La trilogia di Lalla: Dormire e non sognare
Il tonfo improvviso di un corpo che cadeva a terra, destò di soprassalto Lalla Acquaviva.
- Che accade? - chiese stirandosi quanto era lunga.
- Ho inciampato nella valigia, signorina... - balbettò la giovane cameriera. - Non sapevo che era a terra e al buio non vedevo nulla.
Lalla si voltò su un fianco e rispose:
- Non pretenderai che mi metta le valigie sul letto. Dovevi tu, prima di coricarti, entrare nella camera e mettere in ordine.
La trilogia di Lalla: Lalla che torna
Vasco Acquaviva buttò sulla tavola la rivista che aveva fino allora distrattamente sfogliato e ripeté:
- Sposati, Morello. Segui il mio consiglio e ti troverai contento. Anche tua sorella pensa come me...
- Oh! - interruppe sorridendo Morello. - Figurati se Erica può pensare diversamente da te. Tu e Erica avete due corpi con una sola idea!
- Un'unica idea tutta a tuo vantaggio, infine! Chi più di noi può avere interesse alla tua felicità? Noi vorremmo vederti finalmente inquadrato in una casa tua, accanto a una donna che ti volesse tanto bene, che sapesse darti dei bei bambini, renderti felice. Oramai, hai una posizione solida e invidiabile, sei giovane, forte, sano... Devi proprio sposarti, Morello!
La trilogia di Lalla: Il velo sulla fronte
- Guarda! - disse Morello a Lalla accostandole un ramo di mandorlo in fiore. - Hai tu mai conosciuto una cosa più bella e più amabile di questa?
- Sì - rispose la fanciulla. - Ho conosciuto tartine al prosciutto che a confronto loro, questi fiori...
- Lalla! - mormorò desolato il giovane. - Tu demolisci tutto!
Lasciò libero il ramo, che con uno scatto si eresse e tornò fra gli altri rami elevati al cielo. Qualche petalo cadde, scese lentamente al suolo. Morello Agonigi seguì il breve volo dei petali candidi, poi levò lo sguardo e fissò la sua fidanzata. Lalla era prossima a lui, vestita di un abito scarlatto, che disegnava le prepotenti e perfette forme. I piedi, piccoli, erano chiusi in scarpine rosse, sul dito anulare della mano sinistra le brillava un grosso rubino vivido come fiamma. I grandi occhi grigi della fanciulla, terribili e temibili occhi dai lunghi cigli neri, parevano ancor più chiari in quella luce meridiana, rendendo ancor più bruno il mirabile volto fiero e arguto a un tempo.
Una pagina d'amore
Il mare cambiava colore di attimo in attimo: qua e là prendeva una tinta verde, alla riva ricordava i fiori del lino nei tramonti rosei dell'aprile.
Ed era aprile: ma un aprile freddo che nemmeno il clima della riviera riusciva a mitigare. Su l'acqua tranquilla era ferma l'imbarcazione a motore. Un motoscafo molto moderno, anche potente. La donna, curva sul motore, toccava qua e là, con mani incerte, con l'atto di chi sa già quanto sia inutile toccare dove non si conosce cosa alcuna.
Signorsì
Furio di Villafranca aveva appena acceso una sigaretta quando l'amico Mino Sant'Elmo avvertì:
- Il comandante! -
Il guardiamarina lasciò cadere la sigaretta nell'acqua e s'irrigidì sull'attenti.
Il comandante passò, sparì.
I due giovani riappoggiarono le braccia al parapetto e ripresero a parlare.
La corazzata, immobile, silenziosa, assonnita, si lasciava baciare tutta da un gran sole di luglio. Furio era di guardia e Sant'Elmo gli faceva compagnia.
- M'annoio - ripeté per la decima volta Villafranca.
Anche una sola lacrima
Se solo non fosse così buio, se solo la luna riuscisse a farsi vedere attraverso le nubi basse e gonfie, allora potreste osservare meglio questa scena, distinguerne i particolari, senza aspettare che i lampeggianti bluastri e i fari delle macchine della polizia striscino il buio di luci appena sufficienti ad oltrepassare la pioggia che cade fitta sulla terra grassa e nera, molle come un vecchio materasso di lana raggrinzita.
I Brokiga Blads vatten (Il pappagallo di Mahler)
Nel castello di Plankenberg, poco fuori Vienna, viveva il pittore Jakob Emil Schindler. Fra il castello e la città si stendeva il Wiener Wald, e nel parco del castello stesso, che misurava due pertiche, crescevano enormi tigli, noci e platani. In mezzo agli alberi si intravedevano qua e là statue di antiche divinità, alcune avvolte d'edera, tutte coperte di licheni verdi fino alle ginocchia.
Il pittore festeggiò il suo cinquantesimo compleanno con una cena nel grande salone del primo piano. Ai settantotto ospiti furono serviti fegato d'anatra, zuppa d'aragosta e agnello da latte di Mistelbach arrostiti interi.
(Traduzione: Carmen Giorgetti Cima)
Picnic at Hanging Rock (Picnic a Hanging Rock)
Furono tutti d'accordo che era proprio la giornata adatta per il picnic a Hanging Rock: una splendida mattina d'estate, calda e quieta, con le cicale che durante tutta la colazione stridevano tra i nespoli davanti alle finestre della sala da pranzo e le api che ronzavano sopra le viole del pensiero lungo il viale. Le dalie fiammeggiavano e chinavano il capo pesante nelle aiuole impeccabili, i prati ineccepibilmente rasati esalavano vapore sotto il sole che si levava. Il giardiniere stava già annaffiando le ortensie, ancora ombreggiate dall'ala delle cucine sul retro dell'edificio. Le educande del collegio per signorine della signora Appleyard erano in piedi dalle sei a scrutare il cielo terso senza una nuvola, e ora svolazzavano nei loro vestiti da festa di mussola come un nugolo di farfalle elettrizzate.
(Traduzione: Maria Vittoria Malvano)
Das Superweib (Superdonna)
Di fianco a me erano intenti ad arrotolare una permanente. Lanciai un'occhiata inquieta nello specchio di cristallo. Che strano, ogni qual volta mi sedevo in attesa sulla poltroncina di un parrucchiere mi veniva da pensare che i miei capelli non erano mai stati così perfetti come in quel momento. Osservai con preoccupazione la testa imbalsamata del parrucchiere, il quale con una faccia che non tradiva la benché minima emozione, stava concedendo le sue attenzioni al capello di una signora di una certa età.
"Salone di bellezza Lauro", il coiffeur più esclusivo e più cromato di tutto il quartiere residenziale dello Stadtwald. Neanche lontanamente paragonabile al bugigattolo equivoco dal poco allettante nome di "Pettinatrice Anita" che si trovava nel mio quartiere.
(Traduzione: Riccardo Cravero)
Mezipruzkum nejbliz uplynuleho (Interanalisi del fluito prossimo)
Siamo continuamente incalzati dalla domanda: "E dopo? - Sì, ora capisco, ma dopo?" - E questa domanda, in apparenza così infantile, accompagna ogni successivo movimento della nostra maturità sino alla morte. Perché solo essa è abbastanza forte da poter trasportarci al di là dell'ultimo margine; se non ci fosse, potrebbe accaderci benissimo di restare a mezza strada.
(Traduzione: Ela e Angelo Maria Ripellino)
Il Malmantile racquistato
Marte, sdegnato perchè il Mondo è in pace,
Corre, e dal letto fa levar la suora:
E in finto aspetto, e con parlar mendace
Mandala a svegliar l'ire in Celidora.
Fa la mostra de' suoi Baldone audace:
Indi all'imbarco non frappon dimora:
E per via narra con che modo indegno
Bertinella occupato avea il suo Regno.
O Lustre (Il segreto)
Fluida lei lo sarebbe stata tutta la vita. Ma ciò che aveva dominato i suoi contorni e li aveva attratti verso un centro, ciò che l'aveva illuminata contro il mondo e le aveva conferito un intimo potere, era stato il segreto. Segreto al quale lei non avrebbe mai saputo pensare in termini chiari, temendo di invaderne e dissolverne l'immagine. Segreto che aveva tuttavia formato nel suo intimo un nucleo lontano e vivo senza mai perdere la propria magia - sostenendola nella sua insolubile vaghezza come la sola realtà che per lei avrebbe sempre dovuto essere perduta. I due si sporgevano sul fragile ponte e, inquieta, Virginia sentiva i pedi nudi vacillare come se si librassero sopra il calmo gorgo delle acque.
(Traduzione: Adelina Aletti)
| Les Bienveillantes
Frères humains, laissez-moi vous raconter comment ça s'est passé. On n'est pas votre frère, rétorquerez-vous, et on ne veut pas le savoir. Et c'est bien vrai qu'il s'agit d'une sombre histoire, mais édifiante aussi, un véritable conte moral, je vous l'assure. Ça risque d'être un peu long, après tout il s'est passé beaucoup de choses, mais si ça se trouve vous n'êtes pas trop pressés, avec un peu de chance vous avez le temps. Et puis ça vous concerne : vous verrez bien que ça vous concerne. Ne pensez pas que je cherche à vous convaincre de quoi que ce soit ; après tout, vos opinions vous regardent. Si je me suis résolu à écrire, après toutes ces années, c'est pour mettre les choses au point pour moi-même, pas pour vous. |
Le Benevole
Fratelli umani, lasciate che vi racconti com'è andata. Non siamo tuoi fratelli, ribatterete voi, e non vogliamo saperlo. Ed è ben vero che si tratta di una storia cupa, ma anche edificante, un vero racconto morale, ve l'assicuro. Rischia di essere un po' lungo, in fondo sono successe tante cose, ma se per caso non andate troppo di fretta, con un po' di fortuna troverete il tempo. E poi vi riguarda: vedrete che vi riguarda. Non dovete credere che cerchi di convincervi di qualcosa; in fondo, come la pensate è affar vostro. Se mi sono deciso a scrivere, dopo tutti questi anni, è per mettere in chiaro le cose per me stesso, non per voi. (Traduzione: Margherita Botto) |
Come Again (Chissà se sono svegli)
Amici: meglio non averne. Questa è la soluzione più semplice. Oppure, se ne avete, cambiateli più o meno ogni sei mesi. Strappate le pagine dell'organizer, cancellate la memoria dell'agenda elettronica, bruciate la rubrica del telefono e ripartite da zero. Altrimenti le cose si complicano...
(Traduzione: Valentina Daniele)
| The British Museum is Falling Down
It was Adam Appleby's misfortune that at the moment of awakening from sleep his consciousness was immediately flooded with everything he least wanted to think about. Other men, he gathered, met each new dawn with a refreshed mind and heart, full of optimism and resolution; or else they moved sluggishly through the first hour of the day in a state of blessed numbedness, incapable of any thought at all, pleasant or unpleasant. But, crouched like harpies round his bed, unpleasant thoughts waited to pounce the moment Adam's eyelids flickered apart. At that moment he was forced, like a drowning man, to review his entire life instantaneously, divided between regrets for the past and fears for the future. |
È crollato il British Museum
Adam Appleby aveva la sfortuna, nel momento stesso in cui si svegliava dal sonno, di sentirsi inondare la coscienza da tutte quelle cose a cui meno desiderava pensare. Altri uomini, ragionava, accoglievano ogni nuova alba con la mente e il cuore ristorati, pieni di ottimismo e determinazione, oppure si muovevano pigramente durante le prime ore del giorno in uno stato di beato intorpidimento, incapaci di qualsiasi pensiero sia piacevole sia spiacevole. Attorno al suo letto, invece, appollaiati come arpie, i pensieri spiacevoli aspettavano di balzargli addosso al primo sbatter di ciglia, e immediatamente lui si sentiva costretto, come un uomo sul punto di annegare, a rivedere in un istante la sua intera vita, diviso tra il rammarico per il passato e i timori per il futuro. (Traduzione: Mary Buckwell e Rosetta Palazzi) |
| Changing Places
High, high above the North Pole, on the first day of 1969, two professors of English Literature approached each other at a combined velocity of 1200 miles per hour. They were protected fromt the thin, cold air by the pressurized cabins of two Boeing 707s, and from the risk of collision by the prudent arrangement of the international air corridors. Although they had never met, the two men were known to each other by name. They were, in fact, in process of exchanging posts for the next six months, and in an age of more leisurely transportation the intersection of their respective routes might have been marked by some interesting human gesture: |
Scambi
In alto, molto al di sopra del Polo Nord, il primo gennaio 1969 due professori di letteratura inglese si dirigevano l'uno verso l'altro alla velocità combinata di milleduecento miglia all'ora. La cabina pressurizzata dei due Boeing 707 li proteggeva dall'aria rarefatta e fredda e la prudente sistemazione delle rotte aeree internazionali li salvaguardava dal rischio di collisione. Benché non si fossero mai incontrati, i due uomini si conoscevano di nome. In effetti, erano in procinto di scambiarsi i relativi posti di lavoro per i successivi sei mesi e, in un'epoca di spostamenti meno frenetici, l'incrociarsi delle rispettive strade avrebbe potuto essere sottolineato da un simpatico gesto umano. (Traduzione: Mary Buckwell e Rosetta Palazzi) |
| Home Truths
The cottage stands all on its own at the end of a rutted cart-track that leads off from the main road to the village, about a mile away. It is easy to drive past this gap in the hedgerows without seeing the small hand-painted wooden sign, faded and weathered, which is nailed to a post, bearing the name "Ludlow"; and without realising therefore that it leads to a human habitation. A slight hump in the terrain and a stand of beech trees screen the cottage and its outbuildings from the road. |
Panni sporchi
Il villino si trova isolato alla fine di una strada carrareccia, solcata da tracce di ruote, che, dividendosi dalla via principale, conduce verso il villaggio che dista un miglio. È facile oltrepassare con l'auto l'apertura della siepe, senza notare il piccolo cartello di legno dipinto a mano, sbiadito e alterato dal tempo, inchiodato a un palo, che reca il nome "Ludlow", e senza rendersi conto che conduce a un insediamento umano. Una lieve gibbosità del terreno e un boschetto di faggi nascondono dalla strada il villino e i fabbricati annessi. (Traduzione: Mary Buckwell e Rosetta Palazzi) |
How Far Can You Go? (Quante volte figliolo?)
Sono appena passate le otto. È il mattino di un buio giorno di febbraio dell'anno di grazia millenovecentocinquantadue. Una depressione atmosferica, unita al fumo di un milione di camini a carbone, ha gettato su Londra una pesante cappa. Sulle strade strette e mal tracciate a nord di Soho e a sud di Euston Road cade una pioggerellina gelida. All'interno della chiesa di Our Lady and St. Jude, un edificio neogotico in pietra grigia, compresso tra una banca e un magazzino di mobili, potrebbe essere ancora notte. L'alba invernale è troppo debole per attraversare le vetrate istoriate delle finestre, coperte da uno strato doppio o triplo di fuliggine e di escrementi di uccello, che descrivono scene della vita di Nostra Signora, con san Giuda, patrono delle cause perse, che si staglia con evidenza in primo piano sullo sfondo della incoronazione della Vergine in cielo.
(Traduzione: Mary Buckwell e Rosetta Palazzi)
| Nice Work
Monday January 13th, 1986. Victor Wilcox lies awake, in the dark bedroom, waiting for his quartz alarm clock to bleep. It is set to do this at 6.45. How long he has to wait he doesn't know. He could easily find out by groping for the clock, lifting it to his line of vision, and pressing the button that illuminates the digital display. But he would rather not know. Supposing it is only six o'clock? Or even five? It could be five. Whatever it is, he won't be able to get to sleep again. This has become a regular occurrence lately: lying awake in the dark, waiting for the alarm to bleep, worrying. |
Ottimo lavoro, professore!
Lunedì, 13 gennaio 1986, Victor Wilcox giace insonne nella stanza buia, in attesa che la sveglia al quarzo si metta a suonare. È stata predisposta perché suoni alle sei e tre quarti. Lui non sa quanto dovrà aspettare. Potrebbe scoprirlo facilmente, cercando a tastoni l'orologio, sollevandolo a portata di vista e premendo il pulsante che illumina il display digitale. Ma preferisce non saperlo. E se fossero solo le sei? O addirittura le cinque? Potevano essere le cinque. Qualsiasi ora fosse, non ce l'avrebbe fatta a riaddormentarsi. Ultimamente era diventata un'abitudine, quella di restare sdraiato al buio in preda all'apprensione, in attesa della sveglia. (Traduzione: Mary Buckwell e Rosetta Palazzi) |
Out of the Shelter (Fuori dal guscio)
Forse il suo primo ricordo era quello di sua madre in piedi su uno sgabello in cucina, intenta ad accatastare cibo in scatola in cima alla credenza. Sul tavolo c'erano altri barattoli; ananas, pesche, piccole arance - lo si poteva indovinare dai disegni.
Lui le aveva domandato: "A che cosa servono tutti questi barattoli?"
Il sole splendeva attraverso le nappe della tenda della finestra della cucina, dietro la testa della donna. Anche se Tim aguzzava la vista nella luce accecante, non riusciva a vedere bene la faccia della madre, tuttavia ricordava che aveva rivolto lo sguardo su di lui, per quello che gli era sembrato un tempo interminabile, prima di rispondere: "Perché c'è la guerra, caro."
"Che cos'è la guerra?" aveva chiesto lui, allora. Ma non riusciva più a ricordare la risposta.
(Traduzione: Mary Buckwell e Rosetta Palazzi)
Paradise News (Notizie dal Paradiso)
"Ma che cosa ci troveranno, poi? Che cosa ci troveranno?"
Leslie Pearson, rappresentante capo della Travelwise Tours S.r.l., incaricato di ricevere gli ospiti all'aeroporto, osserva il flusso dei passeggeri nella sala partenze del terminal 4 dell'aeroporto di Heathrow, con un'espressione mista di pietà e disprezzo. Siamo nel bel mezzo del mattino, in piena stagione estiva e, ad aumentare la confusione del solito sovraffollamento, contribuiva un sistema di vigilanza speciale, istituito in seguito a un recente disastro aereo che si ritiene provocato da sabotaggio.
(Traduzione: Mary Buckwell e Rosetta Palazzi)
Small World (Il professore va al congresso)
Quando aprile con le sue dolci piogge la siccità di marzo ha penetrato e bagnato ogni vena della terra con quel liquido che col suo potere genera i fiori; quando anche lo zefiro, con il suo amabile respiro, ha alitato la vita nei nuovi teneri germogli per ogni landa e in ogni selva e il giovane sole ha corso metà del suo tragitto nel segno dell'Ariete e gli uccelletti, che a occhi aperti dormono la notte, iniziano il loro canto (così li spinge in cuore la Natura), allora, come osservò molti anni or sono il poeta Geoffrey Chaucher, la gente ha una gran voglia di far pellegrinaggi. Solo, però, che al giorno d'oggi li chiamano congressi.
(Traduzione: Mary Buckwell e Rosetta Palazzi)
| Thinks
One, two, three, testing, testing... recorder working OK... Olympus Pearlcorder, bought it at Heathrow in the dutyfree on my way to... where? Can't remember, doesn't matter... The object of the exercise being to record as accurately as possible the thoughts that are passing through my head at this moment in time, which is, let's see... 10.13 a.m. on Sunday the 23rd of Febru - San Diego! I bought it on my way to that conference in... Isabel Hotchkiss. Of course, San Diego, "Vision and the Brain". Late eighties. |
Pensieri, pensieri
Uno, due, tre, prova, prova... registrazione ottima... questo Olympus Pearlcorder l'ho acquistato a Heathrow, al dutyfree dell'aeroporto mentre andavo... dove? Non lo ricordo, non importa... Dato che lo scopo di questo esercizio sta nel registrare al meglio i pensieri che mi passano per la testa in questo preciso momento, cioè, vediamo... alle 10,13 del mattino di domenica 23 febbraio - Ah sì, a San Diego! L'ho acquistato mentre mi recavo al congresso su... Isabel Hotchkiss. Certo, era San Diego. "L'immaginazione e la mente." Alla fine degli anni Ottanta. (Traduzione: Mary Gislon e Rosetta Palazzi) |
Crampi
Il volantino azzurro stabiliva la partenza dal Grande Raccordo verso le nove di sera, ma l'appuntamento un'ora prima, nella valletta incastrata al centro dello svincolo per l'autostrada del Sole, direzione nord. Molte macchine dei maratoneti sono parcheggiate lungo le corsie d'emergenza e il sole calante accende gli smalti polverosi delle fiancate, brucia negli occhi che cercano ovunque il tavolo dell'iscrizione.
I fannulloni
Dispettosamente la sorte ha riversato su di me un aspetto e uno stile assai migliori di ciò che in realtà io sono, o mi sembra di essere. Aspetto e stile, nient'altro. È come se fossi costretto a viaggiare su un treno scalcinato con un biglietto di prima classe, e quel biglietto mi impedisse di sentirmi in compagnia, almeno, di gente simile a me, gente che distende le gambe sui sedili e si offre il vino dai fiaschi parlando dei propri guai tra una stazioncina e l'altra.
Grande circo invalido
E dire che ci eravamo preparati con cura, come veri dilettanti carichi di timori: non so quanto avevamo discusso e quante parrocchie periferiche avevamo colpito prima di andare a rubare il vero Gesù Bambino, laggiù a San Pietro.
Isole
Scantonare, ecco cosa ci piace fare: fuggire via dalla pazza folla e imboccare un vicolo a caso, gettare l'occhio in un cortile, frugare tra le pietre della città alla ricerca di un'isola nascosta.
Oggi è domenica e tanta gente si travasa avanti e indietro tra Campo de' Fiori e Piazza Farnese, spazi adiacenti che raccontano bene l'anima l'anima doppia della nostra città, popolare e patrizia, sprezzante e formale, chiassosa e reticente. I tavolini dei caffè traboccano di persone che sfogliano quotidiani e assorbono con indifferenza le ultime notizie e il calduccio del sole di novembre. Ma forse qualcuno ha ancora voglia di scantonare nell'ombra per dieci minuti.
| The Call of the Wild Buck did not read the newspapers, or he would have known that trouble was brewing, not alone for himself, but for every tide-water dog, strong of muscle and with warm, long hair, from Puget Sound to San Diego. Because men, groping in the Arctic darkness, had found a yellow metal, and because steamship and transportation companies were booming the find, thousands of men were rushing into the Northland. These men wanted dogs, and the dogs they wanted were heavy dogs, with strong muscles by which to toil, and furry coats to protect them from the frost. |
Il richiamo della foresta Buck non leggeva i giornali, altrimenti avrebbe saputo quali guai si stavano preparando non soltanto per lui, ma per tutti i cani di forte muscolatura e col pelo lungo e soffice da Puget Sound a San Diego. Brancolando tra le tenebre artiche gli uomini avevano trovato un metallo giallo e, poiché le compagnie di navigazione e di trasporto avevano divulgato la notizia, migliaia di persone correvano verso il Nord. Questi uomini avevano bisogno di cani; cani robusti, con una forte muscolatura e pelo folto per difendersi dal gelo. (Traduzione: Grazia Gatti) |
| Martin Eden The one opened the door with a latch-key and went in, followed by a young fellow who awkwardly removed his cap. He wore rough clothes that smacked of the sea, and he was manifestly out of place in the spacious hall in which he found himself. He did not know what to do with his cap, and was stuffing it into his coat pocket when the other took it from him. The act was done quietly and naturally, and the awkward young fellow appreciated it. "He understands," was is thought. "He'll see me through all right." He walked at the other's heels with a swing to his shoulders, and his legs spread unwittingly, as if the level floors were tilting up and sinking down to the heave and lunge of the sea. |
Martin Eden Il primo aperse la porta con una chiave piatta ed entrò, seguito da un giovane che si levò il berretto con fare impacciato. Il giovane indossava rozzi panni che odoravano forte di mare ed era palesemente fuori posto nell'atrio spazioso in cui si trovava. Non sapeva che fare del berretto e se lo stava cacciando nella tasca della giubba, quando l'altro glielo levò di mano. Il gesto fu calmo e naturale e il giovanotto impacciato lo apprezzò. "Capisce", pensò "mi porterà sino in fondo proprio come si deve". Si mosse alle calcagna dell'altro con un dondolio delle spalle e con le gambe involontariamente tese, come se i pavimenti piani si alzassero e sprofondassero con l'ondeggiare del mare. (Traduzione: Oriana Previtali) |
Stars Rover (Il vagabondo delle stelle)
Ho sempre avuto la sensazione di essere vissuto in altri tempi e in altri luoghi; e che nel mio essere vivessero altre persone. Credo che anche ai miei lettori possa accadere di provare la stessa cosa. Basterà che risalgano col pensiero alla loro fanciullezza, perché la consapevolezza di cui sto parlando, torni loro in mente. Nell'infanzia, non ancora formate né cristallizzate, la nostra identità, e la nostra coscienza, subivano un processo di continua evoluzione e inoltre andavano inevitabilmente soggette a una progressiva dimenticanza.
(Traduzione: Antonio Agriesti)
| White Fang
Dark spruce forest frowned on either side the frozen waterway. The trees had been stripped by a recent wind of their white covering of frost, and they seemed to lean towards each other, black and ominous, in the fading light. A vast silence reigned over the land. The land itself was a desolation, lifeless, without movement, so lone and cold that the spirit of it was not even that of sadness. There was a hint in it of laughter, but of a laughter more terrible than any sadness - a laughter that was mirthless as the smile of the sphinx, a laughter cold as the frost and partaking of the grimness of infallibility. It was the masterful and incommunicable wisdom of eternity laughing at the futility of life and the effort of life. It was the Wild, the savage, frozen-hearted Northland Wild. But there WAS life, abroad in the land and defiant. Down the frozen waterway toiled a string of wolfish dogs. Their bristly fur was rimed with frost. |
Zanna Bianca
Cupe foreste di abeti rossi s'affacciavano arcigne sulle due rive del fiume gelato. Un vento recente aveva strappato dai rami il bianco mantello di ghiaccio e nella luce dell'imbrunire gli alberi parevano appoggiarsi l'uno all'altro, neri e minacciosi. Un vasto silenzio avvolgeva il paesaggio. E il paesaggio stesso era desolato, senza vita, immobile, così solitario e freddo che neppure si poteva dire vi regnasse un senso di tristezza. Vi aleggiava un cenno di risata, ma una risata più terribile di ogni tristezza: una risata senza gioia come il sorriso della sfinge, una risata fredda come il gelo e percorsa dalla caparbia ferocia dell'infallibilità. Era l'imperiosa e incomunicabile saggezza dell'eternità, che sbeffeggia la futilità della vita e l'affanno del vivere. Era il mondo selvaggio, il mondo selvaggio del Nord, aspro, crudele, ghiacciato fino al cuore. Eppure c'era vita su quella terra, e vi si muoveva come una sfida. Lungo il fiume gelato marciava una fila di cani lupo, col pelo ispido coperto di ghiaccio (Traduzione: Ilva Tron) |
Evangeline (...)
This is the forest primeval. The murmuring pines and the hemlocks,
Bearded with moss, and in garments green, indistinct in the twilight,
Stand like Druids of eld, with voices sad and prophetic,
Stand like harpers hoar, with beards that rest on their bosoms.
Loud from its rocky caverns, the deep-voiced neighboring ocean
Speaks, and in accents disconsolate answers the wail of the forest.
This is the forest primeval; but where are the hearts that beneath it
Leaped like the roe, when he hears in the woodland the voice of the huntsman?
Where is the thatch-roofed village, the home of Acadian farmers,
Men whose lives glided on like rivers that water the woodlands,
Darkened by shadows of earth, but reflecting an image of heaven?
The Song of Hiawatha (...)
Should you ask me,
whence these stories?
Whence these legends and traditions,
With the odors of the forest
With the dew and damp of meadows,
With the curling smoke of wigwams,
With the rushing of great rivers,
With their frequent repetitions,
And their wild reverberations
As of thunder in the mountains?
L'acrobata
Cominciamo allora dalle scale, da questo luogo di tutti i possibili incontri, impregnate al mio arrivo di un odore di sugo e di cipolla così forte che dava la nausea, perché nonostante i divieti qualcuno continuava a farsi da mangiare in camera, e siccome la valigia era pesante fui molto contento, oltrepassata la porta che immetteva nel corridoio, di vedere la solita busta attaccata alla tappezzeria con uno spillo esile ma resistente anche se un po' piegato, nella quale il signor Eskandari aveva messo la Yale, con un breve messaggio in cui mi ricordava le modalità per il pagamento della pigione. Staccata la busta, presi dunque la chiave ed entrai non solo e non tanto nella stanza quanto nel frastuono del traffico che anche coi doppi vetri entrava dalla Auersperggasse e nel sentore familiare e stratificato di cera da pavimenti, di sapone, e di sudore, in particolare, che ci avevano lasciato tutti coloro che avevano occupato quello spazio prima di me.
La gerarchia di Ackermann
Me ne sto qui, nella notte estiva, davanti alla finestra spalancata, e faccio gli esercizi di respirazione, che sono l'unico rimedio e antidoto agli accessi di tosse che mi assalgono al tramonto e si protraggono spesso per buona parte della notte. Questi esercizi me li insegnò una ventina d'anni fa, a Budapest, con meticolosità tutta germanica, Heinz-Otto K¨hlmorgen. Inspiro lentamente, facendo affluire l'aria nella parte inferiore dei polmoni, poi riempio pian piano la parte mediana, infine quella superiore: è molto importante che i polmoni si riempiano a questo modo, proprio come si colmerebbe di liquido un recipiente.
| Poimenikôn tôn kata Daphnin kai Kloin
En Lésbô thêrôn en alsei Numphôn théama eidon kálliston ôn eidon eikóna gratitên, istorian erôtos. Kalòn mèn kai tò alsos, polúdenoron, anthêrón, katárruton mia pêgê pánta etrephe, kai tà anthê kai tà déndra all ê graphê terpnotéra kai téchnên echousa perittên kai túchên erôtikên ôste polloi kai tôn xénôn katà phêmên êesan, tôn mèn Numphôn ikétai, tês dè eikónos theatai. |
Avventure pastorali di Dafni e Cloe
Ero a caccia, nell'isola di Lesbo, e in un boschetto sacro alle Ninfe si presentò al mio sguardo lo spettacolo più bello che avessi mai visto: immagini dipinte, una storia d'amore. Il boschetto era incantevole, con tanti alberi, tanti fiori: lo irrigava una sorgente che da sola alimentava tutto, sia i fiori sia gli alberi; però quella pittura provocava maggior diletto, non solo per l'alto livello artistico della figurazione, ma anche per il carattere eroico della vicenda avventurosa. Molti visitatori, anche stranieri, incuriositi dal gran parlare che si faceva di quell'opera d'arte, andavano lì col pretesto di adorare le Ninfe, in realtà per osservare il quadro. (Traduzione: Raffaele Di Virgilio) |
Capatosta
Appena Donna Sabbedd' si sgravò, la creatura non avette manco il tempo di pigliare fiato che fu vestita di nero.
Tanto per cominciare, naturalmente, l'ammatassarono stretta stretta con le fasce di lino bianco che allora, siccome non ci stava lo sciupasciupa di mo, passavano per risparmio da un piccininno che cresceva a un altr'uno che nasceva. Pure a lei lasciarono libere solo le braccia piccinonne piccinonne e la capa, quella capa gloriosa dove già si potevano intravvedere la babbìscia (sì, il mento pronunciato, come si dice in italiano) e, con una certa fantasia, pure i capelli ondulati che da giovane l'avrebbero fatta assomigliare nientedimeno che ad Alida Valli. E ci sta da dire che con quelle fasce la stringèttero, sin dal primo dì, con tanta forza da tradire qualche speranza segreta, se non l'intenzione vera e propria di strozzarne lo sviluppo, di soffocarne la vita, insomma di farla tornare là da dove era venuta, non chiamata e meno che meno desiderata.
| Madame Chrysanthème
En mer, aux environs de deux heures du matin, par une nuit calme, sous un ciel plein d'étoile. Yves se tenait sur la passerelle auprès de moi, et nous causions du pays, absolument nouveau pour nous deux, où nous conduisaient cette fois les hasards de notre destinée. C'était le lendemain que nous devions atterrir; cette attente nous amusait et nous formions mille projets. - Moi, disais-je, aussitôt arrivé, je me marie... - Ah! fit Yves, de son air détaché, en homme que rien ne surprend plus. - Oui... avec une petite femme à peau jaune, à cheveux noirs, à yeux de chat. - Je la choisirai jolie. - Elle ne sera pas plus haute qu'une poupée. |
La Signora Crisantemo
In mare, intorno alle due del mattino, in una notte calma, sotto un cielo pieno di stelle. Ivo stava vicino a me, sul cassero, e discorrevamo del paese assolutamente nuovo per tutti e due, dove ci conducevano questa volta i casi del nostro destino. Dovevamo approdare il giorno seguente; quell'attesa ci divertiva, e andavamo formando mille progetti. - Io - dicevo - appena sarò arrivato mi ammoglierò... - Ah! - disse Ivo, colla sua aria indifferente, da uomo che non si sorprende più di nulla. - Sì, con una donnina dalla pelle gialla, dai capelli neri, dagli occhi di gatto. La sceglierò carina. Non sarà più alta di una bambola. (Traduzione: Decio Cinti) |
Le mariage de Loti Rarahu (...)
Loti fut baptisé le 25 janvier 1872, à l'âge de vingt-deux ans et onze jours.
Lorsque la chose eut lieu, il était environ une heure de l'après-midi, à Londres et à Paris. Il était à peu près minuit, en dessous, sur l'autre face de la boule terrestre, dans les jardins de la feue reine Pomaré, où la scène se passait.
En Europe, c'était une froide et triste journée d'hiver. En dessous, dans les jardins de la reine, c'était le calme, l'énervante langueur d'une nuit d'été.
Cinq personnes assistaient à ce baptême de Loti, au milieu des mimosas et des orangers, dans une atmosphère chaude et parfumée, sous un ciel tout constellé d'étoiles australes.
Pêcheur d'Islande (...)
Ils étaient cinq, aux carrures terribles, accoudés à boire, dans une sorte de logis sombre qui sentait la saumure et la mer. Le gîte, trop bas pour leurs tailles, s'effilait par un bout, comme l'intérieur d' une grande mouette vidée; il oscillait faiblement, en rendant une plainte monotone, avec une lenteur de sommeil.
Dehors, ce devait être la mer et la nuit, mais on n'en savait trop rien: une seule ouverture coupée dans le plafond était fermée par un couvercle en bois, et c'était une vieille lampe suspendue qui les éclairait en vacillant.
Il y avait du feu dans un fourneau; leurs vêtements mouillés séchaient, en répandant de la vapeur qui se mêlait aux fumées de leurs pipes de terre.
Aphrodite (...)
Couchée sur la poitrine, les coudes en avant, les jambes écartées et la joue dans la main, elle piquait de petits trous symétriques dans un oreiller de lin vert, avec une longue épingle d'or. Depuis qu'elle s'était éveillée, deux heures après le milieu du jour, et toute lasse d'avoir trop dormi, elle était restée seule sur le lit en désordre, couverte seulement d'un côté par un vaste flot de cheveux.
Cette chevelure était éclatante et profonde, douce comme une fourrure, plus longue qu'une aile, souple, innombrable, animée, pleine de chaleur. Elle couvrait la moitié du dos, s'étendait sous le ventre nu, brillait encore auprès des genoux, en boucle épaisse et arrondie. La jeune femme gisait enroulée dans cette toison précieuse, dont les reflets mordorés étaient presque métalliques et l'avaient fait nommer Chrysis par les courtisanes d' Alexandrie.
| At the Montains of Madness
I am forced into speech because men of science have refused to follow my advice without knowing why. It is altogether against my will that I tell my reasons for opposing this contemplated invasion of the antarctic - with its vast fossil hunt and its wholesale boring and melting of the ancient ice caps. And I am the more reluctant because my warning may be in vain. Doubt of the real facts, as I must reveal them, is inevitable; yet, if I suppressed what will seem extravagant and incredible, there would be nothing left. |
Le montagne della follia
Mi vedo costretto a parlare perché alcuni uomini di scienza rifiutano di prendere in considerazione i miei suggerimenti senza darsene ragione. È del tutto contro la mia volontà che mi accingo a spiegare i motivi per oppormi alla contemplata invasione dell'Antartico, all'estesa ricerca di fossili, alla trivellazione su larga scala ed allo scioglimento di vaste zone della calotta ghiacciata. Sono anche riluttante a farlo perché i miei ammonimenti potrebbero riuscire vani. I fatti, come dovrò rivelarli, saranno difficilmente creduti; eppure, se sopprimessi ciò che apparirà stravagante o incredibile, non resterebbe niente da raccontare. (Traduzione: Giovanni De Luca) |
| The Call of Cthulhu
The most merciful thing in the world, I think is the inability of the human mind to correlate all its contents. We live on a placid island of ignorance in the midst of black seas of infinity, and it was not meant that we should voyage far. The sciences, each straining in its own direction, have hitherto harmed us little; but some day the piecing together of dissociated knowledge will open up such terrifying vistas of reality, and of our frightful position therein, that we shall either go mad from the revelation or flee from the deadly light into the peace and safety of a new dark age. |
Il richiamo di Cthulhu
La cosa più pietosa del mondo, penso, è l'incapacità della mente umana di mettere in correlazione tutto il suo contenuto. Noi viviamo su una placida isola di ignoranza in mezzo ai neri mari d'infinito, e non fu previsto che ce ne spingessimo troppo lontano. Le scienze, ognuna delle quali tende verso la propria direzione, ci hanno finora poco danneggiato; ma un giorno il raggruppamento di nozioni dissociate aprirà tali terrificanti visioni della realtà, e della nostra spaventosa condizione in essa, che o impazziremo per la rivelazione, o fuggiremo dalla mortale conoscenza per immergerci nella pace e nella sicurezza di una nuova età oscura. (Traduzione: Alda Carrer) |
| The Dreams in the Witch-House
Whether the dreams brought on the fever or the fever brought on the dreams Walter Gilman did not know. Behind everything crouched the brooding, festering horror of the ancient town, and of the mouldy, unhallowed garret gable where he wrote and studied and wrestled with flgures and formulae when he was not tossing on the meagre iron bed. His ears were growing sensitive to a preternatural and intolerable degree, and he had long ago stopped the cheap mantel clock whose ticking had come to seem like a thunder of artillery. At night the subtle stirring of the black city outside, the sinister scurrying of rats in the wormy partitions, and the creaking of hidden timbers in the centuried house, were enough to give him a sense of strident pandemonium. |
La casa delle streghe
Se fossero i sogni a provocare la febbre o la febbre i sogni Walter Gilman non sarebbe stato in grado di dirlo. Dietro a tutto covavano i putridi orrori della vecchia città e dell'ammuffita, sacrilega soffitta dove scriveva, studiava e si dibatteva tra cifre e formule quando non si rigirava nel povero letto di ferro. Le sue orecchie erano divenute sensibili in modo soprannaturale e intollerabile e da tempo aveva fermato l'orologio sopra il camino, il cui ticchettio gli faceva l'effetto del tuonare dell'artiglieria. Di notte, l'indefinibile movimento della città, il sinistro frusciare dei topi nelle pareti piene di vermi e lo scricchiolare di legname nascosto nella casa vecchia di secoli erano sufficienti a dargli un senso di stridente pandemonio. (Traduzione: Giovanni De Luca) |
| The Dunwich Horror
When a traveller in north central Massachusetts takes the wrong fork at the junction of Aylesbury pike just beyond Dean's Corners he comes upon a lonely and curious country. The ground gets higher, and the brier-bordered stone walls press closer and closer against the ruts of the dusty, curving road. The trees of the frequent forest belts seem too large, and the wild weeds, brambles and grasses attain a luxuriance not often found in settled regions. At the same time the planted fields appear singularly few and barren; while the sparsely scattered houses wear a surprisingly uniform aspect of age, squalor, and dilapidation. |
L'orrore di Dunwich
Nel Massachussetts centro-settentrionale quando un viaggiatore imbocca la biforcazione sbagliata alla congiunzione del picco di Aylesbury, appena oltre Dean's Corners, si ritrova in una regione solitaria e strana. Il terreno va in salita e le pareti di roccia delimitate da rovi si accostano sempre più alla carreggiata della polverosa strada a tornanti. Gli alberi delle frequenti cinture boscose appaiono troppo grandi e le erbacce, i rovi, i prati selvaggi raggiungono una rigogliosità raramente riscontrata nelle regioni abitate. Per contro i campi seminati appaiono singolarmente pochi e miseri mentre le rade case offrono un aspetto sorprendentemente uniforme di vecchiaia, squallore e rovina. (Traduzione: Alda Carrer) |
The Tomb (La tomba)
Nel tracciare un resoconto degli eventi che hanno determinato la mia reclusione in questo asilo per alienati, ho piena coscienza del fatto che il mio stato mentale susciterà dubbi più che naturali sulla veridicità della mia narrazione.
È una vera sciagura che la gran massa dell'umanità possegga una visione mentale troppo ristretta per valutare con obiettività e intelligenza quei rari e particolari fenomeni - visti e percepiti unicamente da una minoranza di individui psicologicamente sensibili - che trascendono l'esperienza ordinaria.
(Traduzione: Gianni Pilo e Sebastiano Fusco)
Dark As the Grave Wherein My Friend is Laid (Buio come la tomba dove giace il mio amico)
La sensazione di velocità, di smisurato spostamento, di andare a sud, in basso, superando tre paesi, le imponenti catene di montagne, la sensazione di discesa, di straordinario regresso, eppure di movimento, senza muoversi, ma d'altro canto precipitando giù dritto sul mondo, dritto sulla carta geografica, e, ancora, dell'imminenza di qualcosa di fantastico, fenomenale, e di contro l'ombra mobile dell'aereo laggiù di sotto, croce in perpetuo movimento, meno sfuggente e più reale della vaga ombra del significato di ciò che essi stavano facendo su cui lui, Sigbjørn, andava rimuginando; e tuttavia soltanto quell'ombra era possibile localizzare e ciò anche per brevi attimi, chiusi e racchiusi com'erano dal fatto in sé come dall'enorme apparecchio, sobbalzante e ronzante e rombante con un monotono fracasso, nel quale si trovavano affatto, lui seduto con i piedi ritratti in alto in maniera imbarazzante, perché s'era tolto le scarpe: un destino assordante, in continuo movimento e rinnovamento, in sfida al tempo, nel quale si trovavano rinchiusi ma dal quale potevano vedere soltanto l'interno, perché, diciamo, dell'aerodinamico oggetto color platino riuscivano a intravedere soltanto un'ala, un'elica, attraverso l'assurdo finestrino stretto e oblungo.
(Traduzione: Attilio Veraldi)
| Under the volcano
Two mountain chains traverse the republic roughly from north to south, forming between them a number of valleys and plateaus. Overlooking one of these valleys, which is dominated by two volcanoes, lies, six thousand feet above sea level, the town of Quauhnahuac. It is situated well south of the Tropic of Cancer, to be exact on the nineteenth parallel, in about the same latitude as the Revillagigedo Islands to the west in the Pacific, or very much further west, the southernmost tip of Hawaii-and as the port of Tzucox to the east on the Atlantic seaboard of Yucatan near the border of British Honduras, or very much further east, the town of Juggernaut, in India, on the Bay of Bengal. The walls of the town, which is built on a hill, are high, the streets and lanes tortuous and broken, the roads winding. A fine American-style highway leads in from the north but is lost in its narrow streets and comes out a goat track. |
Sotto il vulcano
Due catene di montagne tagliano la repubblica approssimativamente da nord a sud, formando tra loro tutta una serie di vallate e di altopiani. Sovrastando una di queste valli, che è dominata da due vulcani, sorge, a duemila metri sul livello del mare, la città di Quauhnahuac. Si situa a sud del Tropico del Cancro, esattamente sul diciannovesimo parallelo, alla stessa latitudine circa delle Isole Revillagigedo, a ovest nel Pacifico, o, molto più a ovest, dell'estrema punta meridionale delle Hawaii - o anche alla stessa latitudine del porto di Tzucox, a est, sulla costa atlantica dello Yucatan presso il confine dell'Honduras britannico, o, molto più a est, della città di Jaggernaut, in India, sul Golfo del Bengala. Le mura della città, costruita su un colle, sono alte, le vie e i vicoli tortuosi e accidentati, serpeggianti le strade. Una stupenda autostrada di tipo americano scende dal nord, ma per smarrirsi poi nell'intrico di viuzze e riemergere infine sotto una specie di sentiero da capre. (Traduzione: Giorgio Monicelli) |
Ahi, Paloma
Sono ancora là sul prato a chiacchierare, la mani che dondolano le racchette da tennis, solo la Milly la tiene stretta al petto con tutt'e due le braccia quasi avesse paura di perderla. Discutono della partita che hanno appena giocato e le scarpe di tela affondano nel morbido dell'erba, qualcuno ha i calzini ma per lo più i piedi sono nudi nelle scarpe Superga. O in quello che resta di quelle scarpe. Il Giorgio e la Marcella portano il completo bianco, gli altri sono vestiti così come capita. La camicia a maniche corte dell'Augusto è celeste e la sua racchetta è una Slazenger, mentre parla lui ributta indietro i ricci dalla fronte per dare più forza alle parole.
La porta dell'acqua
Lo stridio del tram che abbordava la curva apriva una prima fessura sul giorno. Il tram gracidava a lungo, agonizzante, lo strazio delle rotaie si ripercuoteva tra i vetri chiusi negli scuri laccati di bianco. Poi il tram si perdeva caracollando lungo via Flaminia e la maniglia della finestra bruna e ovale restava come un grosso insetto aggrappato a quella linea verticale di luce.
Una maniglia che tante volte stringevo in pugno con indifferenza, insignificante maniglia. Ma da lì e solo da lì si dipartiva la materia che non trovava riscontro in nessuna realtà. Potevo solo aspettarla e favorirla in una immobile concentrazione; e solo nel primo barlume solitario del mattino mi veniva accordata, quando lo sbattere di una porta, una voce o dei passi lungo il corridoio, erano dei rumori inafferrabili quasi io vivessi ancora una vita diversa.
| Bellum civile (Pharsalia)
Bella per Emathios plus quam civilia campos iusque datum sceleri canimus populumque potentem in sua victrici conversum viscera dextra cognatasque acies et rupto foedere regni certatum totis concussi viribus orbis in commune nefas infestique obvia signis signa, pares aquilas et pila minantia pilis. Quis furor, o cives, quae tanta licentia ferri gentibus invisis Latium praebere cruorem? Cumque superba foret Babylon spolianda tropaeis Ausoniis umbraque erraret Crassus inulta, bella geri placuit nullos habitura triumphos? |
La guerra civile (Farsaglia)
Cantiamo guerre più atroci di quelle civili, combattute sui campi d'Emazia, e il delitto divenuto legalità e un popolo potente che si è rivolto contro le sue stesse viscere con la destra vittoriosa e i contrapposti eserciti appartenenti allo stesso sangue e - infranto il patto della tirannia - tutte le energie del mondo sconvolto che lottano per un comune misfatto e le insegne che vanno contro quelle avversarie e le aquile contrarie alle aquile e i giavellotti minacciosi contro i giavellotti. Quale follia, o cittadini, quale sfrenato abuso delle armi offrire il sangue latino alle genti nemiche? Mentre si sarebbero dovuti strappare alla superba Babilonia i trofei italici e mentre l'ombra di Crasso continuava ad errare invendicata? (Traduzione: Renato Badlì) |
Almost Blue
Il primo carabiniere che entrò nella stanza scivolò sul sangue e cadde su un ginocchio. Il secondo si arrestò sulla soglia come sul bordo di una buca, agitando le braccia aperte, per lo slancio.
- Madonna Santa! - urlò, serrando le guance tra le mani, poi si voltò e corse nel pianerottolo e giù per le scale e oltre la porta e fuori, nel cortile del palazzo, dove si aggrappò al cofano della Punto bianca e nera e si piegò in avanti, spezzato in due da un conato violento.
In ginocchio sul pavimento, al centro della stanza, la pelle dei guanti incollata al pavimento appiccicoso, il brigadiere Carrone si guardò attorno e gli sfuggì un singhiozzo roco, quasi un rutto.
Autosole
AUTOSOLE
1º AGOSTO
Bravo azzurra. 180 km/h. Terza corsia. L'aria calda che entra dai finestrini aperti schiaccia i fogli del listino prezzi contro il lunotto posteriore ed è come avere due phon puntati contro le tempie. Lui guarda l'orologio e pensa Marangoni subito, pausa pranzo dalla Luisa e dopo Longaretti, che tanto fa orario continuato.
Poi pensa: No, il pomeriggio Longaretti chiude. Allora prima lui, poi Marangoni e salta la Luisa.
Poi pensa: la Luisa.
Schiaccia l'accelleratore, mentre prende il cellulare. Longaretti? Mi spiace, un imprevisto...
2CV azzurra e Fiesta rossa. 140 km/h. Seconda e terza corsia, affiancate.
La radio della 2CV è fuori sintonia ed è solo un fruscio che raschia l'aria rovente a tempo di reggae. Anche lui si sente fuori sintonia ma poi la biondina nell'auto di sinistra solleva le ginocchia nude, aggancia le dita dei piedi al bordo del cruscotto e gli lancia un'occhiata che gli sembra un po' indecente. Lui pensa dai, girati ancora, poi lei si china a toccarsi un'unghietta laccata di rosso, scopre il tatuaggio sul bicipite del ragazzo che ha accanto (teschio+pugnale+scritta Natural Born Killer) e lui rallenta di colpo.
Un giorno dopo l'altro
Doveva aver fatto un volo di almeno dieci metri, perché la macchina stava ancora bruciando molto più indietro, ferma accanto al marciapiede, tra un furgoncino dal parabrezza incrinato e una Volvo col bagagliaio spalancato dall'esplosione. Doveva essere uscito sfondando il vetro davanti col sedile e tutto, come espulso da un jet, e doveva aver fatto una capriola per aria, perché era atterrato di schiena, quasi in mezzo all'incrocio. Doveva essere morto, perché la bomba, sparandolo fuori dall'auto, gli aveva strappato tutte e due le gambe all'altezza del ginocchio, bruciandogli il resto del corpo fino all'osso, e invece era ancora vivo e stringeva la bandoliera bianca del brigadiere Carrone, e la stringeva forte, come se volesse strangolarlo.
Guernica
Madrid, 10 aprile 1937
¿Dónde están tus compañeros? Ringhiava il coronel stringendogli forte le guance con i suoi artigli neri ma al profesor, come a un pesce preso all'amo, usciva soltanto una bolla scura di saliva dalle labbra schiacciate e il coronel lo colpì sul volto con le dita magre chiuse a martello, finché dal naso non gli uscì uno schizzo di sangue rosso da comunista, caldo nella fredda notte di Madrid.
La casa era tutta muri, neri di ombre cupe, senza porte e senza tetto e guardando in alto si vedeva soltanto il cielo buio. Forse anche le stelle erano venute giù con le bombe degli Stukas, il giorno prima.
L'isola dell'angelo caduto
Da allora, anche anni e anni dopo che gli eventi si furono conclusi, conclusi e mai dimenticati, ogni volta che guardava il mare, e vedeva la schiuma di un'onda spaccarsi su uno scoglio, e sentiva le gocce che si schiacciavano sul vetro della finestra a cui appoggiava la fronte, ogni volta, ovunque si trovasse, gli tornava in mente la notte che arrivò sull'isola.
Era così buio quella notte che il cielo e il mare erano la stessa cosa, talmente neri e stretti e lucidi che sembrava di stare sospesi nel vuoto. E se serrava le palpebre, e le copriva con la mano, e premeva, forte, lo spazio che vedeva dietro agli occhi, cieco come quello in cui si formano i pensieri, era nero come quel mare e quel cielo, infinito e nero.
Come ti erudisco il pupo
Conferenza paterno-filosofica ad uso dell'infanzia e degli adulti, col riassunto di un decennio di pubbliche proteste nella libera stampa e con l'aggiunta dei ricordi di famiglia e di carriera di ORONZO E. MARGINATI.
Gentili Signore, egreggi Signori e amabbilissimi rigazzini, prego lorsignori, prima di tutto di ariflettere che, tanto io che loro, è la prima volta che sentiamo parlare Oronzo in pubblico: Non so che impressione ci faccia a loro.
A me mi fa un'impressione curiosa assai.
Lorsignori mi faccino una cortesia: prendano un coccodrillo, magari usato, vi aggiuntino una tigre con un dente cariato, o, sia detto con sopportazione, un suino disilluso, mischino tutto e servino caldo.
Questa mescolanza ci può dare un'idea di quello che è successo dentro di me, quando me ti hanno detto che dovevo tenere una conferenza.
Lorsignori devono con sapere che io, se si tratta di spezzarti una lancia ne le colonne del giornale, pazzienza, perché ci ho la penna che sa le tempeste, laddoveché la lingua invece non ci si è trovata mai. Per cui dicevo fra me e me: Dice, Oronzo, ma cosa ti stropicci? Ci penzi, quando starai per entrare in quella sala, che sentirai di là la folla che brontola, e il cuore ti farà lippe e relative lappe? Ci pensi a quelle centinaia d'occhi che ti guarderanno fissi come l'ombra del compianto Banco, e averanno l'aria di dire: Uccidilo, che faccia da frescone!...
Abbasta, cominciai col dire di no. Però Terresina dice che si comincia sempre accusì. Dice, io non terrò la conferenza, tu la terrai, cului la dovrebbe tenere, fenì che dissi, come Leonida al passo di Calé: Parliamone in famiglia.
| Alêthôn diêgêmatôn
ôsper toîs athlêtikoîs kaì perì tèn tôn sômátôn epiméleian ascholouménois ou tês euexías mónon oudè tôn gumnasíôn phrontís estin, allà kaì tês katà kairòn ginoménês anéseôs - méros goûn tês askéseôs tò mégiston autèn upolambánousin - outô dè kaì toîs perì toùs lógous espoudakósin egoûmai prosékein metà tèn pollèn tôn spoudaiotérôn anágnôsin aniénai te tèn siánoian kaì pròs tòn epeita kámaton akmaiotéran paraskeuázein. génoito d'an emmelès e anápansis autoîs, ei toîs toioútois tôn anagnômátôn omiloîen, a mè mónon ek toû asteíon te kaì charíentos psilèn paréxei tèn psuchagôgían, allá tina kaì theôrían ouk amouson erideíxetai, oión ti kaì perì tônde tôn suggrammátôn phronésein upolambánô ou gàr mónon tò xénon tês upothéseôs oudè tò charíen tês prosiréseôs epagôgòn estai autoîs oud' otipseúsmata poikíla pithanôs te kaì enaléthôs exenênóchamen, all' oti kaì tôn istoponménôn ekaston ouk akômôdétôs êniktai prós tinas tôn palaiôn poiêtôn te kaì auggraphéôn kaì philosóphôn pollà terástia kaì muthódê auggegraphótôn, ous kaì onomastì an egraphon, ei mè kaì autô soi ek tês anagnóseôs phaneîsthai emellon (ôn) Ktêsías o Ktêsiógon o Knídios, os sunégrapsen perì tês 'Indôn chóras kaì tôn par' autoîs a méte autòs eiden méte allou alêtheúontos ekousen. |
Storia vera
Gli atleti e i culturisti non pensano soltanto al benessere fisico o agli esercizi ginnici, ma anche, quando è il momento giusto, a rilassarsi: ritengono, anzi, che proprio in ciò consista la parte più importante della disciplina sportiva. Analogamente, credo che i cultori delle belle lettere, dopo lo studio prolungato dei testi più seri, debbano allentare la tensione dell'intelletto e renderlo così più acuto per le fatiche di poi. Tale pausa per costoro potrebbe essere perfetta, se facessero letture in grado non solo di procurare una blanda distrazione con la loro grazia e loro giocosità, ma anche di presentare qualche osservazione non insipiente, cosa che suppongo essi penseranno di questa mia opera. Infatti, non solamente l'originalità del soggetto e la bellezza della trama costituiranno per essi un'attrattiva, o il fatto che pubblichiamo panzane d'ogni tipo, riportate però in modo persuasivo e con verosimiglianza, ma soprattutto l'allusione scherzosa a taluni degli antichi poeti, scrittori e filosofi, autori di tante storie mostruose e favolesche (dei quali avrei anche citato il nome, se alla sola lettura non ti dovesse risultare chiaro) che ciascuna delle vicende qui raccontate contiene; tra questi, per dirne alcuni, c'è Ctesia, figlio di Ctesioco, da Cnido, che scrisse sull'India e sui popoli vicini cose che egli né vide di persona, né sentì da fonte fededegna. (Traduzione: Massimo Vilardo) |
| Nekrikoi dialogoi
DIOGENOUS KAI POLUDEUKOYS |
Dialoghi dei morti
DIOGENE E POLLUCE (Traduzione: Massimo Vilardo) |
Gian Pietro da Core
Mietevano: la lunga fila dei lavoratori si stendeva lontana, nera, per il giallo immenso della campagna lombarda. Il gran sole d'estate era sorto sull'orizzonte da sette ore e dardeggiava implacabile sopra le messi, mare biondo che sembrava riflettere l'irradiazione di un fuoco interno. Non un alito di brezza: dei lievi scricchiolii, come se dall'alveo maturo uscisse il grano a spandersi, vagavano: il mare immenso stagnava. Spesso nella caldura si risvegliavano li aromati dei vegetali essiccati ed un odore di fecondità fumava, esalando dalla terra. Li uomini lavoravano da sette ore. Non un grido o una canzone interrompeva la fatica, non una giovialità; essi continuavano sempre, ritmicamente, come bruti, ed il muro denso delle spighe cadeva, cadeva, cadeva. Ma come l'uomo falciava, altre spighe davanti, altre ancora fino all'orizzonte; né mai si compiva la bisogna prima della sera, avanti che il sole, l'amico del grano, non avesse a tramontare, la giù tra i vapori di sangue dell'occidente e tra le nebbie violette del vespero.
| De rerum natura
Aeneadum genetrix, hominum divomque, voluptas, alma Venus, caeli subter labentia signa quae mare navigerum, quae terras frugiferentis concelebras, per te quoniam genus omne animantum concipitur, visitque exortum lumina solis te, Dea, te fugiunt venti, te nubila caeli adventumque tuum, tibi suavis daedala tellus summittit flores, tibi rident aequora ponti, placatumque nitet diffuso lumine caelum. |
La Natura
O madre, tu, degli Eneadi, o Venere alma, delizia degli uomini e degli dèi, tu che vivifichi sotto gli astri scorrenti del cielo il mar che porta le navi, le terre che dàn le messi: si genera ogni famiglia per te degli esseri, e nata vede la luce del giorno; giungi, e ti fuggono i venti, o dea, ti fuggon le nuvole, a te produce i soavi fiori la terra ubertosa, sorride a te la distesa del mare, e brilla di un largo chiarore il cielo tranquillo: ... (Traduzione: Balilla Pinchetti) |
Due milanesi alle piramidi e altre due storie del Pepp
Erano tanti anni che anche noi avevamo una voglia matta di fare un bel giro all'estero, fuori d'Italia. Per il viaggio di nozze, col lavoro che non potevamo perdere giornate e anche per le spese di mettere su casa, non avevamo potuto andare più in là di una buona colazione con 24 coperti di parenti e amici al Cervo d'Oro a Porta Nuova, e 23 giorni d'albergo a Bellagio. Però stavolta, nel trentacinquennio dello sposalizio, che non faccio per dire potevamo pagarcelo, ed approfittando del fatto che la figlia e il genero potevano arrangiarsi a mandare avanti da soli il negozio dopo la sforaggiata di Natale, io e la Rosa abbiamo pensato che se ci rinunciamo lo facciamo più, e così ci siamo decisi di farlo questo viaggio all'estero, una volta per tutte.
In casa, già dall'estate, avevamo incominciato a mettere su una quantità di progetti differenti. Per la verità, all'estero eravamo già stati, fino a Lugano in Svizzera, dove si compra senza dogana lo zucchero e il tabacco, e il Carletto, il mio genero che ha la Giulietta, dice che è a buon mercato anche la benzina che invece qui in Italia, col governo di centro sinistra, costa uno sproposito.
| Foreign Affairs
On a cold blowy February day a woman is boarding the ten A.M. flight to London, followed by an invisible dog. The woman's name is Virginia Miner: she is fifty-four years old, small, plain, and unmarried - the sort of person that no one ever notices, though she is an Ivy League college professor who has published several books and has a well-established reputation in the expanding field of children's literature. The dog that is trailing Vinnie, visible only to her imagination, is her familiar demon or demon familiar, known to her privately as Fido and representing self-pity. |
Cuori in trasferta
In una gelida e ventosa giornata di febbraio una donna sta imbarcandosi sul volo delle dieci antimeridiane per Londra, seguita da un cane invisibile. La donna si chiama Virginia Miner: ha cinquantaquattro anni, è piccola, scialba, non è sposata, la tipica persona che non si nota, anche se insegna in una università della Ivy League, ha pubblicato parecchi libri e ha una solida reputazione in una disciplina emergente, la letteratura per ragazzi. Il cane che insegue Vinnie, visibile solo alla sua immaginazione, è il suo demone famiglio, da lei privatamente soprannominato Fido, e rappresenta l'autocommiserazione. (Traduzione: Stefania Bertola) |
Un anno sull'altipiano
Alla fine maggio 1916, la mia brigata - reggimenti 399° e 400° - stava ancora sul Carso. Sin dall'inizio della guerra, essa aveva combattuto solo su quel fronte. Per noi, era ormai diventato insopportabile. Ogni palmo di terra ci ricordava un combattimento o la tomba di un compagno caduto. Non avevamo fatto altro che conquistare trincee, trincee e trincee. Dopo quella dei "gatti rossi", era venuta quella dei "gatti neri", poi quella dei "gatti verdi". Ma la situazione era sempre la stessa. Presa una trincea, bisognava conquistarne un'altra. Trieste era sempre là, di fronte al golfo, alla stessa distanza, stanca. La nostra artiglieria non vi aveva voluto tirare un sol colpo. Il duca d'Aosta, nostro comandante d'armata, la citava ogni volta, negli ordini del giorno e nei discorsi, per animare i combattenti.