovunque nelle campagne si dovettero sospendere i lavori.
La cosa buffa
In quel tempo di mezzo inverno benché si recasse ogni pomeriggio di sole sulla terrazza del Caffè alle Zattere, vale a dire in un luogo per niente spiacevole e anzi rallegrato dalle scarse cose liete che si possono trovare in una città umida qual è Venezia durante la brutta stagione, Antonio aveva soprattutto voglia di morire. Detto così il suo comportamento potrebbe benissimo apparire un po' scombinato e corrrispondente ad uno stato psicologico quantomeno confuso, a parte la considerazione che chi veramente aspira a partirsene dal mondo va d'ordinario a cercare giusto i luoghi dov'è meno gravoso rimanerci, nel caso di cui si tratta vì è d'illuminante la circostanza che Antonio proprio sulla terrazza del Caffè alle Zattere per la prima volta aveva visto Maria e precisamente a questa Maria per quanto senza molta colpa di lei si capisce era legata la sua occasionale e presente voglia di morire.
La gloria
Mai, in un momento della nostra dura storia, servitù d'Egitto o di Babilonia, travagliato cammino verso la terra promessa o mortale guerra di Saul contro il popolo dei filistei, mai eravamo stati così smarriti e divisi, mai le nostre anime tanto cascate nella polvere e sovrastante l'ombra della morte. Perché dormi, o Signore? Perché la tua faccia distogli, la voce non fai sentire? Quale la colpa?
Il male oscuro
Penso che questa storia della mia lunga lotta col padre, che un tempo ritenevo insolita per non dire unica, non sia in fondo tanto straordinaria se come sembra può venire comodamente sistemata dentro schemi e teorie psicologiche già esistenti, anzi in un certo senso potrebbe perfino costituire un appropriata dimostrazione della validità perlomeno razionale di tali schemi o teorie, sicché, sebbene a me personalmente non ne venga un bel nulla, potrei benissimo sostenere che il mio scopo nello scriverla è appunto quello di fornire qualche altra pezza d'appoggio alle dottrine psicanalitiche che ne hanno tuttora più bisogno di quanto non si creda, senonché una tale supposizione non andrebbe poi d'accordo col sospetto che più d'uno potrà avere alla fine, ossia che la presente narrazione non sarebbe che un....."
Oh, Serafina!
C'era una volta, e ci sarà ancora probabilmente, ma chissamai quanto sarà cambiata adesso, una fabbrichetta di bottoni che si chiamava FIBA. L'aveva fondata, intorno al 1920, cioè in un'epoca di indiscusso e universale entusiasmo per il progresso tecnologico, un uomo straordinario, che si chiamava Augusto Valle. Costui, ad un certo momento della sua vita, nella parte destra della sua casa, ch'era una costruzione abbastanza grande e già allora vecchiotta, con mezzo ettaro di parco alle spalle, una specie di villa ma con aria da casa colonica che sorgeva nella campagna intorno a Milano, dalle parti di Sesto pressappoco, lì insomma, aveva collocato in uno stanzone ch'era stato una stalla circa trenta tra operai e operaie e in più alcune macchine tedesche che, a prezzo di non poco rumore, fabbricavano bottoni, d'osso e di madreperla. Aveva inoltre messo in una stanza laterale, che fu chiamata Direzione, una scrivania, alcuni scaffali, un'altra scrivania più piccola, un ragioniere di nome Traversi, una segretaria di nome Rosa, a quei tempi adolescente e bella, e aveva chiamato tutto ciò FIBA.
Attilio Bertolucci (1911-2000)
La camera da letto
Dalle maremme con cavalli, giorno e notte, li accompagnavano nuvole da quando partirono lasciandosi dietro una pianura e dietro la pianura il mare e l'orizzonte in un fermo pallore d'alba estiva.
Philippe Besson (1967)
En l'absence des hommes (Un amico di Marcel Proust)
Ho sedici anni. Sono nato con il secolo. So che c'è la guerra, che dei soldati muoiono sui fronti di questa guerra, che dei civili muoiono nelle città e nelle campagne di Francia e di altri paesi, che la guerra - più delle distruzioni, più del fango, più del fischio delle pallottole che squarciano i petti, più dei visi avviliti delle donne che aspettano, talora senz'alcuna speranza, una lettera che non arriva, un ritorno sempre procrastinato, più del gioco della politica cui si dedicano le nazioni - è la morte nuda e cruda e triste e anonima dei soldati e dei civili di cui un giorno leggeremo i nomi sullo zoccolo dei monumenti, al suono di una marcia funebre. Eppure non so cos'è la guerra. Vivo a Parigi. Studio al liceo Louis-le-Grand. Ho sedici anni. (Traduzione: Francesco Bruno)
Les jours fragiles (I giorni fragili di Arthur Rimbaud)
Venerdì 22 maggio Nella nostra famiglia, gli uomini non rimangono. È vero, se ci si pensa: non hanno mai fatto altro che allontanarsi, darsela a gambe e liberarsi di noi donne, condannate a restare in paese, legate alla terra. Non ho mai smesso di domandarmi da cosa nasca in loro questa voglia di altri cieli, quando il cielo è lo stesso dappertutto. (Traduzione: Francesco Bruno)
Calixthe Beyala (1961)
Les Honneurs perdus (Gli onori perduti)
Sia chiaro: io mi chiamo Saïda Bénérafa. Non avevo mai lasciato New-Bell Douala n. 5, fino a quarant'anni o su di lì. Non ero ancora la ragazza di cinquant'anni che appassiona il quartiere di Belleville. Eppure facevo notizia anche allora. Perché? Sono nata qualche anno prima delle Indipendenze. Era nel '40-'45, ma le date precise non hanno importanza. Ho visto la luce in uno di quei quartieri-faro, di quegli ombelichi del mondo dove l'immaginazione e l'arte di arrangiarsi dell'uomo superano di gran lunga la fantasia. Là, l'istinto di sopravvivenza abolisce le nozioni di tempo e spazio. (Traduzione: Gaia Amaducci e Monica Martignoni)
Luciano Bianciardi (1922-1971)
Aprire il fuoco
Tutto sommato io darei ragione al povero Ponzani, ingegnere civile e avveduto, quando per questa comunità di Nesci, al posto della pietra di Finale, che diede di sé prove assai grame, scelse la quarzite di Sanfront: non soltanto essa regge meglio allo sfrido, ma anche si presta benissimo a comporre i disegni su cui io leggo i pronostici del mio diverso esilio, e difatti a forza di pronosticare ci ho consumato sopra sette paia di scarpe e lo sa dio quante altre paia ce ne consumerò su. L'intera faccenda comincia ogni giorno proprio davanti ai caduti di tutte le guerre, proprio sotto casa Savoja, e questo è giusto, giacché un qualche Sanfront sarà pur morto, io spero, in qualche guerra regia. Figura sempre un marchese di Sanfront negli annuari dell'armata sarda, e fu anzi uno di loro, se ben rammentate, nel cinquantanove, che andò a ripigliare Garibaldi quand'egli dalla Romagne si era deciso a saltare il fosso della Cattolica, per schioppettare i soldatelli di Pionono, il Mastai Ferretti.
La battaglia soda
L'ultima volta che parlai con il gran vecchio fu il primo novembre del sessanta, davanti alle mura di Capua assediata. Ormai i generaloni piemontesi avevano deciso di bombardare, e difatti le batterie stavano già pronte in postazione, dietro i gabbioni di graticcio interrati, con le piramidi delle palle ben ravversate e le cataste delle cariche e gli artiglieri in pieno assetto, con le loro borse e gli alti cheppì dal pennacchietto di crine e gli scovoloni impugnati, quasi che volessero impressionarci con tanta ostentazione d'ordine e di perizia. E noi li stavamo a guardare, senza che tuttavia si barattasse una parola. A quei tempi, come già ho spiegato, io comandavo un battaglione della brigata Basilicata, general Clemente Corte, primo reggimento. Le disposizioni erano che tutto il mio riparto avrebbe trascorso la notte accosto al cimitero di Santa Maria, e i miei uomini si andavano sistemando come meglio si poté, quando comparve Garibaldi in fondo allo stradone di Caserta. Comandai subito che tutti pigliassero le armi per salutare, e quand'egli fu dinanzi al battaglione schierato, fermò la cavalla e fe' cenno che mi avvicinassi. "Vedete," mi disse con quella voce che innamorava "vogliono bombardare a tutti i costi e io me ne vado perché non ho cuore di assistere a tanto barbaro spettacolo. Nessuno deve avere diritto di chiamarmi bombardatore." Mi strinse la mano, salutò a voce alta i volontari che, rotte le file, gli si affollavano intorno: "Addio, figlioli, addio!" E sparì.
Daghela avanti un passo!
Anno nuovo vita nuova, si ripete ogni volta, e questo ormai è diventato un modo di dire, a cui si dà poca o nessuna importanza. Eppure quella volta i milanesi furono di parola. Tutti d'accordo: a Capodanno del Quarantotto si ripromisero di non fumare piú. Basta coi i sigari, basta con le pipe, basta con il macubino da annusare. Le sigarette a quei tempi non erano ancora state inventate: dovevano passare cinque anni, e scoppiare una guerra in Crimea perché nascesse l'abitudine "moderna" di avvolgere il tabacco nella carta. In Crimea volle il caso che si distribuisse ai soldati alleati, cioè inglesi, francesi, piemontesi e turchi (grandissimi fumatori, secondo il proverbio) una partita di tabacco sfuso, e siccome scarseggiavano, oltre ai viveri e ai medicinali, le pipe in dotazione alla truppa, questa seppe arrangiarsi e ricorrere alla carta. La carta non mancava, perché le dosi di polvere per i fucili ad avancarica stavano per l'appunto avvolte nella carta, e l'involtino era propriamente quel che si dice "cartuccia". Noi continuiamo a chiamare così la munizione del fucile o della pistola, anche se per la verità la carta non c'entra affatto.
Da Quarto a Torino. Breve storia della spedizione dei Mille
Il "casone bianco" a Quarto oggi non dà piú nell'occhio. Anche se l'edificio è cresciuto di un piano, ed ha cambiato colore, rimane ormai sommerso nel dilagare della grande Genova distesa fra Nervi e Pegli, ed oggi ospita gli scolaretti di un quartiere cittadino. Ma cento anni or sono il viaggiatore che uscisse da Porta Pila sulla strada del mare notava, subito dopo il villaggio di Quarto, quella tozza costruzione bianca, in mezzo al verde del parco, sotto il grigio delle rocce e dei forti che anche allora difendevano l'ingresso del golfo. Dal nome del primo proprietario la villa si chiamava Spinola, ma da tempo vi abitava il marchigiano Candido Augusto Vecchi, buon patriota e gran signore, che occupava il suo non scarso tempo libero a studiare lettere, collezionare armi, educare il figlio all'amore dell'Italia e al gusto dell'avventura marinaresca. Con buoni risultati, perché il giovane diventerà poi una specie di minuscolo Conrad italiano, con uno pseudonimo d'invenzione: Jack La Bolina.Alla porta del gentiluomo la sera del 15 aprile 1860 bussava Giuseppe Garibaldi, scuro in volto e vestito di nero. Al Vecchi, che certamente non si aspettava la visita, il generale disse: "Vengo a voi come Cristo, poi che non ho ove posare il capo."
La vita agra
Tutto sommato io darei ragione all'Adelung, perché se partiamo da un alto-tedesco Breite il passaggio a Braida è facile, e anche il resto: il dittongo che si contrae in una e apertissima, e poi la rotacizzazione della dentale intervocalica, che oggi grazie al cielo non è più un mistero per nessuno. La si ritrova, per esempio, nei dialetti del Middle West americano, e infatti quel soldato di aviazione che conobbi a Manduria mi diceva "haspero" mostrandomi il ditone della mano destra ingessato, e io non capivo; ma poi non c'è nemmeno bisogno di scomodarsi a traversare l'Oceano, perché non diceva forse "Maronna mia" quell'altro soldato, certo Merola della compagnia comando, che era nato appunto a Nocera Inferiore?
Marthe-Lucile Bibesco (Lucile Decaux) (1888-1973)
Le Perroquet Vert (Il pappagallo verde)
A Antoine Bibesco Ricordi, mio caro Antoine, quel mattino di primavera allorché io, tu e Georges risalivamo gli Champs-Elysées discutendo del genio russo, senza accorgerci, tanto era animata la nostra conversazione, che l'ora del pranzo doveva essere passata poiché eravamo soli sul grande viale? Tu mi suggerivi di leggere subito tutto Dostoevskij. Ti ricordavo d'aver già letto, sempre su tuo consiglio, I fratelli Karamazov, e che ne avevo avuto abbastanza, che non avrei aperto un altro romanzo russo prima del successivo inverno; mi rifiutavo di star male volontariamente più di una volta all'anno; a fatica me ne ero appena ripresa. No, quest'anno non avrei letto L'idiota! Georges trovò che esageravo l'impatto delle letture. (Traduzione: Riccarda Marinelli e Rosetta Signorini)
Raphaëlle Billetdoux (1951)
Mes nuits sont plus belles que vos jours (Le mie notti sono più belle dei vostri giorni)
Per ora l'unica, vera difficoltà era distogliere gli occhi dall'ampio squarcio di cielo, profondo e velenoso, che accendeva su Parigi una sorta di braciere. Vi erano raffigurati i più violenti paesaggi terrestri e gli animali più straordinari, scolpiti nel rosso scarlatto degli angeli morenti, dei quali non si vedeva più brillare altro che il riflesso d'oro delle trombe. Sotto questa ultima, vivida luce gli esseri, gli uccelli, le macchine erano colti da follia. L'invasione dell'ombra e l'irrequietezza della gente davano soltanto un'illusione di vento, che non aveva sicuro effetto sulla calura. I bambini cadevano a faccia in giù e decidevano di piangere. I cani giravano su se stessi e alzavano il muso a guardare gli uomini negli occhi. La giornata doveva essere lunga ed ecco, era trascorsa. (Traduzione: Elena Bona)
Carlo Bini (1806-1842)
Manoscritto di un prigioniero
Il cervello dell'uomo appena è in istato di esercitare le sue funzioni può rassegnarsi in tre scuole. Di queste una infallibilmente ne conoscete, - senz'altro le conoscerete anche tutte, perché non sono arcani di astronomia; - son cose semplici, e dappertutto si sentono dire. Io nondimeno, a scanso di equivoci, mi stimo in dovere di nominarvele tutte e tre, secondo l'ordine naturale in cui giacciono fino dal principio dei secoli. Elle pertanto son queste: Scuola della Fede; Scuola del Dubbio; Scuola dell'Incredulità. E in una di queste tre, suo malgrado o no, ha da rassegnarsi il cervello.
Gianni Biondillo (1966)
Con la morte nel cuore
Lo scambio termico fra l'imboccatura metallica della pistola e la tempia sudata di Lanza aveva ormai raggiunto, per il noto principio termodinamico, un punto di equilibrio tale da permettere al malcapitato di evitare pensieri oziosi sull'argomento, offrendogli così l'opportunità di concentrarsi con più rigore sull'imminente stato entropico che avrebbe raggiunto da lì a poco. In effetti il suo pensiero si era perduto su questioni risibili quali l'alta conducibilità termica del metallo, la composizione chimica delle polveri da sparo, il traffico illegale di armi nel bacino mediterraneo, proprio mentre l'assassino gli passava la canna della pistola sul volto per poi piazzargliela senza indugi sulla tempia che pulsava all'impazzata.
Per cosa si uccide
Tutto cominciò con quel cane sgozzato. Se l'era fatto raccontare con calma da Comaschi. Pare che il padrone l'avesse relegato sul balcone. Non lo muoveva mai di lì, di giorno di notte, sempre. Cagava, pisciava, ululava a qualunque ora del giorno, un cagnone enorme, nero, spaventoso. I vicini non ce la facevano più. Dapprima gli insulti dal balcone, le minacce, le telefonate anonime, le dicerie, le cattiverie; poi gli esposti all'ALER, le telefonate alla Polizia, ai Carabinieri, alla Protezione Animali.
Adolfo Bioy Casares (1914-1999)
La invención de Morel (L'invenzione di Morel)
Oggi, in quest'isola, è accaduto un miracolo. L'estate è cominciata in anticipo. Ho messo il letto vicino alla piscina e ho fatto il bagno fino a tarda ora. Era impossibile dormire. Bastava restare fuori dalla piscina due o tre minuti perché l'acqua che doveva proteggermi dalla spaventosa calma si convertisse in sudore. All'alba mi svegliò un fotografo. Non potevo tornare al museo a prendere le mie cose. Fuggii per i dirupi. Ora sono nei bassi paludosi a sud dell'isola, tra piante acquatiche, indignato con le zanzare, immerso in ruscelli sporchi o nel mare fino alla cintura, e mi accorgo di avere anticipato assurdamente la mia fuga. (Traduzione: Livio Bacchi Wilcock)
Elizabeth Bishop (1911-1979)
In Prison (In prigione)
Non vedo l'ora che arrivi il primo giorno della mia detenzione. Allora sì comincerà la mia vita, la mia vera vita. Come dice Nathaniel Hawthorne nell'Ufficio informazioni: "Voglio il mio posto!... Un posto tutto mio!... il mio vero posto nel mondo!... la mia sfera ideale!... il compito che mi spetta, che la Natura ha inteso assegnarmi... e che ho cercato invano per tutta la vita!". Ma io non ho tanti rimpianti, né l'ho cercato "invano per tutta la vita". Da molti anni so in quale direzione vanno i miei talenti e la mia "sfera ideale", e ho sempre desiderato tanto entrarvi. Quando verrà il momento, e una volta disbrigate le formalità, saprò esattamente come adempiere ai doveri che "la Natura ha inteso assegnarmi". (Traduzione: Monica Pavani)
The Sea & Its Shore (Il mare e la sua sponda)
Un tempo, in una delle nostre ampie spiagge pubbliche, incaricarono un uomo di tenere la sabbia sgombra dalle carte. A tale scopo gli diedero un bastone - o asta - con un lungo chiodo di metallo lucido conficcato in punta. Poiché lavorava soltanto di notte, quando la spiaggia era deserta, l'uomo ricevette anche una lanterna da portare con sé. Il resto del suo equipaggiamento consisteva in un grande cesto di metallo dove bruciare le carte, una scatola di fiammiferi per appiccarvi fuoco, e una casa. (Traduzione: Monica Pavani)
Vicente Blasco Ibáñez (1867-1928)
Cañas y barro (Fango e canneti)
Come tutti i pomeriggi, il battello postale annunziò il suo arrivo al Palmar con parecchi squilli di buccina. Il barcaiolo, un omettino segaligno, con un orecchio mozzo, andava di porta in porta a ricevere le commissioni da sbrigare a Valenza, e quando arrivava nei larghi che s'aprivano sull'unica strada del paese, ridava fiato alla buccina per avvertire del suo arrivo le baracche sparse lungo la sponda del canale. Un nugolo di ragazzetti seminudi seguiva il barcaiolo con una certa ammirazione. Li colmava di rispetto l'uomo che attraversava l'Albufera quattro volte al giorno per portarsi a Valenza la miglior pesca della laguna e per riportarne i mille oggetti di una città che appariva misteriosa e fantastica a quei marmocchi cresciuti su un'isola fatta di fango e canneti. (Traduzione: Antonio Gasparetti)
Los cuatro jinetes del Apocalipsis
Debían encontrarse a las cinco de la tarde en el pequeño jardín de la Capilla Expiatoria; pero Julio Desnoyers llegó media hora antes, con la impaciencia del enamorado que cree adelantar el momento de la cita presentándose con anticipación. Al pasar la verja por el bulevar Haussmann, se dio cuenta repentinamente de que en Paría el mes de julio pertenece al verano. El curso de las estaciones era para él en aquellos momentos algo embrollado que exigía cálculos. Habían transcurrido cinco meses desde las últimas entrevistas en este square que ofrece a las parejas errantes el refugio de una calma húmeda y fúnebre junto a un bulevar de continuo movimiento y en las inmediaciones de una gran estación de ferrocarril. La hora de la cita era siempre las cinco. |
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I quattro cavalieri dell'Apocalisse
Dovevano incontrarsi alle cinque del pomeriggio nel piccolo giardino della Cappella dell'Espiazione, ma Julio Desnoyers giunse mezz'ora prima a causa di quell'impazienza da innamorato che crede di anticipare il momento dell'incontro arrivando presto. Mentre attraversava il cancello del boulevard Haussmann si rese conto all'improvviso che a Parigi il mese di luglio appartiene all'estate. L'avvicendarsi delle stagioni era per lui qualcosa di ingarbugliato in quel periodo, qualcosa che richiedeva dei calcoli. Erano trascorsi cinque mesi dagli ultimi incontri in questa square che offre alle coppie senza meta il rifugio di una calma umida e funerea a fianco di un boulevard sempre in movimento e vicino a una grande stazione ferroviaria. L'ora dell'incontro era sempre alle cinque. (Traduzione: O. Borgia) |
Sangre y arena (Sangue e arena)
Come sempre nei giorni di corrida, Juan Gallardo pranzò presto. Un pezzo di carne arrosto fu il suo unico piatto. Vino, nemmeno un assaggio: la bottiglia rimase intatta davanti a lui. Doveva restare sereno. Bevve due tazze di caffè nero e denso e si accese un enorme sigaro, rimanendo con i gomiti appoggiati sulla tavola e la mandibola sulle mani, guardando con occhi assonnati i clienti che via via entravano e si sedevano nella sala del ristorante. Erano alcuni anni, da quando gli avevano dato "l'alternativa" nella Plaza de Toros di Madrid, che scendeva nello stesso albergo della Calle de Alcalà, dove i padroni lo trattavano come uno di casa e camerieri, portieri, sguatteri e vecchie cameriere lo adoravano come una gloria dell'esercizio. (Traduzione: Elena Clementelli)
Luther Blissett (Roberto Bui, Giovanni Cattabriga, Luca Di Meo e Federico Guglielmi)
Q (1999)
Sulla prima pagina è scritto: Nell'affresco sono una delle figure di sfondo. La grafia meticolosa, senza sbavature, minuta. Nomi, luoghi, date, riflessioni. Il taccuino degli ultimi giorni convulsi. Le lettere ingiallite e decrepite, polvere di decenni trascorsi. La moneta del regno dei folli dondola sul petto a ricordarmi l'eterna oscillazione delle fortune umane. Il libro, forse l'unica copia scampata, non è più stato aperto. I nomi sono nomi di morti. I miei, e quelli di coloro che hanno percorso i tortuosi sentieri. Gli anni che abbiamo vissuto hanno seppellito per sempre l'innocenza del mondo. Vi ho promesso di non dimenticare. Vi ho portati in salvo nella memoria.
Karen Blixen-Finecke (1885-1962)
Out of Africa
I had a farm in Africa, at the foot of the Ngong Hills. The equator runs across these highlands, a hundred miles to the north, and the farm lay at an altitude of over six thousand feet. In the day-time you felt that you had got high up, near to the sun, but the early mornings and evenings were limpid and restful, and the nights were cold. The geographical position and the height of the land combined to create a landscape that had not its like in all the world. There was no fat on it and no luxuriance anywhere; it was Africa distilled up through 6000 feet, like the strong and refined essence of a continent. |
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La mia Africa
In Africa avevo una fattoria ai piedi degli altipiani del Ngong. A un centocinquanta chilometri più a nord su quegli altipiani passava l'equatore; eravamo a milleottocento metri sul livello del mare. Di giorno si sentiva di essere in alto, vicino al sole, ma i mattini, come la sera, erano limpidi e calmi, e di notte faceva freddo. La posizione geografica e l'altezza contribuivano a creare un paesaggio unico al mondo, Nulla che fosse grasso e lussureggiante: era un'Africa distillata lungo tutti i suoi milleottocento metri di altitudine, quasi l'essenza forte e raffinata di un continente. (Traduzione: Lucia Drudi Demby) |
Babette Gaestebud (Il pranzo di Babette)
In Norvegia c'è un fiordo - un braccio di mare lungo e stretto chiuso tra alte montagne - che si chiama Berlevaag Fjord. Ai piedi di quelle montagne il paese di Berlevaag sembra un paese in miniatura, composto da cascine di legno tinte di grigio, di giallo, di rosa e di tanti altri colori. Sessantacinque anni fa, in una delle casine gialle, vivevano due anziane signore. A quell'epoca altre signore portavano il busto e le due sorelle avrebbero potuto portarlo con altrettanta grazia, perché erano alte e flessuose. Ma non avevano mai posseduto un oggetto di moda, e per tutta la vita si erano vestite dimessamente, di grigio o di nero. Erano state battezzate col nome di Martina e Filippa, in onore di Lutero e del suo amico Filippo Melantone. (Traduzione: Paola Ojetti)
Seven Gothic Tales (Sette storie gotiche)
Diluvio a Norderny Durante il primo quarto del secolo scorso sorse in Europa la moda delle località balneari, anche in quei paesi nordici nella fantasia dei quali il mare, finora, aveva fatto sempre la parte del diavolo, il freddo e vorace nemico ereditario dell'umanità. Lo spirito romantico dell'epoca, che si beava di rovine, di fantasmi e di pazzi e che considerava una notte di tempesta sulla brughiera e i profondi conflitti delle passioni ben più esaltanti, per l'intenditore, delle grazie di un salotto e dell'armonia di un sistema filosofico, riconciliava anche i più raffinati con l'eterna desolazione delle coste selvagge e dei mari aperti. Dame e gentiluomini alla moda abbandonavano l'ombra dei loro parchi e andavano sulle squallide rive a contemplare la furia sfrenata dei marosi. Il luogo di un naufragio, dove al ritrarsi della marea si scorgeva ancora il relitto incagliato, come un nero scheletro calcinato e salino, diventava una delle mete preferite dei gitanti per le loro merende all'aperto, e i pittori vi piantavano i cavalletti. (Traduzione: Alessandra Scalero)
Robert Bloch (1917-1994)
American Gothic (Gotico americano)
Il castello era immerso nell'ombra. Mille, immobile sul marciapiede, alzò gli occhi verso le sue torrette svettanti mentre la carrozza ripartiva, risuonando sull'acciottolato. E il castello la fissò a sua volta. Due occhi spalancati e minacciosi che la guardavano dalla torretta più alta. "Puaf!" borbottò Mille. "Sono soltanto luci." Certo, soltanto questo erano - qualunque sciocco poteva capirlo - e non aveva senso parlare a se stessa. Ma mentre l'eco dello scalpitìo degli zoccoli dei cavalli svaniva nella notte, il suono della propria voce riuscì a rassicurarla. Non pensava che la strada sarebbe stata così buia, così deserta; non credeva che il castello fosse così imponente. (Traduzione: Annita Biasi Conte)
Psycho
Norman Bates heard the noise and a shock went through him. It sounded as though somebody was tapping on the windowpane. He looked up, hastily, half prepared to rise, and the book slid from his hands to his ample lap. Then he realized that the sound was merely rain. Late afternoon rain, striking the parlor window. Norman hadn't noticed the coming of the rain, nor the twilight. But it was quite dim here in the parlor now, and he reached over to switch on the lamp before resuming his reading. |
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Psycho
Norman Bates udì il rumore e ne rimase sconvolto. Sembrava che qualcuno stesse picchiando contro il vetro della finestra. Sollevò la testa, di scatto, pronto ad alzarsi, e il libro gli scivolò di mano, in grembo. Pi si rese conto di che cosa era: soltanto pioggia. Pioggia del tardo pomeriggio che batteva, di traverso, contro i vetri del salotto. Norman non si era accorto che aveva incominciato a piovere, che era calato il crepuscolo. Ma ora faceva piuttosto scuro, nel salotto, ed egli allungò un braccio per accendere la lampada prima di riprendere la lettura. (Traduzione: Bruno Tasso) |
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